Le arachidi migliorano la funzione cognitiva

Benefici sulla capacità di rispondere allo stress

Varie_5596.jpg

Assumere quotidianamente arachidi potrebbe fornire benefici alla funzione cognitiva e alla capacità di reagire allo stress. A dirlo è uno studio pubblicato su Clinical Nutrition da un team dell’Università di Barcellona, dell’Hospital Clìnic e dell’August Pi i Sunyer Biomedical Research Institut (IDIBAP), che ha valutato le conseguenze derivanti dall’assunzione giornaliera di noccioline in una popolazione sana e in giovane età.
Lo studio, diretto da Rosa M. Lamuela, ha valutato le caratteristiche di Arachi Hypoagea, ovvero l’arachide, frutto ricco di calorie, acidi grassi, proteine, fibre, polifenoli e vari composti bioattivi.
Gli scienziati hanno coinvolto un gruppo di 63 volontari sani di età compresa tra 19 e 33 anni, a cui è stato chiesto di assumere una porzione giornaliera di arachidi da includere nella loro alimentazione.
“La maggior parte degli studi di intervento …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | arachidi, cognitiva, stress,

I polifenoli riducono gli effetti dannosi delle e-cig

L’aggiunta al liquido riduce la concentrazione di molecole tossiche

Alimentazione_14359.jpg

L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, a oggi, manca una completa valutazione del rischio.

Nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata.

Due mele al giorno per ridurre il colesterolo

Dopo due mesi la riduzione è pari al 4%

Colon_10266.jpg

Non basta una mela al giorno per stare bene, ce ne vogliono almeno due. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e condotto da ricercatori dell’Università di Reading, in Gran Bretagna.

La ricerca condotta su 40 pazienti fra i 20 e i 69 anni evidenzia che le persone che soffrivano di una leggera ipercolesterolemia riuscivano ad abbassare del 4% i livelli di colesterolo Ldl limitandosi a mangiare due mele al giorno per almeno 8 settimane.

Le mele scelte per la sperimentazione sono le renette del Canada, varietà particolarmente ricca di polifenoli, anche se secondo gli autori anche gli altri tipi di mela hanno lo stesso effetto.

Come sostituire il caffè? Alternative e perché sceglierle prima dell’allenamento

Come sostituire il caffè? Sono moltissime le ragioni per cui le persone scelgono di non berlo, dal sapore all’effetto che può avere sull’organismo. Come si fa ad evitare di rinunciare all’effetto energizzante di questa bevanda (utile, tra le altre cose, anche prima dell’allenamento per migliorare le prestazioni). Non è difficile! Ci sono molte bevande naturali sostitutive al caffè che ne mantengono i pregi e le qualità annullandone gli effetti negativi. Vediamo quali sono i migliori sostituti del caffè.

Come sostituire il caffè?

Le ragioni possono essere tante ma, sin dal mattino, è difficile sostituire il caffè. Come fare? Partiamo dal presupposto che le alternative sono tantissime, per tutti i gusti, e che tutte non prevedono gli effetti cattivi del caffè. Quali? L’insonnia, intanto. La caffeina contiene una sostanza, la metilxantina, che agisce come stimolatore della concentrazione, diminuisce il senso di fatica e aumento di attenzione; utile quando si deve star svegli, un  po’ meno se causa insonnia. Cosa fare per evitarlo? Ecco come sostituire il caffè.

Bevande alternative al caffè

Vediamo insieme le migliori bevande alternative al caffè e tutti i benefici che comportano.

Chai

Si tratta di tè chai, una bevanda che arriva dall’India. Facilmente reperibile nei negozi specializzati e nelle erboristerie, si tratta di un mix di tè nero e spezie (zenzero, anice, cannella, semi di finocchio, pepe). La caffeina si trova nel chai in livelli contenuti che ne garantiscono i benefici ma non gli effetti negativi. Quali sono le proprietà benefiche chai? Ha un’azione depurante, antinfiammatoria e energizzante. Contiene ferro, calcio e vitamina C.

Caffè d’orzo e altri surrogati

Si tratta di alternative al caffè che arrivano dal periodo della Grande Guerra, quando questo bene scarseggiava. Oltre all’orzo si possono utilizzare altre alternative come ghiande, barbabietole, segale e tarassaco. L’orzo è perfetto anche per i bambini ed è ideale per salutisti e vegetariani. I benefici orzo? Aiuta il corretto funzionamento dell’intestino e dei reni.

Tè matcha

Si tratta di una delle alternative più salutari al caffè ed è il comune tè verde giapponese. Le elevate quantità di antiossidanti contenute al suo interno rallentano l’invecchiamento cellulare. Oltre a questo la bevanda in questione risulta anche depurativa e un valido aiuto per la corretta digestione. Non manca l’effetto energizzante per via delle vitamine, dei sali minerali e dei polifenoli che contiene. Il beneficio plus per tutti coloro che si allenano? Aiuta ad aumentare il metabolismo. Contiene anche caffeina in quantità limitate.

