Fibromialgia, anche il Long Covid può provocarla

Studio evidenzia l’esistenza di un nesso fra le due malattie

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Potrebbe esserci un legame fra Long Covid e insorgenza della fibromialgia. A rivelarlo è uno studio coordinato dalla struttura di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Rizzoli diretta dal professor Riccardo Meliconi, con primo autore il professor Francesco Ursini, professore associato in reumatologia in servizio presso la medesima struttura. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista della società scientifica che riunisce i reumatologi di tutta Europa: Rheumatic and Musculoskeletal Diseases.
Obbiettivo della ricerca la valutazione del potenziale ruolo del COVID-19 come fattore predisponente allo sviluppo di fibromialgia, avendo i ricercatori constatato il crescente afflusso agli ambulatori di reumatologia di pazienti che, dopo aver contratto la malattia COVID-19, lamentavano sintomi articolari tra cui dolore, gonfiore e rigidità.
La fibromialgia è una sindrome reumatologica piuttosto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | fibromialgia, Covid, dolore,

Farmaci in gravidanza, neanche il paracetamolo è sicuro

Le modalità di assunzione dovrebbero essere riviste

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Uno studio pubblicato su Nature Reviews Endocrinology sostiene la necessità di rivedere le modalità di assunzione del paracetamolo in caso di gravidanza. Al momento, il farmaco è l’unico utilizzato per trattare il dolore e la febbre nelle donne incinte, ma secondo il nuovo studio andrebbe assunto alla dose di efficacia più bassa e per il minor tempo possibile.
La ricerca dell’Università di Copenhagen ha mostrato infatti che l’antidolorifico può influenzare negativamente lo sviluppo fetale e aumentare il rischio di disturbi cerebrali e riproduttivi del bambino.
“Il paracetamolo è un farmaco con un meccanismo d’azione poco chiaro che è ampiamente usato per ridurre la febbre e alleviare il dolore da lieve a moderato anche durante la gravidanza, con stime che suggeriscono un utilizzo fino al 65% delle donne incinte in tutto il mondo. Tuttavia, una quantità crescente di ricerche suggerisce …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | gravidanza, paracetamolo, bambini,

Cancro della prostata, nuova terapia con radioligando

L’aggiunta del trattamento riduce il rischio di peggioramento della malattia

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Sono positivi i dati sulla qualità di vita legata alla salute (HRQoL) dello studio di Fase III VISION che ha valutato 177Lu-PSMA-617, terapia mirata sperimentale con radioligando, in aggiunta allo standard di cura nel carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) rispetto al solo standard di cura. Numerosi pazienti con mCRPC lamentano disabilità fisiche e notevole dolore. I dati di valutazione della qualità di vita (HRQoL) dello studio VISION mostrano un ritardo nel peggioramento di queste manifestazioni invalidanti nel braccio con 177Lu-PSMA-617 più lo standard di cura, rispetto al solo standard di cura. Non sono stati osservati problemi di sicurezza nuovi o imprevisti, comprese le variazioni della clearance della creatinina. I risultati saranno presentati al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO).
L’analisi ad hoc della qualità di vita …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | prostata, tumore, radioligando,

Covid, dolore muscolare in metà dei pazienti

Il virus Sars-CoV-2 viaggia fino ai nervi

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Nella classifica delle ripercussioni post Covid, la voce dolore ricopre uno spazio importante: basti pensare che circa la metà dei pazienti che ha avuto l’infezione ha dovuto lottare contro i dolori muscolari, seguiti da cefalee acuto (6-21%), dolori toracico (2-21%), oculare (16%), mal di gola (5-17%) e addominale (12%). E ultimamente anche quelli che coinvolgono la testa (viso e nuca).
È lungo il percorso dei virus, che si è scoperto viaggiare tra cervello e polmone lungo il nervo vago. A dirlo è una ricerca basata su un’importante collaborazione interdisciplinare del Polo Universitario San Paolo e spiegherebbe perché sono compromessi i muscoli e i dolori che ne derivano.
“La presenza del virus SARS-CoV-2 è stata documentata non solo nelle aree cerebrali di controllo del respiro, ma è stato rilevato nello studio pubblicato su Journal of Neurology, il suo percorso tra polmone e …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, dolore, muscolare,

