Covid, alcuni anticorpi persistono nell’organismo

Studio dimostra la longevità di quelli diretti contro la proteina Spike

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Alcuni anticorpi anti SARS-CoV-2 sembrano più persistenti di altri. Lo affermano i risultati preliminari, in via di pubblicazione, di uno studio dell’Iss e della provincia autonoma di Trento.

L’ISS insieme alla provincia Autonoma di Trento ha svolto uno studio di sieroprevalenza al fine di valutare la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 in 5 comuni della Provincia Autonoma di Trento che avevano registrato la più alta incidenza di casi COVID-19 nella prima fase dell’epidemia.

Lo studio si è articolato in due fasi di indagine: la prima, a maggio, in cui sono stati esaminate circa 6.100 persone, e a distanza di 4 mesi, quando sono stati ri-esaminati coloro che erano risultati positivi alla prima indagine.

Benefici dell’uva per chi si allena e va in palestra

Settembre è arrivato in un batter d’occhio e con se anche tanta meravigliosa frutta autunnale tra cui l’uva.

Valori Nutrizionali per 100 gr di uva

  • Calorie: circa 70
  • Carboidrati: 17g (di cui zuccheri 16)
  • Proteine: 0,6 g
  • Grassi 0,4 g

Tuttavia se diciamo uva a cosa pensate? Probabilmente a buonissimo bicchiere di vino rosso e ai suoi decantatissimi benefici se bevuto con moderazione.

Molti però non sanno che anche sottoforma di frutto così come viene prodotto in natura l’uva ha numerosi benefici anche per coloro che si allenano.

Alla faccia quindi dei detrattori della frutta, a causa della presenza di troppi zuccheri, tra i benefici dell’uva (rilevanti) per chi si allena troviamo:

Fonte di Vitamina C. La vitamina C, secondo alcuni studi sembrerebbe non avere alcun effetto in termini di performance atletica, ma sarebbe dimostrato ridurre i danni apportati ai tessuti muscolari durante l’allenamento e aiuterebbe a diminuire la percentuale di massa grassa nei soggetti sani.

Contiene numerosi nutrienti fondamentali per la salute delle ossa. Calcio, magnesio, fosforo, potassio e vitamina K sono presenti in quantità in questo frutto. Ognuno di questi nutrienti sembrerebbe avere effetti positivi sulla salute delle ossa.

Promuove il sonno. Tutti sappiamo che allenarsi quando si è particolarmente stanchi, non è di certo consigliabile. La carenza di sonno ha effetti negativi sulla capacità di far riposare i muscoli. Il frutto in questione, in questo senso, così come le ciliegie, supporta il buon sonno ristoratore.

Tra gli altri benefici abbiamo: la capacità di ridurre le infiammazioni, di rallentare il processo di invecchiamento e promuovere la longevità.

Come inserirla nell’alimentazione

L’uva, per quanto dolce, è sicuramente versatile in cucina: utilizzata come snack, piuttosto che nelle insalate o anche nei dolci trasformata in marmellata. Potresti provare ad inserire un acino di uva in un contenitore per cubetti di ghiaccio come questo, ricoprirla d’acqua, farla congelare, e aggiungerla a bevande e frullati.

Se hai letto l’articolo, allora ti piace allenarti. Dai un’occhiata ai nostri allenamenti, e allenati con noi!

La molecola che ripulisce gli ingranaggi della memoria

L’effetto antinvecchiamento della spermidina

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Un team di ricerca dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc) e del Telethon institute of genetics and medicine (Tigem) coordinato da Elvira De Leonibus, in uno studio pubblicato sulla rivista Aging Cell, descrive uno dei possibili meccanismi attraverso cui la Spermidina, in soggetti di mezza età predisposti al declino cognitivo, ripristina la memoria nell’invecchiamento grazie alla sua azione di “pulizia” degli aggregati proteici tossici accumulati nel cervello.

