Coronavirus, almeno 6 mesi di immunità

Immunità naturale e da vaccino simili, improbabile ammalarsi di nuovo

Almeno 6 mesi di immunità. È quanto garantisce la guarigione dopo aver contratto il virus Sars-CoV-2. Al calare progressivo degli anticorpi, l’organismo risponde infatti mettendo in campo le cellule B della memoria, che evolvendosi consentono al sistema immunitario di sviluppare un sistema di difesa più duraturo nei confronti del nuovo coronavirus.

È la conclusione di uno studio della Rockefeller University di New York coordinato da Michel C. Nussenzweig e pubblicato sulla rivista Nature.
Stando ai risultati, il nostro corpo “ricorda” Sars-CoV-2 meglio del previsto, continuando a produrre anticorpi anche tempo dopo la guarigione. Non solo, gli anticorpi prodotti mesi dopo sembrano più efficaci dei primi, proteggendoci anche nei confronti delle versioni mutate.

Sex & The City senza Samantha Jones: il revival sembra realtà 

Sex & the city sembra ritornare sugli schermi per la gioia di noi piccole grandi donne che con quella serie televisiva abbiamo imparato una dura verità: ovvero che il principe azzurro non esiste. 

Abbiamo anche imparato ad osare con l’abbigliamento e a sognare di essere indipendenti lavorativamente e sessualmente parlando. 

Eppure l’emblema di tutto questo, Samantha Jones (interpretata da Kim Cattral) sembra non fare parte del cast del revival

Samantha Jones vera musa ispiratrice della serie 

Per quanto  Carrie sia senz’altro la colonna portante della serie, Samantha è la nostra musa ispiratrice, e senza di lei la serie che tanto ci ha insegnato sui rapporti uomo/donna ed equilibrio lavoro/vita privata, non sarà più la stessa cosa. 

Dai suoi outfit supersexy e disinibiti, abbiamo appreso che si può sempre essere belle e sentirsi supersexy a prescindere dall’età; che chiunque può mantenersi in forma, basta avere se stesse come priorità e che l’amore non è solo figli, fiori e matrimonio, ma anche tanta passione e complicità, anche con un tot boy. 

10 delle migliori citazioni di Samantha Jones

Dall’amore, al lavoro, passando per l’amicizia e il sesso, Samantha Jones è un vero è proprio pozzo di saggezza. Ecco le 10 frasi di Samantha Jones che dovresti sempre tenere a mente. 

Se dovessi preoccuparmi di quello che ogni stronza a New York dice di me, non dovrei mai lasciare casa. 

Come di certo saprete, ho sempre amato il mio corpo per com’è 

Ti amo, ma amo me stessa di più 

Dì ad un uomo “ti odio” e avrai in cambio il miglior sesso della tua vita. Dì ad un uomo “ti amo” e probabilmente non lo vedrai mai più in vita tua. 

Si, sono dura. E sono anche esigente, testarda, autosufficiente e ho sempre ragione. 

I buoni ti fottono, i cattivi ti fottono….. e il resto non sa come fotterti 

Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è 

Tesoro, non puoi ascoltare ogni singola voce che ti passa per la testa. Uscirai pazza. 

Gli uomini tradiscono per lo stesso motivo per cui i cani si leccano le palle: perché ci riescono.

Ho 52 fottutissimi anni e starò una favola in questo vestito 

Fenofibrato, nuova arma contro il coronavirus

Il farmaco inibisce la riproduzione del virus nelle cellule dei polmoni

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Un gruppo di ricercatori israeliani della Hebrew University di Gerusalemme, in collaborazione con l’americano Mount Sinai Medical Center di New York, ha scoperto che un vecchio farmaco, notissimo e dai costi molto bassi, il fenofibrato, è in grado di inibire la capacità del Covid-19 di riprodursi nelle cellule dei polmoni.

La notizia della scoperta di questa potenzialità sta avendo enorme eco nella comunità scientifica e sui media americani. Il farmaco è da anni utilizzato anche in Italia per abbassare il livello dei grassi nel sangue.

È una scoperta molto interessante – commenta il prof. Cesare Sirtori, farmacologo clinico di fama mondiale e fondatore del centro per lo studio delle dislipidemie dell’Ospedale Niguarda di Milano -. Da anni utilizziamo il fenofibrato sui nostri pazienti per contrastare l’eccesso di trigliceridi nel fegato.

