Scompenso cardiaco, il rischio di impianti precoci

Da valutare bene l’impiego di dispositivi di assistenza ventricolare

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L’utilizzo di dispositivi di assistenza ventricolare (LVAD) per trattare l’insufficienza cardiaca sinistra va valutato con molta attenzione.
I pazienti trattati con farmaci vasodilatatori selettivi off-label mostrano maggiori probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca dal lato opposto del cuore.

È la conclusione di uno studio apparso su Circulation: Heart Failure a firma di ricercatori della Tufts University School of Medicine di Boston guidati da Michael Kiernan, che spiega:

Tra il 10% e il 40% dei pazienti sottoposti a tale tipo di impianto per insufficienza cardiaca sinistra sviluppa poi insufficienza cardiaca destra, e i medici, nel tentativo di prevenire questo problema, prescrivono in maniera off-label alcuni vasodilatatori selettivi, gli inibitori della fosfodiesterasi-5 (PDE5i), che agiscono dilatando l’arteria polmonare.

Bambini e vacanze, vademecum per mamme serene

Vivere una vacanza coi bambini senza preoccupazioni

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Non c’è solo il caldo negli incubi delle mamme in vacanza. Sono molte, anzi, le insidie per la salute del bambino alla vigilia del viaggio nelle località di mare e di montagna.

Lo conferma il primario di Pediatria dell’ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Gaetano Mariani:

Le domande che le mamme ci rivolgono in questo periodo estivo vanno dai farmaci da portare in vacanza, alla prevenzione del mal d’auto o di mare, dalla corretta esposizione al sole o la prevenzione dei colpi di calore o come affrontare viaggi in aereo, o alle problematiche delle vacanze in montagna o alle insidie dei bagni al mare o in piscina, alle allergie a punture, per finire con le giuste precauzioni per chi va all’estero, con le vaccinazioni da eseguire e le norme di comportamento.

Nuovo farmaco per il calo del desiderio

Trattamento destinato alle donne in premenopausa

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La Fda ha approvato la commercializzazione di Vyleesi, nuovo farmaco indicato per le donne in premenopausa che contrasta il calo del desiderio sessuale.

Il principio attivo del farmaco, prodotto da Palatin technologies, è il bremelanotide, che agisce su alcuni recettori cerebrali coinvolti nel desiderio sessuale. Il farmaco va assunto con un’autoiniezione nell’addome almeno 45 minuti prima di un rapporto sessuale. La Fda ne sconsiglia l’uso per più di 8 volte al mese.

Durante la fase di test, il 25% delle donne ha sperimentato un aumento di almeno 1,2 punti su una scala da uno a 6 della libido, che si è avuto invece nel 17% di quelle che hanno avuto un placebo.

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Curcuma, una minaccia per il fegato?

Casi di epatopatia associati all’uso di integratori

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Riflettori puntati sulla curcuma. Sebbene il suo effetto anti-ossidante sia comprovato scientificamente, nelle ultime settimane il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno segnalato un incremento esponenziale dei casi riportati in Italia di epatopatia ad impronta colestatica associata alla assunzione di integratori contenenti curcumina.

Una rinnovata consapevolezza delle proprietà benefiche dei prodotti naturali ha fatto sì che negli ultimi anni si siano imposti sul mercato come alternativa ai farmaci per la cura di disturbi e patologie di carattere neoplastico, infiammatorio e anche nelle malattie del fegato.

Scoperto il ruolo di alcuni recettori nella cura dei linfomi

Individuata la presenza sui neutrofili della molecola CD16A

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Per creare cure su misura contro i linfomi, i ricercatori sono impegnati a capire perché la stessa terapia su un malato funziona bene, su un altro meno, su un terzo per nulla. Questione di geni, ma non solo: serve andare oltre, capire quali recettori sono “espressi” dalle cellule del nostro sistema immunitario, perché il successo delle cure dipende in gran parte da loro.

Josée Golay – una vita dedicata a indagare come funzionano gli anticorpi monoclonali usati attualmente come farmaci per la cura di linfomi e altri tipi di tumore – ha fornito per la prima volta alla comunità internazionale dei ricercatori un’informazione importante, grazie a una scoperta inaspettata.

