Diabete, micropump senza catetere per l’insulina


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Sono circa lo 0,3 per cento di tutta la popolazione italiana (corrispondenti a circa 180.000 connazionali) le persone con diabete tipo 1. Tra queste, dal 2016 al 2018 quelle che utilizzano il microinfusore sono passate dal 12,6 al 17 per cento, come certificano i dati degli Annali AMD dell’Associazione medici diabetologi presentati a fine novembre al congresso nazionale di diabetologia di Padova. «Si tratta di un incremento significativo, che avvicina il nostro Paese alla media delle altre nazioni europee, in cui la terapia insulinica sottocutanea in continuo mediante microinfusore, conosciuta anche con la sigla CSII, riguarda una persona con diabete tipo 1 su 5», spiega Emanuele Bosi, Primario diabetologo dell’Ospedale San Raffaele e professore di Medicina Interna all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
«I vantaggi dell’impiego del microinfusore sono molteplici. Favorisce, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, insulina, microinfusore,

Un gel che fa crescere organoidi


Possibile una prossima applicazione sull’uomo

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Un team di ricercatori italo-inglesi ha messo a punto un nuovo gel in grado di far crescere tessuti umani sotto forma di organoidi.
Il risultato, apparso su Nature Communications, è firmato da scienziati dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare e dell’Università di Padova guidati da Nicola Elvassore e dai colleghi del Great Ormond Street Institute of Child Health dello University College di Londra guidati da Paolo De Coppi.
Gli organoidi sono potenzialmente fondamentali per la sostituzione e la riparazione di un tessuto danneggiato o malato, ma i gel utilizzati finora per la coltura degli organoidi umani si sono dimostrati non abbastanza affidabili.
Il team italo-inglese ha superato il problema sviluppando un gel a base di matrice extracellulare, partendo dal tessuto intestinale decellularizzato di maiale, che consente di ottenere organoidi potenzialmente adatti per l’uso nel …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | organoidi, gel, idrogel,

Psoriasi, il grasso può favorirla


Nesso fra i chili di troppo e il rischio della malattia

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C’è un rapporto fra la psoriasi e i chili in eccesso di una persona. Un nuovo studio realizzato da ricercatori del S. Olavs Hospital di Oslo segnala il nesso la correlazione emersa dall’analisi dei dati riguardanti circa 750mila persone.
«Numerosi studi lo hanno ormai dimostrato chiaramente: la psoriasi non è soltanto un problema che riguarda la pelle, ma va inquadrata come una patologia ad interessamento “sistemico”, che riguarda cioè tutto l’organismo e può essere associata ad altre malattie – commenta Maria Concetta Fargnoli, direttore della Dermatologia generale e oncologica dell’Ospedale dell’Aquila e segretario nazionale della Società italiana di Dermatologia SIDeMaST -. Le cause della psoriasi non sono ancora del tutto note: come e perché si formino le chiazze, si allarghino, regrediscano e talvolta scompaiano del tutto è tuttora in parte materia di studio. È accertato però …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | psoriasi, grasso, infiammazione,

I super virus contro i super batteri


Scoperti fagi che resistono a qualsiasi aggressione batterica

I super batteri che minacciano la salute umana hanno trovato un degno avversario in un altro microrganismo, i fagi. Si tratta di virus in grado di infettare i batteri ed eliminarli dall’organismo.
Nel corso dell’evoluzione, i batteri si sono dotati di sistemi Crispr-Cas – il meccanismo di manipolazione che “taglia e cuce” il Dna – per aggredire e distruggere il codice genetico dei virus.
I virus batteriofagi – più comunemente definiti fagi – hanno allestito però un sistema di difesa impenetrabile che un team dell’Università della California di San Francisco e dell’Università di San Diego ha portato alla luce, come si legge su Nature.
I fagi infettano i batteri e creano una sorta di “panic room”, una stanza di sicurezza non accessibile all’interno del loro ospite che serve a proteggere il Dna fagico altrimenti vulnerabile all’attacco dei batteri.
“Nei nostri esperimenti, questi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | virus, batteri, fagi,

