Rassodare il corpo con 5 esercizi e renderlo asciutto e snello

Rassodare! è l’imperativo categorico di quasi la maggior parte di chi ci legge. Tra dimagrire e rassodare la maggior parte di voi ha come obiettivo quello di rendere tonico e scolpito il proprio corpo.

Ecco quindi i 5 migliori esercizi per rassodare il corpo e renderlo tonico e scolpito.

Deadlift o Stacco

Disegnare i glutei con il deadlift o stacco

Devi sapere che:

  • E’ forse l’esercizio che più di tutti ti permette di disegnare il lato b.
  • Si consigliano 3 set da 8-12 ripetizioni
  • Devi diminuire le ripetizioni all’aumentare del peso

Sled pulls

Devi sapere che:

  • Poco praticato nelle palestre italiane (anche perchè richiede spazio per essere eseguito) ha enormi benefici anche quando devi recuperare da un infortunio.
  • Si consigliano 4 set da 4 ripetizioni
  • Se non hai spazio sufficiente per eseguirlo prova ad utilizzare un tapis roulant spento poggiando le mani sulla barra davanti a te, e azionandolo con la forza delle gambe. In molte palestre storceranno il naso, ma non preoccupatevi perchè il tappeto non subirà danni.

Boxing

Devi sapere che:

  • Allenarsi con la Boxe o inserire movimenti presi da questo sporti, ti permette di lavorare sulla ricomposizione corporea, ovvero il bilanciamento massa grassa massa magra, perchè mescola movimenti che aiutano la crescita muscolare ad un allenamento di tipo cardio per bruciare più calorie.
  • Si consigliano: 30 secondi jabs, 30 secondi cross, 30 secondi jab – cross con 30 secondi di pausa. Esegui il movimento per 4 round.

Squat bulgari

Devi sapere che:

  • Lo squat bulgaro ti permette di aumentare la massa magra più velocemente, di ridurre i disequilibri muscolari (visto e considerato che lo esegui ad una gamba) e ti permette di aumentare la flessibilità e di conseguenza di ridurre gli infortuni
  • Si consigliano: 30 secondi jabs, 30 secondi cross, 30 secondi jab – cross con 30 secondi di pausa. Esegui il movimento per 4 round.
  • 3 set da 15 ripetizioni

Corsa zavorrata

Devi sapere che:

  • La corsa zavorrata, rappresenta una variazione alla classica corsa di enorme valore in quanto il corpo si abitua rapidamente ad un regime di allenamento e aggiungere peso permette di dare una scossa al sistema.
  • 5 set 400 mt

Motivazione per allenarsi : 8 cose che dovresti saper fare entro la fine di quest’anno

Iniziare un percorso senza obiettivi fitness e motivazione per allenarsi, ti fa partire già con il piede sbagliato. Onde evitare la noia che dopo un po’ sopraggiunge nelle tue sessioni in palestra, prova a raggiungere uno degli obiettivi elencati qui sotto.

Non solo metterai alla prova il tuo corpo, ma avrai una motivazione in più per essere costante nel tuo allenamento e allenare diverse skill come forza, flessibilità e così via.

Poniti come obiettivo quello di eseguire i Push up

Come ben sai l’allenamento  completo della parte superiore del corpo per le donne non è un obiettivo semplice da raggiungere. I benefici però di un esercizio come i push up sono innumerevoli tra cui la caduta verso il basso del seno, in quanto allenamento principalmente il petto.

Corri una 10 Km

Correre una 10km non è esattamente come correre una maratona, non richiede lo stesso impegno e costanza negli allenamenti, ma ti permette di  raggiungere un elevato livello di soddisfazione e benefici sia fisici che psichici. Tra i benefici fisici ricordiamo la perdita di peso e il miglioramento dell’attività cardiovascolare.

Pratica yoga e diventa una pro in almeno 3 pose

Lo yoga è una di quelle attività no excuses. Certo è che per iniziare dovresti affidarti ad un esperto, ma una volta avviata verso la disciplina puoi praticarlo praticamente ovunque. I benefici? Innumerevoli tra cui miglioramento della postura e rilascio di stress.

Aggiungi sprint come attività ad alta intensità

Gli sprint sono un vero toccasana quando si tratta di uccidere la noia e il plus viene dal fatto che praticarli permette di tonificare i glutei e bruciare calorie. Aggiungi una o due sessioni alla tua routine di allenamento.

