Sostituire le uova nei dolci: ecco tutte le possibili alternative

Come sostituire le uova nei dolci? Vediamo oggi come fare a preparare un dolce senza uova e farlo venire comunque soffice e gustoso. Ci sono molti ingredienti e molti modi per preparare dolci senza uova. Il primo motivo per cui viene in mente di sostituire le uova nei dolci è preparare pietanze adatte anche a chi segue un regime alimentare vegano, ma non è solo questo: ci possono anche essere persone intolleranti o allergiche alle uova. Vediamo allora come sostituire le uova nei dolci partendo dal presupposto che la funzione principale di questo ingrediente è quella di amalgamare il composto; in parole povere le uova servono da collante.

Come sostituire le uova nei dolci: le 3 migliori alternative

Vediamo 3 modi per sostituire le uova nei dolci andando a creare ingredienti che abbiano la stessa, formidabile azione collante che è propria dei prodotti delle galline.

Sostituire le uova con la fecola di patate o l’amido di mais

Le uova possono essere sostituire da due cucchiai di fecola di patate o, in alternativa, di amido di mais. Entrambi questi ingredienti hanno una funzione addensante e legante che li rende perfetti in sostituzione delle uova negli impasti dei dolci. Ogni uovo corrisponde a due cucchiai di questi ingredienti che vanno aggiunti avendo cura di aumentare leggermente la parte liquida della ricetta. come fare per non sbagliare? Aumentare il liquido poco a poco creando il giusto equilibrio tra i vari ingredienti.

Sostituire le uova con lo yogurt

Ovviamente questa opzione non è valida se il dolce che si vuole fare deve essere vegano. Lo yogurt, per sua natura, sostituisce egregiamente le uova e rende l’impasto morbido e umido al punto giusto. I dolci migliori nei quali sostituire le uova con lo yogurt sono senza dubbio muffins, ciambelloni e pasta frolla. Per rendere l’impasto vegano si può optare per l’utilizzo di yogurt vegetale di qualsiasi tipo tra quelli disponibili in commercio.

Sostituire le uova con la banana

Sembra strano a dirsi ma un uovo può tranquillamente essere sostituito con…mezza banana. Questo frutto, infatti, ha proprietà leganti uniche e rende anche l’impasto morbido e umido. Quanta banana serve? Per sostituire un uovo ne basta mezza. Va schiacciata e aggiunta successivamente all’impasto, proprio all’inizio della preparazione.

Colazione proteica dolce o salata per fare il pieno di energia con pochi grassi

La colazione è un momento importantissimo della giornata, oltre ad essere uno dei più piacevoli. Non andrebbe mai saltata: infatti durante la notte il nostro corpo, nonostante il metabolismo rallenti, continua a bruciare calorie. Da qui la sua importanza. Ognuno ha le sue preferenze: c’è chi si orienta su quella dolce, chi su quella salata. Ma l’esigenza principale è che sia equilibrata e sana, nel rispetto di un’alimentazione non troppo ricca di zuccheri e grassi. La colazione proteica è un ottimo compromesso per iniziare al meglio la giornata, con energia e carica, per avere lo sprint giusto per affrontare gli impegni quotidiani.

Per evitare di assumere troppi zuccheri e grassi nel primo pasto della giornata, ecco alcune validissime opzioni  che consentono di fare il pieno di energia con gusto, ma senza rinunciare del tutto ad alternative dolci. Che ovviamente, si affiancano a quelle salate, così da accontentare entrambe le categorie di fan della colazione. Il mondo, infatti si divide tra chi la mattina senza una coccola dolce proprio non riesce a cominciare la giornata e chi invece preferisce cibi della tradizione anglosassone, più che di quella italiana.

