Pancake all’arancia per colazione

Chi non ama i pancake alzi la mano. Anche se non possiamo vedervi sappiamo che le braccia alzate sono veramente pochissime. I pancake all’arancia sono un ottimo modo per una colazione equilibrata, gustosissima e con un boost di Vitamina C.

Tutti conoscono l’importanza della Vitamina C soprattutto in periodo di influenza. Ricordiamo inoltre che la Vitamina C è un potente antiossidante che svolge un ruolo fondamentale nella sintesi del collagene e quindi della salute della tua pelle. Inoltre la Vitamina C ha un ruolo per quanto riguarda anche la salute di cartilagini, muscoli e vasi sanguigni.

Ovviamente la nostra ricetta dei pancake all’arancia, non ha come obiettivo coprire il fabbisogno giornaliero di Vitamina C, ma vuole suggerire un modo gustoso di inserirla in uno dei pasti principali della giornata.

Ricetta Pancake all’arancia per colazione

Quantità per 3 pancake

  • 100gr di farina d’avena
  • 70 gr di yogurt greco alla vaniglia (ma potete usare il gusto che preferite)
  • il succo di due spicchi di arance
  • Albume quanto basta per ottenere un composto compatto e non particolarmente liquido.
  • Gocce di cioccolato ( a piacere)
  • Mirtilli per guarnire

Come procedere

  • In una ciotola mettere la farina e aggiungere il bianco d’uovo
  • una volta amalgamato il composto aggiungere lo yogurt greco, il succo di arancia e le gocce di cioccolato
  • Scaldare un pentolino e versare il composto con un dosatore simile a quello utilizzato per le proteine in polvere, o qualsiasi dosatore da 50cc
  • Cuocere a fuoco lento e coprire i pancake con un coperchio durante la cottura
  • Quando uno de lati vi sembrerà piuttosto cotto, girare con il pancake per continuare la cottura, sempre a fuoco lento, dal lato opposto.
  • Continuare con la procedura per tutti i pancake.
  • Impiattali uno sopra l’altro, e guarnirli con mirtilli e uno spicchio d’arancio.
  • Ovviamente se preferite potete aggiungere altra frutta, come lamponi o more.

 

La dieta proteica danneggia i reni

Anche in soggetti con funzionalità renale normale

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Le diete proteiche hanno sempre molto successo fra chi vuole perdere i chili di troppo. Sono facili da seguire, assicurano un livello di sazietà adeguato e una veloce perdita di grasso. Inoltre, abbinate a un’attività fisica specifica, stimolano la crescita della massa muscolare.

Tuttavia, le diete proteiche hanno anche dei limiti, uno dei quali viene riaffermato da uno studio olandese e uno coreano, entrambi pubblicati su Nephrology Dialysis Transplantation, ovvero i potenziali danni ai reni.

I ricercatori del Leiden University Medical Center, guidati da Kevin Esmeijer, hanno raccolto i dati alimentari di 4.837 pazienti di età compresa fra 60 e 80 anni con una storia di infarto miocardico.

La minaccia del coronavirus nota già da 5 anni

Nel 2015 creato un virus in laboratorio che aveva dimostrato la sua pericolosità

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La minaccia rappresentata dal nuovo coronavirus era già nota agli scienziati. Uno studio aveva ipotizzato il salto di specie di infezioni simili a Sars e Mers che circolavano fra i rinolofi maggiori, ovvero i pipistrelli ferro di cavallo.

Per realizzare l’esperimento i ricercatori dell’Università della North Carolina di Chapel Hill si sono serviti di un clone del virus della Sars per generare e caratterizzare un virus chimerico che esprimesse le proteine superficiali del coronavirus SHC014 su modello murino. Praticamente hanno creato un virus in laboratorio e poi hanno visto quanto era pericoloso.

I dati indicano che il virus così realizzato può utilizzare efficacemente diversi recettori ortologhi ACE2, replicarsi in cellule delle vie aeree nell’uomo e diffondersi in vitro in concentrazioni equivalenti a quelle dei ceppi epidemici di Sars.

Quante proteine per i bambini?

