Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Sia che cerchi un personal trainer con cui allenarti in palestra sia che ti affidi ad un esperto online, dovresti informarti bene rispetto ad una persona che avrà degli effetti sulla tua salute. 

Non tutti i personal trainer sono infatti uguali: alcuni sono certificati altri invece semplicemente irresponsabili improvvisatori. Al giorno d’oggi è molto semplice prendere certificazioni o spacciarsi per trainer qualificati online, ma ecco alcuni segnali inconfutabili che indicano che ti trovi davanti un cattivo personal trainer

Iscriviti alla newsletter e ottieni il 15% di sconto sul primo acquisto e la spedizione gratuita

Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Ti prende in giro o ti fa pressione psicologica rispetto ad alcune peculiarità del tuo corpo per motivarsi. Un buon persona trainer dovrebbe motivare in maniera positiva il cliente e non prenderlo in giro, se lo fa di certo non sta lavorando nell’ottica di fornire un buon servizio o miglioramenti al proprio cliente. Cosa fare in questo casa? Molto semplice, abbandonarlo e trovarne uno che ti motivi in maniera costruttiva. Leggi anche Primo giorno di palestra, mi vergogno! 3 modi per superare l’ansia da palestra

Promuove un unica tipologia di allenamento. Ci sono un’infinità di tipologie di allenamento, HIIT, Pilates, Sollevamento olimpico e così via e tutti hanno differenti pro e contro. Il personal trainer che crede che la tipologia di allenamento da lui preferita sia meglio del resto, ha scarsa visione e ancora una volta  poco interesse nel far si che tu raggiunga i tuoi obiettivi. In linea di massima, per raggiungere buoni risultati in termine di salute hai bisogno di allenare vari aspetti come la flessibilità, la coordinazione, l’equilibrio, l’agilità e così via. A seconda dei tuoi obiettivi dovresti valutare una tipologia di allenamento piuttosto che un altra. 

Promuove la perdita di peso prima o in alternativa la costruzione di un buon apparato muscolare. Chi promuove solo la perdita di peso ti sta creando un grave danno. Bruciare solo calorie senza pensare di dover costruire una buona muscolare, così da poter bruciare calorie anche a riposo e attivare il metabolismo, rimane uno degli obiettivi da porsi nell’ambito del proprio programma di allenamento. Se il tuo allenatore ti propone solo perdita di peso tramite allenamento cardio non vuol dire che sia necessariamente un cattivo allenamento, ma potrebbe essere meno efficace. Leggi anche Pesi o Cardio: quale fare prima?

3 Falsi miti sugli addominali a tartaruga a cui non dovresti credere

Si focalizza sull’intensità piuttosto che la forma. Il problema si pone rispetto al fatto di spingere il cliente al limite. Ora, non c’è nulla di sbagliato nel voler dare il massimo, ma se il tutto è a discapito della forma allora c’è qualcosa che non va. La forma dell’esecuzione dell’esercizio è forse l’aspetto più importante, a prescindere dalla tipologia di allenamento che esegui. Se tralasci il modo in cui esegui il movimento, stai pur certa che difficilmente vedrai risultati. La pericolosità di eseguire male i movimenti risiede anche nel fatto che un allenamento fatto in maniera scorretta può avere effetti negativi sulla postura, accentuare i punti di debolezza o predisporti all’infortunio. Quindi se il tuo allenatore cerca farti superare i tuoi limiti senza insegnarti la forma adeguata e il caso di cambiare trainer. Leggi anche Guida completa allo squat il movimento che rende tonica e forte la parte bassa del corpo

Promette risultati veloci. Molte persone si approcciano all’allenamento sperando di poter raggiungere in tempi brevi i risultati sperati. Un buon personal trainer prede la decisione giusta di essere diretto e realista rispetto le aspettative dei propri clienti. Migliorare le proprie capacità fisiche o atletiche richiede tempo, così come la perdita di peso, guadagnare flessibilità ed equilibrio, e se c’è qualcuno che ti dice cose diverse, ti sta fornendo un disservizio.

Acquista su Amazon.it

  • YM Tapis ROULANT Elettrico Pieghevole Bluetooth 1500 W App I FITSHOW SENSORE Cardiaco Cardio 1500 W / (2,5 HP Picco) -11%

    YM Tapis ROULANT Elettrico Pieghevole Bluetooth 1500 W App I FITSHOW SENSORE Cardiaco Cardio 1500 W / (2,5 HP Picco)
    Prezzo: EUR 199,97

    Da: EUR 223,98

  • Diadora Forty Tapis roulant magnetico, monitor LCD, 8 livelli, Nero

    Diadora Forty Tapis roulant magnetico, monitor LCD, 8 livelli, Nero
    Prezzo: EUR 129,00

  • Diadora Star 1000 Tapis Roulant, Nero -41%

    Diadora Star 1000 Tapis Roulant, Nero
    Prezzo: EUR 299,00

    Da: EUR 510,00



L’articolo Personal Trainer: come capisco se è quello giusto? sembra essere il primo su Fit In Hub.

5 modi creativi di fare 10000 passi se fuori piove

I fitness tracker possono essere senz’altro d’aiuto per raggiungere 10.000 passi al giorno. Tuttavia quando non ti muovi abbastanza, non c’è fitness tracker che regga. E quando poi si ci mette anche il mal tempo, la mission sembra ancora più impossible.

La buona notizia è che secondo alcuni esperti 10.000 passi non sarebbero sufficienti per far si che il metabolismo si attivi (Pare ne servano 15.000). Ma non è un buon motivo per desistere, anzi utilizzare un conta passi di certo è una buona strategia per muoversi con regolarità. Non siamo tipe da farci fermare da due gocce d’acqua e temperature sotto lo zero, ed ecco quindi 5 modi creativi con cui puoi raggiungere 10.000 passi anche se il tempo non ti supporta.

Fare avanti e indietro ricoprendo tutto il perimetro di casa perchè manca pochissimo per raggiungere i 10.000 passi giornalieri. Pensare di raggiungere l’obiettivo in un minuscolo appartamento richiede grande creatività. Non preoccuparti nessuno vorrà infilarti una camicia di forza. Scegli velocità e tempo, ma perlustra casa come se stessi seguendo una caccia al tesoro.

Far si che quei piccoli e brevi passi dal divano al frigo, contino. Prova con step laterali, saltelli, gambe alte verso il petto, corsa sul posto, insomma fai si che quei pochi metri contino.

Affrontare i cosiddetti viaggi della speranza impavida sotto qualsiasi tipologia di situazione metereologica. Come quella volta che per raggiungere i 10.000 passi ti sei coperta stile strega di Biancaneve per andare al supermercato e indugiare tra gli scaffali e corridoi a disposizione. Ovvio che il rischio maggiore, è quello di rimanere bloccate nel supermercato causa neve improvvisa.

Decidere di riordinare finalmente la cantina e quindi affrontare la rampa di scale che ti divide dal caos che hai lasciato marcire nella tua stanza del “non piacere”. Attenzione però, ricorda di non dimenticare il tuo conta passi. Se usi semplicemente un app sul telefono, non fare l’errore di dimenticarlo sul divano, altrimenti sarà tutta fatica sprecata.

Calcolare il numero esatto di passi che ti mancano per raggiungere quota 10.000. Diciamocelo, la matematica non piace a molte, ma quando si tratta di raggiungere un obiettivo così importante, diventiamo tutte John Nash. Tra pallottoliere, calcolatrice e lavagna con gessetti, studiamo tutte le combinazioni possibili perchè il nostro fitness tracker segni finalmente quota 10.000. Estenuante no?

Eppure, c’è un lato positivo nel tenere traccia del livello di attività quotidiana c’è: probabilmente ti renderà una persona più attiva. Ed è questo il concetto su cui dovresti concentrarti piuttosto che un numero su un conta passi. La cosa principale  è assicurarsi che qualche forma di esercizio sia parte integrante della tua vita.