Esegui esercizi pliometrici

Prova a diventare esperta di jump box.

Impara a nuotare

Come dicono tutti i dottori “ il nuoto è uno sport completo” e di fatto lo è. I suoi benefici variano dall’impatto positivo sulla percentuale di massa grassa nel corpo, alla regolazione dei livelli di insulina, per finire con il miglioramento generale delle condizioni di salute. Se non sei proprio propensa a praticare il nuoto, puoi sempre sopperire con altre attività in acqua.

Cerca di eseguire almeno 5 pull up

Al pari dei push up, anche I pull up coinvolgono i muscoli della parte alta del corpo, e molte donne non sono in grado di eseguire nemmeno un pull up. Ora, l’importanza dell’esercizio riguarda il fatto che eseguire movimenti di tirata piuttosto che spinta ti permette di rinforzare le spalle ad esempio, correggere disequilibri muscolari e rendere più definiti i muscoli della schiena.

Mantieni la posizione di plank per un minuto

I plank richiedono una forza nella parte centrale del corpo e stabilità nelle spalle come pochi altri esercizi. Inizia il tuo percorso verso il minuto, iniziando l’allenamento con 15 secondi, aggiungendo 10 secondi alla volta.

Arriva a sollevare il tuo peso con i carichi in palestra

Roba da bodybuilder professionisti! Tutto quello di cui hai bisogno è un piano a cui attenerti. Inizia con il saper come eseguire correttamente esercizi come gli squat, gli stacchi, il vogatore, lo shoulder press e il bench press.

Vado in palestra ma non vedo i risultati. Perchè?

Ti auguriamo di non averlo mai detto, ma se la frase “vado in palestra ma non vedo i risultati” la ripeti più spesso di quanto tu non vada ad allenarti, c’è sicuramente qualcosa da approfondire.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi reagisce in maniera diversa ad allenamento, alimentazione e stile di vita, ci sono alcune abitudini che finiscono per sabotare i tuoi progressi in palestra.

Vado in palestra ma non vedo i risultati. Perchè?

Conti le calorie o utilizzi un app per tracciarle. L’idea può essere utile in una prima fase per rendersi conto a livello generale di come realmente ci si alimenta. Tuttavia molte app presentano un numero infinito di voci simili con valori nutrizionali diversi, per tanto non si sa a cosa dar credito. La soluzione a tutto questo è mangiare e nutrire il proprio corpo con consapevolezza. Limita al minimo necessario i pasti eccessivamente elaborati, e fai il pieno di verdure. Non mangiare tanto da farti scoppiare lo stomaco, fermati prima di sentire quella sensazione che ti lascia senza respiro. Bevi acqua. Non cercare scorciatoie, una volta che hai imparato cosa vuol dire mangiare bene fai la scelta giusta, mangia con consapevolezza.

Ti affidi troppo al conteggio di calorie bruciate inseguito alle attività fisiche svolte. Una delle problematiche relative alla tecnologia che traccia il dispendio di energia durante l’attività fisica, c’è senz’altro la scarsa accuratezza del tracciamento. Provate a misurare con un contapassi l’attività svolta durante l’allenamento ad intervalli piuttosto che l’attività in sala pesi. Di certo non otterrete il risultato preciso di quanto avete bruciato. Inoltre focalizzarsi troppo sui numeri può essere mentalmente stressante. L’unica cosa da fare realmente è allenarsi e in generale cercare di essere attivi nell’arco di tutta la giornata, le piccole cose spesso fanno la differenza.

Ti lasci ossessionare dalla bilancia. Qual è il senso di pesarsi ogni singolo giorno? Non crediamo nei risultati raggiunti nel brevissimo termine e soprattutto il peso è soggetto a varie oscillazioni. La bilancia dunque non ti dice nulla su quanto sia allenata o quanto tu sia realmente in salute. Un numero non va poi tanto in profondità. Per cui se sei nella situazione di chi si pesa e ripesa, costantemente, ti consigliamo di smetterla. Molte persone ne traggono enormi benefici anche mentali che poi si riflettono in un miglioramento nei progressi.

