Virus Zika nella placenta anche dopo la guarigione


Il virus si annida nelle cellule mesenchimali

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Il virus Zika sopravvive nelle cellule mesenchimali della placenta di una donna incinta anche dopo la presunta scomparsa dell’infezione. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma in collaborazione con colleghi dell’Umberto I, dello University College di Londra e del Centro Ospedaliero Universitario del Quebec.
Gli scienziati hanno analizzato la placenta di una donna incinta e asintomatica che aveva contratto l’infezione durante un viaggio a Cuba. La donna si era infettata al quarto mese di gravidanza e il virus è rimasto in circolo nel flusso sanguigno per due mesi e mezzo prima di sparire alla ventiseiesima settimana di gestazione. Alla trentottesima settimana, la donna ha partorito un bambino sano, fortunatamente non colpito dall’infezione, che può provocare gravi danni neurologici al feto.
I medici dello Spallanzani …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | virus, Zika, mesenchimali,

Osteoporosi, l’ambiente influisce

Le condizioni ambientali impattano sulla densità ossea

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Oltre un milione e mezzo di fratture femorali da osteoporosi negli over 65enni dal 2000 ad oggi, con una crescita costante fino a raggiungere quasi 100.000 ricoveri/anno per questo tipo di problematica dell’anziano (+20% nelle donne e +30% nei maschi).

Due fratturati su tre hanno più di 80 anni e quattro volte su 10 si tratta di una donna oltre gli 85 anni di età, come emerge dalle proiezioni basate sulla recente pubblicazione su “Archives of Osteoporosis”, condotta dall’epidemiologo Prisco Piscitelli e coordinata dal professor Umberto Tarantino dell’Università di Roma Tor Vergata.

Una fotografia allarmante se si pensa agli esiti: 400.000 decessi post-frattura e 200.000 casi di invalidità permanente.

8 suggerimenti dai trainer che dovresti ascoltare

8 suggerimenti dai trainer che dovresti ascoltare. Si presentano in palestra in top aderenti anziché in maglietta, nel loro armadietto ci sono battle rope e kettlebell invece di penne e blocchetti. Nel loro mondo la parola toner non ha nulla a che vedere con la stampante. I personal trainer dedicano la loro quotidianità alla costruzione del corpo perfetto. Ecco le cose di cui loro sono consapevoli e di cui dovresti prendere nota.

Non puoi solo fare cardio

Correre, andare in bicicletta, camminare sono tutte attività che ti permettono di bruciare calorie. Ma quando si tratta di tornare in forma non puoi ignorare il fatto di dover mixare allenamento cardio con un allenamento di rinforzo muscolare. Come abbiamo più volte detto alzare pesi ti permette di mettere su massa magra e di dare una scossa al tuo metabolismo permettendoti di bruciare più calorie anche stando semplicemente seduta sul divano. Inoltre avere una buona massa muscolare ti permette di performare meglio nelle attività cardio e ad evitare di farti male.

Aumentare i pesi ti porta a migliori risultati

Push up, squat, affondi ti permettono di affrontare al meglio le attività giornaliere come ad esempio salire le scale. Ma aggiungere manubri più pesanti al proprio allenamento – in maniera da poter fare dalle 8 alle 15 ripetizioni – può portare ad una più alta costruzione di massa magra. Non avere paura di diventare la prossima donna hulk, perché a meno che non passi ore ed ore in palestra all giorno, ingerendo una grande quantità di proteine, il tuo corpo può solo che trarre benefici da questo tipo di allenamento.

Anche il miglior allenamento non ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi se non accompagnato da una corretta alimentazione.

Anche se stai facendo tutto alla perfezione in termini di allenamento, devi necessariamente apportare delle modifiche alla tua alimentazione per vedere risultati. Inizia dai piccoli gesti quotidiani. Ad esempio prova ad eliminare lo zucchero che versi nelle bevande come te e caffè.

Aggiungere è meglio che sottrarre

Se è vero che è necessario prestare attenzione a quello che si mangia, tagliare eccessivamente le calorie non è sostenibile nel lungo termine. Concentrati piuttosto nell’aggiunta di cibi ricchi di nutrienti come frutta, verdura, semi, noci, che forniscono al tuo corpo benzina preziosa per i tuoi allenamenti.

Divertirsi è fondamentale

Non è necessario fare sforzi disumani per raggiungere risultati. Anzi, può essere perfino controproducente. Prova ad inserire attività che ti fanno divertire nella tua routine settimanale. La vera chiave per il successo sono l’equilibrio e la costanza.

Le altre 23 ore contano

Indipendentemente dal tipo di allenamento che fai, devi tenere in considerazione il fatto che attività come salire le scale, parcheggiare lontano o fare la spesa a piedi sono decisive per raggiungere i tuoi obiettivi. Coloro che ottengono i risultati migliori, rendono queste attività extra allenamento parte del loro quotidiano.

