L’Alzheimer può essere allontanato

L’anticoagulante dabigatran sembra essere efficace

La riduzione dei sintomi dell’Alzheimer passa per l’assunzione del farmaco anticoagulante dabigatran. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology da un team del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares di Madrid e della Rockefeller University di New York. La ricerca, effettuata testando per un anno il farmaco su un gruppo di topolini malati di Alzheimer, ha dimostrato che gli animali che assumevano dabigatran avevano meno segni di infiammazione cerebrale e un accumulo inferiore di beta-amiloide.

«Questa scoperta», ha detto Marta Cortés Canteli, coordinatrice dello studio, «segna un importante avanzamento verso la possibilità di traslare i nostri risultati alla pratica clinica per ottenere un trattamento efficace per l’Alzheimer».

Il bisfenolo aumenta il rischio di obesità nei bambini

Sotto accusa le diverse varianti della sostanza

Varie_11349.jpg

Bisfenolo S (Bps) e bisfenolo F (Bpf) aumenterebbero il rischio di obesità nei bambini. Le due sostanze sono utilizzate dalle aziende dopo che il bisfenolo A era stato bandito per i suoi effetti sul sistema endocrino.

Secondo i ricercatori della New York University, che hanno realizzato uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society su bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni, la presenza nelle urine di livelli elevati di Bps e Bpf era associata a maggiori probabilità di essere obesi.

“Questa ricerca – spiega Melanie Jacobson, ricercatrice principale dello studio – suggerisce che anche esposizioni chimiche comuni possono svolgere un ruolo nello sviluppo dell’obesità, in particolare tra i bambini”.

Uno studio italiano ha associato anche il bisfenolo A alla maggiore incidenza di obesità infantile.

Candida auris, il super fungo che uccide

Diversi casi di infezioni letali negli Stati Uniti

Varie_14119.jpg

Le autorità sanitarie mondiali hanno a che fare con una nuova minaccia alla salute globale, un super fungo potenzialmente in grado di uccidere. Si chiama Candida auris, una sorta di versione “potenziata” della comune Candida.

In alcuni ospedali di New York e del New Jersey si è scatenato il panico a causa di questo microrganismo resistente ai farmaci. È un micete lievitoforme isolato per la prima volta nel 2009 nell’orecchio di un paziente giapponese ricoverato presso l’Ospedale geriatrico di Tokyo.

Il fungo è poi apparso in altri paesi, fra cui Stati Uniti e Gran Bretagna. A New York finora sono stati accertati 300 casi di infezione, e 600 in tutti gli Stati Uniti. Il fungo infetta le ferite, prediligendo le orecchie.

La risonanza magnetica svela il Parkinson

La neuromelanina può confermare la malattia

Parkinson_1972.jpg

C’è un nuovo possibile metodo di diagnosi del morbo di Parkinson.

In un recente studio del gruppo dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itb) di Segrate-Milano coordinato da Luigi Zecca e Fabio Zucca, frutto di una collaborazione con il Department of Psychiatry Columbia University Medical Center, New York, NY (coordinato da Guillermo Horga e Clifford Cassidy), è stato infatti dimostrato su sezioni del cervello umano che la riduzione del contrasto nelle immagini di risonanza magnetica è effettivamente dovuta alla perdita di neuromelanina, cioè dei neuroni che producono dopamina, legata alla malattia di Parkinson.

È stato perciò confermato che le immagini di risonanza magnetica della neuromelanina costituiscono un marcatore della funzionalità dei neuroni della dopamina della sostanza nera cerebrale.

Fertilità, il corpo delle donne blocca lo sperma inadatto

Gli spermatozoi vengono spazzati via

Il corpo femminile riesce a selezionare al meglio gli spermatozoi maschili che tentano di fecondarne gli ovuli. A scoprirlo è uno studio della Cornell University di New York pubblicato su Science Advances.

Gli spermatozoi meno dotati e più deboli non riescono a raggiungere l’ovulo perché ostacolati da un percorso altamente selettivo attraverso il quale solo i più veloci e mobili riescono a passare.

I test di laboratorio hanno evidenziato la capacità degli spermatozoi più forti di passare nei punti più stretti – definiti stenosi – mentre quelli deboli vengono catturati da correnti che, provenendo dalla parte opposta, hanno il compito di spingerli indietro.

L’effetto di questi restringimenti è impedire che lo sperma lento riesca a superare le barriere e selezionare dunque gli spermatozoi con il più alto livello di motilità.

