Alzheimer, nei soggetti a rischio efficaci gli Omega 3

Il consumo di pesce azzurro può aiutare nella prevenzione

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In assenza di problemi cognitivi, nei soggetti a rischio di Alzheimer il consumo di pesce azzurro è associato a una maggiore resilienza cerebrale. Lo dimostra uno studio condotto dal Barcelona Beta Brain Research Center su 340 soggetti.

Una maggiore assunzione di Dha sembra prevenire la neurodegenerazione. Già uno studio del 2015 aveva segnalato un rischio ridotto di Alzheimer nei soggetti che assumono Dha.

Tuttavia, alcuni studi controllati randomizzati su integrazione di Dha e cognizione hanno prodotto risultati contrastanti. È possibile che i risultati contraddittori siano dovuti almeno in parte al corredo genetico, in particolare il genotipo ApoE epsilon 4/4.

Ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore dello chef Vin Guerra

Ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore. Il merluzzo, si sa, è il miglior amico di fitness lover e palestrati in giro per il mondo. La cottura al vapore, seppur poco utilizzata, è tra le più sane. Ci propone una ricetta dal sapore tipicamente mediterraneo, ricca di nutrienti e decisamente elegante.

Il merluzzo ricco di acidi grassi polinsaturi Omega 3, capaci di ridurre il colesterolo cattivo, è un pesce ricco di proteine e di vitamine. Importante anche la presenza di minerali come ferro, calcio, iodio e fosforo. Le fibre del cavolfiore creano un gel nello stomaco capace di favorire il senso di sazietà.

Ingredienti per la ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore

  • 2 filetti di merluzzo
  • 400 gr Pomodoro pelato
  • 400 gr di cavolfiore
  • 3 cucchiai di olio Evo
  • 5 foglie di Basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 cipolla piccola
  • Prezzemolo qb
  • Sale e pepe qb
  • Glassa di aceto balsamico qb

Come Procedere

  • Tagliare il cavolfiore dopo averlo sciacquato e riporlo in una voporiera.
  • Dal bollore dell’acqua cuocere per circa 10 min o fino alla consistenza desiderata.
  • Far intiepidire e condire con olio, prezzemolo, sale e glassa al balsamico.
    Tritare la cipolla, L aglio ed aggiungerli al pomodoro schiacciato ma ancora crudo.
  • Mettere la salsa in una pentola, versare L olio Evo e cuocere per circa 10 min a fuoco vivace.
  • Aggiustare di sale, aggiungere le foglie di basilico “strappate” ed abbassare la fiamma.
  • Mettere il merluzzo nella salsa e coprire con un coperchio.
  • Cuocere 7 minuti per lato a fuoco basso.
  • A cottura ultimata e a fuoco spento aggiungere del prezzemolo tritato e un filo d’olio a crudo.

Come impiattare il merluzzo
Adagiare il merluzzo nel piatto, ricoprirlo con 2 cucchiai di salsa di pomodoro, sistemare il cavolfiore di lato e rifinire con una foglia di basilico grande ed un filo d’olio.

Secondi Piatti Fit: in cucina con lo chef Vin Guerra

Tra i secondi piatti fit per eccellenza ci sono senz’altro quelli a base di pesce, azzurro possibilmente. Il pesce azzurro è infatti uno degli alimenti fondamentali nella nostra dieta mediterranea in quanto ricco in grassi omega 3, che aiutano a prevenire le infiammazioni.

Secondi Piatti Fit: SGOMBRO ALLA PLANCIA CON ZUCCHINE INFORNATE.

Considerato non pregiato, lo Sgombro è un ottimo pesce azzurro spesso sottovalutato, ha una carne soda e gustosa con un sapore deciso ed inconfondibile. Per 2 persone:

  • 2 sgombri
  • 2 zucchine grandi
  • 2 cucchiai d olio Evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 rametti di timo
  • Sale qb
  • Pepe qb