Essere allenata non è più difficile che essere fuori forma

E’ chiaro che devi faticare per raggiungere i tuoi obiettivi. Ma considera tutta l’energia che perdi nel pensare che vorresti cambiare e a lamentarti del fatto che non hai il tempo e l’energia per farlo. I trainer sanno che il segreto per cambiare il proprio corpo è spostare l’attenzione da ciò che non si possiede a ciò che si può arrivare a fare. L’impegno è tutto.

La perdita di peso non è il tuo vero obiettivo

Spesso le persone iniziano programmi di allenamento perchè non amano quello che vedono nello specchio. Ma i trainer sanno che c’è sempre qualcosa di più profondo sotto e ti invitano a chiederti spesso “perchè” finché la vera ragione non salta fuori. Avere ben chiare le motivazioni, ti permette di essere più costante nel seguire il tuo piano e ignorare le tentazioni.

 

 

Dimagrire in menopausa: consigli efficaci

Perdere peso in menopausa sembra un miraggio nel deserto: assolutamente inesistente. Ma è davvero così? Per una serie di ragioni ormonali e fisiologiche le donne tendono ad accumulare peso quando vanno in menopausa, chili che spesso si rassegnano a prendere e pensano di non riuscire più a smaltire. Ma è davvero così? Vediamo le cause della tendenza ad aumentare di peso quando il ciclo smette di presentarsi ogni mese e come dimagrire in menopausa con qualche consiglio efficace che riguarda sia l’alimentazione che l’attività fisica, entrambe determinanti per condurre uno stile di vita sano e bilanciato.

Perché in menopausa si tende ad accumulare peso?

La maggioranza delle donne tende, quando va in menopausa, a prendere qualche chilo e a vedere il proprio corpo trasformarsi; questa regola vale anche per quelle donne che, tendenzialmente, nella loro vita sono sempre state magre. Come comportarsi quando si comincia a prendere chili sulla pancia o la cellulite aumenta nonostante non ci sia stato nessun cambio repentino di nella propria alimentazione o nell’attività fisica?

Per capire come dimagrire in menopausa è necessario, innanzitutto, indagare rispetto alle cause dell’aumento del peso in questa fase della vita delle donne. La menopausa è una fase di grandissimi cambiamenti nel corpo di una donna, cambiamenti che possono sfociare in un aumento di peso per via degli sconvolgimenti ormonali.
Andare in menopausa per una donna vuol dire aver terminato gli ovuli a disposizione; la conseguenza diretta è la fine del ciclo mestruale in seguito all’assenza di ovulazione. A questo fenomeno si accompagna una variazione ormonale che comporta una serie di sintomi, compreso l’aumento di peso, che avviene anche a causa dell’abbassamento del metabolismo basale.

Cosa avviene effettivamente agli ormoni delle donne nel periodo della menopausa? La produzione di estrogeni tende a diminuire e il rapporto tra androgeni e estrogeni aumenta. Gli androgeni sono ormoni maschili presenti solitamente in piccole quantità nelle donne e proprio per questo cambiamento si tende ad accumulare tessuto adiposo.

Dimagrire in menopausa: consigli per non accumulare peso

Spiegata la ragione che risiede dietro l’accumulo di peso delle donne in menopausa vediamo allora cosa è bene fare per evitare di ingrassare e quali sono i consigli e le buone abitudini da acquisire (o rinforzare) durante l’età matura per le donne. In linea di massima è consigliabile, prima di tutto, ridurre l’apporto calorico complessivo della giornata andando a frazionare i pasti; risulta utile anche aumentare il consumo di soia e di legumi e – come sempre nel corso della vita – evitare di bere alcolici e consumare in maniera controllata pasta, pane, formaggi e olio.
Vediamo allora i consigli per dimagrire in menopausa:

  • calibrare le calorie introdotte per mantenere il peso o, se necessario, perderlo;
  • eliminare gli alimenti elaborati confezionati e quelli che contengono un eccessivo apporto di grassi preferendo;
  •  preferire i grassi di origine vegetale e non idrogenati;
  • dividere l’apporto calorico in cinque pasti (tre principali e due spuntini) ben bilanciati;
  • prestare attenzione alle porzioni di pane, pasta, carni grasse, condimenti, dolci e formaggi stagionati (preferire i formaggi magri due o tre volte a settimana);
  • bere o mangiare ogni giorno latte, yogurt o comunque alimenti fortificati col calcio;
  • consumare due o tre volte a settimana pesce ricco di vitamina D;
  • consumare almeno due porzioni di verdura e di frutta al giorno;
  • aumentare l’attività fisica così da incrementare il dispendio energetico.

