Rischi riproduttivi per i ragazzi della Terra dei Fuochi

Alterazioni degli spermatozoi nel 60% dei casi

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Rischi riproduttivi importanti per il 60% dei ragazzi che vivono nelle zone della Terra dei Fuochi. A dirlo sono gli esperti della Società italiana di Riproduzione Umana (Siru) nel corso del IV Congresso Nazionale.
I dati provengono dal progetto EcoFoodFertility, condotto per due anni in aree d’Italia altamente inquinate, sostenuto dal ministero della Salute e da diversi enti di ricerca tra cui il Cnr, l’Iss ed Enea.
”Il liquido seminale – ha spiegato Luigi Montano, presidente area andrologica – è un ottimo marker, indicatore di salute ambientale del territorio. Abbiamo compiuto ricerche in giovani sani che vivono in zone a diversa pressione ambientale in Campania e altre regioni italiane e i dati indicano rischi riproduttivi molto importanti per i giovani che abitano nella Terra dei fuochi, nell’area di Brescia e nella Valle del Sacco del frusinate. Dalla ricerca si evince che sui …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | spermatozoi, riproduttivi, alterazioni,

I fattori di rischio per l’ipossiemia

Sovrappeso e IMC aumentano i rischi di difficoltà respiratorie

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Cosa succede al nostro cuore e ai nostri polmoni quando saliamo ad alta quota? Dipende dalle caratteristiche del nostro fisico: lo confermano i dati appena pubblicati del primo e unico studio sul tema, realizzato dal Centro Cardiologico Monzino e finanziato da Fondazione IEO-MONZINO. I risultati dimostrano che l’alto indice di massa corporea, segno di sovrappeso, l’età avanzata e il sesso maschile sono fattori associati alla difficoltà di respirare (ipossiemia) quando si sale ad alta quota, in particolare durante l’inverno.
Lo studio ha analizzato la risposta cardiopolmonare all’esposizione acuta ad alta quota valutando le condizioni specifiche di ciascun soggetto, così da stabilire se una persona può raggiungere l’alta quota, quale tempo di acclimatamento deve rispettare, fino a quali altezze può spingersi, e qual è il livello di rischio individuale. Lo studio ha reclutato un totale di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ipossiemia, montagna, cuore,

Total body challenge: il workout per mettersi alla prova

Il Lunedì chiama total body challenge. Eh si, perché mentre ci lamentiamo dell’ormai inizio dei “lavori” della settimana, il consiglio che noi di Fitinhub vogliamo dare, è che mettersi alla prova il primo giorno della settimana, ti dà sicuramente la motivazione e la grinta necessaria per affrontare tutta la settimana.

Total body challenge 

L’allenamento total body challenge è un allenamento ad alta intensità. Prevede l’esecuzione di quanti più round possibili nell’arco di 10 minuti, dunque, non prevede pause. Riposati solo quando ne hai bisogno. Ti ricordiamo di verificare sempre di essere sempre nelle condizioni fisiche e di salute per eseguire l’allenamento.

Come sempre ti serviranno:

  • un timer
  • un tappetino 
  • una bottiglietta d’acqua
  • pesetti/kettlebell

Esegui il numero di set indicati per ogni super set. Per gli esercizi unilaterali il numero di ripetizioni indicato è relativo ad ogni lato. Utilizza il peso che ti permetta di eseguire le ripetizioni in maniera corretta 

12 american swing

  • Per eseguire correttamente l’esercizio è necessario attivare il muscolo grande dorsale, portando indietro le spalle e facendo dondolare il kettlebell in mezzo alle gambe.
  • Ovviamente non mandare in ipertensione la parte posteriore delle ginocchia, ma in ogni caso dovresti stendere le ginocchia completamente, facendo leva sulla contrazione dei quadricipiti.
  • Se non pieghi le ginocchia nella fase di swing, durante il quale il peso e tra le gambe leggermente indietro rispetto al corpo, rischi di porre stress inutile e dannoso sui femorali e sui lombari. Piegare le ginocchia ti permette di caricare in maniera corretta i fianchi.
  • Portare indietro il peso, tenendolo quanto più vicino all’inguine, per facilitare il movimento cerniera/deadlift evitando di eseguire uno squat.

