La vitamina B6 contro ansia e depressione


Alte dosi della sostanza possono aiutare

Delicato è l’equilibrio fra neuroni eccitatori e inibitori nel cervello. Alcune condizioni neuropsichiatriche e i disturbi dell’umore più comuni sono legati proprio a un’alterazione di questo equilibrio.
Uno studio pubblicato su Human Psychopharmacology Clinical and Experimental ha esaminato l’utilizzo delle vitamine B6, che aumentano la produzione di GABA, sostanza chimica che blocca gli impulsi fra le cellule nervose nel cervello.
Allo studio hanno partecipato oltre 300 soggetti assegnati in maniera casuale ad assumere una volta al giorno integratori di vitamina B6 o B12 al di sopra dell’assunzione giornaliera raccomandata (circa 50 volte la dose giornaliera raccomandata) o un placebo.
I dati indicano che la vitamina B12 ha avuto uno scarso effetto rispetto al placebo, mentre la vitamina B6 ha mostrato una differenza statisticamente significativa. L’integrazione di vitamina B6 ha …  (Continua) leggi la 2° pagina ansia, vitamina, neuroni,

Drenante per sgonfiare: funziona davvero?

Il drenante per sgonfiare è senz’altro un topic che raggiunge il picco del numero di conversazioni online prima e durante il periodo estivo. Ma cerchiamo di capire di cosa parliamo quando parliamo di drenante per dimagrire. 

Cos’è il drenante per sgonfiare?

Che si tratti di eliminazione dei liquidi in eccesso o semplice volontà di sbarazzarsi della buccia d’arancia, il drenante per dimagrire è considerato a tutti gli effetti un integratore. La sua azione si concentra principalmente sul sistema linfatico a cui si aggiunge un’azione depurativa che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso tramite diuresi.

Come sempre, vi suggeriamo di rivolgervi in primis ad uno specialista per capire il livello di problematica presente e di conseguenza comprendere quale tipologia di prodotto è più adatto alle vostre specifiche e individuali esigenze.

Quanti chili si perdono con il drenante per sgonfiare?

Esiste, come di voi senz’altro sapranno, la cosiddetta Dieta Drenante. Tuttavia l’inizio di un percorso di perdita di peso in eccesso, dovrebbe essere consigliato solo ed esclusivamente da uno specialista. Per tanto ti suggeriamo di non focalizzarti solo ed esclusivamente sul dimagrimento quando ti accingi ad utilizzare un integratore drenante. 

Quali sono gli integratori drenanti per sgonfiare naturali?

Come sempre capita la natura è nostra amica. Esistono infatti in natura degli alimenti che possono essere considerati dei drananti naturali, proprio per le loro caratteristiche. Vediamo quali sono i più comuni.

  • Ananas. In estate è un must. Con questo non vogliamo dire di andare di Pina Colada tutte le sere. Tuttavia l’ananas contiene la bromelina e ha una serie di proprietà depurative.
  • Aloe Vera. La piata delle mille proprietà e benefici. Sembra che tra le sue caratteristiche principali ci siano quella di depurare e sgonfiare. 
  • Ortica e betulla. Quante di voi preparano infusi con queste due erbe? Se siete nel club, allora sapete di certo che azione depurativa, drenante e diuretica sono le caratteristiche fondamentali. 

La lista sarebbe da continuare anche con tarassaco, spirulina, finocchio e tè verde. 

Drenante per sgonfiare: funziona davvero?
Drenante per sgonfiare: funziona davvero?

Per quanto riguarda i drenanti confezionati?

Anche quando si tratta di prodotti confezionati, si può pensare a prodotti che abbiano una buona riuscita in termini di risultati. Ecco in nostri preferiti.

  • L’Angelica Integratore Drenante Anticellulite con Gambo d’Ananas, Favorisce la Digestione, Contrasta la Ritenzione Idrica e gli Inestetismi della Cellulite, 12 Bustine https://amzn.to/3O6NPOa
  • Goovi GIVE ME DETOX Linfa Donna Integratore Alimentare Azione drenante, Formato da 50 ml https://amzn.to/3aQQptz
  • Yamamoto Research Diuricell Arancia e Limone – 1000 ml https://amzn.to/3Q8Wxxt 

Covid, vitamina D utile o no?