Cancro al colon, come inibire il gene “incurabile”

Si possono aggredire i tumori con mutazione G12C del gene KRAS

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Una nuova speranza nella lotta al cancro del colon-retto.

È stato pubblicato, sulla rivista scientifica Cancer Discovery uno studio condotto da un team internazionale di esperti guidato da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare all’IRCCS Candiolo e docente del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e coordinato da Sandra Misale, dottorata dell’Università di Torino, e attualmente ricercatrice associata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

Il team ha esaminato su modelli cellulari gli effetti di AMG510, un farmaco sperimentale contro il cancro che agisce da inibitore del gene KRAS G12C.

KRAS è uno dei geni mutati più comuni nei tumori umani, come il cancro ai polmoni, al colon-retto e al pancreas. Questo gene è stato considerato incurabile per decenni, fino al recente sviluppo di una nuova classe di inibitori covalenti.

Un’infezione parassitaria protegge dall’Alzheimer

Il parassita della leishmaniosi sembra svolgere un ruolo protettivo

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La malattia di Alzheimer colpisce prevalentemente individui anziani, ha
un’eziologia ancora sconosciuta ed è una condizione neurodegenerativa caratterizzata da una progressiva demenza da severa infiammazione, per la quale non esiste ancora alcuna cura.

Diversi studi hanno mostrato come i meccanismi infiammatori, probabilmente scatenati dalla presenza di placche di amiloide nel cervello, siano secondari all’attivazione di un sistema multiproteico intracellulare chiamato inflammasoma.

Un recente articolo pubblicato sul New York Times ha rivelato come in una tribù amazzonica studiata per anni non vi fosse alcun segno di Alzheimer negli anziani, nonostante la presenza del solo fattore di rischio generico noto: ApoE4; il giornalista ipotizzava come ciò potesse essere collegato alla presenza di infezioni parassitarie.

Emicrania, efficace e sicuro erenumab

La somministrazione mensile non mostra problemi

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Il farmaco erenumab, somministrato una volta al mese tramite autoiniettore, si è rivelato efficace e sicuro nel trattamento dell’emicrania cronica.

Lo rivela un nuovo studio apparso su Neurology a cura di Richard Lipton, ricercatore dell’Albert Einstein College of Medicine di New York e primo autore dello studio, che spiega: «Abbiamo voluto determinare l’effetto di erenumab sulla qualità della vita correlata alla salute (HRQoL), sull’impatto del mal di testa e sulla disabilità nei pazienti con emicrania cronica».

Gli scienziati hanno randomizzato 667 adulti affetti da emicrania cronica a ricevere placebo o erenumab in dosi da 70 o 140 mg al mese.

Fitness in quarantena, un decalogo

I consigli per prevenire e curare gli infortuni casalinghi

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L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus ha costretto milioni di persone alla quarantena forzata, modificando in maniera radicale le abitudini di allenamento tradizionale. Basti pensare che in queste settimane è esplosa la mania degli “home workout”, menzionati su Instagram in oltre 3 milioni di post.

Un metodo alternativo per rimanere in forma e ottenere benefici a livello fisico e mentale, come rivelato da una ricerca condotta dalla National Health Association e pubblicata su USA Today. Pratica amata e condivisa anche dalle stelle dello spettacolo, che creano delle sessioni interattive per i follower: da Jessica Alba a Kate Upton, da Britney Spears a Kaley Cuoco, fino ad arrivare a Robbie Williams e Justin Bieber. Ma gli allenamenti domestici, soprattutto per i neofiti, rappresentano una delle principali cause di infortuni, come spiegato da un’indagine del New York Times.