Ti alleni troppo. Sapevi che come nella vita anche nell’allenamento “il troppo, stroppia”? Se hai già dedicato 8 ore settimanali all’allenamento o se pensi di trascorrere l’intera settimana ad allenarti, è molto facile tu vada in sovrallenamento. La prima cosa da verificare è la gestione dell’allenamento nel corso della settimana ovvero quante volte esegui allenamento ad alta intensità piuttosto che l’allenamento della forza. Ricordati che quest’ultimo è ciò che veramente ti può aiutare ad attivare il metabolismo. Il secondo elemento da tenere in considerazione è la durata del tuo allenamento. Insomma strutturare un piano di allenamento richiede dello studio: sia che si tratti dell’intensità, tipologia di allenamento o durata, dovresti trovare l’equilibrio che ti permette di vedere risultati.

Una dieta troppo restrittiva. Mangiare troppo poco potrebbe essere uno di quegli elementi che sabotano il progredire ed il raggiungere i tuoi obiettivi. Una riduzione drastica nelle calorie, è più facile diventi grasso in eccesso ostinato da mandare via. La soluzione? Fare le cose con consapevolezza.

Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Sia che cerchi un personal trainer con cui allenarti in palestra sia che ti affidi ad un esperto online, dovresti informarti bene rispetto ad una persona che avrà degli effetti sulla tua salute. 

Non tutti i personal trainer sono infatti uguali: alcuni sono certificati altri invece semplicemente irresponsabili improvvisatori. Al giorno d’oggi è molto semplice prendere certificazioni o spacciarsi per trainer qualificati online, ma ecco alcuni segnali inconfutabili che indicano che ti trovi davanti un cattivo personal trainer

Personal Trainer: come capisco se è quello giusto?

Ti prende in giro o ti fa pressione psicologica rispetto ad alcune peculiarità del tuo corpo per motivarsi. Un buon persona trainer dovrebbe motivare in maniera positiva il cliente e non prenderlo in giro, se lo fa di certo non sta lavorando nell’ottica di fornire un buon servizio o miglioramenti al proprio cliente. Cosa fare in questo casa? Molto semplice, abbandonarlo e trovarne uno che ti motivi in maniera costruttiva.

Promuove un unica tipologia di allenamento. Ci sono un’infinità di tipologie di allenamento, HIIT, Pilates, Sollevamento olimpico e così via e tutti hanno differenti pro e contro. Il personal trainer che crede che la tipologia di allenamento da lui preferita sia meglio del resto, ha scarsa visione e ancora una volta  poco interesse nel far si che tu raggiunga i tuoi obiettivi. In linea di massima, per raggiungere buoni risultati in termine di salute hai bisogno di allenare vari aspetti come la flessibilità, la coordinazione, l’equilibrio, l’agilità e così via. A seconda dei tuoi obiettivi dovresti valutare una tipologia di allenamento piuttosto che un altra. 

Promuove la perdita di peso prima o in alternativa la costruzione di un buon apparato muscolare. Chi promuove solo la perdita di peso ti sta creando un grave danno. Bruciare solo calorie senza pensare di dover costruire una buona muscolare, così da poter bruciare calorie anche a riposo e attivare il metabolismo, rimane uno degli obiettivi da porsi nell’ambito del proprio programma di allenamento. Se il tuo allenatore ti propone solo perdita di peso tramite allenamento cardio non vuol dire che sia necessariamente un cattivo allenamento, ma potrebbe essere meno efficace.

Si focalizza sull’intensità piuttosto che la forma. Il problema si pone rispetto al fatto di spingere il cliente al limite. Ora, non c’è nulla di sbagliato nel voler dare il massimo, ma se il tutto è a discapito della forma allora c’è qualcosa che non va. La forma dell’esecuzione dell’esercizio è forse l’aspetto più importante, a prescindere dalla tipologia di allenamento che esegui. Se tralasci il modo in cui esegui il movimento, stai pur certa che difficilmente vedrai risultati. La pericolosità di eseguire male i movimenti risiede anche nel fatto che un allenamento fatto in maniera scorretta può avere effetti negativi sulla postura, accentuare i punti di debolezza o predisporti all’infortunio. Quindi se il tuo allenatore cerca farti superare i tuoi limiti senza insegnarti la forma adeguata e il caso di cambiare trainer.

Promette risultati veloci. Molte persone si approcciano all’allenamento sperando di poter raggiungere in tempi brevi i risultati sperati. Un buon personal trainer prede la decisione giusta di essere diretto e realista rispetto le aspettative dei propri clienti. Migliorare le proprie capacità fisiche o atletiche richiede tempo, così come la perdita di peso, guadagnare flessibilità ed equilibrio, e se c’è qualcuno che ti dice cose diverse, ti sta fornendo un disservizio.