MitraClip efficace per l’insufficienza mitralica secondaria

Ridotti i tassi di ricovero e di morte

Varie_7455.jpg

Il dispositivo transcatetere MitraClip è risultato efficace nei pazienti con insufficienza cardiaca e con insufficienza mitralica secondaria (MR).

La sua applicazione ha migliorato i tassi di ricovero e morte, oltre a migliorare la qualità della vita e della capacità funzionale.

«La prognosi per i pazienti con insufficienza cardiaca che sviluppano grave rigurgito mitralico secondario è scarsa, con opzioni di trattamento limitate. C’è un grande bisogno di aiuto per migliorare i risultati di questi pazienti molto gravi», spiega Gregg Stone, del Columbia University Irving Medical Center di New York, primo autore dello studio apparso sul New England Journal of Medicine.

Gli scienziati hanno valutato la riparazione della valvola mitralica transcatetere con MitraClip in 614 soggetti provenienti da 78 centri negli Stati Uniti e dal Canada affetti da insufficienza cardiaca sintomatica.

Nuovi anticorpi per sconfiggere l’Hiv

Approccio innovativo per la cura dell’infezione

Aids_1445.jpg

Il trattamento dell’infezione da Hiv passa per l’adozione di una nuova generazione di anticorpi. A ricordarlo sono due pubblicazioni di ricercatori dello University Hospital di Colonia e del German Center for Infection Research (DZIF), in collaborazione con i colleghi della Rockefeller University di New York, su Nature e Nature Medicine.

I risultati di questo studio clinico evidenziano il potenziale per le combinazioni di anticorpi per mantenere il controllo a lungo termine dell’HIV, dice Henning Grüll, dello University Hospital di Colonia, che ha preso parte a entrambe le pubblicazioni.

Il virus sviluppa presto una resistenza nei confronti dei farmaci, per questo è necessaria una combinazione di antiretrovirali e una somministrazione giornaliera per tutta la vita.

Anche gli uomini soffrono di depressione post-partum

Percentuale di incidenza simile a quella femminile

Depressione_2703.jpg

La depressione post-partum colpisce anche gli uomini. A ricordarlo è uno studio pubblicato su Jama Pediatrics da un team dell’Indiana University.
I ricercatori hanno esaminato i dati relativi agli screening sulla depressione realizzati in oltre 9500 visite in cliniche pediatriche. È emerso che la depressione colpiva il 4,4% dei padri, percentuale solo lievemente più bassa rispetto a quella femminile, pari al 5%.

“Il fatto che così tanti neopapà abbiano questo problema è significativo – afferma al New York Post Erika Cheng, l’autrice principale -, perché la depressione può avere conseguenze serie se non è trattata. Sappiamo che i padri depressi sono meno vicini ai figli, e questo può portare a problemi cognitivi e comportamentali”.

Il naso elettronico che fiuta il tumore del polmone

Diversi i progetti italiani in sperimentazione

Tumori_6380.jpg

Fiutare il tumore del polmone grazie a un naso elettronico emulando le capacità innate dei cani. È il principio dell’apparecchio ideato dall’Università Campus Biomedico di Roma che ora affronterà una sperimentazione di un anno presso il prestigioso Memorial Sloan Kettering di New York.

All’interno del dispositivo agiscono dei cristalli di quarzo che, a contatto con il respiro emesso a quattro diverse temperature, vibrano formando un grafico dal quale si evincono le condizioni di salute del paziente che si è sottoposto al test.

I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici, spiega Pierfilippo Crucitti, il professore di Chirugia toracica a capo del team di ricerca che ha progettato l’apparecchio. Si tratta di uno strumento di diagnosi in grado di effettuare analisi di precisione, non invasivo, a basso costo e utilizzabile su larga scala.

Gravidanza, rischio di malformazioni se si assume il litio

La terapia per la depressione è incompatibile con lo sviluppo del feto

Varie_5422.jpg

Le donne incinte che soffrono di depressione non possono essere trattate con il litio, pena la possibile insorgenza di malformazioni nel feto.

A confermarlo è uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry da un team della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. Il litio, largamente utilizzato per il trattamento della depressione grave, può causare malformazioni congenite nel nascituro e raddoppiare i tassi di riammissione in ospedale.

La metanalisi condotta dai ricercatori americani ha indagato gli effetti della terapia su 727 donne esposte al litio rispetto ad altre 21.397 gravidanze di madri con disturbi dell’umore che però non assumevano la sostanza.

Fra i bambini esposti al litio durante il primo trimestre, il tasso di malformazioni è risultato una volta e mezzo più frequente rispetto ai bambini non esposti (7,4% contro il 4,3%).