Come sostituire il formaggio a tavola: alternative gustose e low fat

Cosa mangiare al posto del formaggio? Ci sono moltissime alternative buone da gustare e con molte meno calorie di quelle contenute nei formaggi. Vediamo come sostituire il formaggio a tavola e preparare comunque manicaretti gustosissimi. Impossibile? Assolutamente si! Ogni tipologia di formaggio è sostituibile, da quello che grattugiate sulla pasta al formaggio utilizzato nei dolci. Vediamo insieme in che modo.

Cosa mangiare al posto del formaggio: alternative a seconda del piatto

Vediamo come sostituire il formaggio con alternative vegetali ideali per vegani ma anche per le persone che stanno osservando un’alimentazione calibrata.

Formaggio spalmabile

Come sostituire il formaggio spalmabile? Lo usiamo su tutto, in particolar modo per gli antipasti. Esistono delle alternative vegetali facilissime sa realizzare. C’è l’hummus di ceci, perfetto per panini e bruschette, o ancora il formaggio vegan spalmabile a base di erbe. Si può anche creare un formaggio vegetale partendo dalla frutta secca e/o dal tofu frullando e insaporendo con sale e spezie a piacimento.

Sostituire la mozzarella sulla pizza

Questo si che sembra assolutamente impossibile e inconcepibile. La verità, però, è che lo yogurt bianco di soia è un ottimo sostituto della mozzarella sulla pizza. L’importante è che lo yogurt scelto sia molto cremoso e che venga lasciato scolare per qualche ora all’interno di un colino a maglie fitte. Insaporito con sale e pepe andrà aggiunto sull’impasto steso a cucchiaiate e, durante la cottura, si asciugherà ulteriormente. Sia la consistenza che il sapore saranno simili a quelli della mozzarella tradizionale (provare per credere)!

Formaggio nei dolci

A partire dalla cheesecake, ci sono moltissimi dolci che contengono formaggio ed esiste un modo di sostituire anche questo. Come? Con lo yogurt, nel caso della cheesecake. E nel caso della ricotta? Conviene preparare in casa della ricotta di mandorle, che risulta semplice da preparare. Risulta ottima anche se usata nell’impasto delle torte alla frutta o delle crostate.

Come sostituire il formaggio grattugiato

Probabilmente uno dei casi in cui sostituire il formaggio risulta più difficile anche solo a livello mentale. La versione vegan del formaggio grattugiabile esiste, però, e la troviamo nel lievito alimentare in scaglie, prodotto dalla lavorazione del lievito di birra. Ideale per essere grattugiato sulla pasta o sui risotti, l’impressione è proprio quella di mangiare i tipici formaggi a scaglie.

Alimenti poveri di grassi: cosa preferire per mantenersi in forma

I grassi, benché visti sempre con occhio negativo, hanno in realtà delle funzioni importantissime per l’organismo. Non a caso, i nutrizionisti consigliano di non abolirli mai del tutto dall’alimentazione e di non scendere al di sotto di una determinata soglia. Quindi sì agli alimenti poveri di grassi, ma nella giusta misura. L’equilibrio è da preferire, sia quando ci si vuole mantenere in forma che se si ha qualche chilo di troppo da smaltire. I grassi, infatti, non sono i soli responsabili di obesità e malattie cardiovascolari e non devono essere del tutto demonizzati, visto che sono importanti per il funzionamento del nostro corpo.

I grassi: facciamo chiarezza

I grassi di origine vegetale ed animale agiscono sia a livello strutturale che metabolico. Una loro drastica riduzione potrebbe avere notevoli conseguenze: pelle secca e squamosa, eczemi cutanei, irritazioni, eritemi generalizzati, evacuazioni frequenti, capelli ispidi e radi, carenza di piastrine nel sangue. I grassi, infatti, sono una riserva energetica, ma sono anche elementi nutrizionali dalle molteplici funzioni positive:

  • sono antiossidanti;
  • fungono da regolatori ormonali:
  • formano la mielina, che protegge i nervi;
  • mantengono la pelle elastica;
  • agiscono come isolante termico;

Non è vero che i grassi fanno male a prescindere, sono nutrienti fondamentali. Ma è vero anche che un loro eccessivo consumo e una esagerata presenza nell’alimentazione possono essere negativi. Le quote di grassi indicate dai Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) corrispondono al 30% della porzione energetica totale nei ragazzi e al 25% negli adulti.