5 modi creativi di fare 10000 passi se fuori piove

I fitness tracker possono essere senz’altro d’aiuto per raggiungere 10.000 passi al giorno. Tuttavia quando non ti muovi abbastanza, non c’è fitness tracker che regga. E quando poi si ci mette anche il mal tempo, la mission sembra ancora più impossible.

La buona notizia è che secondo alcuni esperti 10.000 passi non sarebbero sufficienti per far si che il metabolismo si attivi (Pare ne servano 15.000). Ma non è un buon motivo per desistere, anzi utilizzare un conta passi di certo è una buona strategia per muoversi con regolarità. Non siamo tipe da farci fermare da due gocce d’acqua e temperature sotto lo zero, ed ecco quindi 5 modi creativi con cui puoi raggiungere 10.000 passi anche se il tempo non ti supporta.

Fare avanti e indietro ricoprendo tutto il perimetro di casa perchè manca pochissimo per raggiungere i 10.000 passi giornalieri. Pensare di raggiungere l’obiettivo in un minuscolo appartamento richiede grande creatività. Non preoccuparti nessuno vorrà infilarti una camicia di forza. Scegli velocità e tempo, ma perlustra casa come se stessi seguendo una caccia al tesoro.

Far si che quei piccoli e brevi passi dal divano al frigo, contino. Prova con step laterali, saltelli, gambe alte verso il petto, corsa sul posto, insomma fai si che quei pochi metri contino.

Affrontare i cosiddetti viaggi della speranza impavida sotto qualsiasi tipologia di situazione metereologica. Come quella volta che per raggiungere i 10.000 passi ti sei coperta stile strega di Biancaneve per andare al supermercato e indugiare tra gli scaffali e corridoi a disposizione. Ovvio che il rischio maggiore, è quello di rimanere bloccate nel supermercato causa neve improvvisa.

Decidere di riordinare finalmente la cantina e quindi affrontare la rampa di scale che ti divide dal caos che hai lasciato marcire nella tua stanza del “non piacere”. Attenzione però, ricorda di non dimenticare il tuo conta passi. Se usi semplicemente un app sul telefono, non fare l’errore di dimenticarlo sul divano, altrimenti sarà tutta fatica sprecata.

Calcolare il numero esatto di passi che ti mancano per raggiungere quota 10.000. Diciamocelo, la matematica non piace a molte, ma quando si tratta di raggiungere un obiettivo così importante, diventiamo tutte John Nash. Tra pallottoliere, calcolatrice e lavagna con gessetti, studiamo tutte le combinazioni possibili perchè il nostro fitness tracker segni finalmente quota 10.000. Estenuante no?

Eppure, c’è un lato positivo nel tenere traccia del livello di attività quotidiana c’è: probabilmente ti renderà una persona più attiva. Ed è questo il concetto su cui dovresti concentrarti piuttosto che un numero su un conta passi. La cosa principale  è assicurarsi che qualche forma di esercizio sia parte integrante della tua vita.

Snowboard femminile intervista a Raffaella Brutto

Se è vero che il nuoto è uno sport completo, devi sapere che anche lo snowboard lo è. E a seconda di come ti muovi coinvolge tutti i muscoli del corpo, per capirci è come se facessi un centinaio di squat, situps, pushups, jumping jacks, torsioni e stretching lungo tutto il corso della giornata. Oggi è il turno di una campionessa di snowboard: Raffella Brutto

Data di nascita: 10 gennaio 1988

Luogo di nascita: Genova

Specialità: snowboardcross

Palmares: due podi in Coppa del Mondo

Partecipazioni alle Olimpiadi: Vancouver 2010 e Sochi 2014

Precedenti alle Olimpiadi: sedicesima a Sochi 2014, diciassettesima a Vancouver 2010

Società/gruppo sportivo: Esercito

Obiettivo Olimpiadi Pyeongchang 2018: entrare in semifinale

Raffaella, perché proprio lo Snowboard?
“Devo sfatare una leggenda metropolitana, non ho mai fatto una gara di sci e neppure mai preso una lezione, io in realtà pattinavo. La mia passione per lo Snow nasce quasi per caso attratta dai personaggi un pò atipici che lo praticavano. Ricordo la curiosità e anche un pò la paura quando andavo a sciare con mia madre e lei mi suggeriva di lasciarli passare perché troppo spericolati. Così un giorno ho deciso di provare lo Snowboard ed è stato subito amore. Ero la più piccola e la più coccolata, in quell’ambiente mi sentivo speciale e a mio agio. I miei primi veri “passi” li ho mossi allo Snowboard Club di La Thuile con il quale ho iniziato a gareggiare”. 