Snowboard femminile intervista a Raffaella Brutto

Se è vero che il nuoto è uno sport completo, devi sapere che anche lo snowboard lo è. E a seconda di come ti muovi coinvolge tutti i muscoli del corpo, per capirci è come se facessi un centinaio di squat, situps, pushups, jumping jacks, torsioni e stretching lungo tutto il corso della giornata. Oggi è il turno di una campionessa di snowboard: Raffella Brutto

Data di nascita: 10 gennaio 1988

Luogo di nascita: Genova

Specialità: snowboardcross

Palmares: due podi in Coppa del Mondo

Partecipazioni alle Olimpiadi: Vancouver 2010 e Sochi 2014

Precedenti alle Olimpiadi: sedicesima a Sochi 2014, diciassettesima a Vancouver 2010

Società/gruppo sportivo: Esercito

Obiettivo Olimpiadi Pyeongchang 2018: entrare in semifinale

Raffaella, perché proprio lo Snowboard?
“Devo sfatare una leggenda metropolitana, non ho mai fatto una gara di sci e neppure mai preso una lezione, io in realtà pattinavo. La mia passione per lo Snow nasce quasi per caso attratta dai personaggi un pò atipici che lo praticavano. Ricordo la curiosità e anche un pò la paura quando andavo a sciare con mia madre e lei mi suggeriva di lasciarli passare perché troppo spericolati. Così un giorno ho deciso di provare lo Snowboard ed è stato subito amore. Ero la più piccola e la più coccolata, in quell’ambiente mi sentivo speciale e a mio agio. I miei primi veri “passi” li ho mossi allo Snowboard Club di La Thuile con il quale ho iniziato a gareggiare”. 

Tra le prime donne a buttarsi in questo sport…
“Quando sono entrata in Squadra Nazionale ero l’unica atleta donna, e tutti, compresi gli allenatori, considerandolo uno sport prevalentemente maschile tendevano a tenermi un pò in disparte. Diciamo che ho avuto il merito di tenere duro e di crederci talmente tanto da far ricredere tutti. Se oggi in squadra siamo quattro donne in Coppa del Mondo un pò di merito penso di averlo”. 

Quanto sono duri i vostri allenamenti?
“Noi facciamo una preparazione durante l’estate (da maggio in poi) incentrata sulla forma atletica con un allenamento davvero duro, per poi partire a settembre con un programma sul “campo”, cominciando a lavorare sulla neve. Cosi per tutta la mattina per poi dedicarci ad un richiamo di preparazione atletica durante il pomeriggio”. 

Obiettivi personali imminenti?
Quest’anno saremo impegnati nei Mondiali ed è questo il principale obiettivo anche perché ho accarezzato il sogno da vicino senza realizzarlo, ho sfiorato il podio per un soffio, e quello che sembrava un ottimo traguardo è diventato poi, con il passare del tempo, il più grande rimpianto. Spero quindi di rifarmi in questo senso già il prossimo anno”. 

Quali caratteristiche sono necessarie per cimentarsi in questo sport?
“Questo è uno sport che richiede tanta determinazione, tanto coraggio e fisicamente una buona preparazione fisica”. 

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Quando dici al tuo preparatore “sono un po’ stanca” ecco cosa esce!!! A parte le battute, lui è @fedecolli79 il mio preparatore da 3 anni! Colui che mi dice giorno per giorno cosa fare! A lui vanno meriti e colpe della mia preparazione fisica 😂 Speriamo siano più meriti!! 😂😂😂 #trainingporn @centrosportivoesercito

Un post condiviso da Raffaella Brutto (@raffaellabrutto) in data:


Dietro la tuta e i successi sulla neve c’è però una donna… fidanzata o single?
“Fidanzata da nove anni anche se il mio compagno non ama comparire ed è rimasto fin qui piuttosto nell’ombra. Capita spesso infatti di ricevere messaggi sui social… ma io sono felicemente fidanzata”. 

Per una vacanza… mare o montagna?

“Amo entrambe le mete anche se la mia vacanza preferita è quella che prevede la scoperta delle città: la capitale europea, la grande metropoli ecc. Poi da buona sportiva amo anche associare alla vacanza l’attività fisica, mi piace quindi provare a praticare altre discipline. In occasione dell’ultima vacanza mi sono divertita, ad esempio, a fare surf”. 

