Tumore dell’utero, pembrolizumab riduce il rischio di morte

Associato a chemioterapia abbatte di un terzo le probabilità di decesso

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Supera i due anni la sopravvivenza globale delle pazienti con tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico trattate con l’immunoterapia con pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia (con o senza bevacizumab) e il rischio di morte è ridotto di un terzo.
Lo dimostrano i dati dello studio registrativo di Fase 3 KEYNOTE-826 che ha valutato l’efficacia di pembrolizumab, terapia anti-PD-1 di MSD, in combinazione con chemioterapia con o senza bevacizumab, per il trattamento di prima linea del tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico. I dati, presentati al Congresso 2021 della Società Europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology, ESMO), sono stati pubblicati contemporaneamente sul New England Journal of Medicine. È il primo regime combinato con una terapia anti-PD-1/PD-L1 che migliora la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Fratture nei bambini più ostiche per colpa del Covid

La disabitudine all’attività fisica complica le cose

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Tra i vari effetti negativi della pandemia va registrato anche il verificarsi nei bambini di fratture più difficili da trattare. Ciò avviene per via della disabitudine all’esercizio fisico e quindi di maggior lentezza di riflessi e di coordinazione.
Pasquale Guida, presidente del Congresso della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia pediatrica (Sitop), spiega: “Da un raffronto dei dati tra il 2021, 2020 e 2008 abbiamo visto che il numero di fratture è rimasto pressoché uguale, ma è cambiato è il tipo di frattura. Prima erano più ‘semplici’, nel senso che l’osso si rompeva in due pezzi, magari perché il bambino cadeva dalle scale o giocava a pallone. Adesso invece le fratture sono più complesse, con l’osso spezzato in 2-3 frammenti, e avvengono in casa, perché si scivola o cade rovinosamente magari giocano a nascondino”.
“La cosiddetta generazione 2.0 – rileva Guida – è molto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, arriva il primo vaccino a Dna

Più economico, facile da produrre e da distribuire

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Il primo vaccino a Dna contro Covid-19 è stato sviluppato in India e sta per essere autorizzato. Si chiama ZyCoV-D ed è stato ideato dalla casa farmaceutica Zydus Cadila.
Il vaccino contiene molecole di Dna circolare, chiamate plasmidi, che portano l’informazione genetica per la proteina Spike di Sars-CoV-2 a cui si aggiunge una sequenza che promuove l’attivazione del gene.
I plasmidi penetrano nelle cellule dell’organismo e raggiungono il nucleo dove si convertono in Rna messaggero. Le molecole di mRna si spostano nel citoplasma dove vengono “tradotte” nella proteina Spike.
Il sistema immunitario reagisce contro la proteina estranea, producendo cellule e anticorpi specifici.
I dati della sperimentazione parlano di un’efficacia su infezione sintomatica del 66,6%, inferiore a quella dei vaccini a mRna. C’è da considerare, però, che la sperimentazione dei vaccini ora in uso è stata …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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L-Arginina contro Covid-19

Riduzione precoce del supporto respiratorio e decorso più rapido

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Uno studio italiano ha verificato l’efficacia della L-Arginina per il contrasto a Covid-19. La ricerca è stata coordinata dal prof. Bruno Trimarco, emerito di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, con la collaborazione dell’Ospedale Cotugno di Napoli e dell’Albert Einstein University di New York.
Lo studio, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, dimostra come l’aggiunta di L-arginina per via orale ad alto dosaggio (due flaconcini da 1,66g al giorno, forniti gratuitamente dall’azienda Farmaceutici Damor SpA) alla terapia standard in pazienti ricoverati in unità sub-intensiva per COVID-19 consente una riduzione più precoce dell’assistenza respiratoria (al decimo giorno di trattamento, nel gruppo trattato con L-arginina si riscontra un miglioramento in un numero di pazienti superiore del 60% rispetto al gruppo di controllo), e una marcata riduzione dei giorni …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, doppia dose anche per Johnson & Johnson

Con una seconda dose l’efficacia sale al 94 per cento

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I ricercatori di Johnson & Johnson hanno sperimentato l’efficacia di una seconda dose del loro vaccino anti-Covid con 3 diversi studi. La nuova versione a due dosi ha dimostrato un’efficacia del 94% contro la malattia da moderata a severa e del 100% contro la malattia grave.
“Gli studi dimostrano che il vaccino assicura una protezione duratura che può essere rafforzata con una dose extra”, ha spiegato in un comunicato il direttore della sezione ricerca e sviluppo di Janssen, Mathal Mammen.
Il secondo studio mostra che le persone che ricevono una dose extra dopo la somministrazione del vaccino monodose aumentano di 12 volte gli anticorpi contro Covid-19. Il terzo studio, infine, analizza gli effetti del vaccino su 390mila persone immunizzate lo scorso luglio negli Stati Uniti. L’efficacia nel prevenire i ricoveri in ospedale è stata dell’81%.
“È prioritario proteggere quante più …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Melanoma, l’efficacia dell’immunoterapia