Come Procedere

  • In una teglia posizioniamo un foglio di carta da forno e le zucchine tagliate a rondelle (circa 2 cm).
  • Aggiungiamo un filo d olio badando bene che vada su tutte le zucchine, aggiungiamo sale e pepe e l aglio tagliato a fettine doppie.
  • Io aggiungo anche qualche rametto di timo e rosmarino (facoltativo).
  • Inforniamo a 190 modalità statico per 10 min trascorsi i quali cambieremo in funzione grill a 240 x 2 min.
  • Evisceriamo e sfilettiamo lo sgombro, togliamo le lische all interno e ricaviamo due filetti (se avete la possibilità fatevelo fate dalla vs pescheria di fiducia perché necessitate di un buon coltello ed una pinza per le lische!)
  • Lo ungiamo con dell olio evo da entrambi i lati, saliamo e pepiamo a piacere e lo cuociamo, in padella antiaderente, a fuoco basso x 5 min dal lato della carne ed 1 min da quella della pelle (ovviamente ci regoliamo in base alla grandezza dello sgombro).

Come Impiattare
Posizioniamo le zucchine in cerchio sul fondo del piatto, i filetto di sgombro sfalsati tra di loro e decoriamo con una foglia di prezzemolo ed una polvere barbabietola o di pomodoro per dare una nota di colore al piatto.

Cibi che aiutano l’abbronzatura: ecco cosa portare in tavola

Tra i cibi che aiutano l’abbronzatura ci sono sono alimenti che probabilmente non sapevi potessero avere questa funzione. Abbronzarsi naturalmente, non è solo una questione di esposizione ai raggi solari. Come in tutti gli aspetti del nostro benessere quotidiano, anche in questo caso l’alimentazione ha un suo peso specifico. Vediamo quali sono i cibi che aiutano l’abbronzatura

Cibi che aiutano l’abbronzatura

Frutta

Frutta come anguria, fragole, ciliegie, frutti rossi, arance, uva, kiwi, pesche sono fondamentali per un’abbronzatura naturale in quanto oltre ad essere ricchissimi di vitaminici C, sono anche ricchi di antiossidanti che supportano il sistema immunitario e rendono la tua pelle radiosa. Contengono inoltre vitamina A che supportano l’elasticità della pelle e ti aiuta a mantenere la pelle idratata.

Verdura

Tra le verdure troviamo senz’altro le carote, gli spinaci, le patate dolci, i pomodori, broccoli, cavolo riccio, peperoni rossi. Quando associ abbronzatura e alimentazione, il cervello ti fa visualizzare senza troppe esitazioni le carote. Ricche di carotenoidi, sono di fatto, l’alimento più efficace per raggiungere il tuo obiettivo di ottenere un’abbronzatura naturale e sana. Sono ricchissime di vitamina A, che tra le altre cose aiuta anche la vista e protegge la palle dai danni dei raggi del sole.

Pesce

Probabilmente questo è l’alimento che meno assoceresti all’abbronzatura, ma abbiamo capito che alla base di un’abbronzatura sana e naturale c’è una pelle curata anche dall’interno grazie all’alimentazione. Il pesce, in particolare quello azzurro è ricco di grassi Omega-3 che supportano l’elasticità della pelle.

Olio d’oliva e noci

Anche in questo caso il discorso ruota intorno alla salute della pelle. Ricchissimi di vitamina E, che ha un’importante azione antiossidante,  ti aiutano a mantenere la pelle elastica.

Insomma, mangiare in una certa maniera e scegliendo gli alimenti giusti può senz’altro aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo di un’abbronzatura dorata che mette in risalto la tua pelle splendida e i sacrifici fatti con l’allenamento. Ti ricordiamo inoltre di non esagerare con l’esposizione al sole e di utilizzare sempre una crema con fattore di protezione alto.

Dolci da fare: Cheesecake light con salsa ai mirtilli

Trai dolci da fare in questa quarantena c’è senz’altro la cheesecake light con salsa di mirtilli ai semi di chia. Non sappiamo se siamo più fan della cheesecake o dei mirtilli. Comunque, questo è un dolce impegnativo nella base ma super facile nella salsa ai mirtilli.

Dolci da fare: Cheesecake light con salsa ai mirtilli

Ingredienti Per la base

Utilizziamo la fantastica ricetta delle crostatine del buonumore

  • 130gr farina integrale
  • scorzetta di limone
  • 130gr farina avena
  • 1 tuorlo
  • 70/90gr di Stevia(dipende quanto dolce la volete ,io ne utilizzo 70)
  • 1 uovo
  • 40ml acqua
  • un pizzico di vanillina
  • 40ml di olio extravergine
  • Una bustina lievito vanigliato per dolci

Per la salsa di mirtilli

  • Semi di chia
  • Mirtilli freschi
  • un goccio di limone

Per la farcia

  • 400gr di ricotta preferibilmente a basso.contenuto.di grassi
  • 350gr yogurt 0%
  • Colla di pesce

Come procedere

  • Preparare la salsa di mirtilli mettendo in 200 ml di acqua 3 cucchiai di semi di chia e i 300 gr di mirtilli frullati e mettete in frigo a riposare
  • Unire alla farina lo zucchero le uova e i liquidi
  • Aggiungere in ultimo la vanillina il lievito e il limone
  • La frolla non necessita di riposo
  • Sciogliere la colla di pesce in un po’ di latte caldo e in un altra ciotola miscelare la ricotta al restante yogurt ,la colla di pesce e due cucchiai di miele!
  • Versare il composto sulla base e tenere in freezer per un’ora
  • Successivamente mettere in frigo.
  • Aggiungere la salsa di mirtilli ai semi di chia sulle fette da servire ricoprendo qualche mirtillo fresco

Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1], di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo del caffè, sono stati analizzati il Tehran Lipid and Glucose Study,studio iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud. Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Tenere sotto controllo l’alimentazione durante il coronavirus, in questi giorni di quarantena è difficile. Partendo dal presupposto che limitare le uscite è fondamentale, fare la spesa è una necessità, e dunque cerchiamo di farla in maniera tale che possa durare almeno dai 5 ai 7 giorni prima di dover andare di nuovo al supermercato.

Fare una lista è fondamentale, ma anche organizzare la settimana per non comprare grandi quantità di cibo deteriorabili ed evitare soprattutto di mangiare troppo, perché tanto cibo in casa equivale a voler mangiare di più.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Le linee guida (considerando circa 1500/2000 kcal) ci dicono che è importante variare l’alimentazione nella settimana quindi consideriamo gli alimenti così ripartiti:

  • 3 volte a settimana i legumi,
  • 2/3 volte il pesce,
  • 2/3 volte la carne (2 bianca, 1 rossa),
  • 3 volte latte e derivati
  • 3/4 volte le uova.
  • Verdure/frutta e cereali/pane ad ogni pasto principale.

Queste sono indicazioni generali per poter impostare una lista di facile utilizzo ma alcuni alimenti possono esser mangiati anche ogni giorno, molto dipende dalle vostre abitudini alimentari e dal grado di attività giornaliera (quindi il dispendio energetico totale).

Frutta e verdura

Iniziamo quindi dagli alimenti base come frutta e verdura, scegliamo di comprare una quantità maggiore di banane, arance, mele e kiwi ad esempio che si conservano più a lungo.
Le verdure a lunga conservazione sono ad esempio carote, finocchi, zucchine, cavolfiori, mentre quelle più facilmente deteriorabili sono le verdure a foglia verde che possiamo consumare all’inizio della settimana (lattuga, rucola, spinacino ecc).

Pesce e carne

Il pesce fresco dovrà essere consumato nell’immediato perciò utilizziamo anche i surgelati, o gli inscatolati. Si conservano a lungo e permettono una varietà alimentare durante la settimana. La carne va consumata subito (1/2 giorni) dopo esser stata acquistata quindi non esageriamo e scegliamo carne bianca, mentre la carne rossa la limitiamo ad una volta a settimana.

Cereali, pasta e prodotti da forno.

Cereali (riso, orzo, farro) e pasta sono a lunga conservazione mentre il pane si deteriora in poco tempo, un’alternativa potrebbe essere quella di congelarlo a fette così da avere delle porzioni già pronte.

Uova

Importanti poi sono le uova, in genere a media/lunga conservazione, così come l’albume pastorizzato per preparazioni da colazione, sono ottime fonti proteiche e consumabili anche tutti i giorni (in associazione ad una dieta varia).

