Hiv, il vaccino Tat sembra efficace

Riduce del 90% il virus latente

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Il vaccino Tat diretto contro l’Hiv sembra in grado di ridurre del 90% il “serbatoio di virus latente”, la parte di virus cioè non aggredibile con le terapie attuali.

Lo dimostra un follow up di 8 anni di uno studio pubblicato su Frontiers in Immunology dalla dott.ssa Barbara Ensoli, direttrice del Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono risultati – afferma Ensoli – che aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In tal modo, si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con HIV, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita, problemi rilevanti soprattutto in bambini e adolescenti.

Snowboard femminile intervista a Raffaella Brutto

Se è vero che il nuoto è uno sport completo, devi sapere che anche lo snowboard lo è. E a seconda di come ti muovi coinvolge tutti i muscoli del corpo, per capirci è come se facessi un centinaio di squat, situps, pushups, jumping jacks, torsioni e stretching lungo tutto il corso della giornata. Oggi è il turno di una campionessa di snowboard: Raffella Brutto

Data di nascita: 10 gennaio 1988

Luogo di nascita: Genova

Specialità: snowboardcross

Palmares: due podi in Coppa del Mondo

Partecipazioni alle Olimpiadi: Vancouver 2010 e Sochi 2014

Precedenti alle Olimpiadi: sedicesima a Sochi 2014, diciassettesima a Vancouver 2010

Società/gruppo sportivo: Esercito

Obiettivo Olimpiadi Pyeongchang 2018: entrare in semifinale

Raffaella, perché proprio lo Snowboard?
“Devo sfatare una leggenda metropolitana, non ho mai fatto una gara di sci e neppure mai preso una lezione, io in realtà pattinavo. La mia passione per lo Snow nasce quasi per caso attratta dai personaggi un pò atipici che lo praticavano. Ricordo la curiosità e anche un pò la paura quando andavo a sciare con mia madre e lei mi suggeriva di lasciarli passare perché troppo spericolati. Così un giorno ho deciso di provare lo Snowboard ed è stato subito amore. Ero la più piccola e la più coccolata, in quell’ambiente mi sentivo speciale e a mio agio. I miei primi veri “passi” li ho mossi allo Snowboard Club di La Thuile con il quale ho iniziato a gareggiare”. 

Tra le prime donne a buttarsi in questo sport…
“Quando sono entrata in Squadra Nazionale ero l’unica atleta donna, e tutti, compresi gli allenatori, considerandolo uno sport prevalentemente maschile tendevano a tenermi un pò in disparte. Diciamo che ho avuto il merito di tenere duro e di crederci talmente tanto da far ricredere tutti. Se oggi in squadra siamo quattro donne in Coppa del Mondo un pò di merito penso di averlo”. 

Quanto sono duri i vostri allenamenti?
“Noi facciamo una preparazione durante l’estate (da maggio in poi) incentrata sulla forma atletica con un allenamento davvero duro, per poi partire a settembre con un programma sul “campo”, cominciando a lavorare sulla neve. Cosi per tutta la mattina per poi dedicarci ad un richiamo di preparazione atletica durante il pomeriggio”. 

Obiettivi personali imminenti?
Quest’anno saremo impegnati nei Mondiali ed è questo il principale obiettivo anche perché ho accarezzato il sogno da vicino senza realizzarlo, ho sfiorato il podio per un soffio, e quello che sembrava un ottimo traguardo è diventato poi, con il passare del tempo, il più grande rimpianto. Spero quindi di rifarmi in questo senso già il prossimo anno”. 

Quali caratteristiche sono necessarie per cimentarsi in questo sport?
“Questo è uno sport che richiede tanta determinazione, tanto coraggio e fisicamente una buona preparazione fisica”. 

 

 

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Quando dici al tuo preparatore “sono un po’ stanca” ecco cosa esce!!! A parte le battute, lui è @fedecolli79 il mio preparatore da 3 anni! Colui che mi dice giorno per giorno cosa fare! A lui vanno meriti e colpe della mia preparazione fisica 😂 Speriamo siano più meriti!! 😂😂😂 #trainingporn @centrosportivoesercito

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Dietro la tuta e i successi sulla neve c’è però una donna… fidanzata o single?
“Fidanzata da nove anni anche se il mio compagno non ama comparire ed è rimasto fin qui piuttosto nell’ombra. Capita spesso infatti di ricevere messaggi sui social… ma io sono felicemente fidanzata”. 

Per una vacanza… mare o montagna?

“Amo entrambe le mete anche se la mia vacanza preferita è quella che prevede la scoperta delle città: la capitale europea, la grande metropoli ecc. Poi da buona sportiva amo anche associare alla vacanza l’attività fisica, mi piace quindi provare a praticare altre discipline. In occasione dell’ultima vacanza mi sono divertita, ad esempio, a fare surf”. 

