Acqua e limone la mattina non ti piace? Ecco le alternative valide

Ci sono una serie di bevande che, se assunte la mattina, hanno il potere di fare bene all’organismo in moltissimi modi diversi. Acqua calda e limone è la prima della lista quando si comincia la giornata. Le ragioni? Il limone ha proprietà antisettiche che mettono a posto lo stomaco e purificano l’organismo. In questo modo la digestione è facilitata e il fegato viene aiutato nella gestione delle scorie, punto fondamentale per chi vuole dimagrire. Che fare però se, appena svegli, acqua e limone proprio non riuscite a mandarla giù? Vediamo cosa bere al posto di acqua e limone, considerato che la bevanda ha anche una serie di controindicazioni. Quali? Lo smalto dei denti può rovinarsi per l’eccessiva acidità della bevanda. Oltre a questo assumere acqua e limone non è consigliabile per chi soffre di bruciori di stomaco poiché la situazione tende ad aggravarsi in questo senso. Eccedere con il consumo di limone, infine, può anche portare a una carenza di potassio.

Cosa bere al posto di acqua e limone?

Sono molte le alternative con un sapore diverso ma che portano eguali benefici. Vediamo insieme cosa bere al posto di acqua e limone.

Succo di aloe vera al posto di acqua e limone

L’aloe vera, tra le tante proprietà che vanta, conta anche l’alto potenziale disintossicante. Il succo dell’aloe vera si ottiene grazie alla stabilizzazione a freddo del gel di aloe, quello contenuto nelle foglie. Quali sono i maggiori benefici dell’assunzione di questa bevanda? Risulta efficace contro la sindrome del colon irritabile e utile nel dimagrimento. Un ulteriore beneficio è il controllo degli zuccheri nel sangue e del colesterolo cattivo.

Olio di cocco

Perché berlo la mattina? Perché placa il senso di fame, quindi è utile nel dimagrimento, e dona una sferzata di energia. Come assumerlo? Mettendone un cucchiaino nel caffè. Si tratta di un grasso vegetale fatto di trigliceridi a catena media che vengono assorbiti dal nostro organismo e svolgono un’azione anti-age. Come? attraendo le molecole di proteine e riparando le fibre di collagene della pelle.

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Polpacci sottili: cosa fare e cosa evitare per ottenerli

Dimagrire gambe e polpacci. Spesso e volentieri risulta imperativo farlo per tutte quelle persone che, guardandosi allo specchio, si vedono più massicce nella parte bassa del corpo. Avere i polpacci grossi viene vissuto con disagio da tante donne, soprattutto, che cercano in tutti i modi di assottigliarli. Una prima considerazione: nella maggior parte dei casi si tratta di costituzione ereditaria, scritta nel DNA, e per modificarla servono sforzi notevoli. Vediamo quali sono, nei limiti del possibile, i migliori sport e gli esercizi per snellire i polpacci e quali, invece, evitare.

Dimagrire gambe e polpacci: gli sport da fare e quelli da evitare

Quali sono gli sport giusti per assottigliare polpacci importanti? Quelli che non caricano eccessivamente la muscolatura di questa parte di gamba, spingendola ad ingrossarsi. Tra questi troviamo:

  • stretching e pilates: operano allungando le fibre e riducendo la tensione muscolare;
  • nuoto alternando diversi stili: l’azione dell’acqua è tonificante e modellante senza però andare a potenziare eccessivamente il muscolo, anche quello del polpaccio;
  • camminata: le lunghe camminate sono ideali per snellire le gambe;
  • danza moderna jazz: non prevede troppi salti, una delle attività che rischiano maggiormente di potenziare i muscoli del polpaccio.

Tra gli sport da evitare rientrano quelli che caricano i polpacci, soprattutto quelli che prevedono salti. Per evitare non ingrossare i polpacci evitare di praticare:

  • salto con la corda;
  • corsa veloce;
  • danza classica;
  • bicicletta, se non si presta attenzione a poggiare sui pedali solamente i talloni e a tenere un’andatura leggera che non richieda uno sforzo eccessivo dei muscoli coinvolti nella pedalata.

