Melagrana, il frutto dell’eterna giovinezza ricco di antiossidanti

Melagrana o melograno? Cominciamo col fare chiarezza su questo punto, visto che il nome di questo frutto crea spesso scompiglio! Melograno è il nome della pianta mentre melagrana è il nome del frutto, chiamato anche mela granata e unico del suo genere.

Si presenta come un insieme di acini colo rosso vivo, che prendono il nome di arilli e che si sviluppano intorno al seme. Sono succosi e hanno un sapore che varia molto a seconda del grado di maturazione., dall’apro al molto dolce. Si dovrebbero consumare privati della membrana bianca esterna, ricca di tannino che conferisce uno sgradevole gusto amaro.

Melagrana: benefici e proprietà

La melagrana contiene 70 kcal ogni 100 g e la sua proprietà principale è quella antiossidante, essendo ricco di vitamina C e di numerosi fenoli (granatina, punicafolina, punicalina) tutti attivi contro i radicali liberi e contro l’invecchiamento. Presenti anche vitamina C, vitamina K e vitamine del gruppo B, A ed E.

Grazie all’acido punico presente in abbondanza (infatti il nome scientifico del frutto è punica granatum) funge da inibitore del cancro al seno. Oltre ad essere antiossidante e antitumorale è anche anticoagulante, antidiarroico, astringente, gastroprotettivo, antimicrobico, antimicotico, antibatterico e vasoprotettore.

E sulla linea come agisce? Tra i frutti autunnali la melagrana è il migliore per tornare in forma e aiutare nel perdere qualche chilo, grazie alla sua polpa che migliora la circolazione (contrastando la ritenzione idrica e di conseguenza la cellulite), favorisce l’ossigenazione dei tessuti (migliorando il metabolismo e contrastando così la formazione dei cuscinetti di grasso), sgonfia la pancia e brucia i grassi.

Melagrana e tumore

Diversi studi scientifici hanno confermato la positiva azione del frutto del melograno sulle cellule tumorali, in particolar modo in caso di cancro al seno, ai polmoni e alla prostata. La scoperta è che, pur non essendo ovviamente risolutiva, ha un’azione positiva sulla loro morte, rallentandone la crescita e la proliferazione. A scoprirlo per primo è stato il biochimico israeliano Michael Aviram.

Ricette a base di melagrana

Gli arilli della melagrana possono essere gustati così oppure spremuti. Il succo che si ottiene è un elisir di lunga vita, un toccasana contro i malanni e un concentrato di nutrienti preziosi. Ma il frutto è anche un ingrediente perfetto per preparare tantissime ricette. Si può optare per del riso integrale (in alternativa cous cous o farro) arricchito con melagrana, che dà una nota acidula al primo piatto, mentre aggiungendola a un’insalata (magari di pollo) aggiunge un tocco di freschezza senza appesantire.

Mandorle per un corpo tonico: proprietà e benefici per i tuoi muscoli

La frutta secca, se consumata in quantità adeguare, ha moltissimi benefici per la salute. Oggi parliamo delle mandorle. Quali sono i benefici e le proprietà di questo seme? A livello di fitness le mandorle aiutano nell’incremento della massa muscolare e non solo. Questa tipologia di frutta secca è ricca di proprietà benefiche per l’organismo, in particolare di magnesio utile per gestire lo stress dei muscoli. Scendiamo nei dettagli delle proprietà e dei benefici mandorle per chi pratica fitness.

Mandorle: proprietà e nutrienti

Le mandorle sono ricche di proprietà e nutrienti. Quali? Cominciamo con l’apporto calorico delle mandorle. Esse forniscono, per 30 grammi, 10 g di grassi monosaturi e 3 g di grassi polisaturi contenendo solo 1/2 g di grassi saturi; acido oleico, un acido grasso omega-9, che fornisce energia al corpo oltre ad avere un importante ruolo strutturale. Oltre a questo le mandorle sono ricche di vitamine del gruppo B e del gruppo E; contengono anche calcio e nutrienti utili al sistema cardiovascolare, in particolare il magnesio. Ma vediamo nello specifico i benefici mandorle ovvero tutti i vantaggi dati dal consumo di questa tipologia di frutta secca.

