Nuovo bersaglio terapeutico per le malattie da prioni


Descritta la patogenesi delle gravi malattie neurodegenerative

Un nuovo studio della SISSA e dell’Università Vanvitelli approfondisce le dinamiche che inducono le proteine prioniche ad assumere la forma patologica responsabile di gravi malattie neurodegenerative. Le malattie da prioni, come l’encefalopatia bovina spongiforme (“morbo della mucca pazza”), sono patologie infettive neurodegenerative letali che colpiscono esseri umani e altri mammiferi e per cui oggi non esiste una cura. Queste malattie sono causate dall’accumulo di prioni, versioni mal ripiegate di una proteina naturalmente presente nel nostro cervello.
Una nuova ricerca guidata da Giuseppe Legname della SISSA e da Roberto Fattorusso dell’Università Vanvitelli, pubblicata recentemente su Chemical Science, approfondisce il meccanismo molecolare che induce le proteine prioniche ad assumere la forma patologica. Una scoperta che apre la strada a possibili opzioni terapeutiche.
I prioni …  (Continua) leggi la 2° pagina prioni, malattie, terapeutico,

Covid, il vantaggio dell’immunità ibrida


Protezione maggiore per chi si è vaccinato e ha avuto l’infezione

La miglior forma di protezione rispetto a Covid-19 è data dalla vaccinazione seguita dall’infezione, cioè quella che viene chiamata immunità ibrida. Secondo uno studio condotto dal Barcellona Institute for Global e pubblicato su BMC Medicine, il 35,8% delle persone non vaccinate non ha più anticorpi rilevabili a un anno dall’infezione, mentre la stessa cosa avviene solo nel 2,1% delle persone vaccinate e poi contagiate.
La ricerca ha misurato i livelli di anticorpi IgM, IgA e IgG in 1.076 adulti catalani una prima volta tra giugno e novembre 2020 e una seconda volta tra maggio e luglio 2021. “Abbiamo cercato di valutare la sieroprevalenza nelle persone vaccinate e non vaccinate, la durata delle risposte anticorpali indotte dall’infezione e dalla vaccinazione e di identificare i principali determinanti delle risposte anticorpali indotte dalla vaccinazione”, spiegano i ricercatori.
La …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, immunit, vaccinazione,

Sclerosi, l’attività fisica riduce i disturbi dell’umore


Effetto protettivo nei confronti di ansia e depressione

I benefici dell’attività fisica regolare non sono solo legati alla salute del sistema cardiovascolare, ma si estendono anche al sistema nervoso centrale, migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla. Questo meccanismo protettivo sarebbe dovuto all’influenza positiva che l’esercizio fisico ha sul sistema immunitario. È il risultato di una ricerca condotta, su pazienti e su modelli animali, dal Dipartimento di Neurologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l’Università Tor Vergata, l’I.R.C.C.S. San Raffaele e l’I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia, di Roma.
Pubblicato sulla rivista scientifica Neurobiology of Disease, lo studio ha preso in esame 235 pazienti affetti da Sclerosi Multipla, analizzando il loro livello di attività fisica nei sei mesi precedenti la diagnosi. “Sulla base del loro stile di vita – dice Luana Gilio, prima …  (Continua) leggi la 2° pagina sclerosi, ansia, depressione,

Il junk food fa male anche al cervello


Più probabile un processo neurodegenerativo

Se si consumano alimenti spazzatura come merendine, biscotti, patatine e bibite gassate, a risentirne non è solo l’apparato cardiovascolare, ma anche il cervello. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Neurology da un team della Tianjin Medical University.
La ricerca è stata condotta su un gruppo di oltre 72.000 adulti britannici, nessuno dei quali mostrava segni di demenza all’inizio dello studio. I soggetti hanno compilato due questionari con domande relative a ciò che avevano mangiato il giorno prima. L’obiettivo era studiare il consumo di cibi ultraprocessati e metterlo in rapporto con quello di altri alimenti.
I partecipanti sono stati divisi in 4 categorie che corrispondevano ad altrettanti livelli di consumo di junk food, compresi fra il 9 e il 28 per cento del consumo giornaliero. I soggetti sono stati poi seguiti negli anni successivi.
518 persone hanno sviluppato un …  (Continua) leggi la 2° pagina junk, food, cibi, cervello,

Un bambino, tre genitori


La nuova tecnica sembra sicura

È sicura la tecnica che prevede l’utilizzo del Dna di 3 persone per dare vita a un embrione. Lo dicono gli scienziati del Chinese Pla General Hospital di Pechino che hanno pubblicato su Plos Biology un resoconto sugli effetti della nuova procedura.
“La terapia della sostituzione mitocondriale è un campo controverso”, afferma il coautore dello studio Wei Shang, ostetrico e ginecologo del ‘Chinese Pla General Hospital’ di Pechino. “Con la nostra ricerca, speriamo di fornire una base per lo sviluppo della tecnica”.
Il team ha analizzato la sicurezza di uno dei tre principali tipi di terapia sostitutiva mitocondriale, il trattamento del fuso, utilizzato per dar vita al primo bambino con materiale genetico di 3 persone, nato in Messico nel 2016.
In questo metodo, il Dna nucleare dell’ovulo di una donna con mitocondri difettosi viene trasferito a un ovulo prelevato da donatore con …  (Continua) leggi la 2° pagina fecondazione, embrione, Dna,