Studio cinese smentisce le ipotesi sull’efficacia della sostanza

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Il deficit di vitamina D non sembra correlato a una maggiore predisposizione allo sviluppo di forme gravi di Covid-19. Lo rivela uno studio pubblicato su Nutrition Journal e coordinato dal Primo ospedale di Nanchang e dall’Università Sun Yat-Sen di Guangzhou.
Il lavoro ha preso in esame 536.105 pazienti che hanno partecipato a diversi studi già sottoposti a revisione. Per ogni aumento di 10 nanogrammi per millilitro di vitamina D nel sangue non è stato verificata alcuna riduzione del rischio di Covid-19.
Gli integratori di vitamina D non hanno avuto alcuna rilevanza sul numero dei decessi e su quello dei ricoveri in terapia intensiva. Gli scienziati hanno anche appurato che l’eventuale carenza di vitamina D – meno di 20 nanogrammi per millilitro – o la sua insufficienza – meno di 30 nanogrammi – non era associata neanche a un aumento del rischio di infezione.
A conclusioni opposte è …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, vitamina, deficit,

Integratori alimentari per una pelle sana

I nuovi alleati di bellezza che agiscono contro i radicali liberi

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È importante prendersi cura di sé stessi, dall’esterno ma anche dall’interno, perché – è bene tenerlo sempre a mente – un corpo sano e bello non può prescindere da un’alimentazione equilibrata. Non sempre però ciò che mangiamo è in grado di sopperire eventuali carenze e un valido aiuto può essere fornito dagli integratori alimentari, che si rivelano sempre più ottimi alleati per avere uno stile di vita più sano e più equilibrato.
Il Prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) spiega l’importanza dell’utilizzo di integratori alimentare per la salute della pelle, di unghie e capelli, ricordando sempre che gli integratori non sostituiscono una dieta di tipo “mediterraneo”.
“L’integratore come la stessa parola indica, ha il compito di completare, di integrare la normale dieta alimentare con specifiche sostanze che, nella …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | integratori, alimentari, pelle,

Mal di testa, una dieta ricca di Omega 3 aiuta

Riduce la frequenza degli attacchi rispetto a una dieta normale

La quantità di acidi grassi Omega 3 che si consumano all’interno di una dieta ha conseguenze sulla frequenza degli attacchi di mal di testa. Un’alimentazione ricca di questi nutrienti, infatti, determina una riduzione degli attacchi rispetto a un regime alimentare caratterizzato da un apporto normale di omega 3 e 6.

A dirlo è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal da un team del National Institute on Aging di Baltimora, dell’NIH di Bethesda e della University of North Carolina di Chapel Hill.

Gli Omega 3 e gli Omega 6 sono entrambi precursori delle ossilipine, molecole coinvolte nella regolazione del dolore e dell’infiammazione, ma mentre quelle prodotte dai primi sono associate a effetti antidolorifici, le seconde possono peggiorare il dolore e provocare l’emicrania.

I consigli per un’abbronzatura sicura

Creme solari, dieta e integratori per una corretta esposizione al sole

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Esporsi al sole e ricercare una bella abbronzatura è possibile, ma bisogna farlo con cautela. A ricordarlo sono le ricercatrici Laura Busata, Cosmetics Lab Manager di Unifarco, ed Elena Casanova, Food Supplements Lab Manager di Unifarco.

«L’abbronzatura è un sistema di difesa della pelle che si attiva nel momento in cui incontra i raggi UV, in particolare tramite la melanina», spiegano le esperte.

Per preparare la pelle all’esposizione solare è importante cercare di stimolare la produzione di melanina, «utilizzando uno scrub da applicare fino a due settimane prima dell’esposizione per attivare il rinnovamento cellulare, ma anche idratandosi quotidianamente così da evitare secchezza, fattore che rende la cute più fragile e più esposta alle aggressioni esterne, ma che rende anche disomogenea l’applicazione del solare sulla pelle».

Cistite, si usano troppi antibiotici

Cresce il rischio di antibiotico-resistenza

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Gli antibiotici sono la terapia d’elezione per la cura della cistite, ma spesso vengono usati senza motivo, alimentando il rischio di antibiotico-resistenza.

Ad affermarlo è Roberto Carone, presidente emerito della Fondazione italiana continenza (Fic) e past president della Società italiana di urologia (Siu), il quale ha presentato un position paper nel quale «insieme a medici di famiglia, farmacologi, ginecologi e urologi, abbiamo stilato indicazioni per ridurre il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e il rischio che la cistite diventi ricorrente».

Il documento suggerisce l’utilizzo di integratori di D-mannosio ad alte dosi:

«Oggi studi scientifici e pratica clinica ci dicono che terapia e prevenzione si fanno spesso con una terapia non antibiotica come per esempio con una buona integrazione di D-mannosio ad alte dosi».

Piatto unico fit: wrap di pollo con salsa tahin Fitmood

Diciamoci la verità il piatto unico fit è la soluzione ideale per te che vai sempre di corsa, che non ami cucinare, che vorresti semplicemente un’alternativa in più alla solita insalatina con il tonno.