Scompenso cardiaco, nuova terapia efficace

Prevede la gestione automatizzata dei fluidi

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Due studi evidenziano l’efficacia di una gestione dei fluidi automatizzata in caso di scompenso cardiaco acuto.

Lo scompenso cardiaco congestizio acuto viene trattato con una terapia diuretica volta a ripristinare i normali livelli di liquidi nei reni e in tutto il corpo.

Gli studi, pubblicati sullo European Journal of Heart Failure, segnalano la maggiore efficacia di Reprieve-Guided Diuretic Therapy, sistema completamente automatizzato di gestione dei fluidi.

La terapia standard, infatti, mostra una perdita di efficacia quando le condizioni del paziente peggiorano. Alcuni pazienti mostrano anche una sorta di resistenza diuretica, che attenua la funzione dei farmaci e può riacutizzare la gravità del sovraccarico di liquidi, con potenziale danno renale acuto.

Emicrania, efficace Fremanezumab

Nuova terapia anti-CGRP per la prevenzione dell’emicrania

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Il farmaco fremanezumab si è rivelato in grado di ridurre gli episodi di emicrania in un mese, risparmiando 6 giorni di dolore ai pazienti.

Lo rivela lo studio Focus in via di pubblicazione. Fremanezumab è un anticorpo monoclonale Teva che si lega al peptide correlato al gene della calcitonina, legato alla patogenesi dell’emicrania.

Lo studio di fase III ha coinvolto 840 pazienti suddivisi fra soggetti colpiti da emicrania cronica (più di 15 episodi mensili) ed episodica (meno di 15).
Tutti i pazienti si mostravano refrattari ad almeno 2 classi di farmaci (betabloccanti, anticonvulsivanti, antiepilettici, calcioantagonisti, antidepressivi).

Dopo 12 settimane di follow up, “è emersa una riduzione significativa dei giorni di emicrania mensili, con una sovrapponibilità delle due modalità di somministrazione, mensile e trimestrale”, hanno detto gli esperti.

Il grafene può controllare l’attività dei neuroni

Possibili nuove terapie per malattie neurologiche

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Come in un romanzo di fantascienza, minuscole navicelle in grado di raggiungere uno specifico sito del cervello e lì influenzare il funzionamento di particolari tipi di neuroni o veicolare farmaci.

Aprono orizzonti dai sapori davvero futuribili i fiocchi di grafene oggetto della nuova ricerca del gruppo della professoressa della SISSA Laura Ballerini che, con la ricercatrice Rossana Rauti, è la responsabile dello studio appena pubblicato sulla rivista “Nano Letters”.

Grandi appena un milionesimo di metro, queste particelle si sono dimostrate in grado di interferire con la trasmissione del segnale da parte di specifiche cellule nervose, dette “eccitatorie”, verso altri neuroni.

Non solo: la loro azione è risultata estremamente selettiva, perché tra tutti quelli possibili, vanno a raggiungere e interagire solo e soltanto con una specifica tipologia di neuroni.

Nuovi farmaci contro il cancro

Riescono a bloccare la diffusione delle metastasi

La capacità delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacità di muoversi e migrare a distanza, è fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici.

I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi – e alle cellule tumorali di diffondere metastasi – sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica ‘A. Buzzati-Traverso’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche e identificato alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all’interno del corpo.

Cancro, l’obiettivo è farlo morire di fame

Scoperto il meccanismo che può condurre alla sua eliminazione

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Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto un inedito meccanismo molecolare in grado, se attivato, di far morire “di fame” le cellule tumorali.
Gli scienziati sono stati coordinati da Saverio Minucci, Direttore del Programma Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia e Professore Ordinario di Patologia Generale dell’Università degli Studi di Milano (in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, Direttore Scientifico dell’IFOM e Professore Ordinario di Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Milano).

I risultati della ricerca, sostenuta da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, sono apparsi sulla prestigiosa rivista scientifica Cancer Cell.
Si tratta di una nuova strategia per combattere il cancro attaccando il suo metabolismo alterato.