Semaglutide per l’obesità

Aiuta a controllare il peso e riduce il senso di fame

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Semaglutide sembra efficace nei pazienti obesi. I dati clinici confermano la sua efficacia nel favorire la perdita di peso fino a 2 anni e ha ridotto il desiderio di alcuni cibi, oltre a dimostrarsi più efficace di liraglutide, già approvato per ridurre il peso corporeo. Sono i risultati di un’analisi dei trial clinici STEP 5 e STEP 8, presentata al congresso ObesityWeek 2021.
Secondo i ricercatori c’è tuttavia ancora molto da imparare su questa classe di farmaci, in quanto il follow-up è ancora relativamente breve per una malattia cronica e molti pazienti manifestano effetti collaterali gastrointestinali.

I risultati principali sono stati:
– In STEP 5, in combinazione con un intervento sullo stile di vita (dieta a ridotto contenuto calorico e consigli sull’attività fisica), l’iniezione settimanale di 2,4 mg di semaglutide ha comportato:
– il 15,2% di perdita di peso contro …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, semaglutide, peso,

L’effetto antimicrobico dell’olio di oliva

Mostra la capacità di ridurre gli agenti patogeni

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L’olio d’oliva costituisce un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea. Grazie alla sua elevata concentrazione di acidi grassi monoinsaturi e composti fenolici che contribuiscono a incrementarne le proprietà nutrizionali e antiossidanti, può essere considerato un alimento nutraceutico. Una recente ricerca dell’Università di Sassari conferma finalmente anche il potere antimicrobico dell’olio d’oliva, capace di ridurre gli agenti patogeni.
Sebbene sia noto da tempo che diversi componenti dell’olio d’oliva possiedono attività antimicrobica, finora pochissimi studi dimostrano le proprietà antimicrobiche dell’olio d’oliva in sé, e quindi la capacità di eliminare o di inibire i batteri patogeni causa di tossinfezioni alimentari. Inoltre, ancora più limitate sono le conoscenze dell’effetto dell’olio d’oliva sui batteri cosiddetti benefici, come i batteri probiotici.
Il lavoro …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | olio, batteri, antimicrobico,

La dieta mima-digiuno contro il cancro al seno

La restrizione calorica rallenta la crescita tumorale

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In caso di cancro al seno, la dieta mima-digiuno può aiutare i medici a massimizzare gli effetti dei trattamenti previsti. La restrizione calorica sembra infatti avere la capacità di rallentare la crescita tumorale alimentata dalle cellule staminali.
A sostenerlo è un nuovo studio pubblicato su Cell Metabolism da un team dell’Università di Milano, dell’Ifom e dell’Irccs Istituto Nazionale dei Tumori coordinato dal prof. Valter Longo, a capo dell’Istituto sulla Longevità della University of Southern California di Los Angeles.
“Negli ultimi anni i nostri laboratori hanno dimostrato che cicli di digiuno o di dieta mima-digiuno, caratterizzati da una severa restrizione calorica di almeno il 50%, bassi livelli di proteine e zuccheri e un contenuto di grassi relativamente elevato, migliorano l’efficacia delle terapie standard in diversi tipi di cancro”, osservano gli autori della ricerca. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cancro, seno, digiuno,

Diabete, remissione possibile anche perdendo peso

Una piccola percentuale di pazienti riesce a farlo senza assumere farmaci

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Dimenticare il diabete grazie a una semplice dieta. È quanto accade a circa il 5 per cento delle persone che ricevono una diagnosi di diabete di tipo 2, secondo i dati di uno studio delle Università di Edimburgo e Glasgow pubblicato su Plos Medicine.
“All’inizio degli anni Novanta – spiegano i ricercatori – è stata dimostrata la possibilità di remissione nelle persone con diabete di tipo 2 dopo un intervento di chirurgia bariatrica. Due recenti studi hanno inoltre dimostrato che è possibile ottenere la remissione della malattia anche attraverso la perdita di peso utilizzando diete ipocaloriche”.
La ricerca ha analizzato i dati di circa 160.000 cittadini scozzesi affetti da diabete. Di questi, 7.710 sono andati in remissione, ovvero per almeno un anno hanno mostrato livelli normali di emoglobina glicata nonostante non assumessero farmaci.
Lo studio ha esaminato le caratteristiche dei …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, peso, remissione,

Integratori alimentari per una pelle sana

I nuovi alleati di bellezza che agiscono contro i radicali liberi

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È importante prendersi cura di sé stessi, dall’esterno ma anche dall’interno, perché – è bene tenerlo sempre a mente – un corpo sano e bello non può prescindere da un’alimentazione equilibrata. Non sempre però ciò che mangiamo è in grado di sopperire eventuali carenze e un valido aiuto può essere fornito dagli integratori alimentari, che si rivelano sempre più ottimi alleati per avere uno stile di vita più sano e più equilibrato.
Il Prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) spiega l’importanza dell’utilizzo di integratori alimentare per la salute della pelle, di unghie e capelli, ricordando sempre che gli integratori non sostituiscono una dieta di tipo “mediterraneo”.
“L’integratore come la stessa parola indica, ha il compito di completare, di integrare la normale dieta alimentare con specifiche sostanze che, nella …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | integratori, alimentari, pelle,

