Fiori di zucca ripieni: ricetta light al forno

I fiori di zucca ripieni possono essere una bella idea, decisamente coreografica e di grande effetto, per un secondo o contorno. La ricetta light al forno, è facilissima da preparare e richiede zero capacità da chef.

Come preparare i fiori di zucca ripieni

Gli ingredienti per la ricetta sono veramente pochissimi:

  • ricotta di capra oppure caprino
  • pepe
  • sale
  • olio
  • albume
  • fiori di zucca
  • pan grattato

Come procedere 

  • La preparazione dei fiori di zucca al forno è veramente facilissima. In una ciotola mescolare la ricotta, il pepe, sale e albume. Il composto dovrà risultare morbido ma compatto.
  • Con una saccapoche farcisci i fiori facendo attenzione a non romperli. Se non hai la saccapoche puoi utilizzare un sacchetto alimentare da cui dovrai tagliare un piccolo angolo per fare uscire la farcia.
  • Riponi la carta forno sulla teglia e poggia i fiori di zucca ripieni.
  • Ricopri il tutto con un po’ di pan grattato e metti in forno a 180gr per qualche minuto

Come scegliere i fiori di zucca 

La scelta dei fiori di zucca è fondamentale per la buona riuscita della ricetta. Durante l’acquisto, infatti, devi prestare molta attenzione al colore e alla consistenza dei fiori. Se ti rendi conto che il colore non è vivido e brillante, e i fiori sono appassiti al punto da sembrare quasi liquefatti, allora è forse il caso di rimandare l’acquisto ad un altro giorno.

Come lavare i fiori di zucca

Pulire i fiori di zucca non è di certo un’operazione che puoi fare quando sei particolarmente di fretta. E’ necessario pulire un fiore alla volta. Ricordati di eliminare le escrescenze laterali, quelle di colore verde che partono dalla base del fiore. Elimina anche il pistillo e sciacqua con delicatezza ogni fiore tentando di pulirlo quanto più possibile. Lascialo infine riposare qualche minuto su un canovaccio pulito.

 

Cambiare stile di vita dopo il lockdown

I consigli degli esperti per migliorare le difese immunitarie e ridurre i rischi

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Siamo ripartiti! Molte aziende hanno riaperto e in tanti sono rientrati al lavoro con un ripristino dei contatti sociali che potrebbe favorire il rischio di nuovi contagi: rischio che si può arginare rispettando il distanziamento sociale e l’uso di guanti e mascherine, insieme a una ottimale capacità di difesa del sistema immunitario.

Il benessere immunitario dipende anche da alimentazione, stile di vita e costituzione individuale. La Dott.ssa Michela Barichella, Presidente di Brain and Malnutrition e Claudio Maffeis, Professore di Pediatria all’Università di Verona, esperti dell’Osservatorio Grana Padano (OGP), propongono alcune raccomandazioni che possono aiutare adulti e bambini in questa fase particolare.

Rispetto alla composizione della dieta – ha sottolineato Maffeis – è importante contenere la quota di grassi, che favorisce l’aumento del grado d’infiammazione.

Dieci regole per combattere la cellulite

Il decalogo per rimettersi in forma anche a casa

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Il regime di quarantena ha inevitabilmente rallentato i ritmi di vita, limitato il tempo dedicato all’attività fisica e, non così raramente, ha portato a fare qualche eccezione di troppo a tavola, accentuando così piccoli accumuli di grasso e cellulite.

«La classica buccia d’arancia non è direttamente correlata ad una condizione di sovrappeso, ma dipende dal proprio metabolismo e, in particolare, dagli stili di vita adottati», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.

Combatterla, magari per recuperare una buona forma fisica in vista dell’arrivo dell’estate, non è semplice ma soprattutto non è immediato. Sono diverse le soluzioni a disposizione: dalla una dieta mirata fino ad arrivare, nei casi più compromessi, a dei trattamenti mirati.

