I probiotici aiutano a dimagrire i bambini obesi

Efficaci in particolare i bifidobatteri

Per aiutare i bambini e gli adolescenti obesi a dimagrire potrebbe essere utile l’assunzione di probiotici, in particolare di bifidobatteri.

A dirlo è uno studio dell’Università del Piemonte Orientale coordinato da prof.ssa Flavia Prodam, docente di Scienze tecniche dietetiche applicate, che spiega:

“I bifidobatteri sono la tipologia di batteri più presenti nell’intestino del neonato, perché aiutano a digerire gli oligosaccaridi contenuti nel latte materno. Crescendo diminuiscono, ma non devono ridursi troppo perché durante la digestione rilasciano sostanze chimiche chiamate acidi grassi a catena corta, che svolgono un ruolo importante nella salute dell’intestino e nel controllo della fame”.

Nei bambini obesi i ricercatori hanno osservato una bassa concentrazione di questi microrganismi.

Covid-19, ecco perché l’eparina non funziona

Studio italiano chiarisce il ruolo dell’antitrombina e dell’obesità

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Un livello particolarmente basso di antitrombina riscontrato nei pazienti obesi affetti da coronavirus spiegherebbe il fallimento della terapia con eparina somministrata per scongiurare la trombosi venosa e l’embolia polmonare, prime cause di mortalità legata all’infezione da Covid-19.

Questo il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Pavia) guidati dal dottor Carmine Gazzaruso – Responsabile delle Unità Operative di Diabetologia, Endocrinologia, Malattie Metaboliche e Vascolari – che ha visto coinvolti 49 pazienti ricoverati per Covid-19.

I ricercatori sono partiti da una prima evidenza: nonostante l’anticoagulazione, gestita principalmente con eparina, la mortalità per eventi tromboembolici rimaneva comunque alta.

Osteoartrosi, aggiornate le linee guida

Le raccomandazioni degli esperti

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Sono state aggiornate le raccomandazioni degli esperti sulla gestione dell’osteoartrosi della mano, dell’anca e del ginocchio. La nuova versione, pubblicata su Arthritis, Care & Research, rinnova quella precedente del 2012.

Il documento è stato firmato da Sharon L. Kolasinski e dai suoi colleghi della University of Pennsylvania School of Medicine di Philadelfia. Gli esperti hanno realizzato una revisione sistematica della letteratura per riassumere le prove a sostegno dei benefici e dei danni delle terapie rieducative, comportamentali, psicosociali, fisiche, mentali e farmacologiche disponibili.

Le raccomandazioni forti riguardano: 1) esercizio fisico; 2) perdita di peso in pazienti in sovrappeso o obesi con Oa del ginocchio e/o dell’anca; 3) programmi di autoefficacia e di autogestione; 4) Tai chi; 5) uso del bastone.

Prima della colazione un po’ di sport

Brucia più grassi e migliora la risposta all’insulina

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Dovreste fare uno sforzo la mattina e praticare un po’ di sport prima di fare colazione. A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism da un team dell’Università di Birmingham e da quella di Bath.

Secondo gli esperti, fare esercizio fisico di mattina significa bruciare un maggior quantitativo di grassi e migliorare al contempo la risposta all’insulina.

Allo studio hanno partecipato 30 volontari obesi, seguiti per quasi due mesi, che avevano mangiato o meno prima di andare ad allenarsi in bicicletta.
I dati dimostrano che chi aveva affrontato l’esercizio fisico a stomaco vuoto ha bruciato il doppio dei grassi degli altri volontari che avevano già fatto colazione. Inoltre, i soggetti del primo gruppo mostravano un miglior controllo della glicemia. A livello di dimagrimento, i risultati sono stati gli stessi.

La frutta secca fa dimagrire

Tante calorie ma un effetto saziante notevole

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La frutta secca rappresenta un paradosso alimentare. Mandorle, noci, pistacchi sono alimenti ricchi di calorie, quindi in teoria da evitare il più possibile per chi cerca il peso forma. In realtà, aiuterebbero a dimagrire per via del loro potente effetto saziante.

Lo conferma una ricerca apparsa su BMJ Nutrition, Prevention & Health che ha coinvolto 3 gruppi di individui: 51.529 maschi di 40-75 anni; 121.700 donne di 35-55 anni; 116.686 donne di 24-44 anni.

