Olaparib e abiraterone per il cancro della prostata


Nei soggetti in cui la chemio non è indicata

Una nuova terapia per il cancro della prostata è stata autorizzata dall’Unione Europea. Si tratta dell’associazione fra olaparib e abiraterone, indicata per il trattamento del carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) negli uomini adulti per i quali la chemioterapia non è clinicamente indicata.
L’approvazione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di Fase III PROpele sulla raccomandazione positiva nella Unione Europea di novembre 2022 da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use).
Nello studio, olaparib, in combinazione con abiraterone e prednisone o prednisolone, ha ridotto il rischio di progressione di malattia o morte del 34% rispetto ad abiraterone e prednisone o prednisolone (rapporto di rischio [HR] 0,66; 95% intervallo di confidenza [CI] 0,54-0,81; p(Continua) leggi la 2° pagina prostata, tumore, olaparib,

Gli antibiotici aumentano il rischio di Mici


Malattie infiammatorie croniche intestinali più probabili

L’insorgenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale è più probabile con l’esposizione agli antibiotici negli adulti con più di 40 anni. A dirlo è un nuovo studio pubblicato su Gut da un team della NYU Grossman School of Medicine guidato da Adam S. Faye, che spiega: “Dai dati precedenti, sembra che l’ambiente possa svolgere un ruolo crescente nella patogenesi dell’IBD con l’avanzare dell’età. Infatti, gli adulti più anziani con IBD di nuova insorgenza hanno meno probabilità di avere una storia familiare positiva di malattia infiammatoria cronica intestinale rispetto ai giovani adulti con IBD di nuova insorgenza. Inoltre, i dati precedenti hanno mostrato un’associazione tra l’uso di antibiotici e lo sviluppo di IBD nei pazienti più giovani, ma ci sono pochi dati che esplorano il ruolo degli antibiotici nello sviluppo di IBD tra gli anziani”.
I ricercatori hanno utilizzato i dati …  (Continua) leggi la 2° pagina Mici, antibiotici, intestinale,

Ecco perché i cani fiutano i tumori


La chiave è nella concentrazione di glicosamminoglicani

Come noto, i cani riescono a fiutare alcune malattie, in particolare certi tipi di cancro prima della loro manifestazione clinica. Ma da dove arriva questa capacità? A rispondere è uno studio pubblicato su Pnas da un team del Karolinska Institutet di Stoccolma pensato in realtà per trovare un metodo non invasivo per l’individuazione precoce del cancro dalle analisi delle urine.
Lo studio, realizzato su 1.260 soggetti, è stato coordinato da Sinisa Bratulic. I ricercatori svedesi sono riusciti a identificare precocemente 14 diversi tipi di tumore in base alla concentrazione di glicosamminoglicani (GAG) che di norma fanno parte della matrice extracellulare dei tendini a cui conferiscono, insieme a elastina e collagene, proprietà elastiche che ne permettono l’allungamento.
I GAG subiscono un’alterazione a causa del tumore e vanno incontro a disgregazione con conseguente rilascio nel …  (Continua) leggi la 2° pagina cani, tumori, fiutare,

Una terapia per la sindrome di Smith-Magenis


Identificati i meccanismi patologici implicati nella malattia

Uno studio multicentrico italiano ha permesso di individuare alcuni dei meccanismi patologici coinvolti nel malfunzionamento delle cellule nella Sindrome di Smith-Magenis (SMS), una rara e complessa patologia genetica che colpisce, a più livelli, lo sviluppo del bambino.
La ricerca è stata condotta presso l’IRCCS Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, da un team tutto italiano, coordinato dalla Dott.ssa Jessica Rosati sotto la supervisione del Prof. Angelo Vescovi, in collaborazione con il gruppo di ricerca della Prof.ssa Maria Pennuto dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare VIMM, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e l’Istituto Neurologico Carlo Besta IRCCS, due dei maggiori centri clinici di cura per i bambini affetti dalla Sindrome di Smith-Magenis.
Il lavoro è stato pubblicato su Cell Death and Disease, rivista scientifica del gruppo Nature …  (Continua) leggi la 2° pagina malattia, genetica, cellule,

Nuova speranza contro l’Alzheimer


Il farmaco lecanemab mostra efficacia nella fase iniziale

È stato approvato dalla Food and Drug Administration il farmaco lecanemab per il trattamento della malattia di Alzheimer.
Lecanemab fa parte di una nuova generazione di farmaci allo studio per il trattamento dell’Alzheimer. In fase di studio c’è donanemab di Eli Lilly, che potrebbe ottenere un’approvazione accelerata nelle prossime settimane. La richiesta di approvazione è basata sui risultati di uno studio di fase II, anche se nei prossimi mesi i ricercatori di Eli Lilly dovrebbero presentare ulteriori risultati su un campione più ampio di 1.800 persone.
L’aspetto interessante di lecanemab sta nel suo meccanismo d’azione: si tratta infatti del primo farmaco che mostra una certa efficacia nella riduzione delle placche di proteina beta-amiloide, il cui accumulo costituisce la caratteristica principale della malattia di Alzheimer e dei suoi devastanti effetti sul cervello.
Lo studio …  (Continua) leggi la 2° pagina Alzheimer, lecanemab, aducanumab,

