Apnee notturne, nuove linee guida

Aggiornamento del documento utile per la diagnosi

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La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA) è un disturbo caratterizzato da pause nella respirazione durante il sonno, dovute all’ostruzione parziale o totale delle prime vie aeree.

Questa condizione, che interessa oltre 500 milioni di soggetti nel mondo e circa 4 milioni in Italia, determina una serie di conseguenze cardiache e respiratorie che, se non diagnosticamente precocemente e correttamente, possono portare a conseguenze molto gravi per la salute di centinaia di migliaia di persone.

La World Sleep Society (WSS) ha l’obiettivo di promuovere la salute del sonno in tutto il mondo e gli scambi internazionali tra ricercatori che si occupano di medicina del sonno. Nel 2017 la WSS ha fornito le linee guida per la corretta diagnosi di questa patologia.

Fistole più efficienti per chi è in dialisi

Nuovo dispositivo consente una funzionalità prolungata

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I pazienti dializzati devono periodicamente subire piccoli interventi per la rimozione e il reimpianto di nuove fistole.

Ora uno studio pubblicato sul Journal of Vascular Access dimostra l’efficacia di un nuovo dispositivo per la creazione di fistole arterovenose endovascolari prossimali dell’arteria radiale per l’accesso vascolare che rimangono funzionali anche a 2 anni di distanza.

«Questa fistola arterovenosa offre i benefici della normale fistola radiale prossimale aggiungendo il vantaggio di evitare una procedura chirurgica. Può essere creata in sicurezza, funziona bene, e i pazienti ne sono molto soddisfatti. Abbiamo quindi voluto valutarne il tasso di pervietà a due anni», spiega Gerald Beathard, ricercatore della University of Texas Medical Branch di Galveston e primo autore dello studio.

Nuove linee guida per i bassi livelli di testosterone

Le raccomandazioni degli specialisti americani

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Sono stati pubblicate su Annals of Internal Medicine le nuove linee guida cliniche per la gestione dei pazienti con bassi livelli di testosterone.

Amir Qaseem, ricercatore dell’American College of Physicians di Philadelphia, spiega: «Lo scopo di questa linea guida è di presentare raccomandazioni basate sulle migliori prove disponibili rispetto a benefici, danni e costi del trattamento con testosterone in questa popolazione».

Stando alle raccomandazioni, i medici dovrebbero iniziare il trattamento con testosterone solo per migliorare la funzione sessuale. Ci sono infatti prove di un leggero miglioramento della funzione sessuale globale e di un piccolo miglioramento della funzione erettile.

Nessun miglioramento è stato registrato riguardo alla funzione fisica, ai sintomi depressivi, all’energia e alle capacità cognitive dei soggetti.

Coronavirus, combinazione di anticorpi per batterlo

Efficace anche l’impiego di tocilizumab

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È probabile che i vaccini da soli non riescano a piegare la resistenza di Sars-CoV-2 e delle sue numerose varianti. Per questo, le aziende farmaceutiche stanno mettendo a punto anche nuovi anticorpi monoclonali allo scopo di aggredire l’infezione anche da un altro versante.

Eli Lilly and Company, Vir Biotechnology e GlaxoSmithKline hanno annunciato una collaborazione per la realizzazione di un cocktail di anticorpi:

“Con un virus come Sars-CoV-2, si prevede che potrebbero emergere varianti che richiedono nuove opzioni terapeutiche, motivo per cui Lilly sta studiando bamlanivimab insieme ad altri anticorpi neutralizzanti, incluso etesevimab. L’aggiunta di VIR-7831 al nostro studio è una parte importante per il trattamento dei ceppi attuali e futuri di Covid-19”, ha affermato Daniel Skovronsky, chief scientific officer e presidente di Lilly Research Laboratories.

Tumori oculari, il rischio metastasi è alto

Malattie rare ma con un’alta incidenza di metastasi

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“I tumori oculari sono patologie rare ma, in un buon numero di casi, con alta incidenza di metastasi. Le più frequenti neoplasie degli occhi sono il melanoma uveale e le neoplasie della congiuntiva”.

Lo fa sapere l’Associazione italiana Medici Oculisti (AIMO), in occasione del World Cancer Day che si celebra oggi e che quest’anno è dedicato al coraggio delle persone che convivono con il cancro e alle loro famiglie, ma anche agli infermieri, ai medici, ai ricercatori e ai volontari che si prendono cura dei pazienti e che lavorano per loro. Il melanoma uveale è il tumore intraoculare più frequente nell’adulto – fa sapere AIMO – e presenta un’incidenza pari a 6-7 nuovi casi per milione di popolazione ogni anno, con un’alta incidenza di metastasi”.

