Lombalgia, efficace tanezumab

L’anticorpo va somministrato ogni due mesi

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Sono buoni di dati sull’efficacia di tanezumab per la cura della lombalgia cronica. Uno studio firmato da John Markman, ricercatore dello University of Rochester Medical Center, dimostra la capacità dell’anticorpo monoclonale di inibire l’attività nervosa e dare sollievo ai pazienti affetti da lombalgia cronica.

«Questo è il primo studio che mostra sollievo a lungo termine per la lombalgia cronica con una singola dose di tanezumab somministrato sottocute una volta ogni due mesi. Tale dimostrazione di efficacia è un importante passo avanti nella ricerca globale per sviluppare trattamenti non oppiacei per il dolore cronico».

Tanezumab è un inibitore del fattore di crescita nervosa (Ngf), proteina legata in alcuni casi a un mal di schiena più intenso e cronico.

Contagi e decessi stabili, ancora in calo i ricoveri

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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16.310 i nuovi casi di contagio, mentre il totale dei tamponi, compresi quelli rapidi, è di 260.704. Il tasso di positività è quindi del 6,3%.

I morti sono 475, per un totale di 81.800.

I ricoverati sono in tutto 22.784, con un calo di 57, mentre le terapie intensive sono 2.520, facendo segnare un calo di 2 posti letto.

Per quanto riguarda i vaccini, il portale del governo – che si aggiorna di solito durante la notte – segnala l’utilizzo di 1.085.221 dosi, il 77% di quelle consegnate da Pfizer.

Fra i paesi più grandi in Europa, l’Italia è al primo posto per numero di vaccini somministrati.

Alzheimer, donanemab rallenta il declino cognitivo

Risultati positivi per il farmaco in sperimentazione

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Un nuovo farmaco in sperimentazione sviluppato da Eli Lilly mostra efficacia in pazienti affetti da Alzheimer. L’anticorpo sperimentale donanemab che mira a N3pG-beta amiloide ha rallentato il declino cognitivo in un test che prevede diversi parametri.

Lo studio Trailblazer-Alz è un trial di fase II che prevedeva un controllo verso placebo.

“L’anticorpo per la rimozione delle placche ha il potenziale per fornire alti livelli di rimozione duratura delle placche amiloidi dopo un dosaggio di durata limitata”, ha osservato il direttore scientifico Daniel Skovronsky.

Allo studio hanno partecipato 272 pazienti con malattia di Alzheimer, randomizzati a ricevere donanemab per via endovenosa o placebo. L’outcome primario consisteva nel cambiamento sulla scala di valutazione integrata della malattia di Alzheimer (iADRS) dal basale alla settimana 76.

Crescono i contagi, ancora giù i ricoveri

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Ci sono 17.246 nuovi casi di contagio oggi su un totale di 160.585 tamponi, il che produce un tasso di positività del 10,7%.

I decessi sono in linea con quelli di ieri, 522, per un totale di 80.848 vittime dall’inizio della pandemia.

I ricoverati sono in tutto 23.110, con un calo di 415, mentre le terapie intensive sono 2.557, facendo segnare un calo di 22 posti letto.

Per quanto riguarda i vaccini, il portale del governo – che si aggiorna di solito durante la notte – segnala l’utilizzo di 896.498 dosi, il 63,6% di quelle consegnate da Pfizer. Fra i paesi più grandi in Europa, l’Italia è al primo posto per numero di vaccini somministrati.

Cala il tasso di positività. Più di 80.000 morti

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Continua a scendere il tasso di positività, oggi si ferma al 9%. Risultato di 175.429 tamponi che hanno riscontrato la positività in 15.774 persone.

I decessi calano a 507, ma il totale va ormai oltre le 80.000 vittime (80.326).

I ricoverati sono in tutto 23.525, con un calo di 187, mentre le terapie intensive sono 2.636, facendo segnare un calo considerevole di 57 posti.

Per quanto riguarda i vaccini, il portale del governo – che si aggiorna di solito durante la notte – segnala l’utilizzo di 800.730 dosi, il 56,9% di quelle consegnate da Pfizer. Fra i paesi più grandi in Europa, l’Italia è al primo posto per numero di vaccini somministrati.

Il punto centrale del decreto per le feste di Natale è l’istituzione di una zona rossa nazionale nei festivi e nei prefestivi. Non ci si potrà spostare fra comuni diversi, con l’eccezione dei comuni con meno di 5.000 abitanti.

