Il fumo aumenta i rischi di infezione da coronavirus

Più facile l’ingresso del virus nei fumatori

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Fra gli svantaggi del fumo si aggiunge anche una certa suscettibilità al nuovo coronavirus. Si supponeva che il consumo di sigarette potesse peggiorare gli esiti dell’infezione visto il peso che i polmoni devono già sopportare quotidianamente per via dell’abitudine al fumo.

Ora uno studio della British Columbia University e del St. Paul’s Hospital di Vancouver conferma queste intuizioni e dimostra chiaramente che i fumatori – e in genere chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) – corrono maggiori rischi di infezione da Sars-Cov-2. Il motivo è legato all’aumento dei livelli della molecola ACE-2, l’enzima di conversione dell’angiotensina II, principale punto di accesso del nuovo coronavirus.

Coronavirus, i polmoni dei fumatori sono più a rischio

Potrebbe spiegare la differenza di genere nei contagi

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Il nuovo coronavirus predilige gli uomini, questo è un dato di fatto. I dati raccolti finora indicano un tasso di contagio e di mortalità molto più elevato nella popolazione maschile. Una delle ragioni potrebbe risiedere nell’abitudine o meno a fumare.

Se nelle fasce d’età più giovani, fumare è un’attività che non ha distinzioni di genere a livello statistico, ciò non avviene fra gli over 65, dove si registra una netta prevalenza di fumatori uomini. Ed è proprio questa la fascia d’età più colpita dal virus.

Giorgio Scagliotti, direttore dell’Oncologia all’Università di Torino, commenta:

Impossibile dirlo ora. Siamo talmente impegnati a contrastare quest’epidemia negli ospedali, a cercare posti letto, a creare nuove terapie intensive, a salvare vite umane e — se riusciamo — a salvarci anche noi, che non c’è tempo per analisi statistiche approfondite in questo momento.

Quante calorie si bruciano in un giorno?

Quante calorie si bruciano in un giorno? Questa domanda è gettonatissima soprattutto tra coloro che vogliono intraprender un percorso di dimagrimento, che va inevitabilmente a cambiare il regime alimentare e a rimodulare il piano dei pasti, sia nella qualità che nella quantità. Ovviamente ogni caso è a sé stante, ognuno ha bisogno di essere seguito da uno specialista che sappia individuare cosa è più adatto, in base al proprio stile di vita, alla costituzione fisica, alle abitudini. In base a questi elementi si può capire qual è il fabbisogno energetico e dunque calorico di ciascuno e regolare l’alimentazione. Non si possono trascurare anche l’età del soggetto e il sesso, che incidono sul calcolo.

Quante calorie si bruciano in un giorno: il calcolo

Il fabbisogno calorico giornaliero di una persona è composto da 3 elementi:

  • metabolismo basale;
  • TID, termogenesi indotta dalla dieta;
  • attività fisica.

Metabolismo Basale

Il metabolismo basale è la quantità di energia consumata da una persona sveglia ma in totale rilassamento psicofisico, quella insomma che serve solo per mantenere le funzioni vitali. Il 70% è composto da calorie derivanti dai grassi e dipende molto della percentuale di massa magra del soggetto: più è alta e più sono le calorie utilizzate. Per questo le persone con una struttura muscolare solida si mantengono in forma più facilmente.

TID

La termogenesi indotta dalla dieta è l’energia che serve per digerire, metabolizzare ed assorbire il cibo introdotto.

Attività fisica

Non è solo quella che si fa in palestra, perché include qualsiasi movimento del corpo che vada a interrompere la condizione di riposo. Lo sport è essenziale, perché permette di dimagrire in modo semplice e senza ripercussioni sulla salute. Tra l’altro lo sport innalza anche la termogenesi e la mantiene alta per molte ore: così si continuano a bruciare calorie anche a riposo, velocizzando il dimagrimento.

Quante calorie si bruciano in un giorno: il totale

Il consumo calorico totale giornaliero è dato dalla spesa energetica del metabolismo basale più le calorie che servono per l’attività fisica quotidiana ed infine il TID. Di media possiamo dire che una donna di media altezza e peso ha bisogno di assumere circa 2000 calorie al giorno per mantenere il peso e di 1500 calorie per perdere peso. Un uomo medio ha bisogno di 2500 calorie per mantenere il peso e tra le 1800 e le 2000 per perdere peso. Questi dati non tengono conto di variabili importanti, come già detto, quali lo stile di vita, l’età, ecc…

Curiosità: relazione fumo-calorie

La nicotina è una di quelle sostanze che provocano consumo calorico. Un pacchetto di sigarette provoca un dispendio di circa 150-200 calorie. Questo è il motivo per cui quando si smette di fumare si ha la tendenza a ingrassare più facilmente.

Niente fumo e la proteina C-reattiva si abbassa

Riduzione del 50% dopo 8 anni

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Smettere di fumare assicura miglioramenti nelle condizioni di salute del soggetto fumatore. Uno studio pubblicato su Scientific Reports da un team dell’Istituto Nazionale dei Tumori e del Mario Negri di Milano ha rivelato come l’astinenza da fumo possa ridurre i valori della proteina C-reattiva.

Si tratta di un importante marcatore di infiammazione dell’organismo: quando il suo livello è elevato, le probabilità che ci si ammali di tumore del polmone e del colon-retto aumentano, così come quelle di un infarto o di un ictus.

Il vantaggio non è però evidente a breve termine, ma soltanto dopo diversi anni dalla cessazione del fumo, hanno spiegato i ricercatori.
Sono stati utilizzati i dati di due studi sullo screening per il tumore del polmone condotti fra il 2000 e il 2010 su 3050 forti fumatori, fra cui 777 ex fumatori.

Un test per capire come smettere di fumare

Analizzando il metabolismo della nicotina nell’organismo

Bisogna capire in che modo l’organismo metabolizza la nicotina per scegliere il metodo migliore allo scopo di smettere di fumare. Lo rivela uno studio effettuato su oltre cento fumatori che svela come il rischio di dipendenza dal fumo sia minore per i soggetti con un metabolismo della nicotina più rapido.
Lo studio è firmato da ricercatori dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa ed è stato presentato in occasione del XIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pneumologia (SIP) a Venezia.

La ricerca prefigura future strategie su misura per l’astinenza da fumo grazie all’adozione di semplici test che verifichino la velocità di smaltimento della nicotina da parte dell’organismo.

La nuova minaccia del «fumo di terza mano»

Oltre che da quello passivo il pericolo viene dai residui

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Non basta decidere di non fumare ed evitare per quanto possibile il fumo passivo, c’è un’ulteriore minaccia legata alle sigarette, il cosiddetto “fumo di terza mano”. A sostenerlo è uno studio della California University pubblicato su Plos One.

Dall’analisi condotta su modello murino, i ricercatori hanno dedotto che non solo il fumo si deposita sui tessuti e sugli oggetti persistendo nel tempo, ma diventa man mano sempre più tossico. “Abbiamo testato sui topi gli effetti del fumo di terza mano negli organi interni, scoprendo che ne colpisce diversi, in particolare fegato e polmoni. Inoltre prolunga la rimarginazione delle ferite e aumenta l’iperattività”, afferma Manuela Martins-Green, biologa cellulare a capo dello studio.

Anche fumare una sola sigaretta al giorno fa male

31 Maggio 2017 – In occasione della Giornata mondiale senza Tabacco vogliamo smentire una falsa credenza che purtroppo molte persone continuano ad avere riguardo al fumo di sigaretta. 

Molti hanno l’idea del “fumo poco, una sigaretta al giorno tanto non fa male”.  Questa affermazione è scorretta, smentita anche da uno studio americano recente pubblicato su JAMA Internal Medicine. Secondo i risultati dello studio infatti anche aver fumato regolarmente per una vita intera una media di meno di una sigaretta al giorno è associato a un rischio maggiore di morte prematura rispetto a chi non ha mai fumato.
“Quando si entra nel tunnel della dipendenza si minimizzano gli effetti dannosi che il fumo comporta – spiega la dottoressa Licia Siracusano, oncologa e referente del referente del Centro antifumo di Humanitas Cancer Center -. Perché può capitare che un soggetto eviti di mangiare alimenti che potrebbero aumentare il rischio di tumore, mentre fa finta di non vedere cosa sta introducendo nel proprio organismo fumando giorno dopo giorno, anno dopo anno. Con il fumo non ci sono vie di mezzo: anche se non si è forti fumatori, si è comunque dipendenti e ci si espone a tossicità.
 
4mila SOSTANZE DANNOSE, POLONIO 910, E 100 CANCEROGENI: TUTTO IN UNA SIGARETTA
Vedere da vicino cosa contiene una sigaretta potrebbe far cambiare idea a qualche fumatore: ogni singola sigaretta è un concentrato di sostanze nocive, con almeno 100 cancerogeni, 4mila sostanze dannose che vengono rilasciate dalla combustione, nonché sostanze radioattive come il Polonio 910. Il consiglio? Non cominciare per nulla, o smettere di fumare il prima possibile.