Cancro tre volte più probabile vicino a una discarica

Studio choc realizzato cinque anni fa ma reso noto solo adesso

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Uno studio del 2016 pubblicato sull’International Journal of Epidemiology dagli esperti del Dipartimento di epidemiologia (Dep Lazio) del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ma reso noto solo oggi, certifica come nelle zone entro i 5 chilometri da una discarica del Lazio si registri un aumento del 34% delle patologie cancerogene. Il documento è stato al centro dei lavori odierni delle commissioni Sanità a Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, riunite in seduta congiunta alla presenza di diverse associazioni di vari territori regionali. I lavori sono stati condotti dai presidenti Marco Cacciatore e Rodolfo Lena.
Lo studio in esame, attraverso il lavoro dei ricercatori guidati da Francesca Mataloni, si è basato sull’esame delle condizioni di salute di oltre 200.000 persone residenti in prossimità di nove discariche laziali, dal 1996 al 2008. Nello specifico è stato così scoperto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cancro, discarica, inquinanti,

L’effetto antimicrobico dell’olio di oliva

Mostra la capacità di ridurre gli agenti patogeni

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L’olio d’oliva costituisce un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea. Grazie alla sua elevata concentrazione di acidi grassi monoinsaturi e composti fenolici che contribuiscono a incrementarne le proprietà nutrizionali e antiossidanti, può essere considerato un alimento nutraceutico. Una recente ricerca dell’Università di Sassari conferma finalmente anche il potere antimicrobico dell’olio d’oliva, capace di ridurre gli agenti patogeni.
Sebbene sia noto da tempo che diversi componenti dell’olio d’oliva possiedono attività antimicrobica, finora pochissimi studi dimostrano le proprietà antimicrobiche dell’olio d’oliva in sé, e quindi la capacità di eliminare o di inibire i batteri patogeni causa di tossinfezioni alimentari. Inoltre, ancora più limitate sono le conoscenze dell’effetto dell’olio d’oliva sui batteri cosiddetti benefici, come i batteri probiotici.
Il lavoro …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | olio, batteri, antimicrobico,

Parkinson, la speranza è l’alfa-sinucleina

Il biomarcatore consente di diagnosticare precocemente la malattia

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Riuscire a intervenire con un trattamento risolutivo nelle primissime fasi della malattia di Parkinson, per arrestarne il decorso. È da sempre la speranza dei neurologi, che purtroppo da trent’anni a questa parte, per il trattamento di questa condizione che interessa almeno 400 mila italiani, hanno potuto contare solo sulla ‘vecchia’ levodopa.
Ma qualcosa potrebbe presto cambiare. E uno degli studi che riaccendono la speranza è in pubblicazione sul numero di novembre della rivista Brain. Il lavoro, frutto della collaborazione di un pool di università italiane, IRCCS ed enti di ricerca italiani (Università Cattolica campus di Roma, Università di Perugia, Università degli Studi di Milano, CNR di Roma, Università San Raffaele IRCCS di Roma, Università di Roma Tor Vergata e IRCCS Fondazione Santa Lucia), coordinati dal professor Paolo Calabresi, Direttore della UOC di Neurologia della …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, alfa-sinucleina,

Malati di Alzheimer, ma senza sintomi

Alcuni pazienti beneficiano di un’iperattivazione dei geni MEF2

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Una famiglia di geni – MEF2 – è strettamente collegata a un’evoluzione benigna del morbo di Alzheimer. Lo dimostra uno studio del Massachusetts Institute of Technology pubblicato su Science Translational Medicine.
“Stiamo imparando a conoscere sempre più a fondo gli elementi che proteggono la funzione del cervello”, spiega Li-Huei Tsai, direttore del Picower Institute for Learning and Memory al Mit e co-autore del lavoro. “Comprendere questi meccanismi di resilienza potrebbe essere utile per progettare nuovi interventi terapeutici o di prevenzione del declino cognitivo e delle demenze associate alla degenerazione cerebrale”.
Gli scienziati del Mit hanno analizzato in parallelo i cervelli di esseri umani e topi cercando correlazioni interessanti. In entrambi i casi è emerso il ruolo fondamentale della famiglia MEF2, geni correlati all’ottimizzazione dei benefici derivanti dall’esercizio …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Alzheimer, sintomi, MEF2,

La rotazione antioraria peggiora la sindrome dei turnisti

Studio verifica gli effetti sul personale infermieristico del lavoro a turni

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Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Network Open e coordinata dal Dipartimento di Psicologia di Sapienza, in collaborazione con il Santa Lucia IRCCS di Roma e con l’Università dell’Aquila, ha studiato per la prima volta in Italia gli effetti del lavoro a turni nel personale infermieristico italiano sulla base della rotazione oraria o antioraria dei turni. Lo studio ha coinvolto 144 infermieri provenienti da 5 ospedali del Centro e Sud Italia, seguiti da luglio 2017 a febbraio 2020.
In particolare l’obiettivo dei ricercatori è stato quello di verificare se il personale infermieristico che lavora in turni con rotazione antioraria (pomeriggio-mattino-notte) subisca conseguenze peggiori, rispetto a chi turni con un regime orario (mattino-pomeriggio-notte). In altre parole, si vuole chiarire meglio una conoscenza implicita diffusa, ma ancora poco supportata sperimentalmente. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | turnisti, sindrome, stress,

