Scoperta una nuova causa di aritmia

Nei pazienti con cardiomiopatia da mutazioni della lamina

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Le mutazioni del gene della Lamina A/C, una proteina fondamentale dell’involucro nucleare della cellula, sono causa di cardiomiopatia, malattia del muscolo cardiaco associata a dilatazione del cuore e alterata funzionalità, e sono associate a disturbi della conduzione, aritmia e morte improvvisa.

“Nel nostro studio abbiamo utilizzato modelli cardiaci ‘in vitro’, generati mediante un processo di ‘riprogrammazione’ di cellule della pelle di pazienti portatori della mutazione K219T in cellule iPSC (dall’inglese Induced Pluripotent Stem Cells – cellule staminali pluripotenti indotte), e il loro successivo differenziamento in cardiomiociti, le cellule del cuore alla base della proprietà contrattile del muscolo cardiaco”, spiega Elisa Di Pasquale, ricercatrice dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e Humanitas.

Il cibo spazzatura causa allergie

Al suo interno composti che ne favoriscono lo sviluppo

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Ai vari danni causati all’organismo si aggiungono ora le allergie. Il responsabile è il cibo spazzatura, come riporta uno studio presentato nel corso del meeting della European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition di Glasgow.

I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli hanno evidenziato come la presenza di alcuni composti chimici – prodotti finali della glicazione avanzata o Age indotta dal consumo di junk food – nell’organismo si associ a una maggior probabilità di allergie nei bambini.

Il team ha analizzato tre gruppi di bambini fra i 6 e i 12 anni, in totale 61 soggetti. Alcuni soffrivano di allergie alimentari, altri di allergie respiratorie e altri ancora erano sani.

La ricerca ha trovato una correlazione significativa fra i livelli sottocutanei dei composti chimici Age e il consumo di cibo spazzatura.

Scoperte nell’ipotalamo le tracce della memoria

I ricordi non sono un’esclusiva dell’ippocampo

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Rappresentazioni di memoria emotiva, o engrammi (cioè tracce di memoria immagazzinate nel cervello) come la paura, sono fondamentali per la sopravvivenza.

Consentono infatti sia agli animali che all’uomo di percepire, valutare e rispondere alle situazioni pericolose in modo appropriato.

È opinione corrente che queste tracce di memoria si formino e si preservino in nuclei cerebrali superiori, mentre oggi prende forma l’ipotesi che nella formazione della memoria siano coinvolte anche strutture ‘antiche’ e altamente conservate nell’evoluzione del cervello, come l’ipotalamo.

Perdere peso per sconfiggere il diabete

Il tipo 2 è reversibile attraverso la dieta

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Un regime alimentare adeguato può far regredire il diabete di tipo 2. La remissione della malattia è infatti legata alla perdita di peso, se si verifica nelle fasi iniziali.

A dimostrarlo è uno studio presentato al congresso dell’Associazione americana di diabetologia (Ada).

Più di un terzo dei pazienti (36%) che hanno partecipato allo studio affrontando un programma di controllo del peso ha beneficiato della remissione della malattia.

“Le persone con diabete 2 possono avere una scelta e la malattia non è una sentenza a vita”, afferma il co-autore della ricerca Roy Taylor, professore di Medicina e metabolismo alla Newcastle University in Gran Bretagna. “Il diabete di tipo 2 è dunque una condizione reversibile e la remissione può essere ottenuta e mantenuta”.

Retinopatia, nuovo collirio ricavato da un batterio

Studio italiano ricava un farmaco da una proteina batterica

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Sfruttare l’Escherichia Coli per mettere a punto un nuovo collirio in grado di ridurre i sintomi della retinopatia. È la conclusione di una ricerca realizzata da scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Università di Bologna.

«La somministrazione locale di un collirio contenente una soluzione con il fattore citotossico necrotizzante 1 (CNF1) di Escherichia Coli ha migliorato le prestazioni visive in un modello animale di retinopatia ipertensiva», afferma Andrea Matteucci, primo autore del lavoro pubblicato su Neuroscience.

