Covid, cura domiciliare precoce per evitare l’ospedale

Ricerca del Mario Negri sul trattamento precoce

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I risultati erano già in pre-print, ma ora giunge anche il riconoscimento ufficiale. Lo studio clinico per il trattamento domiciliare dei pazienti Covid-19 ideato dal professor Fredy Suter, per anni primario dell’Unità di Malattie infettive degli allora Ospedali Riuniti e oggi primario emerito dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – e dal professor Giuseppe Remuzzi – direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS –, è stato pubblicato sulla rivista “EClinicalMedicine”. Il magazine fa capo alla testata inglese “The Lancet”.
Le evidenze dello studio clinico, “A simple, home-therapy algorithm to prevent hospitalisation for Covid-19 patients: a retrospective observational matched-cohort study” (Un semplice algoritmo per il trattamento domiciliare di pazienti Covid-19 per prevenire l’ospedalizzazione), elaborato da Suter, Norberto Perico e Remuzzi e frutto della …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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AstraZeneca, trovata la cura per i rari casi di trombosi

Ricercatori canadesi hanno sperimentato con successo un cocktail di farmaci

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Un cocktail di farmaci anticoagulanti e immunoglobuline consente di salvare la vita alle persone vittime dei rarissimi casi di trombosi dovuti all’inoculazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca.
A trovarla sono stati i ricercatori canadesi della McMaster University. La cura ha funzionato su 3 pazienti colpiti da trombosi ed è stata descritta sulle pagine del New England Journal of Medicine.
A scatenare la reazione del sistema immunitario sarebbe una proteina del sangue, PF4, il fattore piastrinico 4. Ciò attiva le piastrine, inducendole ad aggregarsi e a formare dei grumi. L’effetto è la riduzione del numero di piastrine circolanti. Il mix ideato dagli scienziati canadesi ha un duplice effetto: le immunoglobuline fermano l’attivazione delle piastrine, rallentando quindi la formazione dei trombi, mentre gli anticoagulanti riducono la dimensione di quelli già in essere.
Ishac …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | trombosi, Covid, AstraZeneca,

Bambini con diabete e obesità a rischio Covid

Incidenza maggiore di ospedalizzazione e malattia grave

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È fondamentale raggiungere anche i bambini con la campagna vaccinale in atto. Lo confermano i dati di uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team dei Centers for Disease Control and Prevention relativi a 43.465 giovani pazienti risultati positivi fra il 1 marzo 2020 e il 31 gennaio 2021.
Il 28% del campione mostrava già problemi di salute; i più frequenti erano asma, obesità, disturbi neurologici e mentali. Nella maggior parte dei casi, i minori avevano un’età compresa fra 12 e 18 anni ed erano ispanici o neri. Soltanto il 10% ha avuto bisogno di cure ospedaliere, ma di questi i medici hanno ricoverato in terapia intensiva quasi il 30%.
I soggetti a maggior rischio di ospedalizzazione e malattia grave sono risultati i giovani con diabete, anomalie cardiache, obesità, ipertensione, epilessia, asma, disturbi neuropsichiatrici e malattie croniche in genere. Anche disturbi legati …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, bambini, diabete,

Contagi in calo. 1 italiano su 4 è vaccinato

Regioni in vista della zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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Sono 2.079 i nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2. I decessi sono 88, per un totale di 126.855 dall’inizio dell’epidemia.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 205.335 tamponi, il che produce un tasso di positività dell’1%. I ricoveri continuano a calare, arrivando a 4.153, 229 in meno in un giorno, mentre le terapie intensive sono 626, 35 in meno rispetto a 24 ore fa.
Dall’inizio della campagna vaccinale sono state inoculate 40.114.088 dosi, mentre 13.558.508 persone hanno ormai completato il percorso e risultano protette dal virus.
In termini percentuali, il 45,4% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 25% ha completato il ciclo vaccinale.
Descrizione del COVID-19
I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus: alcuni possono causare malattia nell’uomo e altri negli animali (come cammelli, gatti e pipistrelli). Raramente i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Continua il calo dei ricoveri, tasso stabile

Regioni in vista della zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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Sono 2.199 i nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2. I decessi sono 77, per un totale di 126.767 dall’inizio dell’epidemia.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 218.738 tamponi, il che produce un tasso di positività dell’1%. I ricoveri continuano a calare, arrivando a 4.382, 303 in meno in un giorno, mentre le terapie intensive sono 661, 27 in meno rispetto a 24 ore fa.
Dall’inizio della campagna vaccinale sono state inoculate 39.495.769 dosi, mentre 13.394.797 persone hanno ormai completato il percorso e risultano protette dal virus.
In termini percentuali, il 44,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 24,6% ha completato il ciclo vaccinale.
Descrizione del COVID-19
I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus: alcuni possono causare malattia nell’uomo e altri negli animali (come cammelli, gatti e pipistrelli). Raramente i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Covid, perché la variante inglese è diventata dominante

Nel sistema immunitario la chiave per capire il successo della variante Alpha

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In pochi mesi, la variante inglese – catalogata qualche giorno fa “Alpha” dall’Oms – ha conquistato la scena diventando dominante sia negli Stati Uniti che in Europa. Ma cosa ha determinato questo rapido successo?
Un team di ricercatori inglesi se lo è domandato in una ricerca che ha indagato i meccanismi biologici alla base della diffusione del virus. Secondo i ricercatori, la variante Alpha ha la capacità di aggirare la prima linea di difesa del sistema immunitario, guadagnando tempo per diffondersi nell’organismo.
“Siamo rimasti molto colpiti da quanto emerso dallo studio – ha spiegato commentando la ricerca al ‘New York Times’, Maudry Laurent-Rolle, fisico e virologo della Yale School of Medicine – Per ‘funzionare’ i virus devono riuscire a superare la barriera del sistema immunitario. Se riescono a farlo diventano più forti e quindi più pericolosi”.
La variante inglese contiene …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | variante, inglese, Alpha,

Covid, scoperte mutazioni genetiche associate

I soggetti che le hanno rischiano più degli altri

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La presenza di precise mutazioni genetiche associate alle forme più gravi di Covid-19 è una nozione ormai abbastanza consolidata nella letteratura scientifica.

Ora un nuovo studio italiano – firmato da ricercatori dell’Ospedale Moscati di Taranto, del Pineta Grande Hospital di Caserta, dell’Università Cattolica di Roma, dell’Irccs-Fondazione Bietti e dell’Università di Bari – ha indagato la relazione tra i sintomi più gravi di Covid-19 e la presenza di alcuni polimorfismi genici, pubblicando i risultati su Pharmacogenomics and Personalized Medicine.

“Quello che abbiamo scoperto – spiega Alessandra Micera, direttrice del Laboratorio della Fondazione Irccs G.B. Bietti – è che i sintomi più gravi si sono verificati in pazienti che avevano dei particolari polimorfismi genici”. Alcune varianti genetiche, quindi, favorirebbero l’insorgenza delle forme più gravi di Covid-19.

Covid, solo 1 vaccinato su 2.000 è contagioso

Pochissime le infezioni, anche con una circolazione intensa del virus

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I dati che provengono dal San Matteo di Pavia sugli effetti dei vaccini anti-Covid sono molto incoraggianti. Lo studio condotto dal prof. Fausto Baldanti rivela che solo l’1,4% dei vaccinati si è infettato e 1 su 2.000 era contagioso.
La copertura dei 4.000 dipendenti del policlinico ha mostrato un tasso di efficacia del 98,6%.

“Ci siamo chiesti: quanto protegge un vaccino rispetto all’infezione? E abbiamo cercato di dare una risposta – spiega Baldanti –. La premessa è che, dal 1 settembre 2020 al 1 gennaio scorso, sui quasi 4.000 operatori sanitari del San Matteo si è infettato il 7% dei sieronegativi e il 2% di chi aveva sieropositività al Covid. Quindi, prima del vaccino, l’ultima protezione era rappresentata dall’aver avuto l’infezione, anche asintomatica, nel corso della prima ondata”.

Nuovi contagi ai livelli di settembre 2020

Regioni in vista della zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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Sono 1.273 i nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2. I decessi sono 65, per un totale di 126.588 dall’inizio dell’epidemia. Nella giornata di ieri sono stati effettuati 84.567 tamponi, il che produce un tasso di positività dell’1,5%. I ricoveri continuano a calare, arrivando a 4.910, 53 in meno in un giorno, mentre le terapie intensive sono 759, 15 in meno rispetto a 24 ore fa.

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state inoculate 38.391.998 dosi, mentre 13.098.261 persone hanno ormai completato il percorso e risultano protette dal virus. In termini percentuali, il 43,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 24,1% ha completato il ciclo vaccinale.

Continua il calo dei ricoveri. Tasso all’1,2 per cento

Regioni in vista della zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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Sono 2.436 i nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2. I decessi sono 57, per un totale di 126.472 dall’inizio dell’epidemia.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 238.632 tamponi, il che produce un tasso di positività dell’1,2%. Gli attuali positivi sono 195.369, 4.823 in meno rispetto a ieri. Anche i ricoveri continuano a calare, arrivando a 5.193, 295 in meno in un giorno, mentre le terapie intensive sono 788, 48 in meno rispetto a 24 ore fa.

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state inoculate 37.671.984 dosi, mentre 12.902.652 persone hanno ormai completato il percorso e risultano protette dal virus.

In termini percentuali, il 41,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 23,7% ha completato il ciclo vaccinale.