Covid-19, niente danni permanenti alla vista

Neanche al microcircolo sanguigno secondo uno studio

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Una buona notizia per chi è guarito da Covid 19. La malattia non lascia danni a livello del microcircolo sanguigno, elemento sotto osservazione dei ricercatori per il coinvolgimento del virus in fenomeni di microtrombi. E non ha strascichi neanche sulla vista.

A confermarlo il professor Stanislao Rizzo, ordinario di Oftalmologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’UOC di Oculistica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che anticipa il risultato emerso dai dati preliminari, raccolti sui pazienti guariti nell’Ambulatorio post Covid del Gemelli, diretto dal professor Francesco Landi – direttore dell’UOC di Riabilitazione geriatrica del Gemelli e docente di Medicina interna e geriatria all’Università Cattolica – dove le persone che hanno superato la malattia vengono sottoposti a un check up multidisciplinare completo.

Ricetta golosa muffin light bicolor allo yogurt

Se non ci fossero i muffin light bisognerebbe inventarli! Sono la classica ricetta golosa che ti fa fare un figurone, assolve al suo compito ovvero di soddisfare la tua voglia di dolce senza però farti venire i sensi di colpa.

Partendo dal presupposto che i sensi di colpa in qualsiasi caso non dovrebbero venirti, dobbiamo ammettere che siamo umani e quindi ogni tanto davanti ad uno sgarro, facciamo un eccessivo mea culpa.

La ricetta dei muffin light è facilissima da preparare e soprattutto siamo certe che nella tua dispensa e frigorifero (non necessariamente fit) avrai ognuno di questi ingredienti.

Ricetta muffin light bicolor al cacao fondente e farina d'avena
Ricetta muffin light bicolor al cacao fondente e farina d’avena

Ricetta golosa muffin light bicolor al cacao fondente e farina d’avena

Per la parte al cacao 

  • 70 gr di farina d’avena
  • circa 30 ml di albumi
  • cacao extra fondente a piacere
  • 2 cucchiai da tavola di yogurt magro
  • un cucchiaio di miele

Per la parte bianca

  • 70 gr di farina d’avena
  • circa 30 ml di albumi
  • 2 cucchiai da tavola di yogurt magro
  • un cucchiaio di miele

Per la glassa 

  • Due cucchiai di miele
  • cacao extra fondente a piacere

Come procedere 

  • In un contenitore versare farina d’avena, albumi e yogurt.
  • Una volta ottenuto un composto non troppo denso, aggiungere il miele e mettere da parte il contenitore
  • Ripetere la stessa operazione per la parte al cacao con l’aggiunta del cacao extra fondente
  • In uno stampo per muffin versare prima il composto al cacao e successivamente quello bianco
  • Assicurati di versarne in parti uguali, senza riempirli fino all’orlo
  • Preriscalda il forno a 220°
  • Per la grassi mettere in un pentolino il miele con il cacao e farlo sciogliere e amalgamare senza mettere direttamente il pentolino sul fuoco altrimenti rischieresti di bruciare il miele
  • Fai cuocere i muffin per circa 20 minuti. In ogni caso fai il classico check dello stuzzicadenti per controllare la cottura.
  • Una volta sfornati lascia raffreddare il tutto per 10 minuti e versa sopra la glassa

Ricetta cena leggera: parmigiana di melanzane light

Partiamo dal presupposto che siamo delle grandissime fan delle melanzane se poi aggiungi pomodoro, basilico e fior di latte esce fuori una ricetta cena leggera di uno dei piatti più gettonati della tradizione italiana. Si tratta di una ricetta facilissima da preparare, non richiede grandi doti culinarie, basta solo prestare un po’ di attenzione alla fase di cottura. Nell’articolo saranno date delle indicazioni di massima, ma vi invitiamo a buttare un’occhio mentre il piatto è in forno.

Ricetta cena leggera: parmigiana light

Ingredienti parmigiana light 

  • 2 melanzane
  • passata di pomodoro
  • 150 gr di fior di latte
  • un pizzico di sale
  • olio
  • tanto basilico
  • pan grattato

