Osteoporosi, meno fratture con Romosozumab

Il trattamento riduce le possibilità di fratture nelle donne in postmenopausa

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È stato approvato il farmaco romosozumab per il trattamento dell’osteoporosi severa nelle donne in post-menopausa. Il farmaco mostra un duplice effetto: da una parte aumenta la formazione ossea, dall’altra riduce il riassorbimento osseo, ovvero la perdita di massa ossea.

«La popolazione europea oggi vive più a lungo e ha sempre più aspettative nei confronti della propria vecchiaia. A causa dell’osteoporosi, oggi le fratture da fragilità colpiscono 1 donna over 50 su 3 ed è dimostrato che molte donne non ricevono una corretta diagnosi e un trattamento adeguato in seguito a una frattura. Queste fratture costituiscono un ostacolo a un invecchiamento in salute, intaccando potenzialmente l’indipendenza e la qualità di vita», afferma Pascale Richetta, Head of bone and executive vice president, UCB.

Una dieta a prova di rughe

I cibi più indicati per evitare i segni del tempo

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L’elisir di giovinezza esiste, si trova nei cibi di tutti i giorni. Lo assicura la Coldiretti, che ha preparato una lista di alimenti fondamentali per la cura della nostra pelle e per contrastarne l’invecchiamento. Gli alimenti indicati dalla Coldiretti, infatti, proteggono l’organismo dai radicali liberi, che hanno fra gli altri effetti quello di partecipare alla formazione delle antiestetiche rughe.

La proliferazione dei radicali liberi è favorita dal fumo e dall’inquinamento atmosferico, ma l’alimentazione può giocare un ruolo fondamentale, in particolare quei prodotti che provengono dall’agricoltura biologica perché conservano intatto tutto il loro potere antiossidante.

In un albero il segreto della longevità

Identificato un tipo di Rna inedito

Una specie particolare di pino – il Pinus longaeva – contiene al suo interno il segreto della longevità. In questo albero, che può vivere fino a 5mila anni, i ricercatori hanno individuato un tipo di Rna intermedio fra quello degli organismi complessi, come l’uomo, e quello dei microrganismi unicellulari.

Un anello mancante che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel rallentare l’invecchiamento grazie al supporto della telomerasi, enzima che usa proprio frammenti di Rna per allungare i telomeri.

Col passare degli anni i telomeri si accorciano in seguito a un lungo processo di divisioni cellulari. Le specie animali più longeve, ad esempio lo squalo della Groenlandia, possono vivere qualche centinaio di anni. Nulla in confronto con il Pinus longaeva.

Progeria, dalle molecole antisenso un nuovo approccio

Possibile terapia contro l’invecchiamento precoce

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Nei telomeri, le protezioni alle estremità dei cromosomi che prevengono l’erosione del resto del materiale genetico, rimane traccia del tempo che passa.

È fisiologico che i telomeri si accorcino progressivamente con la replicazione del Dna della cellula associato alla sua proliferazione o che si danneggino nel tempo anche in assenza di proliferazione.

L’accorciamento eccessivo e il danno ai telomeri costituiscono una minaccia alla stabilità del nostro Dna e la cellula reagisce attivando un allarme molecolare che blocca la proliferazione della cellula danneggiata inducendo la sua senescenza, una forma di invecchiamento cellulare.

La cellula senescente perde per sempre la sua capacità di proliferare e di svolgere efficientemente le sue funzioni, e questo impedisce ai tessuti di rigenerarsi.

Dieta dei colori: come disintossicarsi e perdere peso dopo le feste

Chiamata anche cromodieta, la dieta dei colori ha questo nome così curioso perché prevede di mangiare in ogni giornata alimenti di un solo colore. Questa dieta è diventata molto popolare in internet e rientra nella categoria di diete detox che durano un breve periodo di tempo e che permettono di rimettersi in sesto dopo le abbuffate natalizie o di fare un percorso disintossicante appena prima di mettersi in costume. Vediamo allora come funziona questa dieta e quali sono i dettami da seguire in questo percorso.

Come funziona la dieta dei colori?

