Il supporto respiratorio per le donne incinte

Casi rari ma condizioni dell’intervento diverse

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È raro che una donna incinta sviluppi una forma grave di Covid-19, ma in alcuni casi succede, e un articolo pubblicato su Obstetrics & Gynecology elenca una serie di raccomandazioni per l’uso corretto del supporto respiratorio in queste situazioni.

«Il nostro obiettivo è di riassumere gli interventi di supporto respiratorio iniziale di base raccomandati per pazienti incinte con infezione da sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2)», scrivono Luis D. Pacheco, della University of Texas Medical Branch in Galveston negli Stati Uniti, e colleghi.

In primo luogo, l’ossigenoterapia, che può essere effettuata tramite cannula nasale o maschera facciale. Diverso deve essere l’inizio della terapia: nei casi comuni la terapia va iniziata quando i livelli di saturazione periferica di ossigeno scendono al di sotto del 92% e raccomandata con livelli al di sotto del 90%.

Vaginosi batterica, niente screening in gravidanza

Esami non necessari se la donna è asintomatica

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Non è necessario effettuare lo screening per la vaginosi batterica in gravidanza se la donna non mostra sintomi. Lo ricordano le raccomandazioni della Preventive Services Task Force (USPSTF) negli Stati Uniti pubblicate su Jama.

Secondo il documento, in mancanza di sintomi e nelle donne che non hanno un rischio aumentato di parto pretermine, lo screening per la vaginosi batterica non è raccomandato. In gravidanza, la condizione è spesso associata a parto pretermine, endometriosi post-partum, aborto precoce e basso peso alla nascita.

Con le nuove raccomandazioni, che confermano quelle del 2008, l’USPSTF afferma che nelle persone con aumentato rischio di parto pretermine l’equilibrio tra benefici e rischi non può essere determinato.

Benessere quotidiano: cos’è il CBD?

DISCLAIMER: Prima di prendere integratori, consulta sempre il tuo medico curante. I prodotti a base di CBD legali devono contenere fino o.o5% di THC e non possono essere venduti o utilizzati da persone sotto i 18 anni. Sono sconsigliati durante la gravidanza, allattamento, condizioni di salute compromesse e nel caso si utilizzino altri integratori o altre medicine. Il prodotto non ha come finalità quella di prevenire, curare o trattare malattie di topo fisico e mentale. 

Correva l’anno 2017, la quarantena non era neanche a numero, e la nostra maggiore preoccupazione era realizzare ricette dolci a base di semi di Chia. Poi ecco il 2018, con gli frullati alla curcuma e gli integratori sportivi, seguiti dalle creme a base di bava di lumache nel 2019, e ora il CBD!

Cos’è il CBD?

Ogni anno parrebbe ci troviamo davanti ad un nuovo trend benessere – molti effettivamente utili, alcuni solo frutto di marketing mirato. Il CBD, per fortuna, rientra nei primi. Gli studi sul il CBD (o cannabidiolo) un componente della canapa industriale, risalgono al 1940.

Se la parola canapa ti spaventa, non sei sola… ma non preoccuparti! – la canapa industriale non ha niente a che vedere con la marijuana, che e’ l’erba che provoca lo ‘sballo’, ed e’ anche illegale nella maggior parte dei paesi del mondo. Sebbene provengano entrambe dalla famiglia della Cannabis Sativa, possono essere considerate cugine di primo grado al massimo: infatti, la Marijuana puo contenere fino al 30% di THC (l’elemento che provoca alterazioni) mentre la canapa industriale ne contiene al massimo lo 0.3%.

Leggi anche Ricetta torta light con farina di canapa e mele

Per la mia esperienza personale, il CBD ha due utilizzi’ fondamentali:
  • quella di mantenermi in salute quando sto bene, come altri integratori grazie alle sue proprieta’ anti-infiammatorie e immuno-stimolanti,
  • quello di aiutarmi in periodi ansiosi o insonni, grazie alle sue proprieta rilassanti e ansiolitiche.