Linfoma mantellare, nuova terapia a base di Car-T


Risultati promettenti in uno studio di fase II

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Il linfoma mantellare potrebbe presto avere una nuova terapia.
Kite, società del gruppo Gilead, ha annunciato infatti i risultati principali di ZUMA-2, studio clinico di fase II, multicentrico, a braccio singolo, condotto in aperto con KTE-X19 – una terapia sperimentale con recettore antigenico chimerico delle cellule T (CAR-T, Chimeric Antigen Receptor T-cell) – in pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL, mantle cell lymphoma).
Dopo una singola infusione di KTE-X19, la migliore risposta obiettiva identificata da revisione centrale radiologica indipendente (n = 60 valutabili per analisi di efficacia) è stata del 93%, e il 67% dei pazienti ha raggiunto una risposta completa. Questi risultati sono stati presentati al 61° Congresso Annuale della American Society of Hematology (ASH) di Orlando.
“Esiste una sentita necessità di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con MCL, in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | linfoma, mantellare, Car-T,

Chirurgia robotica, l’ultima frontiera in Humanitas Mater Domini

Humanitas Mater Domini è la prima struttura sanitaria in provincia di Varese e Milano, la seconda in Lombardia ad essere dotata del robot Navio, il robot in “camice bianco” che, con un altissimo livello di accuratezza e precisione chirurgica impensabile a occhi e mani umane, supporta il chirurgo ortopedico nella pianificazione pre-operatoria e nell’intervento di protesi monocompartimentale e totale di ginocchio.

I vantaggi per il paziente

Navio è un sistema robotico estremamente preciso in grado di posizionare le componenti protesiche (femorale e tibiale) in base alla forma anatomica specifica del ginocchio del paziente e al suo movimento, rilevati da speciali sensori. «Il robot non si sostituisce al chirurgo – sottolineano il dottor Franco Baldo e il dottor Fabio Zerbinati, in prima linea sulla chirurgia robotica–, ma lo assiste negli interventi di protesi permettendo di stabilire, con una precisione estrema, la porzione di lesione artrosica da rimuovere per il corretto posizionamento della protesi, in rapporto anche alla tensione dei legamenti e alle caratteristichespecifiche di ogni paziente».

Tutto questo si traduce in numerosi vantaggi per il paziente:

· Non sono necessari esami strumentali di secondo livello (TAC, Risonanza Magnetica): lo studio anatomico è rilevato durante l’operazione

· Massima accuratezza nella posizione dell’impianto sia statico che dinamico

· Meno dolore e meno farmaci antidolorifici dopo l’intervento

· Ridotti tempi di degenza

· Massimo recupero possibile del movimento naturale del ginocchio

· Migliore propriocettività, che si traduce in miglior confidenza con la nuova articolazione

· Più rapido ritorno alla vita quotidiana e allo sport

· Maggior durata della protesi

Artrosi e protesi di ginocchio: sempre più giovane l’età media dei pazienti

Al contrario di quanto si pensi, l’artrosi di ginocchio non colpisce solo gli anziani: traumi giovanili ai menischi o altre strutture del ginocchio, malattie infiammatorie o reumatiche, ginocchia “storte” in varismo o valgismo (a X o “del fantino”), aumentano il rischio di degenerazione della cartilagine articolare che porta all’artrosi. Sebbene le cause siano diverse, tuttavia il dolore da artrosi è uguale ad ogni età: prima, compare solo nei movimenti, poi anche a riposo e, infine, può portare a disabilità e riduzione della qualità di vita, rendendo difficili azioni quotidiane come fare le scale, piegarsi e salire in auto. «Quando la degenerazione della cartilagine colpisce solo una parte dell’articolazione del ginocchio, l’intervento con una piccola protesi chiamata monocompartimentale, sostituisce solo la porzione di ginocchio “usurata” per risolvere e rallentare la progressione dell’artrosi. Nelle situazioni di artrosi avanzata, invece, è necessaria la protesi totale che sostituisce tutta l’articolazione – spiegano gli esperti –. Oggigiorno, complice anche l’aspettativa di vita più lunga e, in generale più attiva, è sempre più in crescita la necessità di un intervento di sostituzione protesica».