Tra le prime donne a buttarsi in questo sport…
“Quando sono entrata in Squadra Nazionale ero l’unica atleta donna, e tutti, compresi gli allenatori, considerandolo uno sport prevalentemente maschile tendevano a tenermi un pò in disparte. Diciamo che ho avuto il merito di tenere duro e di crederci talmente tanto da far ricredere tutti. Se oggi in squadra siamo quattro donne in Coppa del Mondo un pò di merito penso di averlo”. 

Quanto sono duri i vostri allenamenti?
“Noi facciamo una preparazione durante l’estate (da maggio in poi) incentrata sulla forma atletica con un allenamento davvero duro, per poi partire a settembre con un programma sul “campo”, cominciando a lavorare sulla neve. Cosi per tutta la mattina per poi dedicarci ad un richiamo di preparazione atletica durante il pomeriggio”. 

Obiettivi personali imminenti?
Quest’anno saremo impegnati nei Mondiali ed è questo il principale obiettivo anche perché ho accarezzato il sogno da vicino senza realizzarlo, ho sfiorato il podio per un soffio, e quello che sembrava un ottimo traguardo è diventato poi, con il passare del tempo, il più grande rimpianto. Spero quindi di rifarmi in questo senso già il prossimo anno”. 

Quali caratteristiche sono necessarie per cimentarsi in questo sport?
“Questo è uno sport che richiede tanta determinazione, tanto coraggio e fisicamente una buona preparazione fisica”. 

 

 

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Quando dici al tuo preparatore “sono un po’ stanca” ecco cosa esce!!! A parte le battute, lui è @fedecolli79 il mio preparatore da 3 anni! Colui che mi dice giorno per giorno cosa fare! A lui vanno meriti e colpe della mia preparazione fisica 😂 Speriamo siano più meriti!! 😂😂😂 #trainingporn @centrosportivoesercito

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Dietro la tuta e i successi sulla neve c’è però una donna… fidanzata o single?
“Fidanzata da nove anni anche se il mio compagno non ama comparire ed è rimasto fin qui piuttosto nell’ombra. Capita spesso infatti di ricevere messaggi sui social… ma io sono felicemente fidanzata”. 

Per una vacanza… mare o montagna?

“Amo entrambe le mete anche se la mia vacanza preferita è quella che prevede la scoperta delle città: la capitale europea, la grande metropoli ecc. Poi da buona sportiva amo anche associare alla vacanza l’attività fisica, mi piace quindi provare a praticare altre discipline. In occasione dell’ultima vacanza mi sono divertita, ad esempio, a fare surf”. 

Come ti rilassi dopo giornate di duro allenamento?
“Capitano giornate di grande carico lavorativo nelle quali prediligo il dolce far niente per la troppa stanchezza, però devo dire che mi rilassa molto cucinare, sperimentare nuove ricette e giocare di fantasia creando nuovi piatti, possibilmente light per la mia dieta da sportiva”. 

Un tuo pregio e un tuo difetto…
“Il mio pregio indiscusso è la positività… cerco di cogliere sempre il lato migliore delle cose, di sorridere sempre e di affrontare tutto con il giusto piglio. La mia pecca invece è il costante disordine. Sono estremamente disordinata”. 

Ami e segui altri sport? Squadra del cuore?
“Non seguo tanto il calcio ma diciamo che tifo per la Samp, una simpatia nata tra i banchi di scuola a Nervi. Poi, a parte gli sport invernali, diciamo che mi piace seguire il tennis”. 

Sei un’attenta modaiola?
“A dire il vero no. Faccio molto di testa mia, preferisco personalizzare il mio modo di vestire. L’importante che sia tutto tanto colorato… meglio se fucsia, colore che mi rappresenta in pieno”. 