Colazione proteica dolce

  1. Fiocchi d’avena: l’avena è il cereale più ricco di proteine. Consumata a colazione apporta un alto tasso non solo di proteine, ma anche di fibre, preziose per la regolarità dell’intestino. Si possono abbinare a muesli, frutta secca, frutta fresca, scaglie di cioccolato fondente.
  2. Porridge: ricetta tipica della colazione inglese, consiste nel cuocere i fiocchi d’avena in acqua o latte e aggiungere poi ingredienti a piacere (sia dolci che salati).
  3. Yogurt greco: agevola la digestione, combatte la stitichezza ed è ricco di proteine, oltre che fonte di calcio, latticini e vitamina D. Anche in questo caso si può arricchire il tutto con frutta o con ingredienti a proprio piacimento. Un consiglio: le noci, la frutta secca più proteica. Contengono ferro, potassio, calcio, rame, zinco, omega 3 e fosforo.
  4. Pancakes proteici: per chi la mattina ha già voglia di mettersi ai fornelli ecco il piatto ideale per coniugare dolcezza ed energie. Si preparano con uova, farina di avena, banana, patate dolci, ma la ricetta può essere variata a seconda delle proprie preferenze. Ad esempio alcuni preferiscono la ricetta a base di albumi e yogurt greco, con aggiunta di cacao. Insomma, in cucina è bello anche sperimentare.
  5. Frullati: il mix di frutta frullata piace a tutti! La banana è l’ingrediente immancabile, che conferisce anche maggiore cremosità al tutto, ma ovviamente possono essere aggiunti al latte a allo yogurt anche kiwi, fragole e così via.

Colazione proteica salata

colazione proteica
Fonte: Pixabay
  1. Pane: non bianco, ma integrale, ricco di fibre, vitamine e proteine, da abbinare alla marmellata preferita, per un gusto dolce in più, oppure ai fiocchi di latte, con un pizzico di sale e poco olio. O ancora, si può optare per salumi magri, come fesa di tacchino o bresaola.
  2. Uova: ai più fanno storcere il naso a prima mattina e in effetti le uova a colazione non sono una tradizione tipicamente italiana. Ma consumate a inizio giornata sono un vero e proprio carico di ferro, fosforo, calcio e proteine, contenute principalmente nell’albume. In camicia, strapazzate, sode, alla coque, sotto forma di frittata o omelette: la scelta è varia. Poi certo, si possono anche imitare gli inglesi, che le accompagnano con funghi e pomodori!
  3. Salmone affumicato: vero must have della colazione proteica degli sportivi, ricco di proteine e omega-3. Da gustare insieme a una fetta di pane e a un paio di cucchiaini di formaggio spalmabile o fiocchi di latte.

Idee pranzo fit: le alternative low carb alla pasta

Come sostituire la pasta a pranzo? Questa domanda se la fanno spesso in moltissimi, soprattutto quelli che ci tengono a rimanere in forma e a perdere chili. C’è una buona notizia: le alternative gustose per sostituire la pasta sono moltissime e oggi ne vediamo cinque. La pasta non va rimpiazzata ogni giorno, ovviamente, però è importante sapere che proviene da un processo di lavorazione del grano duro che fa sì che perda quasi tutti i suoi effetti benefici. Cosa possiamo fare oltre a mangiare pasta integrale per ottenere maggiori benefici? Vediamo quattro alternative ideali per sostituire la pasta.

Come sostituire la pasta a pranzo: 4 piatti alternativi

Vediamo quattro alimenti alternativi alla pasta a pranzo ma mangiare comunque un gustoso piatto ricco di carboidrati e nutrienti buoni.

Spaghetti di zucca per sostituire la pasta

Questa tipologia di spaghetti è molto diffusa negli Stati Uniti e prende il nome di squash. In Italia ancora non hanno preso particolarmente piede ma sono un sostituto perfetto per la pasta. Come si ottengono? Dall’interno di una zucca particolare fatto a filamenti. La tipologia di zucca con cui si fanno gli spaghetti prende il nome di zucca spaghetti ed è facilmente coltivabile in giardino. Cosa la rende un sostituto ideale alla pasta a pranzo? Il fatto che abbia un sapore neutro che ricorda più quello delle patate che quello della zucca. L’apporto calorico è bassissimo: appena 31 kcal per 100 grammi.