Un antidepressivo contro Covid-19

Il farmaco sembra ridurre il rischio di ricovero

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La fluvoxamina sembra in grado di ridurre il rischio di ricovero per Covid-19. Lo dimostra uno studio pubblicato su The Lancet Global Health da un team della McMaster University di Montreal e della Washington University di St. Louis.
La fluvoxamina è un antidepressivo a basso costo somministrato nel corso del trial a 741 partecipanti, 79 dei quali hanno richiesto cure mediche per più di 6 ore o sono stati ricoverati in ospedale. Nel gruppo di controllo, formato da 756 pazienti, ben 119 hanno richiesto il ricovero per il peggioramento delle condizioni.
“I recenti sviluppi e le campagne di vaccinazione si sono dimostrati importanti per ridurre il numero di nuovi casi sintomatici, ricoveri e decessi dovuti a Covid. Tuttavia – osserva Edward Mills della McMaster University, co-ricercatore principale del lavoro – la malattia rappresenta ancora un rischio per le persone in Paesi con risorse …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, antidepressivo, ricovero,

Covid in gravidanza, casco Cpap fondamentale

Può evitare il ricovero in terapia intensiva per le donne in attesa

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Il casco Cpap può essere utilizzato con efficacia anche fra le donne incinte positive a Covid-19 e a rischio di finire in terapia intensiva. Lo dice uno studio dell’Ospedale San Gerardo di Monza effettuato fra marzo 2020 e marzo 2021.
I ricercatori, che hanno pubblicato gli esiti su Plos One, hanno analizzato l’efficacia della tecnica in questa particolare categoria di pazienti perché finora i dati disponibili erano pochi.
Il lavoro realizzato dai medici di Pneumologia e Terapia intensiva dell’Asst Monza in collaborazione con l’Ostetricia della Fondazione Monza e Brianza ha esteso casistica e risultati “con esiti positivi”.
Il 66% delle donne arruolate nello studio ha mostrato la necessità dell’ossigenoterapia, mentre il 24% ha richiesto l’applicazione del casco Cpap.
Le 10 pazienti che si sono sottoposte a Cpap hanno mostrato “un significativo miglioramento dell’ossigenazione, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, gravidanza, Cpap,

Covid, il vaccino aumenta gli anticorpi nelle vie aeree

Presenza nel naso superiore con una dose dopo l’infezione

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Il livello di anticorpi presenti nelle vie aeree è diverso da quello rilevabile nel sangue. A dimostrarlo è uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma pubblicato su JCI Insight.
“Gli anticorpi nelle vie aeree diminuiscono rapidamente dopo l’infezione da Sars-Cov-2, ma la vaccinazione ne provoca un forte aumento, soprattutto dopo due dosi. Assumere una seconda dose di vaccino, anche dopo il recupero da Covid-19, può essere importante per proteggere dalla reinfezione e prevenire la trasmissione”, spiegano i ricercatori svedesi.
“Ciò che rende unico lo studio è che abbiamo esaminato campioni sia di sangue che delle vie aeree, il che ci ha fornito nuove conoscenze sulla risposta immunitaria locale in cui il virus infetta”. A spiegarlo è la co-autrice del lavoro, Anna Smed-Sörensen, docente e capogruppo di ricerca al Dipartimento di Medicina, Solna, Karolinska Institutet.
“Dal …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, vaccino, anticorpi,

I superfarmaci contro il cancro della prostata

Nuova opzione rappresentata dagli inibitori di Parp

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Per sottolinearne l’importanza, i medici li chiamano superfarmaci. Si tratta degli inibitori di Parp, nuovi medicinali in grado di svolgere un ruolo importante nella lotta al cancro della prostata.
Gli studi dimostrano infatti la loro efficacia nel cancro della prostata metastatico, quando il tumore non risponde più ai trattamenti, e in presenza di specifiche mutazioni del Dna come BRCA1 e BRCA2.
Il cancro della prostata rappresenta il 20% di tutti i casi di tumore dai 50 anni in su. Il più promettente filone di ricerca si basa sull’idea di studiare le caratteristiche genomiche del cancro per trovarne il tallone d’Achille. Gli inibitori di Parp fanno proprio questo lavoro. Parp è la sigla che definisce un gruppo di proteine coinvolte in vari processi biologici, fra cui la riparazione del Dna di un tessuto.
In alcuni casi di tumore della prostata avanzato la proteina Parp, insieme al …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | olaparib, prostata, tumore,

L’eugenolo, potenziale antivirale contro COVID-19

La molecola inibisce la proteina 3CLpro del virus SARS-CoV-2

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La campagna vaccinale contro il coronavirus SARS-CoV-2 procede in Italia e in tutto il mondo, ma occorre proteggere la ristretta frazione di popolazione che si ammala in modo sintomatico anche dopo la vaccinazione, assieme a quella parte più ampia che non è possibile immunizzare perché fragile o che per svariati motivi si sottrae alla somministrazione. L’attenzione della comunità scientifica è pertanto concentrata sulla ricerca di ulteriori molecole da utilizzare direttamente come antivirali contro il COVID-19, oppure da cui iniziare nuovi studi.
“I composti di origine naturale sono un possibile punto di partenza e spesso presentano alcuni vantaggi: struttura molecolare semplice e facilmente modificabile, assenza di brevetti, facile reperibilità e basso costo”, afferma Bruno Rizzuti, ricercatore del Cnr-Nanotec di Rende e primo autore del lavoro. In questo filone di ricerca si colloca il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | molecola, proteina, Covid,