Terapia chetogenica per sconfiggere obesità e diabete

Lo conferma un recente studio italiano pubblicato sulla rivista Nutrients

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Un nuovo studio pubblicato su Nutrients evidenzia l’efficacia della terapia chetogenica per il contrasto a obesità e diabete.

La Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD – terapia chetogenica a bassissimo introito calorico) è uno strumento sicuro per il controllo glicemico a lungo termine in pazienti con Obesità e Diabete Mellito di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 legato all’obesità rappresenta oggi una delle sfide più difficili per il sistema sanitario. Questo studio retrospettivo, firmato dalla dott.ssa Eleonora Moriconi, della durata di un anno ha lo scopo di determinare l’efficacia, la sicurezza e gli effetti a lungo termine di una VLCKD, quale ad esempio il Metodo Lignaform di Therascience, rispetto a una dieta ipocalorica standard (LCD), sulla perdita di peso, il comportamento alimentare e la qualità della vita in pazienti con diabete di tipo 2 (T2DM) e obesità.

We love colazione proteica! Chokoloko pancake la ricetta di FitMood

Tra dolce e salato di solito preferiamo una colazione salata, perchè ci tiene sazie più a lungo durante la settimana.

Tuttavia, variare fa sempre bene, abbiamo realizzato una ricetta golosissima, dolce, ma rigorosamente proteica che vi farà esclamare We love Colazione!

E’ una torretta di pancake realizzati con farina d’avena e un ingrediente insolito per questo piatto, ovvero il pudding alla vaniglia.

WE LOVE COLAZIONE PROTEICA! LA RICETTA DEI PANCAKE CHOCKOLOCO

  • 50gr farina d’avena BPR Chockoloco
  • 100gr di albume
  • 50gr di Pudding Proteico Herman vaniglia
  • 2gr di lievito

COME PROCEDERE 

  • Mescolare in una ciotola gli ingredienti
  • Far scaldare leggermente la padella antiaderente prima di versare il composto
  • Versare il composto con un mestolo
  • Far cuocere i pancake un minuto per lato
  • Farcire con pudding
  • Gustare ancora caldi e aggiungere una coccola dolce come guarnizione.

E se ancora non foste motivate nel fare una colazione proteica ecco 3 motivi da tenere sempre a mente.

3 motivi per fare la colazione proteica

Ti permette di dimagrire e ti mantenere il risultato nel tempo. 

Il giusto apporto proteico della colazione, ti aiuta nel tuo percorso di perdita di peso in eccesso. Consulta il tuo nutrizionista per verificare le quantità di proteine da aggiungere alla tua colazione.

Ti aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue 

Mangiare regolarmente cornetti, brioches o panini a colazione ti porterebbe ad avere il cosiddetto “picco glicemico”. Quindi sarebbe meglio evitare carboidrati raffinati e zuccheri. Tuttavia ti ricordiamo che è sempre meglio fare colazione che rimanere a stomaco vuoto, per dare il giusto slancio al metabolismo.

Migliora le tue performance atletiche 

Mangiare colazione prima dell’allenamento Eating breakfast before a workout (especially one lasting 60 minutes or more) energises your muscles and prevents your body from tapping into protein stores meant for recovery. Research shows that protein at breakfast helps build new muscle and bone cells, as well as boosting your immunity.

Circuito totalbody da fare a casa in 15 minuti

Il circuito totalbody da fare a casa in 15 minuti, si compone di 3 esercizi che vanno eseguiti per 30 secondi seguiti da 30 secondi di pausa. Per completare l’allenamento a circuito bisogna eseguire tutti e 3 gli esercizi per 5 giri.

Ricordati di verificare di essere nelle condizioni di salute e di fitness per poter eseguire l’allenamento. 

Circuito Totalbody: quali sono i benefici? 

Il circuito totalbody ma più in generale l’allenamento a circuito, ha una serie di benefici per cui si consiglia l’esecuzione della tipologia di allenamento due volte a settimana. I benefici più evidenti e tangibili dell’allenamento a circuito sono:

  • Miglioramento del sistema cardiovascolare
  • Miglioramento di forza e resistenza
  • Supporto alla perdita di peso in eccesso (ovviamente accompagnato da un piano alimentare sano ed equilibrato)

Circuito totalbody a casa in 15 minuti

Per eseguire l’allenamento avrai bisogno di

  • una bottiglietta d’acqua
  • un timer
  • un tappetino
  • un’asciugamani

Il circuito non prevede pause, ma è fondamentale ascoltare il proprio corpo, quindi se hai bisogno di prendere una pausa fallo tra un giro e un altro.

Squat pulsati 

  • Mantieni il busto dritto e la spina dorsale neutrale come nell’esecuzione dell’air squat.
  • Spingi i glutei verso l’esterno, in un movimento a cerniera, e abbassati come se stessi per sederti.
  • Mentre esegui questo movimento prova a vedere se riesci a strizzare i glutei.
  • Attiva l’addome mentre esegui l’esercizio e stendi le braccia in avanti per aiutarti nell’attivazione muscolare e con l’equilibrio
  • Le gambe dovrebbero essere divaricate in maniera tale che l’apertura sia uguale alla distanza tra le spalle, talloni fermamente piantati per terra.
  • Arrivata al punto massimo di accovacciamento risali verso l’alto senza estendere completamente l’anca
  • Ritorna subito verso il basso in un movimento fluido e continuato.

Se lo squat pulsato ti risulta difficile da eseguire puoi provare a eseguire un air squat classico o se vuoi aggiungere un po’ di resistenza, puoi utilizzare un elastico fitness da mettere intorno alla parte alta delle gambe.

Push ups

  • Mettiti con la pancia piatta al suolo, il peso dovrebbe essere sul petto.
  • Posiziona le braccia a larghezza spalle con i palmi che fanno pressione sul suolo.
  • I gomiti devono essere rivolti verso i piedi.
  • Molto importante è assumere una posizione che ti permetta di eseguire l’esercizio.
  • Se sei già un po’ allenata, puoi provare a distendere le gambe all’indietro facendo pressione sull’avampiede.
  • Se invece ti stai approcciando per la prima volta all’esercizio, puoi portare all’indietro le gambe e fare leve sulle ginocchia.
  • In entrambe i casi, la posizione della parte superiore non cambia.

Se non riesci ad eseguire l’esercizio come descritto, prova a piegare le ginocchia e poggiarle per terra oppure prova ad eseguire il movimento con l’aiuto di una sedia.

Butterfly crunch 

  • Sdradiati con la schiena ben stesa per terra, piega le ginocchia verso l’esterno, piante dei piedi e talloni uniti e braccia distese dietro la testa.
  • Inspira e alza la testa e le spalle, arricciati sulle costole, con lo sguardo rivolto verso le tue gambe.
  • Porta le braccia in avanti rispetto alle gambe.
  • Inspira e piega le gambe nella posizione di partenza. Questa conta come una ripetizione. Esegui 10 ripetizioni da 3 set.

Il coronavirus potrebbe favorire il diabete

Probabile interferenza con la funzione pancreatica

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Un altro effetto negativo del nuovo coronavirus è illustrato da uno studio apparso su Nature Metabolism e firmato da Matthias Laudes dell’Università Schleswig-Holstein di Kiel, in Germania.

I medici tedeschi raccontano il caso di un giovane paziente con infezione da Sars-CoV-2 asintomatica che si è ammalato di diabete di tipo 1 proprio in concomitanza con l’infezione.

Il diabete di tipo 1 è causato da una reazione autoimmune che porta alla distruzione delle cellule pancreatiche preposte alla produzione di insulina, l’ormone che regola la glicemia. Il ragazzo si era presentato al pronto soccorso con i sintomi del diabete di tipo 1, quindi sete, perdita di peso, affaticamento. La malattia è stata confermata da test di laboratorio, che hanno però escluso che il giovane avesse una predisposizione genetica alla condizione.

Come dimagrire con l’allenamento

“Cone dimagrire con l’allenamento ?” è forse la domanda che ti fai se non ti sei mai allenata ma sei pronta finalmente a fare il grande basso.

Dal nostro punto di vista è un’ottima domanda da porsi perché permette di di iniziare un percorso fitness senza preconcetti e soprattutto di mettere in discussione tutta una serie di falsi miti che possono addirittura inficiare la buona riuscita del percorso.

Come sempre ti ricordiamo di verificare di essere nelle condizioni di fitness e salute per poter eseguire qualsiasi tipo di allenamento.

Non è un segreto che l’allenamento di forza o più comunemente definito allenamento con i pesi è tra i più indicati per la perdita di peso in eccesso in maniera sana. Distrutto quindi il mito dell’utilizzo dei pesetti da 2 kg onde evitare di diventare un Hulk in gonnella, devi sapere che le donne che si allenano senza carichi in età adulta arrivano a perdere quasi 1kg di massa magra all’anno. A partire dai 25 in su quindi si può registrare una diminuzione della massa magra fumo ad arrivare ad un calo drastico intorno ai70 anni.

Come dimagrire con l’allenamento

Il primo aspetto da considerare quando si ci si pone il problema di come dimagrire con l’allenamento, è quello relativo al rapporto massa grassa e massa magra. Perdere massa magra vuol dire lasciare spazio a quella grassa a discapito della:

  • postura
  • metabolismo

Per comprendere bene questo secondo punto devi tenere in considerazione il atto che il tessuto muscolare brucia più calorie del tessuto adiposo. Perdere massa muscolare, con l’età che avanza, vuol dire inevitabilmente vedere il proprio metabolismo rallentare clamorosamente, con conseguente accumulo di peso in eccesso.

Allenamento di forza e resistenza

Esegui esercizi multiarticolari. Ovviamente eseguire esercizi che ti permettano di allenare più muscoli contemporaneamente, è un grande risparmio di tempo oltre che un modo per ottimizzare l’allenamento sulla base del tuo obiettivo finale.

Allena i muscoli più grandi del corpo con almeno 10 ripetizioni per ogni esercizio. Quando parliamo di grandi muscoli ci riferiamo sempre a muscoli come glutei, femorali, quandricipiti ecc…

Aumenta l’intensità anche quando si tratta di allenamenti con i pesi. L’intensità, infatti non è solamente una prerogativa dell’allenamento cardio. Protocolli come tabata e HIIT possono essere di grande aiuto per raggiungere il tuo obiettivo.

Esegui allenamenti di forza almeno due volte a settimana. Come sempre abbiamo ricordato, allenarsi eccessivamente non porta ad un più rapido raggiungimento degli obiettivi. Anzi al contrario, potrebbe portarti a farti male. Quindi rispetta sempre anche i giorni di riposo.

Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele?

Una dieta bilanciata per asciugare il fisico è un tassello fondamentale del tuo percorso fitness. Le star della musica e dei film spesso sono le migliori testimonial di diete  sane (non sempre a dire la verità) che portano a dei risultati duraturi nel lungo termine.

Dieta per asciugare il fisico: cos’ha fatto Adele

Nelle ultime ore una foto ha “rotto” Instagram, ovvero Adele che ringrazia i suoi fan per gli auguri del compleanno in un tubino mini che mostra la sua evidentissima perdita di peso in eccesso. Non è notizia nuova il fatto che la cantante di “Someone like you” si fosse messa a dieta.

Pare che la dieta seguita sia la Dieta SIRT ovvero la dieta del gene magro. In poche parole, questa dieta è stata messa a punto da due nutrizionisti inglesi e consiste nel mangiare alimenti particolarmente ricchi di sirtuina, ovvero un gruppo di 7 proteine già presenti nel corpo umano e che avrebbero la funzione di regolare una serie di attività tra cui metabolismo e infiammazioni.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Thank you for the birthday love. I hope you’re all staying safe and sane during this crazy time. I’d like to thank all of our first responders and essential workers who are keeping us safe while risking their lives! You are truly our angels ♥ 2020 okay bye thanks x

Un post condiviso da Adele (@adele) in data:

I commenti di stupore, meraviglia e congratulazioni sono arrivati da account verificati e perfetti sconosciuti. La domanda più frequente? La richiesta di suggerimenti e indicazioni su come raggiungere quel risultato stupefacente. Non ci stupiremmo se dopo l’enorme ed evidente successo anche in ambito “cambio vita mi trasformo” sfornasse un nuovo singolo e perchè no anche un libro con la precisa descrizione del suo percorso per raggiungere l’obiettivo.

Anche su Twitter pare che la pop star abbia fatto scalpore, e molti dei suoi attuali fan l’hanno addirittura scambiata per Katy Perry.