Robot “Navio”

Con l’ausilio di multipli sensori posizionati sulla gamba e sulla coscia del paziente, il sistema Navio permette di eseguire, insede operatoria, uno studio del movimento preciso del ginocchio. Questo per valutare eventuali lassità o deviazioni assiali dell’arto e stabilire, con la massima precisione, il punto di inserimento delle componenti della protesi. Mediante uno strumento palpatore, che rileva con il contatto la conformazione del ginocchio, dopo l’elaborazione del software si esegue la ricostruzione 3D virtuale delle superfici articolari (tibiale e femorale). Il robot Navio, rilevando ed elaborando dati anatomici, di movimento e di stabilità, determina con precisione millimetrica la posizione delle componenti protesiche durante tutto l’arco del movimento.

Nella fase operativa interviene il “braccio robotico”, dotato di una fresa computer-assistita ad alta velocità che, nella mano del chirurgo, guida l’esecuzione dei tagli ossei necessari all’impianto della protesi, ripercorrendo il modello 3D virtuale precedentemente elaborato. Nella mano del chirurgo, il manipolo robotico controllato dal computer procede ai tagli femorali e tibiali, asportando l’osso solo dove prestabilito. Infatti, se per errore, si uscisse dagli spazi, la fresa si retrae e si ferma, rendendo impossibile l’errore umano.

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Bellezza sotto l’albero, i ritocchi più desiderati


Regali all’insegna del benessere per il viso e il corpo

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La bellezza non va in vacanza. Anzi, proprio l’avvicinarsi delle festività natalizie spinge le persone a desiderare con più volontà piccoli ritocchi al viso e al corpo.
“Sono molti i trattamenti di medicina estetica che permettono di intervenire in modo rapido ed efficace per correggere piccoli difetti fisici – spiega Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma, e docente presso la Cattedra di Chirurgia plastica dell’Università di Milano -. In questo senso le feste sono spesso il periodo preferito per sottoporvisi: la durata dell’intervento è minima e l’effetto è immediato, quindi in poche ore si ottiene il risultato desiderato. Dal botulino al filler ai laser non ablativi, si possono ritoccare naso, labbra, occhi, pelle, con un recupero istantaneo. È infatti sufficiente recarsi dal medico estetico o dal chirurgo una settimana prima dell’evento”.
Quali sono i trattamenti più …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bellezza, ritocchi, viso,

Sei triste? Ecco gli sport migliori per tirarti su il morale

Mens sana in corpore sano…e felice! L’attività fisica fa bene al corpo ma anche alla mente e ci sono una serie di sport che è possibile fare per sentirsi subito più felici e rilassati. Quali sono i benefici generici del movimento? Fare sport aiuta a rinforzare l’apparato cardiocircolatorio e contrasta efficacemente sia lo stress che la tristezza. Quali sono gli sport più indicati contro la tristezza? Vediamo insieme una lista di sport contro la tristezza ideali per contrastare il cattivo umore, da praticare in quelle giornate in cui vi sentite giù di morale e avreste solo voglia di piangere.

Sport contro la tristezza: le migliori attività per ritrovare il buonumore

Partiamo da un presupposto: perché lo sport riesca a contrastare la tristezza, a prescindere da quale sia la disciplina scelta, è necessario essere costanti. Praticare attività fisica almeno 2 o 3 volte a settimana per minimo 30 minuti garantisce una serie di benefici che comprende anche far tornare il buonumore! La ragione? Durante l’attività fisica il cervello rilascia endorfine, le sostanze responsabili del buonumore.

Partiamo subito con gli sport facili: camminata e corsa. Ideali per tornare in forma e scaricare lo stress, camminare e correre sono anche l’ideale quando si tratta di tornare a sorridere. Pensateci: andare a camminare in posti meravigliosi o correre in mezzo alla natura, quando se ne ha la possibilità, può far facilmente tornare il sorriso sulle labbra di chiunque. Ancora meglio se lo si fa in compagnia concendendosi una chiacchiera – solo se si cammina – o con la musica sparata nelle orecchie.

Anche il trekking risulta una buona idea in quando occorre ritrovare il sorriso. Ideale per chi vive vicino a spazi incontaminati, i rumori della natura che si sentono lungo il percorso stimolano il cervello e aiutano a placare il senso di ansia che a volte colpisce chi si sente triste e svuotato. Se il clima e il panorama sono l’ideale la sferzata di positività è garantita!