Nivolumab si rivela efficace dopo la chirurgia

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È italiano il più ampio programma al mondo sull’utilizzo dell’immunoterapia in fase precoce nella pratica clinica quotidiana del trattamento del melanoma. Sono stati arruolati 611 pazienti, in stadio III e IV resecato, cioè in una fase in cui la malattia è stata completamente asportata. Il programma del mondo reale ha evidenziato, in una popolazione eterogenea e non selezionata, che l’efficacia e la tollerabilità di nivolumab, molecola immuno-oncologica, somministrata in adiuvante, cioè dopo la chirurgia, si mantengono inalterate e in linea con quanto emerso nello studio registrativo di fase 3 CheckMate -238.
A due anni, la sopravvivenza libera da recidiva ha raggiunto il 58% e quella libera da metastasi a distanza il 70%. I risultati del programma italiano di accesso allargato (Italian Nivolumab Expanded Access Program (EAP) in Melanoma Adjuvant Setting: patients outcomes and safety …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Cancro al seno, ribociclib lo cronicizza

Miglioramento sensibile del tasso di sopravvivenza

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Ribociclib usato insieme al letrozolo è in grado di allungare sensibilmente la sopravvivenza delle donne colpite da cancro al seno in stadio avanzato. Lo dimostrano i dati dello studio di fase III Monaleesa-2 presentati al Congresso 2021 di Esmo, la Società europea di oncologia medica.
La combinazione è stata somministrata a un gruppo particolare di donne in post-menopausa con tumore alla mammella in stadio avanzato o metastatico. I risultati indicano che dopo 5 anni le pazienti trattate mostravano il 50% di possibilità in più di sopravvivenza rispetto a quelle che assumevano solo il letrozolo.
I dati, spiega Michelino De Laurentiis, direttore direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli sono “molto solidi” e “confermano l’efficacia della terapia”. “Vi erano già due studi con ribociclib condotti …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Cancro della prostata, nuova terapia con radioligando

L’aggiunta del trattamento riduce il rischio di peggioramento della malattia

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Sono positivi i dati sulla qualità di vita legata alla salute (HRQoL) dello studio di Fase III VISION che ha valutato 177Lu-PSMA-617, terapia mirata sperimentale con radioligando, in aggiunta allo standard di cura nel carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) rispetto al solo standard di cura. Numerosi pazienti con mCRPC lamentano disabilità fisiche e notevole dolore. I dati di valutazione della qualità di vita (HRQoL) dello studio VISION mostrano un ritardo nel peggioramento di queste manifestazioni invalidanti nel braccio con 177Lu-PSMA-617 più lo standard di cura, rispetto al solo standard di cura. Non sono stati osservati problemi di sicurezza nuovi o imprevisti, comprese le variazioni della clearance della creatinina. I risultati saranno presentati al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO).
L’analisi ad hoc della qualità di vita …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | prostata, tumore, radioligando,

Covid, dolore muscolare in metà dei pazienti

Il virus Sars-CoV-2 viaggia fino ai nervi

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Nella classifica delle ripercussioni post Covid, la voce dolore ricopre uno spazio importante: basti pensare che circa la metà dei pazienti che ha avuto l’infezione ha dovuto lottare contro i dolori muscolari, seguiti da cefalee acuto (6-21%), dolori toracico (2-21%), oculare (16%), mal di gola (5-17%) e addominale (12%). E ultimamente anche quelli che coinvolgono la testa (viso e nuca).
È lungo il percorso dei virus, che si è scoperto viaggiare tra cervello e polmone lungo il nervo vago. A dirlo è una ricerca basata su un’importante collaborazione interdisciplinare del Polo Universitario San Paolo e spiegherebbe perché sono compromessi i muscoli e i dolori che ne derivano.
“La presenza del virus SARS-CoV-2 è stata documentata non solo nelle aree cerebrali di controllo del respiro, ma è stato rilevato nello studio pubblicato su Journal of Neurology, il suo percorso tra polmone e …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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AstraZeneca, fattori di rischio non individuabili

Non è stato possibile capire quali fattori ne rendono pericolosa l’assunzione

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Tra i soggetti vaccinati con AstraZeneca si registra un’incidenza lievemente più alta di trombosi rispetto alla norma. Tuttavia, non è stato possibile identificare con certezza i fattori che espongono a un maggior rischio di insorgenza della malattia.
A dirlo è l’Agenzia europea del farmaco sulla base dell’analisi effettuata dal comitato Chmp, che ha completato la sua indagine sul rischio di insoliti coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine e sull’eventuale uso di una seconda dose di Vaxzevria.
“L’agenzia ha analizzato tutti i dati disponibili, inclusi gli ultimi provenienti da segnalazioni spontanee relative alla Tts nella banca dati di farmacovigilanza EudraVigilance, dati dettagliati sulle vaccinazioni degli Stati membri e un ulteriore studio commissionato sul rischio di coaguli di sangue che è stato esaminato in dettaglio dal Comitato per la sicurezza Prac dell’Ema. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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