I batteri della parodontite minacciano il cervello

In sperimentazione piccole molecole in grado di bloccarli

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Il soggetto colpito da parodontite deve fare i conti anche con potenziali danni cerebrali. Infatti, i batteri presenti nella bocca a causa della malattia del cavo orale possono viaggiare attraverso l’organismo e raggiungere il cervello, producendo tossine legate ad esempio alla malattia di Alzheimer.
A descrivere il meccanismo è Jan Potempa, ricercatore della University of Louisville School of Dentistry.

I batteri in questione sono i Porphyromonas gingivalis, trovati in campioni di tessuto cerebrale di pazienti morti a causa dell’Alzheimer.

Questo batterio – spiega Mario Aimetti, presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SidP) – inizia a infiltrarsi nelle gengive durante l’adolescenza e circa il 20% dei giovani adulti ne presenta bassi livelli in bocca.

Vene varicose, ci pensa la scleroterapia

Quasi una donna su due ne soffre nel corso della vita

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Fastidioso inestetismo ma anche “spia” che può nascondere problemi di salute seri. Sono le vene varicose, una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni.

Ma non è solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava: gonfiori e arrossamenti – oltre al senso di pesantezza dovuto al caldo – fanno aumentare in questo periodo dell’anno le richieste di interventi di scleroterapia, per migliorare non solo la salute ma anche l’aspetto delle gambe, più esposte in estate.

Si stima che in tutto il mondo in una sola giornata oltre 9 milioni di persone si sottopongano a questo trattamento – afferma il Dott. Paolo Casoni, Vice Presidente dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI) e direttore del Dipartimento del Centro Ippocrate – Vein Clinic di Parma.

Tumori neuroendocrini, approvato nuovo farmaco

Disponibile il radiofarmaco Lutathera

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Una buona notizia per molti pazienti affetti da tumori neuroendocrini (NET): l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nei giorni scorsi ha approvato il lutezio (177Lu) oxodotreotide (Lutathera). Il farmaco, che già aveva ottenuto l’approvazione da parte della Commissione Europea, è indicato per il trattamento di pazienti adulti con tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) ben differenziati, progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina.

Di questo importante passo avanti per la Sanità italiana – ma soprattutto per i pazienti – si è molto discusso nel corso della Tavola rotonda “La teragnostica come medicina di precisione nel management dei NET” tenutasi sabato 13 aprile al PalaCongressi di Rimini, durante il XIV Congresso Nazionale di Medicina Nucleare.

Le staminali rigenerano il fegato

Utile per evitare il trapianto in caso di cirrosi

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I pazienti affetti da cirrosi potrebbero evitare il trapianto grazie a una nuova tecnica che prevede l’infusione di cellule staminali direttamente nel fegato. “Nei prossimi mesi inizieremo il trattamento di 20 pazienti”, spiega Domenico Alvaro, direttore del Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione della Sapienza di Roma.

Il nostro approccio – racconta l’esperto, presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) – impiega cellule staminali residenti nel fegato. Abbiamo già trattato in una prima fase 3 soggetti cirrotici in stadio avanzato, dimostrando la sicurezza di questo approccio. Mentre qui a Vienna presentiamo dati sperimentali che mostrano come queste cellule, in vitro, abbiano capacità riparatrici.

Lo splicing alternativo che nutre il tumore

Scoperto un nuovo meccanismo che modifica i vasi tumorali

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Nei vasi sanguigni del tumore ovarico, una delle cause più comuni di morte per cancro nella popolazione femminile tra i 50 e i 69 anni, viene prodotta una nuova variante delle proteina L1, a cui è stato dato il nome di L1-deltaTM, attraverso un meccanismo di ‘taglia e cuci’ noto come splicing alternativo.

A scoprirlo è un gruppo di ricerca dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm) di Pavia guidato da Claudia Ghigna, sostenuto dall’Airc-Associazione italiana per la ricerca contro il cancro e in collaborazione con il gruppo di Ugo Cavallaro dello Ieo di Milano.

Attraverso lo splicing alternativo i mattoni che formano i geni umani possono essere montati in vari modi, consentendo a un singolo gene di produrre proteine differenti.