In sostanza le attività scelte per snellire i polpacci devono essere di tipo aerobico e non prevedere grandi carichi o sforzi intensi ripetuti più volte. Prediligendo attività di questo tipo ci si assicura che i muscoli non crescano troppo a livello di volume. Tra i migliori esercizi per polpacci sottili troviamo: posizione yoga del cane con la testa in giù o della V rovesciata, l’elastico fitness e lo stretching per allungare il muscolo.

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Colazione proteica dolce o salata per fare il pieno di energia con pochi grassi

La colazione è un momento importantissimo della giornata, oltre ad essere uno dei più piacevoli. Non andrebbe mai saltata: infatti durante la notte il nostro corpo, nonostante il metabolismo rallenti, continua a bruciare calorie. Da qui la sua importanza. Ognuno ha le sue preferenze: c’è chi si orienta su quella dolce, chi su quella salata. Ma l’esigenza principale è che sia equilibrata e sana, nel rispetto di un’alimentazione non troppo ricca di zuccheri e grassi. La colazione proteica è un ottimo compromesso per iniziare al meglio la giornata, con energia e carica, per avere lo sprint giusto per affrontare gli impegni quotidiani.

Per evitare di assumere troppi zuccheri e grassi nel primo pasto della giornata, ecco alcune validissime opzioni  che consentono di fare il pieno di energia con gusto, ma senza rinunciare del tutto ad alternative dolci. Che ovviamente, si affiancano a quelle salate, così da accontentare entrambe le categorie di fan della colazione. Il mondo, infatti si divide tra chi la mattina senza una coccola dolce proprio non riesce a cominciare la giornata e chi invece preferisce cibi della tradizione anglosassone, più che di quella italiana.

Colazione proteica dolce

  1. Fiocchi d’avena: l’avena è il cereale più ricco di proteine. Consumata a colazione apporta un alto tasso non solo di proteine, ma anche di fibre, preziose per la regolarità dell’intestino. Si possono abbinare a muesli, frutta secca, frutta fresca, scaglie di cioccolato fondente.
  2. Porridge: ricetta tipica della colazione inglese, consiste nel cuocere i fiocchi d’avena in acqua o latte e aggiungere poi ingredienti a piacere (sia dolci che salati).
  3. Yogurt greco: agevola la digestione, combatte la stitichezza ed è ricco di proteine, oltre che fonte di calcio, latticini e vitamina D. Anche in questo caso si può arricchire il tutto con frutta o con ingredienti a proprio piacimento. Un consiglio: le noci, la frutta secca più proteica. Contengono ferro, potassio, calcio, rame, zinco, omega 3 e fosforo.
  4. Pancakes proteici: per chi la mattina ha già voglia di mettersi ai fornelli ecco il piatto ideale per coniugare dolcezza ed energie. Si preparano con uova, farina di avena, banana, patate dolci, ma la ricetta può essere variata a seconda delle proprie preferenze. Ad esempio alcuni preferiscono la ricetta a base di albumi e yogurt greco, con aggiunta di cacao. Insomma, in cucina è bello anche sperimentare.
  5. Frullati: il mix di frutta frullata piace a tutti! La banana è l’ingrediente immancabile, che conferisce anche maggiore cremosità al tutto, ma ovviamente possono essere aggiunti al latte a allo yogurt anche kiwi, fragole e così via.