Il coronavirus, con gli occhi degli adolescenti

Alzi la mano chi non ha mai gioito, ai tempi delle superiori o delle medie, per un giorno inaspettato di sciopero. Essere a casa un venerdì, un mercoledì, magari persino un giovedì che è sempre in mezzo alla settimana, quella sì che era un’occasione speciale. Ecco, forse all’inizio di questa quarantena forzata gli adolescenti italiani si sono sentiti un po’ euforici per aver saltato la verifica dopo le vacanze di carnevale, per aver più tempo per fare i compiti, per stare con gli amici, per andare in centro o tornare a sciare in montagna. Insomma, il tipico sentimento che prende in un inaspettato giorno di sciopero. Ma poco a poco, il senso di legittima euforia ha lasciato spazio a un senso di sconforto e spaesamento, e gli adolescenti hanno iniziato a riflettere, a pensare, a guardare con occhio critico la situazione. Hanno capito che c’è qualcosa che non va e altrochè se non va. A volte gli adulti cercano soluzioni complesse a problemi complessi, ma dimenticano di guardare la questione “senza filtri” perché sono presi da mille cose, dall’etica, alle convenzioni sociali, agli obblighi e per finire con i valori personali di ognuno. Eppure, a volte, basterebbe chiedere a propri figli cosa ne pensano, per avere una bella visione, magari priva dell’esperienza che si costruisce con gli anni, ma sicuramente ricca di spunti per renderci conto di tutti gli sbagli che stiamo commettendo nella disperata ricerca di rimediare a uno. Con sconforto, rabbia e incredulità, ecco la riflessione di una adolescente ai tempi del COVID-19.

IL SILENZIO DEI BISOGNOSI

Ho sempre letto spesso e volentieri il New York Times fin da quando sono piccola. Mi ha sempre affascinato il pensiero americano e ultimamente sono rimasta abbastanza sconvolta dal fatto che la situazione coronavirus in Italia sia presa molto “alla leggera” dagli stati esteri. Gli unici articoli che ho trovato sul NYT riguardanti la situazione del nostro paese raccontano della chiusura degli stadi e del rischio che il campionato di calcio termini qui. Lo trovo assurdo e ridicolo. Penso che l’Italia faccia parte di un gruppo di stati che è stato di grande aiuto per l’evoluzione e il progresso della nostra società. Molti stati ci stanno “voltando le spalle” pensando solamente ai rischi che la loro economia corre invece di pensare che vi sono persone che stanno morendo e che questo virus continua a diffondersi senza che nessuno stia trovando soluzioni concrete.

Buona sanità o buon utilizzo della sanità?

Fin da piccola facevo avanti-indietro dagli ospedali dove lavorano i miei genitori essendo entrambi medici e in 15 anni non li ho mai visti così vuoti. Le persone hanno paura di uscire di casa e addirittura rinviano gli appuntamenti medici. Stanno un po’ impazzendo tutti  e questo è dovuto all’eccessiva diffusione di informazioni che spesso sono false o mal interpretate. Il fatto che questo sia l’unico argomento che si tratta in tv non rassicura le persone che continuano a diffondere le loro opinioni giuste o sbagliate che siano. Si crea così una situazione di caos e la gente ha paura a farsi aiutare. Pensano sia pericoloso mettere piede fuori casa e si genera una situazione estrema. In questo momento è giusto che si isoli il virus al fine di evitare che si trasformi in una pandemia usando degli accorgimenti igienico-sanitari corretti (ad esempio lavarsi le mani, evitare il contatto con persone infette…), ma il trasformare ciò in una specie di “guerra psicologica” ritengo sia sbagliato. Così come sbagliato è il sovraccaricare gli ospedali di ricoveri impropri che evidenziano gli errori fatti dalla politica. Un esempio di ciò è il taglio alla spesa sanitaria, il ridotto di medici ed infermieri senza un ricambio adeguato che al momento di questa follia determinata dal COVID-19 si è evidenziato. Un altro aspetto sanitario che traggo dai racconti dei miei genitori è l’uso improprio del pronto soccorso in quanto durante il resto dell’anno è sempre intasato mentre durante questo periodo è vuoto. Penso sia abbastanza strano che il nostro sistema sanitario sia soggetto a pressioni durante tutto l’anno per garantire un adeguato funzionamento di questi servizi e che durante periodi in cui vi è un reale bisogno esso non sia sfruttato. In America tutto è privatizzato. In Italia, invece, abbiamo il beneficio di poter usufruire liberamente di consigli/visite mediche che bisogna imparare a sfruttare per fini concreti.


