Perdita dei capelli nei giovani

Sempre più diffusa anche fra le ragazze

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Chi lo ha detto che la perdita dei capelli riguardi solo l’universo maschile? Niente di più falso, soprattutto negli ultimi anni, in cui stiamo assistendo a un preoccupante cambio di paradigma che vede coinvolto anche il mondo femminile. Quello delle adolescenti in primis, con numeri in costante crescita, sebbene il marketing dell’industria del capello continui a rivolgere le proprie attenzioni prevalentemente a quello maschile.
Spesso sono i genitori a notare l’evidente perdita dei capelli nelle proprie figlie che, impreparate culturalmente ad affrontare la problematica, tendono a sottostimarla, a nasconderla o, addirittura, a negarla. Le cause di questa inaspettata impennata sono molteplici. Si va da questioni legate ai cambiamenti ormonali fino a quelle alimentari, senza dimenticare quelle emotive e psicologiche innescate dalla pandemia che, secondo l’Osservatorio nazionale per …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Una terapia per la XLHED

Trattamento prenatale per la rara malattia congenita

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La Fondazione EspeRare e il Gruppo Pierre Fabre hanno annunciato oggi l’avvio dello studio clinico EDELIFE volto a confermare la sicurezza e l’efficacia di ER004, un trattamento prenatale per la malattia congenita rara e debilitante detta XLHED (displasia ectodermica legata al cromosoma X). Se positivo, lo studio potrebbe portare al primo trattamento approvato per la XLHED entro il 2026.
La XLHED è una malattia rara che colpisce circa 4/100.000 nascite di bambini di sesso maschile vivi ogni anno. Questo disturbo genetico è una patologia dermatologica che porta a uno sviluppo anomalo della pelle, delle ghiandole sudoripare, delle ghiandole sebacee, dei capelli, della cavità orale e delle ghiandole mucose respiratorie, con gravi manifestazioni cliniche come ipertermia, anomalie cranio-facciali e infezioni respiratorie ricorrenti.
“L’avvio dell’arruolamento di pazienti nello studio …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Lichen scleroatrofico, cos’è e come si può curare

Malattia che mina la vita intima

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Nel mondo da 3 a 15 persone su 100 soffrono di lichen scleroatrofico (LSA), una malattia infiammatoria cronica rara che coinvolge principalmente cute e mucose dell’area ano-genitale, con grave impatto negativo sulla qualità di vita.
Tra la comparsa dei disturbi e la prima visita nel nostro paese passa un tempo ancora troppo ampio: in media 2 anni e mezzo. “Ciò accade non solo per vergogna, per ignoranza o per paura da parte del paziente – spiega Stefano Lauretti, urologo all’ospedale S. Caterina di Roma – ma altrettanto spesso anche purtroppo per una scarsa conoscenza o attenzione del mondo medico”. Finora si pensava colpisse in misura maggiore il sesso femminile ma oggi si sa che anche i maschi non ne sono immuni.
“È una condizione fortemente sottostimata soprattutto nel sesso maschile – afferma il dott. Lauretti – ancora poco incline a rivolgersi allo specialista quando compaiono …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | lichen, pelle, scleroatrofico,

I fattori di rischio per l’ipossiemia

Sovrappeso e IMC aumentano i rischi di difficoltà respiratorie

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Cosa succede al nostro cuore e ai nostri polmoni quando saliamo ad alta quota? Dipende dalle caratteristiche del nostro fisico: lo confermano i dati appena pubblicati del primo e unico studio sul tema, realizzato dal Centro Cardiologico Monzino e finanziato da Fondazione IEO-MONZINO. I risultati dimostrano che l’alto indice di massa corporea, segno di sovrappeso, l’età avanzata e il sesso maschile sono fattori associati alla difficoltà di respirare (ipossiemia) quando si sale ad alta quota, in particolare durante l’inverno.
Lo studio ha analizzato la risposta cardiopolmonare all’esposizione acuta ad alta quota valutando le condizioni specifiche di ciascun soggetto, così da stabilire se una persona può raggiungere l’alta quota, quale tempo di acclimatamento deve rispettare, fino a quali altezze può spingersi, e qual è il livello di rischio individuale. Lo studio ha reclutato un totale di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Il fumo riduce la fertilità maschile

Interferisce anche con la procreazione assistita

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I risultati di una ricerca sviluppata dall’equipe dei ricercatori dell’Università di Padova confermano quelli già disponibili secondo i quali l’esposizione al fumo di sigaretta altera la fertilità nel maschio oltre a produrre patologie quali il diabete e le malattie cardio-vascolari.
L’effetto tossico sulla fertilità potrebbe essere in parte correlato alla presenza di cadmio nelle sigarette, oltre che di altri metalli pesanti (piombo, rame, arsenico, mercurio).
Lo studio sperimentale sviluppato dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Carlo Foresta e dal dott. Luca De Toni si è concentrato essenzialmente sugli effetti negativi del cadmio sulla fertilità dell’uomo. Elevati livelli di questo metallo pesante si ritrovano nei fumatori cronici, oltre che negli ambienti lavorativi, quali impianti di lavorazione o giacimenti minerari, e in coloro che risiedono in aree particolarmente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, fumo, fertilità,

I meccanismi all’origine dell’infertilità maschile

Studio sull’azoospermia e sulle sue conseguenze a lungo termine

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L’azoospermia non ostruttiva è definita come la totale mancanza di spermatozoi nel liquido seminale, causata da disfunzioni nel processo di formazione degli spermatozoi stessi all’interno del testicolo e non dall’ostruzione delle vie seminali.
Si tratta della forma più severa di infertilità di coppia da fattore maschile e offre così una modello ideale per studiare questa condizione. Purtroppo, la sua incidenza nella popolazione è in crescita, almeno nei paesi occidentali: per motivi ancora in larga parte sconosciuti, la conta degli spermatozoi risulta diminuita di circa il 50% negli ultimi 50 anni circa.
Ecco perché studiare l’infertilità maschile, i meccanismi biologici alla sua origine e le loro conseguenze sulla salute dell’individuo è sempre più urgente.
Un gruppo di ricercatori dell’Urological Research Institute (URI), l’Istituto di Ricerca Urologica dell’IRCCS Ospedale San …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | azoospermia, infertilità, spermatozoi,

L’infarto è più pericoloso per le donne

Maggiori probabilità di morire anche per ictus

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I problemi cardiovascolari colpiscono in prevalenza gli uomini, ma sono le donne a subire i tassi di mortalità più elevati. A morire per le complicanze di un ictus o di un infarto è infatti il 38% degli uomini e il 43% delle donne.

“Troppo spesso la donna è stata trascurata – sottolinea Maria Grazia Modena, consigliere Siprec e professore di Cardiologia – le patologie cardiovascolari colpiscono la donna tre volte più di tutti i tumori femminili messi insieme (seno, utero, polmone). Per questo bisognerebbe insegnare alle donne di tutte le età ad avere attenzione per il cuore, a partire da una maggiore sensibilità allo stile di vita per tutelare il proprio organismo”.

Aggiunge la specialista: “L’insorgenza delle patologie cardiovascolari è differente nelle donne e negli uomini.

Tumore anale, i principali fattori di rischio

Il Papillomavirus è responsabile di circa il 90% dei carcinomi dell’ano

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I tumori dell’ano sono relativamente rari e rappresentano il 2.5% dei tumori dell’apparato digerente. Dai dati riportati dall’AIRC in Italia si registrano poco più di 1.000 casi l’anno, 450 negli uomini e 650 nelle donne.

Negli Stati Uniti sono stati osservati 8.590 nuovi casi nel 2020 (2.690 uomini e 5.900 donne) con 1.350 decessi attribuibili a tale tipo di neoplasia. Gli studi americani hanno inoltre evidenziato un incremento dell’incidenza del cancro dell’ano del 2.7% per anno negli anni compresi tra il 2001 e il 2015.

L’incremento è stato del 2.2% nella popolazione maschile e del 3.1% in quella femminile. La mortalità è incrementata del 3.1% (3.4% negli uomini e 2.9% nelle donne).

5 mutazioni fanno ammalare gravemente di Covid-19

Analizzati i dati genetici di oltre 7.000 soggetti positivi

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È noto che i fattori di rischio per la malattia da SARS-CoV-2 sono l’età avanzata, il sesso maschile e le comorbidità, ma tali fattori non ne spiegano completamente l’ampio spettro di manifestazioni cliniche.

I ricercatori del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli, già un anno fa, all’inizio di questa devastante pandemia, avevano ipotizzato che i fattori genetici possono contribuire allo sviluppo di una forma di COVID-19 più aggressiva.

Oggi lo stesso team di studiosi, guidato da Mario Capasso e Achille Iolascon, professori di Genetica Medica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Principal Investigator del CEINGE, ha validato quell’ipotesi, grazie ad uno studio genetico, pubblicato sulla rivista internazionale iScience (Cell Press), dai numeri veramente rilevanti.

Depilazione maschile, i trattamenti più efficaci

Il metodo migliore è il trattamento laser

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Depilarsi nel calcio è ormai diventata una prassi consolidata. Non solo per moda, con i calciatori sempre più “vanitosi” e legati alla propria immagine, ma anche perché avere gambe depilate contribuisce a migliorare la preparazione atletica e le prestazioni agonistiche.

Nonostante alcune eccezioni a livello internazionale come Mohammed Salah del Liverpool e il giovane talento ungherese del Salisburgo Dominik Szoboszlai, quasi tutti i calciatori che vediamo scendere in campo hanno delle gambe lisce che esaltano muscoli scolpiti.

Bisogna però fare attenzione ai metodi utilizzati per depilarsi: ne è un esempio quanto accaduto al talentuoso giocatore spagnolo Marco Asensio del Real Madrid, il quale ha dovuto fermarsi per diversi giorni a causa di un’infezione causata da una depilazione errata.