Sovrappeso e reflusso gastroesofageo

Piccoli accorgimenti per migliorare la situazione

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Il cibo normalmente, passando dall’esofago allo stomaco, non dovrebbe poter tornare indietro. Una valvola chiamata cardias provvede a impedirlo. Ma talvolta assieme ai succhi acidi gastrici risale dallo stomaco, comunque abituato all’acidità, verso le pareti dell’esofago, che invece da tale acidità non sono protette.
Diversi fattori possono predisporre al reflusso gastroesofageo: il sovrappeso, l’ernia iatale, il mangiare in fretta o in modo disordinato, pasti abbondanti, alimenti troppo conditi o ricchi di spezie, il bere alcolici, il caffè, l’ansia.
Più colpita risulta essere la popolazione femminile. I sintomi possono essere tipici come bruciore dietro lo sterno e rigurgito o atipici come asma, tosse, disturbi del ritmo cardiaco, senso di oppressione toracica. I momenti più critici per il reflusso si possono verificare dopo un pasto abbondante ma ancor più frequentemente durante il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | reflusso, sovrappeso, gastroesofageo,

Long Covid, a rischio l’intestino

Studio italiano sottolinea i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale

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Il Long-Covid colpisce anche l’intestino. Con sintomi come nausea o diarrea più frequenti nel breve periodo e disturbi da intestino irritabile nel lungo termine. Questo significa che, visto il numero di persone che si sono ammalate di Covid in Italia, “nei prossimi anni avremo oltre mezzo milione persone da curare per patologie gastroenterologiche”.
È la conclusione a cui giugne lo studio denominato ‘GI-COVID19’ e condotto dalla Medicina interna e Gastroenterologia dell’Irccs-Policlinico Sant’Orsola di Bologna. La ricerca ha incluso più di 2.000 pazienti ricoverati per Covid in 36 centri di 12 nazioni europee e i dati relativi alla fase acuta sono stati da poco pubblicati dalla rivista ‘The American Journal of Gastroenterology’.
Il COVID-19 colpisce principalmente le vie respiratorie, ma è ormai noto l’interessamento anche del tratto gastrointestinale. Diversi studi hanno riportato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, intestino, sintomi,

Una cura per la pouchite cronica attiva

Vedolizumab indicato per non risponde agli antibiotici

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Sta per essere approvato il farmaco vedolizumab per il trattamento della pouchite cronica attiva. Il farmaco è indicato per i pazienti sottoposti a proctocolectomia e anastomosi ileale pouch-anale (IPAA) per colite ulcerosa (UC) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia antibiotica o hanno perso tale risposta.
Il parere del CHMP sarà ora riesaminato dalla Commissione europea. Se approvato, vedolizumab diventerà il primo trattamento indicato per la pouchite cronica attiva nell’Unione Europea.
La pouchite è una condizione che si manifesta dopo un intervento chirurgico e può causare incontinenza fecale, disagio addominale e sanguinamento.
Vedolizumab in Europa è attualmente indicato per il trattamento della colite ulcerosa da moderata a grave e della malattia di Crohn in pazienti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o erano intolleranti alla …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | pouchite, vedolizumab, Crohn,

Reflusso, meglio il bypass gastrico

L’intervento è preferibile alla gastrectomia

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Secondo uno studio pubblicato su Surgical Innovation, la gastrectomia a manica laparoscopica (LSG) ha un impatto negativo sulla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), anche nei pazienti senza MRGE preoperatoria, al contrario del bypass gastrico (LGB), e la pH-manometria può indicare l’intervento corretto da eseguire.
“Abbiamo voluto valutare l’impatto della gastrectomia a manica laparoscopica (LSG) e del bypass gastrico (LGB) sulla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)”, spiega Andrea Balla, dell’Università La Sapienza di Roma, primo autore dello studio.
La MRGE è stata valutata mediante questionario MI-GERD-HRQL (Modified Italian Gastroesophageal Reflux Disease-Health-Related Quality of Life), pH-manometria, endoscopia e Rx-esofagogramma, prima e 12 mesi dopo l’intervento chirurgico. Sulla base di questi esami, i pazienti senza MRGE (13) sono stati sottoposti a LSG e i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | reflusso, bypass, gastrectomia,

