Covid e vaccino in gravidanza

Le risposte ai dubbi più frequenti

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La disponibilità di dosi di vaccini anti-Covid sta pian piano aumentando, e così anche le possibilità di vaccinarsi per categorie particolari, come le donne incinte. Tuttavia, molti sono i dubbi sul tema. A chiarire ci provano gli esperti di varie società mediche americane, che giungono alla conclusione che i vaccini a mRna dovrebbero essere offerti anche alle gestanti.
Questi vaccini, infatti, non contengono particelle virali, e le particelle di mRna del vaccino vengono eliminate dall’organismo in poche ore o giorni, rendendo improbabile il fatto che raggiungano la placenta.
Inoltre, l’immunità generata dal vaccino su una donna incinta o in fase di allattamento finisce per proteggere anche il neonato.
E gli eventi avversi? «Un effetto a breve termine, entro uno o due giorni dal vaccino, è la febbre che si manifesta nell’1-3% dei casi dopo la prima dose e nel 15-17% dopo la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Parto pretermine, un algoritmo ne prevede il rischio

Utile a individuare le gestanti da tenere sotto controllo

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Un nuovo algoritmo può aiutare i medici a identificare le donne incinte maggiormente a rischio di realizzare un parto pretermine. A suggerirne l’utilizzo è un articolo pubblicato su Plos One da ricercatori dell’Università dell’Arizona di Phoenix.
L’algoritmo si basa sull’identificazione di metaboliti del progesterone nel plasma e di fattori di rischio specifici come l’esposizione prenatale ai corticosteroidi.
«In precedenza, gran parte della ricerca in questo campo era concentrata sulla previsione dell’età gestazionale al momento del parto come stima della prognosi neonatale», spiega il ginecologo Avinash Patil, coautore dello studio.
I dati dello studio ipotizzano il ruolo predittivo dei livelli plasmatici di 11-deossicorticosterone (Doc) e 16-alfa-idrossiprogesterone (16-alfa-Ohp) misurati all’inizio della gravidanza in termini di morbilità neonatale associata al rischio di parto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, il vaccino alle donne incinte protegge anche i figli

Anticorpi trovati nel sangue dei neonati di mamme vaccinate in gravidanza

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Due persone protette in un colpo solo. È quanto suggeriscono i risultati di uno studio pubblicato su MedRxiv in attesa di revisione paritaria da un team dello Hadassah Univerisity Medical Center di Gerusalemme.

Lo studio, realizzato su 20 donne che avevano ricevuto entrambe le dosi del vaccino Pfizer/BionTech durante il terzo trimestre di gravidanza, evidenzia la presenza di anticorpi diretti contro il virus nel sangue dei neonati, passati probabilmente attraverso la placenta materna.

“I nostri risultati evidenziano che la vaccinazione delle donne in gravidanza può fornire protezione materna e neonatale dall’infezione da SARS-CoV-2”, spiegano i ricercatori israeliani.

Un caso del genere si è verificato anche in Florida, dove una donna vaccinata ha partorito una bambina che aveva sviluppato gli anticorpi contro Covid-19.

Mamme in forma: allenamento in gravidanza e post parto con Claudia

Mamme in forma è la community di Claudia mamma di tre splendidi bimbi, istruttrice di pilate ed esperta di allenamento in gravidanza e post parto. Scopriamo di più sulla sua fantastica community!

Ciao Claudia, grazie mille per aver accettato il nostro invito, per rompere il ghiaccio ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?

Ciao e grazie per questa opportunità!!

Innanzitutto sono una mamma di tre bimbi Elia, Gioele ed Anita!! Prima di diventare mamma sono stata una pallavolista professionista. Oggi sono un’istruttrice di Pilates Classico e ho uno studio a Fabriano nella città in cui vivo e, nel 2013, è nato il progetto Mamme in Forma nella versione OFFLINE.