Melanoma, nuovo studio spiega la resistenza alle cure

Nuovi meccanismi spiegano l’inefficacia dei farmaci

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Nonostante sia sempre più un tumore curabile, il melanoma spesso mostra una resistenza alle terapie difficile da superare. Un gruppo di lavoro dell’Istituto superiore di sanità, dell’Idi-Irccs e del Campus Biomedico di Roma ha pubblicato su Biomedicines uno studio che mostra l’esistenza di meccanismi inediti in grado aumentare la resistenza ai farmaci di questo tipo di cancro.

Nonostante i recenti progressi delle nuove opzioni terapeutiche ne abbiano significativamente modificato l’esito clinico – spiega Francesco Facchiano dell’Iss, che ha coordinato lo studio – sono sempre molto frequenti i melanomi cutanei resistenti agli inibitori della proteina Braf (Brafi), una chinasi che risulta mutata in circa il 50% del totale dei casi di melanoma.

Cancro, il virus dell’herpes aiuta a trovare nuovi farmaci

Efficace in modelli preclinici di tumori della mammella

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Il virus Herpes simplex si può utilizzare per generare farmaci biologici ad attività oncolitica su carcinomi mammari HER2-negativi, di cui fanno anche parte i cosiddetti tumori della mammella triplo-negativi (TNBC).

È quanto hanno svelato gli studi che da circa 5 anni a questa parte portano avanti i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli e del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II, guidati da Nicola Zambrano, professore di Biologia molecolare, che nei laboratori del Centro di via Gaetano Salvatore lavora alla messa a punto proprio di nuove tecnologie per la selezione e la produzione di farmaci biologici per sperimentazioni precliniche.

Ictus, nuove possibilità di recupero

L’efficacia delle vescicole extracellulari della microglia

Per riparare il tessuto cerebrale dopo un ictus è fondamentale la generazione di nuovi oligodendrociti maturi a partire dai loro progenitori.

Sono le uniche cellule in grado di ricostituire la guaina mielinica danneggiata dei neuroni presenti nella zona di cervello con ridotta perfusione ematica.

Intatti, se non c’è un intervento terapeutico tempestivo di riperfusione (nell’arco di 4-5 ore), i neuroni di questa zona vanno incontro a sofferenza con conseguente degenerazione della mielina. A causa delle difficoltà di diagnosi precoce, è ormai riconosciuto che la terapia ideale per l’ictus dovrebbe prevedere approcci neuro-rigenerativi immediati, volti a implementare i meccanismi spontanei di riparazione successivi al danno.

Cancro alla vescica, perché la cura funziona solo su alcuni

Scoperto il meccanismo di azione della mitomicina C

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Una ricerca che porta a importanti passi avanti nella cura del tumore alla vescica. Sono stati pubblicati su Science Translational Medicine i risultati dello studio di Humanitas e Humanitas University che ha permesso di identificare il meccanismo di azione della mitomicina C, un farmaco chemioterapico usato da più di 50 anni per il carcinoma alla vescica.

Ogni anno in Italia, sono oltre 26.000 le nuove diagnosi di tumore alla vescica di cui il 75% non muscolo-infiltrante. Siamo di fronte a un tumore con elevata incidenza nei Paesi occidentali con dati che, in alcune aree, sono in aumento.

La professoressa Maria Rescigno, ordinario di Patologia Generale di Humanitas University e prorettore vicario con delega alla ricerca, spiega:

Insieme ai colleghi urologi, abbiamo avviato questo lavoro partendo da un dato: sappiamo che la mitomicina funziona nel 40% circa dei pazienti.

Risalgono i decessi, tasso di positività in calo

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Nel primo vero bollettino post-festivo, il numero dei nuovi contagi riprende a salire raggiungendo i 15.378. Conseguenza dell’aumento del numero dei tamponi, oggi 135.106, per un tasso di positività che cala all’11,4%.

I decessi hanno una nuova impennata, probabilmente per l’accumulo di ritardi nelle notifiche dei passati giorni di festa: sono 649 e portano il totale a 76.329.
Continuano a salire i ricoveri ordinari, con un incremento di 78 che porta i posti letto occupati a 23.395. Il dato delle terapie intensive registra un decremento di 10 posti rispetto a ieri per un totale di 2.569.

Per quanto riguarda i vaccini, il sito approntato dal governo segnala l’inoculazione di 182.442 dosi, ovvero il 38% del totale consegnato la scorsa settimana, mentre oggi dovrebbero arrivare le nuove dosi spedite da Pfizer.