Come ti rilassi dopo giornate di duro allenamento?
“Capitano giornate di grande carico lavorativo nelle quali prediligo il dolce far niente per la troppa stanchezza, però devo dire che mi rilassa molto cucinare, sperimentare nuove ricette e giocare di fantasia creando nuovi piatti, possibilmente light per la mia dieta da sportiva”. 

Un tuo pregio e un tuo difetto…
“Il mio pregio indiscusso è la positività… cerco di cogliere sempre il lato migliore delle cose, di sorridere sempre e di affrontare tutto con il giusto piglio. La mia pecca invece è il costante disordine. Sono estremamente disordinata”. 

Ami e segui altri sport? Squadra del cuore?
“Non seguo tanto il calcio ma diciamo che tifo per la Samp, una simpatia nata tra i banchi di scuola a Nervi. Poi, a parte gli sport invernali, diciamo che mi piace seguire il tennis”. 

Sei un’attenta modaiola?
“A dire il vero no. Faccio molto di testa mia, preferisco personalizzare il mio modo di vestire. L’importante che sia tutto tanto colorato… meglio se fucsia, colore che mi rappresenta in pieno”. 

Ginnastica posturale per cambiare le abitudini sbagliate: fai il test

La ginnastica posturale è un argomento molto trattato al giorno d’oggi, a causa della vita sempre più sedentaria che ci costringiamo a vivere. Il dolore lombare, tra i tanti è un disturbo molto frequente nella popolazione ed è causato da molteplici fattori biomeccanici ed in particolare, fattori posturali e spesso trattato anche con la ginnastica posturale. Mantenere una postura scorretta, al lavoro, durante la notte o in gravidanza, ha come diretta conseguenza la comparsa di forti dolori alla schiena e manifestazioni negative non immediatamente visibili.

Quando la colonna vertebrale assume curvature innaturali, questo può generare pressione sui nervi spinali circostanti, causando non solo mal di schiena e/o dolore alle zone cervicali e lombari, ma anche disturbi in altre aree del corpo non correlate alla colonna.

N.B.: prima di effettuare qualsiasi allenamento, verifica con un esperto di essere nelle condizioni adatte per poterlo eseguire.

Ginnastica posturale per cambiare le abitudini sbagliate: fai il test

Per prevenire l’insorgere dei dolori lombari-articolari possiamo seguire alcuni stratagemmi, da far divenire parte integranti delle abitudini quotidiane.

Iniziamo con:

  • Verificare la postura corretta mediante un test. Esiste un test che possiamo svolgere direttamente a casa, per valutare se la postura è corretta.
  • Esecuzione: posizionarsi davanti ad uno specchio, con i piedi paralleli e le braccia lungo i fianchi; osservare allo specchio l’altezza dei fianchi e la posizione dell’ombelico; la postura è decisamente scorretta se un’anca è più alta dell’altra, oppure se l’ombelico è spostato rispetto al centro, ed è possibile avvertire una sensazione di dolore in zona lombare.
  • Mantenere la schiena dritta. Assicuriamoci di avere la schiena dritta mentre camminiamo o mentre stiamo seduti, evitando di sforzare le naturali curvature della colonna (accavallare le gambe è una cattiva abitudine).
  • Rilassare le spalle per non tenere in tensione il collo. Assicuriamoci di avere le spalle rilassate, i gomiti leggermente aperti, evitando di piegare il collo, il busto o il bacino.

Correggendo la postura, il corpo dovrà adattarsi alle nuove posizioni, provocando inizialmente piccoli dolori e fastidi; tuttavia con il tempo sarà possibile assaporarne i benefici.

I benefici di una buona postura sono innumerevoli e possono incrementare le nostre performance? Una postura corretta:

  • Migliora le capacità di apprendimento e memoria
  • Migliora la respirazione
  • Rende la figura slanciata e magra
  • Riduce l’insorgere dei dolori muscolo-scheletrici
  • Migliora l’umore

Il dolore da neuropatia si cura mangiando meno

La riduzione calorica allevia il dolore

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Un periodo limitato di dieta a ridotto apporto calorico è in grado di attivare meccanismi anti-infiammatori, riducendo e prevenendo la cronicizzazione del dolore neuropatico.

Ad arrivare a questa conclusione, pubblicata sulla rivista Plos One, un team di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e della Fondazione Santa Lucia (Irccs), in collaborazione con le Università di Chieti e Milano.

Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti ‘Giovani Ricercatori’ presso la Fondazione Santa Lucia, apre la strada a nuove strategie terapeutiche non farmacologiche, in alternativa o in supporto alle cure convenzionali.

