Invecchiamento cerebrale, l’efficacia delle neurotrofine

Il Bdnf svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo cerebrale

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È possibile contrastare l’invecchiamento cerebrale servendosi delle neurotrofine, piccole proteine che regolano la differenziazione neuronale.

La più presente è il Bdnf (Brain-derived Neurotrophic Factor), che sostiene la sopravvivenza e la differenziazione dei neuroni del sistema nervoso centrale e periferico. Inoltre, regola la sinaptogenesi, la trasmissione e la plasticità sinaptica ed è coinvolta nei meccanismi di apprendimento e di memoria.

L’utilizzo del Bdnf come terapia è reso complicato, innanzitutto, dalla quantità che riesce a raggiungere il cervello. Se troppo bassa, non si manifesterebbero gli effetti desiderati, ma se troppo alta le conseguenze per la salute sarebbero negative.

Il latte d’asina va consumato con attenzione

Apporto calorico troppo basso, va integrato

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Alcune ricerche hanno evidenziato la capacità del latte d’asina di ridurre il rischio di intolleranze alimentari in quei neonati alimentati con latte formulato. L’intestino dei più piccoli, soprattutto i nati pre-termine, è molto delicato e non tollera le proteine del latte in formula e del latte vaccino.

Una ricerca sull’argomento ha coinvolto 156 nati pre-termine ed è stata condotta dai ricercatori dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino (Cnr-Ispa) e dall’équipe di Terapia intensiva neonatale universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino con il sostegno della Compagnia di San Paolo di Torino ed è pubblicata sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition.

La Microimmunoterapia per le infezioni ha Hpv

L’efficacia di una nuova impostazione terapeutica

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Per contrastare l’Hpv c’è la microimmunoterapia (Mit) che, insieme al vaccino, può rappresentare un’arma fondamentale a disposizione dei medici. La Mit si basa sull’impiego di dosi molto basse di molecole biologiche come interferone e interleuchine di origine bio-tecnologica (ricombinanti umane) e di acidi nucleici specifici.

Il papilloma virus aumenta il rischio di carcinoma cervicale per via dell’infezione persistente di genotipi altamente oncogeni, in particolare il 16 e il 18. La risposta immunitaria è fondamentale nell’infezione da Hpv. Il genoma dell’Hpv codifica due proteine, E6 ed E7, che interferiscono con importanti meccanismi di controllo del ciclo cellulare, dell’apoptosi e di mantenimento della stabilità dei cromosomi.

Rimanere in forma a Natale: Mission impossible?

Il periodo natalizio è famoso per le sue “proprietà ingrassanti”: si mangia tanto, troppo, sempre e si interrompe l’attività fisica a causa del freddo e della pigrizia. Rimanere in forma durante le feste di Natale non significa rinunciare del tutto alle prelibatezze che colorano le nostre tavole nel periodo natalizio, ma prestare attenzione a semplici accorgimenti per evitare l’eccessivo aumento di peso.


A TAVOLA CON I (POCHI) PARENTI

1. Assaggiare piccole porzioni di tutto includendo molte verdure.

2. Non lasciarsi influenzare da coloro che invitano a servirsi ulteriormente.

3. Limitare il consumo di alcolici: le bevande alcoliche contribuiscono ad aumentare di peso, in quanto contengono molte calorie.

4. Preferire acqua e tisane alle bevande zuccherate. Si consiglia di bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno per mantenersi idratati e facilitare l’espulsione delle tossine assunte con l’eccesso di cibo.


TRA UNA FESTA E L’ALTRA

Per non arrivare al banchetto affamati e riempirsi di cibo più del necessario, il trucco consiste in uno spuntino prima del pasto, a base di verdure e proteine semplici che aumenteranno il senso di sazietà.

È molto importante non saltare i pasti, anche se si ha esagerato tra pranzi e cene coi familiari, perché in questo modo il metabolismo rallenta e diventerà ancora più arduo smaltire le calorie in eccesso. È bene consumare almeno 3 pasti al giorno, senza mai saltare la colazione. Gli spuntini da preferire tra un pasto e l’altro dovrebbero essere a base di frutta, verdura e frutta secca.


PER MANTENERE LA LINEA

Il freddo e la pigrizia non devono sopraffare la necessità di attività fisica. Anche se quest’anno dovremo rinunciare agli emozionanti sport invernali (sci, snowboard, slitta, pattinaggio sul ghiaccio) che contribuiscono sia ad aumentare il piacere natalizio che il consumo delle calorie in eccesso, un po’ di movimento non deve mancare almeno una volta al giorno. Ad esempio, si può cercare di uscire nelle ore meno fredde della giornata per  una corsa all’aperto o una passeggiata veloce, oppure rimanere in casa e svolgere gli esercizi individuali, magari in una delle varie lezioni online che ormai non sono così tanto sconosciute.

Ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore dello chef Vin Guerra

Ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore. Il merluzzo, si sa, è il miglior amico di fitness lover e palestrati in giro per il mondo. La cottura al vapore, seppur poco utilizzata, è tra le più sane. Ci propone una ricetta dal sapore tipicamente mediterraneo, ricca di nutrienti e decisamente elegante.

Il merluzzo ricco di acidi grassi polinsaturi Omega 3, capaci di ridurre il colesterolo cattivo, è un pesce ricco di proteine e di vitamine. Importante anche la presenza di minerali come ferro, calcio, iodio e fosforo. Le fibre del cavolfiore creano un gel nello stomaco capace di favorire il senso di sazietà.

Ingredienti per la ricetta fior di merluzzo con filetto di pomodoro e cavolfiore al vapore

  • 2 filetti di merluzzo
  • 400 gr Pomodoro pelato
  • 400 gr di cavolfiore
  • 3 cucchiai di olio Evo
  • 5 foglie di Basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 cipolla piccola
  • Prezzemolo qb
  • Sale e pepe qb
  • Glassa di aceto balsamico qb

Come Procedere

  • Tagliare il cavolfiore dopo averlo sciacquato e riporlo in una voporiera.
  • Dal bollore dell’acqua cuocere per circa 10 min o fino alla consistenza desiderata.
  • Far intiepidire e condire con olio, prezzemolo, sale e glassa al balsamico.
    Tritare la cipolla, L aglio ed aggiungerli al pomodoro schiacciato ma ancora crudo.
  • Mettere la salsa in una pentola, versare L olio Evo e cuocere per circa 10 min a fuoco vivace.
  • Aggiustare di sale, aggiungere le foglie di basilico “strappate” ed abbassare la fiamma.
  • Mettere il merluzzo nella salsa e coprire con un coperchio.
  • Cuocere 7 minuti per lato a fuoco basso.
  • A cottura ultimata e a fuoco spento aggiungere del prezzemolo tritato e un filo d’olio a crudo.

Come impiattare il merluzzo
Adagiare il merluzzo nel piatto, ricoprirlo con 2 cucchiai di salsa di pomodoro, sistemare il cavolfiore di lato e rifinire con una foglia di basilico grande ed un filo d’olio.

Nuova luce sulla divisione cellulare nei tumori

Il ruolo di due proteine nel processo di proliferazione cellulare tumorale

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La direzione della divisione di una cellula determina la posizione delle due cellule figlie, contribuendo a definirne il destino verso la proliferazione o il differenziamento. Il controllo dell’orientamento della divisione cellulare è quindi fondamentale nei processi di sviluppo, nell’organizzazione dei tessuti e nella loro omeostasi.

Uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology dai gruppi di ricerca diretti da Giulia Guarguaglini dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibpm) di Roma e Marina Mapelli dell’Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano, descrive e chiarisce il coinvolgimento in tale processo di due proteine, la chinasi Aurora-A e il suo attivatore TPX2, spesso presenti a livelli elevati nei tumori.

Ecco come i batteri resistono agli antibiotici

Indagato il meccanismo dei sistemi di efflusso batterici

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Il lavoro riguarda lo studio dei meccanismi di resistenza dei batteri ad un numero sempre crescente di antibiotici (fenomeno noto come multi-resistenza, e ritenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come possibile causa di oltre 10 milioni di morti all’anno entro il 2050).

In particolare, i sistemi di efflusso batterici oggetto dell’indagine sono tra i principali responsabili di tale fenomeno: essi sono dei veri e propri “cannoni molecolari”, aggregati di proteine utilizzati dai batteri per espellere al loro esterno molti, se non tutti, gli antibiotici a nostra disposizione.

Attraverso una complessa rete di movimenti queste proteine rendono inefficaci le uniche armi del nostro arsenale, che non possono così raggiungere il proprio bersaglio nuocendo ai batteri.

Challenge burpees: 5.254 in 12 ore? Scopri chi si sta preparando per il record mondiale

Sappiamo che al solo sentire challenge burpees hai iniziato a piangere, immaginiamo la reazione appena hai letto il numero: 5.250…… e il timing: 12 ore!

Ecco i burpees sono il classico esercizio che tutti amano odiare: dai benefici estremi se correttamente eseguito, alla fatica immensa nell’eseguire il movimento ad un ritmo sostenuto,  sembra che ci sia qualcuno disposto ad accettare la sfida.