Benefici mandorle: nutrono muscoli e cervello

Le mandorle nutrono sia i muscoli che il cervello e non solo. Vediamo la lista di tutti i benefici mandorle:

  • abbassano i livelli di zucchero nel sangue poiché ricche di grassi, proteine e fibre sane ma povere di carboidrati;
  • riducono la pressione sanguigna per via dell’alta concentrazione di magnesio;
  • abbassano i livelli di colesterolo, ovvero prevengono l’ossidazione dannosa del colesterolo LDL. Questo processo può portare allo sviluppo di patologie cardiache;
  • danno un forte senso di sazietà e per questo sono indicate dai nutrizionisti come spuntino;
  • nell’ambito del fitness aiutano nella costruzione della massa muscolare; in 100 g di mandorle ci sono ben 22 g di proteine e amminoacidi fondamentali per l’integrità del tessuto muscolare;
  • sono ricche di antiossidanti. Questi nutrienti servono per proteggere il corpo dallo stress ossidativo che danneggia le molecole e contribuisce a infiammazione e invecchiamento dell’organismo.

La chirurgia plastica vaginale

Richiesta di ritocchi per i genitali esterni

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Anche le parti intime hanno bisogno di un ritocchino. Sempre più donne si rivolgono al chirurgo estetico per correggere inestetismi e danni dovuti al passare del tempo a carico dei genitali esterni.

Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma e docente presso la cattedra di Chirurgia plastica dell’Università degli Studi di Milano, spiega: “Come il resto del corpo, i genitali femminili esterni vanno incontro a un processo di invecchiamento. Le grandi labbra perdono tessuto adiposo e quindi volume, mentre le piccole labbra possono subire un allungamento verso il basso diventando più sporgenti. Il passare del tempo può infatti causare perdita di tonicità, problemi che possono interessare anche donne più giovani dopo eventi naturali come la gravidanza o il parto”.

Come comunicare con un malato di Alzheimer

I consigli degli specialisti per l’interazione con i pazienti

Nel mondo sono circa 50 milioni le persone affette da Alzheimer e ogni 3 secondi viene posta una nuova diagnosi di Demenza: solo in Italia, i malati sono oltre 600.000.

Numeri già allarmanti che, complice il progressivo invecchiamento della popolazione, sono però destinati a triplicare entro il 2050, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una malattia sempre più diffusa, per affrontare la quale la sensibilizzazione resta quanto mai necessaria: per questo settembre è il mese dedicato all’Alzheimer, una ricorrenza istituita da OMS e ADI (Alzheimer’s Disease International), che culmina il 21 settembre con la Giornata mondiale dell’Alzheimer, il cui scopo è proprio aumentare la consapevolezza degli enormi problemi provocati dalla malattia e contrastare lo stigma che tuttora permea la demenza.

L’invecchiamento precoce è colpa di una proteina

Nuovo meccanismo scoperto da ricercatori

Un nuovo meccanismo alla base dell’invecchiamento precoce è stato scoperto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito di uno studio internazionale condotto su 13 pazienti affetti da una grave malattia rara.

I risultati della ricerca, durata oltre 4 anni, sono stati pubblicati sul numero di settembre della rivista scientifica American Journal of Human Genetics.

Clinici e ricercatori, coordinati dal responsabile dell’area di ricerca “Genetica e Malattie Rare” del Bambino Gesù, Marco Tartaglia, hanno individuato nel cattivo funzionamento di una proteina, fondamentale per la compattazione del DNA, la causa della ridotta capacità di proliferazione delle cellule e del loro invecchiamento accelerato (“senescenza replicativa”).

Guida completa alla dieta chetogenica: alimenti concessi e principi

Premettiamo che la dieta chetogenica non è per tutti.  Se non perdi peso da molto tempo o se hai avuto patologie del metabolismo energetico o ancora se in passato hai avuto forti oscillazioni di peso, la dieta chetogenica non fa per te, o almeno, non nell’immediato. Vediamo di che si tratta.

