Malaria congenita, lo screening riduce i rischi

Fondamentale il controllo per proteggere il bambino

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Lo screening per la malaria congenita su donne incinte e su neonati a rischio può rendere più efficaci i trattamenti.

La malaria congenita è una forma rara di malaria che si trasmette dalla madre al bambino in gravidanza o durante il parto. A rivelare che i protocolli di screening costituiscono una valida arma per la riduzione della mortalità e della morbilità associate a questa patologia, è uno studio realizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Malaria Journal.

Stando agli autori è opportuno sottoporre le donne incinte provenienti da Paesi dove la malaria è endemica (o che vi hanno soggiornato) a un test per rilevare l’eventuale presenza del parassita che causa la malaria congenita.

Tre marcatori per capire come sta il cuore

Studio italiano rende più facile individuare lo scompenso cardiaco

Una ricerca italiana ha individuato tre marcatori biologici in grado di rendere più agevole la diagnosi di scompenso cardiaco.

Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa insieme con gli studiosi dei più importanti centri di ricerca europei e americani, ed è stato pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.

Lo scompenso cardiaco rappresenta la via finale comune di molte patologie cardiovascolari e una delle principali cause di ricovero e di decesso nel mondo occidentale.

Diabete, due farmaci aumentano il rischio di infarto

Pericolo per il cuore da sulfoniluree e insulina

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Due fra i farmaci più prescritti in caso di diabete – sulfoniluree e insulina – aumentano il rischio di eventi cardiovascolari come infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

A dirlo è uno studio della Northwestern University di Chicago pubblicato su Jama Network Open. Allo studio hanno partecipato 132.737 pazienti che avevano da poco iniziato ad assumere una seconda terapia dopo il primo farmaco.

Matthew O’Brien che ha condotto il lavoro, spiega: “I risultati richiedono un cambio di paradigma nel trattamento del diabete”. La prescrizione di sulfoniluree e insulina è infatti molto frequente come terapia di seconda linea in pazienti che assumono metformina. Le sulfoniluree servono a stimolare la produzione di insulina da parte dell’organismo.

Allenamento addominali : 3 esercizi da fare a casa e allenare l’addome a 360°

Allenamento addominali e postura sono strettamente correlati.  Mantenere una postura scorretta, al lavoro, durante la notte o in gravidanza, ha come diretta conseguenza la comparsa di forti dolori alla schiena e manifestazioni negative non immediatamente visibili.

Quando la colonna vertebrale assume curvature innaturali, questo può generare pressione sui nervi spinali circostanti, causando non solo mal di schiena e/o dolore alle zone cervicali e lombari, ma anche disturbi in altre aree del corpo non correlate alla colonna.

Per prevenire l’insorgere dei dolori lombari-articolari possiamo eseguire un allenamento che alleni l’addome in maniera completa a 360° 

Allenamento addominali: 3 esercizi da fare a casa e allenare l’addome a 360°

Spider plank

  • Inizia in posizione plank trovando il giusto equilibrio
  • Senza far collassare i fianchi, porta il ginocchio sinistro verso il tricipite
  • Torna in posizione di partenza
  • Cambia gamba e ripeti il movimento per completare una ripetizione
  • Esegui 2 set da 10-12 ripetizioni

Double leg stretch

  • Sdraiati a pancia all’aria con le braccia al lato dei fianchi
  • Porta le braccia dietro la testa
  • Arricciati sollevando testa e spalle dal pavimento e portando le braccia sopra la testa (i bicipiti sono a lato delle orecchie) piegando le gambe a 45°
  • Tieni la parte alta del corpo sollevata mentre le braccia raggiungono le ginocchia
  • Torna alla posizione di partenza per completare una ripetizione
  • Esegui 2 set da 10 a 12 ripetizioni

Side plank twist

  • Inizia in posizione plank
  • Sollevando la mano sinistra, ruota spalle, bacino e piedi in maniera tale da portare il braccio dietro la testa
  • Porta il gomito sinistro verso quello destro eseguendo una torsione
  • Ritorna in posizione di partenza per eseguire una ripetizione. Esegui 2 set da 10-12 ripetizioni
  • Esegui il movimento dall’altro lato

Il pancione da cibo? Nemmeno le fitspo riescono ad evitarlo

Ci siamo passate tutte: mangi una pizza, del fritto misto, patatine o panini farciti in varia maniera, e sembra che sei incinta. Benvenuto pancione da cibo.