Benefici dei cavolfiori e 3 ricette per la tua dieta

I cavolfiori non sempre vengono apprezzati in cucina, soprattutto per quello sgradevole odorino che lasciano durante la cottura. In realtà il cavolfiore è una verdura versatile oltre ogni immaginazione, ma soprattutto dalle proprietà benefiche importantissime. Spesso utilizzato come contorno, sorprendentemente viene utilizzato anche per la preparazione di pasti originalissimi in sostituzione alle più comuni fonti di carboidrati come pizza e riso.

Benefici dei cavolfiori

Tra i benefici dei cavolfiori per prima cosa, rileviamo il fatto che sono ricchissimi di fibre, quindi amici della dieta e del regolare funzionamento intestinale. Nelle diete viene spesso utilizzato come sostituto di noti carboidrati come il riso ad esempio. Ricchissimi d’acqua, i cavolfiori favoriscono il senso di sazietà.  I cavolfiori, come i parenti broccoli, sono ricchissimi di vitamina C e dunque antiossidanti, che giocano un ruolo di prevenzione fondamentale.

3 modi per cucinare i cavolfiori 

In questo periodo di quarantena abbiamo spesso e volentieri utilizzato i cavolfiori al posto dei broccoli, provando a cucinarli in vari modi:

Cavolfiori al forno

Questa è la metodologia di preparazione che preferisco, veloce ogni oltre immaginazione, ti permette di aggiungere sempre qualcosa di sano al tuo pasto, senza dover passare ore complicate in cucina. Taglia le teste del cavolfiore metti e ricopri la teglia con la carta forno. Condisci i cavolfiori con un po’ di olio, sale e pepe. Metti in forno per 15-20 minuti et voilà, il contorno è servito.

Finta pizza al cavolfiore

Per molti sembrerà un’eresia, per chi è a dieta invece un’ancora di salvezza. E’ chiaro che il gusto non è esattamente paragonabile alla pizza originale e la preparazione richiede un po’ di lavoro.

  • Tagliate le teste dei cavolfiori e fatele lessare. Una volta ammorbidite con un robot da cucina, tritatele.
  • Una volta sminuzzate, mettetele un un panno di quelle che di solito si usano per eliminare completamente l’acqua dagli alimenti.
  • In una ciotola aggiungete parmigiano, 1 uovo e i cavolfiori
  • Mescolate fino ad amalgamare il tutto
  • Preriscaldate il forno a 220°, stendete con una spatolina l’impasto e aggiungete il condimento (pomodoro e mozzarella è un must)
  • Cuocete per 45 minuti
  • In ogni caso il vostro “impasto” dovrà avere un aspetto dorato

Riso di cavolfiore

Visto che i benefici dei cavolfiori sono davvero notevoli, proviamo a sostituirli al riso. La preparazione è semplicissima. Prendi un cavolfiore di medie dimensioni e taglia i fiori in pezzi grossolani. Mettilo in un robot da cucina e sminuzzalo fino a dargli la consistenza del riso. Una volta pronti i “chicchi” in una padella cuocilo leggermente con un po’ di olio sale e prezzemolo ad esempio e servilo come contorno.

Zucchine: ricette e benefici per gustarle al meglio

Le zucchine sono un ortaggio davvero versatile. Se ti piace sperimentare ci sono diverse ricette per gustare al meglio le zucchine. Non solo, le zucchine hanno anche una serie di benefici per la tua salute.

3 Benefici delle Zucchine

Come spesso accade, il mondo vegetale ci fornisce tutto quello che ci serve per mantenere in perfetta salute salute il nostro corpo. La considerazione vale anche per le zucchine. Di seguito alcuni benefici delle zucchine.

  • Ricche di vitamina A  e tanti altri minerali.  Gli zucchini cotti sembrerebbero avere una pietà di minerali e vitamine, nello specifico Vitamina A che supporta il sistema immunitario e la vista.
  • Ricche di antiossidanti. Pelle e cuore ti ringrazieranno perché sembra che le zucchine siano ricche di carotenoidi, che aiutano a proteggerti dai danni causati dai radicali liberi
  • Amiche della dieta. Ricche in fibre, le zucchine sono un grande supporto per la digestione. Inoltre sono amiche della dieta, in quanto rappresentano un’alternativa low carb in molte preparazioni.