CNF1 agisce come antinfiammatorio, modulando l’attività della proteina Rac1 nella retina e migliorando quindi la funzionalità visiva. La proteina Rac1 fa parte delle Rho GTPasi, piccole proteine regolatorie coinvolte in processi infiammatori e nella risposta allo stress ossidativo a livello vascolare.

Nuova tecnica per eliminare il cancro della prostata

Scoperto un modo per uccidere le staminali tumorali

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Uno studio svizzero ha messo a punto un nuovo metodo per l’eliminazione delle cellule staminali tumorali del cancro della prostata.

La ricerca, pubblicata su Cell Metabolism, è firmata da scienziati dello Ior, l’Istituto oncologico di ricerca affiliato all’Università della Svizzera italiana.

I ricercatori hanno individuato un meccanismo che alimenta la continua espansione delle staminali tumorali nel cancro della prostata, legato all’azione dei mitocondri cellulari.

Il blocco del meccanismo porta alla progressiva perdita delle staminali, e di conseguenza a una riduzione di volume del cancro.

Fondamentale è il ruolo della proteina Brd4, che regola l’attività dei geni legandosi alla cromatina, elemento che controlla la sopravvivenza e l’espansione delle cellule staminali tumorali della prostata promuovendo la fissione mitocondriale.

Cancro al pancreas, nuova terapia efficace

Olaparib migliora notevolmente la sopravvivenza

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Il farmaco olaparib si è dimostrato in grado di aumentare in maniera significativa la sopravvivenza nei malati di cancro al pancreas.

Nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/ BRCA2, il medicinale ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia.

A 2 anni dal trattamento, il 22% dei pazienti è libero da progressione della malattia rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo.

Lo dimostra lo studio di fase III POLO, presentato in seduta plenaria al 55mo Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO) e pubblicato sul New England Journal of Medicine.

La ricerca ha coinvolto 154 pazienti già trattati con chemioterapia con platino e senza progressione di malattia.

L’attività fisica accresce le capacità olfattive

Il movimento attiva le cellule staminali neurali

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Nel cervello adulto dei mammiferi esistono aree in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali.

Una di queste è denominata zona sottoventricolare (Svz) e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti. Uno studio condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn) ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Molecular Neurobiology.

“All’interno della Svz, le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Icbn.

Le mutazioni genetiche associate all’autismo

Individuate grazie all’intelligenza artificiale

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Nel Dna spazzatura – quello non codificante proteine – i ricercatori della Princeton University hanno scoperto mutazioni genetiche inedite che potrebbero essere alla base dell’autismo.

La scoperta, pubblicata su Nature Genetics, è firmata da Olga Troyanskaya, che spiega: “La ricerca fornisce un quadro di riferimento che potrebbe essere utilizzato anche per scoprire le cause genetiche di altre malattie”.

Lo stesso approccio potrebbe tornare utile per altre malattie per le quali non sono ancora note le cause genetiche di base.

Gli scienziati hanno analizzato l’intero genoma di 1.790 soggetti autistici, dei loro genitori e fratelli non affetti dalla malattia.

Dall’analisi sono emerse le mutazioni genetiche collegate all’autismo in regioni del genoma che non producono proteine, per questo motivo in passato definite “Dna spazzatura”.

Batteriemia, nuovo esame abbatte i tempi per la diagnosi

Il test ricerca i cinque microrganismi più comuni

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Un nuovo test di laboratorio ha rivelato la propria efficacia nel diagnosticare in minor tempo la presenza di una batteriemia.

Si tratta di T2BacteriaPanel (T2B), test prodotto da Biosystem e approvato dalla Fda americana per la ricerca di cinque microrganismi che comunemente causano batteriemie.

Uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine ha segnalato la riduzione evidente dei tempi necessari per la diagnosi grazie al test.

Il T2Bacteria Panel utilizza campioni di sangue dai quali il DNA associato ai microbi viene amplificato e valutato con una tecnologia di risonanza magnetica. Il test rileva i più comuni organismi “ESKAPE”, ovvero Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa ed Escherichia coli.