Ingredienti

  • 70 gr di preparato per pizza e pane 
  • 10 gr di olio spry
  • 20 grammi tahina organica
  • 40 gr di acqua
  • 1 gr di sale
  • 150 gr di petto di pollo
  • 50 gr di albume per la panatura
  • 50 gr di crostini low carb feeling ok ridotti in polvere

Come realizzare il piatto unico fit con wrap di pollo

  • In una ciotola versa la farina e aggiungi il sale
  • Mescola bene gl’ingredienti e aggiungi l’acqua tiepida e l’olio un po’ alla volta fino ad ottenere un panetto.
  • Fai attenzione a che l’impasto sia liscio, compatto e morbido, e dunque valuta bene la consistenza quando aggiungi l’acqua.
  • Lascia riposare il panetto per circa un’ora coperto da panno e abbi cura di riporre il panetto in maniera tale che si mantenga a temperatura ambiente.
  • Terminato il tempo di riposo, stendi l’impasto con un mattarello.
  • Nel frattempo ungi una padella con l’olio, mettila a riscaldare e cuoci per tre minuti per lato il wrap, a fiamma moderata.

Preparazione del pollo

  • Taglia a listarelle il petto di pollo
  • Versa in una ciotola l’albume e in un piatto a parte i crostini precedentemente ridotti in polvere
  • Passa le listarelle di petto di pollo nell’albume e successivamente nella polvere di crostini
  • Nel frattempo inizia a preriscaldare il forno a 180°
  • Ungi con l’olio spry una teglia e disponi in maniera omogenea le listarelle di pollo.
  • Inforna e fai cuocre per circa 15 minuti.
  • Una volta terminato il tempo di cottura dovresti aver ottenuto delle listarelle croccanti al punto giusto

Come assemblare il wrap di pollo cheto

  • Posiziona il wrap su un piatto o un tagliere
  • Aggiungi una cucchiaio di salsa tahini organic e aggiungi il songino.
  • In fine aggiungi il pollo e arrotola il wrap.

Insomma un vero e proprio pasto unico fit da portare dietro o semplicemnte da mangiare a casa e da fare in pochissimi minuti

Challenge burpees: 5.254 in 12 ore? Scopri chi si sta preparando per il record mondiale

Sappiamo che al solo sentire challenge burpees hai iniziato a piangere, immaginiamo la reazione appena hai letto il numero: 5.250…… e il timing: 12 ore!

Ecco i burpees sono il classico esercizio che tutti amano odiare: dai benefici estremi se correttamente eseguito, alla fatica immensa nell’eseguire il movimento ad un ritmo sostenuto,  sembra che ci sia qualcuno disposto ad accettare la sfida.

L’idea malsana, è venuta ad un trainer australiano di una catena di palestre la F54, Dave Pound che si è posto come obiettivo quello di entrare nel Guinness dei Primati.

L’iniziativa tuttavia sembra andare oltre la soddisfazione personale: come riporta una rivista australiana, il trainer sembra essere legata ad una campagna di sensibilizzazione sulle malattie mentali e la prevenzione del suicidio. Dave sembra aver trovato nuova linfa vitale per i suoi allenamenti, dunque, da questa partnership e il motivo è da imputare alla scomparsa prematura di un amico suicidatosi.

Una challenge così faticosa e apparentemente tratti folle, per una giusta causa.

Challenge burpees 5,254 in 12 ore?: Come ci si allena per una challenge così?

Partendo dal presupposto che l’impresa non è per noi comuni mortali, il trainer australiano ha iniziato con allenamenti di due volte a settimana di circa 1500 – 2000 burpee.

Aggiungendo durante la settimana sessioni di barre, esercizi di stretching ed esercizi mirati per l’addome. La sessione di burpee del venerdì aveva una durata di circa 8 ore, mentre in termini di frequenza, cercava di attenersi a 10 burpees al minuto.

Come si mangia per una challenge bupees?

Anche in questo caso ricordiamo che la sfida è adatta solo ai professionisti adeguatamente seguiti e supportati da altri professionisti del settore. Così come per l’allenamento anche l’alimentazione ha subito una serie di modifiche man mano che il giorno della challenge si avvicina.

Nei primi mesi di allenamento, predominavano carboidrati come pane, avena, e un piccolo quantitativo di proteine e pochi grassi buoni. E ovviamente un pasto free. Sotto challenge invece l’ammontare di proteine è stato leggere aumentato insieme ad alcuni integratori sempre proteici.

La sfida è fissata per sabato 7. Il trainer è convinto all’80% di farcela. Tu che ne pensi? Siamo tutti curiosi di vedere come andrà a finire.