Scompenso cardiaco, nuova terapia efficace

Prevede la gestione automatizzata dei fluidi

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Due studi evidenziano l’efficacia di una gestione dei fluidi automatizzata in caso di scompenso cardiaco acuto.

Lo scompenso cardiaco congestizio acuto viene trattato con una terapia diuretica volta a ripristinare i normali livelli di liquidi nei reni e in tutto il corpo.

Gli studi, pubblicati sullo European Journal of Heart Failure, segnalano la maggiore efficacia di Reprieve-Guided Diuretic Therapy, sistema completamente automatizzato di gestione dei fluidi.

La terapia standard, infatti, mostra una perdita di efficacia quando le condizioni del paziente peggiorano. Alcuni pazienti mostrano anche una sorta di resistenza diuretica, che attenua la funzione dei farmaci e può riacutizzare la gravità del sovraccarico di liquidi, con potenziale danno renale acuto.

Nefropatia diabetica, scoperte nuove cause

Imputate dei danni ai reni le proteine KRIS

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Si chiamano KRIS (Kidney Risk Inflammatory Signature), sono 17 e sono le proteine prodotte da cellule del sistema immunitario che, dislocate in diverse parti dell’organismo e trasportate dal circolo sanguigno, raggiungerebbero il rene rilasciando in loco i fattori responsabili della precoce perdita della funzione renale nei pazienti con il diabete. L’identificazione di questi nuovi fattori infiammatori circolanti è stata pubblicata su Nature Medicine.

Rene policistico, un farmaco per evitare la dialisi

Gli effetti di octreotide su pazienti con ridotta funzionalità renale

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È di questi giorni la pubblicazione sulla rivista internazionale Plos Medicine dei dati dell’ultimo studio che i ricercatori dell’Istituto Mario Negri hanno condotto in collaborazione con gli Ospedali di Bergamo, Milano, Napoli, Treviso, Agrigento e Catania per valutare l’effetto dell’octreotide in pazienti con rene policistico.

Lo studio, nominato ALADIN 2, ha coinvolto 100 pazienti adulti, che avevano già perso una quota importante della funzione renale. Metà di loro ha ricevuto il farmaco octreotide (somministrato una volta al mese per 3 anni), e metà ha ricevuto un trattamento inattivo (placebo). I pazienti venivano regolarmente studiati con un esame radiologico per valutare il volume dei reni (che aumenta nel corso della malattia per l’accrescimento delle cisti), e la loro funzione renale è stata misurata frequentemente con un metodo molto preciso.

Insufficienza renale, responsabile una mutazione genetica

Possibile lo sviluppo di nuove terapie personalizzate

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L’insufficienza renale è tra le condizioni patologiche più diffuse e colpisce solo in Italia oltre 4 milioni di persone. Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Kidney Diseases (AJKD) riporta la scoperta di una mutazione genetica che predispone sia alla forma acuta che cronica della malattia.

A firmare il lavoro è il gruppo di ricerca del Paolo Manunta, direttore dell’area di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele. La scoperta potrebbe consentire in futuro di riconoscere i pazienti a rischio in entrambi i casi e di agire preventivamente, oltre ad aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie personalizzate.

L’alimentazione che disintossica dopo le feste

Tornare a regime dopo gli stravizi

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Ogni anno è più o meno la stessa scena. Noi, davanti alla bilancia, a domandarci se troppo vecchia e mal funzionante o se pranzi e cenoni, panettone, spumante e torroni vari abbiano fatto salire un po’ troppo quell’ago, o aumentare i numeri del display.

È il momento della penitenza; dopo l’estasi culinaria e le golosità che ci sono passate davanti agli occhi e dentro lo stomaco, sono arrivati i sensi di colpa. Ma a tutto c’è un rimedio.

Esercizio fisico e un regime dietetico controllato. Ma in questo periodo la priorità è forse quella di disintossicare il nostro organismo. I troppi alimenti industrializzati, gli zuccheri e le farine bianche in grossa quantità sono dannosi per il nostro fisico. Per capire quanto siamo intossicati cerchiamo di analizzarci.