Colazione proteica salata

colazione proteica
Fonte: Pixabay
  1. Pane: non bianco, ma integrale, ricco di fibre, vitamine e proteine, da abbinare alla marmellata preferita, per un gusto dolce in più, oppure ai fiocchi di latte, con un pizzico di sale e poco olio. O ancora, si può optare per salumi magri, come fesa di tacchino o bresaola.
  2. Uova: ai più fanno storcere il naso a prima mattina e in effetti le uova a colazione non sono una tradizione tipicamente italiana. Ma consumate a inizio giornata sono un vero e proprio carico di ferro, fosforo, calcio e proteine, contenute principalmente nell’albume. In camicia, strapazzate, sode, alla coque, sotto forma di frittata o omelette: la scelta è varia. Poi certo, si possono anche imitare gli inglesi, che le accompagnano con funghi e pomodori!
  3. Salmone affumicato: vero must have della colazione proteica degli sportivi, ricco di proteine e omega-3. Da gustare insieme a una fetta di pane e a un paio di cucchiaini di formaggio spalmabile o fiocchi di latte.

Dieta low fat: facciamo chiarezza sul ruolo dei grassi nell’alimentazione

La dieta low fat è una dieta a ridotto contenuto di grassi. Questi solitamente vengono demonizzati e indicati come i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo. Toglierli, dunque, equivarrebbe a una perdita di peso veloce, sicura e duratura. Ebbene, forse è bene fare chiarezza su queste convinzioni, non del tutto corrispondenti a verità.

In passato, quando per la prima volta sono stati formulati piani alimentari a basso contenuto di grassi (anni Settanta e Ottanta) sono stati messi a punto anche piani alimentari con drastiche riduzioni. Si arrivava a una quantità di grassi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Nel fabbisogno calorico di un individuo medio pari a 2000 calorie, dunque, ciò corrisponde ad appena 20 grammi totali di grassi in giornata.

Non si può parlare di alimentazione sana ed equilibrata, con queste cifre. La verità è che seppur così tanto demonizzati, i grassi vanno mantenuti nella dieta, perché utilissimi all’organismoQuella che tagliando i grassi si costringerebbe l’organismo ad utilizzare quelli di riserva (quelli di troppo, dunque) è solo una falsa convinzione, che non tiene conto della complessità molecolare, fisiologica e biochimica dell’organismo umano.

Dieta low fat: false credenze

La scienza si interroga da tempo sull’esistenza di una dieta standard per la perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo. Meglio una dieta low fat o low carb? Esiste una dieta ideale? Difficile ottenere risultati uguali su individui diversi, con esigenze diverse e diverse condizioni fisiche, diversi stili di vita, diverso stato di salute. Per questo i medici consigliano sempre di affidarsi a uno specialista, per capire quale sia il regime più adatto a sé.

Volendo fare un discorso generalizzato in merito alla dieta low fat, c’è da dire che i risultati di diversi studi dimostrano che le diete a ridotto contenuto di grassi non sono in verità più efficaci delle altre. Non ci sono vantaggi particolari né sulla perdita di peso né sul mantenimento dei risultati, se non a confronto di una dieta standard, come è ovvio che sia.

Bisogna una volta per tutte dire che nonostante in tanti credano che sia necessario tagliare i grassi nella dieta per poter perder peso, la scienza ci dice che le diete low fat non danno risultati migliori rispetto ad altre tipologie di regimi. Piuttosto che concentrarsi in maniera maniacale su un solo nutriente è importante valutare la dieta nella sua globalità, concentrandosi sulle specificità dell’individuo.

Vero è, però, che un taglio intelligente e non drastico dei grassi, senza scendere sotto il minimo che consente di assorbire le vitamine liposolubili, è certamente positivo e benefico.

Dieta low fat: cosa mangiare

  • Non esagerare con i condimenti.
  • Dosare l’olio (preferibilmente extra vergine di oliva e a crudo) col cucchiaio e non versarlo direttamente dalla bottiglia.
  • Preferire cotture alla griglia, al vapore e la bollitura.
  • Non escludere i cereali: sì a pasta, pane, riso e i legumi, ma in porzioni ridotte.
  • Sì a frutta e verdura, per il giusto apporto di fibre.
  • Sì a pesce e carne magri.
  • Limitare salumi e formaggi.
  • Eliminare i dolci e tutti gli alimenti confezionati.

