La cura per il piede diabetico

Nuove possibilità grazie alla medicina rigenerativa

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Le cellule staminali, il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) e la somministrazione di ozono rappresentano soluzioni efficaci nella cura del piede diabetico, la più comune e più grave tra le complicanze del diabete. È una condizione che può causare infezioni, degenerazioni osteoarticolari e ulcere. Se non correttamente curata, può generare numerosi problemi e portare anche all’amputazione. In aiuto dei pazienti con lesioni, però, oggi arrivano terapie innovative. Di questi e di altri trattamenti si parlerà in occasione del III Corso Avanzato in Medicina-Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica organizzato dalla SIMCRI School, la scuola di formazione professionale della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica, a Caserta.
“Questa condizione presenta un grande impatto sia sulla vita del paziente, perché può renderlo invalido, sia dal punto di vista economico, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | piede, diabetico, staminali,

Semaglutide per l’obesità

Aiuta a controllare il peso e riduce il senso di fame

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Semaglutide sembra efficace nei pazienti obesi. I dati clinici confermano la sua efficacia nel favorire la perdita di peso fino a 2 anni e ha ridotto il desiderio di alcuni cibi, oltre a dimostrarsi più efficace di liraglutide, già approvato per ridurre il peso corporeo. Sono i risultati di un’analisi dei trial clinici STEP 5 e STEP 8, presentata al congresso ObesityWeek 2021.
Secondo i ricercatori c’è tuttavia ancora molto da imparare su questa classe di farmaci, in quanto il follow-up è ancora relativamente breve per una malattia cronica e molti pazienti manifestano effetti collaterali gastrointestinali.

I risultati principali sono stati:
– In STEP 5, in combinazione con un intervento sullo stile di vita (dieta a ridotto contenuto calorico e consigli sull’attività fisica), l’iniezione settimanale di 2,4 mg di semaglutide ha comportato:
– il 15,2% di perdita di peso contro …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, semaglutide, peso,

Controllare il diabete per evitare l’ictus

Mantenere l’emoglobina glicata sotto controllo riduce il rischio

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I pazienti diabetici hanno un rischio maggiore di ictus cerebrale rispetto alla media, circa 3 volte più alto. Se poi il paziente è stato già colpito da ictus, allora il pericolo di una nuova crisi è ancora più alto.
Uno studio pubblicato su Neurology, tuttavia, afferma che mantenere i livelli di emoglobina glicata sotto controllo – fra il 6,8 e il 7 per cento – consente anche di abbattere il rischio di ictus o di altri problemi vascolari.
L’emoglobina glicata è la quota di emoglobina nel sangue legata al glucosio: più la glicemia è fuori controllo, più sale la percentuale di emoglobina glicata. Una persona sana ha valori al di sotto del 6 per cento, chi è a rischio di diabete fra il 6 e il 6,5%, al di sopra si tratta di diabete conclamato.
Grazie all’analisi di oltre 18.500 ultrasettantenni che oltre ad avere la glicemia alta erano già stati ricoverati per un ictus, i ricercatori …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ictus, diabete, emoglobina,

Il diabete si fa in 5

Almeno 5 le varianti di diabete di tipo 2

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Esistono almeno 5 varianti del diabete di tipo 2. Lo afferma uno studio della Lund University di Malmö pubblicato su Nature Genetics.
I ricercatori svedesi hanno incrociato i dati clinici e genetici di circa 8.000 pazienti, scoprendo che il 6% del campione mostrava una forma di diabete caratterizzata da insorgenza giovanile, scarsa secrezione di insulina, basso indice di massa corporea e una componente autoimmune.
Questa forma è stata ribattezzata con l’acronimo SAID, ovvero diabete severo autoimmune. Una seconda forma simile, ma senza componenti autoimmuni è stata definita diabete severo da carenza di insulina (SIDD), riscontrato nel 18% dei pazienti, con alte probabilità di insorgenza di complicanze a occhi e reni.
La terza variante è la SIRD, diabete severo insulino-resistente, che colpisce il 15% del campione ed è caratterizzata da insorgenza tardiva, obesità, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, autoimmune, insulina,

Diabete, remissione possibile anche perdendo peso

Una piccola percentuale di pazienti riesce a farlo senza assumere farmaci

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Dimenticare il diabete grazie a una semplice dieta. È quanto accade a circa il 5 per cento delle persone che ricevono una diagnosi di diabete di tipo 2, secondo i dati di uno studio delle Università di Edimburgo e Glasgow pubblicato su Plos Medicine.
“All’inizio degli anni Novanta – spiegano i ricercatori – è stata dimostrata la possibilità di remissione nelle persone con diabete di tipo 2 dopo un intervento di chirurgia bariatrica. Due recenti studi hanno inoltre dimostrato che è possibile ottenere la remissione della malattia anche attraverso la perdita di peso utilizzando diete ipocaloriche”.
La ricerca ha analizzato i dati di circa 160.000 cittadini scozzesi affetti da diabete. Di questi, 7.710 sono andati in remissione, ovvero per almeno un anno hanno mostrato livelli normali di emoglobina glicata nonostante non assumessero farmaci.
Lo studio ha esaminato le caratteristiche dei …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, peso, remissione,

