Le e-cig non sono innocue

Non producono vapore ma aerosol potenzialmente nocivo

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È improprio affermare che le sigarette elettroniche siano innocue perché produrrebbero soltanto vapore. In realtà, il fumo sprigionato dalle e-cig è aerosol contenente sostanze anche potenzialmente nocive.

Lo ribadisce uno studio pubblicato sul Journal of American College Health da scienziati della George Mason University di Fairfax, in Virginia. I ricercatori hanno somministrato un questionario a 800 studenti di college dal quale emerge il collegamento fra la parola vapore e una più bassa percezione del rischio per il fumo passivo.

Una ricerca dell’Università di Stanford, peraltro, ha dimostrato che i ragazzi che usano le e-cig hanno 5 volte più probabilità di sviluppare l’infezione da Sars-CoV-2, un dato che sale a 7 volte di più se i giovani svapano in contemporanea.

Dipendenze, una speranza dalla fotobiomodulazione

Cambia l’oggetto della dipendenza ma gli effetti sono comunque traumatici

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C’è chi lo fa per sfuggire da un malessere, per dimenticare, distrarsi, chi inizia per mera curiosità o per sentirsi parte di un gruppo, e anche chi lo fa quasi per scherzo, come se fosse qualcosa da cui è semplice tornare indietro. E poi si finisce nel baratro. La maggior parte delle persone, col tempo, perde tutto: amicizia, amore, lavoro, famiglia. Se stessi.

In Italia e nel mondo i numeri sulle dipendenze non sono affatto leggeri: alcol, droga, fumo, gioco d’azzardo ogni anno stravolgono la vita di milioni di persone e la fotografia attuale restituisce previsioni future ancora più drammatiche, un po’ per l’abbassamento dell’età degli utenti, un po’ per gli effetti della pandemia, intessuta da preoccupazioni, solitudine, abuso di Internet.

Caffè e tè verde riducono la mortalità da diabete

Particolarmente efficace il consumo combinato delle due bevande

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Consumare un totale di 4 tazze di tè verde e 2 di caffè ogni giorno ha l’effetto di ridurre il rischio di morte per complicanze da diabete di ben il 63%.

A dirlo è uno studio pubblicato su BMJ Open Diabetes Research & Care da un team della Kyushu University di Fukuoka, in Giappone.

Lo studio, coordinato da Yuji Komorita, ha coinvolto 4.923 diabetici che sono stati monitorati per oltre 5 anni. Pur essendo una malattia cronica controllabile farmacologicamente, il diabete riduce l’aspettativa di vita per l’insorgere di complicanze cardiovascolari. Inoltre, le persone diabetiche mostrano un rischio più elevato di sviluppare demenza e tumori.

Nel corso dello studio sono state valutate le abitudini alimentari del campione tramite questionari, oltre a informazioni sullo stile di vita relative al sonno, eventuale consumo di alcol e fumo, sedentarietà.

Come dimagrire con l’allenamento

“Cone dimagrire con l’allenamento ?” è forse la domanda che ti fai se non ti sei mai allenata ma sei pronta finalmente a fare il grande basso.

Dal nostro punto di vista è un’ottima domanda da porsi perché permette di di iniziare un percorso fitness senza preconcetti e soprattutto di mettere in discussione tutta una serie di falsi miti che possono addirittura inficiare la buona riuscita del percorso.

Come sempre ti ricordiamo di verificare di essere nelle condizioni di fitness e salute per poter eseguire qualsiasi tipo di allenamento.

Non è un segreto che l’allenamento di forza o più comunemente definito allenamento con i pesi è tra i più indicati per la perdita di peso in eccesso in maniera sana. Distrutto quindi il mito dell’utilizzo dei pesetti da 2 kg onde evitare di diventare un Hulk in gonnella, devi sapere che le donne che si allenano senza carichi in età adulta arrivano a perdere quasi 1kg di massa magra all’anno. A partire dai 25 in su quindi si può registrare una diminuzione della massa magra fumo ad arrivare ad un calo drastico intorno ai70 anni.

Come dimagrire con l’allenamento

Il primo aspetto da considerare quando si ci si pone il problema di come dimagrire con l’allenamento, è quello relativo al rapporto massa grassa e massa magra. Perdere massa magra vuol dire lasciare spazio a quella grassa a discapito della:

  • postura
  • metabolismo

Per comprendere bene questo secondo punto devi tenere in considerazione il atto che il tessuto muscolare brucia più calorie del tessuto adiposo. Perdere massa muscolare, con l’età che avanza, vuol dire inevitabilmente vedere il proprio metabolismo rallentare clamorosamente, con conseguente accumulo di peso in eccesso.