Idee pranzo fit: le alternative low carb alla pasta

Come sostituire la pasta a pranzo? Questa domanda se la fanno spesso in moltissimi, soprattutto quelli che ci tengono a rimanere in forma e a perdere chili. C’è una buona notizia: le alternative gustose per sostituire la pasta sono moltissime e oggi ne vediamo cinque. La pasta non va rimpiazzata ogni giorno, ovviamente, però è importante sapere che proviene da un processo di lavorazione del grano duro che fa sì che perda quasi tutti i suoi effetti benefici. Cosa possiamo fare oltre a mangiare pasta integrale per ottenere maggiori benefici? Vediamo quattro alternative ideali per sostituire la pasta.

Come sostituire la pasta a pranzo: 4 piatti alternativi

Vediamo quattro alimenti alternativi alla pasta a pranzo ma mangiare comunque un gustoso piatto ricco di carboidrati e nutrienti buoni.

Spaghetti di zucca per sostituire la pasta

Questa tipologia di spaghetti è molto diffusa negli Stati Uniti e prende il nome di squash. In Italia ancora non hanno preso particolarmente piede ma sono un sostituto perfetto per la pasta. Come si ottengono? Dall’interno di una zucca particolare fatto a filamenti. La tipologia di zucca con cui si fanno gli spaghetti prende il nome di zucca spaghetti ed è facilmente coltivabile in giardino. Cosa la rende un sostituto ideale alla pasta a pranzo? Il fatto che abbia un sapore neutro che ricorda più quello delle patate che quello della zucca. L’apporto calorico è bassissimo: appena 31 kcal per 100 grammi.

Noodles di grano saraceno

I noodles di grano saraceno, altrimenti detti noodles soba, sono molto utilizzati nella cucina giapponese. Si tratta di spaghetti senza glutine, ideali per i celiaci. L’apporto di nutrienti è molto alto e le calorie veramente poche, se li si paragona alla pasta. I vantaggi dei noodles di grano saraceno? L’alto contenuto di magnesio e di rutina (utile per proteggere i capillari e mantenerli elastici). Anche le fibre abbondano in questa tipologia di spaghetti.

Spaghetti di riso per sostituire la pasta a pranzo

Anche in questo caso l’alimento di cui stiamo parlando proviene dall’Oriente. Si tratta di spaghetti fatti con la farina di riso, ideali anche per i celiaci e per chi vuole perdere peso. Questi spaghetti sono ricchi di vitamine del gruppo B, fibre e hanno una consistenza davvero simile a quella della nostra pasta. Tra i vari vantaggi questi spaghetti risultano anche più digeribili. Come condirli? Esattamente come si farebbe con la pasta!

Lasagne di zucchine o parmigiana di melanzane

Cercate il piatto perfetto per evitare di mangiare pasta la domenica a pranzo ma volete qualcosa che vi lasci la sensazione di averlo fatto? Ecco che allora la risposta giusta è utilizzare gustose verdure come melanzane e zucchine in sostituzione alla pasta quando si preparano i bei pranzi della domenica. La chicca? Utilizzare queste verdure per sostituire la sfoglia di pasta nelle lasagne e nei timballi avendo anche cura di mettere del formaggio vegetale al posto della classica mozzarella. La digestione sarò molto più semplice e le calorie assunte molte meno, garantito!

Alimenti con fibre, preziosissimi per l’organismo: quali ne contengono di più

Le fibre sono preziosissime per l’organismo. Basti pensare che la quantità consigliata è di circa 30 grammi al giorno, con un rapporto di 3:1 tra fibre insolubili e solubili (a seconda del loro comportamento in soluzione acquosa). Gli alimenti con fibre, dunque, non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola e sono consigliati nella maggior parte delle diete, a seconda delle proprie esigenze specifiche e delle dritte del medico.

Alimenti con fibre solubili

alimenti con fibre
Fonte: Pixabay

Gli alimenti con fibre solubili servono a ridurre il livello di colesterolo-LDL nel sangue, il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Ne sono ottimi esempi i legumi e la frutta fresca.

