Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

L’articolo Ma la primavera non lo sapeva proviene da Sani per Scelta.

5 alimenti che contengono dolcificanti artificiali

Se la parola dolcificanti artificiali ti sembra fare riferimento a qualcosa di poco sano, la sensazione è di quelle giuste.

Gli alimenti che contengono dolcificanti artificiali sono più di quello che pensi ma soprattutto capita spesso e volentieri di trovarseli in tavola o in frigo. Spesso le etichette traggono in inganno, ad esempio dove si legge “naturalmente zuccherati” potrebbero esserci dolcificanti aggiunti questo per ridurre le calorie e far credere di assumere cibi sani. Ciò significa che si potrebbero mangiare zuccheri artificiali senza neanche rendersene conto.

5 alimenti che contengono dolcificanti artificiali

GOMME SUGAR FREE. Quante volte ti è venuta fame, e per provare a spezzarla senza ingerire ulteriori calorie, ha pensato di masticare una gomma? Siamo del parere che dovresti cambiare mentalità rispetto alle gomme da masticare. Tecnicamente un cibo, ma le gomme senza zucchero contengono Xilitolo, uno tra i dolcificanti artificiali che possono causare gonfiore e gas.

KETCHUP. Sappiamo che il tuo hamburger non sarà più lo stesso senza ketchup ma devi sapeche che contiene una serie di dolcificanti artificiali tra cui l’amido modificato di mais ha funzioni addensanti ed è già una prima fonte di zuccheri, poi spezie non meglio definite ed un edulcorante artificiale a ridotto apporto calorico come la saccarina. Nessuno di questi ingredienti è, di per sé, pericoloso per la nostra salute, e comunque non nelle quantità contenute in una dose ‘standard’ di ketchup. Poiché tuttavia il ketchup è di per sé poco calorico, e viene usato in quantità minime, c’è da chiedersi che senso abbia utilizzare un edulcorante artificiale come la saccarina.

PANE CONFEZIONATO. Parliamo di questo farinaceo che così tanto piace a coloro che non amano particolarmente fare la spesa tutti i giorni. IL pane confezionato, anche quello ai cereali, o di farina integrale, spesso non è così salutare. Può contenere infatti cereali raffinati che non sono un vero e proprio ingrediente dannoso. Il problema però è che i processi di raffinazione dei cereali impoveriscono il prodotto di nutrienti essenziali per il nostro organismo. Inoltre può contenere sciroppo di fruttosio che serve principalmente per rendere i cibi più dolci, ma nel caso del pane preconfezionato viene utilizzato per conferire quel colore marrone caratteristico della tostatura, e per aiutare la lievitazione. Si tratta del dolcificante più economico che si trova in commercio, per questo motivo viene utilizzato a livello industriale, tuttavia è uno dei più dannosi per la salute umana, ed è ai primi posti tra le cause principali dell’obesità. Occhio alle etichette!

YOGURT GRECO. Aspetta, ma yogurt greco è così sano! Non è sempre così. Spesso nello yogurt greco 0% grassi alla frutta, vengono aggiunti zuccheri semplici come zucchero di canna o succo d’uva per rendere più piacevole il prodotto e così si assumono più zuccheri di quanto si creda per evitare i grassi, quando sarebbe meglio preferire i grassi agli zuccheri raffinati e artificiali.

MUESLI ED ALTRI CEREALI. In molti cereali LIGHT si nascondono zuccheri sostituti dello zucchero naturali. Ciò provoca al mattino quando li si mangia un rilascio immediato di energia, causando un rapido innalzamento dei livelli di zuccheri nel sangue con conseguente rilascio di insulina che tende a diminuire altrettanto rapidamente. Il risultato è che dopo poche ci si ritrova a mangiare altri snack pieni di zuccheri raffinati perché il cervello li richiede nuovamente. Quindi, anche in questo caso, attenzione alle etichette!