Come procedere per realizzare la parmigiana light 

  • A differenza della tradizionale parmigiana che vede le melanzane tagliate in lungo, in questo caso sono state tagliate a rondelle
  • La raccomandazione è di non tagliarle troppo sottili altrimenti in forno brucerebbero e possibilmente di tagliarle della stessa altezza in maniera tale da farle cuocere in maniera uniforme
  • Posiziona la carta forno sulla piastra da forno e inizia a mettere le melanzane
  • Nel frattempo preriscalda il forno a 220°
  • Condisci le melanzane con un pizzico di sale e un filo d’olio
  • Inforna e lascia cuocere per circa 15 minuti
  • Il minutaggio in questo caso è generico, ti consigliamo infatti di dare un’occhiata alla cottura onde evitare che le melanzane si brucino
  • Una volta terminata la cottura, prendere una teglia, la nostra era più una ciotola con bordo molto alto, e iniziare a ricoprire la base di passata di pomodoro.
  • Quindi adagiare il primo strato di melanzane, fior di latte, basilico e ancora passata di pomodoro.
  • Continuare con la procedura fino a che finiscono le melanzane
  • Una volta terminati gli strati finire il tutto con una spolverata di pan grattato, la crosticina che si forma sopra è una vera delizia.
  • Infornare a 220° tenendo sott’occhio la cottura che indicativamente dovrebbe essere intorno ai 20 minuti.

Ricetta fit brioches fatte in casa al farro

Sappiamo che le brioches fatte in casa potrebbero sembrarti una magra consolazione e sostituzione delle tue mattinate al bar. Tra le cose che forse più ci mancano di questa quarantena forza, sono senz’altro le mattinate al bar a prendere un caffè o un cappuccino accompagnati da una brioche calda appena sfornata. Ora che quei giorni sono lontani, non è necessario perdere l’abitudine a gustarsi delle bella brioche fatta in casa bella calda con una caffè appena preparato.

Visto che di tempo ce n’è, realizzare una ricetta fit delle brioches fatte in casa al farro è un ottimo passatempo e sono certa che non ti farà rimpiangere più di tanto la tua classica colazione al bar. La ricetta è semplicissima ed è ideale per un brunch a casa o da gustare come coccola serale con un po’ di crema al cioccolato fondente. Se poi riuscite a fare anche un po’ di gelato, avrete un vero e proprio dessert da gustare deliziandovi

Ricetta fit brioches fatte in casa al farro

  • 175 gr di farina metà Manitoba
  • 175 gr di farina di farro 
  • 10gr lievito di birra in alternativa mezza bustina pane angeli
  • 120ml di latte di mandorla senza  zucchero
  • 50gr di Stevia eritrolo o zucchero moscovado
  • Un pizzico di sale
  • 2 uova

Come procedere 

  • Aggiungere i lieviti al latte e lasciarli sciogliere
  • Verifica che si siano sciolti completamente e aggiungi le farine
  • Armatevi di buona pazienza se non avete la planetaria, e iniziate ad impastare finchè non raggiungete una consistenza del composto elastica. Se avete la fortuna di avere una planetaria, basterà attendere che l’impasto si stacchi completamente dai bordi.
  • Una volta terminata la fase d’impasto, lascia lievitare per almeno 3 ore all’interno di un canovaccio.
  • Dividi l’impasto in base a quante brioches vuoi realizzare e lascia lievitare nuovamente fino al raddoppio
  • Una volta terminata l’ultima fase di lievitazione, metti le brioches su carta forno e fai cuocere per circa 30 minuti a 180°

 

Come mantenersi in forma durante le vacanze di natale

Le vacanze di Natale sono quel periodo dell’anno che più di tutto mette alla prova la tua forza di volontà nel resistere alla tentazione del mangiare senza criterio. Ovviamente, noi di Fit In Hub ti suggeriamo di goderti tutte le prelibatezze che ti vengono presentate, sempre però tenendo presente che hai faticato per raggiungere un certo tipo di obiettivo.

Eccco qualche piccolo suggerimento per mantenersi in forma durante le vacanze di natale

Prova l’interval training.
Dei benefici dell’interval training ne abbiamo parlato in pià di un articolo: è una tipologia di allenamento che ti permette di bruciare un elevato numero di calorie, aiutandoti a migliorare anche le tue performance atletiche. E’ caratterizzato da uno sprint ad elevata intensità e un intervallo di riposo (a bassa intensità).

A tavola, mangia le verdure prima di ogni altra cosa
Dato che le verdure in particolare quelle a foglia verde sono ricche di fibre, potresti sentirti sazia più facilmente oltre a fare il pieno di vitamine e minerali.

Mangia cibi croccanti
Uno studio recente suggerisce che il semplice sentire fatto di masticare cibi croccanti può aiutare a moderare le quantità ingerite. Attenzione però, questo non è un buon motivo per iniziare a spuntini a base di patatine fritte.

Riduci il sale
Sì, troppo sale non è mai positivo per l’organismo. In realtà, le elevate quantità di sale presenti nei nostri cibi sono una delle cause più comuni di  ritenzione idrica. Per tanto se non vuoi accumulare ulteriore peso durante le vacanze sotto forma di liquidi, cerca di eliminare cibi confezionati o particolarmente lavorati.