Dibattito acceso sulla giusta dose nella dieta dell’infanzia

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Da sempre la quantità di proteine da assumere durante l’infanzia è oggetto di studio e anche di scontro nella comunità medica. Uno studio firmato da Rolland-Cachera nel 1995 segnalava il pericolo di conseguenze metaboliche in età adulta in caso di elevato apporto proteico durante l’infanzia.

Le proteine infatti stimolerebbero l’ormone della crescita (IGF-1, insulin like growth factor 1) che, in risposta, causerebbe un veloce aumento delle masse muscolari e della massa grassa. Una crescita troppo veloce durante la prima infanzia è correlata con un aumento del rischio di sovrappeso e obesità da adulti.

Le proteine svolgono una funzione plastica, servono cioè allo sviluppo e al ripristino delle cellule, e in misura minore forniscono energia.

Ecco come percepiamo gli odori

Nuova luce sulla codifica degli odori a livello cerebrale

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Passo in avanti verso la comprensione dei processi responsabili della codifica degli odori a livello cerebrale.

Il gruppo di Claudia Lodovichi, primo ricercatore dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In) di Padova ha coordinato uno studio pubblicato su Cell Reports che dimostra il meccanismo molecolare di formazione delle mappe topografiche cerebrali, dove i neuroni responsabili della percezione di un dato odore sono raggruppati in specifiche aree del bulbo olfattivo, la zona del cervello che elabora gli stimoli captati nel tessuto delle cavità nasali (epitelio olfattivo) attraverso i recettori olfattivi, proteine prodotte dagli stessi neuroni olfattivi che legano uno specifico odorante ‘intrappolato’ nel muco nasale.

Il Dna svela il suo mistero

Individuato un codice tridimensionale protetto dall’allarmina

Il DNA è noto a tutti per la sua forma ormai iconica a doppia elica, descritta oltre 60 anni fa da James Watson e Francis Crick. Nelle cellule quella lunghissima sequenza a doppia elica è compattata e avvolta in un complesso di DNA, RNA e proteine che chiamiamo cromatina.

La sua struttura, ovvero il modo in cui il DNA si attorciglia e contorce, non è indifferente alla comprensione della sua natura e del suo linguaggio. Capire la cromatina significa anche poter individuare eventuali modalità di intervento a livello molecolare per prevenire o curare varie patologie e in particolare il cancro. La salute delle cellule del nostro organismo è infatti legata al corretto funzionamento di una serie di meccanismi preposti alla regolazione del ciclo di riproduzione cellulare, durante il quale la cellula si divide per originare due nuove cellule.

Come sostituire il pane durante i pasti? Alternative ipocaloriche

Spesso e volentieri, quando ci si ritrova a dieta o si prova a seguire un regime alimentare più sano, una delle prime cose che vengono sostituite è il pane. La ragione? Le farine bianche con cui è fatto sono ricche di zuccheri. Con cosa sostituirlo però? Sfatiamo il mito, per esempio, che crackers e grissini facciano meglio, per esempio. Se sono fatti di farina bianca l’apporto calorico è il medesimo. Vediamo allora quali sono i sostituti validi del pane.

Come sostituire il pane: alternative low carb

Vediamo come sostituire il pane con questi alimenti e perché sceglierli.

Sostituire il pane con le gallette

Esistono vari tipi di gallette in commercio: di riso, di mais, di farro, di kamut. L’ideale è variarle spesso, così da non annoiarsi. Ogni tipologia di gallette apporta una quota di carboidrati e di fibre buone. Proprio come il pane, non devono mai essere affiancate a pasta o riso ma a alimenti ricchi di proteine. Il vantaggio in più? Essendo prodotte con cereali soffiati le gallette riducono il gonfiore tipico del pane.

Crackers al posto del pane

Altra alternativa valida sono i crackers, che devono però essere integrali o comunque fatti con una farina che non sia quella bianca raffinata. I crackers vanno scelti privilegiando quelli prodotti utilizzando l’olio extra vergine di oliva. I migliori crackers che possiate mangiare come sostituto del pane sono quelli fatti con farina di segale. La ragione è che sono davvero poveri di grassi e ricchi proteine e fibre. Due fette si pane di segale apportano pochissime calorie ma hanno un potere saziante maggiore, per esempio, rispetto alle gallette. Ideali per sentirsi sazi quando si sta a dieta, insomma.

Riso e cereali integrali

Anche il riso e i cereali integrali possono essere dei sostituti validi al pane se si ha voglia di cucinarli e di accompagnarli agli altri alimenti proteici. Bisogna solo prestare attenzione alle quantità facendo la sostituzione poiché a 50 gr di pane corrispondono circa 40 gr di riso o cereali integrali in generale.

Farro o kamut

Farro e kamut, in particolare, sono ideali per sostituire il pane anche perché contengono moltissime proteine, sali minerali e vitamine. Tutti i prodotti da forno realizzati utilizzando questi ingredienti, oltre che la segale, sono la variante perfetta al pane bianco classico che troviamo tutti i giorni sulle nostre tavole.

Cosa mangiare al posto della carne: alla ricerca di proteine vegetali

Che sia per scelta o per esigenza, diverse persone adottano regimi alimentari privi del tutto o quasi di carne, alimento ricco in primis di proteine. Sulle diete vegetariane e vegane, infatti, uno dei punti maggiormente dibattuti è proprio l’effetto della mancanza di proteine animali sull’organismo, se ciò può avere o meno conseguenze sulla salute.

Eliminare la carne non è per tutti e non ci si improvvisa vegani da un giorno all’altro; è un percorso da intraprendere con molta serietà e consapevolezza, magari approfondendone gli aspetti con un nutrizionista. Bisogna osservare delle accortezze, nel passaggio da un’alimentazione onnivora a una vegetariana/vegana, proprio per non subire carenze nutritive dannose.

E chiaramente una delle principali riguarda appunto la carne e il suo apporto di proteine, che viene meno escludendola dall’alimentazione. Esistono però dei modi per bilanciare, in quale modo, l’alimentazione, ossia arricchire la dieta di proteine vegetali. Ecco dunque cosa mangiare al posto della carne.

Cosa mangiare al posto della carne: consigli

Esistono diversi alimenti con cui sopperire alla mancanza di proteine di origine animale. Ovviamente prima di procedere con eliminazione di alimenti fai da te, consulta uno specialista. Le proteine di origine vegetale sono contenute soprattutto in:

  • legumi, soprattutto lenticchie, soia, ceci, fave e lupini;
  • cereali integrali, soprattutto farro e quinoa. Abbinati ai legumi, aumenta l’assimilazione di aminoacidi;
  • semi, soprattutto semi di chia, di zucca, di canapa e di girasole, presenti sia negli snack che da aggiungere a tantissime preparazioni culinarie;
  • frutta secca, da consumare come snack o in aggiunta a insalate e sughi;
  • alga spirulina, in commercio sia essiccata in foglie che in polvere, da aggiungere a primi e secondi piatti;
  • germogli, per arricchire insalate e primi piatti;
  • tofu, derivato della cagliatura del latte di soia e successiva pressatura, che ha anche il vantaggio di essere poco calorico;
  • seitan, derivato dalla lavorazione del glutine del frumento e dunque non indicato ai celiaci;
  • tempeh, la “carne di soia” che si ottiene dal processo di fermentazione dei fagioli di soia gialli;
  • ortaggi, soprattutto spinaci, cavoli, carciofi, peperoni.

Calza della befana Fit, cosa non può assolutamente mancare

Accantonati i vari pandoro e panettone, la tradizione vuole che non si possano realmente chiudere le feste (da un punto di vista alimentare) senza la classica calza della Befana. Sicuramente, stai già mettendo in pratica i buoni propositi, in primis quello di darci un po’ meno dentro con l’alimentazione, per tanto da brava fit girl ritornata in carreggiata, non puoi non sperare di ricevere una calza della befana fit.

Ma vediamo cosa non può mancare nella tua Calza della befana Fit

Barrette proteiche

Le barrette proteiche sono una manna dal cielo per chi non ha mai tempo per fermarsi a mangiare, ma vuole mantenere alto l’intake proteico e per coloro che hanno la necessità di fare spuntini regolari. Le barrette proteiche possono essere tranquillamente fatte in casa (ricetta barrette proteiche) tuttavia, se sei una fan del prodotto perchè non hai tempo, ci sono delle validissime alternative confezionate.

