3 modi in cui una vita comoda rovina la tua salute

Sappiamo quanto sei attenta alla tua alimentazione e la tua forma fisica durante la settimana. Tuttavia, la vita contemporanea, porta a ricercare sempre di più la comodità anche solo per il semplice scopo di guadagnare tempo. Ma hai mai pensato che la somma di tutte le varie attività che ti portano a fare una vita comoda in realtà stanno rovinando la tua salute?

Vediamo quali sono le abitudini della tua vita comoda che stanno rovinando la tua salute 

Prendi la macchina per i più piccoli spostamenti. Ovviamente essere indipendenti, non dover aspettare un autobus, o la metro per andare a lavoro o in palestra, o anche per andare a mangiare qualcosa fuori con gli amici, è una comodità e a volte anche un risparmio di tempo. Per non parlare delle giornate di pioggia: chi vuole rischiare il bagno?Tutta via, secondo numerosi studi, quei piccoli momenti di attività durante la giornata, sarebbero un tocca sana per la tua salute. L’unica soluzione possibile, quindi, è quella di camminare appena si ha l’occasione, indipendentemente dal meteo o dall’attività da svolgere.

Fai un abuso di servizio di food delivery. Di certo cucinare la sera, dopo che sei tornata da una giornata estenuante tra lavoro, riunioni, palestra e chissà cos’altro non è proprio il massimo. Quindi la cosa più comoda che ti può capitare di fare è ordinare un pasto a domicilio. Quello che devi però considerare è che anche se ti sembra di ordinare un’opzione super healthy, stai in realtà ordinando cibo in cui non sai realmente com’è stato cucinato. L’unica soluzione è quella di programmare i tuoi pasti e portarti avanti con la spesa, in questa maniera sarai certa di mangiare sano e aggiungerai qualche momento di attività in più alla tua giornata.

Passi troppo tempo seduta a guardare Netflix. Forse vorrai sapere che ci sono diversi studi che associano il troppo tempo passato seduti a guardare televisione (circa 3 ore al giorno) associato al fatto di andare a dormire tardi, a morte prematura. Non solo, quelle 3 ore giornaliere trascorse così avrebbero effetti anche sulle tue capacità cognitive. L’unica soluzione è porti dei limiti rispetto al numero di puntate da guardare, in maniera consecutiva, della tua serie preferita. Due possono bastare.

 

 

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5 segnali non mangi abbastanza calorie

Ridurre le calorie è una parte fondamentale di quasi qualsiasi programma alimentare. Ma mentre tagliare un po’ può essere di beneficio alle tue forme e alla tua salute, tagliare un po’ troppo è deleterio.

Sei perennemente stanca

Non tutti fanno caso al fatto che le calorie equivalgono ad avere maggiori energie. Quando mangi poco è probabile che ti senta stanco molto prima rispetto al normale, o se hai problemi ad alzarti dal letto, anche dopo otto ore di sonno, fai caso a quello che metti nel piatto durante il giorno. Se è più difficile trascinarsi a fare tutte le attività quotidiane, è un altro indicatore che non soddisfi le esigenze di base del tuo corpo.

Gli allenamenti non sono efficaci

Se inizi a notare dei rallentamenti nei progressi in palestra, o piuttosto non riesci a performare nella stessa maniera di qualche tempo fa, è probabile tu debba rivedere la tua alimentazione.  Il consumo di alcuni carboidrati pre-allenamento e la sostituzione in seguito con una combinazione di proteine e carboidrati sosterrà il recupero. Che permettono al corpo di ripararsi e costruire il muscolo per aiutarti a vedere i risultati a lungo.

Non riesci a concentrarti 

Quando sei a corto di calorie (e di energia), la tua mente è annebbiata. Se con quelle 80 calorie, dello yogurt senza grassi a malapena riesci a sostenere la riunione del mattino a lavoro, aggiungi avena o noci per avere più resistenza. O varia con una colazione che fornisce un equilibrio di proteine, carboidrati complessi e grassi. Un uovo sul pane tostato integrale o anche un pezzo di frutta con un po’di burro di mandorle ti darà una spinta. Si chiama “cibo per il cervello” per una ragione.

