Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele?

Una dieta bilanciata per asciugare il fisico è un tassello fondamentale del tuo percorso fitness. Le star della musica e dei film spesso sono le migliori testimonial di diete  sane (non sempre a dire la verità) che portano a dei risultati duraturi nel lungo termine.

Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele

Nelle ultime ore una foto ha “rotto” Instagram, ovvero Adele che ringrazia i suoi fan per gli auguri del compleanno in un tubino mini che mostra la sua evidentissima perdita di peso in eccesso. Non è notizia nuova il fatto che la cantante di “Someone like you” si fosse messa a dieta.

Pare che la dieta seguita sia la Dieta SIRT ovvero la dieta del gene magro. In poche parole, questa dieta è stata messa a punto da due nutrizionisti inglesi e consiste nel mangiare alimenti particolarmente ricchi di sirtuina, ovvero un gruppo di 7 proteine già presenti nel corpo umano e che avrebbero la funzione di regolare una serie di attività tra cui metabolismo e infiammazioni.

 

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Thank you for the birthday love. I hope you’re all staying safe and sane during this crazy time. I’d like to thank all of our first responders and essential workers who are keeping us safe while risking their lives! You are truly our angels ♥ 2020 okay bye thanks x

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I commenti di stupore, meraviglia e congratulazioni sono arrivati da account verificati e perfetti sconosciuti. La domanda più frequente? La richiesta di suggerimenti e indicazioni su come raggiungere quel risultato stupefacente. Non ci stupiremmo se dopo l’enorme ed evidente successo anche in ambito “cambio vita mi trasformo” sfornasse un nuovo singolo e perchè no anche un libro con la precisa descrizione del suo percorso per raggiungere l’obiettivo.

Anche su Twitter pare che la pop star abbia fatto scalpore, e molti dei suoi attuali fan l’hanno addirittura scambiata per Katy Perry.

Insomma la trasformazione di Adele è davvero pazzesca per i risultati ottenuti. Siamo certe che la cantante si è scrupolosamente attenuta al suo piano alimentare, seguita ovviamente dal suo nutrizionista e probabilmente anche un team di trainer. Speriamo che nel prossimo post ci mostri anche qualche workout per continuare ad essere d’ispirazione a tutte quelle donne che hanno il suo stesso obiettivo e necessitano di un’ulteriore motivazione per raggiungerlo.

Ricetta torta di mele energetica fatta in casa dalla nutrizionista

In questi giorni così particolari, trascorsi in casa in quarantena forzata, molte di voi si staranno riscoprendo appassionate alla cucina. Vuoi solo per passare il tempo, vuoi per provare novità ai fornelli, sembra che la prossima edizione di Masterchef sarà sovraffollata.

La ricetta torta di mele energetica fatta in casa, è una ricetta classica, rivisitata ideale per la tua colazione o anche per una gustosissima merenda energetica.

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Ingredienti ricetta torta di mele light fatta in casa 

  • 200 gr di farina tipo 1
  • 80 gr di zucchero
  • 80 ml di olio di semi
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 2 mele
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • Succo di mezzo limone
  • 1 cucchiaino di zucchero integrale

 

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Torta di mele 🍎 Ricetta e procedimento nelle storie in evidenza. #nutrizione #nutrizionista #healthyfood #healthyrecipes #fitinhub #pranzo #ricetta #ricettadelgiorno #ricettelight #ricettefit #alimentazione #alimentazionesana #snack #nutrizionesportiva #mangiaresano #mangiarebene #mangiareconsapevole #breakfast #applepie #tortadimele

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Come procedere

  • Taglia le mele a spicchi sottili e mettile in una ciotola
  • Aggiungi alle mele tagliate il succo di limone, la cannella e lo zucchero integrale
  • Da questo passaggio dovresti ottenere un succo da mettere da parte
  • Travasa il composto in una ciotola più ampia, mettendo da parte le mele
  • Aggiungi olio, latte e il succo ottenuto dalla macerazione delle mele mentre continui a mescolare il tutto
  • Aggiungo la farina e il lievito
  • Disponi le mele a raggiera ed informa a 170° per circa 40 minuti

 

 

 

Cosa mangiare al posto della carne: alla ricerca di proteine vegetali

Che sia per scelta o per esigenza, diverse persone adottano regimi alimentari privi del tutto o quasi di carne, alimento ricco in primis di proteine. Sulle diete vegetariane e vegane, infatti, uno dei punti maggiormente dibattuti è proprio l’effetto della mancanza di proteine animali sull’organismo, se ciò può avere o meno conseguenze sulla salute.