Addio al dolore intimo con il Dhea

Nuovo prodotto contro l’atrofia vulvo-vaginale

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Non è un problema da poco e per poche. L’atrofia vulvo-vaginale (AVV) interessa fino al 50% delle donne in menopausa e post-menopausa. Inoltre, diversamente da altri sintomi che accompagnano la scomparsa del ciclo mestruale, tende a persistere e perfino a peggiorare con il trascorrere degli anni.

Eppure ad oggi è una patologia ancora piuttosto sottovalutata in rapporto all’impatto che può avere sulla qualità di vita della donna e della coppia. I problemi legati all’AVV, infatti, portano persino a evitare l’intimità che può sfociare in senso di rifiuto e incomprensioni.

Un esame del sangue rivela la fertilità

L’età ovarica non corrisponde a quella anagrafica

L’età delle ovaie non sempre corrisponde all’età anagrafica di una donna. Esiste un ormone – una “carta di identità della fertilità” – che consente di valutare quante chance di concepire restano.

Analizzarlo garantisce anche la possibilità di arginare eventuali problemi di fertilità. Si tratta dell’ormone antimulleriano, prodotto dalle cellule dei follicoli ovarici, e si ottiene attraverso un semplice esame del sangue.

Perché è importante?

L’Italia è ultima per fecondità in Europa. Lo rivela il rapporto Istat “Noi Italia”. La stima per il 2018 del tasso di fecondità totale (1,32 figli per donna) è sensibilmente inferiore alla soglia che garantirebbe il ricambio generazionale. Il ritardo nell’età del concepimento richiede una valutazione precisa della riserva ovarica: intorno ai 35 anni rimane il 10% degli ovuli, le ovaie sono invecchiate.

Autismo, forse coinvolti i solventi

L’esposizione in gravidanza potrebbe aumentarne il rischio

Se una donna in gravidanza è esposta ai solventi sul posto di lavoro è possibile che il rischio di insorgenza dell’autismo nel bambino si alzi.

Lo dice uno studio pubblicato su Occupational & Environmental Medicine:

I nostri risultati si aggiungono a un numero crescente di prove che indicano un potenziale collegamento tra fattori ambientali e lavorativi e lo sviluppo dell’autismo, ma dobbiamo comunque interpretarli con cautela, afferma Erin McCanlies, del National Institute for Occupational Safety and Health di Morgantown, negli Stati Uniti, che ha diretto il gruppo di lavoro.

Sesso protetto in 15 mosse

Consigli su contraccezione e benessere sessuale in estate

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D’estate, si sa, i sensi si riaccendono. Per vivere la propria sessualità in maniera sicura, la Società Italiana della Contraccezione ha preparato una lista di consigli utili.

La contraccezione non va dimenticata mai: per il benessere della donna; per proteggersi dalle Infezioni a Trasmissione Sessuale (IST), per evitare gravidanze indesiderate e vivere serenamente l’intimità di coppia.

D’estate, con i ritmi di lavoro più lenti e quando si è in vacanza, si è più disposti a lasciarsi andare, a socializzare e aprirsi agli altri, facendo nuove conoscenze o rinsaldando un rapporto spento dalla routine e dallo stress, – spiega Antonio Cianci, presidente della SIC -. Ma non dimentichiamo che la nostra salute è sempre la priorità. Non dimentichiamoci della contraccezione, in tutte le sue modalità.

Batteriuria asintomatica in gravidanza, sì allo screening

Anche se il rischio di pielonefrite sembra ridotto

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Lo screening per batteriuria asintomatica dovrebbe far parte del percorso di analisi che una donna in gravidanza abitualmente affronta.

Secondo le raccomandazioni della Preventive Services Task Force degli Stati Uniti (USPSTF), le donne incinte dovrebbero essere sottoposte a screening fra la 12esima e la 16esima settimana di gestazione, anche se tale screening va inteso come raccomandazione di tipo B, cioè con un beneficio netto moderato nella riduzione delle complicanze, mentre dal 1996 è stato di tipo A.

Alcune nuove prove hanno dimostrato che il rischio di pielonefrite è diminuito nelle donne in gravidanza, e ora c’è più preoccupazione riguardo all’uso di antibiotici, resistenza agli antibiotici e conservazione dei batteri “buoni”.

Quando la gravidanza incontra il diabete

1 su 10 è complicata dalla malattia

Su mezzo milione di gravidanze ogni anno, circa 50mila sono accompagnate dal diabete. La malattia può essere pre-gestazionale, ossia già presente nella donna prima che questa rimanga incinta, o gestazionale (GDM), quello che fa la sua comparsa proprio nel corso della gravidanza.

Ma gestire il problema e prevenire anomalie, complicanze e il ricorso al parto cesareo è possibile, programmando il concepimento e il controllo metabolico in modo costante e accurato, soprattutto nei primi mesi di gestazione.