Il tumore al testicolo è sempre più diffuso


Scarsa l’adesione degli uomini ai programmi di prevenzione

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Un’incidenza in aumento del 2% all’anno. Si tratta del tumore del testicolo, che vede l’incremento più rilevante nel Veneto.
Il problema principale è la scarsa propensione maschile ai controlli, a differenza delle donne, molto più sensibili sull’argomento.
Lo confermano anche i dati presentati dalla Fondazione Foresta di Padova ottenuti incrociando le informazioni dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori) con quelli provenienti da altri centri di raccolta del Nord Europa.
Gli ultimi dati italiani riportano una continua crescita di tumori testicolari, con 2.400 nuovi casi l’anno in Italia.
La prevalenza del Veneto nelle nuove diagnosi ha probabilmente a che fare con un maggior tasso di inquinamento da Pfas nella regione del Nord Est.
“Quali siano le cause di questa tendenza non è ancora dimostrato, ma è innegabile una relazione tra le alterazioni della funzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumore, testicolo, prevenzione,

Corpo da spiaggia in 7 esercizi. Circuito Tabata.

La primavera stenta ad arrivare, ma la stagione dei costumi da bagno, come da calendario, è  dietro l’angolo. Anche se sei andata in palestra tutto l’inverno è giunta l’ora di fare quello sforzo in più per sfoggiare al meglio il frutto del tuo duro lavoro in un corpo da spiaggia.

Ecco quindi 7 esercizi per ottenere un corpo da spiaggia

Push up. Sono senz’altro l’esercizio più indicato per tonificare la parte superiore del corpo. Sia che lo esegui nella maniera standard piuttosto che in qualche variante, spalle, schiena, braccia e addome non potranno che ringraziarti. Inserendo questo esercizio nella tua routine di allenamento farai si che le braccia scolpite saranno il tuo marchio di fabbrica quest’estate.

Atleta: Adele Vicinanza

Plank e side plank. Non ci stancheremo mai di dirlo, eseguire plank è la cosa migliore che puoi fare per il tuo corpo. In genere sono da preferire ai sit up o ai più comuni crunch, perché difficilmente potrai eseguirli in maniera sbagliata. Ricordati sempre di attivare l’asso me e di tenere i glutei stretti e soprattutto di non abbassare i fianchi. Una volta diventata esperta dell’esercizio prova ad inserire dei movimenti come nella figura sottostante. Leggi anche Addominali perfetti: circuito di allenamento plank

Allenati con i pesi ma aumenta le ripetizioni. Per costruire un corpo scolpito hai bisogno di allenarti con più ripetizioni. Inoltre non mettere da parte esercizi esplosivi con il jump box ad esempio e gli allenamenti ad alta intensità: ti permettono di bruciare più massa grassa e più a lungo una volta terminato l’allenamento.

Jump squat o drop down squat ti permetteranno di tonificare e mettere in forma gambe e glutei. Inoltre proprio come i classici movimento esplosivi daranno una scossa al tuo metabolismo.

Affondi saltati. L’esercizio è di quelli da togliere il fiato, brutale. Ma i risultati sulle gambe sono garantiti. Eseguili per 30 secondi e riposati per altri 30.

Burpees. È l’esercizio che tutti amano odiare e molti hanno dei seri dubbi sulla sua efficacia, proprio perché stresserebbero in maniera eccessiva le articolazioni.

Pull up. Questo è un esercizio che certamente non è tra i preferiti delle donne, ma senz’altro assolve lo scoop di tonificare la parte alta del corpo. Se come la maggior parte di noi non riesci ad eseguirlo, inizia lentamente con una benda elastica sotto i piedi e successivamente prova le mezze ripetizioni.

Questi esercizi possono essere combinati in maniera tale da formare un circuito total body da allenare con un protocollo tabata di 40 secondi di allenamento ad alta intensità, 20 secondi di pausa.



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Vaccino anti-Hpv efficace, ma meglio farlo subito

Riduzione fino all’88% delle lesioni precancerose

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Il vaccino contro il Papillomavirus umano (Hpv) riduce fino all’88% le lesioni precancerose che preludono all’insorgenza dei tumori del collo dell’utero. La percentuale tuttavia scende se si sceglie di vaccinarsi oltre i 12-13 anni.
La conferma arriva da uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team dell’Università di Edimburgo che ha analizzato quasi 140mila ragazze nate fra il 1988 e il 1996.

Il campione era suddiviso in 3 sottogruppi: donne non vaccinate (nate fra il 1988 e il 1990), donne vaccinate fra i 14 e i 17 anni (nate fra il 1991 e il 1994) e ragazze vaccinate fra i 12 e i 13 anni (nate fra il 1995 e il 1996).

Nell’ultimo gruppo la riduzione delle lesioni precancerose di lieve pericolosità è stata del 79%, quella delle lesioni moderate dell’88% e quella delle lesioni più gravi dell’86%.

Vene varicose, ci pensa la scleroterapia

Quasi una donna su due ne soffre nel corso della vita

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Fastidioso inestetismo ma anche “spia” che può nascondere problemi di salute seri. Sono le vene varicose, una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni.

Ma non è solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava: gonfiori e arrossamenti – oltre al senso di pesantezza dovuto al caldo – fanno aumentare in questo periodo dell’anno le richieste di interventi di scleroterapia, per migliorare non solo la salute ma anche l’aspetto delle gambe, più esposte in estate.