Eliminare la carne non è per tutti e non ci si improvvisa vegani da un giorno all’altro; è un percorso da intraprendere con molta serietà e consapevolezza, magari approfondendone gli aspetti con un nutrizionista. Bisogna osservare delle accortezze, nel passaggio da un’alimentazione onnivora a una vegetariana/vegana, proprio per non subire carenze nutritive dannose.

E chiaramente una delle principali riguarda appunto la carne e il suo apporto di proteine, che viene meno escludendola dall’alimentazione. Esistono però dei modi per bilanciare, in quale modo, l’alimentazione, ossia arricchire la dieta di proteine vegetali. Ecco dunque cosa mangiare al posto della carne.

Cosa mangiare al posto della carne: consigli

Esistono diversi alimenti con cui sopperire alla mancanza di proteine di origine animale. Ovviamente prima di procedere con eliminazione di alimenti fai da te, consulta uno specialista. Le proteine di origine vegetale sono contenute soprattutto in:

  • legumi, soprattutto lenticchie, soia, ceci, fave e lupini;
  • cereali integrali, soprattutto farro e quinoa. Abbinati ai legumi, aumenta l’assimilazione di aminoacidi;
  • semi, soprattutto semi di chia, di zucca, di canapa e di girasole, presenti sia negli snack che da aggiungere a tantissime preparazioni culinarie;
  • frutta secca, da consumare come snack o in aggiunta a insalate e sughi;
  • alga spirulina, in commercio sia essiccata in foglie che in polvere, da aggiungere a primi e secondi piatti;
  • germogli, per arricchire insalate e primi piatti;
  • tofu, derivato della cagliatura del latte di soia e successiva pressatura, che ha anche il vantaggio di essere poco calorico;
  • seitan, derivato dalla lavorazione del glutine del frumento e dunque non indicato ai celiaci;
  • tempeh, la “carne di soia” che si ottiene dal processo di fermentazione dei fagioli di soia gialli;
  • ortaggi, soprattutto spinaci, cavoli, carciofi, peperoni.

Come sostituire il lievito nella pizza? Le migliori alternative

Come si fa a sostituire il lievito nella pizza? Ci sono varie ragioni per preferire altri metodi di lievitazione. C’è chi lo fa perché intollerante, chi ha allergie specifiche che danno origine a sfoghi cutanei o manifestazioni che colpiscono l’appartato gastrointestinale e quello respiratorio e chi, ancora, evita i lieviti perché risultano fastidiosi nel corso della digestione. Vediamo come sostituire lievito nella pizza in questi casi specifici ottenendo comunque un buon impasto a seconda dei vostri gusti.

Come sostituire lievito nella pizza: tutte le alternative valide

Vediamo tutte le alternative al lievito per cucinare una pizza deliziosa.

Bicarbonato al posto del lievito di birra

Utilizzare il bicarbonato al posto del lievito di birra garantisce un impasto croccante e friabile. Il tempo di lievitazione è molto minore e con il bicarbonato gli intolleranti non rischieranno nulla. Scegliendo il bicarbonato, inoltre, non ci sarà nemmeno il rischio a livello di digestione ergo i gonfiori saranno solo un ricordo lontano. Il buon sapore è assicurato, quindi, sostituendo il lievito con il bicarbonato ma bisogna fare attenzione a una cosa sola: consumare la pizza subito, appena sfornata. Più passa tempo, infatti, più il bicarbonato potrebbe rilasciare un aroma non gradito a tutti. Altri due piccoli trucchetti perché la pizza riesca bene: lavorare bene l’impasto e impostare il forno a una temperatura più alta del normale.

