Il trapianto fecale per il Clostridium difficile

Studio analizza i meccanismi che rendono efficace l’intervento

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In caso di infezioni intestinali resistenti, causate ad esempio da Clostridium difficile, una delle opzioni più efficaci è la modulazione del microbioma attraverso trapianto fecale (FMT).
La tecnica produce alterazioni nei microRna circolanti e del tessuto intestinale, base di partenza per la gestione di infezioni resistenti ai trattamenti standard. Uno studio apparso su Gastroenterology si è concentrato sui meccanismi di funzionamento del trapianto fecale. La procedura ha come scopo di ripopolare di batteri “buoni” l’intestino del paziente, nel caso in cui quest’ultimo non trovi giovamento dai trattamenti tradizionali e soffra di attacchi ricorrenti.
I dati indicano un’efficacia dell’FMT pari all’80%. La ragione di questa efficacia non è però così evidente. «Non è del tutto chiaro come funzioni un FMT a livello molecolare. Questo è un problema, perché se invece lo sapessimo, potremmo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | batterio, feci, clostridium,

Un negativo al test antigenico può essere infetto

Soprattutto se asintomatico

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I test antigenici rapidi hanno un problema di individuazione dei soggetti positivi asintomatici. Lo rivela una revisione Cochrane dei dati disponibili sui test rapidi per il rilevamento delle infezioni da Sars-CoV-2.

«La nostra revisione mostra che alcuni test antigenici possono essere utili in ambienti sanitari in cui si sospetta COVID-19 in persone con sintomi. Questi test non sembrano funzionare altrettanto bene nelle persone che non hanno sintomi», afferma Jac Dinnes, della University of Birmingham, co-autore della revisione.

I test antigenici identificano le proteine del virus e offrono un risultato nel giro di 30 minuti circa. I test molecolari, invece, lavorano sul materiale genetico del virus e hanno pertanto bisogno di più tempo per l’analisi.

Coronavirus, mutazione scoperta su una bambina

Scienziati italiani individuano la mutazione N439K

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Il virus Sars-Cov-2 si sta evolvendo per cercare di superare la risposta degli anticorpi e sta cominciando a circolare più diffusamente anche nei bambini.

Lo certifica uno studio condotto dai ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste e Irccs “Burlo Garofolo” di Trieste in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano che ha permesso di identificare il primo caso pediatrico della mutazione “N439K” in una bambina di Trieste che presentava una elevata carica virale.

Le varianti geniche di Sars-Cov-2 diffuse in tutta Europa, Italia compresa, rappresentano un problema di sanità pubblica con importante impatto sui sistemi di prevenzione primaria e sul controllo dei sistemi di sorveglianza epidemiologica nella popolazione generale e nei sistemi sanitari.

Vene varicose, colpiti anche gli uomini

Con alcune sostanze naturali si migliora il microcircolo

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Le vene varicose non sono solo un problema femminile. Si calcola che interessino anche il 25% degli uomini adulti, che nonostante il lockdown e la pandemia hanno ripreso in tutta Italia a sottoporsi a interventi nei centri specializzati.

“I problemi legati al microcircolo sono traversali e colpiscono entrambi i sessi – sottolinea il prof. Edoardo Cervi, docente dell’Università di Brescia e specialista in chirurgia vascolare e generale -. Tuttavia le donne sono sicuramente le più interessate da questi disturbi di salute ma i nostri trattamenti sono sempre più richiesti anche dagli uomini che ricorrono, per esempio, alla scleroterapia. Si tratta di un piccolo intervento chirurgico che riesce ad eliminare le vene varicose attraverso la somministrazione direttamente in loco di alcuni farmaci specifici”.

5 alimenti che contengono dolcificanti artificiali

Se la parola dolcificanti artificiali ti sembra fare riferimento a qualcosa di poco sano, la sensazione è di quelle giuste.

Gli alimenti che contengono dolcificanti artificiali sono più di quello che pensi ma soprattutto capita spesso e volentieri di trovarseli in tavola o in frigo. Spesso le etichette traggono in inganno, ad esempio dove si legge “naturalmente zuccherati” potrebbero esserci dolcificanti aggiunti questo per ridurre le calorie e far credere di assumere cibi sani. Ciò significa che si potrebbero mangiare zuccheri artificiali senza neanche rendersene conto.

5 alimenti che contengono dolcificanti artificiali

GOMME SUGAR FREE. Quante volte ti è venuta fame, e per provare a spezzarla senza ingerire ulteriori calorie, ha pensato di masticare una gomma? Siamo del parere che dovresti cambiare mentalità rispetto alle gomme da masticare. Tecnicamente un cibo, ma le gomme senza zucchero contengono Xilitolo, uno tra i dolcificanti artificiali che possono causare gonfiore e gas.

KETCHUP. Sappiamo che il tuo hamburger non sarà più lo stesso senza ketchup ma devi sapeche che contiene una serie di dolcificanti artificiali tra cui l’amido modificato di mais ha funzioni addensanti ed è già una prima fonte di zuccheri, poi spezie non meglio definite ed un edulcorante artificiale a ridotto apporto calorico come la saccarina. Nessuno di questi ingredienti è, di per sé, pericoloso per la nostra salute, e comunque non nelle quantità contenute in una dose ‘standard’ di ketchup. Poiché tuttavia il ketchup è di per sé poco calorico, e viene usato in quantità minime, c’è da chiedersi che senso abbia utilizzare un edulcorante artificiale come la saccarina.

PANE CONFEZIONATO. Parliamo di questo farinaceo che così tanto piace a coloro che non amano particolarmente fare la spesa tutti i giorni. IL pane confezionato, anche quello ai cereali, o di farina integrale, spesso non è così salutare. Può contenere infatti cereali raffinati che non sono un vero e proprio ingrediente dannoso. Il problema però è che i processi di raffinazione dei cereali impoveriscono il prodotto di nutrienti essenziali per il nostro organismo. Inoltre può contenere sciroppo di fruttosio che serve principalmente per rendere i cibi più dolci, ma nel caso del pane preconfezionato viene utilizzato per conferire quel colore marrone caratteristico della tostatura, e per aiutare la lievitazione. Si tratta del dolcificante più economico che si trova in commercio, per questo motivo viene utilizzato a livello industriale, tuttavia è uno dei più dannosi per la salute umana, ed è ai primi posti tra le cause principali dell’obesità. Occhio alle etichette!

YOGURT GRECO. Aspetta, ma yogurt greco è così sano! Non è sempre così. Spesso nello yogurt greco 0% grassi alla frutta, vengono aggiunti zuccheri semplici come zucchero di canna o succo d’uva per rendere più piacevole il prodotto e così si assumono più zuccheri di quanto si creda per evitare i grassi, quando sarebbe meglio preferire i grassi agli zuccheri raffinati e artificiali.

MUESLI ED ALTRI CEREALI. In molti cereali LIGHT si nascondono zuccheri sostituti dello zucchero naturali. Ciò provoca al mattino quando li si mangia un rilascio immediato di energia, causando un rapido innalzamento dei livelli di zuccheri nel sangue con conseguente rilascio di insulina che tende a diminuire altrettanto rapidamente. Il risultato è che dopo poche ci si ritrova a mangiare altri snack pieni di zuccheri raffinati perché il cervello li richiede nuovamente. Quindi, anche in questo caso, attenzione alle etichette!

Alopecia femminile, non sempre servono gli androgeni

Il disturbo non è sempre collegato all’ormone maschile

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Non tutte le forme di alopecia femminile sono legate ai livelli degli ormoni maschili. Non potendo essere utilizzati con certezza come biomarcatore, gli androgeni non andrebbero neanche automaticamente proposti come trattamento.

A sottolinearlo è un parere dell’Associazione medici endocrinologi che rilancia le raccomandazioni pubblicate dall’Androgen Excess (Ae)-Pcos Society relative alla valutazione, alla diagnosi e al trattamento dell’alopecia femminile, nonché alla sua associazione con l’iperandrogenismo.

Nelle donne i capelli possono cadere o diradarsi anche se le concentrazioni di androgeni nel sangue risultano normali – spiega Cecilia Motta, coordinatrice del Gruppo endocrinologia ginecologica dell’Associazione medici endocrinologi (Ame).

Elastici fitness: 4 motivi per allenarti con le fasce elastiche

Alla chiusura delle palestre, gli elastici fitness o fasce elastiche o fasce di resistenza sono state una vera e propria salvezza per chi non è riuscito ad accaparrarsi pesi e attrezzi vari per allenarsi a casa.  Se ancora tra coloro che non si allenamento perchè non riescono a farlo senza il set di pesi adatto, ti consigliamo di leggere l’articolo e rivalutare l’allenamento con le fasce elastiche.