 

 

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Perfect skin with CBD? Really tho?! 🤯 Studies published on the Journal of Clinical investigation show that #CBD can help regulate overactive sebum glands and reduce the production of all that delicious white gunk that’s only ever fun on #DrPimplePopper. Check out more on this with our link in bio #CBDforAcne #CBDForSkin

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A cosa serve e come funziona il CBD?

Il CBD e’ uno dei componenti più importanti della canapa, studiato da anni da organizzazioni di fama mondiale tra cui l’Universita di Harvard e il National Institute of Health, per i suoi effetti (supportati da alcuni studi) anti infiammatori, antidolorifici, intestinali, rilassanti e ansiolitici. Leggi anche le informazioni sugli endocannabinoidi

In parole povere, svolgerebbe un ruolo importanti nel modulare funzioni come sonno, dolore, fame, umore, memoria e appetito sessuale. Il CBD risulta essere un valido supporto per mantenere e regolare  questi processi, favorendo anche il controllo e la gestione di problemi di natura psicologica, come ansia e depressione.

Chi può prendere prodotti a base di CBD?

Il CBD e’ legale in italia, come nella maggior parte del mondo, ed e’ indicato per chiunque voglia aggiungere una dose di benessere alla propria giornata, o darsi una mano in periodi bui. Io, avendone verificato i benefici, ed essendomi assicurata di poterlo prendere, ne faccio uso regolare, specialmente in questi periodo particolarmente stressanti.
Consulta il tuo medico se sei incinta o hai patologie che potrebbero essere aggravate dal prodotto.

La ricerca della gravidanza ai tempi del coronavirus

I dubbi di chi pensa a un figlio in questo momento

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“Dottore, io e mio marito stavamo seriamente pensando a una gravidanza. Vista la diffusione del coronavirus nel nostro Paese, non è forse meglio rimandare…?” e ancora: “Dottore, con mio marito eravamo in procinto di eseguire la fecondazione assistita, ma visto il periodo, non è meglio aspettare qualche mese?”.

Queste sono le tipiche domande che i ginecologi ricevono in questo periodo, in cui tutte le nostre azioni quotidiane e i nostri programmi vengono rivisti alla luce di una nuova presenza: il coronavirus.

In particolare, le donne in procinto di ottenere una gravidanza, ma anche quelle gravide e quelle in fase di allattamento, sono seriamente preoccupate circa i possibili effetti di un’infezione da coronavirus sulla propria salute e su quella del bebè.

Il coronavirus è pericoloso in gravidanza?

Quali gli effetti del virus sul feto?

La recente epidemia da virus SARS-CoV-2 (comunemente detto Coronavirus di Wuhan) è relativamente poco conosciuta, essendo causata da un virus che finora non aveva mai infettato l’uomo.

Abbiamo quindi pochi dati sulla popolazione generale e a maggior ragione in gravidanza. Sappiamo che le malattie di tipo influenzale che colpiscono le donne in stato interessante hanno una gravità maggiore anche per l’elevata serietà dei sintomi e delle complicanze di tipo respiratorio.

In epidemie passate, proprio le donne in gravidanza rappresentavano una categoria ad alto rischio per complicazioni e addirittura decesso. In base a queste esperienze possiamo ipotizzare che i sintomi causati da questo tipo di Coronavirus possano essere più seri e preoccupanti nelle donne in gravidanza.

Gravidanza e viaggi, a volte è meglio evitare

Se i viaggi non sono necessari, è preferibile non dover ricorrere ai vaccini

I vaccini che si consigliano di solito in caso di viaggio in luoghi esotici sono nella maggior parte dei casi innocui per le donne in gravidanza. A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Travel Medicine da un team del Rambam Health Care Campus di Haifa, in Israele.

«Abbiamo trovato prove molto forti che supportano la sicurezza dei vaccini contro l’influenza e tetano, difterite e pertosse (Tdap) durante la gravidanza. È probabile che anche altri vaccini, tra cui quello vivo attenuato contro la febbre gialla, quello contro il meningococco, l’epatite A e B e il vaccino contro la rabbia siano sicuri, ma le prove che abbiamo trovato sono di qualità moderata o bassa», spiega Roni Nasser, primo nome dello studio.