Come può essere? La tua pancia era a prova di tubino super aderente fino al giorno prima! Tutto il duro lavoro in palestra ti sembra inutile quando ti trovi davanti al peggiore dei casi di gonfiore.

Onde evitare che ti deprima più del dovuto, e per dare la giusta rilevanza al “problema” ecco una carrellata di fitspo, presa direttamente da instagram che ti farà capire che nessuno è immune dal pancione da cibo: nessuno d’altronde è perfetto ed è importante capire che una buona forma fisica va ben oltre una pancia gonfia dovuta alla mancanza di sonno, piuttosto che agli ormoni o altri motivi.

Sfortunatamente le cause dietro al pancione da cibo sono da imputare a cibi poco sani (come i fritti du cui sopra) così come ad alcuni cibi che sono ritenuti sani: ad esempio i legumi possono causare gas nello stomaco così come cavolfiori e affini.

I dolcificanti artificiali sono un’altra causa di gonfiore. Visto vengono prodotti da falsi zuccheri, il tuo corpo fa fatica a digerirlo, causando l’accumulo di gas.

Cosa fare per sbarazzarsi del pancione da cibo?

Fai il pieno di liquidi. Diciamo che hai mangiato troppo la sera prima, di certo non vorrai fare il giorno dopo una classica colazione italiana con cornetto farcito e cappuccino. Piuttosto opta per un centrifugato o uno smoothie a base di ananas. Fare il pieno di liquidi ti aiuterà con la digestione.

Muoviti. Di certo sarai tentata di sdraiarti sul divano e rimanere lì ferma per tutto il giorno. Ma uscire anche solo per una breve camminata ti aiuterà a stimolare l’intestino. Fa troppo freddo per uscire? Prova qualche posizione yoga.

Le tisane sono tue amiche. Facilmente reperibili, le tisane come ad esempio quelle a base di finocchio, ti aiutano a sgonfiarti. Anche menta e camomilla rappresentano una buona scelta.

Cerca di essere regolare. Il pancione da cibo difficilmente è un qualcosa di cui preoccuparsi. Se ti senti gonfia dopo ogni pasto potresti essere semplicemente costipata. La soluzione è dunque rimanere idratata, fare esercizio con regolarità e aggiungere fibre alla tua alimentazione,

Infine, cosa fondamentale, è non farne un dramma. Il pancione da cibo viene anche alle più allenate delle fitspo.

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16 suggerimenti per gambe snelle, forti e lontano da infortuni

Indipendentemente dalla stagione, avere gambe snelle, forti e soprattutto lontano da infortuni, è un must per tutte noi che facciamo della nostra routine in palestra un appuntamento quotidiano irrinunciabile.

Ecco quindi 16 suggerimenti per gambe snelle, forti e lontano da infortuni

Allena la parte bassa del corpo con ogni movimento. Allenare la parte bassa del corpo è il modo più rapido di aumentare la massa magra e bruciare calorie. Hai oltre 200 muscoli concentrati “sotto la cintura” tra cui i muscoli più grandi, i glutei. Quindi anche se stai allenando le braccia metti in funzione anche la parte bassa del corpo.

Allena l’addome. Non ci stanchiamo mai di dirti quanto sia importante un addome forte, allenalo con questa routine addominali kettlebell.

Inizia a sinistra. La parte sinistra del corpo è sempre la più debole: inizia ad eseguire gli esercizi dalla parte più debole del corpo, per renderli ancora più forti ed eliminare gli squilibri da i due lati del corpo.

Esegui gli affondi come una ballerina. Gli affondi sono tra gli esercizi più efficaci per ottenere gambe snelle, forti e lontano da infortuni. Del resto le ballerine ne sono un grande esempio. Leggi anche Allenarsi come una ballerina: 4 esercizi da fare

Esegui esercizi pliometrici. Ad esempio lo squat jump. Ma prima assicurati di eseguire gli squat in forma corretta e poi passa al livello successivo.

