Cancro del colon, scoperte cellule ultraresistenti

Passo avanti per realizzare terapie più efficaci

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Un team di ricercatori dell’Istituto superiore di sanità ha scoperto l’esistenza di cellule dormienti ultraresistenti alle terapie in caso di cancro del colon.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Experimental and Clinical Cancer Research, è firmata da Ann Zeuner e dai suoi colleghi del Dipartimento di oncologia e medicina molecolare dell’Iss.

«Cellule quiescenti o a ciclo lento sono state identificate in diversi tumori e sono state correlate alla resistenza alla terapia. Tuttavia, le caratteristiche delle popolazioni chemioresistenti e i fattori molecolari che collegano la quiescenza alla chemioresistenza, sono in gran parte sconosciuti», spiegano gli autori.

Parkinson, nuova possibile terapia

Scoperta nuova interazione tra recettori delle cellule nervose

Una delle armi principali nella terapia della malattia di Parkinson è la levodopa (L-Dopa), capace di contrastare i tremori e le altre manifestazioni della patologia derivate dalla carenza di dopamina in una particolare area del cervello.

Ma con il passare del tempo questo farmaco provoca effetti collaterali crescenti, principalmente movimenti involontari (discinesie) che peggiorano notevolmente la qualità di vita del paziente. Ora una ricerca nata dalla collaborazione tra il Laboratorio di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S.

Neuromed di Pozzilli, l’Università svedese di Lund, l’INSERM di Montpellier in Francia, l’Università Sapienza di Roma e l’UCB Pharma in Belgio, apre una strada innovativa verso la possibilità di annullare questi effetti collaterali.

Niemann-Pick, olipudasi alfa efficace

Positivi i risultati della terapia per il deficit da sfingomielinasi acida

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Olipudasi alfa, ricombinante umano della sfingomielinasi acida, ha dimostrato risultati positivi in due diversi studi clinici che lo hanno valutato nel trattamento del deficit da sfingomielinasi acida (ASMD) in pazienti adulti e pediatrici. Olipudasi alfa è la prima e unica terapia enzimatica sostitutiva per il trattamento di questa malattia, per la quale oggi non vi sono trattamenti approvati.

“Questi risultati significativi per olipudasi alfa rappresentano un grande passo avanti nel trattamento della malattia da ASMD verso la disponibilità di una potenziale terapia per i pazienti adulti e pediatrici che attualmente non hanno opzioni terapeutiche approvate per questa malattia devastante”, ha affermato John Reed, Responsabile della ricerca e sviluppo di Sanofi a livello globale.

Mangi troppo? Ecco perchè non dovresti farne un dramma

Non fraintendeteci: se mangi troppo ogni giorno e vivi una vita particolarmente sedentaria  le conseguenze possono essere fatali. Mangiare troppo, rispetto a quello che è il reale fabbisogno, è dunque una cattiva abitudine che, perfino per coloro che sono abbastanza attivi nel corso delle 24h, può  avere conseguenze pericolose per la salute.

Detto questo quando parliamo di mangiare troppo ci riferiamo ad un caso ben diverso, ovvero tutte quelle volte che ci capita sporadicamente di esagerare con il cibo. Diciamoci la verità, la perfezione non esiste, quindi perchè farsi sopraffare da stress e ansia quando ci si approccia al cibo?

Il nostro punto di vista è quello di prenderla sempre con molta filosofia, non è certo un pranzo o una cena a mettere il bastone tra le ruote ad un percorso di sana e corretta alimentazione e allenamento in palestra.

Ecco quindi 3 motivi per cui se mangi troppo non dovresti farne un dramma.

Per prima cosa nessuno è perfetto. Essere alla ricerca della perfezione non è necessariamente un male, ma come spesso capita diventa un’ossessione. Nel caso dell’alimentazione, ancor di più non dovresti assolutamente pensare che c’è un unico e solo modo di mangiare. Ogni corpo è diverso e in quanto tale va approcciato, stando sempre attente ai segnali che manda. Inoltre quando si intraprende un percorso alimentare per cambiare abitudini, qualsiasi sia la ragione, è sempre bene cercare il supporto di un esperto.

Quando il cibo è particolarmente buono è facile farsi prendere la mano. Facilissimo, in Italia, imbattersi in cibo o alimenti particolarmente succulenti e deliziosi e per tanto farsi prendere un po’ la mano, ogni tanto. Ma proprio per questo motivo, è fondamentale non farne un dramma se una tantum aggiungi un piccolo dolcino a fine pasto. L’importante è non farla diventare un’abitudine.

Natale, compleanni, festeggiamenti vari sono una vera e propria tentazione. Dal nostro punto di vista è sempre importante sottolineare il ruolo che ha la consapevolezza nell’approccio al cibo. Ricorda che puoi sempre scegliere se cedere alla tentazione o meno, ma soprattutto non farne un dramma immediatamente dopo.

Nuova molecola blocca il cancro del polmone

AMG510 si rivela efficace nel controllo della malattia

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Una nuova molecola in sperimentazione – AMG510 – si è mostrata in grado di bloccare le cellule cancerogene del tumore del polmone non a piccole cellule nei casi più ostici.

A dimostrarlo è una ricerca pubblicata su Nature, i cui risultati indicano un controllo della malattia nel 100% dei pazienti con mutazione della proteina KRAS.

Nel corso dell’anno partirà uno studio di fase III che coinvolgerà 300 centri in tutto il mondo e 650 pazienti. L’Italia parteciperà con 15 centri coordinati dall’Università di Torino.

I casi di cancro al polmone sono 42.500 ogni anno, la maggior parte dei quali – 35mila – riguardano il cancro non a piccole cellule. In circa 3mila casi, il tumore è causato dalla mutazione specifica KRAS.

AMG510, sviluppata da Amgen, aggredisce la proteina nascondendosi in un punto debole della stessa e bloccando così la proliferazione.

Una dieta povera di grassi riduce il testosterone

Dimagrire fa bene, ma meglio non eliminare i grassi

Molti uomini sviluppano nel corso degli anni una carenza di testosterone. Ciò comporta diversi problemi, fra cui senso di spossatezza, mancanza di desiderio sessuale, aumento del grasso corporeo e ridotta densità minerale ossea.

In genere, una dieta per perdere peso ha un effetto positivo sui livelli di testosterone nell’organismo, ma uno studio pubblicato su The Journal of Urology mette in guardia da una riduzione troppo marcata dei grassi.

Secondo la ricerca, infatti, una dieta particolarmente povera di grassi avrebbe come effetto un’ulteriore riduzione dei livelli di testosterone.

Il testosterone è un ormone steroideo che deriva dal colesterolo, di conseguenza cambiamenti radicali nell’alimentazione possono alterarne i livelli.

Una proteina ferma il cancro al cervello

La Tau sembra ridurre l’aggressività dei gliomi

La proteina Tau, associata spesso all’insorgenza e alla diffusione del morbo di Alzheimer, sembra avere anche un effetto positivo. Secondo una ricerca pubblicata su Science Translational Medicine, la proteina ridurrebbe l’aggressività dei gliomi, rari tumori del cervello.

A scoprirlo è stato un team dell’Instituto de Salud Carlos III-UFIEC e del Centro de Biología Molecular “Severo Ochoa” (CSIC-UAM) di Madrid, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell’Università Francisco de Vitoria, del Dipartimento di Neurochirurgia presso l’Università del Michigan, dell’Istituto di Oncologia “Vall d’Hebron” di Barcellona e di numerosi altri istituti.

Gli scienziati, coordinati da Ricardo Gargini, sono arrivati a queste conclusioni dopo esperimenti su tessuto cerebrale umano in vitro e su modello murino.

Tumore del pancreas, nuova terapia con 4 farmaci

Disponibile lo schema chemioterapico PAXG

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A seguito dell’autorizzazione dell’AIFA, avvenuta lo scorso giugno, lo schema PAXG –innovativo trattamento dell’adenocarcinoma del pancreas borderline resecabile, localmente avanzato e metastatico – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra quindi nella pratica clinica.

La nuova combinazione di farmaci è in grado di raddoppiare la sopravvivenza a due anni dalla diagnosi, un risultato possibile grazie agli sforzi di ricerca coordinati dal dottor Michele Reni, direttore del Programma Strategico Clinico del Pancreas Center dell’Ospedale San Raffale di Milano.

Ogni anno in Italia circa 13.500 persone si ammalano di tumore al pancreas. Sebbene abbia un’incidenza relativamente bassa (appena il 3% di tutti i tumori maligni), la patologia rappresenta la quarta causa di morte per tumore in Italia.

È vero, lo stress fa venire i capelli bianchi

Nesso fra sistema nervoso e staminali che rigenerano i pigmenti

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Non è solo un’impressione, lo stress fa davvero venire i capelli bianchi. Lo conferma una ricerca condotta da Ya-Chieh Hsu dell’Università di Harvard e pubblicata su Nature.

Gli scienziati stavano conducendo uno studio sul dolore su modello murino. Hanno somministrato alle cavie una tossina per indurre il dolore e meno di un mese dopo il pelo degli animali era diventato bianco. A quel punto, hanno iniettato anche un farmaco in grado di inibire la trasmissione alle fibre nervose simpatiche.

Il processo di perdita del colore del pelo è stato bloccato dal trattamento, ha spiegato Thiago Mattar Cunha dell’Università di San Paolo in Brasile.

Più abbracci, meno influenza

Secondo il Ministero della Salute Il picco influenzale arriverà a fine gennaio. Bisogna fare attenzione alle complicanze tra le quali polmonite e bronchite.

Se vuoi evitare di ammalarti proprio in quei giorni, e rischiare di non essere in forma a San Valentino, la Carnegie Mellon Univerisity della Pennsylvania ha trovato il rimedio giusto: più abbracci, meno influenza.
Infatti, contro raffreddore e influenza, gli abbracci sembrano essere la nuova soluzione, secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science. La ricerca ha coinvolto 404 individui a cui è stato chiesto di contare il numero di abbracci ricevuti quotidianamente; in seguito, i soggetti sono stati esposti al virus del raffreddore. Il risultato è stato che chi riceveva meno abbracci era più predisposto ad ammalarsi, mentre chi ne riceveva di più presentava meno rischi di contrarre l’infezione o comunque manifestava sintomi più lievi e meno duraturi.
La ricercatrice Sheldon Cohen, responsabile dello studio, spiega che “è possibile che il contatto fisico e le manifestazioni di affetto siano in grado di stimolare la produzione di molecole che riescono a rafforzare le difese immunitarie e proteggere l’organismo dalle infezioni”. Non ci resta che abbracciarci.