Allenamento di forza e resistenza

Esegui esercizi multiarticolari. Ovviamente eseguire esercizi che ti permettano di allenare più muscoli contemporaneamente, è un grande risparmio di tempo oltre che un modo per ottimizzare l’allenamento sulla base del tuo obiettivo finale.

Allena i muscoli più grandi del corpo con almeno 10 ripetizioni per ogni esercizio. Quando parliamo di grandi muscoli ci riferiamo sempre a muscoli come glutei, femorali, quandricipiti ecc…

Aumenta l’intensità anche quando si tratta di allenamenti con i pesi. L’intensità, infatti non è solamente una prerogativa dell’allenamento cardio. Protocolli come tabata e HIIT possono essere di grande aiuto per raggiungere il tuo obiettivo.

Esegui allenamenti di forza almeno due volte a settimana. Come sempre abbiamo ricordato, allenarsi eccessivamente non porta ad un più rapido raggiungimento degli obiettivi. Anzi al contrario, potrebbe portarti a farti male. Quindi rispetta sempre anche i giorni di riposo.

I polifenoli riducono gli effetti dannosi delle e-cig

L’aggiunta al liquido riduce la concentrazione di molecole tossiche

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L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, a oggi, manca una completa valutazione del rischio.

Nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata.

Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1], di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo del caffè, sono stati analizzati il Tehran Lipid and Glucose Study,studio iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud. Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Il fumo protegge dal coronavirus?

Studio francese avanza un’ipotesi sorprendente

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Lo studio di alcuni ricercatori francesi di Les Hôpitaux Universitaires Pitié Salpêtrière di Parigi ha destato scalpore in tutto il mondo medico. Per quale motivo? Perché di fatto lo studio sostiene che il fumo sia un fattore protettivo nei confronti di Sars-Cov-2, il nuovo coronavirus.

Ma secondo l’Istituto Superiore di Sanità i danni sono certi e tra i pazienti fumatori il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio.

Chi fuma da lungo tempo si trova già in una condizione di maggiore fragilità. Proprio per questo che ci sia la possibilità che la nicotina abbia un ruolo addirittura protettivo è tutto da dimostrare e non azzera i gravi problemi che può causare.

Infertilità idiopatica, si può ancora concepire

La procreazione assistita consente anche in questi casi la gravidanza

L’infertilità è un problema che, secondo i recenti dati del Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita curato dall’Istituto Superiore della Sanità, riguarderebbe circa il 15% delle coppie italiane.

Secondo recenti statistiche, un’elevata percentuale di casi di infertilità di coppia – circa il 20% – non è attribuibile ad alcuna causa nota ed evidente. Si parla, in questi casi, di infertilità idiopatica, una condizione che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ricorre quando non sussiste un fattore accertabile, che determini il mancato concepimento.

Quando ci troviamo di fronte a casi di infertilità idiopatica, e nel caso in cui la partner femminile abbia meno di 30 anni, possiamo consigliare di aspettare un ulteriore periodo e cambiare alcune abitudini di vita, per valutare se il problema possa essere collegato ad elementi quali il fumo, lo stress…

Il fumo aumenta i rischi di infezione da coronavirus

Più facile l’ingresso del virus nei fumatori

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Fra gli svantaggi del fumo si aggiunge anche una certa suscettibilità al nuovo coronavirus. Si supponeva che il consumo di sigarette potesse peggiorare gli esiti dell’infezione visto il peso che i polmoni devono già sopportare quotidianamente per via dell’abitudine al fumo.

Ora uno studio della British Columbia University e del St. Paul’s Hospital di Vancouver conferma queste intuizioni e dimostra chiaramente che i fumatori – e in genere chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) – corrono maggiori rischi di infezione da Sars-Cov-2. Il motivo è legato all’aumento dei livelli della molecola ACE-2, l’enzima di conversione dell’angiotensina II, principale punto di accesso del nuovo coronavirus.

Una dieta a prova di rughe

I cibi più indicati per evitare i segni del tempo

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L’elisir di giovinezza esiste, si trova nei cibi di tutti i giorni. Lo assicura la Coldiretti, che ha preparato una lista di alimenti fondamentali per la cura della nostra pelle e per contrastarne l’invecchiamento. Gli alimenti indicati dalla Coldiretti, infatti, proteggono l’organismo dai radicali liberi, che hanno fra gli altri effetti quello di partecipare alla formazione delle antiestetiche rughe.

La proliferazione dei radicali liberi è favorita dal fumo e dall’inquinamento atmosferico, ma l’alimentazione può giocare un ruolo fondamentale, in particolare quei prodotti che provengono dall’agricoltura biologica perché conservano intatto tutto il loro potere antiossidante.