Ultimo ma non ultimo? La danza. Contro la tristezza ballare aiuta davvero tanto. Le ragioni risiedono anche nel fatto che ballare faccia acquisire fiducia in se stessi combattendo la rigidità e la difficoltà a lasciarsi andare. Ballando vengono prodotti dall’organismo dopamina e serotonina, che agiscono come antidepressivi naturali. Leggi anche 5 aree del corpo da allenare per un corpo definito

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Mieloma multiplo, nuove speranze dalla Car-T


La terapia mostra una risposta del 100 per cento

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Il mieloma multiplo potrebbe essere efficacemente combattuto dalla terapia Car-T, quella basata sull’ingegnerizzazione delle cellule immunitarie.
In fase di test, la terapia ha mostrato un tasso di risposta del 100%, con una risposta molto buona nell’86% dei casi e parziale nel restante 14%.
I numeri provengono dallo studio di fase Ib/II Cartitude-1, che ha coinvolto 29 pazienti affetti da mieloma multiplo che non rispondeva alle cure o recidivante per valutare l’efficacia di una Car-T mirata alla molecola BCMA delle cellule immunitarie di tipo B.
I risultati della terapia sviluppata dalla casa farmaceutica Johnson & Johnson sono stati presentati nel corso del Congresso Annuale dell’American Society of Hematology. La terapia ha permesso a 27 pazienti su 29 di essere liberi da progressione di malattia al monitoraggio a sei mesi.
“Lo studio con la CAR T cell anti BCMA della Janssen …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | mieloma, Car-T, terapia,

Come sostituire il formaggio a tavola: alternative gustose e low fat

Cosa mangiare al posto del formaggio? Ci sono moltissime alternative buone da gustare e con molte meno calorie di quelle contenute nei formaggi. Vediamo come sostituire il formaggio a tavola e preparare comunque manicaretti gustosissimi. Impossibile? Assolutamente si! Ogni tipologia di formaggio è sostituibile, da quello che grattugiate sulla pasta al formaggio utilizzato nei dolci. Vediamo insieme in che modo.

Cosa mangiare al posto del formaggio: alternative a seconda del piatto

Vediamo come sostituire il formaggio con alternative vegetali ideali per vegani ma anche per le persone che stanno osservando un’alimentazione calibrata.

Formaggio spalmabile

Come sostituire il formaggio spalmabile? Lo usiamo su tutto, in particolar modo per gli antipasti. Esistono delle alternative vegetali facilissime sa realizzare. C’è l’hummus di ceci, perfetto per panini e bruschette, o ancora il formaggio vegan spalmabile a base di erbe. Si può anche creare un formaggio vegetale partendo dalla frutta secca e/o dal tofu frullando e insaporendo con sale e spezie a piacimento.

Sostituire la mozzarella sulla pizza

Questo si che sembra assolutamente impossibile e inconcepibile. La verità, però, è che lo yogurt bianco di soia è un ottimo sostituto della mozzarella sulla pizza. L’importante è che lo yogurt scelto sia molto cremoso e che venga lasciato scolare per qualche ora all’interno di un colino a maglie fitte. Insaporito con sale e pepe andrà aggiunto sull’impasto steso a cucchiaiate e, durante la cottura, si asciugherà ulteriormente. Sia la consistenza che il sapore saranno simili a quelli della mozzarella tradizionale (provare per credere)!

Formaggio nei dolci

A partire dalla cheesecake, ci sono moltissimi dolci che contengono formaggio ed esiste un modo di sostituire anche questo. Come? Con lo yogurt, nel caso della cheesecake. E nel caso della ricotta? Conviene preparare in casa della ricotta di mandorle, che risulta semplice da preparare. Risulta ottima anche se usata nell’impasto delle torte alla frutta o delle crostate.

Come sostituire il formaggio grattugiato

Probabilmente uno dei casi in cui sostituire il formaggio risulta più difficile anche solo a livello mentale. La versione vegan del formaggio grattugiabile esiste, però, e la troviamo nel lievito alimentare in scaglie, prodotto dalla lavorazione del lievito di birra. Ideale per essere grattugiato sulla pasta o sui risotti, l’impressione è proprio quella di mangiare i tipici formaggi a scaglie.

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