Sei sempre affamata

Se sei costantemente affamato e irritabile, può essere un segno che non mangi abbastanza. Forse hai solo bisogno di pasti e spuntini sani ma un po’più consistenti. L’obiettivo dello stile alimentare healthy che suggeriamo, è un equilibrio di proteine, carboidrati complessi e grassi sani all’interno di calorie che deve fornire energia stabile nella giornata.

Non riesci ad attenerti al tuo piano

Se senti che è impossibile attenersi al tuo piano-dieta a basso contenuto calorico, non può essere solo una questione di forza di volontà. Potrebbe essere che non è il piano alimentare giusto per te. Anche un piccolo aumento di calorie può fartelo sentire più sostenibile. Idealmente, un’alimentazione che ti aiuta a raggiungere il tuo obiettivo dovrebbe guardare piuttosto a quello che ti aiuterà a mantenere il successo nel corso del tempo. Quando ti piace ciò che mangi  è molto più probabile che con quel tipo di alimentazione sana riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi di salute, anche a lungo termine.

Interval Training: 4 modi di strutturarlo e renderlo efficace

L’allenamento ad intervalli ti permette di bruciare calorie, aumenta la resistenza e ti aiutano a raggiungere un’ottima forma. Bene. Ma devi mischiarli per mettere alla prova mente e muscoli. Gioca con questi programmi, ti terranno impegnato e al top della forma.

Ti ricordiamo prima di eseguire un allenamento ad alta intensità, ma è una regola facilmente applicabile a qualsiasi attività sportiva, di consultare il tuo medico e verificare di essere nelle condizioni fisiche di poterlo eseguire. 

Chipper

Si tratta di un allenamento in cui si ha un elevato numero di ripetizioni consecutive (30, 50 o anche più) da svolgere il più velocemente possibile.  Migliora resistenza e forza.  

Come farlo: Scegli tra 5 e 10 esercizi che includano esercizi ponderati, movimenti a corpo libero (squat, sit-up, plancia-su-giù) e pliometria (mosse esplosive). Ordinali in modo che prendano di mira diversi gruppi muscolari (alternate un esercizio per la parte superiore con un esercizio per la parte inferiore). Inizia con 30 o 50 ripetizioni di ogni esercizio. 

Allenamento Isometrico e allenamento pliometrico

E’ un allenamento veloce basato sul tempo in cui si passa da una presa isometrica (come un plank) a una mossa pliometrica (come i burpees).Aumenti la resistenza della tua forza tenendo una contrazione muscolare per un intervallo di secondi (è l’isometrica), quindi migliora la velocità e la potenza e imposta il sistema cardiovascolare con movimenti rapidi. Quando si tratta di ottenere il massimo dal tuo allenamento, questo tipo di abbinamento è il pacchetto completo.

Come si fa: Esegui movimenti complementari, come un plank o plunk push up (push-up, tocca una mano sulla spalla opposta. ripetere), oppure scegli mosse che targettizzano diversi muscoli, come una presa per gli addominali (sdraiati a faccia in su, braccia lunghe dietro la testa, quindi sollevare braccia, testa, spalle e gambe di qualche centimetro) e squat saltati per rassodare il sedere e le gambe. Tieni gli iso per 20 secondi, quindi fai il Plyo il più velocemente possibile per 20 secondi; continuare alternando per tre-otto minuti. Riposa per uno o due minuti. Per un allenamento per tutto il corpo, scegli altre due paia di mosse che coinvolgano diversi muscoli per il secondo e il terzo giro.

Progressione discendente 

Si tratta di una routine basata sul tempo con intervalli decrescenti in cui le spinte diventano sempre più brevi. Metterà a dura prova la tua resistenza cardiovascolare e sarai in grado di lavorare più muscoli fino al punto in cui l’ultima ripetizione sarà difficile da eseguire. In questa maniera stimolerai il tuo metabolismo man mano che la sessione prosegue.