Piatto unico fit: wrap di pollo con salsa tahin Fitmood

Diciamoci la verità il piatto unico fit è la soluzione ideale per te che vai sempre di corsa, che non ami cucinare, che vorresti semplicemente un’alternativa in più alla solita insalatina con il tonno.

Ingredienti

  • 70 gr di preparato per pizza e pane 
  • 10 gr di olio spry
  • 20 grammi tahina organica
  • 40 gr di acqua
  • 1 gr di sale
  • 150 gr di petto di pollo
  • 50 gr di albume per la panatura
  • 50 gr di crostini low carb feeling ok ridotti in polvere

Come realizzare il piatto unico fit con wrap di pollo

  • In una ciotola versa la farina e aggiungi il sale
  • Mescola bene gl’ingredienti e aggiungi l’acqua tiepida e l’olio un po’ alla volta fino ad ottenere un panetto.
  • Fai attenzione a che l’impasto sia liscio, compatto e morbido, e dunque valuta bene la consistenza quando aggiungi l’acqua.
  • Lascia riposare il panetto per circa un’ora coperto da panno e abbi cura di riporre il panetto in maniera tale che si mantenga a temperatura ambiente.
  • Terminato il tempo di riposo, stendi l’impasto con un mattarello.
  • Nel frattempo ungi una padella con l’olio, mettila a riscaldare e cuoci per tre minuti per lato il wrap, a fiamma moderata.

Preparazione del pollo

  • Taglia a listarelle il petto di pollo
  • Versa in una ciotola l’albume e in un piatto a parte i crostini precedentemente ridotti in polvere
  • Passa le listarelle di petto di pollo nell’albume e successivamente nella polvere di crostini
  • Nel frattempo inizia a preriscaldare il forno a 180°
  • Ungi con l’olio spry una teglia e disponi in maniera omogenea le listarelle di pollo.
  • Inforna e fai cuocre per circa 15 minuti.
  • Una volta terminato il tempo di cottura dovresti aver ottenuto delle listarelle croccanti al punto giusto

Come assemblare il wrap di pollo cheto

  • Posiziona il wrap su un piatto o un tagliere
  • Aggiungi una cucchiaio di salsa tahini organic e aggiungi il songino.
  • In fine aggiungi il pollo e arrotola il wrap.

Insomma un vero e proprio pasto unico fit da portare dietro o semplicemnte da mangiare a casa e da fare in pochissimi minuti

Challenge burpees: 5.254 in 12 ore? Scopri chi si sta preparando per il record mondiale

Sappiamo che al solo sentire challenge burpees hai iniziato a piangere, immaginiamo la reazione appena hai letto il numero: 5.250…… e il timing: 12 ore!

Ecco i burpees sono il classico esercizio che tutti amano odiare: dai benefici estremi se correttamente eseguito, alla fatica immensa nell’eseguire il movimento ad un ritmo sostenuto,  sembra che ci sia qualcuno disposto ad accettare la sfida.

L’idea malsana, è venuta ad un trainer australiano di una catena di palestre la F54, Dave Pound che si è posto come obiettivo quello di entrare nel Guinness dei Primati.

L’iniziativa tuttavia sembra andare oltre la soddisfazione personale: come riporta una rivista australiana, il trainer sembra essere legata ad una campagna di sensibilizzazione sulle malattie mentali e la prevenzione del suicidio. Dave sembra aver trovato nuova linfa vitale per i suoi allenamenti, dunque, da questa partnership e il motivo è da imputare alla scomparsa prematura di un amico suicidatosi.

Una challenge così faticosa e apparentemente tratti folle, per una giusta causa.

Challenge burpees 5,254 in 12 ore?: Come ci si allena per una challenge così?

Partendo dal presupposto che l’impresa non è per noi comuni mortali, il trainer australiano ha iniziato con allenamenti di due volte a settimana di circa 1500 – 2000 burpee.

