Gli Omega 3 si confermano alleati del cuore

Acidi grassi utili per la prevenzione dell’infarto

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Gli acidi grassi Omega 3 si confermano efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Ad affermarlo sono due nuovi studi presentati in occasione del Congresso dell’American Heart Association (AHA) e pubblicati sul New England Journal of Medicine, Reduce-IT e Vital.

Le ricerche hanno confermato l’utilità degli acidi grassi omega-3 nella prevenzione primaria dell’infarto del miocardio e di gravi eventi cardiovascolari nei soggetti a rischio.

Reduce-IT è uno studio randomizzato, in doppio cieco, condotto su una popolazione di oltre 8.000 soggetti con livelli di trigliceridi compresi tra 150 e 500 mg/dl, già in terapia con statine.

L’oncoplastica per non cedere al cancro al seno

Necessario anche preservare la femminilità della donna

Il tumore al seno è la forma tumorale più frequente nella popolazione femminile. Si sono stimati quest’anno circa 373mila nuovi casi con un aumento in termini assoluti dell’1,15% rispetto al 2017.

A 5 anni dalla diagnosi di questo tipo di carcinoma, la sopravvivenza dei pazienti, indipendentemente da altre patologie, è però in costante aumento: l’81% tra il 1990 e il 1994, è diventato l’85% nel quinquennio successivo, per salire ad oltre il 90% negli ultimi anni. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale.

Se da una parte la prevenzione è un elemento indispensabile per fare diagnosi precoce e, quindi, per poter curare al meglio questo tipo di malattia, dall’altra, intervenire in modo sapiente anche da un punto di vista estetico ha un fortissimo impatto sulla qualità dell’intervento stesso e sulla componente psicologica della paziente.

Un bicchiere di vino fa bene alla salute

Tasso inferiore di ricoveri per chi beve con moderazione

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Bere un bicchiere di vino al giorno sembra far bene alla salute. Lo dice uno studio del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con il Dipartimento di Nutrizione dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston.

Stando alla ricerca, le persone che consumano alcol moderatamente, nel quadro generale di un’alimentazione che segua i principi mediterranei, hanno un rischio minore di essere ricoverate in ospedale rispetto a chi beve in modo elevato, ma anche rispetto agli astemi.

Questa ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Addiction, ha coinvolto 21.000 partecipanti allo studio epidemiologico Moli-sani, seguendoli per oltre 6 anni e mettendo in relazione le loro abitudini nei confronti delle bevande alcoliche con il numero dei ricoveri ospedalieri.

Bpco, meno riacutizzazioni grazie alla triplice terapia

Più vantaggiosa rispetto alla duplice e alla monoterapia

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Una metanalisi apparsa sul British Medical Journal evidenzia la maggiore efficacia della terapia tripla per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva rispetto alla duplice e alla monoterapia.

La terapia tripla è associata a un’incidenza inferiore di riacutizzazioni moderate o gravi sebbene non sia priva di rischi.

«La tripla terapia con LAMA, beta-2 agonisti a lunga azione (LABA) e corticosteroidi inalatori (ICS) viene comunemente usata nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcune metanalisi precedenti hanno dimostrato che la terapia tripla con l’utilizzo di più inalatori può migliorare il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e lo stato di salute, ma le prove per quanto riguarda l’efficacia della terapia tripla rispetto alla terapia doppia nella prevenzione delle riacutizzazioni non sono ben documentate», spiega Yayuan Zheng.

Ictus, meglio rivaroxaban di warfarin

Studio di real life evidenzia la maggiore efficacia del primo farmaco

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Nuovi dati dimostrano la superiorità di rivaroxaban su warfarin nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare (FANV).

Lo studio, presentato da Bayer e Janssen in occasione del Congresso dell’American Heart Association (AHA), ha utilizzato i dati di un database assicurativo-sanitario statunitense relativi a oltre 20.000 soggetti che hanno avviato una terapia con rivaroxaban o warfarin entro 30 giorni dalla prima diagnosi di Fibrillazione Atriale non-valvolare.

