Diabete, il trapianto protegge anche dalle fratture


Il rischio è più alto nei pazienti con diabete di tipo 1

Le persone con diabete di tipo 1 hanno un maggior rischio di fratturarsi rispetto al resto della popolazione. La carenza di insulina sembra giocare un ruolo importante nel determinare la fragilità ossea associata al diabete di tipo 1.
Il trapianto di pancreas consente di ripristinare la fisiologica produzione di insulina, permettendo così di guarire dal diabete. Tuttavia, gli effetti del trapianto di pancreas sul rischio di frattura non sono noti. “Obiettivo del nostro studio – spiega la dottoressa Caterina Conte, Irccs Ospedale San Raffaele di Milano – è stato quello di valutare se il ripristino della secrezione insulinica, mediante trapianto di pancreas, riduca il rischio di frattura nelle persone con diabete di tipo 1 e normale funzione renale”.
A questo proposito, gli autori dello studio hanno analizzato i dati relativi alle persone con diabete di tipo 1 sottoposte a trapianto di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, fratture, trapianto,

7 motivi per cui mettersi a dieta spesso non funziona

Non fraintendiamoci, il presupposto di questo articolo è evidenziare come spesso e volentieri la parola dieta o anche banalmente il fatto di mettersi a dieta, predispone molte persone al mancato raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Ecco 7 motivi per cui mettersi a dieta non funziona

Abbiamo raccolto un po’ in giro per il web una serie di motivi, a nostro avviso validi, per cui mettersi a dieta non funziona. Ricordiamo sempre che per quanto riguarda l’alimentazione, così come per l’allenamento, è necessario rivolgersi a professionisti del settore per avere indicazioni precise su come agire rispetto alla propria situazione personale.

Mettersi a dieta non funziona perché viene considerata un processo a tempo determinato, efficace nelle fasi iniziali per poi diventare un boomerang nel lungo periodo in quanto non sempre vengono promossi cambiamenti sostenibili.

Mettersi a dieta, soprattutto con le cosiddette “diete del momento”, ti fa incappare in abitudini alimentari particolarmente nocive per la salute. Potrebbero esserci dei deficit in termini di nutrienti essenziali ad esempio, e tu potresti non rendertene conto.

Mettersi a dieta, facendo riferimento a diete restrittive possono portare paradossalmente a mangiare troppo. Eliminare interi gruppi alimentari o demonizzarne altri, può portare a restringere eccessivamente le opzioni in campo alimentare e condurre a comportamenti alimentari estremi come risultato finale.

Mettersi a dieta viene visto come una sorta di stigma sociale. Autoinflitto ovviamente. L’approccio aut aut all’alimentazione può essere sempre rischioso soprattutto se si tratta di vita sociale. Molte persone tendono infatti a non vivere bene determinati contesti, autoescludendosi da questi ultimi.

Mettersi a dieta favorisce in alcuni casi, l’emergere del senso di colpa. LA vita di oggi è talmente complessa da vivere, che spesso ci si ritrova difronte a situazioni in cui il nostro senso di colpa viene stimolato. L’ultima cosa di cui hai bisogno è mettere ulteriore pressione su te stessa, mettendoti a dieta, finish per far passare in secondo piano quello che è il reale obiettivo principale, ovvero mangiare bene

Mettersi a dieta pone eccessivamente l’accento sul rapporto con la bilancia. chi di noi non si è mai sentita un po’ a disagio o addirittura ansiosa al solo pensiero di doversi pesare? Sarebbe meglio concentrarsi sul rapporto massa magra/massa grassa, sull’acquisire abitudini alimentari sane, piuttosto che lasciarsi definire da un numero.

Mettersi a dieta accentua la falsa convinzione che esista un corpo dalle fattezze ideali a cui aspirare. Quello a cui in realtà dovresti aspirare è avere un rapporto equilibrato e sano, sia con la tua immagine sia con quello che mangi.

L’occhio bionico funziona

5 persone affette da maculopatia vedono di nuovo

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A 12 mesi dall’impianto di un microchip nella retina, 5 pazienti affetti da maculopatia in fase terminale e ormai non vedenti hanno riacquistato parzialmente la vista.

I risultati sono il frutto del lavoro legato al progetto PRIMA organizzato dalla società francese Pixium Vision.

Andrea Cusumano, ricercatore in oftalmologia presso l’Università di Tor Vergata e consulente medico scientifico del progetto PRIMA, commenta:

Il progetto PRIMA è volto a ripristinare una visione artificiale in pazienti non vedenti mediante una protesi retinica ideata e inizialmente realizzata da Daniel Palanker, della Stanford University.

I pisolini fanno male al cuore, anzi no

Ricerche danno risultati contrastanti sugli effetti del riposo diurno

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Dormire di giorno fa bene o no alla salute? L’ultima ricerca a tentare di rispondere alla domanda è stata realizzata dall’Ospedale universitario di Losanna e pubblicata su Heart.

I ricercatori elvetici hanno analizzato 3.462 abitanti della città svizzera. I partecipanti avevano un’età compresa fra i 35 e i 75 anni. Il pisolino occasionale (da una a due volte alla settimana) è stato associato a un dimezzamento del rischio di infarto, ictus o insufficienza cardiaca (48%) rispetto a quelli che non facevano alcun riposino.

Il dato è rimasto valido dopo l’analisi di fattori che potevano influenzare i risultati, ad esempio l’età e la durata del sonno notturno, o la presenza di problemi cardiovascolari come l’ipertensione o l’ipercolesterolemia.

Sclerosi multipla, nuovi dati su dimetilfumarato

Conferma dei benefici a lungo termine del farmaco

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Nuovi dati disponibili confermano l’efficacia di dimetilfumarato a lungo termine per il trattamento della sclerosi multipla.

I risultati sono stati presentati da Biogen in occasione del 35o Congresso del Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (ECTRIMS).

“I nuovi dati confermano il ruolo del dimetilfumarato come valida opzione terapeutica nel lungo termine per la sclerosi multipla recidivante, con molti pazienti partecipanti allo studio che non hanno subito recidive né progressioni della loro disabilità nell’arco di 10 anni”, ha dichiarato Alfred Sandrock, Jr., M.D., Ph.D., Executive Vice President e Chief Medical Officer di Biogen.

Circuito Total body per aumentare la massa magra

Migliorare il rapporto massa grassa/massa magra è quello che a cui dovresti realmente pensare nel momento in cui decidi di affrontare un programma di allenamento. L’allenamento a circuito, in questo senso è senz’altro una tipologia di allenamento che dovresti inserire nella tua settimana in palestra.

Il circuito si compone di 5 esercizi da eseguire in base alle proprie capacità e abilità, con bilanciere, kettlebell o manubri. Puoi eseguire il circuito utilizzando il protocollo Tabata che prevede 20 secondi di allenamento alla massima intensità e 10 secondi di pausa. Puoi completare dai 3 ai 5 giri.

Ti ricordiamo sempre di verificare di essere nelle condizioni di salute e fisiche per poter eseguire un allenamento. Se è la prima volta che ti approcci a questa tipologia di allenamento, non esitare a chiedere aiuto al trainer di sala.

Circuito Total body per aumentare la massa magra

Shoulder press

Nell’eseguire l’esercizio, la precauzione da prendere è quella di non spingere indietro la schiena, forzando la zona lombare. Onde evitare che ciò accada, ricordati di

Front squat o Goblet Squat

 

Arm row Alternato

Nell’esecuzione dell’esercizio è importante attivare i muscoli della parte centrale del corpo, e verificare che la schiena sia ben allineata. Piega leggermente le gambe, e ti raccomandiamo di non esagerare con il peso. Attieniti sempre ad un peso che ti permetta di eseguire l’esercizio in forma corretta, e nello stesso tempo faccia lavorare i tuoi muscoli.

Russian twist

Burpees

 

Crossfit Donne e alimentazione

Partiamo dallo spiegare cos’è il CrossFit e perché viene tanto demonizzato da alcuni, soprattutto donne, tema che mi tocca personalmente.

Il CrossFit è una metodologia di allenamento che ha l’obiettivo di ottimizzare le competenze psico fisiche dell’individuo, in ognuna delle dieci componenti del fitness da noi riconosciute: Resistenza Cardiovascolare e respiratoria, Stamina (resistenza muscolare specifica), Forza, Flessibilità, Potenza, Velocità, Coordinazione (qualità da allenare e fondamentale per lo sport e la vita quotidiana), Agilità, Equilibrio, Precisione (permette di eseguire il gesto in maniera più economica).

I workout sono sempre diversi, ogni giorno e comprendono vari esercizi basici e tecnici.

Vabbè, tutte belle parole ma, il CrossFit mi fa diventare grossa? E’ questa la domanda che ci viene fatta maggiormente dalle donne, ovviamente, perché un uomo che non vuole metter su muscoli ancora lo devo incontrare.

Ed è qui che viene il bello, perché non vi dirò cavolate del tipo che non aumenterà la vostra massa muscolare, ma le domande da porsi sono: come e quanto?

Non è così facile metter su muscoli e non diventerete “uomini” con 3/4 allenamenti settimanali magari usando il bilanciere scarico e la molla per le trazioni.

Facciamo le dovute distinzioni tra ATLETE e donne (ma anche uomini) che praticano CrossFit per sentirsi meglio e più in forma, perché parliamo di allenamenti carichi ed intensità molto diversi.

La verità è che diventerete più forti, questo perché come in ogni sport, anche nel CrossFit, il corpo si adatta in maniera funzionale a ciò per il quale lo state usando, perciò anche gli acciacchi, i dolori, e così via, saranno dovuti a questo adattamento. Esiste uno sport che non usuri il corpo?! No, non credo.

STRONG IS THE NEW BEAUTY e non posso essere più d’accordo.

Se non siete contente di veder i vostri muscoli migliorare visibilmente in tonicità, forza e resistenza, allora Il CrossFit no, non fa per voi.

Come in ogni sport comunque, l’alimentazione è fondamentale per ottenere qualunque risultato.

I principi base per una corretta alimentazione nel CrossFit, ma anche in generale per uno sportivo, possono essere così riassunti:

1. UTILIZZA TUTTI I MACRONUTRIENTI
La proporzione con cui questi devono essere presenti è relativa alle necessità di allenamento. Le proteine sono indispensabili per recupero e crescita muscolare, i Carboidrati sono il carburante per la produzione di energia, I grassi (acidi grassi essenziali) sono necessari per il normale sviluppo. Fondamentale è quindi l’assimilazione di tutti e tre i macro e può aiutare dividere il piatto  in tre sezioni da riempire con i vari nutrienti.

2. Monitora la tua alimentazione

Per uno sport ad alta intensità come il CrossFit, è importante rispettare il fabbisogno di carboidrati per avere la giusta quantità di energia a disposizione e di proteine per la costruzione di massa muscolare. Devi cucire il consumo alimentari basandoti sui tuoi bisogni e sul tuo metabolismo.

3. Il Timing nutrizionale

Gli studi più recenti hanno evidenziato come la distribuzione dei micronutrienti nel corso della giornata abbia un importante impatto nell’allenamento e nella performance. Ciò che si consuma per prepararsi e per recuperare dipenderà da come e quando ti alleni.

La colazione
Un pasto equilibrato, entro un’ora da quando ci si alza la mattina, sveglierà il corpo e ti darà vigore, oltre a diminuire la fame avvertita nel corso della giornata.

La cena

Il corpo ricostituisce le fibre muscolare durante la notte, mentre riposi, pertanto assumere un buon quantitativo di proteine e di carboidrati per ripristinare il glicogeno muscolare, prima di andare a letto è estremamente benefico.

4. Non demonizzare i grassi

Iniziate ad inserire nella vostra lista della spesa alcune voci (tra l’altro gustose) come: Avocado, Frutta secca, Olio di cocco, Olio extra vergine di oliva. Queste sono tutte ottime fonti di acidi grassi omega-3 che possono giovare alla salute sotto ogni aspetto, non solo per quello concernente il CrossFit. I cibi “senza grassi” generalmente sono pieni di zuccheri raffinati sotto forma di altri composti (sciroppi per lo più), perciò fate attenzione a ciò che comprate.

5. Bevi tanta Acqua
Potrà sembrare banale, ed è risaputo che bisogna bere tanta acqua, soprattutto poi se si pratica uno sport impegnativo come questo.
Il nostro corpo è principalmente composto da acqua, ed è assolutamente essenziale per una performance ottimale, perciò è fondamentale mantenersi idratati. Inoltre, più acqua si beve e più acqua “accumulata” verrà rilasciata durante l’allenamento, disintossicando il corpo.

6. Integratori

Accanto all’alimentazione potrebbe essere utile o addirittura necessaria l’integrazione. Integratori come le Whey protein, i BCAA (Branch Chained Ammino Acids), la vitamina D, C, l’omega 3 e magnesio, vengono generalmente più utilizzati. Ma ogni approccio nutrizionale cosi come quello integrativo deve essere fatto su misura dell’individuo.

7. Organizza la preparazione del cibo

Preparare i pasti in anticipo rende il controllo di ciò che si mangia durante la giornata molto più semplice e meno stressante. Inoltre in questo modo è possibile bilanciare tutti i nutrienti pre e post allenamento evitando di mangiare cibi raffinati comprati per improvvisi attacchi di fame.

 8. No alle privazioni eccessive.

L’alimentazione bilanciata deve diventare uno stile di vita, perciò cerca di rendere il tutto più piacevole con la ricerca di nuove ricette, variando gli alimenti sempre, per non incorrere nel rischio che diventi monotona. Ma concedersi un pasto libero settimanale con un gelato o un hamburger non vanificherà tutti gli sforzi fatti, perciò non esageriamo con le restrizioni. 