Aggiungendo durante la settimana sessioni di barre, esercizi di stretching ed esercizi mirati per l’addome. La sessione di burpee del venerdì aveva una durata di circa 8 ore, mentre in termini di frequenza, cercava di attenersi a 10 burpees al minuto.

Come si mangia per una challenge bupees?

Anche in questo caso ricordiamo che la sfida è adatta solo ai professionisti adeguatamente seguiti e supportati da altri professionisti del settore. Così come per l’allenamento anche l’alimentazione ha subito una serie di modifiche man mano che il giorno della challenge si avvicina.

Nei primi mesi di allenamento, predominavano carboidrati come pane, avena, e un piccolo quantitativo di proteine e pochi grassi buoni. E ovviamente un pasto free. Sotto challenge invece l’ammontare di proteine è stato leggere aumentato insieme ad alcuni integratori sempre proteici.

La sfida è fissata per sabato 7. Il trainer è convinto all’80% di farcela. Tu che ne pensi? Siamo tutti curiosi di vedere come andrà a finire.

Impasto della pizza con farina integrale di grano saraceno

Partendo dal presupposto che in questa quarantena la nostra tecnica culinaria si sta affinando, anche perchè diciamoci la verità le ricette fit non sono poi così complicate, ho voluto provare un impasto della pizza con farina integrale di grano saraceno, per dare un twist “fit” alla pizza classica.

La farina di grano saraceno, viene utilizzata più che altro per le preparazioni dolci e in combinazione con altre farine. Quasi mai per le preparazioni salate fatta eccezione per piadina, pita e pane.

In ogni caso, avevo effettuato l’acquisto della farina integrale di grano saraceno per provare a fare una pizza classica da mangiare il sabato sera. Il primo tentativo, così come si può facilmente immaginare, non è andato a buon fine. Ma la convinzione di poterla comunque usare nella pizza rimaneva forte anche perchè in generale il grano saraceno è un alimento ricco di proprietà nutritive.

Proprietà e benefici del grano saraceno

Il grano saraceno è un’ottima fonte di carboidrati in relazione all’apporto di fibre che fornisce e del basso indice glicemico. Inoltre 100 gr di grano saraceno forniscono un buon apporto di proteine: per 100gr di farina di grano saraceno abbiamo circa 10 gr di proteine di alta qualità. Contiene inoltre potassio, fosforo, calcio, ferro, riboflavina, niacina.

Tra le altre qualità, sappiamo che è più ricco in antiossidanti di altri cereali e supporta la buona salute del cuore.

Impasto della pizza con farina integrale di grano saraceno

Porzione per 2 persone

  • 200 gr di farina 00 bio
  • 50 gr di farina integrale di grano saraceno
  • 4 gr di lievito fresco
  • 150 ml di acqua tiepida
  • un pizzico di sale
  • 10 gr di olio d’oliva

Come procedere

  • In una ciotola mescolare le due farine
  • Nel frattempo far sciogliere il lievito nell’acqua
  • Versare l’acqua lentamente e iniziare ad impastare
  • Quando metà dell’acqua è stata versata, aggiungere il sale
  • Continuare a versare l’acqua e una volta ottenuto un impasto molto morbido aggiungere lentamente l’olio fino ad incorporarlo completamente
  • Lasciar riposare per 10 minuti in un ciotola coperta con un panno di cotone
  • Passati i 10 minuti piega l’impasto su se stesso fino ad ottenere un impasto liscio.
  • Lasciare riposare l’impasto in una ciotola coperto con la pellicola almeno 3 ore o anche di più nel forno (ovviamente non acceso)
  • Una volta tirato fuori dal forno, l’impasto dovrebbe essere raddoppiato.
  • Stendere su una teglia e condire a piacere
  • Preriscaldare il forno a 180° e far cuocere per 20-25 minuti.

