Il diabete può predire l’insufficienza cardiaca

Fattore di rischio indipendente per lo sviluppo della malattia

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Il solo diabete mellito può rappresentare un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo dell’insufficienza cardiaca (HF).

Lo rivela uno studio pubblicato su Mayo Clinic Proceedings da un team dell’omonima clinica diretto da Michael Klajda, che spiega: «In questo studio, abbiamo anche dimostrato che i partecipanti con DM, anche in assenza di disfunzione diastolica, hanno maggiori probabilità di quelli senza DM di sviluppare HF».

Era già noto che il diabete fosse associato alle malattie cardiovascolari, ma il legame preciso con l’insufficienza cardiaca è difficile da determinare. Anche la compresenza di coronaropatie e ipertensione nei pazienti diabetici spesso rende difficile l’incidenza dell’insufficienza cardiaca.

Allenarsi di mattina o allenarsi di sera?

Allenarsi di mattina o allenarsi di sera? Ognuno ha la propria opinione. Alcune persone sostengono senza dubbi che la mattina è il momento migliore della giornata, altri la sera. Anche la scienza si divide su questo punto. Per cui la decisione su cosa sia giusto o sbagliato la rimandiamo alle proprie esigenze personali. Entrambe però hanno pro e contro.

Allenarsi di mattina o allenarsi di sera

Allenarsi di mattina
  • Aiuta con la costanza: Se hai difficoltà ad essere costante negli alimenti, prova ad allenarti di mattina, in questa maniera non avrai scuse a causa di imprevisti e potrai liberare la mente ancora prima di fare qualsiasi altra cosa.
  • Il tuo corpo è riposato. Quando si dorme il corpo si riposa dalle fatiche della giornata. I muscoli si riparano durante le ore di sonno e così quando ti svegli di mattina ti senti riposata e pronta per iniziare la giornata. Questo chiaramente dipende dalla qualità del sonno. Cerca di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte e assicurati che tutti gli apparecchi elettronici siano spenti almeno un’ora prima di andare a dormire.
  • Potresti avere meno energie ed essere più stanca dopo: Non importa quando ci provi, semplicemente non sei una  persona che riesce a svegliarsi troppo presto la mattina. Se sei del tipo che rimane sveglia fino a tarda notte, uscire dal letto prima di una certa ora semplicemente non è fattibile. Se non riesci ad essere pronta al 100% in mattinata, allora inserisci il tuo allenamento quando puoi durante il giorno.
Allenarsi di sera 
  • Sei già sveglia da un po’ devi solo darti una mossa. Il tuo corpo potrebbe essere già pronto se decidi di allenarti la sera. Al di là dal guadagnare energia dalle varie attività svolte durante il giorno, hai già fatto almeno due pasti, il che aiuta. Molte persone sentono di avere più energia, ed in effetti si dice che i livelli massimi di energia si raggiungono tra le 16 e le 18.
  • Ti aiuta a liberarti dallo stress. Allenarti di mattina ti aiuta liberarti dalle negatività ancora prima di iniziare la giornata, ma farlo la sera ti aiuta a liberarti di tutto lo stress accumulato durante il giorno. Se hai avuto una giornata particolarmente stressante, allenarti non può che farti bene aiutandoti a rilasciare endorfina, l’ormone della felicità.
Come hai potuto vedere non c’è un chiaro vincitore dipende tutto da cosa funziona per te, per il tuo corpo e per i tuoi impegni. Ricorda che a prescindere dall’orario in cui ti alleni, l’importante è farlo.

Crunch VS Plank: Chi vince la sfida? La risposta definitiva.

La lotta Crunch Vs Plank è sempre viva e coinvolge tutto il mondo del fitness. C’è chi sostiene la totale inefficacia dei crunch. C’è chi ritiene che i plank siano l’unico e solo esercizio efficace per allenare in maniera corretta l’addome. Ma dov’è la verità? Facciamo un confronto tra i due esercizi passando in rassegna alcuni pro, contro e piccole curiosità.

Crunch VS Plank: Chi vince la sfida?

Per quanto riguarda i muscoli coinvolti nel crunch classico, possiamo dire che ritroviamo senz’altro l’addome nella sua interezza e gli obliqui. L’accusa più comune a questo esercizio e quello di provocare eccessivo stress sulla spina dorsale e collo, senza apportare nessun beneficio in termini di miglioramento di prestazioni atletiche piuttosto che miglioramenti nella diminuzione del girovita. Non tutti i crunch vengono per nuocere, pare infatti che tra le variazioni più quotate ci sia il butterfly crunch: L’esercizio così concepito pare supporti una corretta mobilità. Infine, tra le curiosità, pare servano circa 500.000 crunch per bruciare 1 kg di grasso.

