Il tumore al testicolo è sempre più diffuso


Scarsa l’adesione degli uomini ai programmi di prevenzione

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Un’incidenza in aumento del 2% all’anno. Si tratta del tumore del testicolo, che vede l’incremento più rilevante nel Veneto.
Il problema principale è la scarsa propensione maschile ai controlli, a differenza delle donne, molto più sensibili sull’argomento.
Lo confermano anche i dati presentati dalla Fondazione Foresta di Padova ottenuti incrociando le informazioni dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori) con quelli provenienti da altri centri di raccolta del Nord Europa.
Gli ultimi dati italiani riportano una continua crescita di tumori testicolari, con 2.400 nuovi casi l’anno in Italia.
La prevalenza del Veneto nelle nuove diagnosi ha probabilmente a che fare con un maggior tasso di inquinamento da Pfas nella regione del Nord Est.
“Quali siano le cause di questa tendenza non è ancora dimostrato, ma è innegabile una relazione tra le alterazioni della funzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumore, testicolo, prevenzione,

Trova la motivazione per tornare in forma. La storia di Giulia.

Mi chiamo Giulia Sirchia, ho 23 anni e vivo a Palermo. Sono laureata in Comunicazione e attualmente frequento il corso di Laurea Magistrale in Storia dell’ Arte. Ho perso 38 kg grazie alla forza di volontà e allo sport.

Fino ai 18 anni sono stata piuttosto obesa. Sono alta 1,49, e il mio peso aveva sfiorato e superato i 100 kg. Questo era avvenuto per diverse ragioni: mancanza di fiducia in me stessa, scarsa consapevolezza delle mie capacità, insomma non ero innamorata di me stessa e dipendevo molto dagli altri.

Segui Giulia e il suo percorso su Instagram

Dopo una grande delusione e un forte periodo di depressione, ho iniziato a guardare il mondo con occhi diversi, grazie anche all’aiuto della mia famiglia. Dal 2010 dediti allo sport, mi hanno piano piano spinta ad apprezzare l’attività all’aperto iniziando in un primo momento con camminate a passo veloce.

Leggi anche: Perdere peso camminando. E’possibile ma c’è un trucco da mettere in pratica.

Poi ho iniziato a fare qualche passetto di corsa. Da allora, ho iniziato a capire che cambiando il modo di approcciarmi alla vita, cambiavo io. Così con il tempo lo sport è diventato qualcosa di fondamentale per me, portandomi a perdere quasi 40 kg in 4 anni. Ho avuto tanti momenti di sconforto ma mai mi sono lasciata abbattere: nessuna pillola magica, nessun prodotto miracoloso e nessuna chirurgia.

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Adesso, dopo aver dedicato anni ed anni al cosiddetto “ cardio ”, da qualche mese ho deciso di iscrivermi in palestra per mantenere la muscolatura e rimuovere il grasso rimasto. Mi stimola molto praticare nuove tipologie di allenamento ( ad es. kettlebell) ed entrare in contatto con altre persone, specialmente con chi cerca di dimagrire. La cosa che riscontro maggiormente è la  paura di sfogarsi e parlarne.

Attualmente ho modificato le mie abitudini alimentari e di allenamento: prediligo cibi proteici divisi quasi in ogni pasto, non rinuncio mai una volta a settimana ad una cena libera in compagnia degli amici e mi alleno sempre con tanta voglia di imparare dal mio allenatore e migliorare. Ho avuto tante cadute, ma penso siano necessarie per trovare un equilibrio sia interiore che fisico. Oggi la mia vita non sarebbe la stessa senza lo sport. 

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Durante il mio percorso ho anche documentato tutto attraverso un “ diario di bordo” su Instagram, dove mi chiamo giuliasjourney, ovvero il viaggio di Giulia. Inaspettatamente le mie foto e la mia storia hanno motivato così tante persone che oggi, siamo una community di quasi 20 mila persone. Con loro interagisco, ci scambiamo pareri e consigli e questo mi rende sempre più vicina a chi, oggi, sta combattendo la stessa guerra che ho combattuto io.

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Tumore al polmone, scoperte nuove cellule immunitarie

Studio apre la strada a nuovi possibili farmaci

Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro, responsabile di circa un terzo dei decessi per malattie oncologiche. “Il tumore non a piccole cellule rappresenta l’85% delle diagnosi di tumore al polmone e al momento le opzioni terapeutiche sono limitate”, spiega Elena Levantini, ricercatrice dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Itb), del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, dell’Harvard Medical School e dell’Harvard Stem Cell Institute.

L’immunoterapia è un’area emergente nella ricerca oncologica che si propone di utilizzare il sistema immunitario del paziente per ‘insegnargli’ ad attaccare le cellule tumorali. Le cellule immunitarie che infiltrano i tumori sono importanti regolatori della crescita tumorale e possono sia promuovere che limitarne lo sviluppo.

