Covid-19 riduce le diagnosi di infezioni sessuali

Studio mostra l’influenza della pandemia sulle Malattie a trasmissione sessuale

Varie_3267.jpg

L’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus ha influenzato in modo significativo l’epidemiologia delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MST) e in particolare della sifilide. A dimostrarlo è un lavoro osservazionale appena pubblicato su Sexually Trasmitted Infections dal gruppo del Centro MST/HIV dell’Istituto San Gallicano (IRCCS) diretto da Alessandra Latini.

“Dall’inizio del lockdown – spiega Latini – abbiamo osservato una drastica riduzione delle diagnosi di infezioni a trasmissione sessuale, in particolare della sifilide”.

Il dato è in netto contrasto con il trend di aumento del numero di casi di sifilide registrato negli ultimi due anni, soprattutto nel periodo immediatamente precedente all’isolamento, e in particolare tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e le persone che vivono con l’HIV.

Alzheimer, un nuovo/vecchio farmaco ne riduce i sintomi

Rotigotina migliora le funzioni cognitive

Un trial clinico svolto presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma ha evidenziato gli effetti positivi della rotigotina, un farmaco comunemente utilizzato per pazienti con morbo di Parkinson, sulle funzioni cognitive in 94 pazienti con lieve o moderata malattia di Alzheimer. L’Alzheimer è una malattia che in Italia colpisce oltre 600mila persone e rappresenta circa il 60% delle oltre 1milione e 240mila diagnosi di demenza in Italia.

La rotigotina è un farmaco che agisce sulla trasmissione della dopamina nel cervello. Lo studio, intitolato Effects of Dopaminergic Therapy in Patients with Alzheimer’s Disease (DOPAD) è stato condotto dal prof. Giacomo Koch, neurologo e Direttore del laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia a Roma, in collaborazione con il prof. Alessandro Martorana, neurologo dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

L’Intelligenza Artificiale per la sclerosi multipla

Diagnosi e prognosi per le diverse tipologie della malattia

Sclerosi multipla_6161.jpg

La Sclerosi Multipla (SM) colpisce ogni anno 2,3 milioni di persone nel mondo e 120.000 in Italia, ma la sua diagnosi rimane una sfida per i medici: esistono diversi tipi di SM, con evoluzione e prognosi diverse, e non è sempre facile distinguerle con precisione e precocemente.

Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, coordinato da Cinthia Farina, responsabile del laboratorio di Immunobiologia dei Disordini Neurologici, ha dimostrato che è possibile, attraverso strumenti di intelligenza artificiale, riconoscere la SM anche nelle sue diverse forme a partire dall’analisi di un campione di sangue con tecniche di genomica avanzate.

È la prima volta che algoritmi di intelligenza artificiale vengono applicati su questo genere di dati e potrebbero avere ricadute cliniche importanti: una diagnosi efficace e precoce potrebbe avviare rapidamente i pazienti al trattamento adeguato.

10 cose che non sai sul cuore delle donne

La prevenzione è possibile ma tenendo conto delle differenze di genere

Diabete_5492.jpg

È ormai documentato che uomini e donne hanno una diversa predisposizione, anche genetica, a sviluppare le malattie dell’apparato cardiovascolare e che l’infarto ha un’incidenza più alta negli uomini.

“Questi fattori hanno portato a sottostimare la malattia cardiovascolare nella donna, sia dai clinici sia dalle donne stesse, originando un problema di rilevanza clinica, sociale ed economica”, spiega la dott.ssa Paola Centeleghe, responsabile della struttura semplice di Cardiologia Riabilitativa dell’ASST Gaetano Pini-CTO.

La prevenzione è possibile e doverosa, con un approccio che tenga conto delle differenze di genere, al fine di ottenere una corretta valutazione del rischio cardiovascolare globale e successivamente di permettere una diagnosi tempestiva e una cura corretta.

Sla, individuato nuovo metodo per la diagnosi precoce

Tempi della diagnosi ridotti facilitano le cure

Una delle patologie più invalidanti e ancora non comprese a fondo è la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), che colpisce in Italia più di 6 mila persone, con un’incidenza di 2 mila nuovi casi ogni anno (dati EURALS Consortium).

Tra le principali difficoltà nella presa in carico di questi pazienti ci sono certamente i tempi della diagnosi, che a volte, ancora oggi, possono sfiorare l’anno.

Un importante passo in avanti in questa direzione arriva dalla collaborazione tra l’IRCCS Fondazione Don Gnocchi e l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, i cui ricercatori hanno individuato nella saliva – grazie a una tecnica innovativa – un biomarcatore utile alla diagnosi precoce della malattia.

