Cura per le bronchiectasie non legate alla fibrosi cistica

Lo studio PROMIS-I ottiene risultati postivi

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Buone notizie per chi soffre di bronchiectasie non legate alla fibrosi cistica (Non-Cystic Fibrosis Bronchiectasis – NCFB). Lo studio di fase 3 PROMIS 1 condotto dall’azienda farmaceutica italiana Zambon, presentato al meeting annuale della European Respiratory Society (ERS), ha ottenuto risultati incoraggianti per la cura di questa patologia respiratoria cronica che colpisce da 486 a 1.106 ogni 100.000 persone, con un’incidenza maggiore tra le donne e gli anziani.
Spesso causate da infezioni del batterio Pseudomonas aeruginosa, le bronchiectasie provocano infiammazioni dei polmoni che comportano sintomi come tosse, espettorato e dispnea, ma sono comuni anche rinosinusite, affaticamento, emottisi e dolore toracico. Questi sintomi hanno un impatto significativo sulle persone affette da brochiectasie, provocando problemi respiratori e fisici, come difficoltà a camminare. Inoltre, la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bronchiectasie, batterio, polmoni,

Lo stress si può prevenire controllando le staminali

Un semplice esame del sangue può prevenire l’invecchiamento precoce

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È possibile monitorare e combattere lo stress anche attraverso un semplice esame del sangue. Bisogna controllare i livelli delle staminali, quelle cellule che hanno il compito di “riparare” i danni che ogni giorno si verificano nel nostro organismo.
In questo modo è possibile contrastare l’esaurimento tipico di questo momento dell’anno.
È quanto afferma il prof. Eugenio Caradonna, presidente della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica (SIMCRI). “Il cambio di stagione, il Covid e i consueti problemi personali possono trasformare settembre in un mese “nero” per milioni d’italiani. Si calcola infatti che un italiano su tre soffra di alti livelli di stress – sottolinea Caradonna -. Non si tratta quindi di trascurabile e limitato problema di salute in quanto l’esaurimento svolge un’azione molto dannosa sull’intero organismo e sulla nostra capacità di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | stress, staminali, sangue,

Gazzetta Marathone: il 4 e 5 luglio, milioni di passi un unico cuore

Il 4 e il 5 luglio si tiene la Gazzetta Marathone, il primo evento sportivo di massa senza aggregazione. Non si tratta di una gara, ma è un grande evento collettivo fatto di attività fisica, solidarietà e spettacolo. 

La Gazzetta Marathone si svolge sabato 4 e domenica 5 luglio in una 24 ore non stop: corri o cammina ovunque ti trovi, nelle strade, nelle piste, nei parchi, e sarai virtualmente connesso a tutti gli altri partecipanti in una grande sfida benefica da vincere insieme, ognuno secondo le proprie forze e capacità.

COME ISCRIVERSI E PARTECIPARE

  1. Per partecipare basta iscriversi su www.gazzettamarathone.it e scegliere a quale associazione devolvere la quota di iscrizione tra le associazioni che partecipano al programma:

RUNFOREMMA & FRIENDS ONLUS

AIL ONLUS

AISM MILANO

AMICI DEL TRIVULZIO

ASSOCIAZIONE CAF ONLUS

ASSOCIAZIONE GOGREEN

ASSOCIAZIONE UNITÀ SPINALE

AZIONE CONTRO LA FAME

BISTARI BISTARI ONLUS

CBM ITALIA ONLUS

CIAOLAPO

COMITATO MARIA LETIZIA VERGA ONLUS

COMPAGNIA DEL PERÙ

DIANOVA

DYNAMO CAMP

FONDAZIONE AIRC

FONDAZIONE CLS

FONDAZIONE G. E D. DE MARCHI ONLUS

FONDAZIONE LAUREUS ITALIA ONLUS

FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA ONLUS

FONDAZIONE VERONESI

GRUPPO L’IMPRONTA

HOPE

LIFC

LILT-LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI DI MILANO

SPORT SENZA FRONTIERE ONLUS

UNA MANO PER…

VIDAS

Ogni tuo passo sarà dedicato alla causa che hai scelto di sostenere.

  1. Riceverai una mail con il tuo pettorale e le istruzioni per tracciare il tuo percorso il week end dell’evento
  2. Il 4 e il 5 luglio scegli tu quando, dove e quanto correre o camminare
  3. Condividi la tua partecipazione sui tuoi social preferiti: più siamo meglio è!

PARTECIPA ovunque ti trovi, il tuo percorso si somma a quello di tutti per unire virtualmente l’Italia e gli italiani.

DONA e contribuisci alla raccolta benefica a favore di una delle charity coinvolte.

CONDIVIDI la tua esperienza con #GAZZETTAMARATHONE

GUARDA i 3 appuntamenti live su Gazzetta.it per seguire l’evento in diretta con i grandi i campioni dello sport e non solo:

HAI DOMANDE? QUI TROVI LE RISPOSTE ALLE DOMANDE FREQUENTI >>

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Hiv, fondamentale il controllo del peso

Il cambio di terapia può aiutare a limitare l’aumento di peso

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I farmaci antiretrovirali hanno cambiato radicalmente le prospettive di milioni di pazienti affetti da Hiv. Da anticamera dell’Aids e quindi del decesso, l’Hiv si è trasformato in infezione cronica e gestibile attraverso i nuovi seppur costosi medicinali.

Per questo, il numero di persone oltre i 65 anni con Hiv è destinato ad aumentare in maniera determinante nei prossimi anni, portando con sé nuovi problemi.