Sostituire il lievito con lo yogurt bianco

Abbinato al bicarbonato di sodio lo yogurt bianco ha il potere di rendere l’impasto gonfio e corposo, ideale per chi preferisce la versione alta e soffice della pizza. L’impasto rimane comunque leggero e gustoso. Come sostituire il lievito con lo yogurt? Ogni 300 grammi di farina occorre utilizzare 250 grammi di yogurt e mezzo cucchiaino di bicarbonato.

Birra al posto del lievito

In alternativa al lievito è possibile anche utilizzare la birra nell’impasto della pizza. Eh? Ebbene si! La birra va aggiunta in maniera graduale alla farina mescolata con olio, sale e acqua. Le dosi da utilizzare sono: 250 grammi di farina, 150 ml di birra, 10 ml di acqua , sale e due cucchiaini di olio. Una volta terminato con l’impasto occorre lasciarlo riposare affinché raddoppi il suo volume. Per cuocere la pizza con la birra al posto del lievito occorre preriscaldare il forno a 250 gradi per 15 minuti circa.

Sostituire le uova nei dolci: ecco tutte le possibili alternative

Come sostituire le uova nei dolci? Vediamo oggi come fare a preparare un dolce senza uova e farlo venire comunque soffice e gustoso. Ci sono molti ingredienti e molti modi per preparare dolci senza uova. Il primo motivo per cui viene in mente di sostituire le uova nei dolci è preparare pietanze adatte anche a chi segue un regime alimentare vegano, ma non è solo questo: ci possono anche essere persone intolleranti o allergiche alle uova. Vediamo allora come sostituire le uova nei dolci partendo dal presupposto che la funzione principale di questo ingrediente è quella di amalgamare il composto; in parole povere le uova servono da collante.

Come sostituire le uova nei dolci: le 3 migliori alternative

Vediamo 3 modi per sostituire le uova nei dolci andando a creare ingredienti che abbiano la stessa, formidabile azione collante che è propria dei prodotti delle galline.

Sostituire le uova con la fecola di patate o l’amido di mais

Le uova possono essere sostituire da due cucchiai di fecola di patate o, in alternativa, di amido di mais. Entrambi questi ingredienti hanno una funzione addensante e legante che li rende perfetti in sostituzione delle uova negli impasti dei dolci. Ogni uovo corrisponde a due cucchiai di questi ingredienti che vanno aggiunti avendo cura di aumentare leggermente la parte liquida della ricetta. come fare per non sbagliare? Aumentare il liquido poco a poco creando il giusto equilibrio tra i vari ingredienti.

Sostituire le uova con lo yogurt

Ovviamente questa opzione non è valida se il dolce che si vuole fare deve essere vegano. Lo yogurt, per sua natura, sostituisce egregiamente le uova e rende l’impasto morbido e umido al punto giusto. I dolci migliori nei quali sostituire le uova con lo yogurt sono senza dubbio muffins, ciambelloni e pasta frolla. Per rendere l’impasto vegano si può optare per l’utilizzo di yogurt vegetale di qualsiasi tipo tra quelli disponibili in commercio.

Sostituire le uova con la banana

Sembra strano a dirsi ma un uovo può tranquillamente essere sostituito con…mezza banana. Questo frutto, infatti, ha proprietà leganti uniche e rende anche l’impasto morbido e umido. Quanta banana serve? Per sostituire un uovo ne basta mezza. Va schiacciata e aggiunta successivamente all’impasto, proprio all’inizio della preparazione.

A cosa serve la dieta iperproteica? Tutto quello che c’è da sapere

Le diete iperproteiche solitamente vengono consigliate in due situazioni specifiche: in caso di denutrizione, magari dopo un periodo di malattia che ha destabilizzato il corpo, e in caso di attività fisica intensiva, come ad esempio il sollevamento pesi o il body building. Non è un regime che può essere seguito a oltranza. Le proteine, infatti, per loro natura vengono filtrate ed espulse dal corpo attraverso l’azione dei reni. Una dieta iperproteica inevitabilmente affatica queste ghiandole e ciò potrebbe avere delle ripercussioni anche serie sulla salute. Per questo, l’affiancamento di un medico e di un nutrizionista sono fondamentali. Ma a cosa serve la dieta iperproteica nello specifico? Quali sono i suoi vantaggi e svantaggi? Entriamo nel dettaglio per capire qualcosa di più.