Latte e derivati

Compriamo il latte fresco più ricco di nutrienti e consumiamolo nella prima parte della settimana a colazione, mentre lo yogurt che si può conservare un po’ più a lungo possiamo consumarlo alla fine o per gli spuntini in associazione alla frutta e frutta secca (noci, mandorle, nocciole). Anche la ricotta va consumata prima rispetto ai formaggi più stagionati come il parmigiano o i formaggi cremosi.

Dolci

Si perché lo so che l’occhio cade sempre lì su quello scaffale del supermercato pieno di biscotti e dolciumi. Allora compriamo il necessario per fare un dolce fatto in casa a base di frutta così limitiamo il contenuto di zucchero aggiunto, che può essere un’alternativa per la colazione un paio di volte a settimana. Oppure del cioccolato fondente o burri di frutta secca da mangiare a colazione in associazione a yogurt e pane.

Insomma stiliamo una lista delle cose da mangiare durante la settimana e quindi evitiamo di comprare cose inutili, inoltre variamo la nostra alimentazione, un’alimentazione sana e varia, ricca di frutta e verdura copre il nostro fabbisogno vitaminico!

Inoltre cerchiamo di non stare sul divano tutto il giorno ma muoviamoci anche in casa, facciamo attività fisica e lavori domestici che non abbiamo mai il tempo di fare.

L’olio di pesce aumenta la fertilità maschile

Il consumo di integratori dimostra di migliorare la qualità del seme

La fertilità maschile potrebbe beneficiare dell’assunzione di integratori a base di olio di pesce. Gli integratori migliorerebbero la qualità del seme e i livelli degli ormoni legati alla fertilità.

A dirlo è uno studio pubblicato su Jama Network Open e condotto su un campione di 1.679 giovani uomini danesi con età media di 19 anni.

I dati sono stati ricavati dagli esami obbligatori per l’idoneità al servizio militare. 98 (5,8%) ragazzi hanno affermato di aver utilizzato integratori a base di olio di pesce negli ultimi 3 mesi, e 53 di questi (il 54,1%) di averlo fatto per 60 giorni o più.

Gli scienziati hanno messo a confronto i dati sulla salute riproduttiva di chi aveva o non aveva assunto gli integratori.

Dieta low fat: facciamo chiarezza sul ruolo dei grassi nell’alimentazione

La dieta low fat è una dieta a ridotto contenuto di grassi. Questi solitamente vengono demonizzati e indicati come i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo. Toglierli, dunque, equivarrebbe a una perdita di peso veloce, sicura e duratura. Ebbene, forse è bene fare chiarezza su queste convinzioni, non del tutto corrispondenti a verità.

In passato, quando per la prima volta sono stati formulati piani alimentari a basso contenuto di grassi (anni Settanta e Ottanta) sono stati messi a punto anche piani alimentari con drastiche riduzioni. Si arrivava a una quantità di grassi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Nel fabbisogno calorico di un individuo medio pari a 2000 calorie, dunque, ciò corrisponde ad appena 20 grammi totali di grassi in giornata.

Non si può parlare di alimentazione sana ed equilibrata, con queste cifre. La verità è che seppur così tanto demonizzati, i grassi vanno mantenuti nella dieta, perché utilissimi all’organismoQuella che tagliando i grassi si costringerebbe l’organismo ad utilizzare quelli di riserva (quelli di troppo, dunque) è solo una falsa convinzione, che non tiene conto della complessità molecolare, fisiologica e biochimica dell’organismo umano.

Dieta low fat: false credenze

La scienza si interroga da tempo sull’esistenza di una dieta standard per la perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo. Meglio una dieta low fat o low carb? Esiste una dieta ideale? Difficile ottenere risultati uguali su individui diversi, con esigenze diverse e diverse condizioni fisiche, diversi stili di vita, diverso stato di salute. Per questo i medici consigliano sempre di affidarsi a uno specialista, per capire quale sia il regime più adatto a sé.

Volendo fare un discorso generalizzato in merito alla dieta low fat, c’è da dire che i risultati di diversi studi dimostrano che le diete a ridotto contenuto di grassi non sono in verità più efficaci delle altre. Non ci sono vantaggi particolari né sulla perdita di peso né sul mantenimento dei risultati, se non a confronto di una dieta standard, come è ovvio che sia.

