Nuovo marcatore per il tumore del pancreas

Il ruolo chiave svolto da PI3K-C2γ

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Uno studio preclinico, svolto al Centro di Biotecnologie Molecolari “Guido Tarone” dell’Università di Torino, ha reso possibile la scoperta di una nuova terapia focalizzata per un sottogruppo di pazienti affetti da neoplasia maligna del pancreas. Il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Miriam Martini e dal Prof. Emilio Hirsch ha dimostrato che la proteina PI3K-C2γ gioca un ruolo chiave nello sviluppo del tumore al pancreas. L’indagine scientifica ha permesso di far luce sui meccanismi di sviluppo di questo tumore e potrebbe consentire, in futuro, di massimizzare l’efficacia delle attuali opzioni terapeutiche di uno dei tumori attualmente più aggressivi.
In Italia, ogni anno vengono diagnosticati circa 13.000 nuovi casi di tumore al pancreas e la percentuale di sopravvivenza a 5 anni è meno del 10%. Si prevede che, entro il 2030, il tumore al pancreas diventi la seconda causa di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Long Covid, a rischio l’intestino

Studio italiano sottolinea i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale

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Il Long-Covid colpisce anche l’intestino. Con sintomi come nausea o diarrea più frequenti nel breve periodo e disturbi da intestino irritabile nel lungo termine. Questo significa che, visto il numero di persone che si sono ammalate di Covid in Italia, “nei prossimi anni avremo oltre mezzo milione persone da curare per patologie gastroenterologiche”.
È la conclusione a cui giugne lo studio denominato ‘GI-COVID19’ e condotto dalla Medicina interna e Gastroenterologia dell’Irccs-Policlinico Sant’Orsola di Bologna. La ricerca ha incluso più di 2.000 pazienti ricoverati per Covid in 36 centri di 12 nazioni europee e i dati relativi alla fase acuta sono stati da poco pubblicati dalla rivista ‘The American Journal of Gastroenterology’.
Il COVID-19 colpisce principalmente le vie respiratorie, ma è ormai noto l’interessamento anche del tratto gastrointestinale. Diversi studi hanno riportato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Beta-talassemia, luspatercept riduce il bisogno di sangue

Il 50 per cento dei pazienti mostra una necessità inferiore di trasfusioni

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Dopo tre anni di trattamento con luspatercept, circa la metà dei pazienti riduce del 50% il fabbisogno di trasfusioni e il 12% ne ottiene l’indipendenza per più di due mesi. Questi due dei nuovi risultati dello studio BELIEVE, presentati a Vienna nella prestigiosa vetrina dell’EHA 2022, il congresso dell’Associazione Europea di Ematologia. Il nuovo farmaco, rimborsato dall’AIFA nel 2021, permette di ridurre di oltre il 30% la necessità di sangue, con un grande miglioramento della qualità di vita. La beta-talassemia è una malattia genetica trasmessa da due genitori asintomatici o portatori sani, che colpisce circa 7mila persone in Italia, 5mila nella forma più grave, la ‘major’. Richiede continue trasfusioni, ogni 2-3 settimane e per tutta la vita, con il rischio di incorrere in accumuli di ferro che possono danneggiare cuore, fegato e pancreas. Per questa ragione, devono essere assunti …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Miopia, l’efficacia della tecnologia D.I.M.S.

Confermata l’assenza dell’effetto rebound

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Oggi la miopia è sempre più diffusa, tanto da parlare di “epidemia di miopia”: il 28% della popolazione mondiale ha un difetto superiore alle -0,50 diottrie e nel 2050 si stima che questo problema riguarderà circa 5 miliardi di persone, metà della popolazione globale. In Italia la miopia colpisce 15 milioni di adulti e circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti, in particolare tra gli 8 e i 13 anni, fascia di età in cui il tasso annuale di crescita è più rapido.
Se in passato si dava per scontato che la miopia fosse geneticamente determinata, quindi non vi si potesse intervenire, oggi la ricerca scientifica evidenzia la corresponsabilità dei nuovi stili di vita e delle cause ambientali. Tra questi fattori troviamo in primis l’uso intensivo della tecnologia, che, soprattutto nelle nuove generazioni, causa un’attività visiva sempre più “da vicino” e prolungata davanti agli schermi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | miopia, bambini, lenti,

Covid, nuovo anticorpo abbatte il rischio

Una singola dose offre una protezione duratura

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I pazienti fragili devono essere protetti contro il Covid-19, anche grazie alla prima opzione farmacologica che consente di prevenire i sintomi del virus diversa dai vaccini: una combinazione di anticorpi monoclonali.
Si fa riferimento a persone, in particolare quelle con sistema immunitario compromesso, che potrebbero non sviluppare una risposta adeguata ai vaccini contro il virus. Inoltre, in caso di infezione, sono a maggior rischio di esiti negativi da Covid-19, perché la loro capacità naturale di combattere gli agenti patogeni è più bassa. In Italia, dallo scorso febbraio, è disponibile una combinazione di anticorpi monoclonali a lunga emivita che ha dimostrato di ridurre dell’83% il rischio di sviluppare la malattia in forma sintomatica, con una protezione che continua per almeno sei mesi dopo una sola dose. Si riscontrano però differenze regionali nell’accesso dei pazienti a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, reinfezione facile con le varianti di Omicron