Noodles di grano saraceno

I noodles di grano saraceno, altrimenti detti noodles soba, sono molto utilizzati nella cucina giapponese. Si tratta di spaghetti senza glutine, ideali per i celiaci. L’apporto di nutrienti è molto alto e le calorie veramente poche, se li si paragona alla pasta. I vantaggi dei noodles di grano saraceno? L’alto contenuto di magnesio e di rutina (utile per proteggere i capillari e mantenerli elastici). Anche le fibre abbondano in questa tipologia di spaghetti.

Spaghetti di riso per sostituire la pasta a pranzo

Anche in questo caso l’alimento di cui stiamo parlando proviene dall’Oriente. Si tratta di spaghetti fatti con la farina di riso, ideali anche per i celiaci e per chi vuole perdere peso. Questi spaghetti sono ricchi di vitamine del gruppo B, fibre e hanno una consistenza davvero simile a quella della nostra pasta. Tra i vari vantaggi questi spaghetti risultano anche più digeribili. Come condirli? Esattamente come si farebbe con la pasta!

Lasagne di zucchine o parmigiana di melanzane

Cercate il piatto perfetto per evitare di mangiare pasta la domenica a pranzo ma volete qualcosa che vi lasci la sensazione di averlo fatto? Ecco che allora la risposta giusta è utilizzare gustose verdure come melanzane e zucchine in sostituzione alla pasta quando si preparano i bei pranzi della domenica. La chicca? Utilizzare queste verdure per sostituire la sfoglia di pasta nelle lasagne e nei timballi avendo anche cura di mettere del formaggio vegetale al posto della classica mozzarella. La digestione sarò molto più semplice e le calorie assunte molte meno, garantito!

Cosa fare per aumentare il metabolismo? Consigli per perdere peso più in fretta

Il primo segreto per dimagrire velocemente è accelerare il metabolismo. Ma come fare per aumentare il metabolismo in modo naturale e dunque perdere peso più in fretta? Ci sono alcune dritte utili da seguire, ma attenzione: non esistono risultati raggiungibili senza fatica e rinunce. Quindi sì al lavoro sul metabolismo ma sì anche e soprattutto a stili di vita corretti e a tanta attività fisica. L’alimentazione, da sola, non è sufficiente: bisogna curare anche il resto.

Vediamo i trucchetti per accelerare il metabolismo e dimagrire velocemente. Pronte a prendere nota?

Cosa fare per aumentare il metabolismo?

Cosa fare per aumentare il metabolismo
Fobte: Pixabay

Un’alimentazione giusta, sana, bilanciata e corretta è il primo passo per velocizzare il metabolismo in modo naturale. A tavola, purtroppo, non tutto è consentito e soprattutto gli eccessi sono banditi, se si vuole perdere peso. Nella dieta è consigliabile in linea di massima aumentare leggermente la quantità di proteine, per velocizzare il metabolismo lento. Gli alimenti da prediligere sono dunque carne, uova e pesce. Parallelamente, meglio andarci piano coi carboidrati, che viceversa favoriscono un metabolismo lento e contribuiscono all’aumento di peso. Gli alimenti da ridurre sono, dunque, patate, pasta, pane.

I cibi più indicati per perdere peso sono:

  • l’ olio di cocco, da usare al posto di quello l’oliva, tradizionalmente usato in cucina;
  • le spezie, in particolare zenzero, peperoncino, timo, pepe e cannella. Aiutano il corpo a metabolizzare gli zuccheri fino a venti volte più velocemente grazie alla presenza di caroteni, bioflavoni, piperina e terpeni;
  • noci, semi e frutta secca;
  • il tè e il caffè, ma senza eccedere. Infatti i tannini del primo e la caffeina del secondo favoriscono la termogenesi, ossia l’aumento del consumo di energia sotto forma di calore e l’incremento del metabolismo;
  • i legumi.