L’idea malsana, è venuta ad un trainer australiano di una catena di palestre la F54, Dave Pound che si è posto come obiettivo quello di entrare nel Guinness dei Primati.

L’iniziativa tuttavia sembra andare oltre la soddisfazione personale: come riporta una rivista australiana, il trainer sembra essere legata ad una campagna di sensibilizzazione sulle malattie mentali e la prevenzione del suicidio. Dave sembra aver trovato nuova linfa vitale per i suoi allenamenti, dunque, da questa partnership e il motivo è da imputare alla scomparsa prematura di un amico suicidatosi.

Una challenge così faticosa e apparentemente tratti folle, per una giusta causa.

Challenge burpees 5,254 in 12 ore?: Come ci si allena per una challenge così?

Partendo dal presupposto che l’impresa non è per noi comuni mortali, il trainer australiano ha iniziato con allenamenti di due volte a settimana di circa 1500 – 2000 burpee.

Aggiungendo durante la settimana sessioni di barre, esercizi di stretching ed esercizi mirati per l’addome. La sessione di burpee del venerdì aveva una durata di circa 8 ore, mentre in termini di frequenza, cercava di attenersi a 10 burpees al minuto.

Come si mangia per una challenge bupees?

Anche in questo caso ricordiamo che la sfida è adatta solo ai professionisti adeguatamente seguiti e supportati da altri professionisti del settore. Così come per l’allenamento anche l’alimentazione ha subito una serie di modifiche man mano che il giorno della challenge si avvicina.

Nei primi mesi di allenamento, predominavano carboidrati come pane, avena, e un piccolo quantitativo di proteine e pochi grassi buoni. E ovviamente un pasto free. Sotto challenge invece l’ammontare di proteine è stato leggere aumentato insieme ad alcuni integratori sempre proteici.

La sfida è fissata per sabato 7. Il trainer è convinto all’80% di farcela. Tu che ne pensi? Siamo tutti curiosi di vedere come andrà a finire.

Cancro, scoperte due proteine fondamentali

Possono stimolare la trasformazione delle cellule sane in tumorali

Svelare le connessioni tra invecchiamento cellulare e cancro è l’obiettivo del gruppo di ricerca coordinato da Luca Proietti De Santis, Responsabile dell’Unità di Genetica Molecolare dell’Invecchiamento del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università della Tuscia.

I risultati più recenti dello studio sostenuto da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro sono stati pubblicati sulla rivista PNAS e sono frutto di un’importante collaborazione con gruppi di ricerca italiani e francesi guidati, rispettivamente, da Silvia Soddu, Responsabile dell’Unità Network cellulari e bersagli terapeutici molecolari dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, e da Jean-Marc Egly, dell’Institut de Génétique et de Biologie Moléculaire et Cellulaire di Strasburgo.

Ricetta fit al forno: focaccine di fave

Una ricetta fit al forno, che non sia dolce, nè tanto meno scontata e banale, non è proprio semplicissima da trovare. Essendo inverno e il gelo alle porte, sicuramente vogliamo inserire i legumi nella nostra alimentazione. Stasera, dunque, vi stupiremo con effetti speciali, utilizzando un ingrediente forse poco preso in considerazione dalle fitness lover: le fave.

Benefici e proprietà delle fave la star della nostra ricetta fit al forno

Le fave sono tra i legumi più proteici, per 100 gr di fave abbiamo circa 8 gr di proteine. Ricchissime di ferro e vitamina C, sono anche ricche di fibre supportando il buon funzionamento dell’intestino. Inoltre svolgono funzione diuretica.

Ricetta fit al forno: focaccine di fave

  • 200 gr di fave già cotte
  • 2 albumi
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di crusca d’avena
  • rosmarino

Come procedere 

  • Far cuocere le fave con uno spicchietto d’aglio
  • Una volta cotte le fave, frullarle
  • Aggiungere al composto gli albumi, il parmigiano la crusca di avena
  • Con un cucchiaio formare delle piccole schiacciati con l’impasto ottenuto
  • Cospargere di rosmarino
  • Ricoprire una teglia di carta forno e poggiare le focaccine
  • Cuocere in forno a 200° in forno non ventilato per circa 15 minuti
  • Vi raccomandiamo sempre di dare un’occhiata alle focaccine
  • Sfornare quando sono leggermente dorate.

Come Mangiare le focaccine di fave?

Ovviamente la ricetta può essere replicata con qualsiasi altra tipologia di legume: lenticchie e ceci sono da prediligere. La consistenza delle focaccine, è tale da permetterti non solo altro tipo di condimento, come ad esempio pomodorini freschi e un filo di olio di oliva, ma anche una farcitura con un po’ di mozzarella (per un piatto un po’ piu calorico)