Caffè ginseng

Originario della Cina, della Corea e delle regioni orientali della Russia, il ginseng ha molti effetti positivi. Ricca di vitamine del gruppo B e di oligoelementi, questa bevanda migliora la risposta del sistema nervoso centrale e l’attenzione, alleviando il senso di affaticamento. Oltre alla componente energizzante risulta essere notevole anche quella stimolante del sistema immunitario.

Avocado, più potassio della banana e tanti grassi buoni: benefici e proprietà

L’avocado ha una forma allungata simile a quella della pera ed è composto da un grosso seme centrale di 3-5 cm di diametro e una polpa burrosa di colore giallo-verde. Può raggiungere anche i 20 cm di lunghezza e ne esistono circa 20 varietà diverse. Il suo profilo nutrizionale lo rende un vero e proprio toccasana per la salute: 100 grammi di questo frutto contengono 160 calorie circa. E dell’avocado non si butta via niente, perché anche il seme è commestibile! Basta rimuovere la pellicola che lo riveste al suo esterno e grattugiarlo direttamente sulla pietanza desiderata, oppure schiacciarlo con un martello, così da ottenere frammenti da aggiungere a zuppe, centrifughe e frullati.

Ma non è tutto: si presta facilmente anche a diverse preparazioni in cucina, non solo il famoso guacamole, ma anche toast e insalate.

Avocado: cosa contiene?

  • Vitamina B9: è il cosiddetto acido folico, importante per il buon funzionamento del sistema nervoso e fondamentale in gravidanza. Infatti serve a prevenire malformazioni nel nascituro e difetti congeniti gravi.
  • Vitamina C: ha un grande potere antiossidante e neutralizza i radicali liberi. Inoltre fortifica il sistema immunitario.
  • Vitamina E: funge da antiossidante, protegge l’organismo dai radicali liberi e, di conseguenza, previene l’invecchiamento.
  • Vitamina K1: utile per le ossa fragili, per prevenire l’osteoporosi e per aiutare la coagulazione del sangue.
  • Potassio: 100 grammi di avocado contengono molto più potassio di 10 grammi di banana! Questo sale minerale è fondamentale per la pressione sanguigna.
  • Carotenoidi: fanno bene agli occhi e combattono lo stress ossidativo.

Avocado: benefici e proprietà

Benché sia comunemente ritenuto un frutto grasso, c’è da dire che i grassi contenuti nell’avocado sono soprattutto di quelli buoni, i cosiddetti monoinsaturi, che contribuiscono a mantenere il cuore in salute. Gli stessi contenuti nell’olio extravergine. A questi si agiungono gli omega-3 che aumentano il colesterolo buono (HDL) e riducono quello cattivo (LDL).

Inoltre aumenta il senso di sazietà: infatti molti nutrizionisti ne consigliano il consumo durante i pasti. La quantità giornaliera ideale corrisponde a qualche fettina nell’insalata o un po’ di polpa schiacciata su una fetta di pane.

Ci sono poi polifenoli, flavonoidi, fitosteroli, zinco e selenio, tuti potenti anti infiammatori, utilissimi soprattutto per il benessere delle articolazioni.

Curiosità sull’avocado

Il frutto è originario del centro America (Guatemala, Messico) e il suo nome deriva dalla parola azteca ahuacatl che vuol dire testicolo. Anticamente, infatti, si credeva avesse proprietà afrodisiache, richiamate anche dalla sua particolare forma.

View this post on Instagram

Insomma i soliti problemi da iron addicted! 😆😆😆😆 #fitinhub #tonificazione #allenamento #dimagrire #fit #mypersonaltrainer #fitness #citazionedelgiorno #allenamentofunzionale #allenamentofemminile #allenamentoacasa #workout #fitnessmotivation #fitnessgirl #cardio #gym #palestra #fitnessaddict #fitstagram

A post shared by Fit In Hub (@fitinhub) on

 

 

La dieta mediterranea scioglie il grasso del fegato

Come superare la steatosi epatica grazie all’alimentazione

Diete_11570.jpg

Una ricerca condotta presso l’Università Federico II di Napoli dimostra che ad essere vincente contro la steatosi epatica è una dieta multifattoriale, ricca in carboidrati a basso indice glicemico (cereali integrali e legumi), acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), acidi grassi omega 3 e omega 6 (presenti nel pesce e nella frutta secca a guscio), vitamine e polifenoli (presenti in frutta, verdura, tè, caffè).

Questo approccio dietetico, tipico della dieta mediterranea, può portare a una riduzione del 40 per cento del grasso accumulato nel fegato. Un risultato importante, visto che per questa condizione non esiste ancora una terapia farmacologica.

Cosa aggiungere ai fiocchi d’avena per rendere la colazione proteica?

I fiocchi d’avena sono una costante nel programma alimentare di molte persone a dieta o che curano in maniera particolare l’alimentazione per raggiungere determinati obiettivi di fitness.