Diabete, efficaci le insuline di seconda generazione

I dati di Real World confermano sicurezza ed efficacia dei nuovi farmaci

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Nel trattamento del diabete di tipo 2, le insuline basali di seconda generazione migliorano il controllo della glicemia con un basso rischio di ipoglicemie e di eventi avversi gravi anche nel Real World e non solo negli studi registrativi. È un dato molto importante perché nella vita reale i pazienti non sono selezionati e si rivelano spesso complessi, in quanto affetti da più patologie, concomitanti. A dimostrarlo è lo studio retrospettivo multicentrico di non inferiorità RESTORE-2, che per la prima volta ha confrontato efficacia e sicurezza delle insuline basali di seconda generazione Glargine-300 e Degludec-100 in una popolazione eterogenea di pazienti con diabete di tipo 2, attraverso i dati provenienti dalla pratica clinica. I risultati della coorte naive sono stati discussi in una presentazione orale in occasione del Virtual Annual Meeting 2021 della European Association for the Study …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, insulina, glicemia,

Nuova molecola contro l’obesità

Punta al rimodellamento dei mitocondri

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Chi è obeso soffre di una disfunzione metabolica caratterizzata da un malfunzionamento dei mitocondri, i motori energetici delle cellule. Uno studio dell’Università della California di Irvine pubblicato su Embo Molecular Medicine lascia pensare alla possibilità di un nuovo approccio farmacologico per correggere il difetto.

Tutto parte da un regime alimentare sbagliato, contraddistinto da un’eccessiva assunzione di grassi che porta a disordini metabolici come diabete e fegato grasso. Il palmitato, un grasso presente nella dieta occidentale, innesca la disfunzione metabolica causando un’eccessiva fissione dei mitocondri all’interno delle cellule.

Ciò compromette la loro funzionalità, compromettendo il metabolismo e aumentando i sottoprodotti tossici associati all’insulino-resistenza in alcuni tessuti.

Diabete di tipo 2, nuova possibile terapia

Trattamento basato sull’inibizione della GABA transaminasi epatica

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Una nuova ricerca pubblicata su Cell Reports suggerisce la possibile messa a punto di una terapia inedita per il diabete di tipo 2.

Lo studio è firmato da Benjamin Renquist, docente al College of Agriculture and Life Sciences dell’Università dell’Arizona, che ha lavorato in collaborazione con la Washington University di St. Louis, l’Università della Pennsylvania e la Northwestern University di Chicago.

Spiega Renquist: «L’obesità è una causa nota di diabete tipo 2 e sappiamo da tempo che negli obesi il grasso nel fegato aumenta. E man mano che la steatosi epatica avanza aumenta l’incidenza del diabete».

Rimane però oscuro il modo in cui la steatosi epatica riesca a innescare resistenza periferica all’insulina o causarne l’eccessiva secrezione pancreatica.

Il peso del diabete sui reni

Novità terapeutiche e nuove linee guida

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La malattia renale cronica in corso di diabete è un tema di grande rilievo epidemiologico del quale è necessario aumentare la consapevolezza nella popolazione generale e nei soggetti con diabete.

Dati aggiornati al 2019 mostrano un aumento progressivo nelle ultime tre decadi dell’insufficienza renale terminale negli Stati Uniti e tutti i paesi industrializzati.

Il diabete è una malattia in aumento esponenziale e si presume che nel 2045 ci saranno 629 milioni di persone al mondo con diabete diagnosticato, e almeno altri 200 milioni di diabetici non diagnosticati.

Il diabete è, insieme all’ipertensione, la principale causa di insufficienza renale terminale e la prognosi dei pazienti diabetici in dialisi è peggiore di quella di molte neoplasie.

Diabete, essenziale il monitoraggio continuo della glicemia

Minori rischi di ipoglicemia grazie al controllo costante dei valori

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Uno studio apparso su Jama e firmato da ricercatori della Kaiser Permanente della California settentrionale conferma l’importanza del monitoraggio continuo della glicemia nella gestione del diabete di tipo 2.

L’utilizzo di appositi apparecchi consente infatti un miglioramento decisivo del controllo glicemico e un numero inferiore di visite al pronto soccorso per ipoglicemia.

«I monitor glicemici continui sono diventati lo standard di cura per i pazienti con il diabete di tipo 1 dopo la dimostrazione che migliorano il controllo del glucosio. E ora lo stesso avviene per i pazienti con diabete di tipo 2: usando i monitor il miglioramento del controllo glicemico è stato paragonabile a quello che potrebbe verificarsi dopo l’inizio di un nuovo antidiabetico», afferma l’autore principale dello studio Andrew Karter.