All’alimentazione, come già detto, va necessariamente aggiunta l’attività fisica regolare e costante. Ci sono sport che, più di altri, aiutano a tonificare e perdere peso, bruciando il grasso in eccesso. In particolare i più consigliati sono: allenamento con pesi, , lo spinning, lo yoga e il pilates.

Dieta dei colori: come disintossicarsi e perdere peso dopo le feste

Chiamata anche cromodieta, la dieta dei colori ha questo nome così curioso perché prevede di mangiare in ogni giornata alimenti di un solo colore. Questa dieta è diventata molto popolare in internet e rientra nella categoria di diete detox che durano un breve periodo di tempo e che permettono di rimettersi in sesto dopo le abbuffate natalizie o di fare un percorso disintossicante appena prima di mettersi in costume. Vediamo allora come funziona questa dieta e quali sono i dettami da seguire in questo percorso.

Come funziona la dieta dei colori?

La cromodieta torna utile a chi vuole disintossicarsi e perdere peso in un breve lasso di tempo. Come funziona? Ogni giorno vanno consumati solo cibi e alimenti di uno specifico colore. La ragione? Rafforzare gli effetti dei pigmenti sull’organismo. Ad ogni colore, secondo questa dieta, corrispondono specifiche sostanze nutritive che l’organismo assorbe.

Quanto dura la dieta dei colori? Solo sette giorni. Ognuno dei colori ha uno scopo ben preciso. Grazie a questo regime alimentare si possono perdere un paio di chili senza andare ad intaccare il metabolismo, considerato che dura così poco. A parte quella dei colori ci sono regole? Solo che i cibi vanno consumati preferibilmente crudi per mantenerne inalterati i principi nutritivi.

Vediamo ora gli effetti di ogni colore:

  • Gli alimenti bianchi (banane, cipolle, patate, funghi e altri ancora) favoriscono la digestione e depurano il corpo regolando il colesterolo cattivo;
  • i cibi verdi (spinaci, verdure a foglia larga, bietole, carciofi e altri ancora) ravvivano l’organismo e fanno sentire sazi; g
  • li alimenti rossi come pomodori, anguria, fragole e arance agiscono come antiossidanti e stimolano il metabolismo;
  • i cibi azzurri ridanno leggerezza al fisico e contribuiscono a ripulire i basi sanguigni dai grassi nocivi (tra questi troviamo prevalentemente il pesce azzurro);
  • i cibi gialli e arancioni combattono la cellulite e favoriscono la diuresi e in questa categoria troviamo mais, ananas, limoni, zucca, carote e altri ancora;
  • gli alimenti viola, infine, proteggono le cellule dai danni e prevengono l’invecchiamento: in questo ambito troviamo prugne, uva nera, melanzane e barbabietole.
  • I benefici della dieta dei colori

Quali sono i benefici della dieta dei colori? Ce lo spiega Giornalettismo attraverso le parole della dottoressa Luana Romeo, Consigliere nazionale di Andid. I benefici sono senz’altro l’alto potenziale disintossicante, considerato che “si tendono a ingerire molta più frutta e verdura”; l’effetto diretto è “una perdita di 2-3 chili di peso”. La dottoressa Luana Romeo specifica comunque che la sola evidenza scientifica è “la validità del consumo giornaliero di frutta e verdura dai diversi colori” nel senso che con la cromodieta viene garantito “l’apporto di diversi micronutrienti dei quali il diverso colore di frutta e verdura è espressione”.

Dieta LCHF, basso apporto di carboidrati e più grassi: ma non è per tutti

La dieta LCHF si fonda su due principi, descritti proprio nell’acronimo: è un piano alimentare sano e non estremo né particolarmente restrittivo, che punta su un basso apporto di carboidrati (5-10%) e in proporzione più grassi (60-70%). Questo, per mantenere in salute l’organismo, per migliorare le proprie condizioni fisiche e perdere peso.

