Sei spesso influenzato? Colpa di mamma e papà

Dna decisivo nella risposta alle infezioni

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Il patrimonio genetico di ognuno di noi spiega molte delle attitudini e delle propensioni ad alcune malattie più che ad altre.

Sarebbe così anche per le infezioni. Uno studio dell’Università del Queensland pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology afferma che la creazione e il funzionamento degli anticorpi – le molecole che si occupano della protezione dell’organismo dalle infezioni – sono fortemente influenzati dal corredo genetico che ci portiamo dietro.

Gli scienziati australiani hanno analizzato campioni di sangue provenienti da 1835 gemelli e migliaia di loro fratelli. I partecipanti provenivano dal Brisbane Adolescent Twin Sample, un ampio studio sui gemelli.

John Miles, autore dello studio, e il suo team hanno esaminato la risposta immunitaria a 6 virus umani comuni, fra cui herpes virus, parvovirus, herpesvirus 4 e virus Coxsackie.

Neonati, un anno di notti in bianco

In molti casi ci vuole più di un anno affinché dormano tutta la notte

Il bambino non dorme? Preparatevi a non dormire neanche voi per almeno un anno. Secondo una ricerca della McGill University e del Singapore Institute for Clinical Studies, molti bambini impiegano anche più di un anno per abituarsi ai ritmi “adulti” del sonno, riuscendo a dormire per 6/8 ore di fila.

Al di là dei comprensibili effetti negativi sul sonno di mamma e papà, tuttavia, questo non dovrebbe costituire fonte di preoccupazione perché lo sviluppo del bambino rimane nella norma.

Gli scienziati, che hanno pubblicato lo studio su Pediatrics, hanno utilizzato come parametro 6/8 ore di sonno senza risvegli, analizzando quindi le abitudini di 388 bambini di 6 mesi e altri 369 di 1 anno. Hanno scoperto così che a 6 mesi il 38% dei piccoli non dormiva ancora per 6 ore consecutive, e il 57% non per 8 ore.

Parlare al bimbo nel pancione? Inutile

I feti percepiscono a malapena i rumori dall’esterno

Cantargli una ninna nanna, fargli sentire la voce della mamma e del papà, raccontargli una fiaba: parlare al piccolo quando è ancora nell’utero materno è un falso mito.

I feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall’esterno. È quanto dimostra lo studio condotto dalla Dott.ssa Marisa Lopez-Teijón e dalla sua équipe di Institut Marquès sull’udito del feto e sull’effetto della musica all’inizio della vita, presentato presso l’Istituto Karolinska e l’Università di Stoccolma.

L’osservazione, condotta su pazienti tra la 14ª e la 39ª settimana di gestazione, rivela come la comunicazione con il feto sia uno degli aspetti più interessanti della scoperta.

Vuoi diventare papà? Caffè e attività fisica aiutano la fertilità maschile

Pochi caffè al giorno non sono dannosi per chi ha deciso di diventare papà, anzi tre tazzine al giorno addirittura sono un aiuto naturale, come mostrano dati discussi dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) durante il simposio ‘Cucina, Salute & Benessere”. Come emerso durante il simposio, la caffeina aiuta a ridurre fino a un terzo il rischio di disfunzione erettile in chi consuma fino a tre tazzine rispetto a chi non beve caffè o ne beve una quantità superiore.

3 è il numero della fertilità, ma 9 sono gli alimenti che la aiutano

La caffeina, insieme alla dieta mediterranea, si aggiunge alle sostanze che favoriscono il benessere sessuale. Come ha dimostrato da uno studio italiano presentato da Alessandro Palmieri, presidente SIA e Professore all’Università Federico II di Napoli, la dieta mediterranea contribuisce ad aumenta dal 72 al 95% la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità.

La dieta mediterranea per la fertilità maschile

Agrumi: vitamina C, antiossidante, e vitamina A per aumentare la motilità degli spermatozoi.    

Pomodori: licopene per migliorare la motilità degli spermatozoi.    

Ortaggi a foglia verde: vitamina C, A e acido folico, importante per produrre spermatozoi sani. Carote: beta-carotene protettivo per lo sperma.    

Fagioli: acido folico e zinco per spermatozoi sani.

Uova: zinco per impedire agli spermatozoi di agglutinarsi.    

Pesce: acidi grassi omega-3 per migliorare la qualità del seme.    

Frutta secca: zinco in quantità, ma anche coenzima Q10, antiossidante molto efficiente.    

Olio extravergine d’oliva: antiossidanti per migliorare la qualità degli spermatozoi.

CIBI NO: carni conservate, formaggi grassi e latte non scremato, bevande zuccherate, alcol, dolci.

Pigrizia in invernoCaffeina e dieta mediterranea, ma da sola non bastano

La vita sedentaria è nemica della fertilità maschile. “Una regolare attività fisica migliora la qualità dello sperma e dell’erezione ma un esercizio costante spesso prevede un impegno di tempo poco compatibile con la vita quotidiana – spiega Andrea Salonia, ideatore della pasSIApp, consigliere SIA e Professore Associato di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. – Così abbiamo pensato di utilizzare una semplice app, scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone, per aiutare gli uomini a monitorare la quantità di moto giornaliera attraverso la conta dei passi, con l’obiettivo di superare la soglia dei 10.000 passi al giorno pur iniziando da 1000.”

Il test della disfunzione erettile prima e dopo l’incremento dell’attività motoria, ha dimostrato che dopo soltanto tre mesi, uno su due uomini è riuscito a muoversi di più e a migliorare la propria disfunzione erettile, mentre il 16% è tornato addirittura a un’erezione normale.