Legumi

Fagioli, lenticchie, ceci: tutti i legumi sono ricchissime di fibre, in media circa 15 g per 100 g. Altri principi nutritivi in essi contenuti sono il ferro e il potassio, in grandi quantità.

Frutta

La mela è uno dei frutti col più alto tasso di fibre e il consiglio è di mangiarla con la buccia per assorbirne ancora di più, essendo contenute soprattutto in quella parte. Le fibre solubili non mancano anche nelle pere (anche queste andrebbero consumate con la buccia per un apporto ancora maggiore) e nelle prugne (sia fresche che secche), che contengono anche il sorbitolo, dolcificante naturale dalle grandi proprietà benefiche per l’intestino.

Alimenti con fibre insolubili

alimenti con fibre
Fonte: Pixabay

Gli alimenti con fibre insolubili aiutano a mantenere sano l’organismo. Sono in prevalenza cereali integrali e verdura.

Cereali integrali

Miglio, farro, segale: sono solo alcuni tipi di cereali integrali, tra le 12 varietà esistenti, tutte ricchissime di fibre. Queste rallentano l’assimilazione degli zuccheri, regolano le funzionalità intestinali e aumentano il senso di sazietà.

Carote

Disponibili in ogni stagione e versatili in cucina: questo le rende l’ideale per fare il pieno di fibre, così da tenere sotto controllo la regolarità intestinale e i problemi di stipsi.

Finocchi

Ricchissimi di acqua, sì, ma anche di fibre: questo mix fa sì che siano davvero ottimi per saziare e per stimolare le funzioni intestinali. Non a caso, sono una componente essenziale di tutte le diete dimagranti ipocaloriche.

Sedano

Sempre presenti nelle diete sono anche i gambi di sedano, che si possono anche facilmente sgranocchiare tra un pasto e l’altro, per fare il pieno di fibre, vitamine e sali minerali. Una sorta di spuntino assolutamente light e sano.

Plant Paradox, elimina frutta e verdura: è una dieta affidabile o solo una moda?

Non è raro imbattersi, soprattutto in rete, in diete davvero strane. E approfondendo l’argomento, in effetti molte diete, anche gettonate, famose e seguite da molte persone nel mondo, sono comunque oggetto di non poche perplessità da parte degli esperti. Alcune dei regimi più famosi sono anche abbastanza estremi e propongono piani alimentari drastici. Per questo, il consiglio è sempre informarsi e soprattutto affidarsi a medici competenti in materia, che possano guidare al meglio nel percorso di dimagrimento. Un esempio è la Plant Paradox: scopriamola nel dettaglio.

Plant Paradox: che cos’è?

Questa dieta è stata messa a punto dal dott. Steven Gundry, che ha scritto anche un libro in merito per esporne i principi. In breve tempo è diventata molto popolare negli Stati Uniti grazie non solo a questa pubblicazione, ma anche a Kelly Clarkson. La cantante e attrice ha detto di aver perso parecchi chili e di aver risolto i suoi problemi di salute affidandosi a questa dieta.

Il principio di base è, come suggerisce la parola stessa, un “paradox”, ovvero un paradosso. Non tutti i cibi da sempre considerati sani fanno bene, anzi, alcuni possono nuocere alla salute. Per questo, la Plant Paradox elimina del tutto dall’alimentazione il glutine e le lectine.

Cibi ammessi e non ammessi nella Plant Paradox

Le lectine sono proteine a detta del dott. Gundry potenzialmente pericolose e causa di stati infiammatori nell’organismo e di malattie croniche. Perché? Perché costringendo i carboidrati a raggrupparsi e a legarsi ad alcune cellule del corpo, impedirebbero ad alcune di queste di comunicare tra loro, generando diverse reazioni tipo nausea, dissenteria, vomito. Questa teoria del dott. Gundry non ha studi scientifici a dimostrazione.

Tra l’altro, la lectina produce anche dei benefici, perché gli alimenti che la contengono sono anche ricchissimi di fibre, la cui mancanza può portare a costipazione. Inoltre, è un macronutriente necessario per lo sviluppo di ossa, muscoli, pelle e sangue. Senza dimenticare che frutta e verdura sono estremamente importanti perché apportano nutrienti essenziali come minerali e antiossidanti.

