Covid, l’Hiv non è il rischio più rilevante

Influiscono di più età avanzata e diabete

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Alla vigilia dell’abolizione delle ultime restrizioni relative all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, restano valide alcune raccomandazioni che suggeriscono prudenza, soprattutto per i soggetti più fragili.
Tra questi, però, non figurano le persone HIV positive: è quanto emerge da uno studio italiano presentato al Congresso ICAR – Italian Conference on AIDS and Antiviral Research di Bergamo.
Le persone con HIV stabilmente curate e con una buona risposta viro-immunologica non si sono rivelate maggiormente esposte ad acquisire l’infezione, ad avere una malattia grave né a morire a causa del Covid.
“In occasione del Congresso ICAR presenteremo il più grosso lavoro italiano sul tema – sottolinea il Prof. Franco Maggiolo, co-Presidente del Congresso – Questo studio, relativo alla fase in cui non erano disponibili i vaccini, prende in considerazione 155 casi di persone con HIV e con …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, Hiv, cellule,

Tumori surrenalici, maggiori rischi per le donne giovani

Potrebbero beneficiare di una normalizzazione del cortisolo

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L’Università di Würzburg e l’Università di Torino hanno guidato il più vasto studio internazionale, retrospettivo, sui tumori surrenalici di scoperta occasionale (incidentalomi). Il lavoro – avviato nel 2015 coinvolgendo centri afferenti all’ENSAT (European Network for the Study of Adrenal Tumors) di 15 diversi Paesi – ha incluso oltre 3600 pazienti ed è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Diabetes & Endocrinology.
Per l’Università di Torino, i Proff. Massimo Terzolo (Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e Giuseppe Reimondo hanno coordinato lo studio che ha dimostrato un eccesso di mortalità nei pazienti con adenoma surrenalico capaci di produrre cortisolo, il principale ormone secreto dalle ghiandole surrenaliche, in modo autonomo e non regolato. Per la prima volta, è stato dimostrato che il rischio di morte varia per età e sesso. Le …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cortisolo, incidentalomi, cardiovascolare,

Malaria, nuove molecole che bloccano la trasmissione

Identificate tre strutture molecolari mai scoperte in passato

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Una collaborazione tra ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’IRBM e del CNR ha identificato grazie a una combinazione di metodi innovativi nuove molecole che bloccano la trasmissione del parassita della malaria dalla persona infetta alla zanzara, primo passo per sviluppare nuovi farmaci per eliminare questa grave malattia infettiva.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Communications Biology.
Rispondendo alla indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di attaccare il plasmodio della malaria su più fronti, i ricercatori hanno collaborato negli ultimi anni alla ricerca di nuove molecole capaci di bloccare la trasmissione del più pericoloso dei parassiti malarici, il Plasmodium falciparum, in un progetto finanziato dal consorzio pubblico-privato CNCCS formato da CNR, ISS e IRBM.
In questo lavoro sono state identificate sette strutture molecolari …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | malaria, molecole, zanzare,

Cancro al seno, i frammenti di Rna influenzano la terapia

Il successo del trattamento ormonale dipende dai frammenti

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Grazie a un algoritmo si potrà prevedere il successo o meno delle terapie ormonali in caso di cancro al seno. In un frammento di Rna si trova infatti la chiave per comprendere la possibile efficacia del trattamento contro il tumore.
Il risultato è frutto del lavoro dei ricercatori dell’Istituto di Candiolo guidati da Filippo Montemurro.
Ogni anno si registrano 55.000 nuove diagnosi di carcinoma mammario: nel 70 per cento dei casi si tratta di un cancro con recettori ormonali positivi nel quale gli ormoni – in particolare estrogeni e progesterone – rappresentano il combustibile delle cellule tumorali e ne stimolano la crescita.
Nel 30-40% dei casi la presenza dei recettori non è sufficiente a garantire il successo della terapia ormonale. Il cancro mostra resistenza riuscendo ad aprirsi nuove strade per proliferare nell’organismo. In quei casi, i medici ricorrono anche alla …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Rna, cancro, seno,

Covid, gli antipsicotici riducono il rischio di infezione

Nei soggetti ricoverati per malattie mentali

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Uno studio pubblicato su Jama Network Open segnala l’effetto protettivo degli antipsicotici di seconda generazione nei confronti di Covid-19 fra i pazienti ricoverati per gravi malattie mentali.
«Gli individui con gravi malattie mentali sono maggiormente a rischio di grave infezione da COVID-19. Diversi farmaci psicotropi sono stati identificati come potenziali agenti terapeutici per prevenire o curare il COVID-19, ma non sono stati esaminati sistematicamente in questa popolazione», spiega Katlyn Nemani del Nathan S. Kline Institute for Psychiatric Research, Orangeburg, New York, prima autrice del lavoro.
Lo studio ha analizzato l’associazione fra uso dei farmaci psicotropi e rischio di infezione da Covid-19 negli adulti con gravi malattie mentali che hanno ricevuto un trattamento psichiatrico ospedaliero a lungo termine in un ospedale psichiatrico di New York fra l’8 marzo e il 1 …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | antipsicotici, Covid, coronavirus,

