I vaccini frenano la curva

Tutta Italia in zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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5735 positivi e 11 vittime secondo i dati del ministero della Salute.

La situazione negli ospedali

Le regioni con piu’ nuovi casi sono: la Sicilia con 822 contagi, la Toscana con 665, l’Emilia Romagna con 661 e la Lombardia con 637.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 288, 11 più di ieri. I morti sono 22.

In termini percentuali, il 65,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 63.3% ha completato il ciclo vaccinale.

Coronavirus, almeno 30 giorni per eliminarlo

L’organismo impiega in media un mese per togliere ogni traccia del virus

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È almeno un mese il lasso di tempo necessario all’organismo umano per eradicare il Sars-CoV-2 dall’organismo. A riferirlo è uno studio dell’Azienda Unità Sanitaria Locale – Irccs di Reggio Emilia pubblicato sul British Medical Journal.

Stando ai dati ricavati da un campione di individui sintomatici risultati positivi tra febbraio e aprile, la metà dei soggetti ha avuto bisogno di 30 giorni di tempo a partire dal tampone e 36 dalla comparsa dei primi sintomi per negativizzarsi.

Una scoperta che alimenta i dubbi riguardo al periodo in cui il soggetto resta contagioso. L’Oms raccomanda 13 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi e 10 dalla data del tampone positivo in una persona asintomatica.

Chi sono le vittime del coronavirus in Italia?

Studio dell’ISS fa luce su età media e condizioni di salute

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Uno studio degli epidemiologi dell’Istituto superiore di sanità ha analizzato le caratteristiche dei primi 105 morti a causa del nuovo coronavirus in Italia.

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-2019 è 81 anni, sono in maggioranza uomini e in più di due terzi dei casi hanno tre o più patologie preesistenti. L’analisi sottolinea come ci siano 20 anni di differenza tra l’età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al virus.

Il report riguarda 73 pazienti deceduti in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche, ed è basato sui dati ottenuti tramite la compilazione di un questionario sviluppato ad hoc ai fini della rilevazione dei casi di morte.

L’età media dei pazienti presi in esame è 81 anni, circa 20 anni superiore a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione, e le donne sono 28 (26.7%).

Coronavirus, quarta vittima in Italia

I contagi salgono a 203, misure radicali di contenimento

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Quarta vittima italiana del nuovo coronavirus. È un uomo di 84 anni ricoverato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per patologie pregresse. Il suo organismo non ha retto l’ulteriore infezione da coronavirus.

Al momento i casi confermati di positività sarebbero 203 in tutta Italia, dei quali la gran parte concentrati in Lombardia (165). Molteplici le misure di contenimento adottate dalle autorità in tutto il nord del paese. Sette regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria ed Emilia Romagna) hanno deciso la sospensione delle attività didattiche di ogni grado, il carnevale di Venezia e quello di Ivrea sono stati annullati, così come diverse manifestazioni sportive. Il governatore della Lombardia ha disposto anche la chiusura dei bar dopo le ore 18 e quella di musei, pub e discoteche.

Sport invernali, come evitare gli infortuni

Rimettersi in forma senza correre rischi

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Come da tradizione l’inizio dell’inverno dà il via alla stagione degli sport sulle nevi, in particolare gli sci, senza dimenticare i tanti che per riprendersi dalle abbuffate delle festività tentano di rimettersi in forma andando a correre.

Nel periodo compreso tra Natale e i primi giorni dell’anno nuovo, però, si registra un preoccupante picco di infortuni.

«La stagione degli sport invernali è gravata da oltre 30.000 infortuni, specialmente tra chi si presenta all’attività fisica completamente impreparato», spiega il Dott. Davide Guasti, responsabile del reparto di Ortopedia e Medicina Sportiva del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia.

Per evitare di incorrere in un infortunio è necessario effettuare un allenamento nei mesi precedenti l’inizio della stagione.

Celiachia, grano antico o moderno?

Studio prende in esame le differenze

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È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso?

Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International.

Il linguaggio alterato annuncia l’Alzheimer

I problemi di comunicazione come sintomo iniziale

Uno dei primi segnali della possibile insorgenza del morbo di Alzheimer è la difficoltà nel mantenere un linguaggio coerente con la propria storia e cultura.

Prima della perdita della memoria, infatti, possono passare anche decenni di lento ma costante declino cognitivo che si manifesta con sintomi apparentemente di poco conto.

Uno di questi segni è l’alterazione del linguaggio. Uno studio realizzato dall’Università di Bologna e dall’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience, si è concentrato proprio su questo argomento.

Il campione era formato da 96 persone, una parte delle quali mostrava già all’inizio dello studio segni di deterioramento cognitivo lieve, condizione che precede l’insorgenza dell’Alzheimer.

Odontofobia, cause e rimedi

Ma la principale paura dei pazienti rimane il costo

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ben il 20% delle persone soffre di odontofobia, ovvero la paura del dentista.

Svariate le cause di questo fenomeno, come spiega la Dott.ssa Federica Ferrante, psicologa del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia:

Nella maggior parte dei casi, sono le esperienze negative del passato a causare l’insorgenza di una vera e propria fobia del dentista e di tutto ciò che è associabile a esso: i macchinari, gli ambulatori, la vista e i rumori di alcuni attrezzi, gli odori dei prodotti e degli ambienti odontoiatrici. A volte, la paura sproporzionata deriva soltanto da come una persona immagina la visita: è assai diffusa l’associazione “dentista-tortura” che genera, senza che mai sia stato verificato e confermato tale irrealistico collegamento, un rifiuto di recarsi alla visita odontoiatrica.

Dieta, gli alimenti dell’estate

I 10 prodotti indicati per dimagrire

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Arriva l’estate e trionfano le diete versione light. Oltre 5 milioni di italiani dovranno infatti a breve affrontare la prova costume e come sempre l’isteria generale porta a diete fai-da-te a volte anche dannose.

È indispensabile quindi che in queste ore ci sia un’alimentazione sana affinché il momento fatidico non si traduca in una clamorosa delusione. Secondo uno studio degli esperti del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia, sono molti gli errori di chi segue diete consigliate da amici o reperite sul web.

La nostra clinica nel 2017 ha eseguito 1.277 visite dietologiche, quest’anno al 1° giugno 2018 eravamo già a 1.141 e siamo solamente nel primo semestre. Ciò dimostra la sempre maggior attenzione delle persone verso la cura dell’alimentazione, sulla prevenzione delle patologie e sul mantenere il proprio stato di salute, specialmente con l’avvicinarsi dell’estate.

La dieta di coppia

È di moda stare a dieta insieme, ma spesso l’uomo la fa fallire

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Boom delle diete in coppia. È il nuovo trend dell’estate 2018, come ricostruito dagli esperti del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia.

«La nostra clinica nel 2017 ha eseguito 1.277 visite dietologiche, quest’anno al 1° giugno 2018 siamo già a 1.141 e siamo solamente nel primo semestre. Ciò dimostra la sempre maggior attenzione delle persone verso la cura dell’alimentazione, sulla prevenzione delle patologie e sul mantenere il proprio stato di salute, specialmente con l’avvicinarsi dell’estate», afferma il Dott. Mirco Tedeschi, responsabile del reparto di dietologia.

Secondo una stima degli esperti, ben il 30 per cento delle coppie inizia una dieta in tandem per una serie di motivi. Farsi forza a vicenda (18%), controllarsi reciprocamente (26%) e monitorare in tempo reale i risultati (33%).