Coronavirus, il vaccino contro l’influenza potrebbe aiutare

I virus influenzali favorirebbero l’accesso di Sars-CoV-2

In vista della prossima stagione influenzale autunnale potrebbe essere un’ottima idea vaccinarsi, anche per contrastare il nuovo coronavirus.

Gli infettivologi avevano già segnalato quanto fosse opportuno vaccinarsi almeno per evitare confusione e sovrapposizione in fase di diagnosi dal momento che i sintomi dell’influenza e quelli del nuovo coronavirus sono molto simili.

Ora però alcuni ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno pubblicato su The Lancet uno studio che suggerisce un effetto protettivo reale del vaccino antinfluenzale nei confronti del nuovo virus.

I ricercatori hanno infettato in vitro alcuni tessuti umani con i virus della SARS e della MERS, con il virus influenzale aviario ad alta patogenicità H5N1 e con quello influenzale pandemico del 2009 – H1N1pdm-2009.

Mieloma multiplo, nuova formulazione per daratumumab

Parere positivo per la formulazione sottocutanea

Varie_7139.jpg

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’agenzia europea del farmaco (EMA) ha concesso parere favorevole all’approvazione della formulazione per infusione sottocutanea di daratumumab per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi o recidivato/refrattario.

La nuova formulazione, co-formulata con ialuronidasi umana ricombinante PH20 (rHuPH20) [tecnologia drug-delivery ENHANZE di Halozyme], riduce i tempi di somministrazione da diverse ore a tre-cinque minuti, mantenendo un’efficacia sovrapponibile e riducendo l’incidenza delle reazioni correlate all’infusione rispetto alla somministrazione endovenosa. Il parere positivo del CHMP si applica a tutte le indicazioni attuali del farmaco, sia per i pazienti di nuova diagnosi, che per i pazienti con malattia recidivata e refrattaria.

Nuovo strumento di diagnosi per i sarcomi

Piattaforma che individua rapidamente anomalie genetiche

Tumori_4528.jpg

C’è uno strumento nuovo in oncologia per il corretto inquadramento diagnostico dei sarcomi ed il miglioramento terapeutico complessivo.

È la piattaforma condivisa tra i laboratori degli IRCCS che aderiscono ad ALLEANZA CONTRO IL CANCRO – la Rete Oncologica Nazionale fondata dal MINISTERO DELLA SALUTE – creata per identificare, mediante approcci di sequenziamento del genoma di ultima generazione (NGS), alterazioni la cui individuazione risulta fondamentale per il corretto inquadramento della patologia.

A perfezionarla, il Working Group Sarcomi che per questo studio specifico si è avvalso del coordinamento scientifico dell’IFO-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (IRE) e del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO). Le risultanze del lavoro sono state pubblicate dalla rivista Frontiers Oncology.

Covid-19, tutti sviluppano anticorpi

Studio dimostra che l’organismo riesce a generare anticorpi

Varie_14321.jpg

Uno studio che alimenta speranze quello cinese pubblicato su Nature Medicine e rilanciato dal virologo Roberto Burioni su Twitter: “Seppure in quantità variabili – twitta Burioni – i pazienti guariti da Covid-19 producono anticorpi contro il virus. Questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l’immunità”.

Dallo studio della Chongqing Medical University si evince che a 19 giorni dai sintomi il 100 per cento dei pazienti analizzati nello studio (285) aveva sviluppato le IgG contro Sars-Cov-2.

Gli anticorpi IgG sono quelli che proteggono a lungo termine da un’infezione, mentre gli Igm si attivano nell’immediato, conferendo all’organismo protezione per un periodo breve.

L’intelligenza artificiale può diagnosticare il coronavirus

Strumento utile per velocizzare la diagnosi e avviare le cure

Varie_7676.jpg

Tamponi e Tac rimarranno le risorse principali per offrire un quadro diagnostico chiaro ai medici impegnati nella lotta al nuovo coronavirus.

Tuttavia, presto potrebbe affiancarsi anche l’intelligenza artificiale grazie all’idea di uno spin-off della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia (DeepTrace Technologies) con altri ricercatori di diversi istituti (Università di Milano Bicocca e Statale, Cnr, Policlinico San Donato e ospedale San Gerardo di Monza).

Gli scienziati hanno sperimentato un procedimento per riconoscere la polmonite interstiziale causata da Sars-Cov-2 basandosi su una radiografia digitale. L’intelligenza artificiale si è dimostrata in grado di distinguere i pazienti affetti da coronavirus da quelli con sintomi simili ma non colpiti dall’infezione.