Anziani e gambe gonfie: i 5 rimedi essenziali

Cosa fare per migliorare la circolazione sanguigna

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Molto spesso gli anziani, e in particolare le donne, hanno le gambe gonfie e pesanti. Questo disturbo quando si presenta in età avanzata è causato principalmente da una cattiva circolazione sanguigna che può essere legata a diversi fattori, come:
– la sedentarietà;
– il sovrappeso;
– il tabagismo;
– varie patologie;
– l’utilizzo costante di alcuni tipi di farmaci (ad esempio quelli antidepressivi).

Appare, dunque, evidente quanto sia importante impegnarsi nel cercare di modificare le proprie abitudini per eliminare tal fastidio. Ecco i 5 rimedi essenziali.

Creme e gel

L’utilizzo di farmaci di automedicazione è sicuramente il rimedio più efficace per un sollievo immediato. In questo caso sono preferibili creme e gel rigeneranti.

La pillola aumenta il rischio di depressione

Nuova avvertenza sui contraccettivi ormonali

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Gli esperti dell’Agenzia italiana del farmaco mettono in guardia da un nuovo possibile effetto collaterale legato all’assunzione di contraccettivi ormonali.

Secondo una nota delle aziende produttrici di tali farmaci, resa pubblica in accordo con Aifa, i contraccettivi ormonali possono causare depressione e di conseguenza aumentare anche il rischio di comportamenti suicidari.

Per questo, è stato deciso un aggiornamento delle informazioni sul
prodotto con una nuova avvertenza.

“Le pazienti – ricorda la nota – devono essere informate sulla necessità di contattare il proprio medico in caso di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi, anche se questi si verificano poco dopo l’inizio del trattamento”.

Linfoma, disponibile una nuova terapia

Nuovo trattamento basato sulle Car-T

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Gilead Sciences annuncia la rimborsabilità da parte di AIFA di Axicabtagene ciloleucel come trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL, diffuse large B cell lymphoma) e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL, primary mediastinal B-cell lymphoma) – entrambi recidivanti o refrattari – dopo due o più linee di terapia sistemica.
La rimborsabilità in Italia segue l’approvazione europea avvenuta il 28 agosto 2018.

Axicabtagene ciloleucel è una terapia con recettore antigenico chimerico delle cellule T (Car-T, Chimeric Antigen Receptor T-cell) che utilizza il sistema immunitario del paziente per combattere alcuni tipi di tumori ematologici. La terapia cellulare ha dimostrato di poter indurre una risposta completa (nessun tumore rilevabile) in una percentuale di pazienti con DLBCL e PMBCL recidivato o refrattario

La stimolazione magnetica elimina la dipendenza da cocaina

Mini-scosse efficaci per cancellare il desiderio della sostanza

Una sorta di reset delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi che sottendono alla dipendenza da cocaina. È quello che promette di fare la stimolazione magnetica transcranica sperimentata da un gruppo di ricercatori guidato da Fabrizio Fanella, direttore sanitario del Centro La Promessa di Roma.

“La stimolazione magnetica transcranica si è rivelata efficace contro la dipendenza da questa sostanza, come dimostrano i risultati preliminari di uno studio condotto su 100 cocainomani”, spiega Fanella che collabora con scienziati dell’Università di Chieti e con il Nida (National Institute for Drug Abuse).

“Si tratta di un approccio che, a livello clinico, nel nostro centro usiamo anche per la dipendenza da altre sostanze: eroina, farmaci, alcol, ma anche per il gioco d’azzardo e l’alimentazione compulsiva”, aggiunge Fanella.

Diarrea da antibiotici nei bambini, utili i probiotici

Il rimedio per un evento comune dell’età pediatrica

È una condizione molto comune in età pediatrica: si stima che 1 bambino ogni 3-5 trattato con terapie antibiotiche, prescritte per la cura di infezioni acute delle alte e basse vie respiratorie o delle vie urinarie, ne soffra.

Si tratta della diarrea da antibiotici, causata da un’alterazione del microbiota intestinale – l’insieme dei batteri che colonizzano l’intestino – indotta da questa categoria di farmaci. Per prevenirla, un valido aiuto arriva da un’innovativa formulazione probiotica, che unisce il Lactobacillus reuteri LRE02 e il Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby): i risultati preliminari di una recente survey nazionale – “Surveyflor” – hanno, infatti, dimostrato che il numero di eventi diarroici si riduce quasi del 50% quando l’associazione dei 2 ceppi probiotici è assunta contemporaneamente all’antibiotico.

Alcuni antinfiammatori hanno anche un’azione antidepressiva

Aspirina e paracetamolo fra i più efficaci

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La terapia antidepressiva potrebbe avvalersi anche dell’impiego di farmaci antinfiammatori come l’aspirina e il paracetamolo. Lo dice una ricerca pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry da un team della University of Sydney Medical School coordinato da Matthew Kiernan.

