Autismo e schizofrenia, nuova possibile strategia

L’obiettivo è migliorare i disturbi del comportamento sociale nei pazienti

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Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Cell ha identificato un nuovo meccanismo molecolare alla base dei disturbi del comportamento sociale riscontrati nell’autismo e nella schizofrenia. Questa scoperta potrebbe costituire una possibile strategia terapeutica per aiutare a migliorare i difetti nelle interazioni sociali.

I risultati dello studio, condotto da un gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Claudia Bagni, che divide il suo lavoro di ricerca tra il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’ Università Roma “Tor Vergata” e il Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna, aprono nuove prospettive nella comprensione di questi disturbi e propongono possibili futuri bersagli terapeutici per condizioni come l’autismo e la schizofrenia.

Il diabete può predire l’insufficienza cardiaca

Fattore di rischio indipendente per lo sviluppo della malattia

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Il solo diabete mellito può rappresentare un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo dell’insufficienza cardiaca (HF).

Lo rivela uno studio pubblicato su Mayo Clinic Proceedings da un team dell’omonima clinica diretto da Michael Klajda, che spiega: «In questo studio, abbiamo anche dimostrato che i partecipanti con DM, anche in assenza di disfunzione diastolica, hanno maggiori probabilità di quelli senza DM di sviluppare HF».

Era già noto che il diabete fosse associato alle malattie cardiovascolari, ma il legame preciso con l’insufficienza cardiaca è difficile da determinare. Anche la compresenza di coronaropatie e ipertensione nei pazienti diabetici spesso rende difficile l’incidenza dell’insufficienza cardiaca.

Diabete, ecco perché il corpo non produce più insulina

L’iperglicemia stressa le cellule preposte alla sua produzione

Le cellule beta pancreatiche, stressate dall’iperglicemia e dall’insulino-resistenza, vanno in tilt e cominciano a rilasciare forme immature e disfunzionali di insulina, inutili a svolgere il loro compito metabolico.

L’apparato di produzione dell’insulina nel diabete, ma anche nel pre-diabete, va insomma nel pallone ed entra in circolo vizioso di super-lavoro che ‘impalla’ sempre di più il sistema e peggiora il controllo metabolico. Per la prima volta uno studio italiano ha osservato tutti questi fenomeni direttamente a livello del pancreas. Da queste osservazioni potrebbero derivare nuovi approcci terapeutici.

Uno spray per l’eiaculazione precoce

Disponibile a breve anche in Italia il nuovo prodotto per «rallentare» il sesso

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L’eiaculazione precoce è una condizione che interessa tra il 20% e il 30% della popolazione maschile in Italia. Per gestirla è disponibile anche in Italia un nuovo farmaco, la prima formulazione spray a base di due anestetici locali, lidocaina e prilocaina, approvata per questo specifico problema.

Un tema al centro anche del 91° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia – SIU, in corso a Riccione, dove si è svolto oggi il simposio “Una terapia efficace per l’eiaculazione precoce: lidocaina/prilocaina nella nuova formulazione spray” dedicato proprio alla più importante disfunzione sessuale maschile.

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In questi giorni a Riccione sono riuniti oltre mille urologi per il Congresso annuale della nostra Società scientifica. Gli argomenti trattati sono tutti di alta valenza scientifica, in particolare si sta ponendo l’accento su temi di primaria importanza per i pazienti.

La disfunzione erettile può predire l’infarto

Il disturbo è associato a un rischio più elevato di crisi cardiaca

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Da elemento di disturbo della sfera sessuale a predittore di problemi cardiaci potenzialmente fatali. Si tratta della disfunzione erettile, oggetto di uno studio che porta la firma del prof. Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia, e del dott. Nicola Caretta, dell’UOC di Andrologia e medicina della riproduzione, dell’Università di Padova.

Lo studio condotto negli ultimi dieci anni a Padova su trecento maschi di età compresa tra i 35 ed i 65 anni è stato realizzato mediante analisi con eco-color-Doppler penieno (PCDU).

I risultati hanno dimostrato che i pazienti con patologie delle arterie cavernose, quali l’aumentato spessore delle pareti o la presenza di placche aterosclerotiche – spiega Foresta – presentano anche segni di compromissione vascolare generalizzata, soprattutto a livello della carotide e dell’arteria femorale.

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Impotenza, questione di Dna

Area del genoma associata all’aumento del rischio del disturbo

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Essere impotenti potrebbe avere a che fare con il proprio destino genetico. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Pnas da un team del Kaiser Permanente, secondo cui esiste un’area del genoma associata a un aumento del rischio di sviluppare disfunzione erettile.

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La malattia è legata a una serie di cause di natura vascolare, psicologica e ormonale, ma in alcuni casi gli uomini sottoposti alle terapie standard volte a rimuovere gli ostacoli riconosciuti non sembrano beneficiare degli interventi messi in atto.

Lo studio segnala il fatto che in almeno un terzo dei casi la motivazione va ricercata nei geni, e nello specifico nell’area vicina al gene Sim1.

