Ferro negli alimenti: le cose che devi sapere

Il ferro è un micronutriente essenziale per la produzione dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi oltre che della mioglobina, proteina che si lega all’ossigeno presente nelle fibre muscolari.

Il ferro che viene introdotto con la dieta viene poi trasportato da una proteina chiamata trasferrina ed è accumulato nel fegato sotto forma di ferritina, una proteina di deposito dal quale il corpo attinge quando vi è una mancanza di ferro per mantenere i livelli di ferro nel sangue ottimali.

Perciò per valutare una mancanza di ferro oltre che sul numero dei globuli rossi, bisogna valutare anche i livelli di ferritina.

 

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I legumi si prestano a tante ricette e preparazioni, quando inizia a fare caldo però spesso vengono eliminati dalla nostra alimentazione ed invece possono essere utilizzati per preparare delle ottime insalate. Insalata di riso integrale, grano saraceno, tonno e pomodorini condita con un filo di olio extravergine. #nutrizione #ricettadelgiorno #nutrizionista #alimentazione #drvalentinapalladino #fitinhub #ricetta #ricettafacile #cucina #lunch #alimentazionesana #alimentazionesportiva #nutrizionista #lericettedellanutrizionista #ricette #foodporn

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Abbiamo perdite regolari di questo minerale che possono essere riequilibrate con un’adeguata alimentazione e negli alimenti il ferro è presente in due forme diverse:

  • Ferro eme, di più facile assimilazione presente in carni e pesci.
  • Ferro non-eme che si trova invece in alimenti di origine vegetale, il cui assorbimento però può essere influenzato dalla presenza di inibitori sulla parete intestinale, ed è per questo che si consiglia l’assunzione di vegetali che contengono buone quantità di ferro in associazione ad alcuni alimenti contenenti ad esempio vitamina C come i pomodori o alcuni agrumi o acido citrico come il limone che ne aumentano l’assorbimento.

Ci sono inoltre sostanze che ne riducono l’assorbimento come ad esempio i tannini presenti in tè e caffè per cui sarebbe preferibile berli lontano dai pasti (o ad esempio aggiungere al tè del succo di limone) ed i fitati, queste sostanze presenti nei legumi e cereali integrali ostacolano l’assorbimento di alcuni nutrienti e del ferro stesso, per ridurne l’effetto basta lasciare questi alimenti a bagno in acqua tiepida per alcune ore prima di cuocerli.

 

Arriva l’insulina intelligente

Nuovo microinfusore e una molecola

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Novità in vista per i tanti pazienti diabetici alle prese con l’insulina. Un team dell’Università di Los Angeles ha pubblicato su Pnas i dettagli di una nuova insulina messa a punto. Si tratta di un’insulina intelligente che riesce a prevenire i casi di ipoglicemia calibrando in maniera precisa la quantità di zucchero assorbito dai tessuti.

In questo modo, la glicemia viene abbassata fino ai livelli normali e non oltre. In circa il 20% dei pazienti con diabete di tipo 2 e in tutti i pazienti con diabete di tipo 1, l’insulina rappresenta un vero e proprio salvavita. Tuttavia, spesso anche un piccolo errore nella quantità assunta determina pericolosi casi di ipoglicemia.

A questa nuova insulina intelligente è stato invece associato un inibitore del trasportatore di zucchero, molecola che serve ad assorbire lo zucchero nei tessuti togliendolo dal sangue.

Smagliature, eliminarle con le nuove sorgenti luminose

Trattamento possibile anche in estate

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Eliminare o ridurre sensibilmente le smagliature, a meno di un mese dall’estate. È questa la sfida lanciata da Nordlys di Candela che, grazie a una nuova sorgente luminosa, supera la tecnologia dei laser tradizionali a lunghezza d’onda singola o multipla. Il dispositivo Nordlys è stato presentato al 40° Congresso della SIME.

Tra gli inestetismi della pelle più odiati, le smagliature ritornano ad attirare l’attenzione nella stagione estiva, quando la pelle è più abbronzata e si indossano shorts e costumi da bagno che le mettono in evidenza.

Allenamento cardio: 7 strategie per renderlo efficace

Se sei una fan accanita della sala pesi, le giornate in cui devi fare un allenamento cardio, ti  piacciono come il pasto libero senza carboidrati.

Tuttavia come spesso abbiamo detto mescolare un po’ le carte del tuo allenamento è utile al fine di raggiungere un corpo tonico, atletico e in forma. Per cui se anche l’allenamento cardio non è tra i tuoi preferiti, sono innegabili i tuoi benefici.

Farti l’elenco di quanto sia salutare, sappiamo non sarebbe utile per farti cambiare idea, ma queste 9 strategie per renderlo efficace per il raggiungimento dei tuoi obiettivi, possono darti la giusta motivazione per farti una bella sudata!

Allenamento cardio: 9 strategie per renderlo efficace

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Impara a saltare la corda oppure se già sei esperta prova con i double under. ” Tieni in considerazione che eseguire i double under ti permette di bruciare circa 26 calorie al minuto. Non è così immediato eseguire i double under, ti ci vorrà pazienza per arrivare ad eseguire l’allenamento. Ma una volta imparato sarà un grande alleato per le tue sessioni cardio.

Le sessioni di cardio non devono durare ore infinite. E non ci stancheremo mai di dirlo: l’allenamento HIIT o Tabata sono il modo migliore (certo non il più tranquillo) per  bruciare un po’ di calorie senza passare ore in palestra.

Lo sprint è la tipologia di corsa che realmente dovresti provare.  “Così come per le altre tipologie di allenamento cardio, anche la corsa di distanza non è sattamente l’allenamento che vuoi fare. Prova piuttosto sprint brevi e ripetute.

Fai il test della “chiacchiera” Se proprio non riesci a spiaccicare mezza parola mentre ti alleni, sti stai allenando oltre quelle che sono le tue possibilità a meno che non stai eseguendo un allenamento HIIT

Inserisci l’allenamento pliometrico.  ISalti sul box, ti aiutano a migliorare il tuo sistema cardiovascolare e la forza nelle gambe (femorali, quadricipiti e anche glutei).

Aggiungi un paio di esercizi isometrici alla corsa.  Aggiungere i wall sit alla fine di ogni corsa può rinforzare quadricipiti, glutei e femorali.

 

Create staminali “invisibili” al sistema immunitario

Utili nei casi di trapianto per evitare il rigetto dell’organo

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Un team di ricercatori americani ha messo a punto una tecnica che consente di creare staminali pluripotenti non visibili al sistema immunitario.

Per farlo, gli scienziati della University of California si sono serviti delle forbici molecolari Crispr-Cas9. La prima possibile applicazione potrebbe riguardare i pazienti trapiantati, che spesso vanno incontro a un rigetto dell’organo. L’“invisibilità” delle cellule impedirebbe al sistema immunitario di aggredire il nuovo organo.

“Gli scienziati spesso sottolineano il potenziale terapeutico delle cellule staminali pluripotenti, che possono trasformarsi in qualsiasi tessuto adulto, ma il sistema immunitario finora è stato un importante ostacolo alla messa a punto di terapie sicure ed efficaci con cellule staminali”, ha affermato Tobias Deuse, autore principale del nuovo studio pubblicato su ‘Nature Biotechnology’.

Correre e camminare: 4 trucchetti da sfruttare e cambiare la tua vita

Per dimagrire e tornare in forma, non devi iniziare con estenuanti sessioni in palestra di ore e ore che ti lasciano senza respiro a fine lezione. Basta entrare nel mood di chi davvero vuole cambiare vita e partire da semplici cambiamenti. Alimentazione sana ed equilibrata prima (possibilmente evita i fai da te)  ed esercizio fisico dopo, sono gli unici due ingredienti, nella ricetta del percorso per cambiare la tua vita.