Diversi studi, in precedenza, avevano associato l’infiammazione cronica a una probabilità maggiore di sviluppare disturbi depressivi. Uno stato infiammatorio pregiudica l’efficacia della terapia antidepressiva, di conseguenza l’assunzione di un antinfiammatorio pone le basi per un corretto funzionamento dei farmaci antidepressivi. In un caso su tre, questi ultimi non sortiscono benefici, e i pazienti ne interrompono presto l’assunzione anche perché afflitti da effetti collaterali anche pesanti.

Nuova terapia per il glioblastoma

Regorafenib assicura una sopravvivenza più alta

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Tassi di sopravvivenza più elevati nel trattamento del glioblastoma grazie a regorafenib. Lo rivela uno studio di fase II (REGOMA) pubblicato su Lancet Oncology e presentato nel corso del Congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

Sulla base dei risultati, l’Agenzia italiana del farmaco ha inserito regorafenib nella lista dei farmaci erogabili con procedura anticipata, ovvero a carico del Servizio Sanitario Nazionale nei casi in cui non vi sia un’alternativa terapeutica valida.

Negli ultimi quindici anni a livello europeo non si sono registrati nuovi farmaci efficaci per il trattamento del glioblastoma recidivato – spiega Stefania Gori, presidente Aiom – e la sopravvivenza mediana dei pazienti rimane inferiore a 2 anni, con percentuali di recidiva prossimi al 100% e opzioni terapeutiche molto limitate.

La lente a contatto che rilascia farmaci

Possibile alternativa a iniezioni e impianti oculari

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Un nuovo modo di assumere farmaci è stato messo a punto da ricercatori del Massachusetts Eye and Ear e del Boston Children’s Hospital. Lo studio, pubblicato su Biomaterials, segnala l’invenzione di una lente a contatto in grado di rilasciare farmaci direttamente nell’occhio e in modo prolungato.

La lente potrebbe rivelarsi utile nella terapia delle malattie della retina che non rispondono ai colliri. Per ovviare al problema, i medici devono ricorrere a iniezioni oculari e impianti invasivi con disagi evidenti per i pazienti. Le lenti ideate dai ricercatori americani sono state sperimentate con il desametasone, uno steroide usato per trattare le malattie infiammatorie degli occhi, su alcune cavie che avevano uveite ed edema maculare.

L’Hiv e i problemi al cervello

In un quarto dei casi si registrano disturbi di tipo cognitivo

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Negli ultimi anni l’inizio precoce della terapia antiretrovirale e l’uso di nuove combinazioni di farmaci, in particolare gli inibitori delle integrasi, ha portato a un miglioramento dell’efficacia del trattamento anti HIV, nonché della sicurezza e dell’aderenza stessa.

Nonostante il controllo sistemico dell’infezione e i nuovi risultati nella terapia, l’infezione del sistema nervoso centrale può giocare un ruolo chiave all’interno di questa importante battaglia. L’infezione cronica di alcune cellule del sistema nervoso centrale, infatti, richiede diverse e nuove strategie di controllo.

Il virus Hiv, per sua natura, si può rifugiare nel sistema nervoso centrale. Tale presenza può produrre nel tempo patologie anche degne di rilievo.

Ciclo Mestruale Sintomi: ecco il trucchetto naturale per attutirli

Una volta al mese, devi sopportare dolori lancinanti, nausea, vomito, temperatura alta crampi alla pancia e insonnia. Il ciclo mestruale di certo non è tuo amico, e sebbene esistano farmaci da banco e non per alleviare il malessere generale, sarebbe forse meglio ricorrere a rimedi non artificiali.

Ciclo Mestruale Sintomi: Allenarsi potrebbe essere la soluzione

Per quanto probabilmente possa sembrarti controintuitivo, l’allenamento sembra essere una soluzione naturale al problema.

La maggior parte di noi, tende a saltare completamente la palestra e in generale l’allenamento, quando si trova nel pieno dei dolori da ciclo mestruale.

Uno studio invece afferma che l’esercizio, ed in particolare il cardio, potrebbe essere la cura che cercavi. Alcuni scienziati hanno esaminato donne tra i 18 e i 43 anni e gli effetti dell’allenamento cardio.

L’allenamento, in particolare su tapis roulant, durante il ciclo mestruale. Il gruppo è stato sottoposto a 4 settimane di allenamento aerobico supervisionato, seguito da sei settimane di allenamento su tapis roulant a casa, tre volte a settimana.

Ecco i risultati:

  • dopo 4 settimane le donne rilevavano circa 6% di dolore in meno,
  • a 6 settimane veniva rilevato il 22% di dolore in meno,
  • dopo 7 mesi riportavano addirittura un miglioramento della qualità di vita e delle funzioni quotidiane.

Che dire, in barba a chi bistratta le credenze popolari, l’allenamento è davvero la miglior medicina!