Ricetta Pancake alla zucca

Siamo a settembre ed è tempo di zucca! La zucca è un ortaggio tipicamente autunnale con poche calorie ma ricco di carotenoidi, importanti precursori della vitamina A, di sali minerali e vitamina E. Si presta a tante preparazioni sia dolci che salate. In questo caso ho voluto utilizzarla come ingrediente dei pancake e provare a realizzare una colazione alternativa e super sana!

Ingredienti ricetta pancake alla zucca:

  • 150 gr di zucca
  • 150 gr di albumi
  • 80 gr di farina
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 1/2 cucchiaino di lievito

 

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La zucca è un ortaggio tipicamente autunnale con poche calorie ma ricco di carotenoidi, importanti precursori della vitamina A, di sali minerali e vitamina E. Si presta a tante preparazioni sia dolci che salate. In questo caso ho voluto utilizzarla come ingrediente dei pancake! Pancake alla zucca: 150 gr di zucca (cotta a vapore e poi schiacciata eliminando l’acqua in eccesso) 150 gr di albumi 80 gr di farina 1/2 cucchiaino di cannella 1/2 cucchiaino di lievito #ricettadelgiorno #nutrizionista #alimentazione #drvalentinapalladino #fitinhub #ricetta #ricettafacile #ricettafit #proteinpancakes #cucina #breakfast #colazione #alimentazionesana #alimentazionesportiva #nutrizionista #lericettedellanutrizionista #ricette #foodporn #pancakes #fitfood #fitfoodporn

Un post condiviso da Valentina Palladino (@dr_valentina_palladino) in data:

 

Come procedere per la preparazione del pancake alla zucca

  • In una pentola per la cottura a vapore, fai cuocere la zucca.
  • Una volta pronta schiacciala ed elimina tutta l’acqua in eccesso
  • Come per la normale procedura di realizzazione dei pancake, mescola farina e lievito
  • In un passaggio successivo aggiungi gli albumi, la cannella e infine la zucca
  • Dovrebbe uscire fuori un composto non liquido piuttosto denso
  • Metti un padellino sul fuoco e con un mestolo suddividi il composto versandolo per far cuocere i pancake.

Ecco quindi un modo naturale e creativo di utilizzare la zucca per la tua colazione. Prova la ricetta e facci sapere che ne pensi!

Yogurt tradizionale e Yogurt greco: chi vince?

Lo yogurt che sia classico o greco è un prodotto ottenuto da fermentazione del latte ad opera dei fermenti lattici (Lattobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus).

La differenza risiede nel processo di produzione in quanto nel caso dello yogurt tradizionale il siero ottenuto non viene eliminato del tutto, mentre nella produzione dello yogurt greco abbiamo un’ulteriore processo definito colatura, fase molto più lunga che permette di eliminare la quasi totalità del siero ottenendo una consistenza cremosa.

Insieme al siero verrà eliminata parte degli zuccheri ancora presenti (lattosio), ed avremo un maggior contenuto in proteine e grassi rispetto allo yogurt tradizionale.

Valori nutrizionali (INRAN) Yogurt Tradizionale Intero

  • Carboidrati 4,3 gr
  • Proteine 3,8 gr
  • Grassi 3,5 gr

Valori nutrizionali (INRAN) Yogurt Greco (o colato) Intero

  • Carboidrati 2 gr
  • Proteine 6,4 gr
  • Grassi 9 gr

La vittoria quindi non è poi così chiara come sembrerebbe. Lo yogurt tradizionale consiglio sempre di consumarlo intero perché più saziante, mentre per quanto riguarda lo yogurt greco nelle diete ipocaloriche sarebbe da preferire una lavorazione con minor contenuto in grassi (ad esempio al 2% in grassi) . Tutto però dipende dal fabbisogno giornaliero e dall’apporto totale di nutrienti.

In base ai marchi ed alle lavorazioni può variare in composizione perciò è sempre preferibile guardare i valori nutrizionali esposti sulla confezione, ponendo particolare attenzione agli ingredienti, perché nella maggior parte degli yogurt in commercio vengono aggiunti panna o zucchero per renderli più appetibili, mentre sarebbe da preferire sempre uno yogurt che riporti solo latte e fermenti lattici nella lista ingredienti.

Un test per scoprire il rischio di cancro al polmone

Non è uguale per tutti i fumatori

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Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e test microRNA sul sangue: sono questi i due esami che, in combinazione, rappresentano lo strumento diagnostico innovativo che può per la prima volta cambiare il destino di forti fumatori e soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare.

A evidenziarlo sono i dati dello studio bioMILD condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, presentati oggi alla 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Center (IASLC).

Si tratta di risultati importanti che, per la prima volta, aprono la strada a programmi di diagnosi precoce non uguali per tutti, bensì strutturati ad hoc e personalizzati secondo le caratteristiche di ciascun soggetto.