Nello specifico, le lectine si trovano in moltissime verdure e tipi di frutta, soprattutto nelle solanacee (patate, melanzane, pomodori, bacche di goji, peperoni). Il dimagrimento a cui porta questa dieta è probabilmente la conseguenza del fatto che si eliminano dalla dieta moltissimi cibi: legumi (fagioli, lenticchie e piselli), frutta secca, verdure (pomodori, cetrioli, melanzane, piselli, fagiolini, patate, zucchine, zucca), frutta (banane mature, melone), cereali (avena, quinoa, riso, mais, orzo, bulgur).

La controversa paleodieta: funziona o no il modello ispirato all’uomo delle caverne?

La paleodieta è un modello alimentare che propone un ritorno all’alimentazione dei nostri antenati di 10.000 anni fa. Si tratta dunque un’alimentazione molto povera di carboidrati, ricca di carne, pesce e con molte bacche, frutta e verdura. Cereali, dolci e farine raffinate sono quasi del tutto assenti, come lo erano per l’uomo delle caverne insomma. A quei tempi l’alimentazione trovava base nei prodotti della caccia e della pesca, ma anche di ciò che la terra spontaneamente donava.

Può al giorno d’oggi essere un modello attuabile e sostenibile? In effetti la paleodieta è oggetto di molte critiche e di un’accesa discussione, che coinvolge biologi e nutrizionisti, molti dei quali scettici nei confronti dell’efficacia di questo piano alimentare iperproteico ispirato alla preistoria.

I principi della paleodieta

Secondo le direttive Fao/Oms e le linee guida varate da tutti i Paesi del mondo, l’apporto quotidiano consigliato di carboidrati dovrebbe essere del 55-75%. Questa percentuale nella paleodieta è decisamente più bassa. Sicuramente si tratta di un modello opposto alla dieta mediterranea, che fa invece della varietà la sua forza e che include pasta, patate, pane, legumi, cereali, carne e pesce, distribuiti in una sorta di “piramide” alimentare in base alle quantità giornaliere consigliate.

Il Consiglio di Disciplina dei biologi precisa al riguardo:

Non può in alcun modo essere consentita la tacita approvazione di una dieta che, se pur non vuol considerarsi improvvisata, non ha comunque mai goduto del privilegio della pubblicazione su una rivista scientifica, arrivando, di conseguenza, alle persone/pazienti senza essere stata prima controllata, verificata e, se è il caso, corretta.

Tempo fa il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei biologi ha anche sospeso per un mese un biologo nutrizionista sostenitore della paleodieta. Pur avendo portato testimonianze di pazienti che avevano tratto benefici da quel modello, il Consiglio ha comunque ritenuto la documentazione priva di valore scientifico. Per questo, ha sospeso ugualmente il suo iscritto.

Lo stile alimentare della paleodieta, infatti, solo di recente è stata oggetto di uno studio scientifico approfondito e specifico, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista European Journal of Nutrition. La ricerca dimostra che la paleodieta aumenta in misura significativa il rischio cardiovascolare e probabilmente anche quello oncologico, e causa modifiche molto vistose alla microflora batterica intestinale. Questo perché di base è una dieta sbilanciata. Impone la rinuncia ad alimenti importanti come i cereali e i legumi, l’eliminazione quasi totale dei carboidrati e dosi di carne eccessive. Questo si ripercuote su reni e fegato. Senza dimenticare che la mancata assunzione di latte e suoi derivati potrebbe portare a una carenza di calcio con conseguente osteoporosi.

Paleodieta: i pro

  • Netta riduzione del consumo di cibi industriali e alimenti lavorati.
  • Immediato senso di pienezza, dovuto alle quantità di proteine e fibre. La paleodieta è più saziante se paragonata a quella mediterranea.
  • Utilizzo di carni biologiche, nel pieno rispetto dei criteri in materia di allevamento.

Paleodieta: i contro

  • L’eliminazione di latticini, tuberi, cereali e legumi non è salutare. Si vanno a perdere moltissime sostanze nutritive indispensabili per il nostro organismo in essi contenuti.
  • Non è più sostenibile da un punto di vista ambientale.
  • Oggi non esistono prodotti della caccia e della pesca paragonabili a quelli che venivano consumati millenni fa, dal punto di vista qualitativo e nutrizionale.

10 motivi per mangiare il minestrone

Ricco di fibre e povero di calorie, perfetto per l’inverno

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Sportivo, multitasking o slow? Qualsiasi sia lo stile di vita quotidiano, le verdure rappresentano un ingrediente imprescindibile per un’alimentazione bilanciata e corretta.

Fresche o surgelate, sono un prezioso alleato per la nostra dieta e sono sempre più apprezzate dagli italiani: cresce infatti la percentuale di verdure nel carrello (+8% per la spesa riservata alla verdura). Con l’arrivo dei primi freddi il minestrone torna ad essere protagonista sulla tavola degli italiani, la soluzione perfetta per una cena all’insegna della leggerezza.

Ma vediamo i buoni motivi per portarlo in tavola.

ALLEATO DEL BENESSERE

Povero di grassi e calorie il minestrone è naturalmente ricco di vitamine e sali minerali. Vanta inoltre un notevole apporto di fibre.

Cioccolato fondente: 5 motivi per battezzarlo alleato del fitness

Hai mai pensato che qualcosa di dolce potrebbe essere un vero e proprio alleato della forma fisica? Ebbene si, il cioccolato fondente lo è. Si tratta di un alimento ricchissimo di proprietà utili e di benefici per chi fa allenamento, compresi i bodybuilder. Perché coloro che altro non fanno che stare attenti ai muscoli mangiano cioccolato? Il segreto del cioccolato fondente è nell’epitatechina, di cui è ricco. Vediamo insieme, nello specifico, le proprietà e i benefici cioccolato fondente.

Proprietà cioccolato fondente

Il cioccolato fondente ha molte calorie e fornisce zuccheri semplici, quelli che forniscono energia immediata all’organismo. Costituisce un’alternativa valida al caffè per via delle sue proprietà eccitanti, contenendo sia caffeina che teobromina. Quest’ultima risulta utile perché in grado di diminuire il colesterolo e mobilizzare i grassi. Il cioccolato fondente contiene anche triptofano, un amminoacido che contribuisce a rendere felici le persone. Che il cioccolato rende felici, quindi, è proprio vero! L’amminoacido in questione agisce stimolando il rilascio di serotonina, il famoso ormone del buon umore; oltre a questo la serotonina regola anche il sonno e l’appetito. Il cioccolato fondente risulta anche saziante poiché ricco di fibre e appagante poiché dolce. Tra la altre proprietà troviamo anche la ricchezza di flavonoidi, sostanze antiossidanti e antiage che contrastano l’invecchiamento delle cellule per opera dei radicali liberi.

Benefici cioccolato fondente: perché mangiarlo se ci si allena

Quali sono i benefici cioccolato fondente per chi fa fitness? Innanzitutto il cioccolato fondente contribuisce a ridurre il colesterolo e a mantenere pulite le arterie favorendo una buona circolazione. Il cioccolato fondente, inoltre, ha un effetto energizzante nei confronti del cervello. Cosa succede? Le sostanze in esso contenute agiscono riducendo il senso di stanchezza e di affaticamento. Questo alimento viene inserito nell’alimentazione dei bodybuilder perché ricco di epicatechina, una sostanza che stimola la crescita della massa muscolare andando ad inibire la miostatina, una proteina che si trova nei muscoli. La funzione primaria di questa proteina è quella di rallentare la crescita muscolare. Oltre a questo la cioccolata fondente va anche a stimolare la follistatina, che ha un’azione opposta alla prima proteina e va a aumentare la crescita muscolare.