Non ossessionarti con la bilancia
Il peso può variare a seconda della assunzione di liquidi e dell’ora del giorno in cui si decide di pesarsi. Durante le vacanze dove ci si lascia andare a qualche drink di troppo e qualche dolce in più, controllare i numeri riportati  dalla bilancia non è proprio la decisione più saggia.

Dieta del digiuno intermittente: dimagrire e aumentare la massa muscolare

Nel percorso di dimagrimento è sempre bene affidarsi a medici e nutrizionisti che sappiano consigliare la scelta più adatta, a seconda del proprio stile di vita, delle proprie necessità, delle proprie condizioni di salute. Le diete disponibili sono tante, si differenziano proprio in base a questi aspetti. Alcune sono alquanto estreme e dalla efficacia dubbia, in alcuni casi viene addirittura proposto il digiuno. Nella dieta del digiuno intermittente, infatti, si propone un piano alimentare di questo tipo, basato su periodi in cui si mangia e altri in cui non si ingerisce alcun alimento. La dieta del digiuno intermittente è molto rigorosa e va seguita in modo strettamente rigido, anche se gli schemi possibili sono diversi.

Dieta del digiuno intermittente: i piani alimentari

La dieta del digiuno intermittente non lascia molto spazio a flessibilità e spontaneità. Ci sono tre diversi schemi che si possono seguire:

  1. Si suddivide la giornata in due parti, 8 ore in cui si mangia e 16 ore in cui si digiuna.
  2. Due giorni a settimana (non consecutivi) si riduce l’apporto calorico a un massimo di 500/600 calorie e nei restanti giorni si può mangiare quello che si vuole.
  3. Si mangia un giorno sì e uno no.

Dieta del digiuno intermittente: come funziona

La dieta del digiuno intermittente prevede un consumo limitato di zuccheri, alcolici, carboidrati e grassi. Sì a proteine magre, cereali integrali, frutta e verdura. Importante è capire che la restrizione calorica non deve arrecare carenze nutrizionali, dunque bisogna bilanciare ciò che si assume senza arrecare danni alla salute e all’organismo, magari aggravando patologie preesistenti o incentivando comportamenti scorretti.

Non è per tutti, ma è un buon metodo per ridurre il grasso corporeo e orientarsi verso un’alimentazione sana ed equilibrata, con l’inserimento di attività fisica. In questo modo:

  • cambia l’equilibrio ormonale e il corpo impara a fare un buon uso delle riserve di grassi;
  • migliora la sensibilità insulinica così da bruciare più grassi;
  • aumenta la secrezione dell’ormone della crescita (GH) così da accelerare la sintesi proteica, rendere i grassi disponibili come risorsa energetica e mettere sù muscoli;
  • si attiva l’autofagia, che rimuove le cellule danneggiate, contribuisce al rinnovo cellulare e supporta i processi rigenerativi;
  • il corpo impara a processare in modo più efficiente il cibo consumato.

Efficacia della dieta del digiuno intermittente

Questa dieta è molto efficace se combinata con lo sport, perché si brucia molto più  grasso corporeo, ma è bene tenere a mente alcune cose. L’ideale è includere nella routine sessioni di allenamento della forza e assumere tante proteine; inoltre sarebbe meglio pianificare gli allenamenti prima del pasto più abbondante del giorno, evitandoli nelle fasi di digiuno. È sconsigliato a chi soffre di diabete o pressione alta o alle donne in attesa o in allattamento.

GNA01, una nuova malattia neurologica

Le caratteristiche della patologia che colpisce i bambini

Scoperta da un gruppo di ricerca giapponese appena sei anni fa, è causata da mutazioni di uno specifico gene, denominato appunto GNAO1, che causa epilessia, una forte ipotonia che nella maggior parte dei casi impedisce ai bambini anche la posizione seduta autonoma, ritardo cognitivo spesso associato ad assenza di linguaggio verbale, disturbi del movimento.

I pochi dati a disposizione lasciano presupporre che non si tratti di una malattia degenerativa ma di una condizione stabile nel tempo, sebbene con una grave disabilità. La grande variabilità clinica riportata dai casi esaminati fino ad oggi rende difficile l’inquadramento clinico e lascia molte incertezze circa l’evoluzione della patologia.

L’acronimo GNAO1 sta per “G Protein Subunit Alpha O1”, il gene codifica per la subunità Alpha O1 della proteina G.

Dieta snake, il regime alimentare estremo che si ispira a quello dei rettili

Si chiama dieta del serpente (dieta snake) e come suggerisce il nome si ispira ai modelli alimentari degli animali selvatici a sangue freddo. Non è un piano alimentare facile da seguire, anzi e piuttosto estremo e per questo molto criticato. Si comincia con una fase di disintossicazione (per liberare le tossine), seguita da fasi di digiuno che si concludono con un lungo periodo di mantenimento, per non riacquisire tutti i chili persi e stabilizzare il peso.