Ricette zucchine facili e veloci

Se sei legata alle ricette classiche per cucinare le zucchine, sappi che ti stai perdendo tanto gusto  a tavola e divertimento in cucina. Puoi utilizzarle per zuppe, come contorno, come primo e anche nei dolci.  Oggi vediamo come realizzare gli spaghetti di zucchine. La ricetta è semplicissima.

Spaghetti di zucchine aglio, olio e peperoncino

  • Con uno strumento apposito, spiralizzare le zucchine
  • Considerate che una zucchina grande vi regala una gran quantità di spaghetti
  • Mettere in padella a fuoco lento e farle cuocere
  • Nel frattempo, in una padella a parte aggiungere peperoncino, olio e aglio e far sprigionare l’odore del peperoncino
  • Aggiungere l’intingolo agli spaghetti di zucchine, aggiungere il pan grattato e saltare in padella
  • Puoi gustare questa ricetta facilissima come contorno al petto di pollo arrostito o aggiungere qualche pomodorino e gustarla come primo piatto.

Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele?

Una dieta bilanciata per asciugare il fisico è un tassello fondamentale del tuo percorso fitness. Le star della musica e dei film spesso sono le migliori testimonial di diete  sane (non sempre a dire la verità) che portano a dei risultati duraturi nel lungo termine.

Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele

Nelle ultime ore una foto ha “rotto” Instagram, ovvero Adele che ringrazia i suoi fan per gli auguri del compleanno in un tubino mini che mostra la sua evidentissima perdita di peso in eccesso. Non è notizia nuova il fatto che la cantante di “Someone like you” si fosse messa a dieta.

Pare che la dieta seguita sia la Dieta SIRT ovvero la dieta del gene magro. In poche parole, questa dieta è stata messa a punto da due nutrizionisti inglesi e consiste nel mangiare alimenti particolarmente ricchi di sirtuina, ovvero un gruppo di 7 proteine già presenti nel corpo umano e che avrebbero la funzione di regolare una serie di attività tra cui metabolismo e infiammazioni.

 

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Thank you for the birthday love. I hope you’re all staying safe and sane during this crazy time. I’d like to thank all of our first responders and essential workers who are keeping us safe while risking their lives! You are truly our angels ♥ 2020 okay bye thanks x

Un post condiviso da Adele (@adele) in data:

I commenti di stupore, meraviglia e congratulazioni sono arrivati da account verificati e perfetti sconosciuti. La domanda più frequente? La richiesta di suggerimenti e indicazioni su come raggiungere quel risultato stupefacente. Non ci stupiremmo se dopo l’enorme ed evidente successo anche in ambito “cambio vita mi trasformo” sfornasse un nuovo singolo e perchè no anche un libro con la precisa descrizione del suo percorso per raggiungere l’obiettivo.

Anche su Twitter pare che la pop star abbia fatto scalpore, e molti dei suoi attuali fan l’hanno addirittura scambiata per Katy Perry.

Insomma la trasformazione di Adele è davvero pazzesca per i risultati ottenuti. Siamo certe che la cantante si è scrupolosamente attenuta al suo piano alimentare, seguita ovviamente dal suo nutrizionista e probabilmente anche un team di trainer. Speriamo che nel prossimo post ci mostri anche qualche workout per continuare ad essere d’ispirazione a tutte quelle donne che hanno il suo stesso obiettivo e necessitano di un’ulteriore motivazione per raggiungerlo.

Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1], di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo del caffè, sono stati analizzati il Tehran Lipid and Glucose Study,studio iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud. Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

La dieta per recuperare dopo Covid-19

La nutrizione è fondamentale per la riuscita della convalescenza

Per recuperare al meglio dopo essere stati colpiti da Covid-19, una corretta nutrizione rappresenta un passaggio obbligato e fondamentale.

Gli esperti dell’Associazione Tecnico Scientifica dell’Alimentazione, Nutrizione e Dietetica (Asand) hanno stilato le Linee di indirizzo per l’assistenza nutrizionale del paziente Sars-CoV-2 positivo paucisintomatico o postdimissione a domicilio o presso strutture non ospedaliere.