La dieta del futuro

Una nuova app promette estrema personalizzazione

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Non poteva non nascere l’app che promette di essere definitiva nel campo dell’alimentazione dietetica. La dieta del futuro è già qui e si basa sull’idea di un’alimentazione sempre più personalizzata e automatizzata.
A fare da pionieri su questa strada sono i ricercatori dell’Università di Reading che, attraverso uno studio, hanno testato l’efficacia di una dieta studiata a tavolino da un’app, confrontandone le performance con un regime alimentare tradizionale e fedele semplicemente alle linee guida internazionali.
L’applicazione è stata sviluppata dal Dipartimento di Nutrizione umana e Ingegneria Biomedica dell’Università di Reading e si chiama eNutri. Rosalind Fallaize, biologa nutrizionista fra gli autori del lavoro, spiega: “La nostra app si è dimostrata efficace nell’incrementare l’apporto di cibo salutare nei pazienti migliorando di molto la qualità della dieta per il gruppo di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dieta, app, alimentazione,

Stress in gravidanza e rischio di problemi cognitivi

Studio rivela il legame fra le condizioni

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Lo sviluppo cerebrale del feto è influenzato dalla presenza di ansia, depressione e stress durante la gravidanza. A confermarlo è uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team del Children’s National Hospital di Washington DC.
Una condizione di stress e/o depressione e ansia fra le donne incinte ha l’effetto di ridurre lo sviluppo cognitivo del cervello del feto a 18 mesi.
«Indipendentemente dallo stato socio-economico, circa una donna incinta su quattro soffre di sintomi legati allo stress, la complicanza più comune della gravidanza. Questo è il primo studio a far luce su un importante legame tra lo sviluppo alterato del cervello fetale in utero e le conseguenze dello sviluppo cognitivo a lungo termine per i feti esposti a livelli elevati di stress durante la gravidanza», afferma Catherine Limperopoulos, autrice senior del lavoro.
Lo studio ha preso in esame 97 donne …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | gravidanza, stress, feto,

L’eredità nascosta delle cellule

Nuova luce sui progenitori degli oligodendrociti

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Il cervello è un organo complesso e per questo affascinante. Parte di questa complessità risiede nella diversità delle cellule che lo compongono. Da diversi anni ormai si è capito che i neuroni non sono tutti uguali, ma presentano differenze che li fanno contribuire in modo diverso e specifico al funzionamento del sistema nervoso, e che li rendono più o meno vulnerabili durante l’invecchiamento o in caso di patologia. Non è ancora chiaro invece se e quanto le cellule gliali – oligodendrociti, astrociti e microglia, cioè le cellule non neuronali del sistema nervoso – siano eterogenee e quanto questo possa avere impatto sulla fisiologia o sulla patologia del sistema nervoso centrale (SNC).
In un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications, i ricercatori del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino, in collaborazione con la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cervello, neuroni, oligodendrociti,

Le lesioni dei nervi periferici

Diagnosi precoce e approccio multidisciplinare per tornare a utilizzare gli arti

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Consentono al nostro corpo di muovere gli arti superiori e inferiori, ci fanno percepire attraverso la pelle gli impulsi sensoriali (caldo, freddo, dolore): sono i nervi, strutture importantissime che permettono la connessione tra il cervello e il midollo spinale e i muscoli e la cute.
La lesione dei nervi può quindi causare la paralisi degli arti oppure la perdita di sensibilità, conseguenze che impattano fortemente sulla qualità della vita dei pazienti, dai bambini appena nati sino agli anziani. Come spiega il dott. Pierluigi Tos, Direttore della Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva dell’ASST Gaetano Pini-CTO, questo tipo di lesioni, nella maggior parte dei casi, sono di tipo traumatico (incidenti stradali, domestici, sul lavoro o legati a procedure chirurgiche); in moltissimi casi sono lesioni compressive che interessano i canali osteofibrosi (per esempio nella …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | lesioni, nervi, chirurgia,

Una pelle giovane per sempre

Nuovo metodo permette di ringiovanire le cellule dell’epidermide

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Giovani per sempre. Il sogno di tanti forse potrà diventare realtà grazie a una nuova ricerca degli scienziati del Babraham Institute presso l’Università di Cambridge ispirata alle scoperte del premio Nobel giapponese Shinya Yamanaka.
Il team inglese è riuscito a ringiovanire le cellule dell’epidermide trasformandole in cellule staminali e allo stesso tempo a conservarne la funzionalità, come invece non riescono a fare altri metodi. Lo studio, pubblicato su eLife, potrebbe portare alla messa a punto di nuove strategie terapeutiche contro l’invecchiamento.
Il lavoro che ha fruttato il Nobel a Yamanaka era basato sulla raccolta di cellule adulte di topo nelle quali sono stati inseriti dei geni in grado di trasformarle in staminali. Le cellule, così riprogrammate, sono diventate pluripotenti, quindi in grado di trasformarsi in altro.
Il metodo inglese si ferma un passo prima, puntando …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | pelle, giovane, fibroblasti,