Nuovo metodo per aumentare il numero di trapianti


Trapianti di cuore più facili grazie a una nuova tecnica

È possibile aumentare il numero dei trapianti di cuore grazie a una nuova tecnica messa a punto da medici australiani. Secondo una ricerca pubblicata su Transplantation, la nuova tecnologia ha aumentato del 25% il numero di trapianti eseguiti nell’Ospedale St Vincent’s e nell’Istituto di ricerca cardiaca Victor Chang di Sydney.
La procedura adottata dai medici australiani si chiama DCD (Donation after circulatory death) ed è stata adottata, oltre che in Australia, anche da diversi centri negli Stati Uniti, in Spagna e in Belgio.
In un campione di 74 trapianti la differenza in termini di sopravvivenza a un anno e a 5 anni fra i trapianti eseguiti con la nuova tecnica e quelli eseguiti con la tecnica tradizionale è stata trascurabile.
Con la tecnica tradizionale i cuori da donare vanno presi da soggetti in stato di morte cerebrale il cui cuore batte ancora, mentre con il metodo DCD la …  (Continua) leggi la 2° pagina cuore, trapianto, donazione,

Lo sport riduce il rischio di cancro al seno


Rischio inferiore del 41 per cento per chi pratica attività fisica

L’attività fisica riduce il rischio di cancro, ormai è cosa nota. Una nuova ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine conferma il dato servendosi della randomizzazione Mendeliana, approccio di ricerca che fornisce evidenze su relazioni causali tra fattori di rischio modificabili e malattie.
L’analisi è stata realizzata su 130.957 donne di origine europea. 69.838 di loro avevano tumori diffusi localmente, quindi invasivi; 6.667 avevano tumori in situ, mentre altre 54.452 non avevano diagnosi di cancro al seno.
Grazie a misurazioni con appositi rilevatori di attività indossati al polso, i ricercatori hanno cercato di individuare potenziali spiegazioni genetiche per la predisposizione generale all’attività fisica, per quella più vigorosa o al contrario alla maggior predisposizione per la sedentarietà.
Gli scienziati hanno quindi categorizzato il rischio a seconda che …  (Continua) leggi la 2° pagina sport, cancro, seno,

Adolescenti tra fumo analogico ed elettronico


I nuovi dati sulle abitudini dei più giovani

ESPAD-European School Survey Project on Alcohol and other Drugs è la più grande ricerca sui comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze illegali tra gli studenti dai 15 ai 16 anni in 35 paesi europei ed è coordinata dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr- Ifc). Con una metodologia standardizzata dal 1999, la survey consente di valutare le variazioni delle abitudini dei ragazzi e ha recentemente suscitato l’interesse del network Global Burden of Disease e della stessa Organizzazione mondiale della sanità.
In relazione alle sigarette tradizionali, il dato registra una tendenza in generale calo tra gli adolescenti, presumibile esito delle politiche di prevenzione e contrasto attuate nella maggioranza dei paesi. Tuttavia, i dati relativi all’utilizzo della sigaretta elettronica mettono in luce uno scenario preoccupante. La …  (Continua) leggi la 2° pagina sigarette, giovani, fumo,

L’inquinamento “soffoca” il cuore


Può causare l’infarto anche in persone sane

L’inquinamento fa ammalare e uccide. Non solo danneggiando i polmoni, ma anche il cuore e senza necessariamente passare per le placche di aterosclerosi. A dimostrarlo sono i cardiologi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica, campus di Roma con uno studio appena presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) che si chiude oggi a Barcellona e pubblicato in contemporanea su JACC, rivista ufficiale dei cardiologi americani (American College of Cardiology). La ricerca, firmata dal dottor Rocco Antonio Montone e dal professor Filippo Crea dimostra per la prima volta che è a rischio infarto da aria inquinata anche chi ha le coronarie (i vasi che nutrono il muscolo cardiaco) apparentemente sane, cioè senza placche di aterosclerosi. Perché l’inquinamento, soprattutto quello da particolato fine (PM2.5) è in grado di provocare uno …  (Continua) leggi la 2° pagina cuore, inquinamento, particolato,

Arriva l’emicrania d’autunno


Il cambio di stagione aumenta i problemi per chi ne soffre

Con il lento scivolare dell’estate e l’avvicinarsi dell’autunno si complicano le cose per chi soffre di emicrania. A suggerirlo è una ricerca pubblicata su Headache da un team dell’Università di Danzica.
In autunno e poi di nuovo in primavera – quindi in corrispondenza coi cambi di stagione – aumenta in maniera esponenziale il numero di ricerche su Internet relative all’emicrania e al mal di testa.
In Europa ci sono 41 milioni di persone che soffrono di emicrania, malattia 3 volte più frequente fra le donne. In Italia i soggetti interessati sono circa 6 milioni, il 12% della popolazione.
Seconda causa di disabilità nel mondo, l’emicrania colpisce soprattutto fra i 35 e i 45 anni, nella fascia d’età più produttiva.
Lo studio polacco ha indagato sul rapporto fra ricerche su Internet e stagionalità della malattia. I ricercatori hanno analizzato 10 anni di dati della piattaforma …  (Continua) leggi la 2° pagina emicrania, cefalea, autunno,