La svolta salutista quindi, può iniziare dal nutrizionista e successivamente proseguire con un minimo di attività fisica, che a seconda della tua condizione può includere sia la corsa che la camminata. Ovviamente prima di iniziare qualsiasi tipo di allenamento consulta un medico per verificare la tua condizione di salute.

In ogni caso, esistono dei trucchetti che puoi metttere in atto per iniziare a cambiare la tua vita sia con l’attività fisica sia che decidi di correre sia che decidi di camminare

Se sei nella condizione di poter correre (verificalo sempre prima con il tuo medico) o camminare, cerca di farlo dove ci sono delle piccole salite. Si bruciano circa il 20-40% delle calorie in più dove ci sono delle inclinazioni. Per questo anche utilizzare un tapis roulant inclinato può essere una buona soluzione. Quindi niente scuse del tipo “fuori piove!”.

Tieni traccia dei tuoi progressi. Qualsiasi buon professionista che si rispetti, ti consiglia di mettere nero su bianco le tue piccole conquiste quotidiane. Visualizzare la distanza percorsa, piuttosto tracciare la mappa del percorso realizzato, ti aiuteranno a darti la motivazione giusta per continuare nel tuo percorso verso una vita più sana.

Quando cammini o corri, cerca di metterci intenzione. Ovvero, non trasformare il tuo allenamento in una passeggiata tranquilla con le amiche. Cerca di muoverti come se stessi facendo tardi ad un appuntamento. Senza ovviamente andare oltre quelle che sono le tue possibilità fisiche.

Non irrigidirti. Ti è mai capitato di vedere alcune persone correre o camminare con mani e braccia particolarmente rigide? Ecco, loro forse non lo sanno ma camminare con una certa rigidità nelle braccia può provocare stressa a spalle e schiena. Quindi non tenere le mani serrate.

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Gli amidi grassi aiutano a diagnosticare l’Alzheimer

Presenti in concentrazioni maggiori nei malati

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Da anni i ricercatori tentano di mettere a punto un test del sangue che diagnostichi l’Alzheimer, che di fatto allo stato attuale è diagnosticabile in maniera obiettiva solo post-mortem.

Ora un team del King’s College di Londra ha pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association uno studio che verte sulla possibilità di un test del sangue per la diagnosi precoce della malattia.
Il test si basa sulla rilevazione della concentrazione plasmatica di molecole che inducono il sonno: gli amidi grassi.

Queste molecole, infatti, sarebbero presenti in misura maggiore nel sangue dei malati rispetto a quello di soggetti sani.

In fase di sperimentazione, i ricercatori hanno analizzato il sangue di quasi 600 soggetti con Alzheimer e non, servendosi di una tecnica sofisticata per catturare quante più molecole possibili.

Ricetta pizza fit della nutrizionista a base di yogurt greco

La pizza è una piacere per il palato e per l’umore, tuttavia soprattutto in determinati regimi alimentari non è sempre possibile mangiala. Detto questo pensando a coloro che proprio non riescono a rinunciare alla pizza, ecco una ricetta pizza fit che a differenza dei video che circolano online, non prevede l’utilizzo di cavolfiori ma è a base di yogurt greco.

La ricetta è semplicissima da preparare non richiede l’utilizzo di impastatrici e non richiede l’utilizzo del forno. L’impasto è lo stesso del pane naan e questa volta come farina ho utilizzato quella di avena.

Ricetta pizza fit della nutrizionista a base di yogurt greco

  • 200 gr di farina d’avena
  • 150 gr di yogurt greco 0%
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

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Pizzetta alternativa 🍕 L’impasto è lo stesso del pane naan e questa volta come farina ho utilizzato quella di avena: 200 gr di farina 150 gr di yogurt greco 0% 1/2 cucchiaino di sale 1/2 cucchiaino di bicarbonato Impastare e formare delle palline da stendere con il matterello. Cuocere in padella con il coperchio. #nutrizione #ricettadelgiorno #nutrizionista #alimentazione #drvalentinapalladino #fitinhub #ricetta #ricettafacile #ricettafit #cucina #lunch #dinner #alimentazionesana #alimentazionesportiva #nutrizionista #lericettedellanutrizionista #ricette #foodporn

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Come procedere 

  • Unire tutti gli ingredienti in una ciotola
  • Impastare e Formare delle piccole palline
  • Stendere con il mattarello
  • Cuocere in padella con il coperchio
  • Guarnire con pomodoro

Il rischio di fidarsi… e salvarsi

Al “gioco della fiducia” siamo stati coinvolti tutti almeno una volta nella vita. I bambini, ad esempio, fanno gioiosamente questo gioco e “si lasciano andare” cadendo all’indietro, per farsi prendere dai propri genitori, certi di essere presi. Si affidano incondizionatamente, nessun tentennamento, nessun dubbio.

Per loro ogni volta che “accade la Fiducia” è già Amore.

Lemony Snicket, (scrittore e sceneggiatore statunitense) ha scritto: Con i bambini capirsi è semplice. Quando ti prendono per mano, hanno già scelto di fidarsi di te.

Fiducia significa ..

La parola Fiducia deriva dal latino CONFIDENTIA e significa “con fede e convinzione”, cioè credere che tutto andrà come ci aspettiamo che vada.

Ma vuole additarci anche un Modo di Essere, un Sentiment, un Atteggiamento verso la Vita e soprattutto verso Noi Stessi che ci aiuta a rafforzare i legami e fortificare l’autostima.

Mi fido di me

Per Costruire la fiducia è necessario affrontare quello che ci fa paura perchè spesso la carenza di fede in noi stessi ha origine proprio dal non credere nei nostri mezzi. Se invece “nutriamo” fiducia in noi finiamo con Ispirarla agli altri, come in un circolo virtuoso.

Altrimenti, rischiamo di attuare la “profezia che si autoadempie”, cioè meno crediamo in noi e nell’altro e più facilmente ci disponiamo a restare delusi, in quanto finiamo con l’indurre nell’altro ciò che temiamo accada. E basterebbe a volte perdonare a noi stessi e agli altri il fatto di essere Imperfetti, di poter anche deludere. Da qui l’importanza di Fidarsi…  per “scoprire” la fiducia.

Stephen R. Covey (è stato un educatore, scrittore  statunitense nella prima metà del ‘900) afferma: “Quando la fiducia è alta, la comunicazione è facile, istantanea ed efficace”. E ci dona benessere, potremmo aggiungere.

Ernest Hemingway (è stato uno scrittore e giornalista statunitense) ci viene in soccorso dicendo: “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno… è dargli la tua fiducia”.

Fidarsi è bene.. ma non fidarsi è meglio?

Fidarsi non deve voler dire consegnarsi mani e piedi a chiunque o affidarsi da sprovveduti allo sbaraglio, e non significa neanche mancanza di cautela o di legittima difesa. Significa invece mettere in conto qualche delusione e, nonostante il rischio, provare ad avere fiducia, perchè solo fidandoci di noi stessi e della nostra capacità di “ammortizzare” qualche delusione ci sapremo “affidare” alla vita, sapendo comunque di “cadere in piedi”, qualsiasi cosa accada.

La fiducia andrebbe “meritata” ma ciò non vuol dire che non dobbiamo Fare Credito di un po’ di fede almeno a chi conosciamo. E se accade di essere divenuti malfidenti a causa di chi ci ha traditi non dobbiamo per questo non fidarci più di altre persone che non ne hanno colpa.

Possiamo dunque fidarci di pochi, ma è sconsigliabile non fidarsi di Nessuno, anche quando siamo stati scottati.