La cromodieta torna utile a chi vuole disintossicarsi e perdere peso in un breve lasso di tempo. Come funziona? Ogni giorno vanno consumati solo cibi e alimenti di uno specifico colore. La ragione? Rafforzare gli effetti dei pigmenti sull’organismo. Ad ogni colore, secondo questa dieta, corrispondono specifiche sostanze nutritive che l’organismo assorbe.

Quanto dura la dieta dei colori? Solo sette giorni. Ognuno dei colori ha uno scopo ben preciso. Grazie a questo regime alimentare si possono perdere un paio di chili senza andare ad intaccare il metabolismo, considerato che dura così poco. A parte quella dei colori ci sono regole? Solo che i cibi vanno consumati preferibilmente crudi per mantenerne inalterati i principi nutritivi.

Vediamo ora gli effetti di ogni colore:

  • Gli alimenti bianchi (banane, cipolle, patate, funghi e altri ancora) favoriscono la digestione e depurano il corpo regolando il colesterolo cattivo;
  • i cibi verdi (spinaci, verdure a foglia larga, bietole, carciofi e altri ancora) ravvivano l’organismo e fanno sentire sazi; g
  • li alimenti rossi come pomodori, anguria, fragole e arance agiscono come antiossidanti e stimolano il metabolismo;
  • i cibi azzurri ridanno leggerezza al fisico e contribuiscono a ripulire i basi sanguigni dai grassi nocivi (tra questi troviamo prevalentemente il pesce azzurro);
  • i cibi gialli e arancioni combattono la cellulite e favoriscono la diuresi e in questa categoria troviamo mais, ananas, limoni, zucca, carote e altri ancora;
  • gli alimenti viola, infine, proteggono le cellule dai danni e prevengono l’invecchiamento: in questo ambito troviamo prugne, uva nera, melanzane e barbabietole.
  • I benefici della dieta dei colori

Quali sono i benefici della dieta dei colori? Ce lo spiega Giornalettismo attraverso le parole della dottoressa Luana Romeo, Consigliere nazionale di Andid. I benefici sono senz’altro l’alto potenziale disintossicante, considerato che “si tendono a ingerire molta più frutta e verdura”; l’effetto diretto è “una perdita di 2-3 chili di peso”. La dottoressa Luana Romeo specifica comunque che la sola evidenza scientifica è “la validità del consumo giornaliero di frutta e verdura dai diversi colori” nel senso che con la cromodieta viene garantito “l’apporto di diversi micronutrienti dei quali il diverso colore di frutta e verdura è espressione”.

Le tante virtù del melograno

Diversi studi confermano le proprietà del frutto

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La melagrana, il frutto del melograno, termine utilizzato comunemente per definire entrambi, è una vera e propria fonte di benessere. A confermarlo è uno studio del Politecnico federale di Losanna che ha scoperto nel frutto una sostanza che, opportunamente modificata dai batteri intestinali, può proteggere l’organismo dall’invecchiamento.

Il composto in questione è l’acido ellagico, che una volta nell’intestino promuove la formazione di una molecola chiamata urolitina A, la quale riesce a ripristinare la capacità di riciclo dei componenti difettosi dei mitocondri, le centraline energetiche delle cellule.

«È la sola molecola nota che può rilanciare il processo mitocondriale di pulizia, altrimenti noto come mitofagia», spiegano gli scienziati elvetici su Nature Medicine.

Caffè prima dell’allenamento: si o no?

Tutti gli amanti del fitness si fanno questa domanda prima o poi: posso bere caffè appena prima dell’allenamento? Ha qualche conseguenza? Chiariamo subito: bere caffè prima di un allenamento sicuramente influenza le prestazioni in positivo. Come riferisce FitNest i benefici del caffè per l’allenamento sono stati appurati da uno studio dell’Università di São Paulo in Brasile. La ricerca ha concluso che una dose di 400 mg di caffeina può aiutare i muscoli a bruciare più facilmente grasso corporeo. Il dispendio calorico sarà così maggiore. Vediamo allora tutte le ragioni per bere caffè prima dell’allenamento e i vantaggi che porta.