L’idea di base è quella di fare, proprio come i serpenti, un pasto molto abbondante e poi digiunare per il resto del giorno (o anche per più giorni consecutivi). Il regime è stato messo a punto da Cole Robinson, che lo associa anche all’assunzione di una bevanda (snake juice) a base di acqua, sale marino e cloruro di potassio, un beverone che serve a integrare gli elettroliti.

Dieta snake: caratteristiche

Si tratta di una dieta a basso contenuto di carboidrati, con pasti a base di molta verdura, poca carne, tante proteine e tanti grassi. I pasti sono intervallati a digiuni e sempre combinati all’assunzione dello snake juice. Essendo una dieta chetogenica ipocalorica e iperproteica, stimola il dimagrimento portando il corpo in chetosi. Questo, però, potrebbe affaticare i reni e portare a conseguenze come la stitichezza o diversi disturbi digestivi.

La perdita di peso avviene velocemente, ma gli effetti rischiano di non essere duraturi nel tempo se le regole base non vengono seguite. Il ritmo pasto-digiuno deve essere costante e ininterrotto, questo è fondamentale.

Certamente non è un ritmo sano, d’altronde l’essere umano non è un rettile e per sua natura, dunque, questo piano alimentare è del tutto inappropriato, per questo motivo secondo diversi biologi e nutrizionisti si tratta, più che di una dieta, solo di una moda, che però può influenzare negativamente il metabolismo e danneggiare la salute. Chi decide di seguirla, si lascia affascinare dall’idea di perdere anche 5 chili in una settimana, ma è un regime drastico e che il più delle volte si rivela controproducente, portando a riprendere in breve tempo i chili persi.

Dieta Sirt del gene magro, perché è così popolare?

La notizia che sta facendo il giro del web è l’incredibile perdita di peso in eccesso di Adele, la cantante, grazie alla dieta Sirt, ovvero la dieta del gene magro. La dieta, alla ribalta di tutti i social nelle ultime ore, sembra avere altre illustri sostenitrici tra cui Pippa Middleton

Cos’è la dieta Sirt o dieta del gene magro?

Sviluppata in Inghilterra da due nutrizionisti che lavorano presso una palestra privata in Inghilterra, la dieta Sirt incoraggia l’ingestione di alcuni cibi che sarebbero particolarmente ricchi di sirtuina ovvero, un gruppo di 7 proteine che, già presenti nel corpo, regolerebbero una serie di funzioni, tra cui metabolismo, infiammazioni e aspettativa di vita.

Quali sono gli alimenti ammessi nella dieta Sirt?

C’è una lista di venti alimenti che sono alla base della dieta Sirt e sarebbero:

Cavolo riccio, vino rosso, fragole, cipolle, soia, prezzemolo, Olio Evo, Cioccolata fondente all’85%, tè verde matcha, grano saraceno, curcuma, noci, rucola, il peperoncino Thai, sedano di montagna (levistico), datteri di Medjool, cicoria rossa, mirtilli, capperi, caffè

Questi alimenti associati ad un regime calorico ristretto, farebbero si che il corpo produca maggiori livelli di sirtuina.

Quali sono i benefici della dieta Sirt?

I benefici della dieta includerebbero la perdita di peso, ma senza andare ad intaccare la massa muscolare, proteggendo inoltre l’organismo da malattie. Inoltre i due autori ritengono che una volta terminata, gli alimenti inclusi nella dieta possono essere facilmente mantenuti nel corso della regolare alimentazioni.

Quali sono i lati negativi della dieta Sirt?

Facendo delle rapidissime ricerche in rete, sembra essere considerata una dieta eccessivamente restrittiva e che lascia poco spazio alle sostituzioni. La maggior parte del peso sembra sia perso nei primi giorni di dieta, tuttavia come sottolineano alcuni esperti, difficilmente si può realizzare la totale assenza di perdita muscolare limitando l’ammontare di proteine giornaliero, diventando così una dieta controproducente anche dal punto di vista metabolico.

In conclusione

Ci sembra di capire che la dieta Sirt sia una di quelle diete lampo, da cui prendere spunto per qualche ricetta al massimo, ma da non adottare come stile alimentare a vita. Troppo restrittiva, sembra che la sua validità non abbia il supporto della scienza. Detto questo, siamo felici di sapere che alcuni dei nostri alimenti preferiti, possano essere inclusi in un piano alimentare sano, ma se tramite l’alimentazione vuoi raggiungere determinati obiettivi, consigliamo sempre di rivolgerti ad un esperto.