Lo sport, la pallavolo ha forgiato il mio MINDSET ed è per questo che affronto tutto come fosse una partita e mi pongo degli obiettivi che mi aiutino a migliorare proprio come quando giocavo e il mio allenatore mi faceva notare i miei difetti e mi invitava a superarli.

Se penso al mio passato mi sento veramente fortunata e guardo sempre al futuro sentendomi grata.

Ad oggi mi spiace solo che i miei bimbi non abbiano visto la mamma sportiva, grintosa che saltava come un grillo in mezzo al campo, che urlava come una matta e non mollava mai!!!

Per loro sono la loro mamma che fa pilates e si occupa delle mamme 🙂

Di cosa si occupa mamme in forma? 

Mamme in forma si occupa del benessere delle mamme durante la gravidanza e nel post parto.

In questi anni dopo aver tenuto tante lezioni di fitness e pilates con tantissime donne in gravidanza e nel post parto, mi sono resa conto che tutto questo aveva dei “limiti”. Una neo mamma spesso non ha il tempo o la possibilità di seguire un corso “dal vivo”.

Nasce così l’idea di creare la scuola online di Mamme in forma, che grazie alle video lezioni permette di allenarsi da soli o con il bimbo in qualsiasi momento della giornata.

Tanti video o tutorial si trovano in rete ma ciò che offre la scuola on line di Mamme in forma è un percorso strutturato che può seguire la mamma da quando scopre di essere incinta fino alla nascita del bimbo e, dall’immediato dopo-parto fino a quando il bambino sarà più grande e potrà essere parte integrante della lezione.

La mamma può fare i corsi direttamente da casa sua o da qualsiasi altro posto ma soprattutto in qualsiasi momento della giornata.

Cosa ti ha spinto a creare la community mamme in forma?

Per avere un confronto e mantenere alta la motivazione Mamme in Forma ha creato una community Facebook che conta quasi 12000 mamme, dove confrontarsi, fare amicizie legate al periodo meraviglioso che si sta vivendo, dando e chiedendo consigli.

Uno spazio dove condividere i dubbi e le esperienze, ma anche le piccole e grandi soddisfazioni e vittorie sia riguardo la forma fisica e sia il ruolo di mamma.

Per questo la community e il gruppo può essere l’amico” motivatore.

Nella community condivido consigli e pratiche da fare in gravidanza e nel post. Spesso le mamme mi fanno anche domande molto specifiche, che vanno oltre il mio campo e ovviamente mi avvalgo di esperti con i quali facciamo delle live all’interno del gruppo.

 

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Un post condiviso da Claudia Mazzoni (@_claudiamazzoni_)

Durante la gravidanza ci si può allenare fino al nono mese o è consigliabile fermarsi prima? Che tipologia di esercizi consigli?

La gravidanza, si sa, è uno dei momenti più belli e desiderati di ogni donna, ma spesso anche quella che crea più ansie. Mille domande e paure sul nuovo nascituro, sulla sua salute ma anche qualche domanda sul fatto se si riuscirà o meno a ritrovare la forma fisica dopo.

Ci sono ancora molti falsi miti da sfatare quando si tratta di attività motoria in gravidanza.

Spesso le giovani mamme tendono a concepire questo periodo di gestazione come un momento di fragilità e quasi di malattia. A meno che non ci siano gravidanze a rischio o problemi specifici, in realtà la gravidanza è il momento in cui la donna è più sana e più forte e l’attività motoria è più che mai fondamentale per mantenere il tono muscolare e una corretta postura, al fine di prevenire problemi muscolo scheletrici di vario tipo.

Consigliate sono le attività che mantengano il corpo in movimento e insegnino a respirare correttamente, poiché un fisico allenato sopporterà meglio le difficoltà del travaglio, del parto e del post partum.