Cancro al colon, l’importanza del microbioma intestinale

Nesso evidente fra la popolazione batterica e il rischio di cancro

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C’è una forte correlazione tra la composizione del microbioma intestinale e il cancro al colon-retto. La popolazione batterica intestinale di una persona colpita da questo tipo di tumore presenta delle caratteristiche specifiche.

Il collegamento è stato registrato con chiarezza da un gruppo di ricerca del Dipartimento Cibio dell’Università di Trento in collaborazione con team allo Iigm (Istituto italiano per la medicina genomica) di Torino, al Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e allo Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano nell’ambito di una più ampia collaborazione scientifica internazionale. I risultati dello studio, realizzato grazie a un finanziamento della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), sede provinciale di Trento, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine”.

L’agopuntura riduce il dolore oncologico

Nuovo studio clinico per pazienti con tumore al seno

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L’Istituto Europeo di Oncologia ha avviato un nuovo studio clinico sui benefici dell’agopuntura nel controllo del dolore, dell’ansia e gli altri effetti avversi che, in varia misura, insorgono dopo ogni intervento chirurgico.

La ricerca è stata presentata e accolta con grande interesse al Congresso internazionale “Dolore e Agopuntura”, conclusosi ieri a Milano, organizzato dalla Società italiana di Agopuntura e dalla Scuola di agopuntura So Wen.

Lo studio confronta l’efficacia nel controllo del dolore tra l’agopuntura e la terapia antidolorifica standard post-operatoria nelle pazienti con tumore del seno di piccole dimensioni, sottoposte a intervento chirurgico conservativo in regime di day surgery.

Sarcoma di Ewing, nuovo protocollo migliora i sintomi

Radioterapia a dosi ridotte per aumentare la qualità di vita

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Un nuovo protocollo messo a punto da ricercatori italiani migliora l’approccio terapeutico per il sarcoma di Ewing, tumore che colpisce in prevalenza bambini e adolescenti.

Il protocollo è stato preparato da un team dell’Ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli diretto dal direttore della Struttura Complessa di Oncologia Pediatrica Massimo Eraldo Abate.

Il sarcoma di Ewing colpisce il più delle volte le ossa del bacino, degli arti e del torace. In un quarto dei casi, purtroppo, si manifesta già con metastasi, soprattutto nei polmoni.

Il protocollo italiano prevede un ciclo di chemioterapia, 8 settimane di intervallo e un ciclo di radioterapia a dosi ridotte.

Ad ogni età il suo sport

L’importanza dell’attività fisica in tutte le fasi della vita

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Praticare un’attività fisica è importante in ogni fascia d’età. A ribadirlo sono gli esperti della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) in vista della Giornata mondiale dello sport, che verrà celebrata il 6 aprile.

L’attività fisica si associa all’allegria e alla gioia di vivere e alla possibilità di dividere esperienze all’interno di un gruppo spronando l’individuo a superare i propri limiti. Non è un caso che questa Giornata dedicata allo Sport si festeggi proprio il 6 aprile, data nella quale si inaugurarono i primi Giochi Olimpici dell’Era Moderna ad Atene nel 1896.

Ogni età ha i suoi sport e ogni età trova un beneficio nello sport.

La terapia enzimatica sostitutiva per la Malattia di Pompe

Aumenta l’aspettativa di vita grazie alle nuove cure

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Determina una debolezza muscolare ingravescente che può rendere difficile, se non impossibili, semplici azioni come camminare o alzarsi da una sedia negli adulti, e portare al decesso in età neonatale.

È la Malattia di Pompe, una patologia neuromuscolare rara e cronica che colpisce in Italia circa 300 pazienti. In totale i casi stimati nel mondo sono circa 10mila e può interessare sia i bambini, sia gli adulti. Per fare il punto sulle ultime novità scientifiche si svolge a Milano il Convegno Nazionale La Malattia di Pompe.

È causata da un difetto enzimatico, il deficit di alfa 1-4 glucosidasi acida o maltasi acida (GAA) – afferma il prof. Maurizio Moggio, Responsabile Scientifico del Convegno che si tiene a Milano e già Presidente dell’Associazione Italiana di Miologia (AIM).