Non “ghettizzateci”

Il nostro stato sta vivendo un periodo di crisi  che probabilmente proseguirà per molto tempo. All’estero ci vedono come persone da “ghettizzare” perché potremmo portare malattie. L’unica differenza che il nostro stato ha rispetto agli altri è il fatto che sono stati effettuati oltre 21 mila tamponi per prevenire o curare questo virus, invece nei paesi esteri ciò non è stato fatto e sembra che ne siamo affetti solo noi. Il fatto che abbiamo controlli superiori rispetto a quello di altri stati sta avendo un impatto negativo soprattutto sull’economia e sul turismo e questi settori ne risentiranno almeno fino ad oltre l’estate. Bisognerebbe che i capi di governo spieghino alle altre nazioni che noi non ci siamo mai tirati indietro quando si trattava di salvare altre vite. Mentre molti stati chiudevano le frontiere noi abbiamo sempre accolto tutti garantendo un supporto economico e delle cure mediche a chi ne necessitasse perciò ora non mi sembra corretto che tutti gli italiani vengano categorizzati come infetti e respinti in molte parti del mondo. Bisognerebbe aiutarsi reciprocamente e condividere tutte le informazioni che si hanno riguardo questo virus per poterlo combattere e porre fine a questa situazione anche se questo è molto difficile che accada perché probabilmente ci sarà sempre qualcuno che si terrà qualcosa per sé per garantirsi il primato di risoluzione di questo problema.

Molto più di un virus 

Un’altra cosa che mi ha lasciato abbastanza allibita è il fatto che noi italiani non abbiamo una reputazione fantastica all’estero dato che ci conoscono per il cibo e per la mafia. Ora non bisogna aggiungere anche il razzismo. Io sono in montagna, ma su Instagram vedo dei video assurdi. Una mia amica è stata insultata sulla metro perché ha gli occhi a mandorla nonostante lei è nata in Italia, vive qui da 17 anni e non è mai stata in Cina. Inoltre questo virus ha una percentuale di decesso del 2-3%  e tutti i casi di morti in Italia riguardano persone che già erano soggette a patologie perciò esso ha solamente peggiorato queste condizioni. La maleducazione e l’inciviltà che si sono manifestati in questi giorni sono solo in grado di generare razzismo e discriminazione nei confronti di persone che non c’entrano nulla.

L’ignoranza è più contagiosa del coronavirus e purtroppo è anche incurabile.

Il miglior trattamento di prima linea per l’ipertensione

Più efficaci i diuretici tiazidici

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Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) non sono altrettanto efficaci e sicuri dei diuretici tiazidici nel trattamento di prima linea dell’ipertensione.

Lo dice uno studio pubblicato su Lancet dalla Columbia University di New York e firmato da George Hripcsak, che spiega: «La scoperta della maggior efficacia e sicurezza globale dei diuretici tiazidici e tiazidici-like rispetto agli ACE-inibitori è un nuovo risultato che deve essere preso sul serio».

Le linee guida raccomandano l’uso di diversi farmaci di prima linea, fra cui i diuretici tiazidici e gli ACE-inibitori, ma anche i bloccanti del recettore dell’angiotensina, i calcio antagonisti diidropiridinici o non diidropiridinici in alcuni casi.

C’è tuttavia incertezza nello scegliere con quale farmaco iniziare nei pazienti con nuova diagnosi di ipertensione.

Cancro, l’intelligenza artificiale lo scopre in tempo reale

Più efficace della biopsia tradizionale nel rilevare i tumori cerebrali

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Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione nel campo della chirurgia oncologica. Uno studio apparso su Nature Medicine segnala l’estrema efficacia di un nuovo sistema di diagnosi del cancro cerebrale basato sulla combinazione fra l’imaging ottico avanzato con un algoritmo di intelligenza artificiale.

La tecnica, nota come Stimulated Raman Histology (Srh), riesce a produrre una diagnosi intraoperatoria, ovvero in tempo reale durante un intervento chirurgico per l’asportazione di tessuto cerebrale che si sospetta canceroso.

Basandosi su 415 pazienti, gli scienziati della New York University hanno estrapolato 2,5 milioni di immagini che sono servite per l’addestramento di una rete neurale convoluzionale (Cnn). I tessuti sono stati divisi in 13 categorie istologiche che rappresentano i tumori più comuni: glioma maligno, meningioma, linfoma e altri.