Fitness Challenge: circuito brucia calorie in 30 minuti

Nuovo anno nuove sfide. Eh si, ci piace metterci sempre alla prova. E come ogni classe di funzionale che si rispetti non può mancare almeno una volta a settimana una fitness challenge, un circuito che mette alla prova il tuo livello di fitness. Il circuito si svolge in 7 round for time, ed è importante munirsi di un cronometro per verificare che si svolga nei tempi richiesti, ovvero 30 minuti. Accetti la sfida?

Prima di intraprendere un allenamento a circuito, assicurati con un professionista, di poterlo eseguire.

Indicazioni sui pesi da utilizzare: cerca sempre di attenerti ad un peso che ti permetta di eseguire l’esercizio in maniera corretta, ma nello stesso tempo ti metta seriamente alla prova.

Fitness Challenge: circuito brucia calorie in 30 minuti

100 single under: basta semplicemente saltare la corda, ovviamente tenendo conto dei 7 round da fare.

40 American swing: in pratica il peso va portato sopra la testa e non semplicemente fatto oscillare come nel caso dello swing con kettlebell semplice.

15 burpees: Fate attenzione a non eseguire il movimento in maniera approssimativa. Perchè il round sia completo è necessario curare ogni singolo passaggio dell’esercizio.

40 Sit Up Butterfly: ecco l’esercizio che probabilmente vi darà un po’ di respiro, ma non prendetevela troppo comoda, il tempo passa. Ricordate che a differenza del sit up normale dovete tenere le gambe in maniera tale che le piante dei piedi si tocchino.

15 kettlebell Press (o se lo avete a disposizione potete utilizzare anche un bumper). A questo punto del circuito sentirai le braccia già cotte, ma non mollare perchè questo è l’ultimo esercizio che ti permette di terminare il round. Te ne mancano solo altri 6.

Buon allenamento!

Cambio vita con il metodo Parker: trasforma il tuo corpo con 5 pasti al giorni

Louise Parker con il suo metodo Parker e relativo piano ha aiutato migliaia di persone in tutto il mondo a trasformare completamente il loro corpo, stile di vita e a sentirsi meglio con loro stessi. Incluse celebrity e reali.

Secondo il metodo Parker, la prima fase consiste nell’affidarsi un piano alimentare basso in carboidrati, con porzioni controllate. Inoltre è importante iniziare a muoversi in maniera quotidiana e portare avanti piccoli cambiamenti nello stile di vita.

L’idea è quella di interiorizzare i principi del metodo parker e adattarli alla propria quotidianeità, in maniera tale da individuare uno stile di vita sostenibile.

1.Allenati ogni giorno, e non trovare scuse. Exercise every day, no matter what. Almeno cammina per circa 10.000 passi, e aggiungi un workout di 15 minuti, anche a casa.

2. Mangia 3 pasti al giorno, e 2 snack inserendo i gruppi alimentari in maniera equilibrata.  Per i pasti principali inserisci una porzione di proteine come ad esempio due uova, un filetto di pesce o salmone, 100 gr di carne rossa o petto di pollo, 125 gr di tofu, o anche 150 gr di yogurt greco e una manciata di frutta secca. Aggiungi una porzione di carboidrati a basso indice glicemico (tutte le verdure a foglia verde, piuttosto che la frutta e le verdure alte in fibre, e anche avena e affini). Non dimenticarti inoltre che i grassi non sono il nemico: semi, uova, avocado e olio d’oliva ad esempio. Una colazione ad esempio potrebbe essere composta da yogurt greco, frutti di bosco e frutta secca. oppure una fetta di pane integrale con uova, o salmone e pomodori.

3. Inizia la giornata con il  ‘Lemonize’: Succo di mezzo limone con aggiunta di 150 ml di acqua fredda e 150 ml di acqua bollente. Non dimenticare di bere 2 o 3 litri di acqua al giorno, metà antro pranzo, l’altra metà prima di cena. Limita il caffè e il te a 3 tazze al giorno.

4. Elimina completamente alcol, zuccheri, cibi con aggiunta di zucchero, pane bianco e cibi confezionati. 

5. Dormi per circa sette ore a notte e non dimenticarti del “super sleep” ovvero sdraiati quando ne hai la possibilità.  La Parker ha notato, nei passati tre anni che arrivare esausti alla fine della giornata è considerato quasi merito. Essere troppo stanchi porta ansia, depressione, incapacità di concentrarsi e organizzarsi. Rende la vita caotica e ti fa sentire disperata, oltre ad aumentare il senso di fame e a farti sentire troppo stanca per allenarti. Cerca di tenere la stanchezza sotto controllo e di avere una routine dedicata alle ore che precedono il sonno come ad esempio un bagno caldo o la lettura di un libro.