Cancro e maternità, più speranze di avere un figlio

Ovodonazione ed embrioadozione le possibilità

C’è una preoccupazione in più per le donne giovani che si ammalano di cancro: perdere la possibilità di diventare genitore. Circa 9 mila persone ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore prima dei 40 anni, per loro sottoporsi alle cure può significare affrontare il rischio concreto di una riduzione o della perdita della fertilità (dati Aiom – dell’Associazione italiana di oncologia medica). Eppure oggi un’alternativa c’è.

Per le pazienti in età fertile con le tecniche di onco-fertilità le chance di avere figli aumentano notevolmente. Stando al rapporto diffuso da Institut Marquès in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, 7 pazienti post oncologiche su 10 riescono a coronare il sogno di maternità in meno di 2 anni, senza il rischio di recidivanti.

Ipertensione in gravidanza, i rischi sottovalutati

La preeclampsia può essere fatale per mamma e feto

L’ipertensione arteriosa in gravidanza rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle donne gravide) sia per la gravità, in quanto – se non correttamente diagnosticata e trattata – può determinare gravi conseguenze per la donna (es. ictus, mortalità materna e aumento del rischio cardiovascolare) e per il neonato (es. basso peso alla nascita, necessità di cure intensive neonatali).

«Di questa patologia si parla relativamente poco – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze».

Per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica.

Gravidanza, lo smog aumenta il rischio di diabete

Controllo glicemico dei nascituri in pericolo

L’inquinamento atmosferico potrebbe aumentare il rischio di diabete nei bambini esposti in gravidanza.

A sostenerlo è uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston guidato da Emily Oken.

In particolare, sarebbero le polveri sottili a creare problemi. Lo studio ha analizzato 365 bambini nati a Città del Messico ed esposti durante la gestazione a una concentrazione media giornaliera di PM 2.5, ovvero le particelle molto piccole e inalabili composte da fuliggine, polvere e residui vari. Il valore era pari a 22,4 microgrammi per metro cubo di aria, molto al di sopra del limite fissato dalle autorità.

Acquagym in gravidanza: benefici, consigli e precauzioni

Le mamme spesso e volentieri si domandano quali sono gli sport che possono o non possono fare nel periodo di gestazione. Oggi parliamo dell’acquagym nello specifico: quali sono i benefici in gravidanza e quali le controindicazioni? Andiamo ad indagare le precauzioni da prendere per fare acquagym in gravidanza.

Acquagym in gravidanza: benefici

Fare acquagym in gravidanza comporta una serie di grandi benefici non da poco che vanno dalla tonificazione dei muscoli alla riduzione dei dolori del travaglio. Vediamo allora la lista di benefici acquagym in gravidanza.

  • In acqua c’è assenza di forza di gravità quindi le articolazioni sono sollecitate al minimo e si evita di sentire la stanchezza eccessivamente. In particolare i vantaggi si percepiscono gli ultimi mesi, quando il pancione può facilmente causare mal di schiena.
  • La resistenza data dall’acqua fa sì che i muscoli si tonifichino di più rispetto a quando si lavora fiori dall’acqua. Schiena, perineo e bacino sono più resistenti e, in alcuni casi, è possibile che migliori anche la sopportazione dei dolori da parto.
  • La pressione dell’acqua aiuta ad alleviare il gonfiore di gambe e caviglie, molto comune nel periodo di gestazione.

Acquagym in gravidanza: quando farlo e precauzioni

Quando è bene cominciare con l’acquagym? Conviene aspettare di aver passato il terzo mese di gravidanza. Oltre a questo per cominciare qualunque attività fisica in gravidanza occorre fornire il certificato del ginecologo che attesti la sana e robusta costituzione. Se la gestazione procede bene si può fare acquagym durante tutto il periodo di gestazione due o tre volte a settimana.

Quali sono le precauzioni per fare acquagym in gravidanza? Occorre bere dopo l’allenamento perché durante l’attività fisica si perdono molti liquidi. Qualora si sentissero capogiri, affaticamenti, palpitazioni o contrazioni uterine occorre interrompere l’allenamento e farsi visitare da un ginecologo. Probabilmente sarà sufficiente dedicarsi alla medesima attività in maniera più blanda.