Leggi anche: come eseguire swing senza kettlebell

8 push up inclinati

  • Inizia in posizione di push up Start in push-up (mani sotto le spalle, addominali ingaggiati, schiena dritta e gambe stese all’indietro piedi uniti)  con il dorso dei piedi centrati sulla stability ball.
  • Ritorna in posizione di partenza e abbassati in un push up.
  • Tornare nella posizione di partenza continuando ad eseguire il movimento in maniera fluida per otto ripetizioni
Total Body workout a casa con i Push Up
Total Body workout a casa con i Push Up

10 squat bulgari (10 per gamba)

  • Punta del piede sulla panca posizionato ad altezza ginocchio
  • Porta in busto leggermente in avant
  • Il piede che appoggia per terra ad una distanza piuttosto ampia in modo da tenere il focus sui glutei
  • Scendi verso il basso ricordandoti di piegare le ginocchia
  • Risali in posizione di partenza

12 sumo squat

  • Con i piedi a distanza spalle, punta i piedi a 45° verso l’esterno
  • Inspira mentre porti indietro i fianchi in uno squat, portando le braccia in avanti e tenendo le mani davanti al petto
  • Attiva l’addome e mantieni la spina dorsale neutrale
  • Fai una pausa quando arrivi nella posizione più bassa del movimento e fai attenzione perchè è proprio nel momento in cui i fianchi raggiungono l’altezza delle ginocchia che la forma inizia a venire meno
  • Gli stinchi dovrebbero trovarsi in posizione verticale, e le ginocchia leggermente o in avanti rispetto agli alluci.
  • Butta fuori l’aria quando ritorni verso l’alto, facendo partire la spinta dai talloni.
  • La respirazione è parte fondamentale dell’esercizio soprattutto quando inizi ad eseguire l’esercizio con i carichi elevati.

15 mountain climbers 

  • Inizia in posizione plank con braccia tese ed entrambe i piedi per terra
  • porta il ginocchio destro verso il petto
  • porta il ginocchio indietro e torna in posizione di partenza
  • ripeti il movimento con il ginocchio sinistro

30 secondi di plank 

  • Una volta raggiunta la posizione corretta inspira attraverso il naso.
  • Dovresti sentire tutti i muscoli del corpo che si attivano.
  • Addome, glutei e muscoli delle gambe sono tutti attivi durante l’esecuzione dell’esercizio.
  • Espira buttando fuori l’aria dalla bocca.
  • L’obiettivo è quello di attivare tutti i muscoli coinvolti, e naturalmente rilassarli quando butti fuori l’aria.
  • Prosegui quindi con la respirazione per tutta la durata dell’esercizio.

Linfoma e Covid-19, il vaccino riduce i rischi

Necessario per evitare una forma grave della malattia

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Come confermato da numerose evidenze, i pazienti con linfoma sperimentano spesso una malattia da Covid-19 clinicamente più severa, vanno più frequentemente incontro a complicanze e presentano ridotti tassi di sopravvivenza, rendendo questa categoria di pazienti particolarmente vulnerabile.
Anche se i pazienti superano la fase acuta dell’infezione Covid-19, un’interruzione della terapia contro il linfoma può significativamente impattare sull’esito favorevole di una terapia salvavita.
Riportiamo a questo proposito la storia di una giovane paziente di 32 anni con diagnosi di Linfoma di Hodgkin classico in uno stadio localmente avanzato, diagnosticato durante la pandemia a Giugno 2020. Per tale patologia la paziente intraprendeva la chemioterapia standard con lo schema ABVD. Una valutazione della risposta precoce con l’esame PET-TAC dopo 2 cicli evidenziava una buona risposta con …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | linfoma, Covid, vaccino,

Rischi per il cuore con la cannabis

Un consumo frequente è associato a un raddoppio dei rischi cardiovascolari

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Consumare abitualmente cannabis ha conseguenze sulla salute. Lo rivelano i dati di una metanalisi realizzata da scienziati americani della Upstate Medical University di Syracuse, a New York, pubblicata sull’American Journal of Medicine.

Secondo gli studiosi, che hanno analizzato i dati di 1,4 milioni di persone, il consumo frequente di cannabis ha l’effetto di raddoppiare o quasi il rischio cardiovascolare.

I ricercatori hanno analizzato esclusivamente i dati di soggetti non fumatori, dividendoli in due gruppi: consumatori regolari di cannabis (più volte la settimana) e persone che non l’avevano mai usata. È così emerso che i consumatori abituali mostravano un rischio aumentato dell’88% di infarto del miocardio o malattia coronarica, mentre il rischio di ictus cresceva dell’81%.

Diabete, essenziale il monitoraggio continuo della glicemia

Minori rischi di ipoglicemia grazie al controllo costante dei valori

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Uno studio apparso su Jama e firmato da ricercatori della Kaiser Permanente della California settentrionale conferma l’importanza del monitoraggio continuo della glicemia nella gestione del diabete di tipo 2.