“L’intervento nutrizionale è finalizzato a prevenire e/o correggere lo stato di malnutrizione/disidratazione, proponendo cibi invitanti, garantendo la sicurezza, evitando l’aspirazione del cibo nelle vie respiratorie e aiutando ad attenuare alcune problematiche legate alla mancanza di gusto e odorato tipici della malattia Covid19”, spiega il documento.

Coronavirus, obesità e psoriasi: il legame

Una dieta chetogenica potrebbe ridurre il rischio di infezione

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Quelle antiestetiche macchie sulla pelle a gomiti e ginocchia, talvolta anche estese a tutto il corpo o al cuoio capelluto, spesso associate ad artrite peggiorano con l’obesità.

Lo sanno bene i dermatologi della Federico I.

La psoriasi è una delle dermatosi infiammatorie croniche con elevato impatto sulla qualità di vita dei pazienti affetti e molteplici studi hanno messo in evidenza una stretta correlazione tra psoriasi, insulino-resistenza e obesità, così spiega la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi ‘Federico II’ di Napoli – Siamo stati i primi a pubblicare su questa relazione già un po’ di anni fa e da alcuni mesi, in collaborazione con la dott.ssa Sara Cacciapuoti, dottoranda della clinica, e il dott.

#Nopainnogain e il falso mito del dimagrire soffrendo

#Nopainnogain è il motto dei #fitnessaddicted su quasi tutti i social. E’ di qualche mese fa un video, diventato virale, ad oggi rimosso di una fitness model devastata dal dolore per gli estenuanti allenamenti. In lacrime, stenta ad eseguire l’ultima serie alla leg press.

Questa è solo uno dei tanti esempi di video che alimentano il falso mito che bisogna sottoporsi ad estenuanti e lunghissime sessioni in palestra per raggiungere i propri obiettivi fitness. La psicologia dietro al falso mito del #nopainnogain, è quella dell’imitazione: se la fitness model che segui su instagram ha un fisico perfetto ed esegue allenamenti lunghi ed estenuanti allora anche io dovrò fare la stessa identica cosa per ottenere gli stessi risultati. 

La scienza smentisce il falso mito #nopainnogain

Magari fosse tutto così semplice. In realtà è proprio la scienza a smentire tutto ciò: il solo allenamento, e per giunta di quelli al limite dello svenimento per il dolore, non serve a raggiungere l’obiettivo. 

Secondo uno studio del 2001, sembra che l’equazione duro allenamento uguale perdita di peso in eccesso non sia così scontata. 

Lo studio aveva come obiettivo quello di individuare la relazione tra quantità di energia spesa durante l’allenamento ed effettiva perdita di peso e grasso viscerale nei soggetti sottoposti allo studio. Il risultato ha sottolineato come  la perdita di peso nel lungo termine fosse inferiore rispetto alle aspettative e comunque non collegabile al dispendio energetico effettivo durante l’allenamento.

In parole povere chi si allena di più non è necessariamente chi perde più peso in eccesso o dimagrisce. 

Studi sullo stille di vita a supporto della teoria scientifica 

In questo senso vale la pena di citare uno studio compiuto da un antropologo americano, su una delle ultime tribù cacciatrici dell’Africa. 

La ricerca dimostrava che la ragione dell’aumento generale del peso dell’uomo negli ultimi 50 anni, fosse da ricollegarsi direttamente allo stile di vita sedentario, diverso da quello iper attivo della tribù in oggetto.

Il risultato della ricerca fu a dir poco sorprendente: la tribù di cacciatori non aveva consumato più energia di quanto non facessero i sedentari occidentali, bruciando di fatto la stessa quantità giornaliera di calorie dell’americano o europeo medio. 

I fattori di incidenza sul risultato furono diversi tra cui il fatto che il consumo calorico avesse una qualche capacità di evolversi ed adattarsi indipendentemente dallo stile di vita. 

Tuttavia la differenza più evidente, rilevata dagli stessi ricercatori, riguardava il modo di gestire l’alimentazione: semplicemente la tribù di cacciatori non mangiava quantità eccessive di cibo.

In conclusione, le evidenze che la scienza ci sottopone non ci suggeriscono di saltare completamente l’allenamento (determinante nella fase di mantenimento del peso), ma quando si tratta di dimagrire non si può aggirare il fattore “cattiva alimentazione”.