Plank 

Il plank sebbene viene menzionato rispetto all’allenamento dell’addome, è un esercizio che coinvolge diversi gruppi muscolari tra cui spalle e glutei. Ti permette di allenare, dunque, a 360° la parte centrale del corpo, senza stressare la colonna vertebrale. Aggiungendo le sue variazioni nel tuo allenamento, allenerai il core da ogni angolo. Il plank ti permette di attivare una quantità di muscoli superiore rispetto al crunch migliorando forza e stabilità. Rientra, a pieno diritto, nell’ambito di quegli esercizi che potremmo definire funzionali. L

Chi vince allora? 

Se hai letto bene l’articolo la risposta è scontata. Il plank è il re assoluto degli esercizi che interessano la parte centrale del corpo risultando, in qualche variante, anche più efficace nella costruzione dei muscoli. E’ un esercizio no excuses da fare al parco, a casa e ovviamente anche in palestra.

Motivazione per allenarsi : 8 cose che dovresti saper fare entro la fine di quest’anno

Iniziare un percorso senza obiettivi fitness e motivazione per allenarsi, ti fa partire già con il piede sbagliato. Onde evitare la noia che dopo un po’ sopraggiunge nelle tue sessioni in palestra, prova a raggiungere uno degli obiettivi elencati qui sotto.

Non solo metterai alla prova il tuo corpo, ma avrai una motivazione in più per essere costante nel tuo allenamento e allenare diverse skill come forza, flessibilità e così via.

Poniti come obiettivo quello di eseguire i Push up

Come ben sai l’allenamento  completo della parte superiore del corpo per le donne non è un obiettivo semplice da raggiungere. I benefici però di un esercizio come i push up sono innumerevoli tra cui la caduta verso il basso del seno, in quanto allenamento principalmente il petto.

Corri una 10 Km

Correre una 10km non è esattamente come correre una maratona, non richiede lo stesso impegno e costanza negli allenamenti, ma ti permette di  raggiungere un elevato livello di soddisfazione e benefici sia fisici che psichici. Tra i benefici fisici ricordiamo la perdita di peso e il miglioramento dell’attività cardiovascolare.

Pratica yoga e diventa una pro in almeno 3 pose

Lo yoga è una di quelle attività no excuses. Certo è che per iniziare dovresti affidarti ad un esperto, ma una volta avviata verso la disciplina puoi praticarlo praticamente ovunque. I benefici? Innumerevoli tra cui miglioramento della postura e rilascio di stress.

Aggiungi sprint come attività ad alta intensità

Gli sprint sono un vero toccasana quando si tratta di uccidere la noia e il plus viene dal fatto che praticarli permette di tonificare i glutei e bruciare calorie. Aggiungi una o due sessioni alla tua routine di allenamento.

Esegui esercizi pliometrici

Prova a diventare esperta di jump box.

Impara a nuotare

Come dicono tutti i dottori “ il nuoto è uno sport completo” e di fatto lo è. I suoi benefici variano dall’impatto positivo sulla percentuale di massa grassa nel corpo, alla regolazione dei livelli di insulina, per finire con il miglioramento generale delle condizioni di salute. Se non sei proprio propensa a praticare il nuoto, puoi sempre sopperire con altre attività in acqua.

Cerca di eseguire almeno 5 pull up

Al pari dei push up, anche I pull up coinvolgono i muscoli della parte alta del corpo, e molte donne non sono in grado di eseguire nemmeno un pull up. Ora, l’importanza dell’esercizio riguarda il fatto che eseguire movimenti di tirata piuttosto che spinta ti permette di rinforzare le spalle ad esempio, correggere disequilibri muscolari e rendere più definiti i muscoli della schiena.

Mantieni la posizione di plank per un minuto

I plank richiedono una forza nella parte centrale del corpo e stabilità nelle spalle come pochi altri esercizi. Inizia il tuo percorso verso il minuto, iniziando l’allenamento con 15 secondi, aggiungendo 10 secondi alla volta.

Arriva a sollevare il tuo peso con i carichi in palestra

Roba da bodybuilder professionisti! Tutto quello di cui hai bisogno è un piano a cui attenerti. Inizia con il saper come eseguire correttamente esercizi come gli squat, gli stacchi, il vogatore, lo shoulder press e il bench press.

Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Sia che cerchi un personal trainer con cui allenarti in palestra sia che ti affidi ad un esperto online, dovresti informarti bene rispetto ad una persona che avrà degli effetti sulla tua salute. 