Dal punto di vista psicologico continuare, anche durante la gravidanza, a prendersi cura di se stesse, aiuta la donna ad accettare meglio il grande cambiamento fisico che avverrà nei nove mesi e dopo la nascita del bambino.
Fra le varie tecniche il Metodo Pilates rappresenta una ginnastica ideale per la gestante in gravidanza ma anche nel post parto.

Durante i nove mesi di gestazione il corpo continua a cambiare e gli esercizi che si possono fare al quarto mese non saranno gli stessi che si potranno fare all’ottavo.

Ogni donna e ogni gravidanza è diversa ,ma il primo trimestre è sicuramente il momento più delicato della gravidanza e si dovrà aspettare l’ok del medico per iniziare.

Se si sta bene si può fare attività fino al giorno prima di partorire o finchè la mamma se la sente. E’ importante ascoltare tutti i segnali che il corpo ci manda!!!

Benefici di un movimento adeguato e frequente 

– Migliora la qualità del movimento, del respiro e del livello di percezione del corpo, incrementando il pensiero positivo.
– Riduce disturbi fisici quali mal di schiena, crampi, eccessivo aumento di peso, respiro corto
– Riduce l’insonnia e lo stato d’ansia della mamma offrendo un buon radicamento psico-fisico ed emozionale
– Migliora la circolazione sanguigna e respiratoria
– Aumenta il tono muscolare migliorando la gestione del travaglio
– Non induce il travaglio
– Riduce il rischio del diabete gestazionale
– Aiuta la donna ad assumere le posizione idonee a se stessa durante il parto
– Recuperare prima la forma nel post parto

In una lezione in gravidanza, sia che il suo obiettivo sia la tonificazione, o la resistenza o la forza o la respirazione, non deve mai mancare la mobilità del bacino e il rinforzo della schiena e del core.

Bisogna cercare di cambiare spesso posizione e cercare di creare una fluidità nella lezione da in piedi a distese o viceversa da sedute fino a portarle in piedi.

Nelle lezioni non mancano mai esercizi in quadrupedia come il CAT STRETCH, e il rinforzo del p.pelvico e trasverso dell’addome con la softball tra le ginocchia. Da Seduta sulla swissball esercizi di mobilità del bacino. Tra l’altro ottima durante il travaglio.

Salute mentale dei neonati a rischio per i corticosteroidi

Esposizione al trattamento per la maturazione fetale potenzialmente rischiosa

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Quando la gravidanza è a rischio e si prevede un parto prima della 34esima settimana, i medici somministrato di norma un trattamento con corticosteroidi per accelerare la maturazione fetale.

Tuttavia, l’esposizione prenatale ai corticosteroidi sembrerebbe associata a un rischio maggiore di disturbi mentali e comportamentali nei bambini. Il risultato viene da uno studio pubblicato su Jama da un team della University of Helsinki.

Katri Räikkönen, autrice principale dello studio, spiega: «I dati sugli esiti a lungo termine dell’utilizzo dei corticosteroidi in questi casi rimangono limitati, specialmente tra i bambini che dopo l’esposizione al trattamento sono nati a termine».

I ricercatori hanno analizzato i registri nazionali dei bambini nati pretermine da parti singoli in Finlandia sopravvissuti fino a un anno e li hanno confrontati con i dati dei fratelli nati a termine.

Covid, sì al vaccino in gravidanza e allattamento

Ma la donna va informata affinché compia una scelta consapevole

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Per la donna, il desiderio riproduttivo e la gravidanza non devono interferire nella scelta di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, che può essere eseguita anche nel periodo della gestazione e durante l’allattamento.

Lo affermano le società scientifiche italiane dei ginecologi (SIGO, AOGOI, AGUI, AGITE) in un position paper ad interim su “Vaccinazione anti-Covid19 e gravidanza”, condiviso dalle società scientifiche dei neonatologi (SIN), dei pediatri (SIP), di medicina perinatale (SIMP), degli embriologi (SIERR) e dalla federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica (FNOPO).

