Per una diagnosi ossea senza raggi X

Nuovo strumento a disposizione per verificare la densità ossea

Osteoporosi_4459.jpg

Un’azienda italiana – Ecolight – ha messo a punto un nuovo dispositivo in grado di rilevare la densità ossea senza ricorrere ai raggi X.
Per la caratterizzazione dell’osso su vertebre lombari e collo del femore non vengono impiegate radiazioni, ma si utilizzano i segnali nativi non-filtrati acquisiti durante l’esame ecografico.
La fase di test dello strumento ha coinvolto oltre 10.000 soggetti reclutati nei centri più importanti d’Europa per la diagnosi dell’osteoporosi. «Questo nuovo approccio alla prevenzione della salute ossea testimonia il nostro impegno nella ricerca in ingegneria biomedica per la progettazione e lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia, non invasive, al servizio dei pazienti e degli operatori medico-sanitari. Siamo inoltre sostenitori dell’importanza della collaborazione pubblico-privato quale volano per la ricerca e l’innovazione, il che ci ha portato a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | osteoporosi, diagnosi, radiazioni,

La depressione si sente dalla voce

Un algoritmo può individuare sintomi depressivi grazie al tono della voce

Depressione_4205.jpg

L’Intelligenza Artificiale e le sue mille applicazioni possibili. I ricercatori della University of Maryland hanno proposto di utilizzare un algoritmo per individuare sintomi depressivi nelle persone, consentendo una diagnosi molto più facile e in grado di avvertire in tempo quando tali disturbi raggiungono livelli potenzialmente pericolosi.

L’innovazione è stata presentata da Carol Espy-Wilson nel corso del Meeting of the Acoustical Society of America. Il parametro fondamentale di cui si serve l’algoritmo per individuare la depressione è la lentezza nella voce del soggetto. I disturbi depressivi sono infatti associati a un rallentamento psicomotorio della persona che si riflette anche sulla voce. L’effetto è una pronuncia più lenta delle parole e l’introduzione nella conversazione di un numero maggiore di pause.

L’Intelligenza Artificiale migliora la colonscopia

Diagnosi più precisa del 13 per cento grazie all’algoritmo

Colon_3620.jpg

È la prima volta per la ricerca italiana, la prima volta per l’americana Food and Drug Administration (FDA) e la prima volta per l’intelligenza artificiale (AI) applicata alla diagnostica precoce del tumore al colon.

Con dati non generati negli USA, l’FDA approva il primo dispositivo medico che usa un algoritmo dell’intelligenza artificiale per aiutare i medici a rilevare lesioni sospette per il cancro al colon, in tempo reale durante una colonscopia. Lo studio, disegnato e coordinato dal professor Alessandro Repici, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Humanitas e docente di Humanitas University, ha visto la partecipazione degli ospedali Regina Margherita di Roma e Valduce di Como.

Cancro al polmone, doppia immunoterapia efficace

Sopravvivenza aumentata con l’associazione nivolumab/ipilimumab

Tumore al polmone_2668.jpg

Nei pazienti colpiti dalla forma più comune di tumore del polmone, quella non a piccole cellule, l’immunoterapia associata a cicli limitati di chemioterapia, cioè due invece dei “classici” quattro, riduce del 28% il rischio di morte e del 33% il rischio di progressione della malattia.

Non solo, il 38% dei pazienti che hanno ricevuto la duplice terapia immuno-oncologica, costituita da nivolumab più ipilimumab, in associazione con 2 cicli di chemioterapia, era vivo a due anni rispetto al 26% di quelli trattati con la sola chemioterapia.

Sono i dati principali dello studio di fase 3 CheckMate -9LA, presentato oggi in una sessione orale al Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO).

Un esame del sangue per diagnosticare l’Alzheimer

Grazie a un sensore che riconosce le proteine nel plasma

Epilessia_936.jpg

Diagnosticare l’Alzheimer grazie a un semplice esame del sangue. È la svolta promessa dal progetto SensApp, che riunisce diversi team di scienziati in Europa per collaborare allo sviluppo di un super-sensore per la ricerca di specifiche proteine nel plasma.

Allo stato attuale, la diagnosi oggettiva è possibile solo attraverso un prelievo invasivo di liquido cerebrospinale a livello lombare.

Il progetto si ripromette invece di mettere a punto un sensore in grado di riconoscere le proteine coinvolte nello sviluppo dell’Alzheimer attraverso un semplice esame del sangue.