Le nuove sottovarianti colpiscono anche i contagiati da Omicron

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Anche chi ha contratto Omicron nella sua versione originaria non può dirsi tranquillo. Le sottovarianti BA.4 e BA.5 che stanno prendendo piede in Sudafrica riescono infatti a eludere la protezione fornita dall’infezione di BA.1.
Nelle persone non vaccinate la suscettibilità è ancora più alta, come emerge da una ricerca coordinata dall’Africa Health Research Institute di Durban in Sudafrica e pubblicata sulla piattaforma medRxiv.
Nei soggetti non vaccinati, infatti, la riduzione di efficacia degli anticorpi è stata di 36 volte rispetto a BA.4 e 37 volte rispetto a BA.5. Nei vaccinati il calo è stato molto più contenuto, con una differenza protettiva di circa 5 volte.
«BA.4 e BA.5 hanno il potenziale per provocare una nuova ondata di infezione», hanno concluso i ricercatori. In Italia, al momento, sono solo 4 i pazienti infettati da BA.4 (tra quelli sequenziati), mentre finora non è …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Omicron, reinfezione, contagio,

Spasticità pediatrica, cura con il microbisturi

Svolta nel trattamento della condizione che colpisce 3 bambini su 1000

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Un microbisturi (appena 1 millimetro di larghezza) per intervenire sulle fibre muscolari danneggiate e correggere il disturbo senza incisioni né punti di sutura, riducendo al minimo dolore e tempi di recupero.
È la nuova tecnica chirurgica mininvasiva per la cura della spasticità sviluppata dall’équipe di Neuro-Ortopedia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, unico Centro in Italia a eseguire questo tipo di intervento. Circa 500 i bambini e i ragazzi trattati con successo dal 2018 a oggi. Il nuovo metodo, che nella gran parte dei casi può sostituire la tecnica tradizionale “a cielo aperto”, è stato descritto sulla rivista scientifica Osteology MDPI.
La spasticità è una condizione che nel mondo interessa in media 3 bambini su 1000 nati vivi. Deriva da un danno alle aree del cervello o del midollo spinale che controllano il tono e l’attività dei muscoli in movimento ed è caratterizzata …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | spasticità, bisturi, bambini,

Beta-talassemia, trasfusioni ridotte grazie a luspatercept

La nuova molecola diminuisce il fabbisogno trasfusionale e le complicanze

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Cambia la vita dei pazienti con beta-talassemia trasfusione dipendente, malattia genetica del sangue che causa una grave anemia e che colpisce oltre 5000 persone in Italia.
La loro esistenza è condizionata dai frequenti accessi ai centri specialistici, ogni 2-3 settimane, per soddisfare il fabbisogno trasfusionale. La disponibilità di una nuova molecola, luspatercept, da dicembre 2021 rimborsata anche in Italia, può consentire oggi di allungare gli intervalli tra le varie sedute o di diminuire le unità di sangue da trasfondere. Nello studio internazionale BELIEVE, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ e che ha coinvolto 336 pazienti affetti da talassemia trasfusione dipendente, il 70% dei pazienti trattati con luspatercept ha ottenuto una riduzione del 33% del fabbisogno trasfusionale in un qualsiasi intervallo di tempo di 12 settimane. Questi risultati hanno condotto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | talassemia, sangue, trasfusioni,

I benefici dell’acqua iperozonizzata

Potenzialità medicali riconosciute dalla comunità scientifica

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L’elenco è lungo. Viene usata per contrastare disturbi alla pelle, come eczemi, dermatiti, ulcere; per l’igiene della bocca, sia per prevenzione che in caso di infezioni; nel trattamento di cistiti e altri disturbi all’apparato urogenitale. E ancora, in caso di infezioni da Rhinovirus, infezioni agli occhi, disbiosi intestinale, mal di gola, per fare lavaggi nasali. L’acqua iperozonizzata insomma non è affatto “semplice acqua”. Eppure, intorno a questo rimedio c’è ancora scetticismo.
Nonostante rappresenti una pratica terapeutica ampiamente utilizzata in Italia e nel mondo, infatti, non sempre viene percepita come un rimedio medicale. Sarà che costa relativamente poco, che si può ottenere attraverso un apparecchio elettromedicale, oggi alla portata di tutti, o forse a far storcere il naso è il fatto che funzioni per contrastare tanti tipi di disturbi. La domanda sorge spontanea: come …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | gola, batteri, virus,

Covid, possibile la gestione ambulatoriale dei pazienti

Studio ne dimostra l’efficacia e la sostenibilità

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Nell’autunno 2020, all’inizio della seconda ondata della pandemia, a Milano nascevano alcuni dei primissimi ambulatori hot spot COVID-19 in Italia: un luogo in cui i malati COVID-19 a media intensità – i cosiddetti “paucisintomatici” – potevano precocemente ricevere assistenza specialistica e terapie specifiche senza necessariamente essere ricoverati in ospedale.
Un anno dopo l’introduzione di questo servizio, i medici dell’Ospedale San Raffaele hanno coordinato la stesura di uno studio pubblicato oggi su Frontiers in Medicine in cui riportano l’esperienza preliminare di gestione ambulatoriale dei pazienti COVID-19 attraverso un approccio innovativo di erogazione delle cure. Lo studio è stato coordinato dalla professoressa Patrizia Rovere-Querini, direttrice del programma strategico di Integrazione Ospedale-Territorio e responsabile dell’hot spot Covid-19 dell’IRCCS Ospedale San …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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