Cura per le bronchiectasie non legate alla fibrosi cistica

Lo studio PROMIS-I ottiene risultati postivi

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Buone notizie per chi soffre di bronchiectasie non legate alla fibrosi cistica (Non-Cystic Fibrosis Bronchiectasis – NCFB). Lo studio di fase 3 PROMIS 1 condotto dall’azienda farmaceutica italiana Zambon, presentato al meeting annuale della European Respiratory Society (ERS), ha ottenuto risultati incoraggianti per la cura di questa patologia respiratoria cronica che colpisce da 486 a 1.106 ogni 100.000 persone, con un’incidenza maggiore tra le donne e gli anziani.
Spesso causate da infezioni del batterio Pseudomonas aeruginosa, le bronchiectasie provocano infiammazioni dei polmoni che comportano sintomi come tosse, espettorato e dispnea, ma sono comuni anche rinosinusite, affaticamento, emottisi e dolore toracico. Questi sintomi hanno un impatto significativo sulle persone affette da brochiectasie, provocando problemi respiratori e fisici, come difficoltà a camminare. Inoltre, la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bronchiectasie, batterio, polmoni,

La voce della mamma riduce il dolore

Effetto visibile soprattutto per i bambini prematuri

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Il suono della voce della mamma aiuta i bambini prematuri ad affrontare procedure mediche dolorose. Lo dice una ricerca dell’Università della Valle d’Aosta coordinata da Manuela Filippa e Mariagrazia Monaci, in collaborazione con il prof. Didier Grandjean dell’Università di Ginevra e dell’Azienda Usl Valle d’Aosta.
I risultati della ricerca sono stati riportati in un articolo pubblicato su Scientific Reports, un articolo che ha già ottenuto l’attenzione di numerosi giornali e media internazionali.
“Una risonanza incoraggiante – commenta Mariagrazia Monaci – che sottolinea il valore della collaborazione fra gli enti di ricerca presenti sul nostro territorio e ci sprona a continuare a indagare sull’importanza della presenza dei genitori nel delicato contesto delle cure intensive. Oltre a esercitare un ruolo protettivo, il loro coinvolgimento nell’aiutare i loro bambini può aiutare a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Insufficienza renale, nuovo punteggio per la qualità di vita

Il punteggio si basa su 7 parametri diversi

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Un nuovo studio pubblicato su CJASN evidenzia l’efficacia di un nuovo punteggio per la valutazione della qualità di vita nei pazienti con insufficienza renale.

«Fino al 70% dei pazienti con insufficienza renale manifesta sintomi fisici persistenti e stress emotivo che compromettono sostanzialmente la qualità della vita correlata alla salute. Queste preoccupazioni sono sottostimate e sottogestite», spiega Istvan Mucsi, dello University Health Network di Toronto, autore senior dello studio. «Per questo motivo abbiamo valutato la validità di base di PROPr tra i pazienti trattati con terapia sostitutiva renale, ovvero emodialisi o trapianto di rene».

Il punteggio si chiama Patient-Reported Outcomes Measurement Information System (PROMIS)-Preference (PROPr) ed è determinato da 7 parametri diversi.

Artrosi della caviglia, meglio l’artroplastica totale

Più efficace rispetto all’artrodesi della caviglia

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Per superare un’artrosi grave della caviglia è meglio intervenire con un’artroplastica totale (Taa), intervento che consente il recupero di una migliore funzione a lungo termine rispetto all’artrodesi (Aa).

A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Bone & Joint Surgery da un team della University of Washington e del VA Puget Sound Health Care System guidato da Bruce Sangeorzan, che spiega:

«Entrambi i trattamenti per l’artrosi alla caviglia allo stadio terminale sono efficaci per alleviare il dolore e migliorare i risultati riportati dai pazienti. Tuttavia, sembra che la Taa porti a un miglioramento più ampio nella maggior parte delle misure di esito riportate dai pazienti a 48 mesi dall’intervento».

Nel suo stadio terminale, l’artrosi della caviglia è caratterizzata dalla perdita completa di cartilagine e dal dolore generato dal contatto osso su osso nell’articolazione.

Tumore allo stomaco e rischio di sbalzi glicemici

La gastrectomia può provocare problemi di controllo glicemico

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La maggior parte dei pazienti operati per un tumore allo stomaco può andare incontro a un maggior rischio di sbalzi glicemici dopo la gastrectomia. Lo afferma uno studio promosso dalla Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc) in collaborazione con il Gruppo italiano di ricerca sul cancro gastrico (Gircg) e l’Associazione “Vivere senza stomaco si può Onlus”.

Secondo i dati preliminari dello studio, l’89% dei pazienti operati ha sintomi da ipoglicemia reattiva con debolezza, vertigini, sudorazione e vampate di calore o una dumping syndrome, nella quale a questi sintomi si aggiungono dolore con distensione addominale, nausea e vomito.

Si tratta del primo studio ad analizzare la prevalenza degli sbalzi glicemici nei pazienti gastroresecati.