Si stima che in tutto il mondo in una sola giornata oltre 9 milioni di persone si sottopongano a questo trattamento – afferma il Dott. Paolo Casoni, Vice Presidente dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI) e direttore del Dipartimento del Centro Ippocrate – Vein Clinic di Parma.

Una camminata abbassa la pressione e allunga la vita

L’attività fisica migliora la funzionalità dei mitocondri

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Trenta minuti di camminata al giorno hanno l’effetto di abbassare la pressione sistolica per tutto il giorno. Lo dice una ricerca della University of Western Australia di Perth pubblicata su Hypertensione.

Il prof. Wheeler, coordinatore della ricerca, ha sottoposto per alcune settimane 35 donne e 32 uomini fra i 55 e gli 80 anni a una serie di programmi di attività fisica a rotazione.

Il più utile in assoluto per la riduzione dei livelli pressori si è rivelato camminare per 30 minuti all’aperto o sul tapis roulant.

Un altro studio afferma che una semplice camminata veloce di mezz’ora aumenta l’aspettativa di vita fra gli anziani ipertesi.

Il colesterolo fa male anche se è basso

Aumenta il rischio di ictus nelle donne

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Anche un livello troppo basso di colesterolo non fa bene alla salute. A evidenziare l’effetto, almeno sulle donne, è uno studio del Brigham and Women’s Hospital di Boston pubblicato su Neurology.

Il lavoro firmato da Pamela Rist e dai suoi colleghi ha coinvolto quasi 28mila donne dai 45 anni in su, tenendole sotto osservazione per 19 anni.

I dati indicano che un livello troppo basso di colesterolo è associato a un rischio più elevato di subire un ictus emorragico. Lo stesso avviene in caso di trigliceridi troppo bassi, con un rischio raddoppiato.

Si tratta di una forma di ictus meno comune, ma anche più pericolosa perché difficilmente curabile. Le linee guida, attualmente, consigliano di mantenere il colesterolo sotto i 100 milligrammi per decilitri di sangue.

Linee guida per la cura dell’artrite reumatoide

Le pratiche migliori per la diagnosi e la terapia

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L’artrite reumatoide (AR) è una patologia autoimmune cronica disabilitante, caratterizzata da sinovite delle piccole e grandi articolazioni che si manifesta con tumefazione, rigidità, dolore e progressiva distruzione articolare. L’1% della popolazione britannica ne è affetta e nel 15% dei casi si manifesta in forma severa.

La malattia colpisce soprattutto il genere femminile (rapporto donne:uomini circa 3:1) e si sviluppa tra i 40 e i 60 anni, anche se può esordire a qualsiasi età. I segni precoci dell’artrite reumatoide vengono spesso riscontrati nell’ambito delle cure primarie, dove i pazienti si rivolgono per dolore e tumefazione articolare. Il rapido ed appropriato invio ai servizi reumatologici è importante sia per ottenere una precoce remissione della malattia, sia al fine di prevenire o ridurre la disabilità.

Protesi al seno e rischio di linfoma

Si indaga su una possibile correlazione

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Le protesi al seno potrebbero aumentare le possibilità di insorgenza di una rara forma tumorale, il Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL).

È questa l’ipotesi su cui stanno indagando le agenzie sanitarie internazionali.
Il ministero della Salute fa parte di una task force internazionale che monitora la patologia. Nel 2015, è stata pubblicata una circolare con l’obiettivo di sensibilizzare gli operatori sanitari a “una corretta diagnosi di ALCL in presenza di sintomatologia sospetta”.

Negli Stati Uniti, i casi riportati di ALCL in donne con protesi al seno sono ad oggi 457. Le donne colpite hanno spesso dovuto chiedere la rimozione delle protesi per i pesanti sintomi a loro carico.

Le donne dormono meno e peggio degli uomini

Sempre più multitasking, soffre di disturbi del sonno

Il sonno della donna è più fragile di quello dell’uomo, vulnerabile alle mille sollecitazioni ambientali, al richiamo della prole e divorato dalle molteplici richieste di caregiving. Così “dorme” la donna, preparandosi al suo innato multitasking, con un orecchio vigile, attento ai rumori e ai risvegli dell’ambiente domestico, un po’ come i delfini che dormono e vegliano insieme con due diverse metà del loro cervello.

L’insonnia, si sa, è declinata al femminile ed è sorella dell’ansia e della depressione. Se una donna sana in gioventù, nella prima parte del suo ciclo riproduttivo, presenta meno rischi biologici di patologie organiche del sonno quali le apnee notturne o i disturbi del movimento sonno-relati, questo cambia in epoche particolari della vita quali la gravidanza o la menopausa.

Trucco, i tester sono pericolosi per la salute

A rischio le donne che si sottopongono con frequenza alle prove di trucco

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Potrebbe sembrare un’azione del tutto priva di conseguenze, e invece l’abitudine che molte donne hanno di provare i vari tipi di trucco grazie ai tester presenti nelle profumerie o nei centri commerciali porta con sé una certa percentuale di rischio.

A sostenerlo è una ricerca a firma della professoressa Elizabeth Brooks, docente di scienze biologiche presso il Jefferson Medical College di Philadelphia, negli Stati Uniti, che sottolinea la possibile e anzi probabile presenza di diverse forme di batteri nei tester usati dai rivenditori di cosmetici.

Lo studio è durato due anni e ha analizzato la quantità di virus e batteri all’interno di negozi, supermercati, grandi magazzini e centri commerciali statunitensi. Dai risultati emerge che nella maggior parte dei casi i tester sono contaminati da specie diverse di batteri, fra i quali streptococchi, stafilococchi ed Escherichia coli.