Bisogna una volta per tutte dire che nonostante in tanti credano che sia necessario tagliare i grassi nella dieta per poter perder peso, la scienza ci dice che le diete low fat non danno risultati migliori rispetto ad altre tipologie di regimi. Piuttosto che concentrarsi in maniera maniacale su un solo nutriente è importante valutare la dieta nella sua globalità, concentrandosi sulle specificità dell’individuo.

Vero è, però, che un taglio intelligente e non drastico dei grassi, senza scendere sotto il minimo che consente di assorbire le vitamine liposolubili, è certamente positivo e benefico.

Dieta low fat: cosa mangiare

  • Non esagerare con i condimenti.
  • Dosare l’olio (preferibilmente extra vergine di oliva e a crudo) col cucchiaio e non versarlo direttamente dalla bottiglia.
  • Preferire cotture alla griglia, al vapore e la bollitura.
  • Non escludere i cereali: sì a pasta, pane, riso e i legumi, ma in porzioni ridotte.
  • Sì a frutta e verdura, per il giusto apporto di fibre.
  • Sì a pesce e carne magri.
  • Limitare salumi e formaggi.
  • Eliminare i dolci e tutti gli alimenti confezionati.

Dieta ipolipidica, facciamo chiarezza sui grassi nell’alimentazione

La dieta ipolipidica come suggerisce il termine è un regime alimentare a basso apporto di grassi. Ma attenzione: non è “ipo” rispetto ad una dieta già bilanciata, ma è “ipo” solo rispetto ad una dieta dove la percentuale di grassi è di norma molto alta. Infatti prevede una ripartizione lipidica del 25-30% rispetto alle calorie totali assunte con gli alimenti. Un regime nutrizionale sbilanciato per eccesso di grassi ne possiede 35-40% o più. Dunque non va confusa con una dieta ipocalorica. Quest’ultima può essere comunque sbilanciata e essere basata su una percentuale troppo alta di grassi e, viceversa, non è detto che una dieta ipolipidica debba essere necessariamente ipocalorica.

Viene adottata soprattutto da chi ha problemi cardiovascolari, di ipertensione, di colesterolo, di calcoli alle colicisti e solo sotto consiglio medico, perché riguarda appunto soprattutto soggetti con problemi di salute. Non è una dieta dimagrante.

Dieta ipolipidica: i grassi

I lipidi dietetici sono principalmente:

  • acidi grassi polinsaturi detti anche essenziali, ovvero omega 3 e omega 6, che si trovano nel pesce e nei semi oleosi;
  • grassi insaturi, importantissimi, presenti ad esempio nell’olio extravergine di oliva;
  • grassi saturi, da contenere o eliminare, contenuti nei prodotti caseari, nel grasso animale e nelle margarine.

Dieta ipolipidica: caratteristiche

  • Mantenere un rapporto tra acidi grassi insaturi e saturi di 2:1. Appartengono alla prima categoria soprattutto gli oli mentre alla seconda  il grasso animale, i prodotti caseari, le margarine.
  • Introdurre dosi soddisfacenti degli acidi grassi essenziali. Gli omega 3 e gli omega 6 devono costituire il 2,5% delle calorie totali. I primi si trovano in grandi quantità nel pesce, i secondi nei semi oleosi e i relativi oli.
  • Inserire quantità soddisfacenti di vitamine. Gli ortaggi contengono molta vitamina A e vitamina K, pesce e uova molta vitamina D, la vitamina E si trova soprattutto in frutti e semi oleosi.
  • Non superare un apporto nutrizionale di colesterolo pari a 200mg/die (100mg/die in meno rispetto alla normalità).
  • Introdurre fitosteroli e antiossidanti, contenuti nei legumi, nella frutta e negli ortaggi.

Dieta ipolipidica: cosa mangiare

Per tenere sotto controllo il livello di colesterolo: no a carni rosse, latticini grassi, cibi troppo conditi. La dieta ipolipidica si basa soprattutto sul consumo di pesce (soprattutto pesce azzurro), carni bianche (tacchino e pollo), frutta e verdura (2-4 porzioni al giorno). Da contenere l’uso del sale, a cui preferire le spezie, per aromatizzare e dare sapore alle pietanze (curcuma, peperoncino, aglio). Vanno ridotti anche gli zuccheri raffinati e il pane bianco: meglio quello integrale.