Insomma la trasformazione di Adele è davvero pazzesca per i risultati ottenuti. Siamo certe che la cantante si è scrupolosamente attenuta al suo piano alimentare, seguita ovviamente dal suo nutrizionista e probabilmente anche un team di trainer. Speriamo che nel prossimo post ci mostri anche qualche workout per continuare ad essere d’ispirazione a tutte quelle donne che hanno il suo stesso obiettivo e necessitano di un’ulteriore motivazione per raggiungerlo.

#Nopainnogain e il falso mito del dimagrire soffrendo

#Nopainnogain è il motto dei #fitnessaddicted su quasi tutti i social. E’ di qualche mese fa un video, diventato virale, ad oggi rimosso di una fitness model devastata dal dolore per gli estenuanti allenamenti. In lacrime, stenta ad eseguire l’ultima serie alla leg press.

Questa è solo uno dei tanti esempi di video che alimentano il falso mito che bisogna sottoporsi ad estenuanti e lunghissime sessioni in palestra per raggiungere i propri obiettivi fitness. La psicologia dietro al falso mito del #nopainnogain, è quella dell’imitazione: se la fitness model che segui su instagram ha un fisico perfetto ed esegue allenamenti lunghi ed estenuanti allora anche io dovrò fare la stessa identica cosa per ottenere gli stessi risultati. 

La scienza smentisce il falso mito #nopainnogain

Magari fosse tutto così semplice. In realtà è proprio la scienza a smentire tutto ciò: il solo allenamento, e per giunta di quelli al limite dello svenimento per il dolore, non serve a raggiungere l’obiettivo. 

Secondo uno studio del 2001, sembra che l’equazione duro allenamento uguale perdita di peso in eccesso non sia così scontata. 

Lo studio aveva come obiettivo quello di individuare la relazione tra quantità di energia spesa durante l’allenamento ed effettiva perdita di peso e grasso viscerale nei soggetti sottoposti allo studio. Il risultato ha sottolineato come  la perdita di peso nel lungo termine fosse inferiore rispetto alle aspettative e comunque non collegabile al dispendio energetico effettivo durante l’allenamento.

In parole povere chi si allena di più non è necessariamente chi perde più peso in eccesso o dimagrisce. 

Studi sullo stille di vita a supporto della teoria scientifica 

In questo senso vale la pena di citare uno studio compiuto da un antropologo americano, su una delle ultime tribù cacciatrici dell’Africa. 

La ricerca dimostrava che la ragione dell’aumento generale del peso dell’uomo negli ultimi 50 anni, fosse da ricollegarsi direttamente allo stile di vita sedentario, diverso da quello iper attivo della tribù in oggetto.

Il risultato della ricerca fu a dir poco sorprendente: la tribù di cacciatori non aveva consumato più energia di quanto non facessero i sedentari occidentali, bruciando di fatto la stessa quantità giornaliera di calorie dell’americano o europeo medio. 

I fattori di incidenza sul risultato furono diversi tra cui il fatto che il consumo calorico avesse una qualche capacità di evolversi ed adattarsi indipendentemente dallo stile di vita. 

Tuttavia la differenza più evidente, rilevata dagli stessi ricercatori, riguardava il modo di gestire l’alimentazione: semplicemente la tribù di cacciatori non mangiava quantità eccessive di cibo.

In conclusione, le evidenze che la scienza ci sottopone non ci suggeriscono di saltare completamente l’allenamento (determinante nella fase di mantenimento del peso), ma quando si tratta di dimagrire non si può aggirare il fattore “cattiva alimentazione”. 

Allenamento in casa: workout AMRAP totalbody in 20 minuti

I giorni di quarantena si allungano e quella di darsi all’allenamento in casa, sembra essere per molti di noi una delle tante strategie per far si che la giornata passi velocemente.

Anche coloro che si erano sottratti fin’ora all’allenamento in generale, sembrano approcciarsi all’allenamento in casa con una certa curiosità. Uno degli aspetti che possono senz’altro aiutare durante questa quarantena dovuta, è quello di provare e sperimentare cose verso le quali ci siamo sentiti sempre un po’ refrattari.

Del resto, coloro che non possono approfittare dello smart working, farebbero bene ad organizzare la propria giornata in maniera strategica.

Ritornando al nostro allenamento in casa, la metodologia AMRAP ci sembra la più utile per continuare un percorso nella perdita di peso o nella definizione.

Ricordiamo, come sempre, di verificare con il medico di essere nelle condizioni di salute per poter eseguire l’allenamento e di essere adeguatamente allenati per procedere.

Allenamento in casa: workout AMRAP totalbody in 20 minuti

Ricordiamo che l‘allenamento AMRAP prevede l’esecuzione di quanti più giri possibili del circuito assegnato, nell’arco di tempo determinato.

Per eseguire l’allenamento avrai bisogno di:

  • una bottiglietta d’acqua
  • Manubri (oppure kettlebell oppure una cassetta d’acqua
  • Cronometro o app sul cellulare per cronometrare

2 minuti di corsa sul posto (1 minuto di double under  o 2 minuti di single under se avete la corda).

  • Nell’eseguire questo esercizio vi ricordiamo di attivare l’addome

20 squat 

  • Mantieni il busto dritto e la spina dorsale neutrale
  • Spingi i glutei verso l’esterno, e immagina che ti stai per sedere mentre strizzi i glutei
  • Attiva l’addome mentre esegui l’esercizio e stendi le braccia in avanti per aiutarti nell’attivazione muscolare e con l’equilibrio
  • Le gambe dovrebbero essere divaricate in maniera tale che l’apertura sia uguale alla distanza tra le spalle, talloni fermamente piantati per terra.

20 military press

  • In posizione di partenza con i piedi distanziati a larghezza spalle, mantieni il bilanciere (con un’apertura delle braccia) giusto sotto la clavicola
  • Porta il bilanciere sopra la testa distendendo le braccia e attivando l’addome
  • Non sbilanciarti all’indietro e non inarcare la schiena
  • Ritorna alla posizione di partenza in 4 conteggi

2 minuti corsa sul posto

  • Nell’eseguire questo esercizio vi ricordiamo di attivare l’addome

20 push up

  • Mettiti con la pancia piatta al suolo, il peso dovrebbe essere sul petto.
  • Posiziona le braccia a larghezza spalle con i palmi che fanno pressione sul suolo.
  • I gomiti devono essere rivolti verso i piedi.
  • A questo punto solleva il corpo supportato delle mani e dai piedi o ginocchia.
  • Cerca di tenere una posizione retta con la schiena, contrai gli addominali e attenta a che i fianchi non si muovano.
  • Una volta eseguito il movimento ritornare nella posizione di partenza.

 

Osteoartrosi, aggiornate le linee guida

Le raccomandazioni degli esperti

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Sono state aggiornate le raccomandazioni degli esperti sulla gestione dell’osteoartrosi della mano, dell’anca e del ginocchio. La nuova versione, pubblicata su Arthritis, Care & Research, rinnova quella precedente del 2012.

Il documento è stato firmato da Sharon L. Kolasinski e dai suoi colleghi della University of Pennsylvania School of Medicine di Philadelfia. Gli esperti hanno realizzato una revisione sistematica della letteratura per riassumere le prove a sostegno dei benefici e dei danni delle terapie rieducative, comportamentali, psicosociali, fisiche, mentali e farmacologiche disponibili.

Le raccomandazioni forti riguardano: 1) esercizio fisico; 2) perdita di peso in pazienti in sovrappeso o obesi con Oa del ginocchio e/o dell’anca; 3) programmi di autoefficacia e di autogestione; 4) Tai chi; 5) uso del bastone.

Cachessia, una proteina la contrasta

Limita la riduzione delle fibre muscolari

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La cachessia, ovvero il forte deperimento generale che causa perdita di peso, di massa muscolare e stanchezza, è una delle complicazioni più comuni in caso di cancro.

Uno studio pubblicato su Cancers dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano segnala la possibile efficacia della proteina musclin nel contrasto alla cachessia da tumore.

Il trattamento locale con musclin a livello del muscolo tibiale ha permesso infatti al gruppo di lavoro di limitare la riduzione delle fibre muscolari.

La cachessia si verifica con perdita di tessuto adiposo e massa muscolare nell’85% dei pazienti affetti da diversi tipi di cancro. Nel 25% dei casi, è proprio la cachessia a portare alla morte e non il tumore. Ciò avviene attraverso un’infiammazione per mezzo delle citochine pro-infiammatorie, come interleuchina 6 (IL6) o il fattore di necrosi tumorale α (TNFa).