Il documento, redatto sulla base dei dati offerti dalla letteratura scientifica internazionale e dall’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla sorveglianza ostetrica (IToSS), fa il punto sulle attuali conoscenze sui vaccini anti-Covid.

Crohn e Colite Ulcerosa, benessere sessuale a rischio

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Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) riguardano soprattutto la popolazione giovanile, con un picco d’esordio generalmente compreso nella fascia tra i 15 e i 40 anni, con un 20% di casi addirittura già in età pediatrica.

Intervengono dunque nei momenti di costruzione della persona sotto il profilo fisico, psichico e macrosociale, condizionando ogni ambiente, dalla scuola al lavoro, senza dimenticare il ruolo sociale e la vita familiare che ciascun individuo costruisce nei suoi anni giovanili.

Per la donna, inoltre, significa avere un impatto sulla sua sessualità, dalla pubertà alla gravidanza, fino alla menopausa. Recenti studi hanno dimostrato che sembrano esserci piccole differenze nella loro incidenza a seconda del genere, con una leggera predominanza nel sesso femminile per quanto riguarda la malattia di Crohn.

Covid nelle donne in gravidanza

Analisi basata sui dati della prima ondata

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Durante la prima ondata della pandemia sono state rilevate 875 gravidanze di donne positive al SARS-CoV-2 e non è stata segnalata alcuna morte materna, il tasso di cesarei è stato in linea con quello nazionale registrato prima della pandemia.

Lo affermano i dati del progetto sull’infezione da SARS-CoV-2 in gravidanza, al parto e in puerperio, coordinato dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’ISS, la rete di sorveglianza che dal 2013 raccoglie dati sulla mortalità materna e conduce studi di popolazione sulla grave morbosità materna.

Dal 25 febbraio, data del primo caso ostetrico in Italia, al 30 settembre 2020, data di conclusione della prima ondata pandemica, sono stati segnalati 875 casi per ognuno dei quali sono state acquisite informazioni socio-demografiche, materne e il dettaglio del percorso clinico assistenziale e terapeutico.

Gravidanza e diabete, ma senza stress

Approvato dispositivo specifico per il monitoraggio continuo della glicemia

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Come superare un motivo di stress per tutte quelle donne con diabete che stanno per diventare mamme? La soluzione oggi per tutte le gravidanze complicate dal diabete nelle sue varie forme (complessivamente circa il 12-15% di tutte le gravidanze) viene dalla tecnologia grazie al primo dispositivo approvato per le donne in gravidanza in grado di monitorare in continuo la glicemia.

Un sistema semplice, accurato, che senza bisogno di calibrazioni ha ricevuto il marchio CE per uso in gravidanza, e che aiuta a stabilizzare il controllo materno e a ridurre i rischi per il bambino quali la macrosomia neonatale e altre complicanze.

Se ne è discusso nel corso nella 14ma edizione dell’appuntamento che ha visto riuniti clinici internazionali e nazionali per discutere gli ultimi aggiornamenti sulla gestione del diabete in gravidanza.

Il coronavirus aumenta il rischio di parto prematuro

Tasso di gravidanze pretermine più alto rispetto alla media

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L’infezione da nuovo coronavirus continua a stupire e a fornire nuovi spunti scientifici. Emergono ora dei dati che evidenziano un maggior rischio di parto pretermine per le donne in gravidanza positive a Sars-CoV-2.

“Nelle gestanti che hanno contratto il coronavirus nella parte finale della gravidanza abbiamo registrato un’incidenza di parto prematuro molto più alta rispetto alla normalità: ben il 19.7% ha avuto gravidanze pretermine rispetto a un tasso di prematurità che in Italia è dell’8-9%”.

A sottolinearlo è Fabio Mosca, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), commentando i primi dati emersi dal Registro Nazionale Covid-19 istituito dalla Sin al fine di non disperdere il patrimonio di conoscenze scientifiche ed epidemiologiche acquisito dai neonatologi durante la pandemia.