Diagnosi di celiachia dall’esame del sangue

L’esame potrebbe scongiurare la gastroduodenoscopia

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Novità in tema di celiachia. Uno studio americano della Mayo Clinic, di recente pubblicato sulla rivista Gastroenterology, suggerisce che un nuovo esame del sangue potrebbe sostituire in futuro la gastroduodenoscopia con biopsia dei villi duodenali per far diagnosi di celiachia e per confermare la guarigione della mucosa intestinale dopo introduzione di una dieta priva di glutine.

La malattia celiaca è una malattia autoimmune multi-organo scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Attualmente, la diagnosi nell’adulto richiede un prelievo di sangue per la valutazione di anticorpi specifici per la malattia celiaca (anticorpi anti-transglutaminasi IgA e anticorpi anti-endomisio) associata all’esecuzione di una esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS) con biopsie effettuate a livello della seconda porzione del duodeno.

10 cose da sapere prima di intraprendere un cambio vita che include l’allenamento

Da fuori sembra tutto così semplice e privo di ogni tipo di sforzo, ma in realtà trovare il proprio equilibrio, cambiare vita e dirigersi verso una quotidianità fatta di allenamento e scelte alimentari corrette ed equilibrate, è tutt’altro che semplice.

Puoi inoltre attraversare periodi in cui ti senti persa, visto che ogni giorno sembra uscirne una rispetto al miglior modo per cambiare vita e vivere in maniera sana. La verità è che il percorso è richiede una serie di tentativi e anche errori, per arrivare a trovare quello che che più funziona per te come individuo.

Ecco quindi 10 cose da tenere in mente prima di intraprendere un cambio vita che include l’allenamento

Non siamo tutti uguali e quello che funziona per un altro potrebbe non funzionare per te, e va bene così. Il tuo corpo non sarà mai uguale a quello di qualcun altro. La propria individualità è un qualcosa da proteggere non da biasimare. Trova il workout che fa per te e che ti diverta eseguire, e cerca di non essere troppo dura con te stessa

Prenditi dei giorni di pausa. In questa maniera imparerai a prenderti cura di te e a dare importanza ai momenti di relax. Inizierai a vedere questi momenti come un rituale che include tante piccole pratiche che ti fanno stare bene con te stessa, non come un momenti di grande egocentrismo.

Lo “stare bene” ha a che fare con l’interiorità. Allenarsi e stare a dieta sembra essere una sorta di mantra per stare bene, ma se la fai diventare un’ossessione non ti rendi conto che l’allenamento e la corretta alimentazione di cui hai bisogno, hanno l’obiettivo di farti sentire bene e non di stressarti.

Nuova tecnica chirurgica per gli aneurismi dell’aorta

Presentato nuovo approccio per gli aneurismi dell’arco aortico

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Nuova tecnica per il trattamento degli aneurismi complessi dell’arco aortico. L’ha presentata il professor Alessandro Castiglioni, primario di Cardiochirurgia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele in occasione del 32esimo incontro annuale dell’EACTS – European Association for Cardio-Thoracic Surgery, che si è svolto a Milano.

L’aneurisma è la dilatazione progressiva di un tratto di un’arteria causata da un’alterazione delle sue pareti. Tra i fattori di rischio principali ci sono ipertensione arteriosa, età, familiarità, ipercolesterolemia, diabete, fumo. Nei casi più seri si può assistere a una gravissima complicanza del quadro che prende il nome di dissezione aortica e che richiede un tempestivo e immediato intervento cardiochirurgico di sostituzione dell’aorta ascendente.

Diabete, la cura con sulfanilurea è rischiosa

Il passaggio da metformina richiede attenzione

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Per il malato di diabete di tipo 2, il passaggio da metformina a sulfanilurea è delicato. Secondo uno studio apparso sul British Medical Journal, il passaggio al nuovo farmaco può aumentare il rischio di eventi avversi.

«I pazienti che hanno assunto sulfaniluree come terapia di seconda linea hanno mostrato un aumentato rischio di infarto miocardico, di mortalità da tutte le cause, e di ipoglicemia grave rispetto a quelli rimasti in monoterapia con metformina, anche quando questo è avvenuto a dispetto di un controllo glicemico subottimale. Le associazioni con infarto miocardico e mortalità sono state maggiori con il passaggio dalla metformina alle sulfaniluree, rispetto all’aggiunta delle sulfaniluree alla metformina», spiega il coordinatore della ricerca Antonios Douros della McGill University di Montreal.