L’utilizzo di appositi apparecchi consente infatti un miglioramento decisivo del controllo glicemico e un numero inferiore di visite al pronto soccorso per ipoglicemia.

«I monitor glicemici continui sono diventati lo standard di cura per i pazienti con il diabete di tipo 1 dopo la dimostrazione che migliorano il controllo del glucosio. E ora lo stesso avviene per i pazienti con diabete di tipo 2: usando i monitor il miglioramento del controllo glicemico è stato paragonabile a quello che potrebbe verificarsi dopo l’inizio di un nuovo antidiabetico», afferma l’autore principale dello studio Andrew Karter.

Se sei bello ti ammali di meno

Bellezza geneticamente correlata a maggior salute

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C’è davvero chi nasce con la camicia. Secondo uno studio dell’Università di Cincinnati pubblicato su Evolution and Human Behaviour, infatti, oltre all’aspetto gradevole i belli godrebbero anche di una salute di ferro.

L’analisi dei ricercatori americani ha coinvolto 15mila uomini e donne fra i 24 e i 35 anni, seguendoli fin da quando ne avevano soltanto 10. Dai risultati è emerso che le persone belle soffrono meno spesso di problemi quali asma, acufene, ipertensione, diabete, colesterolo alto, depressione, malattie mentali e di altra natura.

Il campione è stato selezionato attraverso un colloquio, e le persone sono state classificate in cinque categorie, da molto poco attraenti a molto attraenti, in base al loro giudizio personale e a quello degli altri. I ricercatori hanno così trovato un legame fra la bellezza fisica e le condizioni di salute.

Covid, disturbi mentali per un paziente su tre

Ansia e disturbi dell’umore i problemi più comuni

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A 6 mesi dalla malattia, un paziente guarito da Covid-19 su tre mostra problemi di natura mentale.

È il risultato di uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry da un team della Oxford University guidato da Paul Harrison, che spiega: «Sebbene i rischi individuali per la maggior parte dei disturbi siano bassi, l’effetto sull’intera popolazione potrebbe essere sostanziale».

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 236.379 pazienti colpiti da Covid-19, scoprendo che il 34% aveva ricevuto una diagnosi di malattia neurologica o psichiatrica entro 6 mesi dalla malattia.

I dati sono stati confrontati con quelli di persone che avevano avuto l’influenza o altre malattie respiratorie nello stesso periodo di tempo. L’incidenza dei disturbi nei guariti da Covid era molto più alta della media.

Vaccini Covid, il rompicapo AstraZeneca

Potrebbero essere ribaltate le indicazioni originarie per il rischio di trombosi

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Sappiamo di non sapere. I tecnici dell’Ema fanno proprio il concetto più famoso di Socrate, denunciando l’incapacità momentanea di dare risposte certe all’opinione pubblica europea sul vaccino di AstraZeneca.

Pur non conoscendone ancora i motivi, e avendo una conoscenza superficiale delle dimensioni reali del fenomeno, gli esperti dell’Ema devono alla fine ammettere che esiste un nesso tra alcuni rari casi di trombosi – causati da coaguli di sangue in compresenza con basso numero di piastrine – e la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

I benefici, tuttavia, continuano a superare – e di molto – i rischi, ma la decisione su eventuali restrizioni alle inoculazioni andrà presa dalle autorità nazionali. I casi segnalati da Ema sono 62 eventi di trombosi cerebrale e 24 di altro genere su 25 milioni di dosi in Unione Europea e Regno Unito.

I rischi dell’abuso di farmaci per chi gioca a calcio

I risultati di uno studio su calciatori della serie B

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L’uso di farmaci fra gli atleti è un argomento molto dibattuto negli ultimi anni, soprattutto per le implicazioni legate al doping. Tuttavia, poco si sa sull’uso di medicinali consentiti e meno ancora sono gli studi che hanno investigato la relazione fra reazioni avverse ai farmaci e sport.

Un team di ricercatori italiani guidati da Francesca Wanda Rossi dell’Università Federico II di Napoli ha realizzato uno studio osservazionale su un gruppo di calciatori di serie B.

Il campione era formato da 378 calciatori, sottoposti a test fisici e anamnestici, oltre che a un questionario validato.

La grande maggioranza degli atleti – il 91,8% – ha riferito l’uso di Fans – farmaci antinfiammatori non steroidei – nel corso dell’anno precedente, e un terzo di loro si è dichiarato consumatore abituale. Il 64% dei giocatori ha utilizzato analgesici, mentre il 52,1% ha assunto antibiotici.