A cosa serve la dieta iperproteica: benefici e controindicazioni

Una dieta iperproteica serve sia se si vuole aumentare la massa muscolare che perdere peso in breve tempo. Oltre a mantenere costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale e stimola la lipolisi (dunque il dimagrimento). Visti gli effetti collaterali su reni e fegato, per eliminare l’azoto contenuto nelle proteine, è necessario associare sempre ad una dieta iperproteica un adeguato apporto di acqua. Proprio per il grande sforzo a cui sono sottoposti questi due organi, è un regime sconsigliato in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc).

Non mangiando grassi e zuccheri l’organismo usa i grassi di riserva per il fabbisogno calorico. Trarre i grassi dalle zone di scorta è parte integrante del processo di dimagrimento: l’organismo diventa un bruciatore di grassi. I prodotti del grasso metabolizzato sono i chetoni, prodotti di scarto (espulsi tramite le urine) che tra l’altro frenano l’appetito, aiutando ulteriormente nel dimagrimento.

A cosa serve la dieta iperproteica: alcuni esempi famosi

Sono molte le diete iperproteiche diventate famose e molto diffuse al mondo. Di base, tutte propongono un’alimentazione a base di frutta, legumi, pesce, carne, salumi: cibi altamente proteici, insomma. Tra queste ci sono le diete:

  • Atkins, forse la più famosa dieta iperproteica, che in breve punta a ridurre la quota di carboidrati costringendo il corpo ad utilizzare i grassi e le proteine per ottenere energia;
  • Scarsdale, caratterizzata per essere una dieta lampo che promette risultati in brevissimo tempo;
  • Plank, anche questa altamente proteica, che consente di perdere peso già in due settimane, mantenendo il peso raggiunto per almeno 3 anni, senza ulteriore dieta, grazie al sovvertimento del metabolismo;
  • Dukan, che abbina a un’alimentazione molto rigorosa anche l’attività fisica, in particolar modo l’obbligo di camminata quotidiana.

Dieta Flexitariana: fino a 4 kg in due settimane con la dieta ecosostenibile

Cos’è la dieta flextariana? Si tratta di un regime che promuove un cambiamento nelle abitudini alimentari che non ha solo il vantaggio di far perdere peso ma anche quello di virare verso un’alimentazione che rispetta maggiormente l’ambiente. Questa dieta è stata scelta anche da molte celebrities. Vediamo quali sono le direttive della dieta flextariana che ha anche il vantaggio di prevedere poche rinunce, e quali i benefici per il corpo oltre la perdita di peso.

Cos’è la dieta flexitariana?

Su quali principi si basa la dieta flextariana? Si parte da una base precisa: sostenibilità per il pianeta corrisponde a sostenibilità per l’organismo. La dieta flexitariana non permette solo di perdere peso ma anche di mangiare in un modo che non vada a danneggiare l’ambiente. Ma che cos’è la dieta flexitariana, in effetti? Altro non è che la versione americana della nostra dieta mediterranea, come riporta Giornalettismo, che ha consultato Luana Romeo, consigliere nazionale Andid. La dottoressa ha parlato di questo regime alimentare spiegando come funziona:

Si tratta di una dieta basata su frutta, verdura, cereali ma anche carne, pesce uniti al piacere del consumo occasionale anche dei cibi preferiti.

La dieta flexitariana, come sostiene la dottoressa, è molto semplice da seguire perché non comporta delle vere e proprie rinunce ma solo qualche sforzo. Questo regime alimentare permette di consumare tutto in quantità ragionevoli e, proprio perché flessibile, è sostenibile nel lungo periodo. La vera chiave è questa: non fare una dieta ma imparare a mangiare in maniera corretta per tutta la vita. Con i dovuti sgarri, certo. La dottoressa ha comunque evidenziato che la dieta flexitariana è, ancora, “uno stile alimentare non supportato da evidenze scientifiche. Ad oggi difatti non esistano studi in letteratura a supporto della sua efficacia sulla perdita di peso né sul miglioramento dello stato di salute”.

