Creato il super Dna


Porta l’alfabeto genetico a 8 lettere

Da 4 a 8 lettere. È il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori che ha dato vita a un nuovo Dna sintetico, allargando di fatto l’alfabeto genetico.
Il super Dna è descritto sulle pagine di Science dal team guidato da Shuichi Hoshika.
Secondo la ricerca, i nuovi sistemi di Dna e Rna descritti ampliano l’ambito dei biopolimeri genetici che possono essere utili per future applicazioni biologiche sintetiche.
Il compito biologico di archiviare e replicare le informazioni genetiche è svolto grazie alle combinazioni di 4 coppie di base del Dna.
La ricerca ha dimostrato l’efficacia anche di un Dna sintetico allargato. I ricercatori lo hanno ribattezzato Dna ‘hachimoji’, un sistema genetico di otto (hachi) lettere (moji), atto ad esplorare anche i limiti dello stoccaggio di informazioni molecolari.
Oltre a riprodurre il comportamento di riconoscimento molecolare tipico del Dna …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dna, genetico, rna,

7 motivi per cui dovresti perdere peso in eccesso

Il presupposto fondamentale è che dovresti perdere peso  quando è necessaria per condizioni di sovrappeso o obesità, in tutti gli altri casi è un fattore puramente estetico e quindi personale e soggettivo. Quindi se hai voglia di perdere peso per sentirti meglio allora avere a mente benefici specifici associati alla perdita di peso può aiutarti e motivarti.

1. RIDUCE LE INFIAMMAZIONI Quando nell’organismo si viene a creare una condizione di bilancio energetico positivo, con introito energetico che supera i consumi, si assiste a modificazioni morfologiche e metaboliche a livello del tessuto adiposo, che portano ad una maggior espressione di citochine ad azione proinfiammatoria ed, in particolare, il tessuto adiposo viscerale (il grasso addominale), rispetto al tessuto adiposo sottocutaneo, produce una maggiore quantità di marker infiammatori, che agendo a livello sistemico portano a uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Tale stato infiammatorio sembra contribuire allo sviluppo e progressione di insulino-resistenza e aterosclerosi, con un significativo impatto sull’insorgenza delle patologie cardiovascolari.

2. RIDUCE IL RISCHIO DI CANCRO. L’obesità aumenta il rischio di sviluppare vari tipi di tumori come tumori intestinali, renali pancreatici ecc di circa il 40% rispetto a chi ha un peso nella norma. Con l’eccesso di nutrienti, infatti, si assiste ad un aumentato accumulo di acidi grassi a livello del tessuto adiposo, con modificazioni tissutali inizialmente in senso ipertrofico e consecutivamente iperplastico.

3. RIDUCE IL RISHIO DI INFARTO Il legame tra obesità e malattie cardiovascolari è legato a tutte le conseguenze della sindrome metabolica come ipertensione, ipercolesterolemia e trigliceridi alti e questi sono i fattori di rischio maggiori per l’insorgere dell’infarto. Inoltre più si protrae la condizione di obesità più aumenta il rischio, si parla del 2-4% di rischio in più per ogni anno. Lo hanno scoperto i ricercatori di cinque istituti di ricerca statunitensi, in uno studio durato 25 anni e pubblicato su JAMA.

 

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4. RIDUCE IL RISCHIO DI DIABETE Il sovrappeso cronico e l’obesità in generale sono i fattori principali dell’insorgenza del diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da due alterazioni metaboliche importanti: l’alterata secrezione di insulina e l’insulino-resistenza, cioè l’incapacità dei tessuti periferici ad utilizzarla. Ovviamente quanto più si è in sovrappeso tanto maggiore è la quantità di grasso corporeo ed i fenomeni infiammatori del tessuto adiposo di cui abbiamo parlato prima causano un ostacolo alla normale funzione dell’insulina, interferendo con i suoi recettori e provocando l’aumento della sua produzione e l’innalzamento del livello di glucosio nel sangue.

4. MIGLIORA LA QUALITA’ DEL SONNO Nei soggetti obesi o in sovrappeso si può spesso assistere a fenomeni di russamento abituale che è da considerare come il primo stadio della sindrome da ostruzione delle vie aeree superiori di cui la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno è lo stadio finale. Durante le apnee ostruttive la riduzione di calibro della alte vie aeree è tale da impedire il flusso d’aria. Fattori che favoriscono l’insorgenza del russamento e della sindrome vera e propria sono il sovrappeso/obesità ma anche l’assunzione serale eccessiva di alcool o di carboidrati per un effetto miorilassante. Inoltre in seguito ad una privazione di sonno, è stata riscontrata un’ipersecrezione ipotalamica di orexine, neurotrasmettitori implicati sia nel mantenimento dello stato di veglia ma anche nella regolazione dell’introito di cibo.

5. AUMENTA LA FERTILITA’ La fertilità è da sempre correlata all’obesità in quanto è un fattore di rischio per tutta una serie di patologie ostetrico-ginecologiche. Donne in serio sovrappeso presentano spesso disordini del ciclo mestruale per eccessiva produzione ormonale, oltre che la Sindrome dell’ovaio policistico (anche se non sempre associata ad obesità). Inoltre ll sovrappeso durante la gravidanza aumenta il rischio di presentare diabete gestazionale e preeclampsia (sindrome caratterizzata da alcuni segni clinici come ipertensione proteinuria).

6. MIGLIORA LA QUALITA’ DELLA VITA Un peso adeguato non aumenta solo la quantità di anni che sarai su questa terra, ti rende più capace di goderteli. Questo perché in molti casi l’obesità e tutto ciò che ne consegue non permettono di compiere azioni semplici, come giocare per più di 15 minuti al parco con i propri figli, ed a mio avviso, questa è una delle motivazioni più convincenti.

Hiv, il vaccino Tat sembra efficace

Riduce del 90% il virus latente

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Il vaccino Tat diretto contro l’Hiv sembra in grado di ridurre del 90% il “serbatoio di virus latente”, la parte di virus cioè non aggredibile con le terapie attuali.

Lo dimostra un follow up di 8 anni di uno studio pubblicato su Frontiers in Immunology dalla dott.ssa Barbara Ensoli, direttrice del Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono risultati – afferma Ensoli – che aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In tal modo, si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con HIV, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita, problemi rilevanti soprattutto in bambini e adolescenti.

Depressione, scoperta nuova possibile causa

La carenza di alcuni batteri intestinali potrebbe esserne all’origine

Essere depressi per colpa dell’intestino. È la curiosa conclusione di uno studio del VIB-KU Leuven Center di Lovanio diretto da Jeroen Raes.
Secondo gli scienziati belgi, infatti, la mancanza di una particolare categoria di batteri intestinali faciliterebbe l’insorgenza della depressione.

Nell’intestino dei pazienti affetti da depressione i ricercatori hanno notato una riduzione significativa di batteri Coprococcus e Dialister.

Inoltre, è stata notato che in assenza di specifici batteri si verifica anche la carenza di una sostanza simile alla dopamina, elemento fondamentale per una buona salute mentale.

Alzheimer, la colpa è di un batterio delle gengive?

Ipotesi inedita che punta su un nesso con la gengivite

Una nuova ipotesi getta una luce inquietante sui meccanismi di insorgenza del morbo di Alzheimer. Secondo alcuni studiosi di diversi centri internazionali fra cui l’Università di Louisville, negli Stati Uniti, la malattia neurodegenerativa potrebbe essere scatenata dalla presenza nelle gengive di un batterio, la Porphyriomonas gengivalis, causa frequente appunto di gengiviti croniche.

La premessa d’obbligo è che alcuni autori dello studio fanno parte dell’azienda farmaceutica Cortexyme, che sta sviluppando proprio un farmaco per contrastare l’azione del batterio.

Non è tuttavia la prima volta che gli scienziati avanzano un’ipotesi simile, anche se in passato alcuni studi avevano segnalato la possibile connessione fra l’Alzheimer e alcune infezioni virali.

Pensieri e parole

Un sistema in grado di leggere nel pensiero

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Messo a punto un nuovo sistema in grado di trasformare i pensieri in parole. È lo straordinario risultato di una ricerca pubblicata su Scientific Reports da un team della Columbia University.

Lo strumento basa la propria operatività sull’attivazione cerebrale di determinati parametri. Per dare un senso a tale attivazione, il team guidato da Nima Mesgarani ha sviluppato un vocoder, ovvero un algoritmo in grado di sintetizzare i discorsi.

“È la stessa tecnologia usata da Amazon Echo e Apple Siri che rispondono verbalmente alle nostre domande”, rileva Mesgarani.

Per insegnare al sistema l’interpretazione dell’attività cerebrale, i ricercatori hanno valutato quella dei malati di epilessia mentre ascoltavano voci di diverse persone. Hanno chiesto ai volontari di contare da 0 a 9, registrando i loro segnali cerebrali.

E se le patatine fritte curassero la calvizie?

Studio giapponese segnala l’effetto di una componente chimica

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Le vendite delle patatine fritte, già alte, aumenterebbero ancora di più se l’ipotesi di alcuni ricercatori giapponesi si rivelasse fondata.

Un team della Yokohama National University ha infatti segnalato l’effetto benefico sulla calvizie di un componente chimico utilizzato per la frittura delle patatine. La sostanza è il dimetilpolisilossano, sostanza contenuta nell’olio di frittura che serve a mantenere una corretta stabilità termica e ad evitare il formarsi di schiuma durante la cottura.

Il coordinatore della ricerca, Junji Fukuda, commenta: “Il metodo è molto semplice, è un metodo robusto e promettente. Speriamo che questa tecnica riuscirà a migliorare la terapia rigenerativa dei capelli umani utilizzata per trattare calvizie come l’alopecia androgenetica”.

Beta talassemia, l’efficacia della terapia genica

Studio italiano dimostra efficacia e sicurezza del nuovo approccio

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La terapia genica, soprattutto se somministrata in giovane età, potrebbe costituire una strategia di cura efficace per la beta talassemia, una malattia genetica molto diffusa nell’area mediterranea e che conta oltre 7000 pazienti solo in Italia.

È questo il risultato del primo trial clinico di terapia genica per la beta talassemia realizzato sia in pazienti adulti che pediatrici, frutto di oltre dieci anni di lavoro del gruppo di ricerca di Giuliana Ferrari, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele, all’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano e possibile grazie all’alleanza strategica tra IRCCS Ospedale San Raffaele, Fondazione Telethon e Orchard Therapeutics.

Il dolore da neuropatia si cura mangiando meno

La riduzione calorica allevia il dolore

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Un periodo limitato di dieta a ridotto apporto calorico è in grado di attivare meccanismi anti-infiammatori, riducendo e prevenendo la cronicizzazione del dolore neuropatico.

Ad arrivare a questa conclusione, pubblicata sulla rivista Plos One, un team di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e della Fondazione Santa Lucia (Irccs), in collaborazione con le Università di Chieti e Milano.

Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti ‘Giovani Ricercatori’ presso la Fondazione Santa Lucia, apre la strada a nuove strategie terapeutiche non farmacologiche, in alternativa o in supporto alle cure convenzionali.

Tre marcatori per capire come sta il cuore

Studio italiano rende più facile individuare lo scompenso cardiaco

Una ricerca italiana ha individuato tre marcatori biologici in grado di rendere più agevole la diagnosi di scompenso cardiaco.

Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa insieme con gli studiosi dei più importanti centri di ricerca europei e americani, ed è stato pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.

Lo scompenso cardiaco rappresenta la via finale comune di molte patologie cardiovascolari e una delle principali cause di ricovero e di decesso nel mondo occidentale.