Bere caffè prima dell’allenamento: benefici e vantaggi

Perché bere caffè prima dell’allenamento? Ci sono una serie di ragioni valide che andremo a indagare in seguito.

Si sente meno dolore

Il dolore percepito durante una sessione di allenamento diminuisce se prima si è bevuto caffè. Robert Moti, ex ciclista e professore di kinesiologia all’Università dell’Illinois, ha dimostrato la veridicità di questa affermazione. La caffeina è in gradi di abbassare il livello di dolore percepito.

Migliora la micro-circolazione

Vere caffè prima di allenarsi migliora la micro-circolazione. La dimostrazione è stata data dai ricercatori dell’Università del Ryukyus (Giappone). Quando si beve una tazza di caffè il flusso sanguigno aumenta del 30% nell’arco dei successivi 75 minuti. In termini pratici, a livello di allenamento, ciò significa che avrai a disposizione più ossigeno con la diretta conseguenza di sentire meno fatica e avere più resistenza.

Il caffè conserva il carburante muscolare

Il caffè avvantaggia i muscoli perché aiuta a conservare l’ATP, molecola fondamentale per la produzione di energia nel nostro organismo. Secondo uno studio condotto dal Journal of Applied Physiology gli atleti che si allenano ogni giorno e in seguito, consumano caffeina e carboidrati abbinati riscontrano un aumento pari al 66% del glicogeno muscolare quattro ore dopo un intenso esercizio fisico (a differenza di chi assume solo carboidrati).

La caffeina preserva i muscoli

Grazie alla caffeina i muscoli non solo vengono nutriti ma anche preservati, come rivela uno studio dell’Università di Coventry. Il risultato è che il caffè aiuta a contrastare l’invecchiamento dei muscoli. Gli effetti massimi si ottengono sui muscoli maturi o in declino. Il muscolo su cui la caffeina sortisce l’effetti maggiore è il diaframma, quello che viene utilizzato per respirare.

Cioccolato fondente: 5 motivi per battezzarlo alleato del fitness

Hai mai pensato che qualcosa di dolce potrebbe essere un vero e proprio alleato della forma fisica? Ebbene si, il cioccolato fondente lo è. Si tratta di un alimento ricchissimo di proprietà utili e di benefici per chi fa allenamento, compresi i bodybuilder. Perché coloro che altro non fanno che stare attenti ai muscoli mangiano cioccolato? Il segreto del cioccolato fondente è nell’epitatechina, di cui è ricco. Vediamo insieme, nello specifico, le proprietà e i benefici cioccolato fondente.

Proprietà cioccolato fondente

Il cioccolato fondente ha molte calorie e fornisce zuccheri semplici, quelli che forniscono energia immediata all’organismo. Costituisce un’alternativa valida al caffè per via delle sue proprietà eccitanti, contenendo sia caffeina che teobromina. Quest’ultima risulta utile perché in grado di diminuire il colesterolo e mobilizzare i grassi. Il cioccolato fondente contiene anche triptofano, un amminoacido che contribuisce a rendere felici le persone. Che il cioccolato rende felici, quindi, è proprio vero! L’amminoacido in questione agisce stimolando il rilascio di serotonina, il famoso ormone del buon umore; oltre a questo la serotonina regola anche il sonno e l’appetito. Il cioccolato fondente risulta anche saziante poiché ricco di fibre e appagante poiché dolce. Tra la altre proprietà troviamo anche la ricchezza di flavonoidi, sostanze antiossidanti e antiage che contrastano l’invecchiamento delle cellule per opera dei radicali liberi.

Benefici cioccolato fondente: perché mangiarlo se ci si allena

Quali sono i benefici cioccolato fondente per chi fa fitness? Innanzitutto il cioccolato fondente contribuisce a ridurre il colesterolo e a mantenere pulite le arterie favorendo una buona circolazione. Il cioccolato fondente, inoltre, ha un effetto energizzante nei confronti del cervello. Cosa succede? Le sostanze in esso contenute agiscono riducendo il senso di stanchezza e di affaticamento. Questo alimento viene inserito nell’alimentazione dei bodybuilder perché ricco di epicatechina, una sostanza che stimola la crescita della massa muscolare andando ad inibire la miostatina, una proteina che si trova nei muscoli. La funzione primaria di questa proteina è quella di rallentare la crescita muscolare. Oltre a questo la cioccolata fondente va anche a stimolare la follistatina, che ha un’azione opposta alla prima proteina e va a aumentare la crescita muscolare.