Dieta LCHF nel dettaglio

Questa dieta è molto equilibrata, perché non esclude grosse tipologie o grandi categoria di alimenti, ma semplicemente punta a mangiare meno carboidrati e una proporzione maggiore di grassi, controllando l’ingestione di zuccheri e amidi.

Si perde peso mangiando, insomma, quasi tutto. Troppo bello per essere vero? No, c’è la scienza a supporto di questo metodo. Quando si evitano gli zuccheri e gli amidi, infatti, il livello di zuccheri nel sangue si stabilizza e i livelli di insulina, l’ormone che causa l’accumulo di grassi, si abbassa. In questo modo, i grassi vengono bruciati e aumenta il senso di sazietà.

Per i diabetici, il discorso è un po’ diverso e serve qualche accortezza in più, soprattutto se si assumono medicinali specifici. Evitando i carboidrati (responsabili dell’aumento del tasso di zuccheri nel sangue) diminuisce il bisogno di medicine utili proprio a diminuire quel tasso di zuccheri. Quindi la dose di insulina va regolata e modificata, perché continuare a prendere quella che si assumeva prima dell’inizio della dieta potrebbe causare ipoglicemia (un valore di zuccheri nel sangue troppo basso). Quindi, necessariamente per seguire questa dieta servono l’aiuto di un medico e frequenti analisi della glicemia.

Dieta LCHF: cosa mangiare e consigli

La dieta LCHF include nel suo programma alimentare:

  • carne: possibilmente biologica o allevata al pascolo, qualsiasi tipo, incluso manzo, maiale, cacciagione;
  • pesce e crostacei come salmone, sgombro, aringa, ma evitando le impanature;
  • uova, preferibilmente biologiche, sia bollite che in frittata;
  • grassi naturali, burro, panna, ma anche olio di cocco e l’olio d’oliva;
  • tutte le verdure, ma preferibilmente quelle che non crescono sotto terra: cavolfiore, broccoli, cavolo e cavoletti di Bruxelles, asparagi, zucchine, melanzane, olive, spinaci, funghi, cetrioli, avocado, cipolle, peperoni, pomodori;
  • panna acida, yogurt greco e formaggi .

I consigli preziosi da seguire sono:

  • evitare cibi amidacei come pane, pasta, riso e patate;
  • mangiare solo quando si ha fame e fino a sazietà;
  • bere molta acqua;
  • evitare alcolici;
  • mangiare la frutta solo ogni tanto, perché ricca di zuccheri.

Plant Paradox, elimina frutta e verdura: è una dieta affidabile o solo una moda?

Non è raro imbattersi, soprattutto in rete, in diete davvero strane. E approfondendo l’argomento, in effetti molte diete, anche gettonate, famose e seguite da molte persone nel mondo, sono comunque oggetto di non poche perplessità da parte degli esperti. Alcune dei regimi più famosi sono anche abbastanza estremi e propongono piani alimentari drastici. Per questo, il consiglio è sempre informarsi e soprattutto affidarsi a medici competenti in materia, che possano guidare al meglio nel percorso di dimagrimento. Un esempio è la Plant Paradox: scopriamola nel dettaglio.

Plant Paradox: che cos’è?

Questa dieta è stata messa a punto dal dott. Steven Gundry, che ha scritto anche un libro in merito per esporne i principi. In breve tempo è diventata molto popolare negli Stati Uniti grazie non solo a questa pubblicazione, ma anche a Kelly Clarkson. La cantante e attrice ha detto di aver perso parecchi chili e di aver risolto i suoi problemi di salute affidandosi a questa dieta.

Il principio di base è, come suggerisce la parola stessa, un “paradox”, ovvero un paradosso. Non tutti i cibi da sempre considerati sani fanno bene, anzi, alcuni possono nuocere alla salute. Per questo, la Plant Paradox elimina del tutto dall’alimentazione il glutine e le lectine.