Alterna allenamento di forza a quello di potenza. Alterna ad esempio 4 secondi di affondi statici a 3 set da 15 ripetizioni di split jump (senza peso) per mettere alla prova le fibre muscolari cambiando spesso posizione.

Attiva i muscoli delle gambe anche fuori dalla palestra. Hai mai pensato di abbandonare la macchina in favore di una bella pedalata oppure una bella pattinata per andare a lavoro? Farai un favore non solo alle tue gambe ma anche all’ambiente.

Scordati di sbarazzarti del grasso localizzato. Quando si tratta di snellire fianchi e cosce l’unica cosa di cui hai bisogno è un ben bilanciato piano di allenamento total body di rinforzamento muscolare misto a cardio.

La cannabis contrasta le malattie del motoneurone

Farmaco cannabinoide riduce i sintomi di spasticità

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Uno studio multicentrico pubblicato su Lancet Neurology mostra per la prima volta l’efficacia di un farmaco cannabinoide nel ridurre la spasticità e altri sintomi correlati nei pazienti con malattie del motoneurone (MND).

La terapia utilizzata per lo studio – a base di derivati dalla Cannabis Sativa – è stata recentemente approvata per il trattamento sintomatico della spasticità nella sclerosi multipla. A condurre la ricerca è un gruppo di medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, guidati dal Professor Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) e coordinatore dell’area neurologica. La ricerca è stata possibile grazie al sostegno della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (AriSLA).

Parkinson, un collegamento con l’appendice

L’origine della malattia potrebbe risiedere nell’apparato gastrointestinale

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Una ricerca apparsa su Science Translational Medicine suggerisce un collegamento fra l’insorgenza del morbo di Parkinson e l’appendice.

«La patogenesi della malattia di Parkinson comporta l’accumulo di alfa-sinucleina aggregata e si pensa che tale situazione possa avere origine dall’apparato gastrointestinale», spiega Bryan Killinger del Van Andel Research Institute di Grand Rapids, primo autore del lavoro.

L’analisi ha preso in esame 500.000 pazienti in Svezia sottoposti ad appendicectomia. Sono stati messi a confronto con persone dalle caratteristiche simili mai sottoposte allo stesso intervento.

I dati indicano che nel corso del follow up 2.200 soggetti hanno sviluppato la malattia di Parkinson, ma soprattutto che fra chi si era sottoposto ad appendicectomia il rischio risultava più basso del 19 per cento rispetto a chi non aveva fatto alcun intervento.

La lidocaina ostacola le metastasi del cancro al seno

L’anestetico impedisce alle cellule cancerogene di diffondersi

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Un anestetico comunemente utilizzato, la lidocaina, sembrerebbe in grado di inibire la capacità delle cellule cancerogene del tumore al seno di diffondersi in altri tessuti e quindi provocare metastasi.

È una scoperta frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con l’Ospedale regionale Bellinzona e Valli.

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Anaesthesia, si è basato su ricerche epidemiologiche precedenti che avevano segnalato un possibile legame fra l’anestesia e la riduzione dell’incidenza di recidive tumorali.

In passato, si era pensato che a determinare il fenomeno fosse la riduzione dello stress operatorio o l’effetto inibitorio diretto di certi anestetici.

Troponina utile a ridurre gli stress test cardiaci

Il dosaggio ad alta sensibilità riduce costi sanitari e radiazioni

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Servirsi del dosaggio della troponina può contribuire a ridurre il numero di stress test cardiaci. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team della Emory University School of Medicine guidato da Muhammad Hammadah, che spiega: «Molti pazienti con malattia coronarica vengono regolarmente sottoposti a stress test».

L’esame consente di studiare il comportamento del muscolo cardiaco o le variazioni dei parametri emodinamici valvolari durante l’aumento del carico di lavoro, consentendo di diagnosticare e gestire la malattia coronarica (CAD).
Di contro, il test è molto costoso e presuppone l’esposizione a radiazioni.
«Il dosaggio della troponina cardiaca I (hs-cTnI) ad alta sensibilità rileva concentrazioni sostanzialmente inferiori a quelle rilevate dal test convenzionale permettendo di stratificare i pazienti con CAD», spiegano i ricercatori.