Smartphone e tablet accelerano l’invecchiamento

L’esposizione alla luce blu avrebbe effetti sulla longevità

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Non danno solo problemi a occhi e articolazioni, rendendo anche difficoltoso il riposo notturno. Smartphone e tablet sarebbero responsabili anche di un’accelerazione del naturale processo di invecchiamento, secondo le conclusioni di uno studio dell’Oregon State University.

Lo studio, pubblicato su Aging and Mechanisms of Disease, ha preso in esame il moscerino Drosophila melanogaster, che condivide con l’uomo molti meccanismi molecolari.

I ricercatori guidati da Jaga Giebultowicz hanno analizzato la risposta degli insetti a esposizioni giornaliere della durata di 12 ore alla luce a led blu, scoprendo che il trattamento accelerava l’invecchiamento degli esemplari. I moscerini esposti alla luce blu non solo mostravano maggior invecchiamento cerebrale, ma avevano un ciclo di vita nettamente inferiore rispetto ai compagni tenuti al riparo dalle emissioni.

Melagrana, il frutto dell’eterna giovinezza ricco di antiossidanti

Melagrana o melograno? Cominciamo col fare chiarezza su questo punto, visto che il nome di questo frutto crea spesso scompiglio! Melograno è il nome della pianta mentre melagrana è il nome del frutto, chiamato anche mela granata e unico del suo genere.

Si presenta come un insieme di acini colo rosso vivo, che prendono il nome di arilli e che si sviluppano intorno al seme. Sono succosi e hanno un sapore che varia molto a seconda del grado di maturazione., dall’apro al molto dolce. Si dovrebbero consumare privati della membrana bianca esterna, ricca di tannino che conferisce uno sgradevole gusto amaro.

Melagrana: benefici e proprietà

La melagrana contiene 70 kcal ogni 100 g e la sua proprietà principale è quella antiossidante, essendo ricco di vitamina C e di numerosi fenoli (granatina, punicafolina, punicalina) tutti attivi contro i radicali liberi e contro l’invecchiamento. Presenti anche vitamina C, vitamina K e vitamine del gruppo B, A ed E.

Grazie all’acido punico presente in abbondanza (infatti il nome scientifico del frutto è punica granatum) funge da inibitore del cancro al seno. Oltre ad essere antiossidante e antitumorale è anche anticoagulante, antidiarroico, astringente, gastroprotettivo, antimicrobico, antimicotico, antibatterico e vasoprotettore.

E sulla linea come agisce? Tra i frutti autunnali la melagrana è il migliore per tornare in forma e aiutare nel perdere qualche chilo, grazie alla sua polpa che migliora la circolazione (contrastando la ritenzione idrica e di conseguenza la cellulite), favorisce l’ossigenazione dei tessuti (migliorando il metabolismo e contrastando così la formazione dei cuscinetti di grasso), sgonfia la pancia e brucia i grassi.

Melagrana e tumore

Diversi studi scientifici hanno confermato la positiva azione del frutto del melograno sulle cellule tumorali, in particolar modo in caso di cancro al seno, ai polmoni e alla prostata. La scoperta è che, pur non essendo ovviamente risolutiva, ha un’azione positiva sulla loro morte, rallentandone la crescita e la proliferazione. A scoprirlo per primo è stato il biochimico israeliano Michael Aviram.

Ricette a base di melagrana

Gli arilli della melagrana possono essere gustati così oppure spremuti. Il succo che si ottiene è un elisir di lunga vita, un toccasana contro i malanni e un concentrato di nutrienti preziosi. Ma il frutto è anche un ingrediente perfetto per preparare tantissime ricette. Si può optare per del riso integrale (in alternativa cous cous o farro) arricchito con melagrana, che dà una nota acidula al primo piatto, mentre aggiungendola a un’insalata (magari di pollo) aggiunge un tocco di freschezza senza appesantire.