Aspirinetta, meglio evitare dopo i 60 anni

Cambio nelle linee guida statunitensi

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L’aspirina a basso dosaggio – nota anche come aspirinetta – per ridurre il rischio di ictus e infarto non dovrebbe essere utilizzata dopo i 60 anni, e utilizzata con cautela fra i 40 e i 59 anni.
La novità viene dagli esperti della Task Force dei Servizi di Prevenzione americani, secondo cui il rischio di emorragie ed effetti collaterali seri sarebbe superiore a quello di infarto, ictus e vari problemi vascolari.
Massimo Volpe, ordinario di Cardiologia all’Università Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare (Siprec), commenta a Repubblica: “La vera chiave per una corretta prescrizione dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio in questi soggetti sta nella personalizzazione dell’approccio. Occorre sempre valutare il profilo aterotrombotico di ogni persona, a prescindere dall’età. Se abbiamo una persona ipertesa, magari anche con colesterolo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | aspirina, ictus, emorragie,

Vaccino anti-Covid, stessi effetti avversi dalla terza dose

Non ci sarebbe aumento degli effetti collaterali rispetto alle prime due dosi

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Il temuto aumento degli effetti collaterali legati alla somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid in realtà non ci sarebbe. Lo dice uno studio dei Cdc americani, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.
Lo studio è stato realizzato da metà agosto a metà settembre analizzando gli effetti avversi segnalati da 12.600 persone che hanno fatto la terza dose di Pfizer o Moderna. Le conseguenze sono quelle già note: reazioni nella zona dell’iniezione sono state segnalate dal 79,4% delle persone, febbre e mal di testa dal 74,1%. Si tratta di cifre in linea con quelle registrate dopo la seconda dose.
“La maggior pare delle reazioni locali e sistemiche sono state da leggere a moderate, tutte temporanee e nella maggior parte dei casi nel giorno successivo alla vaccinazione”, hanno precisato gli autori dello studio.
I dati di chi aveva ricevuto una seconda dose …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Il cibo che protegge il cuore e quello che lo danneggia

Attenzione ai nemici nascosti della salute

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L’alimentazione che per tanti anni è stata un po’ snobbata dalla medicina, intesa come terapia farmacologica, è stata ormai pienamente riscoperta dalla scienza come il miglior mezzo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e oncologiche. L’alimentazione corretta da sola infatti riesce a limitare l’insorgenza di un gran numero di patologie e questo soprattutto se si sposa con l’altro pilastro della prevenzione, l’attività fisica. Conoscere gli alimenti amici e i nemici della salute è solo il primo passo perché spesso, nella trafelata vita quotidiana, si ricorre a prodotti confezionati che possono nascondere delle insidie occulte (troppo sale e zuccheri semplici, grassi saturi e trans). Per questo è buona abitudine imparare a leggere con attenzione le etichette alimentari.
“Il cibo – spiega la dottoressa Anna Villarini, biologa nutrizionista, professoressa a contratto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cuore, cibo, salute,

Vaccino e danni al cuore, gli ultimi dati

Rarissimi casi di miocardite senza conseguenze

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“Dopo oltre cinque miliardi di dosi vaccinali somministrate nel mondo, le informazioni che abbiamo a disposizione sono molto chiare”, il Professor Giulio Pompilio, Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino, interviene sul tema dei vaccini e complicanze per il cuore sulla base dei dati scientifici ed epidemiologici disponibili.
“Va detto subito che è stata riportata un’associazione tra vaccini, soprattutto quelli a RNA, e complicanze mio-pericarditiche, tuttavia, quest’associazione è estremamente rara e nella stragrande maggioranza dei casi non comporta gravi conseguenze e si risolve spontaneamente. Ad esempio, il comitato sulle pratiche vaccinali del centro USA per il controllo e prevenzione delle malattie ha rilevato una probabilità dello 0,0004% di contrarre una mio-pericardite dopo somministrazione dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna”, dichiara Pompilio.
La miocardite …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | miocardite, cuore, vaccino,

Covid, vaccino meno efficace dopo 6 mesi

Studio conferma la riduzione progressiva dell’efficacia

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L’efficacia nella prevenzione delle infezioni da parte dei vaccini a mRna cala progressivamente nel corso dei primi 6 mesi. La conferma arriva da uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine da un team dell’Università di San Diego.
L’efficacia ha stabilito la riduzione dell’efficacia dal 90 al 65,5% da marzo a luglio. La ricerca sottolinea l’aumento delle infezioni anche in chi era completamente vaccinato soprattutto a partire da giugno, in corrispondenza con la diffusione della variante Delta e la fine dell’obbligo di indossare le mascherine.
Dal 1 marzo al 31 luglio un totale di 227 operatori sanitari dell’ospedale è risultato positivo a Sars-CoV-2; 130 dei 227 dipendenti (57,3%) erano completamente vaccinati. I sintomi si sono manifestati in 109 dei 130 lavoratori completamente vaccinati (83,8%) e in 80 dei 90 non vaccinati (88,99%). Non sono stati segnalati decessi in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Forse un batterio all’origine dell’artrite reumatoide

Possibile prevenire la malattia con antibiotici o un vaccino

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La Glaesserella parasuis fino a ieri era considerata un anonimo batterio, annidato nelle gengive dei ragazzi. Ma uno studio, condotto da ricercatori della Patologia Generale, della Microbiologia e della Reumatologia della Fondazione Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’Università di Pittsburg (Usa) e Barcellona (Spagna), suggerisce che questo batterio potrebbe essere il ‘grilletto’ scatenante la catena di eventi che porta all’artrite reumatoide.
Questo studio (nato diversi anni fa da un’idea dell’allora Professore Ordinario di Reumatologia Gianfranco Ferraccioli) ora pubblicato su Frontiers in Medicine, dimostra infatti che la Glaesserella è ‘riconosciuta’ dalle stesse cellule T, che aggrediscono il collagene di tipo 2 delle articolazioni dei pazienti con artrite reumatoide. Se questi risultati fossero confermati si potrebbe ipotizzare una prevenzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, arriva il mix di anticorpi per prevenirlo

Efficaci i risultati della profilassi pre-esposizione di AstraZeneca

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La casa farmaceutica AstraZeneca ha comunicato i primi risultati positivi di un mix di anticorpi per la profilassi da Covid-19. Lo studio di fase III Provent ha indagato gli effetti della “prima combinazione di due anticorpi a lunga durata d’azione (Laab) per prevenire Covid-19”.

“AZD7442 ha ridotto del 77% il rischio di sviluppare Covid-19 in forma sintomatica, rispetto al placebo”, fa sapere la società. AZD7442 è una combinazione di anticorpi (non vaccini) modificata per fornire potenzialmente una protezione di lunga durata ed è, puntualizza l’azienda, “la prima che ha dimostrato la prevenzione di Covid in un trial clinico, ottenendo una riduzione statisticamente significativa dell’incidenza di Covid sintomatico”.