Il sonno e i suoi disturbi

Tante le ore di sonno perse negli ultimi decenni

Insonnia_3126.jpg

Dormire è un processo biologico indispensabile all’essere umano. Passiamo un terzo della nostra vita a letto, ma non sempre ci rendiamo conto di quanto importante sia riposare bene.

«Nelle società tecnologicamente avanzate vivono intere popolazioni deprivate di sonno che, nella maggior parte dei casi, non sanno di esserlo – spiega Sergio Garbarino, neurologo, professore di Neuroscienze dell’Università di Genova e organizzatore della Convention Italia Sonno 2019 -. In occidente, le ore di sonno medie sono passate dalle sette ore e mezza alle sei».

Una cattiva abitudine che non riguarda solo i giovani: «Pure per gli adulti è difficile compensare durante il fine settimana le ore di sonno perdute nei cinque giorni precedenti.

Vene varicose, ci pensa la scleroterapia

Quasi una donna su due ne soffre nel corso della vita

varie_9804.jpg

Fastidioso inestetismo ma anche “spia” che può nascondere problemi di salute seri. Sono le vene varicose, una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni.

Ma non è solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava: gonfiori e arrossamenti – oltre al senso di pesantezza dovuto al caldo – fanno aumentare in questo periodo dell’anno le richieste di interventi di scleroterapia, per migliorare non solo la salute ma anche l’aspetto delle gambe, più esposte in estate.

Si stima che in tutto il mondo in una sola giornata oltre 9 milioni di persone si sottopongano a questo trattamento – afferma il Dott. Paolo Casoni, Vice Presidente dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI) e direttore del Dipartimento del Centro Ippocrate – Vein Clinic di Parma.

Encefalite da zecca, si può prevenire

Rischio sottovalutato, ma condizione pericolosa

Varie_10108.jpg

Negli ultimi 30 anni il numero di casi di encefalite da zecca (TBE), una delle malattie più pericolose trasmesse dal morso di zecche infette, è aumentato di quasi il 400%.

La TBE si può manifestare con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare sin-tomi neurologici a lungo termine, e in alcuni casi anche la morte.

Eppure, la conoscenza di questa malattia e dei rischi che comporta sono poco noti in Italia, così come le forme di prevenzione attuabili.

Lo conferma una recente ricerca svolta in 20 Paesi europei da GfK SE1 per conto di Pfizer su un campione di oltre 50.000 intervistati di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Trapianti, dove operarsi in Italia

Le strutture migliori e più attrezzate per questa delicata operazione

Varie_4455.jpg

Dove operarsi se c’è la necessità di un trapianto d’organo?
Su www.doveecomemicuro.it le classifiche dei 5 centri che effettuano un numero maggiore di interventi.

In cima, per volume di trapianti di rene e pancreas, c’è l’Azienda Ospedaliera di Padova. Il Presidio Ospedaliero Molinette – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino e il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano risultano primi rispettivamente per il trapianto di polmone e quello di cuore.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello – di Pisa è al primo posto per il trapianto di fegato.

Malattia di Huntington, nuovi approcci terapeutici

Patologia da affrontare in maniera sistematica

Biomarcatori per il monitoraggio della terapia, modelli terapeutici innovativi e il ruolo dei pazienti all’interno del processo di ricerca.

Sono tre i messaggi chiave emersi al termine della 14° Conferenza Annuale organizzata dalla CHDI Foundation sulla malattia di Huntington.

La malattia di Huntington è una rara malattia neurodegenerativa più diffusa di quanto si immagini. Infatti, in Europa e negli USA, la frequenza è stimata in 10-14 casi per 100.000 abitanti. Nel nostro Paese, la frequenza, anche se sottostimata, si aggira intorno agli 11 casi per 100.000 persone. Quindi, calcoliamo di avere circa 6.000-6.500 persone malate solo in Italia, ma trattandosi di una malattia genetica dominante, le persone a rischio di ereditare la mutazione salgono a 30.000-40.000.

Allergia ai pollini, cosa fare

I consigli degli esperti per salvaguardare i bambini

Minuscoli granellini che permettono alle piante di riprodursi. Nel periodo dell’impollinazione si muovono nell’aria, trasportati dal vento, dagli insetti.
È il polline, quel pulviscolo giallo o arancione prodotto dalle piante, che in misura sempre crescente crea disturbi nella salute dei soggetti allergici, soprattutto in primavera.

Primavera e stagione dei pollini è infatti un binomio sempre più stretto, sia perché il numero delle persone allergiche in Italia aumenta sempre più, sia perché i periodi di fioritura si allungano a vista d’occhio.

Da marzo a luglio la concentrazione di pollini cresce soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose perché i pollini sono più leggeri e meglio trasportati nell’aria. La stessa concentrazione si riduce con la pioggia ed è più elevata la sera rispetto al primo mattino.

La tecnica Ozaki per ricreare la valvola aortica malata

Senza applicare protesi e senza pericolo di rigetto

Varie_3019.jpg

Si può sostituire la valvola aortica malata senza ricorrere a protesi artificiali e senza il rischio di rigetto. È possibile grazie alla tecnica Ozaki, che crea una valvola ex novo ritagliando “su misura” il pericardio.

La tecnica è stata ideata dallo specialista giapponese Shigeyuki Ozaki, ed è ora applicata anche in Italia ad esempio presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola e la sua Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare coordinata dal Dott. Alberto Albertini.

La tecnica è indicata per i casi di bicuspidia aortica, vale a dire quando la valvola presenta due cuspidi invece di tre. Si tratta di una malformazione che colpisce circa il 3 per cento della popolazione. La caratteristica non implica necessariamente un difetto di funzionamento, ma può associarsi a un deterioramento più rapido rispetto a una condizione di normalità.

La terapia enzimatica sostitutiva per la Malattia di Pompe

Aumenta l’aspettativa di vita grazie alle nuove cure

Varie_13421.jpg

Determina una debolezza muscolare ingravescente che può rendere difficile, se non impossibili, semplici azioni come camminare o alzarsi da una sedia negli adulti, e portare al decesso in età neonatale.

È la Malattia di Pompe, una patologia neuromuscolare rara e cronica che colpisce in Italia circa 300 pazienti. In totale i casi stimati nel mondo sono circa 10mila e può interessare sia i bambini, sia gli adulti. Per fare il punto sulle ultime novità scientifiche si svolge a Milano il Convegno Nazionale La Malattia di Pompe.

È causata da un difetto enzimatico, il deficit di alfa 1-4 glucosidasi acida o maltasi acida (GAA) – afferma il prof. Maurizio Moggio, Responsabile Scientifico del Convegno che si tiene a Milano e già Presidente dell’Associazione Italiana di Miologia (AIM).

Tatuaggi, attenti agli inchiostri killer

Presenza di metalli pesanti e batteri pericolosi

Varie_11293.jpg

Amanti dei tatuaggi, attenti a quel che fate. Il ministero della Salute ha disposto il ritiro di tre coloranti utilizzati per comporre tatuaggi: Green Beret, Black Mamba e Sailor Jerry Red. Sono considerati potenzialmente cancerogeni e quindi molto pericolosi per la salute.

Anche l’Associazione italiana tatuatori riuniti, attraverso il presidente Geppi Serra, lancia un allarme sulla presenza di un inchiostro potenzialmente pericoloso.

Questo inchiostro – spiega Serra all’AdnKronos Salute – denominato ‘Dynamic’, viene esportato dalla Killer Ink e venduto soprattutto nelle fiere di tatuaggi. Costa un po’ meno di un inchiostro di qualità usato in studi certificati. A dire il vero alcuni importatori appongono etichette su cui è scritto che non deve essere usato per i tattoo.

Leucemia, nuova terapia immunogenetica

Dati positivi su CAR-CD44v6

Leucemia_2654.jpg

In avvio una sperimentazione in Italia sulla terapia immunogenetica CAR-CD44v6 sviluppata da MolMed per leucemia e mieloma.

MolMed ha ottenuto infatti da AIFA l’autorizzazione ad avviare in Italia la sperimentazione clinica di fase I/II first in man con il proprio CAR-T CD44v6 per il trattamento di pazienti con leucemia mieloide acuta (“AML”) e mieloma multiplo (“MM”).

La sperimentazione clinica multicentrica di fase I/II rientra nel progetto europeo EURE-CART Horizon 2020, di cui MolMed è coordinatore e sponsor. È prevista la partecipazione di 5 centri clinici: due in Italia (Ospedale San Raffaele di Milano, centro coordinatore dello studio clinico, e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) e tre in altri Paesi europei, Spagna, Germania e Repubblica Ceca.