I gastroprotettori non producono danni se usati bene

Metanalisi smentisce i luoghi comuni sugli inibitori di pompa protonica

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Antiacidi e inibitori di pompa protonica sono finiti spesso al centro delle polemiche per via di presunti effetti avversi pericolosi per la salute. I dubbi non hanno inficiato le vendite dei farmaci, visti come la manna dal cielo da chi soffre di acidità di stomaco e disturbi vari dell’apparato digerente.
Ora una vasta metanalisi smentisce qualunque nesso fra l’uso corretto dei farmaci e l’insorgenza di problematiche a carico di ossa, reni e cuore. La metanalisi, pubblicata su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, ha preso in esame ben 42 revisioni sistematiche su ampi gruppi di pazienti, escludendo correlazioni fra l’assunzione dei farmaci e il rischio di sviluppare malattie di altro tipo.
“Le uniche due associazioni per cui ci sono evidenze scientifiche riguardano le infezioni del tratto gastrointestinale inferiore, soprattutto negli anziani ospedalizzati e con co-morbilità, e il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | gastroprotettori, stomaco, secrezione,

Long Covid, le conseguenze sull’intestino

I disturbi gastrointestinali permangono a lungo nei soggetti

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Superata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, torna alta l’attenzione sugli effetti del Sars-CoV-2 anche a lungo termine. Numerosi sono infatti i casi di Long Covid, con soggetti che continuano a presentare diversi sintomi una volta terminata l’infezione e risoltasi la fase acuta. Già all’indomani della prima ondata, era stata appurata la natura multisistemica del Covid-19, che non attacca solo i polmoni, bensì diversi organi, tra cui il sistema nervoso, il fegato, il cuore, il pancreas, le articolazioni e la pelle. A questo filone di studi ha contribuito il Policlinico di Milano, già eccellenza nell’ambito della Gastroenterologia, che ha rilevato le conseguenze del Covid-19 a livello intestinale ed extraintestinale nel lungo periodo.
Autori dello studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Neurogastroenterology and Motility”, sono il Prof. Maurizio Vecchi, Professore ordinario e …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, intestino, disturbi,

Diagnosi più facile per la celiachia

Le nuove raccomandazioni eliminano la necessità della biopsia intestinale

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Non c’è più bisogno della biopsia intestinale per certificare la diagnosi di celiachia nei bambini. È il risultato delle nuove raccomandazioni europee emanate dalla Società europea di gastroenterologia pediatrica presentate nel corso dell’ultimo congresso della Società italiana di pediatria.

I celiaci italiani sono circa 225.000, dei quali circa 52 mila minorenni, ma la celiachia rimane sottostimata e si pensa che i malati in tutto siano almeno il triplo, cioè più o meno l’1 per cento della popolazione italiana.

“Si tratta di un unicum che riguarda solo i bambini europei: le nostre linee guida, infatti, si discostano da quelle nord-americane”, ha spiegato Riccardo Troncone, professore di pediatria alla Federico II di Napoli e presidente della Società internazionale per lo studio della celiachia nel corso del Congresso della Società italiana di pediatria.

Colite ulcerosa, filgotinib efficace

Risultati migliori con la formulazione di 200 mg

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In caso di colite ulcerosa, il farmaco filgotinib 200 mg si è rivelato ben tollerato ed efficace rispetto al placebo in pazienti colpiti da una forma da moderatamente a gravemente attiva.

«La prevalenza globale della colite ulcerosa è in aumento, e l’induzione e il mantenimento della remissione rappresentano obiettivi terapeutici cruciali», spiega Brian Feagan del London Health Sciences Centre, Western University, di Londra, primo autore del documento.

La sperimentazione si è basata su due studi di induzione e uno di mantenimento, coinvolgendo pazienti fra i 18 e i 75 anni con colite ulcerosa attiva da moderata a grave da almeno 6 mesi prima dell’arruolamento.