Come funziona la dieta flexitariana?

La dieta flexitariana è basata su una serie di principi tra i quali il consumo controllato della carne; proprio qui risiede l’ecosostenibilità di questo regime alimentare, che condanna l’eccesiva assunzione di proteine animali a discapito sia dell’ambiente che della salute del corpo umano. Oltre a ridurre la carne bisogna prestare attenzione alle dosi di quello che si mangia, che devono essere controllate. Nella fase iniziale di questa dieta il consumo di carne non deve superare i 700 g settimanali fino a scalare a soli 250 g quando ci si stabilizza.

La dieta, creata dalla nutrizionista statunitense Dawn Jackson Blatner, viene utilizzata da moltissime star tra le quali Meghan Markle, Gwyneth Paltrow e Paul Mc Cartney, che hanno dato un parere positivo. Come funziona la dieta flexitariana? Vediamo i principali punti di questo regime alimentare:

  • apporto calorico di 1.500 kcal al giorno così distribuite: 300 kcal a colazione, 400 kcal a pranzo, 150 kcal per due spuntini (mattina e pomeriggio) e 500 kcal a cena;
  • prevede un sistema alimentare di attacco che dura due settimane con frutta e verdura come principali alimenti e riduzione dei carboidrati;
  • il comfort food non è bandito poiché sono permessi cioccolato e vino in maniera equilibrata;
  • dopo le prime due settimane si passa al regime di mantenimento con porzioni simili a quelle dei primi quindici giorni di dieta, ovvero: 40% di alimenti vegetali, 40% tra legumi , cereali integrali e semi e 20% di alimenti di origine animale.

Dieta flexitariana: quali sono i benefici?

Perché scegliere la dieta flexitariana? Vediamo insieme i benefici dieta flexitariana punto per punto così da avere le idee chiare su questo regime alimentare:

  • perdita di peso (3 o 4 kg);
  • capelli più luminosi e pelle più elastica;
  • mangiare meno carne ha effetti positivi sull’organismo, in particolare per il colesterolo e il sistema cardiocircolatorio;
  • regime alimentare ecosostenibile;
  • si impara a mangiare sano senza scioccare l’organismo;
  • il regime alimentare che si impara a conoscere può essere mantenuto per tutta la vita.

La controversa paleodieta: funziona o no il modello ispirato all’uomo delle caverne?

La paleodieta è un modello alimentare che propone un ritorno all’alimentazione dei nostri antenati di 10.000 anni fa. Si tratta dunque un’alimentazione molto povera di carboidrati, ricca di carne, pesce e con molte bacche, frutta e verdura. Cereali, dolci e farine raffinate sono quasi del tutto assenti, come lo erano per l’uomo delle caverne insomma. A quei tempi l’alimentazione trovava base nei prodotti della caccia e della pesca, ma anche di ciò che la terra spontaneamente donava.

Può al giorno d’oggi essere un modello attuabile e sostenibile? In effetti la paleodieta è oggetto di molte critiche e di un’accesa discussione, che coinvolge biologi e nutrizionisti, molti dei quali scettici nei confronti dell’efficacia di questo piano alimentare iperproteico ispirato alla preistoria.

I principi della paleodieta

Secondo le direttive Fao/Oms e le linee guida varate da tutti i Paesi del mondo, l’apporto quotidiano consigliato di carboidrati dovrebbe essere del 55-75%. Questa percentuale nella paleodieta è decisamente più bassa. Sicuramente si tratta di un modello opposto alla dieta mediterranea, che fa invece della varietà la sua forza e che include pasta, patate, pane, legumi, cereali, carne e pesce, distribuiti in una sorta di “piramide” alimentare in base alle quantità giornaliere consigliate.

Il Consiglio di Disciplina dei biologi precisa al riguardo:

Non può in alcun modo essere consentita la tacita approvazione di una dieta che, se pur non vuol considerarsi improvvisata, non ha comunque mai goduto del privilegio della pubblicazione su una rivista scientifica, arrivando, di conseguenza, alle persone/pazienti senza essere stata prima controllata, verificata e, se è il caso, corretta.

Tempo fa il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei biologi ha anche sospeso per un mese un biologo nutrizionista sostenitore della paleodieta. Pur avendo portato testimonianze di pazienti che avevano tratto benefici da quel modello, il Consiglio ha comunque ritenuto la documentazione priva di valore scientifico. Per questo, ha sospeso ugualmente il suo iscritto.

Lo stile alimentare della paleodieta, infatti, solo di recente è stata oggetto di uno studio scientifico approfondito e specifico, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista European Journal of Nutrition. La ricerca dimostra che la paleodieta aumenta in misura significativa il rischio cardiovascolare e probabilmente anche quello oncologico, e causa modifiche molto vistose alla microflora batterica intestinale. Questo perché di base è una dieta sbilanciata. Impone la rinuncia ad alimenti importanti come i cereali e i legumi, l’eliminazione quasi totale dei carboidrati e dosi di carne eccessive. Questo si ripercuote su reni e fegato. Senza dimenticare che la mancata assunzione di latte e suoi derivati potrebbe portare a una carenza di calcio con conseguente osteoporosi.

Paleodieta: i pro

  • Netta riduzione del consumo di cibi industriali e alimenti lavorati.
  • Immediato senso di pienezza, dovuto alle quantità di proteine e fibre. La paleodieta è più saziante se paragonata a quella mediterranea.
  • Utilizzo di carni biologiche, nel pieno rispetto dei criteri in materia di allevamento.

Paleodieta: i contro

  • L’eliminazione di latticini, tuberi, cereali e legumi non è salutare. Si vanno a perdere moltissime sostanze nutritive indispensabili per il nostro organismo in essi contenuti.
  • Non è più sostenibile da un punto di vista ambientale.
  • Oggi non esistono prodotti della caccia e della pesca paragonabili a quelli che venivano consumati millenni fa, dal punto di vista qualitativo e nutrizionale.

Alimentazione: quello che non devi mai chiedere al tuo nutrizionista

Ci sono alcune domande e  richieste, che il tuo nutrizionista non vorrebbe mai sentirti pronunciare. Sono richieste scaturite da una serie di luoghi comuni che riguardano l’approccio all’alimentazione.

Alimentazione: quello che non devi mai chiedere al tuo nutrizionista

Come faccio a sbarazzarmi della pancetta? Sarebbe stupendo se si riuscisse a sbarazzarsi del grasso addominale con un pulsante. In realtà non è così: Il tuo corpo tende a perdere peso da tutte le aree proporzionalmente. Il grasso della pancia, alias grasso viscerale, è associata a gravi complicazioni di salute, come problemi cardiaci. Gli uomini sono in realtà noti per avere maggiore presenza di grasso della pancia rispetto alle donne, e le donne accumulano la maggior parte del peso in eccesso su  fianchi e glutei.

Quali sono i cibi brucia grassi? Quelle tre piccole parole vengono spesso fraintese e intese come se esistesse una tipologia di cibo che scioglie letteralmente il grasso dal corpo.

Cosa posso mangiare durante il Cheat day?. Se il tuo piano alimentare è così restrittivo che hai bisogno di una giornata intera per mangiare tutto quello che normalmente non ti è consentito avere, probabilmente si tratta di un approccio non sostenibile nel lungo periodo.

Forse sarebbe il caso di una detox per eliminare le tossine. Non è necessario sottoporsi a diete di soli liquidi per disintossicarsi. Esistono reni e fegato per questo. Le parole tossico  e tossine inducono la gente a pensare che ci siano scorie nucleari nel loro cibo. Alcuni alimenti devono essere limitati, ma non sono velenose per il corpo e non c’è bisogno di evitarli del tutto.