Come fare: Inserisci questa routine alla fine del tuo allenamento (aggiungerà circa otto minuti), scegliendo tre esercizi pliometrici o a corpo libero, i burpees sono un must. Esegui il primo esercizio per 60 secondi (eseguendo quante più ripetizioni possibili), quindi riposa per 10 secondi; fai il secondo esercizio per 45 secondi, poi riposa per 10 secondi e fai l’esercizio finale per 30 secondi, poi riposa per 10. Ripeti per un totale di tre round. Se vuoi dilatarlo per realizzare così la tua sessione di allenamento, ripeti la sequenza altre due volte, scegliendo ogni volta tre mosse diverse.

Costruzione progressiva

Si tratta di un programma a intervalli che si basa sull’esecuzione di movimenti alla massima intensità e raffica ogni 30 secondi, in cui aumenta il rapporto allenamento-pausa in modo incrementale nel corso di quattro settimane. Inizia a sei secondi al massimo raggiungendo il massimo sforzo, e poi progredisci per estendere la tua capacità di mantenere quella soglia.

Come fare: gli intervalli di lavoro in questo metodo sono molto brevi, quindi va meglio con esercizi aerobici, come correre le scale, correre, saltare la corda o vogatore. Inizia facendo 10 round con sei secondi di sforzo totale, seguito da 24 secondi di recupero per la prima settimana.  Aumenta il lavoro e diminuisci il recupero di due secondi alla volta per le prossime tre settimane. Entro l’ultima settimana, farai 12 secondi di lavoro e 18 secondi di riposo ogni round.

Saltare la corda: brucia 200 calorie in 10 minuti

Quali sono i benefici saltare la corda? Se all’inizio si trattava di un allenamento specifico per il pugilato negli ultimi tempi il salto con la corda è uscito dal ring per ingolosire star, modelle e gente comune. La ragione? Si tratta di un’attività che brucia moltissimi grassi. Una persona di 60 kg arriva a consumare fino a 200 kcal saltando per dieci minuti consecutivi. La ragione? Iniziando subito a sudare e elevando il battito cardiaco velocemente si agisce attaccando immediatamente i grassi. Vediamo ora, nello specifico, i benefici dati dal salto della corda.

Benefici saltare la corda: perché scegliere questo workout?

Quali sono gli effettivi benefici del salto con la corda, al di là del fatto che sia o meno alla moda tra le star? Vediamo la lista benefici salto con la corda:

  • bruciare calorie: come già accennato, la corda permette di bruciare moltissime calorie e di liberarsi dei grassi in eccesso. Si rivela un valido esercizio per chi vuole perdere peso;
  • tonificare i muscoli: saltando la corda si attivano i muscoli di tutto il corpo, quelli della parte centrale (addominali), della parte superiore (bicipiti, trapezio) e della parte inferiore (glutei, quadricipiti, femorali, polpacci);
  • migliorare capacità polmonare e di circolazione: l’allenamento con la corda migliora la circolazione del sangue; il cuore pompa meglio e fa circolare il sangue in tutto il corpo riducendo il rischio di un arresto cardiaco. Anche i polmoni, ricevendo una maggiore quantità di aria, sono meno soggetti a manifestare problemi nel tempo;
  • migliorare la resistenza fisica;
  • eliminare tossine: saltando la corda si espellono moltissime tossine attraverso il sudore;
  • scaricare lo stress: il salto della corda, come tutte le attività che richiedono un dispendio energetico, consente di scaricare lo stress e migliora la qualità della vita.

Il salto della corda può essere praticato da tutti, salvo problemi derivanti da malattie cardiovascolari; saltare la corda, infatti, è un’attività che richiede un notevole sforzo fisico e del cuore). Per farlo in maniera corrette è necessario evitare di saltare sui talloni e contrarre la pancia per tutta la durata dell’esercizio; le braccia, inoltre, devono rimanere immobili e lontane dal corpo, con solo i polsi coinvolti nella rotazione della corda. Soprattutto all’inizio è bene evitare di saltare troppo in alto e bisogna fissare dritto davanti a sé.

Cancro al colon, nuova terapia rivoluzionaria

Ricerca italo-inglese pone le basi per un nuovo trattamento

Il cancro del colon-retto potrebbe avere presto una nuova terapia. È il risultato di uno studio cui ha partecipato l’Istituto di Candiolo IRCCS, coordinato da Mathew Garnett del Sanger Institute di Cambridge, nel Regno Unito e pubblicato su Nature.