È la prova a lungo ricercata che esiste una componente genetica della malattia, afferma l’autore principale dello studio, Eric Jorgenson, della divisione di ricerca Kaiser Permanente Northern California.

Diabete, nuovo approccio per le complicazioni vascolari

Molecola sperimentale si rivela capace di limitare il danno vascolare

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Una molecola sperimentale si è rivelata efficace, in test di laboratorio condotti su tessuti animali e su sangue umano, nella prevenzione di due aspetti importanti della patologia diabetica: la disfunzione endoteliale e l’iperattivazione piastrinica.

Questi due fattori contribuiscono, nei pazienti diabetici, all’aumento di rischio per patologie cardiovascolari come infarto e ictus. La possibilità di limitarli, quindi, rappresenta una prospettiva terapeutica molto promettente.

La ricerca, condotta dal Laboratorio di Fisiopatologia Vascolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e pubblicata sulla rivista scientifica Journal of the American Heart Association, punta a migliorare le prospettive delle persone che soffrono di diabete.

La scienza dimostra che i corpi tonici sono ora più sexy di quelli magri

La bellezza è negli occhi di chi guarda, e sembra che tutti gli influencer di fitness su Instagram abbiano innescato un cambiamento culturale. L’Università del Missouri-Kansas City ha chiesto a 78 studentesse universitarie di valutare i vincitori del concorso di bellezza Miss USA, e i ricercatori hanno scoperto che le donne con figure toniche o muscolose sono ora considerate più sexy delle donne molto magre.

Agli studenti è stato chiesto di studiare le foto delle donne che sono state incoronate Miss USA tra il 1999 e il 2013 e valutarle in base a quanto fossero muscolose, sottili e attraenti.

Lo studio ha rilevato che le vincitrici recenti erano più muscolose e toniche piuttosto che magre, il che dimostrava che gli atteggiamenti verso la bellezza fisica erano cambiate.
La ricercatrice capo Frances Bozsik ha pubblicato la scoperta dello studio sulla rivista Sex Roles, spiegando: “C’è un cambiamento nella figura femminile ideale e sottile a quella che ora include l’aspetto della forma fisica attraverso la muscolosità”.

Ha aggiunto che questo era collegato all’esplosione di “fitspo” sui canali dei social media. Frances ha anche notato che sia la muscolosità che la magrezza si trovano comunemente tra le celebrità femminili. Riferendosi a siti come Instagram, Tumblr e Pinterest, ha spiegato come essere in grado di curare collezioni di fit e idoli sani possa anche incoraggiare i disturbi alimentari.

“Questo processo di selezione delle immagini preferite e di restringimento del focus mediale sulle loro” tavole “potrebbe inavvertitamente aumentare il rischio di sviluppare livelli più elevati di insoddisfazione del corpo, così come i successivi comportamenti alimentari disordinati che sono collegati ad esso.”

Un secondo studio condotto dall’università ha visto 64 studenti presentati con foto di 14 donne diverse.Ogni scatto è stato abbinato in modo da mostrare due donne a confronto entrambe senza definizione muscolare o entrambe con definizione e si è visto che hanno ritenuto tutte e due le donne attraenti.

Ma quando una delle foto non è stata ritoccata, i risultati hanno mostrato che i soggetti hanno trovato più attraente la versione più muscolosa.

La prima visita ginecologica

Perché e in che modo effettuarla

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Quando sottoporsi alla prima visita ginecologica? Secondo le linee guida dell’Acog (American College of Obstetricians and Gynecologists), la prima visita andrebbe fatta fra i 13 e i 15 anni.

Tuttavia, può essere anticipata anche in età pediatrica se si ha il sospetto di qualche disfunzione. Le cause possono essere diverse: aspetto anomalo dei genitali, secrezioni, pruriti, bruciori, sanguinamenti, traumi, sviluppo precoce o ritardato. Per le adolescenti, invece, è frequente il ricorso al ginecologo per problematiche legate al ciclo mestruale (assente, frequente, doloroso, abbondante, irregolare) o per infezioni.

Nuova scoperta sull’epilessia

Individuata disfunzione della comunicazione tra due recettori neuronali

Un difetto di comunicazione tra due recettori presenti nei neuroni è stato osservato nel cervello di pazienti affetti da epilessia del lobo temporale, la più comune forma di epilessia focale adulta.

È il risultato di una ricerca condotta dal Laboratorio di Epilessia Sperimentale dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma.
Pubblicato sulla rivista scientifica Epilepsia, lo studio, condotto su tessuti umani e su modelli animali, si è concentrato sull’azione dell’acido γ-aminobutirrico (GABA), appartenente alla categoria dei neurotrasmettitori, molecole che, raggiungendo specifici recettori sulla membrana cellulare, garantiscono la comunicazione tra i neuroni. Il GABA, in particolare, è il principale neurotrasmettitore inibitorio.