La dieta chetogenica è una dieta che induce nell’organismo la formazione di sostanze acide definite “corpi chetonici”. La produzione di corpi chetonici avviene quando si assume una quantità molto bassa o nulla di zuccheri ad esempio in caso di digiuno o di dieta molto ricca di grassi. In questo caso l’organismo ed il cervello, in particolare, utilizzano i corpi chetonici come fonte di energia.

I corpi chetonici che vengono prodotti dal fegato per sopperire alla mancanza di zucchero (glucosio) diventano il carburante primario che il cervello utilizza per assolvere alle sue mansioni.

Ed ecco che i benefici cominciano a farsi evidenti: riduzione del peso corporeo, rallentamento del processo di invecchiamento, senso dell’appetito rallentato.

Ma, facciamo attenzione.

La dieta chetogenica nasce nel 1920 per aiutare i bambini malati di epilessia, agendo sul cervello e questo dovrebbe far comprendere che sì, è molto efficaci, ma anche altrettanto potente e non tutti siamo in grado di sopportarla. Ovviamente, in questo articolo non consigliamo un piano alimentare insostenibile che limiti fortemente nutrienti importanti come carboidrati. Tuttavia, l’aggiunta di alcuni cibi “keto-friendly” che sono ricchi di proteine ​​e grassi sani” in una dieta ben pianificata da un nutrizionista può dare buoni risultati.

1.IL SALMONE

Il salmone è ricco di acidi grassi omega-3 e omega-6 polinsaturi, e questi acidi grassi vengono assunti solo con l’alimentazione. Assumere grassi polinsaturi può contribuire a ridurre l’infiammazione e migliorare la capacità di perdere peso. Inoltre, il salmone è ricco di vitamine, in particolare la vitamina D, essenziale per l’assorbimento del calcio. Inoltre è ricco di proteine e quindi contribuisce alla crescita della massa muscolare.

2.NOCI DI MACADAMIA
Le mandorle e le noci sono più conosciute per le loro proprietà, ma anche le noci di macadamia sono una grande fonte di acidi grassi monoinsaturi, fibra e vitamina E, fondamentale nel contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre a promuovere crescita e sviluppo.
Ricorda, però, che come tutti gli alimenti energetici, contengono molte calorie, per cui bisogna utilizzarle con moderazione.

3.UOVA
Il corpo umano assorbe, digerisce e utilizza meglio le proteine dalle uova rispetto a qualsiasi altra fonte proteica. Ciò rende le uova un ottimo alleato per la crescita muscolare. Le proteine delle uova, inoltre, hanno un lungo tempo di transito dallo stomaco all’intestino, ciò significa che la sensazione di sazietà rimane per lungo tempo.

E MANGIA I TUORLI! I tuorli sono ricchi di vitamine e antiossidanti che supportano la perdita di peso. E, al contrario di ciò che si pensa, più della metà degli acidi grassi delle uova sono in realtà insaturi. Anche i pazienti affetti da malattie cardiache possono consumare due/tre uova intere al giorno senza effetti negativi sui loro livelli di colesterolo, secondo uno studio americano di American Heart Journal del 2015. Leggi anche Quante uova mangiare a settimana? 

4.OLIO DI COCCO
L’olio di cocco è un ottimo grasso alimentare da includere nella vostra dieta chetogenica quando si vuole perdere peso. Questo perché la maggior parte del contenuto di grassi saturi dell’olio di cocco si trova in forma di trigliceridi a media catena (MCT), che a differenza dei trigliceridi a catena lunga (LCT) trovati in altri oli vegetali, vengono metabolizzati a livello epatico e non “partecipano” alla formazione del colesterolo endogeno. Gli MCT, inoltre, aumentano la flessibilità metabolica, secondo le richerche.

5.TE’ VERDE
Il tè verde vanta un’elevata concentrazione di epigallocatechingallato (EGCG), una sostanza con più attività antiossidante rispetto alle vitamine C ed E . L’ EGCG è inoltre considerato un alleato benefico contro l’obesità e i chili di troppo apportando all’organismo una maggiore capacità di bruciare i grassi in eccesso e di ridurre l’assorbimento dei grassi introdotti con l’alimentazione.