L’importante lavoro dell’equipe, che comprende anche Gabriele Picco, ricercatore formatosi a Candiolo e post-doc a Cambridge, ha posto le basi per lo sviluppo di una terapia applicabile sul cancro del colon. In Italia si formulano ogni anno circa 53.000 nuove diagnosi di tumore del colon-retto.

Il gruppo inglese ha applicato una tecnologia chiamata CRISPR/Cas9 che permette di eliminare, una per una, le proteine presenti in un tumore.

Epatite B, una molecola riattiva il sistema immunitario

Allo studio una terapia più efficace per estirpare l’infezione

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Nel mondo ci sono più di 250 milioni di persone affette dalla forma cronica di epatite B, fra i primi fattori di rischio per il cancro del fegato. Nei pazienti colpiti da questa infezione cronica il sistema immunitario non riesce a debellare il virus responsabile della malattia, che continua a sopravvivere e riprodursi all’interno delle cellule del fegato.

Uno studio pubblicato oggi su Nature svela alcuni meccanismi all’origine di questa inefficace risposta immunitaria e dimostra, in animali di laboratorio in cui la malattia è stata riprodotta, come una molecola possa riattivare le difese.

A firmare il lavoro è un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Università Vita-Salute San Raffaele guidati da Matteo Iannacone.

Diabete, come proteggere le cellule beta pancreatiche

L’obiettivo è di preservare la funzione produttiva di insulina

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Il prediabete è una condizione che interessa milioni di persone del mondo e in Italia. Bloccare la progressione del prediabete a diabete conclamato è di grande importanza clinica e sociale, e rappresenta l’unica strategia per ridurre l’enorme aumento di diffusione del diabete in tutti i paesi, compreso il nostro.

Le ricerche scientifiche in questo ambito hanno portato alla conclusione che la migliore strategia consiste nel ridurre il ‘carico’ di lavoro della cellula beta pancreatica. Sappiamo bene che fin quando le cellule beta riescono a produrre insulina in modo appropriato, il diabete non si manifesterà. Ma ridurre il ‘carico’ di lavoro della cellula beta pancreatica significa anche migliorare il funzionamento dell’ormone nei tessuti bersaglio della sua azione. Significa insomma ridurre la cosiddetta ‘insulino-resistenza’.

Sclerosi multipla, il ruolo della microglia

Effetti ambivalenti sulle lesioni mieliniche

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La sclerosi multipla è una malattia neurologica progressiva caratterizzata da infiammazione cronica del tessuto cerebrale e da lesioni alla guaina mielinica che avvolge i prolungamenti nervosi garantendone l’integrità e consentendo la trasmissione veloce dei segnali.

È opinione comune che la microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso, contribuiscano al danno, esercitando un effetto diretto sugli oligodendrociti, le cellule responsabili della produzione di mielina.

Il naso elettronico che scova la malaria

Riesce a individuare i globuli rossi infettati dal parassita

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Si dibatte da tempo sul ruolo che i composti volatili giocano nel ciclo vitale del parassita del genere Plasmodium, responsabile della malaria. In particolare, da tempo è stata avanzata l’ipotesi che il parassita, raggiunto lo stadio di maturità sessuale nell’organismo umano, emetta un messaggio chimico, sotto forma di composti volatili, che agisce da richiamo per la zanzara anofele, a cui si deve la trasmissione e la diffusione della malattia.

Il recente lavoro del “Sensors Group” dell’Università di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, fornisce un sostegno sperimentale a questa ipotesi.

L’occhio bionico funziona

5 persone affette da maculopatia vedono di nuovo

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A 12 mesi dall’impianto di un microchip nella retina, 5 pazienti affetti da maculopatia in fase terminale e ormai non vedenti hanno riacquistato parzialmente la vista.

I risultati sono il frutto del lavoro legato al progetto PRIMA organizzato dalla società francese Pixium Vision.

Andrea Cusumano, ricercatore in oftalmologia presso l’Università di Tor Vergata e consulente medico scientifico del progetto PRIMA, commenta:

Il progetto PRIMA è volto a ripristinare una visione artificiale in pazienti non vedenti mediante una protesi retinica ideata e inizialmente realizzata da Daniel Palanker, della Stanford University.