“Nella gestione del paziente con Hiv diventa prioritaria la gestione delle comorbosità, soprattutto dal punto di vista del rischio cardiovascolare. Iniziando dal controllo dell’aumento del peso corporeo che è strettamente correlato all’insorgenza della sindrome metabolica”, spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Stop al seno bombastico

Le supermaggiorate non vanno più di moda

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Le super maggiorate plasticose in stile “Baywatch” non vanno più di moda. Corpi armonici e seni prosperosi sono il nuovo ideale di bellezza. I modelli a cui si ispirano le donne, soprattutto le italiane, sono le star sudamericane come Belen Rodriguez, Salma Hayek e Jennifer Lopez, icone sexy dalle forme generose, seno “pieno” ma non eccessivo e assolutamente proporzionato con il resto del corpo.

“Così come sono cambiati i canoni di bellezza nella società, allo stesso modo sono mutati i modelli di riferimento nella chirurgia estetica”, spiega il chirurgo plastico internazionale Luciano Perrone, medico associato alla Federazione Italiana Medici estetici.

Questo ideale di bellezza sudamericano – prosegue – nasce dalle proporzioni perfettamente armoniche di tutte le curve del corpo. A partire dalle proporzioni del seno.

Tumore allo stomaco e rischio di sbalzi glicemici

La gastrectomia può provocare problemi di controllo glicemico

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La maggior parte dei pazienti operati per un tumore allo stomaco può andare incontro a un maggior rischio di sbalzi glicemici dopo la gastrectomia. Lo afferma uno studio promosso dalla Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc) in collaborazione con il Gruppo italiano di ricerca sul cancro gastrico (Gircg) e l’Associazione “Vivere senza stomaco si può Onlus”.

Secondo i dati preliminari dello studio, l’89% dei pazienti operati ha sintomi da ipoglicemia reattiva con debolezza, vertigini, sudorazione e vampate di calore o una dumping syndrome, nella quale a questi sintomi si aggiungono dolore con distensione addominale, nausea e vomito.

Si tratta del primo studio ad analizzare la prevalenza degli sbalzi glicemici nei pazienti gastroresecati.

Coronavirus, un interruttore accende l’infezione nel corpo

Il ruolo fondamentale svolto dalle integrine

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Sars-CoV-2 riesce a invadere il nostro organismo servendosi delle integrine, proteine espresse da tutte le cellule umane che funzionano come interruttori universali.

A scoprirlo è uno studio pubblicato su Microorganism da un team italiano e presentato da Arnaldo Caruso, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’Università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, al Congresso nazionale della Società italiana di virologia che si è svolto in modalità telematica.

“Tra le tematiche affrontate non è mancato un update sul virus che ci ha cambiato la vita. Molti sono stati gli studi condotti sul coronavirus pandemico e i relativi dati scientifici presentati”.

Vaccino nei piccoli pazienti con malattie reumatologiche

Le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria

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Gli esperti della Società Italiana di Pediatria hanno stilato delle raccomandazioni per la somministrazione del vaccino anti-Covid nei pazienti pediatrici con malattie reumatologiche.

Gli obiettivi della vaccinazione in questa fascia di età sono:

– garantire la copertura vaccinale ad un’ampia percentuale della popolazione (i soggetti di età compresa fra 0-18 anni sono circa il 16% della popolazione generale);
– proteggere i soggetti fragili sia con la vaccinazione degli stessi che vaccinando gli appartenenti al loro nucleo familiare (fratelli, parenti stretti, compagni di scuola e di attività ludico-ricreative);
– prevenire la sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (MIS-C) e il long-COVID.

Diagnosi più facile per la celiachia

Le nuove raccomandazioni eliminano la necessità della biopsia intestinale

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Non c’è più bisogno della biopsia intestinale per certificare la diagnosi di celiachia nei bambini. È il risultato delle nuove raccomandazioni europee emanate dalla Società europea di gastroenterologia pediatrica presentate nel corso dell’ultimo congresso della Società italiana di pediatria.

I celiaci italiani sono circa 225.000, dei quali circa 52 mila minorenni, ma la celiachia rimane sottostimata e si pensa che i malati in tutto siano almeno il triplo, cioè più o meno l’1 per cento della popolazione italiana.

“Si tratta di un unicum che riguarda solo i bambini europei: le nostre linee guida, infatti, si discostano da quelle nord-americane”, ha spiegato Riccardo Troncone, professore di pediatria alla Federico II di Napoli e presidente della Società internazionale per lo studio della celiachia nel corso del Congresso della Società italiana di pediatria.

Niente alcol con la fibrillazione atriale

Si riduce così il rischio di ictus cerebrale

Chi soffre di fibrillazione atriale dovrebbe evitare di consumare alcol. Lo dice un corposo studio pubblicato sullo European Heart Journal da un team dell’Università della Corea e dell’Università di Liverpool.

La rinuncia all’alcol nei pazienti colpiti dall’aritmia più comune nella terza età ha l’effetto di ridurre il rischio di insorgenza di un ictus, che di per sé è 5 volte più frequente in questa popolazione. Nel corso dei 5 anni di follow up, i ricercatori hanno osservato 3.120 casi di ictus cerebrale, che colpiva con maggior frequenza chi era solito bere alcol.

“Per quanto riguarda i disturbi del ritmo cardiaco, studi osservazionali hanno generalmente dimostrato che il consumo di alcool aumenta il rischio di fibrillazione atriale, scompenso cardiaco e ictus emorragico”, spiega Ciro Indolfi, presidente della società Italiana di Cardiologia.