Il supporto respiratorio per le donne incinte

Casi rari ma condizioni dell’intervento diverse

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È raro che una donna incinta sviluppi una forma grave di Covid-19, ma in alcuni casi succede, e un articolo pubblicato su Obstetrics & Gynecology elenca una serie di raccomandazioni per l’uso corretto del supporto respiratorio in queste situazioni.

«Il nostro obiettivo è di riassumere gli interventi di supporto respiratorio iniziale di base raccomandati per pazienti incinte con infezione da sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2)», scrivono Luis D. Pacheco, della University of Texas Medical Branch in Galveston negli Stati Uniti, e colleghi.

In primo luogo, l’ossigenoterapia, che può essere effettuata tramite cannula nasale o maschera facciale. Diverso deve essere l’inizio della terapia: nei casi comuni la terapia va iniziata quando i livelli di saturazione periferica di ossigeno scendono al di sotto del 92% e raccomandata con livelli al di sotto del 90%.

Sesso e Covid, il vademecum per l’intimità di coppia

I consigli della Società Italiana di Contraccezione per la Fase 2

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Da lunedì è iniziata la Fase 2 dell’emergenza sanitaria: maggiore libertà di movimento all’interno del perimetro regionale per far visita a genitori e congiunti, così come sarà più semplice incontrare la persona amata, non convivente, dopo mesi di lockdown.

Ma come riscoprire l’intimità in questo periodo evitando comportamenti che potrebbero mettere a rischio la propria salute e quella del partner? Dagli esperti della Società Italiana di Contraccezione (SIC) arrivano alcune raccomandazioni per vivere la sessualità in maniera serena.

Ridurre le distanze fisiche non significa che il rischio di contagio da Covid-19 sia diminuito o scomparso: tutt’altro.

Il nuovo coronavirus è anche nelle lacrime

Isolato nelle secrezioni oculari di pazienti positivi

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Un team di ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma ha isolato per la prima volta Sars-Cov-2 all’interno di secrezioni oculari di pazienti positivi. Lo rende noto lo studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, dimostrando in maniera inequivocabile che gli occhi rappresentano una via di accesso per il microrganismo al pari di naso e bocca.

I ricercatori hanno isolato il nuovo coronavirus grazie al tampone oculare prelevato 3 giorni dopo il ricovero di una paziente positiva. Ricoverata allo Spallanzani già a fine gennaio, la donna accusava una congiuntivite bilaterale, il che dimostra che il virus può replicarsi anche nelle congiuntive.

Vaginosi batterica, niente screening in gravidanza

Esami non necessari se la donna è asintomatica

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Non è necessario effettuare lo screening per la vaginosi batterica in gravidanza se la donna non mostra sintomi. Lo ricordano le raccomandazioni della Preventive Services Task Force (USPSTF) negli Stati Uniti pubblicate su Jama.

Secondo il documento, in mancanza di sintomi e nelle donne che non hanno un rischio aumentato di parto pretermine, lo screening per la vaginosi batterica non è raccomandato. In gravidanza, la condizione è spesso associata a parto pretermine, endometriosi post-partum, aborto precoce e basso peso alla nascita.

Con le nuove raccomandazioni, che confermano quelle del 2008, l’USPSTF afferma che nelle persone con aumentato rischio di parto pretermine l’equilibrio tra benefici e rischi non può essere determinato.

Coronavirus, in alcuni casi è il cuore a soffrire

Il caso di una donna di 53 anni colpita da miocardite acuta

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Non sempre sono i polmoni a pagare dazio in caso di infezione da nuovo coronavirus. È il caso di una donna di 53 anni ricoverata all’ASST Spedali Civili di Brescia dopo aver accusato dolori toracici.

Vista la presenza di una lieve alterazione della temperatura corporea e di tosse, i medici hanno provveduto subito a effettuare il tampone, dopodiché hanno sottoposto la donna a una radiografia dei polmoni, dalla quale non sono emersi particolari problemi.

La donna è stata quindi trasferita nel reparto di Cardiologia, dove l’elettrocardiogramma effettuato mostrava segni di affaticamento cardiovascolare. In assenza di polmonite e in presenza di alti livelli di troponina – proteina che l’organismo rilascia in grandi quantità in caso di danno cardiaco – i medici hanno optato per una coronografia, che ha però escluso un infarto.