La Fiducia rischiosa

La fiducia è un atto di coraggio, ma l’amore per gli altri (per una persona amica o per un amore) è per i coraggiosi, e solo chi ha “fede in se stesso” potrà ritrovare la fiducia per credere in qualcuno, anche in questo nostro presente senza bussole. Se non rischiamo nulla forse non soffriremo qualche delusione ma non godremo di niente rassegnandoci alle nostre paure, a volte alle nostre viltà, alle nostre chiusure mentali.

Colui che non crede a nessuno ignora che egli stesso non verrà poi, istintivamente, considerato Degno di Fiducia. Gandhi infatti diceva: “Diventa il cambiamento che vuoi vedere negli altri”. Come dire: inizia tu a dare fiducia, fallo per dono, magari perdonando chi ti ha deluso e te stesso, senza alzare muri con atteggiamento vittimistico ed aprendoti invece a nuove esperienze, senza indurimenti della personalità che rischiano di renderci meschini, non duri.

Fidatevi!

Non fidarsi è rischioso ma Fidarsi è meglio. E’ un rischio necessario anche se non ci mette al riparo dal timore di tradimenti e delusioni. Sarebbe però bene andare sempre nella direzione di ciò che temiamo, dei nostri fantasmi interiori, perchè forse lì è la nostra vera vita e la Salvezza. Privi di totale fiducia in noi e nel prossimo non riusciremmo nemmeno ad alzarci al mattino: un panico paralizzante ci assalirebbe. Non ci sarebbero scoperte né sfide se non scegliessimo ogni giorno di cooperare con gli altri, se non potessimo contare su qualcuno in cui credere. Donarci con fede può insomma ridarci benessere e reidratare l’anima.

Rimanere scottati ogni tanto fa parte del gioco…  Fidatevi!

IL GIOCO DELLA FIDUCIA

Numero ideale di partecipanti: non c’è limite, neppure di età, va bene anche per i ragazzi ed adulti

Come si gioca:  Creare spazio in una stanza o all’aperto, disporsi in circolo. Un volontario va al centro. Inizialmente è necessario che il gruppo tenga le mani protese verso il centro in maniera tale che il volontario si senta protetto e sicuro. Man mano che la fiducia aumenta, i partecipanti iniziano ad allontanarsi disponendosi alle spalle del volontario che, dando le spalle agli altri, quando è pronto si lascia andare all’indietro aprendo le braccia e chiudendo gli occhi. Gli altri lo devono afferrare per le braccia. Lo stesso gioco però si può fare anche solo tra due persone.

Obiettivi: è un bel metodo per iniziare una scalata alla fiducia, incoraggiarci a lavorare insieme per raggiungere un obiettivo di gruppo, per imparare a fidarsi e condividere.

L’articolo Il rischio di fidarsi… e salvarsi proviene da Sani per Scelta.

Smagliature, ecco come combatterle


Gli esperti rivelano le tecniche più efficaci per cancellarle

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Pur essendo un inestetismo largamente odiato, alle smagliature – o in termini tecnici atrofie dermo-epidermiche a strie – va riconosciuto un grande pregio: sono democratiche.
Sono infatti in grado di avvicinare la più comune delle mortali agli angeli, in particolare a una delle Victoria’s Secret Angels, la modella Bella Hadid che durante il red carpet del Met Gala 2019 le ha esibite con un abito con oblò. Le smagliature sono il prezzo da pagare quando il nostro corpo affronta cambiamenti quali l’adolescenza, la gravidanza oppure un’importante perdita di peso, e, poiché largamente dipendenti da fattori ormonali, sono un problema prevalentemente femminile, anche se gli uomini non ne sono del tutto esenti. Ma una volta appurato che si tratta di una condizione comune rimane una domanda: è possibile trattarle?
“Si tratta di vere e proprie cicatrici e come tali vanno trattate – spiega …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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