Il progetto riunisce competenze molto diverse che vanno dalla fisica e ingegneria alla biologia e alle scienze cliniche. Il nostro obiettivo è implementare un prototipo che sia in grado di effettuare la diagnosi in modo rapido e non invasivo. Questo cambierà radicalmente le prospettive dei medici.

Coronavirus, gli anticorpi presenti 8 mesi dopo

Studio sulla durata dell’immunità a Covid-19

Varie_14389.jpg

Gli anticorpi neutralizzanti contro SARS-CoV-2 persistono nei pazienti fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia, dall’età dei pazienti o dalla presenza di altre patologie.

Non solo, la loro presenza precoce è fondamentale per combattere l’infezione con successo: chi non riesce a produrli entro i primi quindici giorni dal contagio è a maggior rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19.

Sono questi i due risultati principali di una ricerca condotta dall’Unità di Evoluzione e Trasmissione Virale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta da Gabriella Scarlatti, in collaborazione con i ricercatori del San Raffaele Diabetes Research Institute diretto da Lorenzo Piemonti, che hanno sviluppato un particolare test per gli anticorpi.

Covid, disturbi mentali per un paziente su tre

Ansia e disturbi dell’umore i problemi più comuni

Ansia_5407.jpg

A 6 mesi dalla malattia, un paziente guarito da Covid-19 su tre mostra problemi di natura mentale.

È il risultato di uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry da un team della Oxford University guidato da Paul Harrison, che spiega: «Sebbene i rischi individuali per la maggior parte dei disturbi siano bassi, l’effetto sull’intera popolazione potrebbe essere sostanziale».

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 236.379 pazienti colpiti da Covid-19, scoprendo che il 34% aveva ricevuto una diagnosi di malattia neurologica o psichiatrica entro 6 mesi dalla malattia.

I dati sono stati confrontati con quelli di persone che avevano avuto l’influenza o altre malattie respiratorie nello stesso periodo di tempo. L’incidenza dei disturbi nei guariti da Covid era molto più alta della media.

Covid, anche i bambini possono accusare sintomi duraturi

In un terzo dei casi i sintomi persistono a distanza di mesi

Varie_6102.jpg

Un articolo apparso su MedRxiv segnala la possibilità che anche i bambini subiscano per molte settimane la presenza di sintomi associati al nuovo coronavirus.

Lo studio, realizzato dai ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma in collaborazione con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), ha coinvolto 129 bambini e ragazzi fra i 5 e i 18 anni con diagnosi di Covid-19 valutati in pronto soccorso, reparto o in regime ambulatoriale.

I dati indicano che un terzo del campione ha accusato sintomi persistenti a distanza di mesi, i più frequenti dei quali riguardavano dolori articolari e muscolari, mal di testa, disturbi del sonno, senso di oppressione, palpitazioni e dolore toracico.

Il 51% di 68 bambini valutati a distanza di 120 giorni riportava almeno un sintomo persistente che in molti casi interferiva con le consuete attività quotidiane.

Cancro al colon, i batteri che predicono la mutazione BRAF

10 specie batteriche aprono a nuove prospettive terapeutiche

Colon_4390.jpg

Uno studio dell’Unità Cancer Stem Cells dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha identificato un insieme di batteri intestinali la cui presenza contraddistingue il tumore al colon-retto definito dalla mutazione del gene BRAF.

Questo studio apre alla possibilità di diagnosi precoce di un tumore molto diffuso. Infatti, il carcinoma al colon-retto (CRC) è la terza tipologia di tumore più diffusa ed una delle principali cause di morte per cancro.

In circa il 10% dei pazienti con carcinoma del colon retto e nei pazienti metastatici sono associate le mutazioni di BRAF. Tali mutazioni danno luogo a forme tumorali con prognosi più infausta, che meno rispondono alle terapie.

Colon, il test del sangue occulto salva molte vite

Efficace, economico e non invasivo

Colon_3894.jpg

Una nuova ricerca conferma l’efficacia del test immunochimico fecale (Fit) per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto. L’esame, cui si fa comunemente riferimento con il nome di test del sangue occulto, ha diversi vantaggi, primo fra tutti la non invasività, oltre all’economicità e alla semplicità.

«I nostri risultati sono entusiasmanti: abbiamo mostrato che questo test semplice ed economico si è comportato eccezionalmente bene in un gruppo di pazienti con sintomi a basso rischio, indicandoci in maniera veloce e accurata chi dovesse essere indirizzato a ulteriori indagini», spiega Sarah Bailey, della University of Exeter Medical School, che ha diretto lo studio pubblicato sul British Journal of Cancer.

Il cancro del colon-retto è uno dei cosiddetti big killer, uno dei tumori con il più alto tasso di mortalità.