I polifenoli riducono gli effetti dannosi delle e-cig

L’aggiunta al liquido riduce la concentrazione di molecole tossiche

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L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, a oggi, manca una completa valutazione del rischio.

Nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata.

Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1], di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo del caffè, sono stati analizzati il Tehran Lipid and Glucose Study,studio iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud. Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Il fumo protegge dal coronavirus?

Studio francese avanza un’ipotesi sorprendente

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Lo studio di alcuni ricercatori francesi di Les Hôpitaux Universitaires Pitié Salpêtrière di Parigi ha destato scalpore in tutto il mondo medico. Per quale motivo? Perché di fatto lo studio sostiene che il fumo sia un fattore protettivo nei confronti di Sars-Cov-2, il nuovo coronavirus.

Ma secondo l’Istituto Superiore di Sanità i danni sono certi e tra i pazienti fumatori il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio.

Chi fuma da lungo tempo si trova già in una condizione di maggiore fragilità. Proprio per questo che ci sia la possibilità che la nicotina abbia un ruolo addirittura protettivo è tutto da dimostrare e non azzera i gravi problemi che può causare.

Infertilità idiopatica, si può ancora concepire

La procreazione assistita consente anche in questi casi la gravidanza

L’infertilità è un problema che, secondo i recenti dati del Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita curato dall’Istituto Superiore della Sanità, riguarderebbe circa il 15% delle coppie italiane.

Secondo recenti statistiche, un’elevata percentuale di casi di infertilità di coppia – circa il 20% – non è attribuibile ad alcuna causa nota ed evidente. Si parla, in questi casi, di infertilità idiopatica, una condizione che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ricorre quando non sussiste un fattore accertabile, che determini il mancato concepimento.

Quando ci troviamo di fronte a casi di infertilità idiopatica, e nel caso in cui la partner femminile abbia meno di 30 anni, possiamo consigliare di aspettare un ulteriore periodo e cambiare alcune abitudini di vita, per valutare se il problema possa essere collegato ad elementi quali il fumo, lo stress…

Il fumo aumenta i rischi di infezione da coronavirus

Più facile l’ingresso del virus nei fumatori

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Fra gli svantaggi del fumo si aggiunge anche una certa suscettibilità al nuovo coronavirus. Si supponeva che il consumo di sigarette potesse peggiorare gli esiti dell’infezione visto il peso che i polmoni devono già sopportare quotidianamente per via dell’abitudine al fumo.

Ora uno studio della British Columbia University e del St. Paul’s Hospital di Vancouver conferma queste intuizioni e dimostra chiaramente che i fumatori – e in genere chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) – corrono maggiori rischi di infezione da Sars-Cov-2. Il motivo è legato all’aumento dei livelli della molecola ACE-2, l’enzima di conversione dell’angiotensina II, principale punto di accesso del nuovo coronavirus.

Una dieta a prova di rughe

I cibi più indicati per evitare i segni del tempo

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L’elisir di giovinezza esiste, si trova nei cibi di tutti i giorni. Lo assicura la Coldiretti, che ha preparato una lista di alimenti fondamentali per la cura della nostra pelle e per contrastarne l’invecchiamento. Gli alimenti indicati dalla Coldiretti, infatti, proteggono l’organismo dai radicali liberi, che hanno fra gli altri effetti quello di partecipare alla formazione delle antiestetiche rughe.

La proliferazione dei radicali liberi è favorita dal fumo e dall’inquinamento atmosferico, ma l’alimentazione può giocare un ruolo fondamentale, in particolare quei prodotti che provengono dall’agricoltura biologica perché conservano intatto tutto il loro potere antiossidante.

Donne con fegato grasso a rischio di ictus e infarto

L’incidenza raddoppia nelle donne giovani o di mezza età

Numerosi studi di popolazione, sia in Europa che negli USA, hanno dimostrato che il sesso femminile (probabilmente a causa del differente assetto ormonale) è protettivo, rispetto al sesso maschile, nei confronti delle malattie cardiovascolari come l’infarto o l’ictus.

Questi dati sono così forti per cui il sesso femminile è considerato un fattore protettivo quando valutiamo il rischio di questi eventi nella pratica clinica ambulatoriale, insieme all’età, alla pressione arteriosa, ai livelli di colesterolo e all’abitudine al fumo che sono invece fattori sfavorevoli. La steatosi epatica non alcolica – o fegato grasso (NAFLD) – è definita dall’accumulo eccessivo di grasso nel fegato in soggetti che non abusano di alcol.

Un test per scoprire il rischio di cancro al polmone

Non è uguale per tutti i fumatori

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Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e test microRNA sul sangue: sono questi i due esami che, in combinazione, rappresentano lo strumento diagnostico innovativo che può per la prima volta cambiare il destino di forti fumatori e soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare.

A evidenziarlo sono i dati dello studio bioMILD condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, presentati oggi alla 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Center (IASLC).

Si tratta di risultati importanti che, per la prima volta, aprono la strada a programmi di diagnosi precoce non uguali per tutti, bensì strutturati ad hoc e personalizzati secondo le caratteristiche di ciascun soggetto.

Gambe sane e belle in 5 mosse

I consigli per affrontare al meglio l’estate

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Con il bel tempo si pone il solito problema: quello di coprire gli inestetismi, di diminuire il gonfiore e di alleviare la stanchezza delle gambe.

Molte donne soffrono per esempio di fragilità capillare, in particolare coloro che lavorano per molte ore in piedi, le sportive e le ballerine. Questo problema in realtà si manifesta tutto l’anno ma solo d’estate ce ne ricordiamo, quando è ora di scoprirsi un po’!

Questi disagi rappresentano spesso “un tormento” per le donne, in particolare con l’arrivo dei mesi caldi. “Nella maggior parte dei casi si nasconde un malfunzionamento del flusso sanguigno: le vene delle gambe sfidano ogni giorno la forza di gravità pompando diverse centinaia di litri di sangue dalla punta dei piedi al cuore.

Nicotina, cavallo di Troia della cannabis

Il rischio di dipendenza aumenta se si fumano sigarette

Il tabagismo rappresenta indubbiamente un grande problema di sanità pubblica, essendo uno dei maggiori fattori di rischio prevenibile per lo sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, inoltre, l’uso del tabacco può determinare l’insorgenza di disturbi mentali, comportamentali e fisici tipici delle dipendenze. Studi epidemiologici hanno peraltro mostrato che il consumo di tabacco è predittivo per il futuro consumo di altre droghe come cannabis e cocaina. Le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono proposte come sostituto per diminuire l’uso delle sigarette convenzionali e gli effetti nocivi del tabacco combusto, ma ancora non è chiaro se l’eventuale beneficio sia estendibile a tutti gli effetti del fumo di tabacco.