Non tutti i personal trainer sono infatti uguali: alcuni sono certificati altri invece semplicemente irresponsabili improvvisatori. Al giorno d’oggi è molto semplice prendere certificazioni o spacciarsi per trainer qualificati online, ma ecco alcuni segnali inconfutabili che indicano che ti trovi davanti un cattivo personal trainer

Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Ti prende in giro o ti fa pressione psicologica rispetto ad alcune peculiarità del tuo corpo per motivarsi. Un buon persona trainer dovrebbe motivare in maniera positiva il cliente e non prenderlo in giro, se lo fa di certo non sta lavorando nell’ottica di fornire un buon servizio o miglioramenti al proprio cliente. Cosa fare in questo casa? Molto semplice, abbandonarlo e trovarne uno che ti motivi in maniera costruttiva.

Promuove un unica tipologia di allenamento. Ci sono un’infinità di tipologie di allenamento, HIIT, Pilates, Sollevamento olimpico e così via e tutti hanno differenti pro e contro. Il personal trainer che crede che la tipologia di allenamento da lui preferita sia meglio del resto, ha scarsa visione e ancora una volta  poco interesse nel far si che tu raggiunga i tuoi obiettivi. In linea di massima, per raggiungere buoni risultati in termine di salute hai bisogno di allenare vari aspetti come la flessibilità, la coordinazione, l’equilibrio, l’agilità e così via. A seconda dei tuoi obiettivi dovresti valutare una tipologia di allenamento piuttosto che un altra. 

Promuove la perdita di peso prima o in alternativa la costruzione di un buon apparato muscolare. Chi promuove solo la perdita di peso ti sta creando un grave danno. Bruciare solo calorie senza pensare di dover costruire una buona muscolare, così da poter bruciare calorie anche a riposo e attivare il metabolismo, rimane uno degli obiettivi da porsi nell’ambito del proprio programma di allenamento. Se il tuo allenatore ti propone solo perdita di peso tramite allenamento cardio non vuol dire che sia necessariamente un cattivo allenamento, ma potrebbe essere meno efficace.

Si focalizza sull’intensità piuttosto che la forma. Il problema si pone rispetto al fatto di spingere il cliente al limite. Ora, non c’è nulla di sbagliato nel voler dare il massimo, ma se il tutto è a discapito della forma allora c’è qualcosa che non va. La forma dell’esecuzione dell’esercizio è forse l’aspetto più importante, a prescindere dalla tipologia di allenamento che esegui. Se tralasci il modo in cui esegui il movimento, stai pur certa che difficilmente vedrai risultati. La pericolosità di eseguire male i movimenti risiede anche nel fatto che un allenamento fatto in maniera scorretta può avere effetti negativi sulla postura, accentuare i punti di debolezza o predisporti all’infortunio. Quindi se il tuo allenatore cerca farti superare i tuoi limiti senza insegnarti la forma adeguata e il caso di cambiare trainer.

Promette risultati veloci. Molte persone si approcciano all’allenamento sperando di poter raggiungere in tempi brevi i risultati sperati. Un buon personal trainer prede la decisione giusta di essere diretto e realista rispetto le aspettative dei propri clienti. Migliorare le proprie capacità fisiche o atletiche richiede tempo, così come la perdita di peso, guadagnare flessibilità ed equilibrio, e se c’è qualcuno che ti dice cose diverse, ti sta fornendo un disservizio.

Allenamento con i pesi: meglio veloce o lento?

Proprio come in tutte le discipline, ci sono pareri contrastanti rispetto alla velocità di allenamento con i pesi, soprattutto quando i carichi sono elevati. Se ti guardi intorno in palestra, ti sarà difficile trovare una risposta a questa domanda. E di fatto, la teoria non supporta necessariamente una scuola piuttosto che un’altra.

Ecco i pro e i contro dell’allenamento con i pesi eseguito in maniera veloce piuttosto che lenta.

Allenamento lento

Obiettivo: aumentare la forza e ideale per chi si approccia alla disciplina

In linea di massima è possibile eseguire un allenamento troppo velocemente. Il problema con l’esecuzione troppo rapida dell’allenamento è l’elevata probabilità di subire strappo muscolari piuttosto che stressare enormemente le articolazioni, soprattutto se fatto in maniera poco consapevole e sciatta. Tuttavia non c’è bisogno di rallentare l’allenamento al punto di morire di noia in sala pesi. Piuttosto bisogna cercare di focalizzarsi su quando rallentare durante il corso dell’allenamento.

Alcune ricerche mostrano come il picco in termini di forza lo si sviluppa durante la fase negativa dell’esecuzione dell’allenamento. Dunque la fase negativa è un buon momento per sovraccaricare e di conseguenza lavorare sull’aumento della forza, muovendoti più lentamente. Ovviamente non stiamo parlando di aumentare il carico durante l’esecuzione dell’esercizio, ma di lavorare più a lungo sulla fase negativa.

Prendiamo ad esempio lo squat, in fase di discesa prova a prenderti 4 secondi e a dimezzare quelli di risalita. Ripeti l’esercizio per 12 volte. 10 ripetizioni ti porteranno via circa un minuto.