6.AVOCADO
L’avocado è un frutto con bassi livelli di carboidrati ed alti di acidi grassi come gli omega 3, cosiddetti “buoni” come abbiamo già visto, per la loro capacità di inibire la formazione di colesterolo cattivo. Sono ricchi inoltre di antiossidanti (vitamine E ed A).
Secondo alcune ricerche, mezzo avocado a pranzo aumenterebbe i livelli di sazietà e ridurrebbe il desiderio di mangiare nelle successive tre ore negli adulti in sovrappeso.

7.BURRO DI ARACHIDI
Il burro di arachidi è una grande fonte di acidi grassi insaturi sazianti, di proteine ​​e di vitamine che aumentano l’energia, come la B-6 e il ferro.
E’ ricchissimo in proteine, ma essendo un alimento estremamente calorico è consigliato per gli sportivi come spuntino pre o post workout. Ma optate per le versioni naturali che non contengono zuccheri o oli aggiunti.

8.FORMAGGIO STAGIONATO

Uno spuntino fatto con del formaggio può aiutare a mangiare meno nel pasto successivo. Ciò è dovuto alla presenza massiva di grassi e proteine! Il parmigiano è attualmente uno dei migliori formaggi dal punto di vista nutrizionale.

Nelle melagrane il segreto per non invecchiare

Sostanza contenuta al loro interno ha effetto anti-aging

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All’interno delle melagrane c’è una sostanza in grado di rallentare l’invecchiamento. Lo ha scoperto uno studio pubblicato su Nature Metabolism da un team del Politecnico di Losanna.

La sostanza in questione è l’urolitina A, che ha l’effetto di rallentare l’invecchiamento muscolare e la perdita di massa tipica della terza età.

La molecola è stata somministrata in 3 dosi diverse per 28 giorni a 3 gruppi di anziani sedentari ma in buona salute. Un quarto gruppo ha ricevuto solo placebo. A tutte le dosi, l’urolitina A si è dimostrata sicura, mentre a livello muscolare la molecola riesce a stimolare l’aumento della biogenesi dei mitocondri, ovvero il naturale ricambio degli organelli fondamentali per la contrazione muscolare.

Il ricambio dei mitocondri diventa via via sempre più lento, sia per via dell’età che per abitudini sbagliate come la sedentarietà.

LATE, la malattia che sembra Alzheimer

Sintomi simili ma cause diverse

In almeno il 20 per cento dei casi, i pazienti con i sintomi tipici dell’Alzheimer in realtà soffrono di un’altra malattia nota come LATE.

A dirlo è una ricerca apparsa su Brain e firmata da scienziati di 20 diversi centri internazionali.

I sintomi delle due malattie sono molto simili – problemi di memoria, disturbi dell’umore, declino cognitivo – ma LATE (acronimo di Limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy, cioè Encefalopatia limbica predominante TDP-43 età-correlata) progredisce in maniera assai più lenta. LATE è associata, secondo i medici, a disfunzioni della proteina TDP-43.

Recenti ricerche e studi clinici sul morbo di Alzheimer ci hanno confermato che non tutte le persone che pensavamo fossero affette da questa malattia lo sono davvero, spiega la dottoressa Nina Silverberg, direttrice dell’Istituto nazionale americano sull’invecchiamento (NIA).

La polvere di fagiolo combatte l’andropausa

Il nutraceutico contrasta i malanni dell’invecchiamento maschile

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La polvere ricavata da una varietà di fagioli aiuta l’uomo a combattere i danni all’organismo prodotti dall’avanzare dell’età.

“La polvere di questo fagiolo agisce come l’osteocalcina, proteina prodotta dall’osso, che può servire a combattere i malanni dell’invecchiamento dell’uomo, soprattutto correlati all’andropausa”, spiega Carlo Foresta, professore dell’Università di Padova, a capo con Luca De Toni del gruppo di scienziati impegnati nelle ricerche che hanno portato all’elaborazione del nuovo farmaco naturale.

La novità è stata presentata nel corso di un convegno sulla medicina di riproduzione che si è tenuto ad Abano Terme.

La polvere ha manifestato effetti positivi sull’andropausa, in particolare sul contrasto alla riduzione del testosterone, sull’osteoporosi e sulla sindrome metabolica.