I danni ai polmoni causati dal coronavirus

Mostrati da uno studio dei ricercatori dello Spallanzani

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Immagini scioccanti quelle presentate dai ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma, che stanno per pubblicare uno studio sull’International Journal of Infectious Diseases con le radiografie e le Tac dei polmoni dei primi due pazienti infetti in Italia, la coppia di turisti cinesi in vacanza a Roma.

“Si tratta di studi preliminari sui primi pazienti e ce ne sono altri altrove. Sono molto utili per ‘fotografare’ la malattia e vedere come aggredisce l’organismo umano. Soprattutto la tac del polmone è un indicatore importante della gravità della malattia”, spiega Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di ricerca di malattie infettive dell’ospedale Spallanzani di Roma.

Geni Brca, meglio asportare il seno o la sorveglianza?

Uno studio fa luce sulla variante che può causare il cancro del seno

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Nella gran parte dei casi, il tumore del seno non è letale, ma può essere efficacemente curato se individuato precocemente.

Esiste tuttavia una percentuale di tumori – circa il 7% – legati a una variante dei geni BRCA-1 e BRCA-2 (quelli divenuti famosi per la scelta dell’attrice Angelina Jolie di asportare il seno) che causa un aumento del rischio di cancro al seno del 12% in media. In questi casi, inoltre, i tumori sono più difficilmente trattabili.

A una donna che presenta una mutazione di questo tipo vengono offerte due opzioni: la mastectomia bilaterale o una sorveglianza attiva fatta da visite, ecografie e mammografie a distanza ravvicinata. Le statistiche finora avevano evidenziato un vantaggio, in termini di sopravvivenza, per le donne che decidevano di sottoporsi all’operazione rispetto a quelle che optavano per la vigile attesa.

Coronavirus, possibile la trasmissione asintomatica

Analisi basata su un cluster familiare di 5 pazienti

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Fra gli aspetti più preoccupanti del nuovo coronavirus – Covid-19 – c’è la possibilità che il virus si trasmetta anche da soggetti asintomatici.

Lo rivela uno studio pubblicato su Jama da Yan Bai, dello Henan Provincial People’s Hospital, di Zhengzhou, in Cina, e basato sull’analisi di un cluster familiare di 5 pazienti.

«L’attuale epidemia di Covid-19, iniziata a Wuhan, in Cina, ha infettato migliaia di persone, ma permangono dubbi sull’infettività, sul periodo di incubazione e sui meccanismi di trasmissione. Se i risultati che presentiamo in questo rapporto di presunta trasmissione da un corriere asintomatico saranno replicati, la prevenzione dell’infezione si potrebbe rivelare difficile», afferma Yan Bai.

Coronavirus, 12 vittime e 8 bambini contagiati

I contagi salgono a 474, misure radicali di contenimento

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Le vittime del coronavirus in Italia diventano 12. L’ultima è un uomo di 69 anni deceduto nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Parma. Anche in questo caso, la vittima aveva problemi di salute pregressi.

Contagiati i primi 8 bambini dall’inizio dell’epidemia di Covid-19. I bambini, 6 provenienti dalla zona di Codogno e 2 residenti in Veneto, sono tutti in buone condizioni di salute. Due di loro sono già stati dimessi, mentre gli altri rimangono in osservazione in ospedale.

Al momento i casi confermati di positività sarebbero 474 in tutta Italia, dei quali la gran parte concentrati in Lombardia (305). Si segnalano due nuovi casi al di fuori dei focolai già noti: il primo riguarda una donna di Bergamo in vacanza a Palermo, il secondo è un imprenditore di 60 anni di Firenze che viaggia spesso in Oriente per lavoro.

Coronavirus, 12 vittime e 7 bambini contagiati

I contagi salgono a 400, misure radicali di contenimento

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Le vittime del coronavirus in Italia diventano 12. L’ultima è un uomo di 69 anni deceduto nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Parma. Anche in questo caso, la vittima aveva problemi di salute pregressi.

Contagiati i primi 7 bambini dall’inizio dell’epidemia di Covid-19. I bambini, 6 provenienti dalla zona di Codogno e uno residente in Veneto, sono tutti in buone condizioni di salute. Due di loro sono già stati dimessi, mentre gli altri rimangono in osservazione in ospedale.

Al momento i casi confermati di positività sarebbero 374 in tutta Italia, dei quali la gran parte concentrati in Lombardia (259). Si segnalano due nuovi casi al di fuori dei focolai già noti: il primo riguarda una donna di Bergamo in vacanza a Palermo, il secondo è un imprenditore di 60 anni di Firenze che viaggia spesso in Oriente per lavoro.