La Fibrillazione Atriale è una patologia che, secondo le stime, colpisce 33,5 milioni di persone nel mondo ed è associata a un aumento di cinque volte del rischio di ictus registrandone circa il 15-20% dei casi. Per la prevenzione di ictus in soggetti con Fibrillazione Atriale non-valvolare, le attuali Linee Guida raccomandano l’uso di terapia anticoagulante orale.

L’aspirina contro il cancro al colon

L’acido acetilsalicilico riduce le probabilità di metastasi

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Il nesso fra assunzione di acido acetilsalicilico (Asa) e riduzione del rischio di cancro del colon è dimostrato da una serie di studi. Tuttavia, come ricorda una nota dell’Agenzia italiana del farmaco, «non è stata autorizzata alcuna nuova indicazione terapeutica per l’acido acetilsalicilico».

«Sebbene dalla letteratura scientifica emerga che l’incidenza di carcinoma del colon-retto nei pazienti già in terapia con aspirina per patologie cardiovascolari, dopo anni di utilizzo, possa essere ridotta – continua l’Aifa – l’effetto preventivo dell’acido acetilsalicilico non è invece noto nella popolazione non in trattamento per la prevenzione cardiovascolare».

Diversi sono gli studi che hanno approfondito l’argomento. Fra questi, una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da un team della University of California di San Diego.

Fibrillazione atriale postoperatoria, serve colchicina

Riduce i sintomi e previene l’ictus

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In molti casi, i pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico finiscono per sviluppare una forma postoperatoria di fibrillazione atriale (POAF).

In caso di POAF si registra un aumento dei costi sanitari, degli episodi di ictus e di mortalità. Una metanalisi recente ha verificato il ruolo di colchicina nella prevenzione della fibrillazione atriale dopo un intervento di cardiochirurgia o l’isolamento delle vene polmonari.

L’analisi dimostra che la somministrazione periprocedurale di colchicina può prevenire l’insorgenza ex novo o ricorrente di fibrillazione atriale.

“La colchicina è ormai un trattamento riconosciuto per il trattamento e la prevenzione della pericardite acuta e ricorrente, approvato in Italia dall’Aprile 2017”, ha ricordato il Dr. Massimo Imazio, cardiologo presso AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Diabete e parodontite, un nesso

La miglior prevenzione oggi si fa dal dentista

Esiste una correlazione diretta tra salute orale e diabete: il rischio di sviluppare il diabete è superiore del 20-30% per chi soffre di problemi parodontali, chi è affetto da diabete è 1,5 volte più esposto al rischio di disturbi gengivali.

La buona notizia è che una buona salute orale nelle persone diabetiche può contribuire a ridurre i livelli glicemici. Questo è solo uno dei potenziali collegamenti rivelati dalla “Campagna parodontologia e diabete” che SUNSTAR e la Federazione europea di Parodontologia (EFP) lanciano in occasione della Giornata mondiale del diabete.

Circa l’80% delle persone sopra i 30 anni presenta una qualche forma di disturbo gengivale (gengivite in forma lieve e parodontite in forma grave). Significa quindi che 750 milioni di persone nel mondo soffrono di problemi gengivali.

Aspirina, meno tumori nei pazienti cardiopatici

I benefici cardio-oncologici del farmaco

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L’acido acetilsalicilico riduce in maniera significativa il rischio di ammalarsi di tumore nel paziente ad alto rischio cardiovascolare.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), l’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente questo beneficio preventivo aggiuntivo del farmaco nei pazienti trattati per la prevenzione cardiovascolare.

Un importante risultato dimostrato da due meta analisi: la prima ha considerato 4 studi che hanno arruolato 14.033 pazienti trattati con acido acetilsalicilico per la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria.