Così si riduce il rischio di infarto


L’imaging di precisione abbatte le probabilità

Il paziente con sospetta malattia coronarica può ridurre del 65% il suo rischio di morte, di infarto e di esami invasivi inutili se viene valutato con le metodiche di precisione d’avanguardia: TAC Cardiaca e FFRCT (fractional flow reserve CT-derived), il parametro che permette di capire se i restringimenti riscontrati nelle arterie hanno effettivamente la capacità di causare una ostruzione rilevante al flusso di sangue.
Lo confermano i risultati, recentemente presentati al congresso dell’American Heart Association, dello studio internazionale randomizzato PRECISE, in cui il Centro Cardiologico Monzino è primo arruolatore al mondo e unico centro italiano partecipante.
“I risultati dello studio PRECISE hanno una grandissima rilevanza per la pratica clinica perché offrono per la prima volta una soluzione ottimale e non invasiva al complesso problema della diagnosi del dolore toracico in …  (Continua) leggi la 2° pagina infarto, rischio, imaging,

Due soluzioni chirurgiche per l’artrosi della caviglia


Sia la sostituzione che la fusione sembrano funzionare

Chi soffre di un’artrosi avanzata della caviglia può sottoporsi a due tipi di intervento chirurgico, in entrambi i casi con ottimi risultati.
Lo conferma uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team dello University College di Londra guidato da Andrew Goldberg, che spiega: «Il nostro lavoro mostra quanto sia importante conoscere la salute delle articolazioni circostanti prima che il paziente venga sottoposto a intervento chirurgico, perché questo fattore può far propendere per un tipo di intervento o per l’altro».
Allo studio hanno partecipato poco più di 280 pazienti fra i 50 e gli 85 anni sottoposti a sostituzione totale della caviglia o a intervento di fusione dell’arto.
I fattori che hanno costituito la base della valutazione sono stati il livello del dolore percepito, la capacità di svolgere le attività quotidiane e la qualità di vita complessiva. I pazienti …  (Continua) leggi la 2° pagina caviglia, sostituzione, fusione,

L’effetto della pandemia sulla depressione


Grave l’impatto sulla salute mentale delle persone

Uno studio dell’Università di Toronto pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha mostrato gli effetti negativi della pandemia sulla salute mentale generale.
In particolare, le stime indicano che il 12,9% degli adulti e anziani che non avevano mai sofferto di sintomi depressivi li ha invece sviluppati per la prima volta proprio durante la pandemia. Chi ha pagato il prezzo più grande, però, è stato chi aveva già una storia di depressione alle spalle. In questo caso, il 45% di loro ha dichiarato il ritorno dei vecchi sintomi durante le varie fasi della pandemia.
La ricerca canadese ha coinvolto oltre 20.000 persone fra i 45 e i 95 anni monitorati fra il 2011 e il 2020. Una persona su 8 senza nessuna passata esperienza di depressione nell’autunno del 2020 ha riferito di sentirsi depressa.
L’impatto negativo della pandemia è stato ancora più …  (Continua) leggi la 2° pagina covid, depressione, sintomi,

I prematuri vanno seguiti fino a 6 anni


Necessario allungare il periodo di follow up dei bambini prematuri

Chi nasce prematuramente viene in genere seguito fino al compimento dei 3 anni per valutarne approfonditamente lo sviluppo. Secondo la Società italiana di neonatologia, invece, si dovrebbe procedere a un’estensione dell’indicazione fino ai 6 anni.
“La prematurità – si legge in una nota Sin – può essere una malattia cronica che può manifestarsi nel tempo in modo tanto più grave quanto più la nascita è stata precoce. Per questi motivi il rapporto clinico e il sostegno alla famiglia del neonato pretermine non possono finire al momento della dimissione, ma devono necessariamente continuare nel tempo. La Sin ha avviato da anni un percorso per promuovere i servizi di follow-up neonatale e garantire una adeguata assistenza anche dopo la dimissione, attraverso programmi mirati alla precoce identificazione delle anomalie di sviluppo e all’attuazione di interventi precoci individualizzati, con …  (Continua) leggi la 2° pagina prematuri, neonati, salute,

Covid, il vaccino dimezza il rischio di reinfezione


Nel caso di una seconda infezione i rischi sono molto più bassi

I vaccini anti-Covid continuano a svolgere appieno il proprio dovere. Secondo una revisione di studi pubblicata su Frontiers in Medicine, i vaccinati avrebbero un rischio dimezzato di incappare in una reinfezione. E nel caso ci fosse, il rischio di sviluppare una forma grave sarebbe molto più basso.
Lo dice una metanalisi dell’Università di Bologna condotta da un team coordinato dall’epidemiologo Lamberto Manzoli.
“I risultati che abbiamo ottenuto confermano che, tra i guariti, chi ha ricevuto due o tre dosi di vaccino ha un rischio di reinfezione tra il 50% e il 60% minore rispetto a chi non è vaccinato”, osserva Manzoli.
“Considerando che le persone guarite sono ormai centinaia di milioni in tutto il mondo, e 23 milioni solo in Italia, questi risultati appaiono particolarmente positivi, e forniscono informazioni strategiche per le future politiche di controllo della …  (Continua) leggi la 2° pagina coronavirus, immunit, infezione, vaccino,

Nuovi farmaci antidiabetici contro l’obesità


La dieta è spesso insufficiente per raggiungere gli obiettivi

I nuovi farmaci antidiabetici producono effetti positivi in caso di obesità, eguagliando i risultati raggiunti dalla chirurgia bariatrica.
In occasione del Congresso della Sif di Roma, gli esperti hanno discusso delle novità terapeutiche.
“Le principali novità nella cura dell’obesità provengono dai farmaci antidiabetici caratterizzati da una struttura analoga all’ormone GLP-1 e in grado di avere effetti benefici anche sul controllo della massa grassa, tanto da essere stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) come opzione di trattamento per la gestione cronica del peso nei soggetti con obesità”, ha detto Enzo Nisoli dell’Università degli Studi di Milano.
“Negli ultimi anni – spiega Nisoli – a partire dalla liraglutide sono state condotte una serie di sperimentazioni che hanno dato risultati sorprendenti, segnando l’inizio di un …  (Continua) leggi la 2° pagina obesit, farmaci, peso,

WORK TEAM REPORT SU: INFEZIONI RESPIRATORIE VIRALI


MANAGEMENT DELLA MALATTIA INFLUENZALE E DELLA COVID-19

EVENTO “MEDICINA DI PRECISIONE” WORK TEAM REPORT SU: INFEZIONI RESPIRATORIE VIRALI: MANAGEMENT DELLA MALATTIA INFLUENZALE E DELLA COVID-19