Il grasso aumenta il rischio di Alzheimer

Le lipoproteine favoriscono il deposito di beta-amiloide

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Come noto, l’accumulo di proteina beta-amiloide nel cervello è segno distintivo del morbo di Alzheimer. Un gruppo di studi dell’Università Curtin di Perth, coordinato dal direttore del Curtin Health Innovation Research Institute, John Mamo, ha indagato l’origine di questo accumulo anomalo, individuandolo nella dispersione nel cervello di particelle grasse, le lipoproteine.
Le stesse particelle che causano l’ipercolesterolemia favorirebbero anche l’accumulo di proteine tossiche nel cervello, l’ormai famosa beta-amiloide.
“Era già noto che la caratteristica distintiva dei pazienti di Alzheimer fosse l’accumulo progressivo nel cervello di depositi di proteine tossiche chiamate beta-amiloidi, ma non si sapeva da dove queste fossero originate, o come si depositassero nel cervello”, scrive il professor Mamo su PLOS Biology
“La nostra ricerca mostra che questi depositi di proteine tossiche …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Alzheimer, acidigrassi, dieta,

Nuova molecola contro l’obesità

Punta al rimodellamento dei mitocondri

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Chi è obeso soffre di una disfunzione metabolica caratterizzata da un malfunzionamento dei mitocondri, i motori energetici delle cellule. Uno studio dell’Università della California di Irvine pubblicato su Embo Molecular Medicine lascia pensare alla possibilità di un nuovo approccio farmacologico per correggere il difetto.

Tutto parte da un regime alimentare sbagliato, contraddistinto da un’eccessiva assunzione di grassi che porta a disordini metabolici come diabete e fegato grasso. Il palmitato, un grasso presente nella dieta occidentale, innesca la disfunzione metabolica causando un’eccessiva fissione dei mitocondri all’interno delle cellule.

Ciò compromette la loro funzionalità, compromettendo il metabolismo e aumentando i sottoprodotti tossici associati all’insulino-resistenza in alcuni tessuti.

Mal di testa, una dieta ricca di Omega 3 aiuta

Riduce la frequenza degli attacchi rispetto a una dieta normale

La quantità di acidi grassi Omega 3 che si consumano all’interno di una dieta ha conseguenze sulla frequenza degli attacchi di mal di testa. Un’alimentazione ricca di questi nutrienti, infatti, determina una riduzione degli attacchi rispetto a un regime alimentare caratterizzato da un apporto normale di omega 3 e 6.

A dirlo è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal da un team del National Institute on Aging di Baltimora, dell’NIH di Bethesda e della University of North Carolina di Chapel Hill.

Gli Omega 3 e gli Omega 6 sono entrambi precursori delle ossilipine, molecole coinvolte nella regolazione del dolore e dell’infiammazione, ma mentre quelle prodotte dai primi sono associate a effetti antidolorifici, le seconde possono peggiorare il dolore e provocare l’emicrania.

I consigli per un’abbronzatura sicura

Creme solari, dieta e integratori per una corretta esposizione al sole

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Esporsi al sole e ricercare una bella abbronzatura è possibile, ma bisogna farlo con cautela. A ricordarlo sono le ricercatrici Laura Busata, Cosmetics Lab Manager di Unifarco, ed Elena Casanova, Food Supplements Lab Manager di Unifarco.

«L’abbronzatura è un sistema di difesa della pelle che si attiva nel momento in cui incontra i raggi UV, in particolare tramite la melanina», spiegano le esperte.

Per preparare la pelle all’esposizione solare è importante cercare di stimolare la produzione di melanina, «utilizzando uno scrub da applicare fino a due settimane prima dell’esposizione per attivare il rinnovamento cellulare, ma anche idratandosi quotidianamente così da evitare secchezza, fattore che rende la cute più fragile e più esposta alle aggressioni esterne, ma che rende anche disomogenea l’applicazione del solare sulla pelle».

Il gene che protegge dall’obesità

Una variante di GPR75 dimezza il rischio

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Un nuovo studio condotto dall’azienda biotecnologica Regeneron ha svelato l’esistenza di una variante del gene GPR75 che ha un effetto protettivo nei confronti dell’obesità.

Lo studio, pubblicato su Science, ha individuato la variante attraverso un sequenziamento della parte del Dna che porta le istruzioni per “costruire” le proteine, chiamato esoma, effettuato in oltre 640.000 persone.

“L’obesità è spesso attribuita alla scarsa forza di volontà, alla pigrizia e alla gola, ma la scienza ha dimostrato che, al di là dell’importanza dell’ambiente in cui viviamo, dello stile di vita, della dieta sana e dell’esercizio fisico, i fattori genetici e biologici hanno un ruolo molto importante nel rischio di diventare obesi o, al contrario, nella predisposizione a restare magri”, dice Luca Lotta, genetista epidemiologo di Regeneron che ha guidato lo studio.