Seguendo i volontari lungo un arco temporale di 20 anni, i ricercatori hanno scoperto che chi ha aggiunto almeno 14 grammi di frutta secca al giorno presentava un minor rischio di prendere 2 o più chili in 4 anni. In particolare consumare una manciata di noci al giorno si associa a un rischio di divenire obesi del 15% minore.

Il bisfenolo aumenta il rischio di obesità nei bambini

Sotto accusa le diverse varianti della sostanza

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Bisfenolo S (Bps) e bisfenolo F (Bpf) aumenterebbero il rischio di obesità nei bambini. Le due sostanze sono utilizzate dalle aziende dopo che il bisfenolo A era stato bandito per i suoi effetti sul sistema endocrino.

Secondo i ricercatori della New York University, che hanno realizzato uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society su bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni, la presenza nelle urine di livelli elevati di Bps e Bpf era associata a maggiori probabilità di essere obesi.

“Questa ricerca – spiega Melanie Jacobson, ricercatrice principale dello studio – suggerisce che anche esposizioni chimiche comuni possono svolgere un ruolo nello sviluppo dell’obesità, in particolare tra i bambini”.

Uno studio italiano ha associato anche il bisfenolo A alla maggiore incidenza di obesità infantile.

Un po’ di esercizio per abbassare la pressione

Aiuta i pazienti anziani in sovrappeso o obesi

Basta poco esercizio fisico al mattino per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Il consiglio vale soprattutto per quelle persone anziane alle prese con un peso corporeo eccessivo o in condizione di obesità conclamata.
A dirlo è uno studio pubblicato su Hypertension da un team della University of Western Australia di Perth e del Baker Heart and Diabetes Institute di Melbourne.

«Tradizionalmente gli effetti dell’esercizio fisico e del comportamento sedentario sulla salute sono stati studiati separatamente, ma noi abbiamo voluto verificare se esistesse un effetto combinato di questi comportamenti sulla pressione sanguigna», spiega Michael Wheeler, primo autore dello studio.

Gli scienziati australiani hanno esaminato i dati relativi a 67 pazienti con età media di 67 anni, in sovrappeso o obesi.

Una “scossa” all’obesità

Efficace la stimolazione magnetica transcranica

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Funziona la stimolazione magnetica transcranica nei casi di obesità.

Una conferma definitiva dell’efficacia e della sicurezza della tecnica arriva dal nuovo studio dei ricercatori dell’IRCCS Policlinico San Donato, guidati dal professor Livio Luzi, responsabile dell’area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’ospedale e ordinario di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Milano.

Il medesimo gruppo di ricerca aveva già riportato in diversi congressi internazionali sia l’efficacia della stimolazione magnetica transcranica profonda nel modificare i batteri intestinali, il cosiddetto “microbiota”, favorendo il calo ponderale nei soggetti obesi, sia la validità della stessa tecnica nel ridurre il desiderio impellente di mangiare – il cosiddetto food craving – grazie alla sua azione regolatoria sui meccanismi cerebrali.

Più obesi in campagna che in città

Il tasso di obesità aumenta più velocemente nelle aree rurali

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L’obesità sta aumentando più rapidamente nelle aree rurali del mondo rispetto alle città. Sono i risultati di un’indagine scientifica che ha coinvolto oltre mille ricercatori in tutto il mondo, analizzando i dati di 112 milioni di adulti in 200 Paesi tra il 1985 e il 2017.

Guidata dall’Imperial College di Londra, e con la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la ricerca ha visto il contributo dei dati raccolti dal Progetto Moli-sani dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS).

Pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, lo studio ha valutato peso e altezza di tutte le persone che hanno partecipato alle varie indagini. In questo modo è stato possibile calcolare l’Indice di massa corporea (BMI), un numero espresso come chilogrammi su metro quadrato.

7 motivi per cui dovresti perdere peso in eccesso

Il presupposto fondamentale è che dovresti perdere peso  quando è necessaria per condizioni di sovrappeso o obesità, in tutti gli altri casi è un fattore puramente estetico e quindi personale e soggettivo. Quindi se hai voglia di perdere peso per sentirti meglio allora avere a mente benefici specifici associati alla perdita di peso può aiutarti e motivarti.