Quali sono i Superfood che posso inserire nel mio piano alimentare?. Mentre il termine superfood è nato come un modo per mettere in evidenza gli alimenti che promuovono benefici per la salute, la sua mancanza di regolamentazione lo ha trasformato in uno dei termini più abusati nel mondo della nutrizione e della salute. Ora è utilizzato principalmente come una tattica di marketing per migliorare le vendite di un prodotto. Invece di mettere tanta enfasi sul mangiare un particolare superfood, l’obiettivo è quello di includere una grande varietà di frutta e verdura.

E’ vero che non bisogna mangiare niente di bianco? Non giudicare la qualità nutrizionale di un alimento esclusivamente dal suo colore.

Voglio avere in tavola tutto cibo organico e naturale. Solo perché qualcosa è etichettato come naturale, è automaticamente una scelta più sana. Questo può essere fuorviante e portare a persone che consumano una quantità eccessiva di un determinato cibo, quando in realtà non ha alcun beneficio nutrizionale. Inoltre Mangiare biologico non è necessariamente l’opzione migliore per te. Una dieta equilibrata è ciò che è importante

Vorrei provare una dieta senza carboidrati. In molti sono fan della dieta povera di carboidrati o tendendo ad eliminare i carboidrati in toto senza sapere cosa sia un carboidrato. Per la cronaca, frutta e verdura sono entrambi carboidrati e fanno decisamente bene.

Posso davvero mangiare quanta frutta voglio?

Che la frutta faccia bene e abbia degli aspetti da un punto di vista nutrizionale assolutamente positivi, lo sappiamo tutti. Però non tutti sappiamo che non è consigliabile non porsi dei limiti ragionevoli nel mangiarla. Quindi se ti stai chiedendo se davvero puoi mangiare quanta frutta vuoi, la risposta è una sola: NO.

Nonostante contenga vitamine e antiossidanti, oltre a tutte le peculiarità salutari di ogni singolo frutto, bisogna tenere in considerazione il fatto che contenga calorie, zuccheri e carboidrati, che se ingeriti in maniera incontrollata possono portare ad una perdita di peso.

Come sempre, ti ricordiamo di affidarti ad un nutrizionista per aiutarti a gestire al meglio la tua dieta nel caso dovessi averne necessità. 

In realtà l’argomento è piuttosto dibattuto in rete e uno dei motivi per cui è così controverso è proprio il fatto che rappresenta un’arma a doppio taglio.

Benefici di mangiare frutta

  • Ci sono diverse tipologie di frutta che presentano un indice glicemico piuttosto basso avendo così un impatto positivo sui livelli di zucchero nel sangue
  • Alcune tipologie di frutta possono apportare una quantità di fibre significativa al piano alimentare complessivo, che rallenta la digestione e ti fa sentire più sazia. Ad esempio una tazza di lamponi contiene 8 grammi di fibre.
  • Altre tipologie di frutta (mirtilli, frutti rossi) sono un’ottima fonte di antiossidanti, che aiutano combattere lo stress ossidativo.

La frutta nella dieta

La mentalità del “mangiare quanta frutta voglio” è sconsigliabile nel processo di perdita di peso (ribadiamo ancora una volta che poi i casi vanno valutati singolarmente e in maniera specifica) perchè la frutta andrebbe trattata come tutti gli altri alimenti che fanno parte del nostro piano alimentare: ovvero fonte di nutrienti validi per la nostra salute e per i nostri obiettivi di fitness, ma anche fonte di calorie e zuccheri. Insomma il troppo stroppia sempre!

Esagerare con la frutta, nella maggior parte dei casi, vuol dire esagerare con gli zuccheri (nel caso specifico della frutta, il fruttosio) il cui eccesso potrebbe essere conservato come grasso. A prescindere dal fatto chimico, bisognerebbe tener conto che oltre alla frutta, durante la nostra giornata alimentare, abbiamo più di una fonte da cui assumiamo fruttosio.

Come inserire la frutta nel proprio mangiare quotidiano?

  1. Dai la precedenza ai frutti di bosco e frutta piccola: mirtilli, lamponi, fragole ma anche kiwi, pesche, mele piccole perchè sono ricche di fibre.
  2. Mangia frutta con moderazione e focalizzati più sul mangiare verdure specialmente a foglia verde o fibrose.