Burro di frutta secca

Per questo singolo prodotto forse una normale Calza della befana non basterebbe. Sia che tu sia una fan della colazione dolce o quella salata, il burro di arachidi è un must nella cucina delle fitgirl di mezzo globo. Dal burro di arachidi a quello di mandorle, le varianti si sprecano: rinforzati al cioccolato, proteici o “organic”, ce n’è per tutti i gusti.

Frutta secca

Se lo mangi così come lo trovi in natura è sicuramente molto più sano. La frutta secca, ricca dei cosiddetti grassi buoni e Vitamina E, è lo snack preferito di chi non ama particolarmente ricorrere ad alimenti confezionati. Apporta anche una buona dose di proteine oltre a permetterti di fare il carico di energia.

Integratori pre e post workout monodose

Per le stacanoviste degli allenamenti ad alta intensità e della sala pesi, non c’è nulla di meglio di un buon pre e post workout per ottenere il massimo dall’allenamento. In quanto integratori, non andrebbero mai sostituiti ad una sana ed equilibrata alimentazione e soprattutto andrebbero utilizzati con la consapevolezza che di certo non faranno miracoli. La Calza fit è sempre una buona occasione per farne una piccola scorta monodose, da portare facilmente nella borsa della palestra.

Cioccolato fondente

A dirla tutta questo rimane sempre il nostro preferito. Dal 70% in su, un quadratino di cioccolato fondente è ammesso anche dai nutrizionisti più esigenti. Non conosce orario, nè stagione, il cioccolato fondente è l’ideale per soddisfare quella voglia di dolce fuori pasto senza sensi di colpa.

Alimentazione e corsa: come bruciare calorie e perdere peso

La prima cosa che ti viene in mente dopo le abbuffate natalizie è subito quella di aver messo su qualche chiletto, e la soluzione più “rapida” per rimediare al “problema” sembra essere la corsa. Tuttavia spesso capita che l’allenamento con la corsa viene erroneamente interpretato, soprattutto in relazione all’alimentazione. Inevitabilmente si finisce per ottenere un vero e proprio effetto boomerang: invece di perdere qualche chilo, si finisce con il metterne su.

Se sei un avventore dell’ultima ora della disciplina, devi sapere che i veri corridori sanno che il loro sport preferito richiede adeguato rifornimento. L’allenamento senza cibo a sufficienza (o troppo cibo) non solo è tortuoso, ma diminuisce le prestazioni, fa bruciare meno calorie

Ecco cosa dovresti prendere in considerazione se vuoi ottenere il massimo dal binomio alimentazione e corsa dopo i bagordi natalizi

1. La durata della corsa

Se hai mangiato nelle ultime due o tre ore e hai intenzione di correre per 20/30 minuti, in realtà non hai bisogno di carburante in più. Ma se ti senti assolutamente affamato e hai solo bisogno di spinta in più per uscire dalla porta, mangia un pezzo di frutta. Per corse più lunghe, cerca sempre di indossare un fitness tracker per capire effettivamente quante calorie bruci.

2. Sapere quando hai bisogno d’integrare con bevande specifiche

Le bevande zuccherate sono la rovina di una corretta alimentazione. Mentre sono necessari per i corridori di lunga distanza, devi sapere che le bevande sportive sono inutili per qualsiasi periodo di durata inferiore a 60 minuti. Dopo un’ora, bevine una diluita con acqua, o provare l’opzione a più basso contenuto calorico.

3. Mangia integrale

Optare per i cereali integrali come combustibile pre-run: sono a più alto contenuto di fibre e proteine che ti fanno sentire pieno ed eccitato durante la corsa. 

4. Pianifica in anticipo.

Una battuta d’arresto all’alimentazione sana, non è avere un piano, soprattutto per i corridori. Se non pensi ai pasti prima del tempo, è molto facile che mangerai quello che trovi in giro prima di andare a correre. Avere un piano, ti impedisce di raccogliere cibo spazzatura.

5. Recupera in modo corretto

Dopo una corsa, si dovrebbe mangiare un pasto metà carboidrati e metà proteine per reintegrare i carboidrati perduti e la proteina per riparare e costruire i muscoli.