Informazioni nutrizionali sui fiocchi di avena

I fiocchi d’avena sono utilizzati principalmente per la colazione o per le preparazioni dolci. 100 grammi di fiocchi d’avena portano circa 68 calorie. Contengono circa 2,4 grammi di proteine, 12 gr di carboidrati e solo 1,4 gr di grassi. Tra le altre proprietà troviamo anche che sono

  • ricchi di antiossidanti
  • fonte preziosa di fibre
  • utili nella perdita di peso in eccesso

Come sappiamo tutti una colazione proteica ci permette di rimanere sazi più a lungo, allora cosa aggiungere ai fiocchi d’avena per rendere la colazione proteica?

Yogurt greco o Kefir. Per le colazioni veloci e on the go, nonchè per gli spuntini, lo yogurt greco rappresenta la più rapida aggiunta proteica che puoi fare ai fiocchi d’avena. Un vasetto di yogurt greco (Fage 0% ad esempio) contiene in 170 grammi di prodotto circa 10 grammi di proteine. In alternativa puoi utilizzare anche il kefir che di certo apporta meno proteine e più grassi rispetto allo yogurt greco allo 0%.

Shake proteico. Anche se non sei un’appassionata delle proteine in polvere, di certo sono la fonte più proteica in assoluto che puoi aggiungere ai fiocchi d’avena. I classici 3 scoop di prodotto apportano circa 30 grammi di proteine. Puoi anche frullare i fiocchi d’avena, polverizzandoli quasi, e aggiungerli allo shake. Se invece preferisci mangiare i fiocchi d’avena come cereale, puoi aggiungerli ad un composto a base di latte di mandorle e proteiene in polvere (meglio se alla vaniglia) e farli riposare in un vasetto di vetro per tutta la notte. Il giorno dopo puoi gustarli a colazione con un tiopping di mandorle per un ulteriore aggiunta di fibre e proteine.

Uova. Le uova, si sa, sono un jolly in cucina. In questo caso puoi abbinarle ai fiocchi d’avena cucinando semplicemente dei pancakes. Anche in questo caso, puoi aggiungerli dopo averli frullati al composto per i pancakes oppure semplicemente aggiungerli come cereali per dare una diversa consistenza al pancake.

La dieta che fa bene al cuore

Riduce i grassi del sangue e il rischio cardiovascolare

Diete_8409.jpg

C’è una dieta che il cuore predilige. La cosiddetta “lipemia postprandiale”, cioè l’insieme delle modifiche della concentrazione e della composizione delle lipoproteine (HDL, LDL, VLDL) che si verificano dopo l’assunzione di un pasto, è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, largamente influenzato dalle abitudini alimentari.

Negli ultimi anni, diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che il consumo di alimenti ricchi in polifenoli, un gruppo molto ampio ed eterogeneo di composti bioattivi naturali presenti in alimenti e bevande (frutta, verdura, olio, vino, tè, caffè, prodotti a base di cacao) si associa a una riduzione dei fattori di rischio legati alle malattie cardiovascolari e delle stesse malattie cardiovascolari.

Grano saraceno “Da nord a sud” con pomodorini secchi e olive

Grano saraceno: prodotto tipico delle zone montane; anche se il nome può trarre in inganno, il grano saraceno è una pianta erbacea che non appartiene alla famiglia dei cereali, ma fa parte dei legumi. Privo di glutine, è invece ricco di sali minerali (ferro, zinco, selenio), di proteine e antiossidanti.

Pomodorini: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di sali minerali e vitamine.

Olive: contengono acidi monoinsaturi, come l’acido oleico, riducono i livelli di colesterolo cattivo (LDL). Grazie alla presenza di vitamine, clorofilla e polifenoli, le olive sono un ottimo antiossidante.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

160 g di grano saraceno

5 pomodorini secchi

Olive q.b.

Olio e.v.o.

Sale

Basilico

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Cuocere il grano saraceno per 10 minuti in abbondante acqua (non troppo) salata. Nel frattempo, tagliare i pomodorini a listarelle e le olive a metà. Scolare il grano saraceno, condire con i pomodorini, le olive, un filo di olio extravergine di oliva e guarnire con foglioline di basilico.

Riso Venere con zucca, zucchine e primo sale

Questa pietanza è l’ideale da gustare nel periodo in cui l’estate incontra l’autunno.

Riso venere: ricco di polifenoli e antiossidanti, oltre a vitamina B e B1.

Zucca: povera di calorie e grassi, contiene molti sali minerali (fosforo, ferro, magnesio, potassio) e vitamine del gruppo B e C.

Zucchine: pochissime calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

160 g di riso venere

100 g di zucca (a fettine)

1 zucchina

Formaggio primo sale (a piacere)

Timo

Sale

Olio e.v.o.

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Cuocere il riso in acqua bollente salata. Nel frattempo, grigliare le fettine di zucca e le zucchine. Tagliarle a pezzetti e unirle al riso una volta scolato. Tagliare il formaggio a cubetti e aggiungerlo al tutto. Condire con olio a piacere e qualche foglia di timo fresco.