Come ti rilassi dopo giornate di duro allenamento?
“Capitano giornate di grande carico lavorativo nelle quali prediligo il dolce far niente per la troppa stanchezza, però devo dire che mi rilassa molto cucinare, sperimentare nuove ricette e giocare di fantasia creando nuovi piatti, possibilmente light per la mia dieta da sportiva”. 

Un tuo pregio e un tuo difetto…
“Il mio pregio indiscusso è la positività… cerco di cogliere sempre il lato migliore delle cose, di sorridere sempre e di affrontare tutto con il giusto piglio. La mia pecca invece è il costante disordine. Sono estremamente disordinata”. 

Ami e segui altri sport? Squadra del cuore?
“Non seguo tanto il calcio ma diciamo che tifo per la Samp, una simpatia nata tra i banchi di scuola a Nervi. Poi, a parte gli sport invernali, diciamo che mi piace seguire il tennis”. 

Sei un’attenta modaiola?
“A dire il vero no. Faccio molto di testa mia, preferisco personalizzare il mio modo di vestire. L’importante che sia tutto tanto colorato… meglio se fucsia, colore che mi rappresenta in pieno”. 

Diagnosi di celiachia dall’esame del sangue

L’esame potrebbe scongiurare la gastroduodenoscopia

Intolleranze_8967.jpg

Novità in tema di celiachia. Uno studio americano della Mayo Clinic, di recente pubblicato sulla rivista Gastroenterology, suggerisce che un nuovo esame del sangue potrebbe sostituire in futuro la gastroduodenoscopia con biopsia dei villi duodenali per far diagnosi di celiachia e per confermare la guarigione della mucosa intestinale dopo introduzione di una dieta priva di glutine.

La malattia celiaca è una malattia autoimmune multi-organo scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Attualmente, la diagnosi nell’adulto richiede un prelievo di sangue per la valutazione di anticorpi specifici per la malattia celiaca (anticorpi anti-transglutaminasi IgA e anticorpi anti-endomisio) associata all’esecuzione di una esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS) con biopsie effettuate a livello della seconda porzione del duodeno.

10 cose da sapere prima di intraprendere un cambio vita che include l’allenamento

Da fuori sembra tutto così semplice e privo di ogni tipo di sforzo, ma in realtà trovare il proprio equilibrio, cambiare vita e dirigersi verso una quotidianità fatta di allenamento e scelte alimentari corrette ed equilibrate, è tutt’altro che semplice.

Puoi inoltre attraversare periodi in cui ti senti persa, visto che ogni giorno sembra uscirne una rispetto al miglior modo per cambiare vita e vivere in maniera sana. La verità è che il percorso è richiede una serie di tentativi e anche errori, per arrivare a trovare quello che che più funziona per te come individuo.

Ecco quindi 10 cose da tenere in mente prima di intraprendere un cambio vita che include l’allenamento

Non siamo tutti uguali e quello che funziona per un altro potrebbe non funzionare per te, e va bene così. Il tuo corpo non sarà mai uguale a quello di qualcun altro. La propria individualità è un qualcosa da proteggere non da biasimare. Trova il workout che fa per te e che ti diverta eseguire, e cerca di non essere troppo dura con te stessa

Prenditi dei giorni di pausa. In questa maniera imparerai a prenderti cura di te e a dare importanza ai momenti di relax. Inizierai a vedere questi momenti come un rituale che include tante piccole pratiche che ti fanno stare bene con te stessa, non come un momenti di grande egocentrismo.

Lo “stare bene” ha a che fare con l’interiorità. Allenarsi e stare a dieta sembra essere una sorta di mantra per stare bene, ma se la fai diventare un’ossessione non ti rendi conto che l’allenamento e la corretta alimentazione di cui hai bisogno, hanno l’obiettivo di farti sentire bene e non di stressarti.

Nuova tecnica chirurgica per gli aneurismi dell’aorta

Presentato nuovo approccio per gli aneurismi dell’arco aortico

Varie_287.jpg

Nuova tecnica per il trattamento degli aneurismi complessi dell’arco aortico. L’ha presentata il professor Alessandro Castiglioni, primario di Cardiochirurgia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele in occasione del 32esimo incontro annuale dell’EACTS – European Association for Cardio-Thoracic Surgery, che si è svolto a Milano.

L’aneurisma è la dilatazione progressiva di un tratto di un’arteria causata da un’alterazione delle sue pareti. Tra i fattori di rischio principali ci sono ipertensione arteriosa, età, familiarità, ipercolesterolemia, diabete, fumo. Nei casi più seri si può assistere a una gravissima complicanza del quadro che prende il nome di dissezione aortica e che richiede un tempestivo e immediato intervento cardiochirurgico di sostituzione dell’aorta ascendente.

Diabete, la cura con sulfanilurea è rischiosa

Il passaggio da metformina richiede attenzione

Diabete_8245.jpg

Per il malato di diabete di tipo 2, il passaggio da metformina a sulfanilurea è delicato. Secondo uno studio apparso sul British Medical Journal, il passaggio al nuovo farmaco può aumentare il rischio di eventi avversi.

«I pazienti che hanno assunto sulfaniluree come terapia di seconda linea hanno mostrato un aumentato rischio di infarto miocardico, di mortalità da tutte le cause, e di ipoglicemia grave rispetto a quelli rimasti in monoterapia con metformina, anche quando questo è avvenuto a dispetto di un controllo glicemico subottimale. Le associazioni con infarto miocardico e mortalità sono state maggiori con il passaggio dalla metformina alle sulfaniluree, rispetto all’aggiunta delle sulfaniluree alla metformina», spiega il coordinatore della ricerca Antonios Douros della McGill University di Montreal.

Tumore al polmone, il ruolo della proteina hMena

In un caso favorisce, nell’altro inibisce la progressione del cancro

Tumore al polmone_14244.jpg

Nel tumore del polmone la proteina hMENA può esistere in due varianti: una svolge un’azione anti-invasiva, l’altra al contrario favorisce la progressione del tumore. In questo secondo caso la chirurgia può non essere risolutiva e la cura richiede nuovi trattamenti per limitare la diffusione delle metastasi.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Oncogene a firma di Francesca Di Modugno e del team di ricerca coordinato da Paola Nisticò della Unità di Immunologia dei Tumori e Immunoterapia dell’Istituto Regina Elena. I ricercatori hanno individuato un meccanismo con cui due varianti di hMENA svolgono rispettivamente un’azione anti-invasiva e una invece pro-invasiva in cellule tumorali del polmone.

La mano robotica che si muove come quella vera

Progettata in Italia la nuova protesi che non richiede bisturi

Handicap_5110.jpg

Una mano robotica che ha le parvenze e i movimenti di una mano naturale. È il risultato del lavoro dei professionisti del Rehab Technologies Lab, laboratorio nato dalla collaborazione fra Inail e Istituto italiano di tecnologia.

Il nuovo dispositivo non ha bisogno dell’intervento di un bisturi per essere impiantato ed è molto più economico di quelli attualmente in circolazione.

La mano è stata chiamata “Hannes” in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del Centro protesi dell’Inail di Budrio (Bologna) e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli.

La protesi è stata progettata in maniera che “conformazione e qualità dei movimenti siano il più possibile equiparati a quelli di una mano naturale e che le persone percepiscano la protesi non come un elemento estraneo, ma come una parte di sé”.

CardioInsight, il giubbotto che scopre le aritmie

Sistema di mappaggio non invasivo 3D del cuore

Varie_14210.jpg

Sembra fantascienza, invece è realtà. Si tratta di CardioInsight di Medtronic, il nuovo sistema totalmente non invasivo per la diagnosi dei ritmi cardiaci irregolari (aritmie), da oggi disponibile anche in Italia.

Un giubbotto dotato di 252 sensori che, indossato dal paziente, è in grado di fornire una mappatura 3D del cuore in tempo reale, anche con un singolo battito.

Importante rivoluzione nell’ambito della diagnostica cardio-vascolare, il dispositivo – primo sistema di mappaggio elettro-anatomico non invasivo del cuore, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) americana – è stato presentato a Bologna in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC).