Covid, una proteina rivela le forme gravi

Cd11b come target per contenere i danni ai polmoni

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L’iperespressione di una proteina può facilitare il percorso terapeutico nei pazienti colpiti dalle forme più severe di Covid-19. Lo dice uno studio pubblicato su Cytometry da un team dell’Ospedale di Legnano guidato dal prof. Antonino Mazzone.
I ricercatori italiani hanno individuato un possibile target nella proteina CD11b, che appartiene alla famiglia delle integrine ed è soggetta a una iperattivazione nei pazienti più gravi. Questo potrebbe facilitare la cura grazie alla messa a punto di farmaci specifici.
Diverse ricerche hanno mostrato che l’infezione da nuovo coronavirus determina una condizione di linfopenia, ovvero una carenza di linfociti, le sentinelle del sistema immunitario, e un cambiamento nell’assetto dei monociti, le cellule cosiddette spazzine.
Lo studio ricorda “i tre momenti patogenetici” chiave di Covid-19: “Infiammazione con rilascio di citochine infiammatorie; …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, proteina, polmoni,

Rischio miocardite con il coronavirus

Danni possibili anche in soggetti asintomatici

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Una ricerca apparsa su Jama Cardiology rivela che il 15% degli atleti universitari (4 su 26) positivi al nuovo coronavirus e sottoposti a risonanza magnetica cardiaca mostrava segni di una possibile miocardite. L’aspetto preoccupante è che nessuno degli atleti era stato ricoverato in ospedale e solo 12 avevano accusato sintomi lievi.
La miocardite è un’infiammazione del muscolo cardiaco causata da un’infezione o da malattie autoimmuni che in casi rari può portare anche al decesso.
Negli ultimi mesi sono stati descritti casi in cui Sars-CoV-2 ha colpito il cuore oltre ai polmoni. Uno di questi casi è stato
illustrato dai medici degli Spedali Civili di Brescia sempre su Jama Cardiology.
«Potenzialmente un coronavirus può innescare una miocardite, così come lo può fare un virus al pari dell’influenza», aveva commentato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | miocardite, cuore, coronavirus,

Allarme e-cig, composti tossici per cuore e polmoni

Combinandosi, le varie sostanze producono composti che minacciano la salute

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La combinazione di varie sostanze all’interno delle sigarette elettroniche – aromatizzanti e solventi – dà luogo a un mix deleterio per la salute umana, minacciata da nuovi composti chimici tossici soprattutto per le vie respiratorie, ma anche per il cuore.

A rivelarlo è uno studio presentato durante il Congresso della European Respiratory Society. I ricercatori della Duke University e i colleghi della Yale University hanno scoperto la presenza e la pericolosità delle nuove sostanze chimiche:

“Ci siamo preoccupati per gli alti livelli di questi nuovi composti che non erano stati studiati in passato e abbiamo deciso di condurre test tossicologici”, ha affermato Sven-Eric Jordt, professore associato di anestesiologia, farmacologia e biologia del cancro presso la Duke University School of Medicine.

Fenofibrato, nuova arma contro il coronavirus

Il farmaco inibisce la riproduzione del virus nelle cellule dei polmoni

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Un gruppo di ricercatori israeliani della Hebrew University di Gerusalemme, in collaborazione con l’americano Mount Sinai Medical Center di New York, ha scoperto che un vecchio farmaco, notissimo e dai costi molto bassi, il fenofibrato, è in grado di inibire la capacità del Covid-19 di riprodursi nelle cellule dei polmoni.

La notizia della scoperta di questa potenzialità sta avendo enorme eco nella comunità scientifica e sui media americani. Il farmaco è da anni utilizzato anche in Italia per abbassare il livello dei grassi nel sangue.

È una scoperta molto interessante – commenta il prof. Cesare Sirtori, farmacologo clinico di fama mondiale e fondatore del centro per lo studio delle dislipidemie dell’Ospedale Niguarda di Milano -. Da anni utilizziamo il fenofibrato sui nostri pazienti per contrastare l’eccesso di trigliceridi nel fegato.

Alla ricerca della biopsia liquida

Diversi studi tentano di accorciare i tempi della diagnosi

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Una nuova tecnica di analisi dei prelievi di sangue può diagnosticare 5 diversi tipi di cancro con grande anticipo rispetto alle tecniche utilizzate finora.

L’approccio, denominato PanSeer, riconosce tumori dello stomaco, dell’esofago, del colon retto, dei polmoni e del fegato con una precisione del 91%, ma soprattutto con quattro anni di anticipo rispetto alle tecniche tradizionali.

Il risultato è frutto del lavoro di ricercatori dell’Università della California ed è stato pubblicato su Nature Communications.

I campioni di plasma di 123.115 soggetti sani fra i 25 e i 90 anni sono stati analizzati per valutare l’insorgenza del cancro nel periodo fra il 2007 e il 2014.