Ringiovanire il sangue grazie al cordone ombelicale

La scoperta apre nuove strade per la ricerca sull’invecchiamento

Uno studio GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo), coordinato da Corrado Tarella, Direttore della Divisione di Ematologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e Professore all’ Università degli Studi di Milano, rivela che il trapianto di midollo con cellule di cordone ombelicale fa ringiovanire le cellule del sangue.

La ricerca, appena pubblicata sulla rivista Biology of Blood and Marrow Transplantation, riguarda in particolare i telomeri, strutture del DNA che hanno il compito di proteggere i nostri cromosomi, e quindi il nostro DNA, dai danni esterni e dal deterioramento. La lunghezza del telomero indica proprio il grado di giovinezza delle nostre cellule.

La terapia enzimatica sostitutiva per la Malattia di Pompe

Aumenta l’aspettativa di vita grazie alle nuove cure

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Determina una debolezza muscolare ingravescente che può rendere difficile, se non impossibili, semplici azioni come camminare o alzarsi da una sedia negli adulti, e portare al decesso in età neonatale.

È la Malattia di Pompe, una patologia neuromuscolare rara e cronica che colpisce in Italia circa 300 pazienti. In totale i casi stimati nel mondo sono circa 10mila e può interessare sia i bambini, sia gli adulti. Per fare il punto sulle ultime novità scientifiche si svolge a Milano il Convegno Nazionale La Malattia di Pompe.

È causata da un difetto enzimatico, il deficit di alfa 1-4 glucosidasi acida o maltasi acida (GAA) – afferma il prof. Maurizio Moggio, Responsabile Scientifico del Convegno che si tiene a Milano e già Presidente dell’Associazione Italiana di Miologia (AIM).

Osteosarcoma, speranza dalle foglie di agave

L’estratto mina la vitalità delle cellule tumorali

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Una nuova speranza per i malati di osteosarcoma. Un estratto di foglie di Agave ha dimostrato efficacia nel contrasto delle cellule tumorali prodotte dal tumore, inibendone la vitalità e riducendone la capacità migratoria nell’organismo.

A dimostrarlo è uno studio condotto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, i cui scienziati hanno pubblicato su Cancer Letters i risultati della ricerca.

“I risultati – spiegano i ricercatori romani – suggeriscono la possibilità di utilizzare l’Agave nel trattamento dell’osteosarcoma in associazione ai presidi chemio e radioterapici convenzionali e potenzialmente anche nei pazienti che hanno sviluppato ricaduta di malattia”.

Insufficienza renale, responsabile una mutazione genetica

Possibile lo sviluppo di nuove terapie personalizzate

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L’insufficienza renale è tra le condizioni patologiche più diffuse e colpisce solo in Italia oltre 4 milioni di persone. Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Kidney Diseases (AJKD) riporta la scoperta di una mutazione genetica che predispone sia alla forma acuta che cronica della malattia.

A firmare il lavoro è il gruppo di ricerca del Paolo Manunta, direttore dell’area di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele. La scoperta potrebbe consentire in futuro di riconoscere i pazienti a rischio in entrambi i casi e di agire preventivamente, oltre ad aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie personalizzate.

Creme solari, al bando due molecole

Eliminati due filtri non sicuri

Migliorare l’efficacia delle creme solari e tutelare la salute della pelle. È questo l’obiettivo che ha portato la Food and Drug Administration (FDA) a rivedere le regole vigenti negli Stati Uniti in materia di protezione solare.

Le direttive precedenti alla revisione risalivano a circa 30 anni fa. E si discostano poco da quelle tutt’ora vigenti in Italia.

Le nuove misure di protezione adottate negli Stati Uniti devono essere di esempio – esordisce il dott. Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse).

Il “motore” che allunga le ossa

Nuova scoperta potenzialmente utile per i disturbi della crescita

C’è un meccanismo preciso che alimenta l’allungamento delle ossa. Lo hanno scoperto, su modello murino, i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, che ne hanno descritto i dettagli su Nature.

Questo “motore” è composto da staminali e assicura un rinnovo continuo delle cellule progenitrici del tessuto, alla stregua di quanto accade nel sangue e nella pelle. La sua eventuale presenza anche nell’uomo potrebbe aiutare gli scienziati a trovare nuove risposte ai disturbi della crescita che affliggono alcuni bambini.

I risultati sono utili anche per capire il meccanismo di crescita di ossa lunghe come il femore o la tibia, ancora non del tutto chiaro.

Il processo avviene in due aree, definite “fisi di accrescimento”, situate vicino all’estremità dell’osso. All’interno si trovano cellule cartilaginee – i condrociti – che derivano da cellule progenitrici simili alle staminali.

Hiv, il vaccino Tat sembra efficace

Riduce del 90% il virus latente

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Il vaccino Tat diretto contro l’Hiv sembra in grado di ridurre del 90% il “serbatoio di virus latente”, la parte di virus cioè non aggredibile con le terapie attuali.

Lo dimostra un follow up di 8 anni di uno studio pubblicato su Frontiers in Immunology dalla dott.ssa Barbara Ensoli, direttrice del Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono risultati – afferma Ensoli – che aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In tal modo, si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con HIV, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita, problemi rilevanti soprattutto in bambini e adolescenti.