Diabete, carboidrati a pranzo e meno carne lavorata a cena


Migliore salute cardiovascolare e maggiori prospettive di vita

Chi soffre di diabete dovrebbe concentrare il consumo di carboidrati nella prima parte di giornata e ridurre il consumo di carne lavorata la sera. Questi accorgimenti si traducono in una salute cardiovascolare migliore e maggiore longevità.
A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolismo diretto da Wenbo Jiang del Dipartimento di nutrizione e igiene alimentare presso la Scuola di sanità pubblica dell’Università medica di Harbin in Cina. «L’orario dei pasti dovrebbe essere in linea con l’orologio biologico, un processo interno naturale che regola il ciclo sonno-veglia e si ripete ogni 24 ore», spiega il ricercatore. Le condizioni di salute dei diabetici, quindi, possono essere migliorate attraverso un consumo ponderato degli alimenti lungo la giornata.
«In altri termini, abbiamo osservato che nelle persone con diabete tipo 2 (DM2) il consumo di …  (Continua) leggi la 2° pagina diabete, carboidrati, carne,

La dieta del futuro

Una nuova app promette estrema personalizzazione

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Non poteva non nascere l’app che promette di essere definitiva nel campo dell’alimentazione dietetica. La dieta del futuro è già qui e si basa sull’idea di un’alimentazione sempre più personalizzata e automatizzata.
A fare da pionieri su questa strada sono i ricercatori dell’Università di Reading che, attraverso uno studio, hanno testato l’efficacia di una dieta studiata a tavolino da un’app, confrontandone le performance con un regime alimentare tradizionale e fedele semplicemente alle linee guida internazionali.
L’applicazione è stata sviluppata dal Dipartimento di Nutrizione umana e Ingegneria Biomedica dell’Università di Reading e si chiama eNutri. Rosalind Fallaize, biologa nutrizionista fra gli autori del lavoro, spiega: “La nostra app si è dimostrata efficace nell’incrementare l’apporto di cibo salutare nei pazienti migliorando di molto la qualità della dieta per il gruppo di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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I dolcificanti potrebbero essere pericolosi

Possibile legame fra il loro uso e l’insorgenza di tumori

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I dolcificanti finiscono ancora una volta sotto accusa. Secondo un nuovo studio dell’Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm) di Parigi, pubblicato su Plos One, ci sarebbe un legame fra il consumo di sostanze edulcoranti artificiali e l’aumento del rischio di cancro.
«Anche in questa nuova indagine francese le evidenze che emergono sono, seppur interessanti, relative e non conclusive – commenta al Corriere della Sera Riccardo Caccialanza, direttore dell’Unità Dietetica e Nutrizione Clinica alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia -. Dagli anni Novanta si continuano a portare avanti ricerche che non sono però arrivate a una conclusione definitiva. Quello che sappiamo è che gli additivi chimici in generale non sono salutari e non sono una soluzione vera per tenere il peso sotto controllo. Per limitare le probabilità di sviluppare una neoplasia (così …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Il digiuno intermittente è efficace nel breve termine

Utile per perdite di peso da lievi a moderate

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Alcuni gruppi di persone potrebbero trarre giovamento dal digiuno intermittente. Stando ai risultati di una metanalisi di 21 studi pubblicata su Nature Reviews: Endocrinology, la pratica del digiuno intermittente è correlata con una perdita di peso da lieve a moderata almeno a breve termine.
«I dati finora sfatano il mito secondo cui durante il digiuno le persone si sentiranno deboli e non saranno in grado di concentrarsi», ha osservato il primo autore Krista Varady, professore di nutrizione all’Università dell’Illinois a Chicago. «Abbiamo dimostrato il contrario, ossia che in realtà hanno una migliore capacità di concentrazione. Sono tuttavia necessari dati a lungo termine su questioni come la sicurezza».
Il digiuno intermittente è senz’altro controindicato nei bambini con meno di 12 anni e in chi ha una storia di disturbi alimentari o un indice di massa corporea inferiore a 18,5 …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, nutrizione fondamentale per un buon recupero