Cancro al colon, come inibire il gene “incurabile”

Si possono aggredire i tumori con mutazione G12C del gene KRAS

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Una nuova speranza nella lotta al cancro del colon-retto.

È stato pubblicato, sulla rivista scientifica Cancer Discovery uno studio condotto da un team internazionale di esperti guidato da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare all’IRCCS Candiolo e docente del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e coordinato da Sandra Misale, dottorata dell’Università di Torino, e attualmente ricercatrice associata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

Il team ha esaminato su modelli cellulari gli effetti di AMG510, un farmaco sperimentale contro il cancro che agisce da inibitore del gene KRAS G12C.

KRAS è uno dei geni mutati più comuni nei tumori umani, come il cancro ai polmoni, al colon-retto e al pancreas. Questo gene è stato considerato incurabile per decenni, fino al recente sviluppo di una nuova classe di inibitori covalenti.

Il nuovo coronavirus non si trasmette per via sessuale

Studio italiano conferma l’esclusione della trasmissione uro-genitale

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Il sesso non alimenta il contagio da nuovo coronavirus. Uno studio dell’AOU Federico II di Napoli, coordinato dal direttore di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera, Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, in collaborazione con le U.O.C. di Urologia e Malattie Infettive, ha vagliato ed escluso infatti la possibilità di trasmissione del SARS-CoV-2 RNA per via uro-genitale.

L’Rna del virus è stato trovato in vari organi, dai polmoni all’intestino, dai testicoli ai reni, e ci sono diversi motivi per supporre una trasmissione del Covid-19 attraverso vie alternative al droplet respiratorio. Per valutare il rapporto tra nuovo coronavirus e sistema uro-genitale, quindi, sono stati eseguiti tamponi uretrali e rettali su un cluster di 10 pazienti affetti da Covid-19 e in condizioni cliniche di diversa gravità, seguiti dall’Unità di malattie infettive federiciana: tutti hanno dato esito negativo.

Covid-19, una polvere di staminali per guarire i polmoni

Tecnica italiana si basa su un cocktail di proteine

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Secretoma è la parola che potrebbe far sperare i malati più gravi di Covid-19. Una tecnica ideata dall’Università di Pavia si basa infatti su un cocktail di proteine – il secretoma appunto – ottenuto dalla manipolazione di cellule staminali mesenchimali.

Il cocktail formato da proteine, lipidi, materiale genetico e altre molecole mostra nei test preclinici potenti effetti antinfiammatori, rigenerativi e antifibrotici.

Il secretoma che stiamo studiando è prodotto dalle cellule staminali mesenchimali, che si trovano in vari tessuti, fra cui midollo, grasso, cordone ombelicale e anche placenta – spiega Maria Luisa Torre, ideatrice del progetto e responsabile del Cell Delivery System Lab dell’Università di Pavia -. L’Italia è in prima linea nell’impiego clinico di queste cellule nel Covid-19, perché possono avere un effetto terapeutico e una funzione rigenerativa sull’apparato respiratorio.

Amivantamab per il tumore del polmone

Indicato per il carcinoma non a piccole cellule EGFR mutato

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Il farmaco sperimentale amivantamab sta ottenendo buoni risultati nel trial di fase 1 CHRYSALIS, che lo valuta per il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato EGFR mutato con inserzione dell’esone 20.

Amivantamab è un anticorpo bispecifico per EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico) e MET, che agisce sulle mutazioni attivanti e di resistenza di EGFR e sulla via di attivazione di MET.

Lo studio CHRYSALIS ha valutato l’efficacia utilizzando il tasso di risposta globale (overall response rate – ORR) secondo i criteri RECIST v1.1 (criteri di valutazione di risposta nei tumori solidi), la durata della risposta e il profilo di sicurezza di amivantamab, che sono stati alla base della designazione come “breakthrough therapy” concessa dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) all’inizio di quest’anno.

Coronavirus, un paziente grave su tre avrà problemi a vita

Difficoltà respiratorie croniche per il 30 per cento dei malati gravi

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Polmoni a rischio per almeno 6 mesi e un terzo dei pazienti gravi guariti con difficoltà respiratorie croniche. È il triste lascito dell’infezione da nuovo coronavirus segnalato dagli esperti della Società Italiana di Pneumologia.

Ovviamente, a pagare dazio in misura maggiore sono quei pazienti che hanno trascorso più tempo in terapia intensiva, trattamento salvavita ma estremamente pesante per l’organismo.

Quello che ci preoccupa – spiega Marta Lazzeri, presidente dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR) e fisioterapista all’ospedale Niguarda di Milano, intervistata dal Corriere della Sera – sono le conseguenze a lungo termine per i pazienti più gravi, che hanno subito una polmonite importante, perché temiamo ci possa essere un’evoluzione in fibrosi polmonare, con cicatrici permanenti ai polmoni.