Cibi ammessi e non ammessi nella Plant Paradox

Le lectine sono proteine a detta del dott. Gundry potenzialmente pericolose e causa di stati infiammatori nell’organismo e di malattie croniche. Perché? Perché costringendo i carboidrati a raggrupparsi e a legarsi ad alcune cellule del corpo, impedirebbero ad alcune di queste di comunicare tra loro, generando diverse reazioni tipo nausea, dissenteria, vomito. Questa teoria del dott. Gundry non ha studi scientifici a dimostrazione.

Tra l’altro, la lectina produce anche dei benefici, perché gli alimenti che la contengono sono anche ricchissimi di fibre, la cui mancanza può portare a costipazione. Inoltre, è un macronutriente necessario per lo sviluppo di ossa, muscoli, pelle e sangue. Senza dimenticare che frutta e verdura sono estremamente importanti perché apportano nutrienti essenziali come minerali e antiossidanti.

Nello specifico, le lectine si trovano in moltissime verdure e tipi di frutta, soprattutto nelle solanacee (patate, melanzane, pomodori, bacche di goji, peperoni). Il dimagrimento a cui porta questa dieta è probabilmente la conseguenza del fatto che si eliminano dalla dieta moltissimi cibi: legumi (fagioli, lenticchie e piselli), frutta secca, verdure (pomodori, cetrioli, melanzane, piselli, fagiolini, patate, zucchine, zucca), frutta (banane mature, melone), cereali (avena, quinoa, riso, mais, orzo, bulgur).

Dieta GOLO, regime proteico low carb: benefici e criticità

La dieta GOLO è stata messa a punto dal dottor Keith Ablow, psichiatra statunitense nonché autore di libri e programmi di dimagrimento. Questo programma, nello specifico, promette di far perdere ben 10 chili nell’arco di tre mesi. Il principio di base è un acceleramento del metabolismo, da cui trarre notevoli benefici e vantaggi, in termini di perdita di peso. Il programma, inoltre, mira a stabilizzare i livelli di insulina e zuccheri nel sangue, responsabili del cambio peso in molti soggetti. In più, ha come parte integrante del programma l’attività fisica. Si tratta, però, di un programma costoso, perché richiede l’acquisto di prodotti specifici.

Dieta GOLO nel dettaglio

La dieta Golo è una dieta low carb: un regime proteico con pochi carboidrati associato a integratori (per aumentare la sensibilità insulinica e ridurre il senso di fame) ed esercizi fisici ad alta intensità (HIIT training).

Gli alimenti consentiti sono diversi. Si varia dalle uova al pesce ai frutti di mare, ma anche latticini scremati e carne rossa magra. Pochi i carboidrati ammessi, solo 100 grammi a pasto, a scelta tra patate, fagioli, mais, zucca e vari tipi di frutta come fragole, ciliegie, agrumi, kiwi, melone. Sì a tutte le verdure e l’unico dolcificante consentito è la stevia. Per quanti riguarda i grassi, solo 10 grammi a pasto: noci, olio di oliva, olio di cocco, cacao amaro, semi di chia, semi di lino, semi di canapa.

Sostanzialmente la suddivisione dei pasti prevede:

  • colazione;
  • snack;
  • pranzo (preceduto dall’assunzione dell’integratore);
  • merenda (preceduta da un altro integratore);
  • cena (preceduta da un altro integratore).

Dopo la colazione o dopo la merenda sono previsti 20 minuti di attività fisica ad alta intensità.

Del programma fa parte un integratore specifico (GOLO release), della cui effettiva necessità gli esperti non sono sicuri. L’azienda lo sponsorizza come parte integrante del percorso, come elemento che lo differenzia dalle altre diete. Si tratta di un integratore a base principalmente di zinco, magnesio e cromo, privo di glutine e dei principali allergeni. Purtroppo si tratta di un integratore molto costoso.

Benché la dieta sia sana dal punto di vista alimentare, perché varia e ricca di cibi integrali e nutrienti, nonché basata sull’esercizio fisico, è comunque priva di fondamenti scientifici. Le uniche dichiarazioni disponibili (anche sul sito ufficiale del programma) sono quelle di chi ha provato la GOLO diet. C’è però una dichiarazione della Food and Drug Administration (FDA) che spiega: “GOLO non è destinato a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia e non è stato valutato dalla FDA”.

Difficile dire, dunque, se il dimagrimento riscontrato nei soggetti sottoposti a dieta GOLO sia dovuto al programma complessivo, al famigerato integratore o semplicemente alla combinazione di dieta equilibrata ed attività fisica regolare.

La controversa paleodieta: funziona o no il modello ispirato all’uomo delle caverne?

La paleodieta è un modello alimentare che propone un ritorno all’alimentazione dei nostri antenati di 10.000 anni fa. Si tratta dunque un’alimentazione molto povera di carboidrati, ricca di carne, pesce e con molte bacche, frutta e verdura. Cereali, dolci e farine raffinate sono quasi del tutto assenti, come lo erano per l’uomo delle caverne insomma. A quei tempi l’alimentazione trovava base nei prodotti della caccia e della pesca, ma anche di ciò che la terra spontaneamente donava.

Può al giorno d’oggi essere un modello attuabile e sostenibile? In effetti la paleodieta è oggetto di molte critiche e di un’accesa discussione, che coinvolge biologi e nutrizionisti, molti dei quali scettici nei confronti dell’efficacia di questo piano alimentare iperproteico ispirato alla preistoria.

I principi della paleodieta

Secondo le direttive Fao/Oms e le linee guida varate da tutti i Paesi del mondo, l’apporto quotidiano consigliato di carboidrati dovrebbe essere del 55-75%. Questa percentuale nella paleodieta è decisamente più bassa. Sicuramente si tratta di un modello opposto alla dieta mediterranea, che fa invece della varietà la sua forza e che include pasta, patate, pane, legumi, cereali, carne e pesce, distribuiti in una sorta di “piramide” alimentare in base alle quantità giornaliere consigliate.

Il Consiglio di Disciplina dei biologi precisa al riguardo:

Non può in alcun modo essere consentita la tacita approvazione di una dieta che, se pur non vuol considerarsi improvvisata, non ha comunque mai goduto del privilegio della pubblicazione su una rivista scientifica, arrivando, di conseguenza, alle persone/pazienti senza essere stata prima controllata, verificata e, se è il caso, corretta.

Tempo fa il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei biologi ha anche sospeso per un mese un biologo nutrizionista sostenitore della paleodieta. Pur avendo portato testimonianze di pazienti che avevano tratto benefici da quel modello, il Consiglio ha comunque ritenuto la documentazione priva di valore scientifico. Per questo, ha sospeso ugualmente il suo iscritto.

Lo stile alimentare della paleodieta, infatti, solo di recente è stata oggetto di uno studio scientifico approfondito e specifico, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista European Journal of Nutrition. La ricerca dimostra che la paleodieta aumenta in misura significativa il rischio cardiovascolare e probabilmente anche quello oncologico, e causa modifiche molto vistose alla microflora batterica intestinale. Questo perché di base è una dieta sbilanciata. Impone la rinuncia ad alimenti importanti come i cereali e i legumi, l’eliminazione quasi totale dei carboidrati e dosi di carne eccessive. Questo si ripercuote su reni e fegato. Senza dimenticare che la mancata assunzione di latte e suoi derivati potrebbe portare a una carenza di calcio con conseguente osteoporosi.

Paleodieta: i pro

  • Netta riduzione del consumo di cibi industriali e alimenti lavorati.
  • Immediato senso di pienezza, dovuto alle quantità di proteine e fibre. La paleodieta è più saziante se paragonata a quella mediterranea.
  • Utilizzo di carni biologiche, nel pieno rispetto dei criteri in materia di allevamento.