Neoplasie cerebrali, biopsia del liquido spinale

Nuovo metodo di sequenziamento del Dna per il monitoraggio

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Grazie a un nuovo metodo di sequenziamento del Dna è possibile eseguire una sorta di biopsia del liquido spinale, che sarebbe fondamentale per lo screening delle neoplasie cerebrali infantili.

A evidenziarlo è uno studio pubblicato su Clinical Cancer Research da Carl Koschmann e dai suoi colleghi dell’Università del Michigan. I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia di sequenziamento del Dna attraverso i nanopori, che registra le variazioni di corrente elettrica generate dal passaggio di molecole biologiche attraverso i minuscoli fori in una superficie di raccolta.

A valori diversi corrispondono lettere diverse del codice genetico, il che permette il sequenziamento del materiale genetico presente nel campione.
12 pazienti affetti da gliomi a elevata malignità hanno costituito il campione oggetto di studio.

Aumentano di nuovo i morti. Italia prima nelle vaccinazioni

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Sono 14.242 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. I tamponi sono 141.641, il che produce un tasso di positività del 10%.

I decessi salgono a 616, per un totale di 79.819. I ricoveri sono 23.712, 109 più di ieri, mentre le terapie intensive scendono di 6 arrivando a 2.636.

Per quanto riguarda i vaccini, il portale del governo – che si aggiorna di solito durante la notte – segnala l’utilizzo di 752.608 dosi, il 75,8% di quelle consegnate da Pfizer. Fra i paesi più grandi in Europa, l’Italia è al primo posto per numero di vaccini somministrati.

Il punto centrale del decreto per le feste di Natale è l’istituzione di una zona rossa nazionale nei festivi e nei prefestivi. Non ci si potrà spostare fra comuni diversi, con l’eccezione dei comuni con meno di 5.000 abitanti. È prevista la deroga per la riunione con 2 non conviventi nei giorni di festa.

Covid, il plasma iperimmune funziona o no?

Studi giungono a conclusioni contraddittorie

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Il plasma iperimmune per il trattamento di Covid-19 ha un effetto positivo oppure no? È quanto si domandano i ricercatori, che hanno portato a termine diversi studi giungendo a conclusioni non univoche.

L’ultimo studio in ordine di tempo è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team della Vanderbilt University di Nashville guidato da Fernando Polack.

Secondo la ricerca, la terapia funzionerebbe soltanto se somministrata entro i primi 3 giorni dalla diagnosi e in assenza di sintomi. Allo studio hanno preso parte 160 pazienti sopra i 65 anni, metà dei quali ha ricevuto il plasma e l’altra metà il placebo. Nel gruppo trattato il rischio di malattia grave è diminuito del 48%.

Covid, riaperture rischiose anche con Rt sotto 1

Lo dimostra uno studio di ricercatori italiani

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Allentare le restrizioni quando l’incidenza delle infezioni da Sars-CoV-2 è ancora alta può portare a un rapido nuovo picco dei casi, e quindi dei ricoveri, anche se l’Rt è inferiore ad 1.

Lo dimostra uno studio, basato sui dati della ‘prima ondata’ dell’epidemia, dei ricercatori di Fondazione Bruno Kessler (FBK), Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL) pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science of the United States.

Nello studio è stato usato un modello di trasmissione del virus per stimare l’impatto di diverse strategie di mitigazione introducendo anche la stima del rischio nei diversi settori produttivi in maniera innovativa.

Covid-19 e cervello

Ripercussioni sulla gestione delle malattie neurologiche

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Il nuovo coronavirus crea danni al cervello. Diversi studi lo sottolineano ormai, ma ciò non sembra dovuto all’ingresso del virus nell’organo, che rimarrebbe inaccessibile.

A confermarlo è uno studio apparso sul New England Journal of Medicine e firmato da un team dei National Institutes of Health statunitensi. La causa dei problemi cerebrali sarebbe dovuta in realtà a una conseguenza indiretta del virus, ovvero la risposta infiammatoria e il danno a livello di vasi sanguigni.

La ricerca si è basata su risonanze magnetiche effettuate su 19 pazienti deceduti fra marzo e luglio e su analisi dei tessuti cerebrali realizzata post-mortem.

Le immagini hanno messo in risalto diversi punti, tra il bulbo olfattivo e il tronco cerebrale, caratterizzati da un’elevata infiammazione e da sanguinamento locale.