Quando il dolore del ciclo nasconde una patologia


Dismenorrea ed endometriosi possono esserne le cause

Dolore cronico accompagnato da ansia, depressione, disturbi dell’attenzione, insonnia, diminuzione dell’appetito e affaticamento, un quadro che viene definito sickness behaviour e che influisce negativamente sulla qualità di vita delle donne affette dalla Sindrome da Dolore Pelvico Cronico.
La dismenorrea, dolore pelvico che insorge nei giorni che precedono il ciclo mestruale e durante le mestruazioni, è nella maggior parte dei casi primaria, tuttavia forme severe possono arrivare a trasformarsi nella Sindrome da Dolore Pelvico Cronico. “La Sindrome da Dolore Pelvico Cronico rappresenta una invalidante forma di dolore cronico viscerale, per la quale le donne si rivolgono ai Centri di Terapia del Dolore”, spiega all’agenzia Dire Flaminia Coluzzi, professoressa associata di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore Dipartimento SBMC Sapienza Università di Roma. “Le cause possono essere …  (Continua) leggi la 2° pagina dolore, dismenorrea, ciclo,

Intestino pigro, 5 consigli per sgonfiarsi


Ritrovare l’equilibrio intestinale grazie a delle buone abitudini

Pancia gonfia e stitichezza sono un classico soprattutto dopo pranzi e cene molto abbondanti. Per ritrovare un buon equilibrio intestinale non serve mettersi a dieta o rinunciare a pasti gratificanti e gustosi. Bastano piccoli ma preziosi accorgimenti nella scelta dei cibi, delle cotture e degli orari. L’intestino ha bisogno di attenzione, seguendo piccole ma preziose strategie per evitare infiammazioni. Pena gonfiore e stitichezza.
Ecco 5 consigli per aiutare l’intestino:

1) Iniziare i pasti con verdura cruda. Introdurre verdura cruda all’inizio di ogni pasto, mista e fresca di stagione, finemente tagliata per favorire la funzionalità dello stomaco.
2) Chiudere i pasti con verdura cotta. Terminare ogni pasto con un piatto di verdura di stagione cotta semplice, anche sotto forma di minestrone o passato di verdura.
3) La dieta ovo-pesce-vegetale. Una alimentazione ovo – pesco …  (Continua) leggi la 2° pagina intestino, pigro, consigli,

Trovate microplastiche nelle urine umane


Rischi per la salute riproduttiva

Uno studio italiano pubblicato su Toxics rivela per la prima volta la presenza di microplastiche nelle urine umane. Lo studio è stato condotto nell’ambito del progetto EcoFoodFertility, prima ricerca al mondo multicentrica di biomonitoraggio umano che sta indagando in diverse aree ad alto rischio ambientale la presenza di diversi contaminanti ambientali e i loro effetti sulla salute umana.
Lo studio, firmato da scienziati dell’Università di Salerno e dell’Università Politecnica delle Marche, è stato coordinato da Oriana Motta, Luigi Montano ed Elisabetta Giorgini. I ricercatori hanno analizzato campioni di urine di 6 donatori sani, uomini e donne fra i 16 e i 35 anni, con indici antropometrici nella media provenienti da aree diverse del salernitano e dell’area Nord di Napoli.
In precedenza erano state segnalate microplastiche nella placenta e nel latte materno, mentre in questo caso …  (Continua) leggi la 2° pagina microplastiche, urine, salute,

I tumori Hpv-correlati colpiscono anche i giovani


Cresce la percentuale di tumori orofaringei causati dal virus Hpv

Ogni anno si diagnosticano in Italia circa 13.000 nuovi casi di tumori maligni del distretto testa-collo; la maggior parte di essi è rappresentata dai carcinomi squamosi e si osserva nella popolazione maschile (7.300 casi). Il 75% di queste neoplasie sono causate da fumo ed alcool. L’effetto dei due fattori è sinergico: il rischio di sviluppare il tumore si moltiplica e risulta superiore di 80 volte per quel che concerne il carcinoma del cavo orale e di 12 volte per quello della laringe rispetto a chi non fuma e beve. La malattia è tre volte più frequente nel Nord Italia rispetto al Sud.
Una percentuale minore ma sempre più rilevante dei carcinomi della testa e del collo, soprattutto dell’orofaringe (tonsille palatine e base lingua) è causata da un diverso fattore di rischio: l’Human Papilloma Virus (HPV), già noto come responsabile dei tumori della cervice uterina. …  (Continua) leggi la 2° pagina tumore, papilloma, uomo,

Dialisi, non tutti i beta-bloccanti sono efficaci


Solo alcuni riducono la mortalità

I pazienti sottoposti a dialisi assumono beta-bloccanti per ridurre la mortalità per ogni causa e per gli eventi cardiovascolari. Tuttavia, uno studio dimostra che esistono differenze fra i vari farmaci, e non tutti assicurano lo stesso livello di efficacia.
La revisione, pubblicata su Plos One, ha preso in considerazione centinaia di studi, ma alla fine solo 4 rispettavano i criteri statistici più stringenti per essere inclusi nella meta-analisi.
In totale, i 4 studi avevano coinvolto 54.115 pazienti, evidenziando come il trattamento con beta-bloccanti cardioselettivi mostri un rischio di mortalità per tutte le cause inferiore del 17% rispetto al trattamento con farmaci non selettivi.
Tre studi in particolare hanno valutato l’insorgenza degli eventi cardiovascolari, lasciando emergere che, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il trattamento con beta-bloccanti non selettivi, …  (Continua) leggi la 2° pagina dialisi, beta-bloccanti, cardioselettivi,