Paleodieta: i contro

  • L’eliminazione di latticini, tuberi, cereali e legumi non è salutare. Si vanno a perdere moltissime sostanze nutritive indispensabili per il nostro organismo in essi contenuti.
  • Non è più sostenibile da un punto di vista ambientale.
  • Oggi non esistono prodotti della caccia e della pesca paragonabili a quelli che venivano consumati millenni fa, dal punto di vista qualitativo e nutrizionale.

Zucca al forno: la ricetta sana per il tuo Halloween

La zucca porta in tavola l’autunno. Ci sono mille modi di cucinarla, ma la ricetta della zucca al forno, riesce perfettamente a combinare l’esigenza di una cucina sana con il fatto di non dover necessariamente sporcare 1000 padelle e stoviglie. Inoltre, visto che siamo in prossimità di Halloween, può essere un modo creativo di rimanere in tema con la festa senza rinunciare alle tue sane abitudini. La ricetta è di Luana.

Ingredienti Zucca al Forno Ripiena per 2 persone

  • Una zucca piccolina
  • Funghi
  • Olio di cocco
  • Spezie
  • Fiocchi di latte
  • Fesa di tacchino
  • 10 gr di parmigiano grattugiato

 

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La zucca…questa è la delica. Ottima, secondo me. Oggi l’ho preparata ripiena. Ovviamente non è grandissima ma anche troppa tutta per me quindi la dividerò in due. Quella che rimane può essere consumata anche il giorno dopo. Veniamo alla ricetta : svuotate la zucca dai suoi semi dopo averla lavata accuratamente, salate e pepate ( io ho aggiunto anche cannella), bucherellate leggermente con una forchetta e aggiungete il vostro ripieno preferito. Potrete spaziare dalla carne bovina macinata, precedentemente cotta in padella con vino rosso, funghi champignon o porcini, formaggi vari. Io l’ho preparata in versione più light. Ho aggiunto funghi precedemente cotti in padella con olio di cocco e spezie, fiocchi di latte, fesa di tacchino e, in superficie, ho aggiunto, 5 minuti prima di sfornarla, del parmigiano grattugiato. Circa 10 gr. Infornate per 50/60 minuti e mangiate calda. È buonissima, perfettamente autunnale. Se aggiungete una fonte di carboidrati come, per esempio, delle patate o del pane di segale, è un piatto unico super completo. 😍❣ #cibosano #mangiaresano #food #cibo #alimentazionesana #healthyfood #benessere #instafood #ciboitaliano #healthy #zuccadelica #mangiarebene #bontà #foodblogger #foodporn #nutrizione #foodie #alimentazione #dietasana #salute #instagood #cibosanoegustoso #cucina #pranzofit #bio #cibobuono #italianfood #cibosalutare #agricoltura #bhfyp

Un post condiviso da Luana (@luana_mesiano_healthyfood) in data:

Come procedere

  • Lava la zucca accuratamente in maniera tale da non lasciare residui
  • Svuotala dai semi e aggiungi sale e pepe
  • Con una forchetta, bucherellala leggermente
  • Nel frattempo, fai cuocere in padella i funghi e l’olio di cocco (in questo caso l’olio di cocco viene utilizzato per non far attaccare i funghi alla padella, in alternativa se preferite potete utilizzare anche un goccio di Olio Evo)
  • Una volta pronti i funghi procedi con la farcitura della zucca aggiungendo fiocchi di latte e fesa di tacchino.
  • Fai cuocere per circa 50/60 minuti
  • 5 minuti prima di sfornare la zucca, cospargila di parmigiano grattugiato per creare un leggero strato croccante.
  • Servire e mangiare calda.

Luana, sceglie la versione della zucca al forno con fesa di tacchino e  fiocchi d’avena, ma in realtà questa preparazione si presta ad altri ripieni, ad esempio con carne macina o anche totalmente veggie.