1. RIDUCE LE INFIAMMAZIONI Quando nell’organismo si viene a creare una condizione di bilancio energetico positivo, con introito energetico che supera i consumi, si assiste a modificazioni morfologiche e metaboliche a livello del tessuto adiposo, che portano ad una maggior espressione di citochine ad azione proinfiammatoria ed, in particolare, il tessuto adiposo viscerale (il grasso addominale), rispetto al tessuto adiposo sottocutaneo, produce una maggiore quantità di marker infiammatori, che agendo a livello sistemico portano a uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Tale stato infiammatorio sembra contribuire allo sviluppo e progressione di insulino-resistenza e aterosclerosi, con un significativo impatto sull’insorgenza delle patologie cardiovascolari.

2. RIDUCE IL RISCHIO DI CANCRO. L’obesità aumenta il rischio di sviluppare vari tipi di tumori come tumori intestinali, renali pancreatici ecc di circa il 40% rispetto a chi ha un peso nella norma. Con l’eccesso di nutrienti, infatti, si assiste ad un aumentato accumulo di acidi grassi a livello del tessuto adiposo, con modificazioni tissutali inizialmente in senso ipertrofico e consecutivamente iperplastico.

3. RIDUCE IL RISHIO DI INFARTO Il legame tra obesità e malattie cardiovascolari è legato a tutte le conseguenze della sindrome metabolica come ipertensione, ipercolesterolemia e trigliceridi alti e questi sono i fattori di rischio maggiori per l’insorgere dell’infarto. Inoltre più si protrae la condizione di obesità più aumenta il rischio, si parla del 2-4% di rischio in più per ogni anno. Lo hanno scoperto i ricercatori di cinque istituti di ricerca statunitensi, in uno studio durato 25 anni e pubblicato su JAMA.

 

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4. RIDUCE IL RISCHIO DI DIABETE Il sovrappeso cronico e l’obesità in generale sono i fattori principali dell’insorgenza del diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da due alterazioni metaboliche importanti: l’alterata secrezione di insulina e l’insulino-resistenza, cioè l’incapacità dei tessuti periferici ad utilizzarla. Ovviamente quanto più si è in sovrappeso tanto maggiore è la quantità di grasso corporeo ed i fenomeni infiammatori del tessuto adiposo di cui abbiamo parlato prima causano un ostacolo alla normale funzione dell’insulina, interferendo con i suoi recettori e provocando l’aumento della sua produzione e l’innalzamento del livello di glucosio nel sangue.

4. MIGLIORA LA QUALITA’ DEL SONNO Nei soggetti obesi o in sovrappeso si può spesso assistere a fenomeni di russamento abituale che è da considerare come il primo stadio della sindrome da ostruzione delle vie aeree superiori di cui la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno è lo stadio finale. Durante le apnee ostruttive la riduzione di calibro della alte vie aeree è tale da impedire il flusso d’aria. Fattori che favoriscono l’insorgenza del russamento e della sindrome vera e propria sono il sovrappeso/obesità ma anche l’assunzione serale eccessiva di alcool o di carboidrati per un effetto miorilassante. Inoltre in seguito ad una privazione di sonno, è stata riscontrata un’ipersecrezione ipotalamica di orexine, neurotrasmettitori implicati sia nel mantenimento dello stato di veglia ma anche nella regolazione dell’introito di cibo.

5. AUMENTA LA FERTILITA’ La fertilità è da sempre correlata all’obesità in quanto è un fattore di rischio per tutta una serie di patologie ostetrico-ginecologiche. Donne in serio sovrappeso presentano spesso disordini del ciclo mestruale per eccessiva produzione ormonale, oltre che la Sindrome dell’ovaio policistico (anche se non sempre associata ad obesità). Inoltre ll sovrappeso durante la gravidanza aumenta il rischio di presentare diabete gestazionale e preeclampsia (sindrome caratterizzata da alcuni segni clinici come ipertensione proteinuria).

6. MIGLIORA LA QUALITA’ DELLA VITA Un peso adeguato non aumenta solo la quantità di anni che sarai su questa terra, ti rende più capace di goderteli. Questo perché in molti casi l’obesità e tutto ciò che ne consegue non permettono di compiere azioni semplici, come giocare per più di 15 minuti al parco con i propri figli, ed a mio avviso, questa è una delle motivazioni più convincenti.