Molto comuni la perdita di peso e i problemi alimentari in chi è colpito

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Una ricerca a livello europeo mostra un’alta prevalenza di perdita di peso e di problemi alimentari come i problemi di deglutizione nelle persone che si stanno riprendendo dal COVID-19.
La maggior parte dei pazienti intervistati ha difficoltà a recuperare la forza e fatica con le attività quotidiane come salire le scale, fare la spesa e preparare i pasti.
Nonostante i benefici comprovati della nutrizione medica per il recupero del paziente, l’indagine evidenzia che solo la metà dei pazienti ha ricevuto la nutrizione medica in ospedale, scendendo a solo il 15% che riceve cure nutrizionali con la nutrizione medica dopo aver lasciato l’ospedale.
La ricerca, condotta da IPSOS su 453 pazienti adulti ricoverati con COVID-19 nel Regno Unito, Spagna, Italia, Francia e Germania, è stata commissionata da Nutricia, parte di Danone, azienda leader mondiale nel settore alimentare, delle bevande …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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6 consigli per non rinunciare al fitness

Come mantenere uno stile di vita attivo senza annoiarsi

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L’anno passato ci ha insegnato senza dubbio l’importanza di mantenere uno stile di vita sano e attivo. L’arrivo della pandemia ha portato le persone a doversi reinventare e trovare modi di allenarsi alternativi.
A seguire sono riportati alcuni consigli su come mantenere uno stile di vita attivo a prescindere da dove si vive:
– Ridefinire il modo in cui si pensa all’allenamento
Allenarsi non deve per forza essere noioso. Juggy Sidhu, esperto di nutrizione e salute sottolinea l’importanza di ridefinire il modo in cui si concepisce l’esercizio fisico. “Quando si menziona il concetto di esercizio fisico, in moltissimi hanno un blocco mentale che riguarda tutte le attività che questo concetto implica, dal correre al partecipare ad una lezione in palestra. Tutte queste attività sembrano molto complicate dalla prospettiva di un principiante: a primo impatto risultano dispendiose e fuori …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Tumore allo stomaco e rischio di sbalzi glicemici

La gastrectomia può provocare problemi di controllo glicemico

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La maggior parte dei pazienti operati per un tumore allo stomaco può andare incontro a un maggior rischio di sbalzi glicemici dopo la gastrectomia. Lo afferma uno studio promosso dalla Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc) in collaborazione con il Gruppo italiano di ricerca sul cancro gastrico (Gircg) e l’Associazione “Vivere senza stomaco si può Onlus”.

Secondo i dati preliminari dello studio, l’89% dei pazienti operati ha sintomi da ipoglicemia reattiva con debolezza, vertigini, sudorazione e vampate di calore o una dumping syndrome, nella quale a questi sintomi si aggiungono dolore con distensione addominale, nausea e vomito.

Si tratta del primo studio ad analizzare la prevalenza degli sbalzi glicemici nei pazienti gastroresecati.

La dieta per recuperare dopo Covid-19

La nutrizione è fondamentale per la riuscita della convalescenza

Per recuperare al meglio dopo essere stati colpiti da Covid-19, una corretta nutrizione rappresenta un passaggio obbligato e fondamentale.

Gli esperti dell’Associazione Tecnico Scientifica dell’Alimentazione, Nutrizione e Dietetica (Asand) hanno stilato le Linee di indirizzo per l’assistenza nutrizionale del paziente Sars-CoV-2 positivo paucisintomatico o postdimissione a domicilio o presso strutture non ospedaliere.

“L’intervento nutrizionale è finalizzato a prevenire e/o correggere lo stato di malnutrizione/disidratazione, proponendo cibi invitanti, garantendo la sicurezza, evitando l’aspirazione del cibo nelle vie respiratorie e aiutando ad attenuare alcune problematiche legate alla mancanza di gusto e odorato tipici della malattia Covid19”, spiega il documento.

Coronavirus, obesità e psoriasi: il legame

Una dieta chetogenica potrebbe ridurre il rischio di infezione

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Quelle antiestetiche macchie sulla pelle a gomiti e ginocchia, talvolta anche estese a tutto il corpo o al cuoio capelluto, spesso associate ad artrite peggiorano con l’obesità.

Lo sanno bene i dermatologi della Federico I.

La psoriasi è una delle dermatosi infiammatorie croniche con elevato impatto sulla qualità di vita dei pazienti affetti e molteplici studi hanno messo in evidenza una stretta correlazione tra psoriasi, insulino-resistenza e obesità, così spiega la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi ‘Federico II’ di Napoli – Siamo stati i primi a pubblicare su questa relazione già un po’ di anni fa e da alcuni mesi, in collaborazione con la dott.ssa Sara Cacciapuoti, dottoranda della clinica, e il dott.