Ovariectomia, il rischio è la malattia renale cronica

Nesso fra privazione di estrogeni e danni renali

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L’intervento per la rimozione delle ovaie prima della menopausa allo scopo di prevenire il cancro ovarico va considerato con attenzione. Il rischio, infatti, è quello di aumentare le probabilità di insorgenza di malattia renale cronica.

A suggerirlo sono i risultati di uno studio pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology da un team della Mayo Clinic coordinato da Walter Rocca, che spiega: «Questo è il primo studio che ha dimostrato un importante legame tra privazione degli estrogeni nelle donne più giovani e danni renali. Le donne che rimuovono le ovaie chirurgicamente vanno incontro a un aumento del rischio a lungo termine di malattia renale cronica».

Il caldo peggiora le malattie

Problemi ai reni e al cuore esasperati dalle alte temperature

L’estate non migliora le condizioni di salute di chi è malato. Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità segnalano l’aumentato rischio di problemi di salute per chi è alle prese con malattie cardiovascolari, respiratorie, renali o mentali.

“I professionisti medici e le autorità sanitarie pubbliche – spiega l’Oms – devono essere preparate ad affrontare le ondate di calore estive e le possibili conseguenze sulla salute dell’esposizione al calore”.

Anche se le temperature elevate ci minacciano, “gli effetti avversi sulla salute causati dal caldo sono ampiamente prevenibili attraverso buone pratiche”.
La prima cosa da fare è mantenere la calma. Ansia e agitazione non fanno altro che aumentare il senso di calore che avvertiamo. Bisogna evitare le attività più a rischio come sistemare il balcone, fare la spesa o andare a trovare un amico proprio nelle ore più calde.

Diabete, canagliflozin sicuro per chi ha problemi ai reni

L’antidiabetico è indicato per i pazienti con malattia renale cronica

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Il farmaco canagliflozin si rivela efficace e sicuro per i pazienti diabetici affetti anche da malattia renale cronica.

A testimoniarlo sono i risultati dello studio di fase III CREDENCE, interrotto anticipatamente poiché la sperimentazione ha soddisfatto i criteri prestabiliti per gli endpoint compositi primari.

CREDENCE è la prima sperimentazione specifica riguardante outcomes renali in pazienti affetti da diabete di tipo 2 e MRC volta a esaminare l’efficacia e la sicurezza di canagliflozin, rispetto al placebo, quando viene somministrato in aggiunta alla terapia standard. La sperimentazione ha determinato l’efficacia e la sicurezza valutando il rischio e la riduzione del tempo prima dell’inizio della terapia dialitica o del trapianto di rene, il raddoppio della creatinina sierica, la morte renale o cardiovascolare.

Calcoli renali, gli antibiotici ne aumentano il rischio

Associazione evidente soprattutto con i sulfamidici

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L’assunzione di antibiotici, in particolare i sulfamidici, è associata a un aumento di rischio dell’insorgenza di calcoli renali. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology da un team del Children’s Hospital di Philadelphia.

Gregory Tasian, principale autore dello studio, commenta: «I nostri risultati suggeriscono che l’esposizione ad alcuni antibiotici per via orale sia un nuovo fattore di rischio per la nefrolitiasi, fattore che può essere modificabile per il 30% dei pazienti che ricevono prescrizioni ambulatoriali inadeguate per antibiotici».

Negli ultimi 30 anni, la prevalenza di calcoli renali è aumentata del 70%, parallelamente al sempre maggiore utilizzo di antibiotici.

Ipertensione da tumore, funziona la crio-ablazione

Primo intervento al mondo a Padova

Una giovane donna è la prima paziente al mondo affetta da ipertensione arteriosa provocata da un tumore ad essere operata con successo grazie alla crio-ablazione.

La crio-ablazione, eseguita presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, prevede una leggera anestesia per via percutanea con l’inserimento di un ago di 16 gauge (circa 1,5 mm) nel fianco destro sotto guida della Tomografia Computerizzata.

Dopo aver prelevato un cito aspirato – piccolo frammento grazie a un semplice ago per la conferma citologica della diagnosi – è stato inserito sempre per via percutanea nel forellino del primo ago un secondo ago specializzato per la crio-ablazione della lesione (reninoma) confermata nel rene collegato alla macchina.