Ricetta fit brioches fatte in casa al farro

Sappiamo che le brioches fatte in casa potrebbero sembrarti una magra consolazione e sostituzione delle tue mattinate al bar. Tra le cose che forse più ci mancano di questa quarantena forza, sono senz’altro le mattinate al bar a prendere un caffè o un cappuccino accompagnati da una brioche calda appena sfornata. Ora che quei giorni sono lontani, non è necessario perdere l’abitudine a gustarsi delle bella brioche fatta in casa bella calda con una caffè appena preparato.

Visto che di tempo ce n’è, realizzare una ricetta fit delle brioches fatte in casa al farro è un ottimo passatempo e sono certa che non ti farà rimpiangere più di tanto la tua classica colazione al bar. La ricetta è semplicissima ed è ideale per un brunch a casa o da gustare come coccola serale con un po’ di crema al cioccolato fondente. Se poi riuscite a fare anche un po’ di gelato, avrete un vero e proprio dessert da gustare deliziandovi

Ricetta fit brioches fatte in casa al farro

  • 175 gr di farina metà Manitoba
  • 175 gr di farina di farro 
  • 10gr lievito di birra in alternativa mezza bustina pane angeli
  • 120ml di latte di mandorla senza  zucchero
  • 50gr di Stevia eritrolo o zucchero moscovado
  • Un pizzico di sale
  • 2 uova

Come procedere 

  • Aggiungere i lieviti al latte e lasciarli sciogliere
  • Verifica che si siano sciolti completamente e aggiungi le farine
  • Armatevi di buona pazienza se non avete la planetaria, e iniziate ad impastare finchè non raggiungete una consistenza del composto elastica. Se avete la fortuna di avere una planetaria, basterà attendere che l’impasto si stacchi completamente dai bordi.
  • Una volta terminata la fase d’impasto, lascia lievitare per almeno 3 ore all’interno di un canovaccio.
  • Dividi l’impasto in base a quante brioches vuoi realizzare e lascia lievitare nuovamente fino al raddoppio
  • Una volta terminata l’ultima fase di lievitazione, metti le brioches su carta forno e fai cuocere per circa 30 minuti a 180°

 

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Tenere sotto controllo l’alimentazione durante il coronavirus, in questi giorni di quarantena è difficile. Partendo dal presupposto che limitare le uscite è fondamentale, fare la spesa è una necessità, e dunque cerchiamo di farla in maniera tale che possa durare almeno dai 5 ai 7 giorni prima di dover andare di nuovo al supermercato.

Fare una lista è fondamentale, ma anche organizzare la settimana per non comprare grandi quantità di cibo deteriorabili ed evitare soprattutto di mangiare troppo, perché tanto cibo in casa equivale a voler mangiare di più.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Le linee guida (considerando circa 1500/2000 kcal) ci dicono che è importante variare l’alimentazione nella settimana quindi consideriamo gli alimenti così ripartiti:

  • 3 volte a settimana i legumi,
  • 2/3 volte il pesce,
  • 2/3 volte la carne (2 bianca, 1 rossa),
  • 3 volte latte e derivati
  • 3/4 volte le uova.
  • Verdure/frutta e cereali/pane ad ogni pasto principale.

Queste sono indicazioni generali per poter impostare una lista di facile utilizzo ma alcuni alimenti possono esser mangiati anche ogni giorno, molto dipende dalle vostre abitudini alimentari e dal grado di attività giornaliera (quindi il dispendio energetico totale).

Frutta e verdura

Iniziamo quindi dagli alimenti base come frutta e verdura, scegliamo di comprare una quantità maggiore di banane, arance, mele e kiwi ad esempio che si conservano più a lungo.
Le verdure a lunga conservazione sono ad esempio carote, finocchi, zucchine, cavolfiori, mentre quelle più facilmente deteriorabili sono le verdure a foglia verde che possiamo consumare all’inizio della settimana (lattuga, rucola, spinacino ecc).