A fare la differenza è anche la distinzione tra grassi saturi e insaturi, che hanno diversa composizione  e dunque diverse conseguenze sull’organismo. Mentre i primi tendono a far accrescere i livelli di colesterolo nel sangue e possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, i secondi hanno un migliore impatto sul colesterolo. Sono grassi saturi i grassi di origine animale (burro, panna), mentre sono insaturi i grassi di origine vegetale.

Quali sono gli alimenti poveri di grassi

  • Carni bianche: pollo, coniglio, tacchino
  • Crostacei
  • Latticini: ricotta, yogurt, latte (totalmente o parzialmente scremato)
  • Legumi: fagioli, piselli, lenticchie
  • Cereali
  • Riso
  • Frutta: lampone, mirtillo, mandarino, mela, pera, avocado
  • Frutta secca
  • Verdura: carciofi, cicoria, cavolfiore, zucca, lattuga, spinaci, finocchi.

Dieta low fat: facciamo chiarezza sul ruolo dei grassi nell’alimentazione

La dieta low fat è una dieta a ridotto contenuto di grassi. Questi solitamente vengono demonizzati e indicati come i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo. Toglierli, dunque, equivarrebbe a una perdita di peso veloce, sicura e duratura. Ebbene, forse è bene fare chiarezza su queste convinzioni, non del tutto corrispondenti a verità.

In passato, quando per la prima volta sono stati formulati piani alimentari a basso contenuto di grassi (anni Settanta e Ottanta) sono stati messi a punto anche piani alimentari con drastiche riduzioni. Si arrivava a una quantità di grassi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Nel fabbisogno calorico di un individuo medio pari a 2000 calorie, dunque, ciò corrisponde ad appena 20 grammi totali di grassi in giornata.

Non si può parlare di alimentazione sana ed equilibrata, con queste cifre. La verità è che seppur così tanto demonizzati, i grassi vanno mantenuti nella dieta, perché utilissimi all’organismoQuella che tagliando i grassi si costringerebbe l’organismo ad utilizzare quelli di riserva (quelli di troppo, dunque) è solo una falsa convinzione, che non tiene conto della complessità molecolare, fisiologica e biochimica dell’organismo umano.

Dieta low fat: false credenze

La scienza si interroga da tempo sull’esistenza di una dieta standard per la perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo. Meglio una dieta low fat o low carb? Esiste una dieta ideale? Difficile ottenere risultati uguali su individui diversi, con esigenze diverse e diverse condizioni fisiche, diversi stili di vita, diverso stato di salute. Per questo i medici consigliano sempre di affidarsi a uno specialista, per capire quale sia il regime più adatto a sé.

Volendo fare un discorso generalizzato in merito alla dieta low fat, c’è da dire che i risultati di diversi studi dimostrano che le diete a ridotto contenuto di grassi non sono in verità più efficaci delle altre. Non ci sono vantaggi particolari né sulla perdita di peso né sul mantenimento dei risultati, se non a confronto di una dieta standard, come è ovvio che sia.

Bisogna una volta per tutte dire che nonostante in tanti credano che sia necessario tagliare i grassi nella dieta per poter perder peso, la scienza ci dice che le diete low fat non danno risultati migliori rispetto ad altre tipologie di regimi. Piuttosto che concentrarsi in maniera maniacale su un solo nutriente è importante valutare la dieta nella sua globalità, concentrandosi sulle specificità dell’individuo.

Vero è, però, che un taglio intelligente e non drastico dei grassi, senza scendere sotto il minimo che consente di assorbire le vitamine liposolubili, è certamente positivo e benefico.

Dieta low fat: cosa mangiare

  • Non esagerare con i condimenti.
  • Dosare l’olio (preferibilmente extra vergine di oliva e a crudo) col cucchiaio e non versarlo direttamente dalla bottiglia.
  • Preferire cotture alla griglia, al vapore e la bollitura.
  • Non escludere i cereali: sì a pasta, pane, riso e i legumi, ma in porzioni ridotte.
  • Sì a frutta e verdura, per il giusto apporto di fibre.
  • Sì a pesce e carne magri.
  • Limitare salumi e formaggi.
  • Eliminare i dolci e tutti gli alimenti confezionati.