Allenamento veloce

Obietto: aumentare la potenza e bruciare calorie

Bisognerebbe eseguire un allenamento con I pesi veloce?  Assolutamente si, una volta verificate le proprie capacità atletiche di svolgere l’allenamento in madeira sicura. Alcuni studi supportano le tesi di chi sostiene che anche un allenamento con pesi veloce sia necessario. Per iniziare è metabolicamente più dispendioso dover sollevare pesi in un lasso di tempo breve, in pratica si bruciano più calorie. Uno studio ha dimostrato come le persone che si sono allenate con i kettlebell (allenamento di per sé più veloce) hanno migliorato in maniera significativa le capacità aerobiche, oltre all’equilibrio e forza.

L’allenamento con pesi veloce ti permette di sviluppare la capacità di produrre e assorbire forza in maniera repentina. Se realmente hai intenzione di allenarti in questa maniera devi ricordarti che molte ripetizioni con pesi leggeri, non avrà gli stessi benefici discussi sopra. Devi utilizzare un certo carico in maniera tale però da poter svolgere il tutto in maniera dinami e con controllo. Andare troppo veloce o esasperare i movimenti potrebbe provocarti lesioni e stressare inutilmente le articolazioni. E senza neanche bisogno di ricordarlo, se sei alle prime armi oppure ti stai riprendendo da un infortunio, allenarsi in maniera più lenta è decisamente la strada da seguire.

Torna l’ora solare, pro e contro per il nostro organismo

Piccoli disagi ma anche vantaggi per la salute

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Insonnia, inappetenza, spossatezza, fatica nella concentrazione e flessione del tono dell’umore. Invece di permettere un maggior riposo, grazie allo spostamento delle lancette un’ora indietro alle 3 del mattino, il cambio dell’ora in programma durante la notte fra sabato 27 e domenica 28 ottobre porterà oltre 12 milioni di italiani a soffrire notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo.

I sessanta minuti di sonno in più saranno quindi deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno i “gufi”, le persone che prediligono coricarsi alle ore piccole, e soprattutto le “allodole”, che amano godersi le prime ore di luce del giorno.

Sclerosi multipla, trapianto di staminali efficace

Terapia Stems sperimentata su 3 pazienti

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La terapia Stems per il trattamento della sclerosi multipla progressiva riduce l’infiammazione causata dalla malattia. A dimostrarlo è uno studio dell’Ospedale San Raffaele pubblicato su The Journal of Clinical Investigation a firma del prof. Gianvito Martino e del suo team.
La terapia si basa sul trapianto di cellule staminali nel cervello dei pazienti affetti dalla malattia neurodegenerativa. I primi 3 pazienti hanno completato con successo il primo ciclo del trattamento a basso dosaggio di staminali neurali. Gli scienziati hanno osservato la capacità della proteina TGF-β2 di interferire con l’attivazione aberrante del sistema immunitario che si verifica con la malattia.

La proteina viene rilasciata dalle staminali ed è in grado di modificare il comportamento di alcune cellule del sistema immunitario da pro ad anti-infiammatorio.

Apalutamide, nuova opzione per il cancro della prostata

Rischio di metastasi e mortalità ridotto sensibilmente

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Apalutamide, inibitore del recettore degli androgeni di ultima generazione, ha ridotto in maniera significativa il rischio di metastasi o mortalità in pazienti con tumore della prostata non metastatico resistente alla castrazione.

Janssen, azienda farmaceutica che lo ha sviluppato, ha annunciato oggi di aver sottomesso all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco.

La presentazione della domanda si basa sui risultati dello studio clinico di Fase 3 SPARTAN che ha studiato l’efficacia e la sicurezza di apalutamide verso placebo in pazienti con nmCRPC che sviluppano un rapido aumento dei livelli di PSA, nonostante siano in trattamento con la Terapia di Deprivazione Androgenica (ADT).

Il punto G, mito o realtà?

Medici pro e contro si sfidano a colpi di ricerche

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Trovare un accordo sull’esistenza o meno del punto G è una vera e propria impresa. L’ultima ricerca in ordine di tempo si schiera dalla parte degli scettici, affermando che la zona erogena individuata dal dott. Gräfenberg in realtà è una fantasia.

Lo studio dei ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Tor Vergata a Roma è nato dalla collaborazione con alcuni colleghi francesi e messicani ed è stato pubblicato sulla rivista Nature Urology. Secondo questi ricercatori, in realtà si dovrebbe parlare di un’area molto più estesa deputata al piacere femminile che consentirebbe la produzione degli orgasmi.
La zona in questione è stata battezzata Cuv – acronimo del complesso clitoro-uretro-vaginale – che “crea” l’orgasmo insieme ad altri tessuti, inclusi muscoli, ghiandole e utero.