Pesce e carne

Il pesce fresco dovrà essere consumato nell’immediato perciò utilizziamo anche i surgelati, o gli inscatolati. Si conservano a lungo e permettono una varietà alimentare durante la settimana. La carne va consumata subito (1/2 giorni) dopo esser stata acquistata quindi non esageriamo e scegliamo carne bianca, mentre la carne rossa la limitiamo ad una volta a settimana.

Cereali, pasta e prodotti da forno.

Cereali (riso, orzo, farro) e pasta sono a lunga conservazione mentre il pane si deteriora in poco tempo, un’alternativa potrebbe essere quella di congelarlo a fette così da avere delle porzioni già pronte.

Uova

Importanti poi sono le uova, in genere a media/lunga conservazione, così come l’albume pastorizzato per preparazioni da colazione, sono ottime fonti proteiche e consumabili anche tutti i giorni (in associazione ad una dieta varia).

Latte e derivati

Compriamo il latte fresco più ricco di nutrienti e consumiamolo nella prima parte della settimana a colazione, mentre lo yogurt che si può conservare un po’ più a lungo possiamo consumarlo alla fine o per gli spuntini in associazione alla frutta e frutta secca (noci, mandorle, nocciole). Anche la ricotta va consumata prima rispetto ai formaggi più stagionati come il parmigiano o i formaggi cremosi.

Dolci

Si perché lo so che l’occhio cade sempre lì su quello scaffale del supermercato pieno di biscotti e dolciumi. Allora compriamo il necessario per fare un dolce fatto in casa a base di frutta così limitiamo il contenuto di zucchero aggiunto, che può essere un’alternativa per la colazione un paio di volte a settimana. Oppure del cioccolato fondente o burri di frutta secca da mangiare a colazione in associazione a yogurt e pane.

Insomma stiliamo una lista delle cose da mangiare durante la settimana e quindi evitiamo di comprare cose inutili, inoltre variamo la nostra alimentazione, un’alimentazione sana e varia, ricca di frutta e verdura copre il nostro fabbisogno vitaminico!

Inoltre cerchiamo di non stare sul divano tutto il giorno ma muoviamoci anche in casa, facciamo attività fisica e lavori domestici che non abbiamo mai il tempo di fare.

Come sostituire il pane durante i pasti? Alternative ipocaloriche

Spesso e volentieri, quando ci si ritrova a dieta o si prova a seguire un regime alimentare più sano, una delle prime cose che vengono sostituite è il pane. La ragione? Le farine bianche con cui è fatto sono ricche di zuccheri. Con cosa sostituirlo però? Sfatiamo il mito, per esempio, che crackers e grissini facciano meglio, per esempio. Se sono fatti di farina bianca l’apporto calorico è il medesimo. Vediamo allora quali sono i sostituti validi del pane.

Come sostituire il pane: alternative low carb

Vediamo come sostituire il pane con questi alimenti e perché sceglierli.

Sostituire il pane con le gallette

Esistono vari tipi di gallette in commercio: di riso, di mais, di farro, di kamut. L’ideale è variarle spesso, così da non annoiarsi. Ogni tipologia di gallette apporta una quota di carboidrati e di fibre buone. Proprio come il pane, non devono mai essere affiancate a pasta o riso ma a alimenti ricchi di proteine. Il vantaggio in più? Essendo prodotte con cereali soffiati le gallette riducono il gonfiore tipico del pane.

Crackers al posto del pane

Altra alternativa valida sono i crackers, che devono però essere integrali o comunque fatti con una farina che non sia quella bianca raffinata. I crackers vanno scelti privilegiando quelli prodotti utilizzando l’olio extra vergine di oliva. I migliori crackers che possiate mangiare come sostituto del pane sono quelli fatti con farina di segale. La ragione è che sono davvero poveri di grassi e ricchi proteine e fibre. Due fette si pane di segale apportano pochissime calorie ma hanno un potere saziante maggiore, per esempio, rispetto alle gallette. Ideali per sentirsi sazi quando si sta a dieta, insomma.

Riso e cereali integrali

Anche il riso e i cereali integrali possono essere dei sostituti validi al pane se si ha voglia di cucinarli e di accompagnarli agli altri alimenti proteici. Bisogna solo prestare attenzione alle quantità facendo la sostituzione poiché a 50 gr di pane corrispondono circa 40 gr di riso o cereali integrali in generale.

Farro o kamut

Farro e kamut, in particolare, sono ideali per sostituire il pane anche perché contengono moltissime proteine, sali minerali e vitamine. Tutti i prodotti da forno realizzati utilizzando questi ingredienti, oltre che la segale, sono la variante perfetta al pane bianco classico che troviamo tutti i giorni sulle nostre tavole.

Cosa mangiare al posto della pizza?

Cosa mangiare al posto della pizza? Questa domanda te la sarai fatta almeno una volta: perché sei a dieta, perché stai uscendo a cena e non puoi mangiarla o semplicemente perché non ti va. Facciamo una premessa: la pizza non è necessariamente un alimento da evitare per chi segue una dieta ipocalorica. Mangiare la pizza è possibile anche a dieta o, in alternativa, ci sono comunque piatti ipocalorici da scegliere che risultano gustosi da mangiare proprio come una pizza.

Mangiare la pizza a dieta: ecco perché si può e come fare

La convinzione che la pizza quando si è a dieta non possa essere mangiata è errata. Per mangiare la pizza una volta a settimana a cena è sufficiente considerarla come un pasto a base di pasta e, volendo, eliminare il pane per il resto della giornata. Ciò che bisogna evitare è mangiare la pizza abbinata ad altri piatti che, solitamente, vengono presentati come antipasti. Qualche esempio? Supplì, fritti, bruschette. Se una pizza può essere o meno inserita in un regime ipocalorico dipende tanto anche dal condimento. La pizza marinata è ideale, quella ai quattro formaggi andrebbe evitata. Quelli che sono a dieta ed escono a mangiare la pizza devono quindi preferire condimenti leggeri (ancor meglio se solo a base di verdure) e evitare l’antipasto e il dolce, preferendo invece una porzione di frutta.

Cosa mangiare al posto della pizza

Ci sono tante alternative meno “dannose” (si fa per dire) alla pizza. Se volete essere ligi alla dieta e non concedervi nemmeno lo sgarro settimanale potete optare per:

  • un piatto di pasta condito in maniera semplice (verdure, salsa di pomodoro, aglio e olio);
  • bruschette con olio e pomodoro;
  • insalatone ricche di ingredienti gustosi ma poco calorici (pollo, tacchino, feta, uovo sodo, arance, frutta secca);
  • pizza con impasto integrale o comunque fatta con farine diverse da quella bianca.

Leucemia infantile, i bambini poveri muoiono più spesso

Quelli a reddito medio-alto hanno più possibilità di sopravvivere

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La povertà può fare la differenza in caso di leucemia mieloide acuta, la forma leucemica che colpisce i bambini. Secondo uno studio presentato al Congresso dell’American Society of Hematology di Orlando, i bambini che vivono nei quartieri poveri mostrano una probabilità 2,4 volte maggiore di morire rispetto a quelli che vivono in zone a reddito medio-alto.

L’analisi riguarda gli Stati Uniti, dove il sistema sanitario è basato sulle assicurazioni private, ma secondo Fabrizio Pane, direttore Uoc Ematologia e Trapianto di midollo del Policlinico universitario Federico II di Napoli, anche in Italia vi sarebbe questo problema: “Anche in Italia basta vivere in una famiglia non abbiente, che non può contare su un caregiver o che magari risiede in un’area poco collegata come una piccola isola, per avere un minore accesso alle cure e una prognosi peggiore”.