La Spermidina è una poliammina in grado di favorire la longevità attraverso un’azione protettiva sul sistema cardiaco ed è stata anche testata sulla neurodegenerazione nella drosofila, il moscerino della frutta.

In un albero il segreto della longevità

Identificato un tipo di Rna inedito

Una specie particolare di pino – il Pinus longaeva – contiene al suo interno il segreto della longevità. In questo albero, che può vivere fino a 5mila anni, i ricercatori hanno individuato un tipo di Rna intermedio fra quello degli organismi complessi, come l’uomo, e quello dei microrganismi unicellulari.

Un anello mancante che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel rallentare l’invecchiamento grazie al supporto della telomerasi, enzima che usa proprio frammenti di Rna per allungare i telomeri.

Col passare degli anni i telomeri si accorciano in seguito a un lungo processo di divisioni cellulari. Le specie animali più longeve, ad esempio lo squalo della Groenlandia, possono vivere qualche centinaio di anni. Nulla in confronto con il Pinus longaeva.

Dieta mediterranea: modello nutrizionale sano, equilibrato e sostenibile

L’Unesco ha dichiarato la dieta mediterranea Patrimonio immateriale dell’umanità, perché estremamente benefica e positiva sulla salute. Nello specifico:

La dieta mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità. E ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità. Garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.

Le origini della dieta mediterranea

L’efficacia della dieta mediterranea è stata scientificamente dimostrata dal biologo e fisiologo Ancel Keys. Lo statunitense studiò approfonditamente i legami tra patologie e alimentazione. In particolar modo notò una bassa incidenza di disturbi cardiovascolari e gastrointestinali e una certa longevità in alcune aree del Paese. Cominciò così la sua indagine scientifica, uno studio pilota che ha visto come oggetto iniziale di indagine la popolazione di Nicotera, in Calabria. Pochi anni più tardi si trasferì a Pioppi (nel Cilento) dove una decina di anni dopo concluse che l’alimentazione mediterranea (col suo mix equilibrato di pane, pasta, frutta, verdura, legumi, pesce, carne) era la responsabile dei tanti benefici sulla popolazione locale.

Elementi della dieta mediterranea

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Fonte: Pixabay

La dieta mediterranea è nota per essere sostenibile, sana ed equilibrata. Un ruolo importante lo ricoprono il pomodoro, l’olio d’oliva e la patata, con l’inserimento di grandi quantità di frutta e verdura. Spazio ai cereali, in particolar modo il frumento, che è tra quelli più usati: basti pensare a pasta e pane.

Gli alimenti si possono idealmente inserire in uno schema a piramide, che comprende il consumo di circa 22-23 porzioni di alimenti al giorno, divise in 3 o 4 pasti. Alla base della piramide alimentare ci sono tante verdure, frutta e cereali. Salendo troviamo il latte, i suoi derivati a basso contenuto di grassi, l’olio d’oliva da consumare a crudo preferibilmente e poi condimenti: aglio, cipolla, spezie, poco sale, erbe aromatiche.

Verso il vertice della piramide alimentare ci sono gli alimenti da consumare moderatamente: pesce, legumi, pollame, uova, formaggi. Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare in quantità di due porzioni o meno a settimana: carni rosse, affettati, salumi, dolci (il meno possibile).

Fondamentale in questa struttura alimentare è uno stile di vita corretto con attività fisica quotidiana.

Stop alle otturazioni in argento

Rischiose perché contengono mercurio

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Le otturazioni dentali in amalgama d’argento sono un rischio per la salute dei pazienti. Per questo, dal primo gennaio è in vigore una nuova norma per il loro smaltimento.

Il rischio è dato dalla presenza di mercurio. Un regolamento europeo ne vieta l’utilizzo per i bambini e le donne in gravidanza e in fase di allattamento. Dal 1 gennaio di quest’anno è anche entrato in vigore il provvedimento che
impone agli studi dentistici l’utilizzo di un separatore per residui di amalgama contenente mercurio, nel caso in cui si rimuovano otturazioni in amalgama d’argento, per ridurne l’impatto ambientale.

Tuttavia, la maggioranza degli italiani non è informata della cosa e si affida ancora agli impianti in argento.

Una camminata abbassa la pressione e allunga la vita

L’attività fisica migliora la funzionalità dei mitocondri

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Trenta minuti di camminata al giorno hanno l’effetto di abbassare la pressione sistolica per tutto il giorno. Lo dice una ricerca della University of Western Australia di Perth pubblicata su Hypertensione.

Il prof. Wheeler, coordinatore della ricerca, ha sottoposto per alcune settimane 35 donne e 32 uomini fra i 55 e gli 80 anni a una serie di programmi di attività fisica a rotazione.

Il più utile in assoluto per la riduzione dei livelli pressori si è rivelato camminare per 30 minuti all’aperto o sul tapis roulant.

Un altro studio afferma che una semplice camminata veloce di mezz’ora aumenta l’aspettativa di vita fra gli anziani ipertesi.

Il cromosoma X rende le donne più longeve

La genetica svolgerebbe il ruolo chiave nella longevità femminile

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Al di là della compresenza di altri fattori, sarebbe il secondo cromosoma X ad assicurare alle donne una maggiore longevità. A dirlo è uno studio della University of California di San Francisco, che ricorda come il secondo cromosoma X sia presente solo nei mammiferi di sesso femminile.

Il cromosoma X contiene molti geni legati al cervello ed è fondamentale per la sopravvivenza, mentre il cromosoma Y, presente solo nei maschi, ha solo pochi geni legati alle caratteristiche sessuali, ma in realtà non è essenziale per la sopravvivenza.

I ricercatori hanno somministrato ad alcuni topolini quattro diverse combinazioni di cromosomi e gonadi: i due presenti in natura – XX con ovaie e XY con testicoli – e altri due creati in laboratorio – XX con testicoli e XY con ovaie.

L’elisir di lunga vita esiste

Cocktail di tre farmaci raddoppia la longevità

Speranza di vita raddoppiata grazie a un cocktail di tre farmaci. È quanto ottenuto – su vermi nematodi Caenorhabditis elegans – da un team dell’Università Nazionale di Singapore in collaborazione con i colleghi del Singapore Lipidomics Incubator (SLING) presso il Life Sciences Institute della NUS.

I ricercatori hanno ottenuto ottimi risultati anche sui moscerini della frutta, ma l’intento è ovviamente quello di trasferire i benefici a livello umano.
Il team, guidato dal prof. Jan Gruber dello Yale-NUS College, è partito dall’efficacia già attestata della rapamicina, antibiotico in commercio con il nome di Sirolimus impiegato da tempo nelle terapie anti-rigetto in caso di trapianti d’organo.

Il nome rapamicina deriva dal fatto che la molecola è il risultato di un batterio coltivato nel terreno proveniente dall’Isola di Pasqua, che in lingua autoctona si chiama Rapa Nui.

5 regole per vivere a lungo e in salute

Studio americano segnala i punti irrinunciabili

I consigli per una buona salute sono sempre gli stessi, ma 5 più di altri risultano irrinunciabili se si vuole vivere a lungo e in salute. A riunirli in una breve lista è l’American Heart Association, secondo cui seguendo 5 semplici regole si guadagnerebbero in media oltre 10 anni di vita. Eccoli tre di loro:

1) Non fumare

L’astinenza dalle sigarette è fondamentale. Il fumo è infatti direttamente o indirettamente responsabile di numerose patologie, la più nota e comune delle quali è senz’altro il cancro del polmone.

2) Seguire una dieta bilanciata

Come noto, l’approccio dietetico migliore è rappresentato dalla dieta mediterranea. Chi la segue ha un rischio inferiore di incappare in ictus, tumori, infarti e altre malattie.

3) Fare un’attività fisica

Non bisogna diventare dei patiti dello sport, basta un’attività fisica di grado moderato.