6. Stacca e fai fare una pausa al tuo cervello per 20 minuti al giorno.  Non casca il mondo se prendi una pausa di una ventina di minuti senza pensare a nulla. Non devi necessariamente meditare, puoi anche semplicemente camminare o fare un bagno o puoi farlo anche quando sei seduta in metro.

7. Non dimenticare la digital detox, dopo le 9 di sera niente schermi. Ce la puoi fare. Imposta una sveglia che ti ricordi di spegnere telefono e computer.

8. Pensa positivo.  Adotta una mentalità positiva e circondati di persone positive. Visualizza i tuoi obiettivi rispetto a come vuoi sentirti.

9. Cerca di attenerti al 100% al piano nelle prime 6 settimane. Try to do the plan 100% in this first six weeks. Quanto più ti attieni al piano, tanto più questo attecchisce ed è probabile che diventi la tua routine. Se non ti attieni al piano in maniera militare, non iniziare a pensare di aver fallito, semplicemente addrizza il tiro.

10. Dopo le prime 6 settimane ti dovrai attenere al piano solo per l’80% del tempo per mantenere i risultati raggiunti.  Si tratta principalmente di interrompere quella mentalità dieta-non dieta da cui tutti prima o poi passano. Il rimanente 20% del tempo puoi dedicarti a ciò che veramente ti manca di quelle abitudini alimentari e stile di vita che hai abbandonato. L’idea è quella di abituarsi principalmente a delle nuove abitudini alimentari che fanno bene al tuo corpo in termini di cucina e porzioni, in maniera da poterti godere il restante 20% . Parker siri riferisce a quelle abitudini come alle personalissime celebrazioni alimentari e di vita, piuttosto che chiamarle “coccole”.

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Amartoma ipotalamico, nuove cure possibili

Nuovi trattamenti per la patologia che può causare epilessia

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Nuove possibilità terapeutiche si aprono per il trattamento dell’amartoma ipotalamico, una patologia rara che colpisce l’ipotalamo e può dar luogo, tra le altre manifestazioni, a una encefalopatia epilettica resistente ai farmaci.

Al Bambino Gesù, dove già viene trattata con successo attraverso un intervento endoscopico mininvasivo, si affiancherà dall’inizio del 2019 un sistema di laser ablazione che, sotto guida di risonanza magnetica, permette di curare anche gli amartomi trattabili solo con la tecnica chirurgica tradizionale o radiochirurgica. Ci spiega tutto il dott. Nicola Specchio, responsabile della struttura di Epilessie rare e complesse.

L’amartoma ipotalamico è una rara patologia, non tumorale, dell’ipotalamo: una struttura cerebrale fondamentale nel controllo di importanti funzioni vitali.

Un software diagnostica le malattie psichiatriche

Lavora sulla combinazione di dati clinici e neuroimaging

La depressione è la prima causa mondiale di problemi di salute mentale. I disturbi incipienti di disabilità si manifestano principalmente nella fase di giovinezza e nella “emerging adulthood”, e circa il 75% di questi prima dei 25 anni.

Episodi di psicosi come schizofrenia e disordini bipolari sono i primi sintomi del rischio di disabilità che si traduce in difficoltà e deterioramento nelle relazioni sociali e occupazionali (social and occupational impairments).

Uno dei problemi principali, all’interno della ricerca e della cura della salute mentale, consiste nella scarsità di strumenti computazionali di previsione dei deficit comportanti un impatto importante nelle relazioni sociali e nella possibilità di realizzazione professionale.

Questi strumenti prognostici potrebbero essere in grado di prevenire l’insorgere di disabilità e di sviluppare nuove terapie.

Hiv, c’è un vaccino per i bambini

Parte la sperimentazione guidata da ricercatori italiani

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Partirà nel 2019, in 3 diversi continenti, la seconda sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l’HIV, sviluppato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma.

L’Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un’ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: Italia, Thailandia e Sudafrica. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV.

Scoperto l’interruttore che attiva la formazione dei muscoli

Possibili nuove terapie per la distrofia di Duchenne

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Durante lo sviluppo embrionale – o nel corso della vita adulta, ogni volta che occorre riparare un danno ai muscoli – le cellule staminali muscolari si moltiplicano, si fondono tra loro e differenziano per formare le fibre necessarie a rigenerare il tessuto.

Uno studio pubblicato oggi su Nature Communications riporta la scoperta del primo interruttore molecolare che regola questo processo, il cui malfunzionamento è coinvolto in molte malattie, tra cui la distrofia muscolare di Duchenne (DMD).

La ricerca è firmata dal gruppo di Davide Gabellini, dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e apre la strada alla messa a punto di nuove strategie terapeutiche che agiscano proprio su questo interruttore per facilitare il processo rigenerativo.