Una proteina protegge il cervello

Segnalato un legame con la perdita di neuroni e l’invecchiamento

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Uno studio americano rivela che la proteina VGLUT è legata a processi di invecchiamento cerebrale e perdita di neuroni. Lo studio della University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences è stato pubblicato su Aging Cell.
Dall’analisi è emerso come le donne riescano a reagire meglio alla perdita di neuroni e all’insorgere di problemi motori.
I ricercatori si sono serviti di tecniche biochimiche e genetiche dimostrando che la riduzione dei livelli di VGLUT nelle mosche femmine ha effetto sulla loro resistenza alla neurodegenerazione associata all’invecchiamento.
“Abbiamo scoperto che i livelli di VGLUT sono più alti negli organismi femminili che in quelli maschili, che aumentano con l’avanzare dell’età, e che è proprio questa proteina a ‘proteggere’ dall’insorgere di disturbi neurodegenerativi – spiega Silas Buck, uno degli autori della ricerca – questo ci suggerisce che la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cervello, proteina, Parkinson,

Tumore anale, i principali fattori di rischio

Il Papillomavirus è responsabile di circa il 90% dei carcinomi dell’ano

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I tumori dell’ano sono relativamente rari e rappresentano il 2.5% dei tumori dell’apparato digerente. Dai dati riportati dall’AIRC in Italia si registrano poco più di 1.000 casi l’anno, 450 negli uomini e 650 nelle donne. Negli Stati Uniti sono stati osservati 8.590 nuovi casi nel 2020 (2.690 uomini e 5.900 donne) con 1.350 decessi attribuibili a tale tipo di neoplasia. Gli studi americani hanno inoltre evidenziato un incremento dell’incidenza del cancro dell’ano del 2.7% per anno negli anni compresi tra il 2001 e il 2015. L’incremento è stato del 2.2% nella popolazione maschile e del 3.1% in quella femminile. La mortalità è incrementata del 3.1% (3.4% negli uomini e 2.9% nelle donne).
Il tumore dell’ano è completamente diverso dai tumori del colon-retto. La principale causa eziologica del tumore dell’ano è l’infezione da parte del Papilloma virus umano (HPV), responsabile di circa il 90% …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ano, tumore, papillomavirus,

Covid, raro ma possibile infettarsi nonostante il vaccino

I casi di due donne che hanno comunque contratto una forma lieve della malattia

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I risultati di un nuovo studio della Rockfeller University di New York su Covid e vaccini possono sembrare preoccupanti, ma in realtà gli aspetti positivi superano di gran lunga quelli negativi.
Lo studio, apparso sul New England Journal of Medicine, descrive i casi di due donne vaccinate con Moderna e Pfizer che si sono comunque infettate con Sars-CoV-2. Il campione oggetto di analisi era formato da 417 persone vaccinate all’interno della comunità dell’ateneo americano. Fra queste, 2 si sono infettate: nel primo caso, una donna sana di 51 anni che aveva ricevuto la seconda dose di vaccino il 19 febbraio scorso. 19 giorni dopo la donna ha accusato mal di gola, congestione e mal di testa, risultando positiva al virus. I sintomi si sono risolti nel giro di una settimana. La seconda donna ha 65 anni, e aveva ricevuto la seconda dose il 9 febbraio. Il 16 marzo la donna ha accusato stanchezza, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, vaccino, infezione,

Sesso, 4 modi per raggiungere l’orgasmo

Le tecniche suggerite da un campione di 20.000 donne

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Aumentare le probabilità di avere un orgasmo attraverso tecniche ben precise. È quanto emerge da uno studio della società OMGYes (acronimo di Oh My God Yes) in collaborazione con ricercatori dell’Università dell’Indiana e del Kinsey Institute.

Lo studio, pubblicato su Plos One, si è basato sul coinvolgimento di 3.000 donne, cui è stato chiesto quali sono i movimenti migliori per raggiungere il piacere durante un atto penetrativo.

“Abbiamo chiesto a migliaia di donne cosa fanno per provare più piacere dal sesso penetrativo e abbiamo scoperto che ci sono 4 tecniche che funzionano per la maggior parte di loro”, afferma Christiana von Hippel, esperta di salute sessuale e riproduttiva.

Una blefaroplastica estrema può danneggiare l’occhio

Cosmetici e chirurgia estetica possono causare la sindrome dell’occhio secco

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“Le donne spesso utilizzano cosmetici che, soprattutto se non testati ufficialmente, possono essere causa di allergie e irritazioni della cute e dell’occhio, polverizzandosi sul margine delle palpebre o nell’occhio stesso, aumentando l’infiammazione cronica causata dalla secchezza oculare e contribuendo, inoltre, a occludere gli sbocchi di alcune ghiandole (soprattutto le ghiandole di Meibomio, presenti nello spessore delle palpebre superiore e inferiore e il cui ostio si apre nel margine palpebrale interno), che producono il film lacrimale, contribuendo ad aumentarne l’infiammazione, il mal funzionamento e infine la degenerazione delle stesse, complicando ulteriormente il circolo vizioso infiammatorio che persiste in un occhio secco”.

A dirlo, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, che si celebra oggi, è Romina Fasciani.

3 esercizi per togliere la cellulite

Allenamenti mirati per eliminare la pelle a buccia d’arancia

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La cellulite è una piaga, si sa. Sono pochissime le donne che non l’abbiano sperimentata sulla propria pelle o che non siano ancora in lotta per liberarsene. I chili di troppo, infatti, non spiegano tutto e ci sono numerosi esempi di donne in perfetta forma e ciononostante colpite dall’inestetismo. Cosa fare?

Al di là dell’alimentazione, pilastro di ogni miglioramento fisico che si voglia perseguire, e di soluzioni di chirurgia estetica, per eliminare la cellulite è possibile intervenire anche solo attraverso l’esercizio fisico. Come?
Con 3 esercizi facili da compiere, ma che potrebbero garantire grandi soddisfazioni.

Il primo riguarda i polpacci. Si sta in piedi con il busto dritto e le braccia lungo i fianchi. L’esercizio consiste nel sollevarsi sulle punte dei piedi alzando il tallone. Allo stesso tempo si alzano le braccia portandole alle spalle.

Covid e vaccino in gravidanza

Le risposte ai dubbi più frequenti

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La disponibilità di dosi di vaccini anti-Covid sta pian piano aumentando, e così anche le possibilità di vaccinarsi per categorie particolari, come le donne incinte. Tuttavia, molti sono i dubbi sul tema.

A chiarire ci provano gli esperti di varie società mediche americane, che giungono alla conclusione che i vaccini a mRna dovrebbero essere offerti anche alle gestanti.

Questi vaccini, infatti, non contengono particelle virali, e le particelle di mRna del vaccino vengono eliminate dall’organismo in poche ore o giorni, rendendo improbabile il fatto che raggiungano la placenta.

Inoltre, l’immunità generata dal vaccino su una donna incinta o in fase di allattamento finisce per proteggere anche il neonato.

Fibromi uterini, relugolix riduce dolore e sanguinamenti

In associazione con estradiolo e noretindrone acetato

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Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine segnala l’efficacia dell’associazione fra estradiolo, noretindrone acetato e relugolix nel trattamento dei fibromi uterini.

La ricerca, firmata da scienziati dell’Università di Chicago, mostra la capacità di relugolix nel ridurre il sanguinamento mestruale e il dolore nelle donne affette da fibromi uterini.

Ayman Al-Hendy, docente di ostetricia e ginecologia, spiega i vantaggi legati all’antagonista del recettore dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH): «Il farmaco è stato ben tollerato: la densità minerale ossea è stata preservata e l’incidenza di vampate associata alla monoterapia con relugolix è stata ridotta al minimo».

Parto pretermine, un algoritmo ne prevede il rischio

Utile a individuare le gestanti da tenere sotto controllo

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Un nuovo algoritmo può aiutare i medici a identificare le donne incinte maggiormente a rischio di realizzare un parto pretermine. A suggerirne l’utilizzo è un articolo pubblicato su Plos One da ricercatori dell’Università dell’Arizona di Phoenix.

L’algoritmo si basa sull’identificazione di metaboliti del progesterone nel plasma e di fattori di rischio specifici come l’esposizione prenatale ai corticosteroidi.

«In precedenza, gran parte della ricerca in questo campo era concentrata sulla previsione dell’età gestazionale al momento del parto come stima della prognosi neonatale», spiega il ginecologo Avinash Patil, coautore dello studio.

Cancro, le bibite zuccherate aumentano il rischio

Il rischio aumenta all`aumentare del consumo

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È noto da tempo che le bevande zuccherate e gassate non siano amiche del nostro organismo. Oltre a contribuire all`insorgenza di obesità e diabete, le bibite possono aumentare anche il rischio di cancro.

A dimostrarlo è uno studio condotto presso il Cress (Epidemiology and Statistics Research Center) dell’Université Sorbonne Paris Cité, pubblicato su British Medical Journal.

La ricerca francese attesta che anche una piccola quantità di bevande zuccherate consumate ogni giorno potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di tumore.

L’indagine ha monitorato per cinque anni consecutivi le abitudini alimentari di più di 100mila adulti sani di nazionalità francese (di cui 79% donne e 21% uomini) con un’età media di circa 42 anni.