Elastici fitness: 4 motivi per allenarti con le fasce elastiche

Dall’allenamento di braccia e spalle per finire all’allenamento di gambe, glutei e polpacci, dire che siamo difronte ad un attrezzo estremamente versatile, portatile e che occupa poco spazio è dire poco. Ecco nel dettaglio tutti i motivi per cui sono l’acquisto migliore da fare adesso:

Riesci a risparmiare tempo 

Zona rossa, zona arancione o zona gialla, determinano in questi giorni il tuo livello di impegno e di conseguenza hanno effetti sul tempo a disposizione da dedicare all’allenamento. Ovviamente la palestra non è un opzione quindi allenarti a casa è l’unica opzione. Le fasce di resistenza ti permettono di eseguire allenamenti molto brevi ma decisamente intensi.

Gli elastici fitness sono adatti ad ad ogni tipologia di allenamento

Uno dei pregiudizi che colpiscono maggiormente questo strumento semplicissimo, riguarda proprio l’efficacia dell’allenamento. In realtà spesso e volentieri, le fasce gli elastici fitness vengono venduti in set di fasce elastiche con differenti livelli di resistenza:

  • Extra leggero
  • Leggero
  • Medio
  • Pesante
  • Extra-Pesante

Chiaramente non sono lo strumento più indicato nel caso si punti all’aumento della massa muscolare, ma siamo certe che se stai leggendo l’articolo, non è quello il tuo obiettivo. Risultano infatti un ottimo attrezzo per migliorare la flessibilità del corpo (utilissime per fare stretching ad esempio), eseguire esercizi avanzati di yoga e pilates, o anche aggiungere la giusta resistenza al tuo allenamento metabolico. Anche braccia, spalle, schiena e addominali, potranno essere allenati in maniera completa.

Non importa da quanto tempo ti alleni 

L’aspetto che a nostro avviso è da sottolineare forse più di tutti gli altri è che gli elastici fitness sono uno strumento politically correct. Grazie ai loro diversi livelli di resistenza, non sono ad uso esclusivo di chi si allena da anni o viceversa non sono da utilizzare solo ed esclusivamente se si è alle prime armi con il fitness. C’è una fascia adatta ad ogni tipologia di corpo ed esigenze. Inoltre, in commercio, se ne trovano realizzate in poliestere e lattice, che li rendono particolarmente resistenti.

Ti permettono di allenarti dove vuoi

Di certo quello degli spostamenti o dei viaggi non è un problema che ci si trova ad affrontare con particolare frequenza, di questi tempi. Tuttavia vale la pena sottolineare che le fasce elastiche ti permettono di allenarti praticamente in ogni stanza della tua tua casa, e perchè no anche in ogni angolo.

Combattere l’ipertensione attraverso impulsi elettrici

Stimolazione bioelettronica del nervo vago

Oltre agli interventi farmacologici, potrebbe essere possibile ridurre le complicanze dell’ipertensione arteriosa anche con impulsi elettrici applicati su una particolare branca del nervo vago. Si apre così una prospettiva nuova contro un problema che colpisce un miliardo di persone in tutto il mondo.

Sono i risultati di una ricerca condotta, su modelli animali, dal Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e pubblicata sulla rivista scientifica Cell Reports.

I ricercatori del Neuromed sono partiti dal ruolo che il sistema immunitario svolge nella genesi e nello sviluppo della pressione arteriosa elevata. Al centro c’è la milza: è qui che specifiche cellule immunitarie, i linfociti T, vengono attivate per poi liberarsi nel sangue e migrare verso gli organi tipicamente colpiti dall’ipertensione (“organi bersaglio”).

Cellulite, un aiuto dalle calze a compressione

Studio dimostra il miglioramento della circolazione

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La cellulite, come noto, non è solo un problema estetico, ma una condizione specifica che andrebbe affrontata non solo d’estate.

La pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica colpisce 8 donne su 10 e tende a comparire anche prima dei 20 anni localizzandosi soprattutto all’esterno delle cosce, sui fianchi e sui glutei.

A causarla è l’azione degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, che favoriscono la ritenzione dei liquidi e innescano un aumento di volume e poi la rottura delle cellule del pannicolo adiposo, le quali diffondono il loro contenuto di trigliceridi fra le cellule vicine, provocando malfunzionamenti nel microcircolo e rigonfiamenti del tessuto adiposo.

Tanti sono i miracolosi rimedi promessi, che spaziano dall’alimentazione all’utilizzo del laser. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine suggerisce invece l’uso di calze a compressione graduata.