Lo smog fa male al cuore

Sotto accusa il particolato fine PM2.5

Varie_10271.jpg

Lo smog fa male al cuore. Lo conferma uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health da esperti della Oregon State University.

Lo studio ha coinvolto 157.436 adulti fra 35 e 70 anni in 21 paesi, monitorandone lo stato di salute dal 2003 al 2018. Nel corso del follow up sono stati registrati 3.219 decessi attribuibili a malattie cardiovascolari, e 9.152 soggetti in tutto hanno accusato un evento cardiovascolare.

I dati indicano un aumento del 5% per ogni 10 microgrammi per metro cubo in più nella concentrazione di particolato fine (PM2.5), uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. Il PM2.5 viene rilasciato ad esempio dai tubi di scarico delle auto. Ciò si traduce in un 14% di eventi cardiovascolari associati all’esposizione al particolato PM2.5.

Diabete, nuovo farmaco per ridurre i rischi ai reni

L’inibitore canagliflozin riduce il rischio di progressione della malattia

Diabete_11452.jpg

La malattia renale diabetica si sviluppa in circa il 40% dei pazienti diabetici ed è la principale causa di malattia renale cronica in tutto il mondo. Sebbene la terapia sostitutiva renale, ossia la dialisi, possa essere la conseguenza più riconoscibile della malattia renale diabetica, la maggior parte dei pazienti muore prima di iniziare la dialisi per eventi cardiovascolari spesso correlati al danno renale anche se di grado moderato.

Questo accade perché le attuali terapie oggi disponibili per la nefroprotezione (ACE-inibitori e sartani) lasciano circa il 50% dei pazienti ad alto rischio residuo di insorgenza e progressione di malattia renale diabetica.

In questo scenario così buio e incerto, potrebbe arrivare a luglio, in Italia, una nuova indicazione dell’inibitore di SGLT2 canagliflozin che è in grado di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia renale.

Sma, l’efficacia di risdiplam

Miglioramento della funzione motoria nei bambini con atrofia muscolare spinale

Varie_2427.jpg

Sono positivi i risultati della sperimentazione SUNFISH riguardo al farmaco risdiplam per la cura dell’atrofia muscolare spinale.

I risultati di un’analisi esplorativa di efficacia evidenziano che risdiplam ha prodotto un miglioramento significativo della funzione motoria dopo 24 mesi di trattamento rispetto ai dati relativi alla storia naturale.

Inoltre, i dati preliminari a 12 mesi dello studio JEWELFISH, una sperimentazione su soggetti con SMA di qualsiasi tipo di età compresa tra 6 mesi e 60 anni precedentemente trattati con altre terapie per questa malattia, hanno dimostrato che il trattamento con risdiplam ha determinato aumenti rapidi e sostenuti dei livelli di proteina SMN.

Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza e il profilo globale di eventi avversi si è rivelato in linea con quello dei pazienti che non sono mai stati sottoposti a trattamento.

Coronavirus, 22.745 morti. State a casa

Ma la curva rallenta

Varie_14317.jpg

172.434 contagi. Il numero di malati è aumentato di 3.493 unità rispetto a ieri e altri 575 morti.

Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

Il paese intero è zona rossa.

Numerose le misure adottate. Dobbiamo evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza».

In caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena.