Covid, arrivano i vaccini per i bambini

Nel giro di un anno i risultati degli studi sui più piccoli

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La platea delle persone da vaccinare per la protezione da Covid-19 si allarga sempre più. Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, annuncia la partenza a breve di uno studio sulla fascia d’età 5-11 anni. Successivamente, si valuteranno gli effetti sui bambini fra 2 e 5 anni e su quelli fra 6 mesi e 2 anni.
Intanto, l’Ema ha annunciato l’avvio della revisione dei dati per l’approvazione del vaccino Pfizer nella fascia d’età 12-15 anni.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, “sono sovrapponibili a quelli della fascia 16-25 anni, febbre, dolore al sito di iniezione, dolori articolari”, spiega Marino, che continua: “Il vaccino Pfizer per i ragazzi è esattamente lo stesso di quello somministrato in fasce di età più alta. Nei soggetti di 12-15 anni che hanno partecipato allo studio di Fase 3 si sono visti risultati molto promettenti, con un’efficacia del 100% e una risposta …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, influenza, pandemia,

Alzheimer, differenze dell’EEG durante il sonno

Aiutano a distinguere la malattia dal semplice decadimento cognitivo

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È ormai evidente che le relazioni tra malattia di Alzheimer e caratteristiche del sonno vanno ben al di là del riscontro assai comune di disturbi del sonno in questi pazienti sia perché le alterazioni del sonno sembrano costituire un fattore di rischio per la malattia, sia perché un buon sonno svolge un ruolo centrale nell’eliminazione dei metaboliti “cattivi” della proteina beta-amiloide facilitandone l’aggregazione e il deposito tipico dell’Alzheimer.
Mancava però nella letteratura scientifica una descrizione delle alterazioni elettroencefalografiche (EEG) del sonno in questi pazienti e la loro relazione con le già descritte alterazioni dell’EEG durante lo stato di veglia. In quasi 10 anni di lavoro, un gruppo di ricercatori della Sapienza e dell’IRCCS San Raffaele Roma, in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Policlinico Universitario Gemelli e l’Università dell’Aquila, ha portato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Alzheimer, sonno, amiloide,

Tumore anale, i principali fattori di rischio

Il Papillomavirus è responsabile di circa il 90% dei carcinomi dell’ano

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I tumori dell’ano sono relativamente rari e rappresentano il 2.5% dei tumori dell’apparato digerente. Dai dati riportati dall’AIRC in Italia si registrano poco più di 1.000 casi l’anno, 450 negli uomini e 650 nelle donne. Negli Stati Uniti sono stati osservati 8.590 nuovi casi nel 2020 (2.690 uomini e 5.900 donne) con 1.350 decessi attribuibili a tale tipo di neoplasia. Gli studi americani hanno inoltre evidenziato un incremento dell’incidenza del cancro dell’ano del 2.7% per anno negli anni compresi tra il 2001 e il 2015. L’incremento è stato del 2.2% nella popolazione maschile e del 3.1% in quella femminile. La mortalità è incrementata del 3.1% (3.4% negli uomini e 2.9% nelle donne).
Il tumore dell’ano è completamente diverso dai tumori del colon-retto. La principale causa eziologica del tumore dell’ano è l’infezione da parte del Papilloma virus umano (HPV), responsabile di circa il 90% …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ano, tumore, papillomavirus,

Mio buon Natale, te lo ricordi com’eri prima?

Quest’anno, l’abbiamo capito, il Natale sarà diverso per tutti. Se da un lato qualcuno ha già iniziato da settimane a decorare la casa per infondersi di atmosfera natalizia e rallegrare un po’ gli animi, dall’altro ci sono persone che saranno costrette a passare le feste lontane dai propri cari, a causa delle restrizioni sugli spostamenti o gli arrivi dall’estero. 

A cura di Valeria Baruzzo

In ogni caso, che si faccia parte del primo o del secondo gruppo, siamo tutti stimolati a riflettere su cosa significhi il Natale per noi. Nella maggior parte dei casi, le festività natalizie corrispondono esattamente a quello che siamo invitati a evitare quest’anno: assembramenti, abbracci, baci, carezze, rimpatriate, viaggi. Insomma, calore umano che nella vita di tutti i giorni non abbiamo tempo di alimentare perchè, correndo in modo frenetico, ci dimentichiamo di dedicare parole e pensieri a chi vogliamo più bene. Invece, a Natale ci riscattiamo un po’ tutti, che sia con un regalo ben pensato o con un semplice biglietto di auguri, una telefonata o una cena insieme a persone che non rivediamo da tanto (una mangiata più o una meno non fa differenza e lo sappiamo benissimo). Poi, ci sono anche i Grinch della situazione, che invece saranno ben contenti di evitare inutili rimpatriate familiari in cui si parla sempre delle stesse cose, si sente il solito “ma i figli, a quando?”, “la laurea quando arriva?”, “la fidanzata quest’anno l’hai trovata?”, “uh, come sei ingrassata!”, il tutto sfoderando il più falso dei sorrisi mentre si ringrazia per regali imbarazzanti che verranno rivenduti su internet il giorno dopo. Natale è un po’ entrambe le cose, forse. Un po’ magico e un po’ stressante. Ma in nessun caso dovrebbe essere solitudine.

© Sani per Scelta

Photo by Annie Spratton Unsplash

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Il trucco per il naso pronunciato

Tecniche per limitare i difetti

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Il naso costituisce una parte importante del nostro volto. Di conseguenza, una sua eventuale imperfezione risalta in maniera evidente e può creare squilibrio all’intera armonia del volto.

Se i difetti sono limitati, si può intervenire con il trucco, creando effetti ottici che contrastino l’inestetismo grazie a dei giochi di chiaroscuro. L’altro effetto del trucco è di favorire l’evidenziazione di altre parti del volto per distoglierla dal difetto del naso.

A seconda del tipo di naso si può effettuare un intervento diverso e specifico. Se si possiede un naso greco, ad esempio, l’espressione del viso tenderà ad essere un po’ dura perché l’incavo non è abbastanza pronunciato. In questo caso è bene scurire la parte alta del naso col fondotinta sfumando man mano che ci si avvicina alla punta.

Covid-19, una proteina provoca casi gravi

Associazione tra HERV-W ENV e evoluzione della malattia

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I ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata” hanno dimostrato per la prima volta la presenza di un’elevata quantità della proteina HERV-W ENV nelle cellule del sangue dei pazienti COVID-19.

La proteina è presente in particolare nei linfociti T, cellule che giocano un ruolo centrale nella risposta immunitaria verso le infezioni causate da virus e batteri. Nei pazienti COVID-19, la proteina è stata correlata all’infiammazione e all’alterazione ed esaurimento del funzionamento delle cellule del sistema immunitario.

L’osservazione che il livello della proteina riflette l’esito respiratorio dei pazienti durante l’ospedalizzazione suggerisce il suo ruolo nella patogenesi e nell’evoluzione della malattia.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “EBioMedicine” del gruppo editoriale “The Lancet”.

Allenamento ad alta intensità in 5 round da fare a casa

L’allenamento ad alta intensità in 5 round da fare a casa per smaltire un po’ di pigrizia da zona rossa, è tutto ciò che ti serve per rendere la tua giornata improvvisamente più attiva.

Si tratta di un allenamento in 5 round a corpo libero ad alta intensità. Ogni round comprende una sequenza di 3 esercizi da eseguire nell’odine e nel numero di ripetizioni indicato. Si tratta di una allenamento ad alta intensità e per questo motivo ti suggeriamo di verificare di essere nelle condizioni fitness e di salute per poter eseguire l’allenamento.

Per poter eseguire l’allenamento avrai bisogno di una bottiglietta d’acqua e un tappetino, una cassetta d’acqua e una corda per saltare

Allenamento ad alta intensità in 5 round da fare a casa

50 double under o 100 single under

  • Nel salto con la corda è importante coordinare braccia e gambe
  • Per chi è alle prime armi può essere utile cercare semplicemente di far passare la corda sotto le gambe e attendere prima di procedere con il secondo passaggio
  • Per coloro che invece sono già pratici del salto con la corda, più essere sicuramente più stimolante provare ad eseguire ad esempio l’ultima serie di salti con un doppio salto (o double under)

15 V-up 

  • Sdraiata per terra, supina, divarica leggermente le gambe
  • Metti i piedi a martello e porta le braccia sopra la testa
  • Con un movimento rapido porta mani e braccia contemporaneamente in alto eseguendo un movimento a cerniera
  • Il focus è sull’addomeIn fase di discesa cerca di controllare (per quello che ti è possibile il movimento) e ritorna in posizione di partenza
  • Ripeti l’esercizio per il numero di ripetizioni indicato eseguendolo quanto più possibile in maniera fluida

Suggerimento: se non riesci ad eseguire tutte le 30 ripetizioni contemporaneamente “spacchettale” in mini ripetizioni da 20 o da 10

21 Affondi statici (21 per gamba)

  • Iniziare in piedi con i piedi alla larghezza delle spalle e posiziona le mani sui fianchi per la stabilità
  • Avanza con una gamba e scendi nella contrazione eccentrica piegando il ginocchio anteriore fino a che non si trova leggermente al di sopra del livello del pavimento
  • Usa il piede posteriore per bilanciare spingendo leggermente in avanti sulle dita dei piedi (tenendo sollevato il tallone)
  • Raddrizza la gamba anteriore facendo peso sul tallone. Allo stesso tempo, raddrizza anche la gamba posteriore. Questo ti riporterà alla posizione di partenza; continua per la quantità desiderata di ripetizioni.

Suggerimento: tieni la testa dritta, tieni il petto in fuori, inspira sul movimento eccentrico (quando affondi) ed espira quando esegui la contrazione concentrica (quando sali) nella posizione di partenza.

Distrofia di Duchenne, l’impatto delle alterazioni del timo

Il ruolo del sistema immunitario nella distrofia muscolare di Duchenne

Pubblicato su Nature Communications uno studio dei ricercatori dell’Università Statale di Milano e del Policlinico di Milano in cui viene dimostrata una vera e propria disregolazione immunitaria che partecipa ad aggravare la fragilità muscolare e il progressivo danneggiamento dei muscoli distrofici.

L’alterazione presente nel sistema immunitario di un individuo con distrofia muscolare si riflette infatti nell’alterata maturazione dei globuli bianchi del sangue (linfociti) che finiscono per migrare nei muscoli rilasciando sostanze infiammatorie che attivano segnali di danno con riduzione della massa muscolare e conseguente formazioni di tessuto fibrotico cicatriziale.

Covid, il vaccino di Moderna protegge almeno 6 mesi

Gli anticorpi persistono a 6 mesi di distanza dalla seconda dose

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Almeno 6 mesi dopo la seconda dose. È il lasso di tempo durante il quale gli anticorpi generati dal vaccino di Moderna persistono nell’organismo della persona vaccinata con due dosi.

A dirlo è una lettera pubblicata sul New England Journal of Medicine che cita uno studio su 33 adulti sani che hanno partecipato allo studio di fase 1 del NIH sulla risposta immunitaria associata al vaccino di Moderna.

“Siamo lieti che questi nuovi dati mostrino la persistenza degli anticorpi per 6 mesi dopo la seconda dose del nostro vaccino Covid-19″, ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Questo ci dà ulteriore fiducia nella protezione offerta dal nostro vaccino. Restiamo impegnati a continuare ad affrontare la pandemia da Covid-19”.

Moderna sta lavorando al contempo sullo sviluppo clinico di adeguamenti del vaccino che tengano conto delle nuove varianti in circolazione.

Covid, perché è così grave per alcuni?

Conseguenze molto diverse a seconda dei soggetti

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Uno degli elementi di Covid-19 che fin da subito ha colpito i medici è l’estrema variabilità delle sue manifestazioni cliniche. Se è vero che ogni infezione può presentarsi con diversi livelli di gravità a seconda delle persone, quella causata da Sars-CoV-2 estremizza questo aspetto, passando dalla totale asintomaticità al bisogno della ventilazione assistita anche nella stessa categoria di persone.

La prima scoperta dei ricercatori è stata quella dei livelli insoliti di cellule T nel sangue delle persone colpite gravemente dalla malattia. I valori di un paziente deceduto hanno mostrato chiaramente il cambiamento nel livello delle citochine, le proteine che organizzano la risposta immunitaria.
In alcune persone, la risposta immunitaria è esageratamente violenta e finisce per colpire non solo i polmoni, ma anche cuore, fegato e cervello.