Malaria congenita, lo screening riduce i rischi

Fondamentale il controllo per proteggere il bambino

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Lo screening per la malaria congenita su donne incinte e su neonati a rischio può rendere più efficaci i trattamenti.

La malaria congenita è una forma rara di malaria che si trasmette dalla madre al bambino in gravidanza o durante il parto. A rivelare che i protocolli di screening costituiscono una valida arma per la riduzione della mortalità e della morbilità associate a questa patologia, è uno studio realizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Malaria Journal.

Stando agli autori è opportuno sottoporre le donne incinte provenienti da Paesi dove la malaria è endemica (o che vi hanno soggiornato) a un test per rilevare l’eventuale presenza del parassita che causa la malaria congenita.

5 consigli per divertirsi sulla neve senza farsi male

Affrontare con sicurezza le giornate in montagna

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Solo nella prima settimana di gennaio, circa un milione di italiani ha scelto la montagna, per salutare il nuovo anno con un paio di sci ai piedi.

A questi, vanno aggiunti i numerosissimi appassionati che si concederanno una o più giornate sulle piste nel corso di una stagione che, in molte località, si concluderà solo ad aprile inoltrato. I patiti della settimana bianca e gli amanti di sci e tavola occasionali non vanno però incontro solo alle emozioni che questo sport sa regalare, ma anche al potenziale pericolo di incidenti e infortuni, come hanno purtroppo rivelato i recenti fatti di cronaca.

Per affrontare al meglio i rischi dello sport ad “alta quota”, è bene tenere conto di consigli.

Sottoporsi a un check up medico! Alta quota e basse temperature possono influenzare i parametri cardiocircolatori: quando si decide di affrontare una giornata o un weekend sulla neve.

Quanto caffè assumere in gravidanza

Rischi di nascite sottopeso

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Meglio evitare la caffeina in gravidanza. Almeno è quanto emerge da uno studio su 1000 gestanti pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition.

Lo studio, condotto da Ling-Wei Chen, della University College di Dublino, rivela che anche per consumi inferiori a quelli attualmente raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Salute vi possono essere potenziali rischi per il bambino.

Il rischio ovviamente viene anche dal tè, sebbene molte persone non associno il suo consumo a quello della caffeina, che invece è presente anche in questa bevanda.

Le raccomandazioni fissano la dose giornaliera massima in 200 mg.

La chirurgia bariatrica riduce i rischi di diabete e cancro

Migliora l’aspettativa di vita e la salute del cuore

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Uno studio italiano dimostra che la chirurgia bariatrica malassorbitiva riduce del 50% l’incidenza di alcune malattie gravi.

La ricerca, pubblicata su Obesity Surgery e International Journal of Obesity, evidenzia l’efficacia della tecnica riguardo a diabete, disturbi cardiovascolari, neoplasie, dislipidemia e oculopatie nei pazienti gravemente obesi, rispetto ai pazienti non operati e sottoposti ad altri trattamenti medici a parità di BMI, sesso ed età e osservati nello stesso arco temporale.

Nello specifico è stata dimostrata, negli anni successivi all’intervento, una riduzione della probabilità di contrarre diabete del 90%, tumori dell’80%, ipertensione arteriosa del 70% e malattie cardiovascolari del 36%; di grande valore il dato che la chirurgia bariatrica malassorbitiva riduce la mortalità del 36%.

Bpco, meno riacutizzazioni grazie alla triplice terapia

Più vantaggiosa rispetto alla duplice e alla monoterapia

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Una metanalisi apparsa sul British Medical Journal evidenzia la maggiore efficacia della terapia tripla per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva rispetto alla duplice e alla monoterapia.

La terapia tripla è associata a un’incidenza inferiore di riacutizzazioni moderate o gravi sebbene non sia priva di rischi.

«La tripla terapia con LAMA, beta-2 agonisti a lunga azione (LABA) e corticosteroidi inalatori (ICS) viene comunemente usata nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcune metanalisi precedenti hanno dimostrato che la terapia tripla con l’utilizzo di più inalatori può migliorare il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e lo stato di salute, ma le prove per quanto riguarda l’efficacia della terapia tripla rispetto alla terapia doppia nella prevenzione delle riacutizzazioni non sono ben documentate», spiega Yayuan Zheng.

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra. Massa grassa e massa muscolare sono strettamente correlate tra loro. Nulla esiste nel nostro corpo per caso. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio.

Esistono due tipologie di fibre muscolari: veloci e lente. Quelle lente controllano la resistenza e vengono utilizzate per attività come la corsa di lunga distanza o attività come la Zumba. Le fibre muscolari veloci sono utilizzate nei movimenti veloci come gli squat jump piuttosto che gli sprint. Richiedono di un maggior lasso di tempo per recuperare. A differenza della tipologia lenta, aumentano di dimensioni man mano che si rinforzano, quindi allenarle è cruciale per la definizione muscolare.

Per quanto riguarda il grasso corporeo la situazione è più complessa. Esiste il grasso bianco (viscerale e sottocutaneo) e quello bruno. Per capirci il grasso subcutaneo è il grasso che riesci a pizzicare intorno al girovita o l’interno coscia, e ha un suo ben preciso motivo di esistere: è la tua più grande riserva di energia, ti aiuta a regolare la temperatura corporea e proteggere gli organi interni. E’ difficile sbarazzarsene.

Il grasso viscerale si nasconde al di sotto di quello subcutaneo nella midsection. Il suo scopo è quello di proteggere gli organi come fegato e intestino. Ma troppo di questo grasso aumenta le infiammazioni e rischi collegati ad esse.

In fine il grasso bruno, quello di cui hai più bisogno: ti aiuta a bruciare calorie invece di conservarle. L’allenamento ti aiuta in questo senso permettendo al grasso bruno di produrre un ormone chiamato irisina, che lo attiva.

Il collegamento tra massa grassa e massa muscolare è come accade per le macchine, i muscoli necessitano di energia per muoversi. E il grasso è una delle migliori fonti in questo senso. Ci sono 9 calorie in 1 gr di grasso.

Tuttavia il corpo umano non risponde esattamente a criteri matematici, e decide autonomamente la fonte da cui ricavare energia: quando esegui allenamenti a bassa intensità il corpo fa rifornimento dalle riserve di grasso in eccesso. Quando invece aumenti l’intensità degli allenamenti e richiedi maggiori quantità di energia, il tuo corpo inizia a richiedere calorie dai carboidrati, che vengono trasformati in energia, appunto, più velocemente.

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Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra con l’allenamento

Hai mai sentito parlare della “fat burning zone”? Si verifica quando ti stai allenando al  50-65% della tua massima intensità, che si pensa sia esattamente quando il tuo corpo inizia a bruciare energia proveniente dai carboidrati. Aumentare l’intensità può quindi portare ad una maggiore perdita di grasso in eccesso. Bruciando più calorie durante l’allenamento, il corpo avrà la necessitò di  utilizzare le riserve di grasso per il recupero muscolare.

In ogni caso l’intensità  dell’allenamento è solo parte dell’equazione. Ci sono 6 strategie da mettere in pratica per aumentare la massa magra e sbarazzarsi del grasso in eccesso:

  • Allenati presto la mattina e subito dopo fai colazione
  • Dormi di più, terrai a bada il cortisone l’ormone dello stress.
  • Allenati per 1 ora tre volte a settima
  • Aumenta l’intensità del tuo allenamento gradualmente
  • Diminuisci l’intensità quando il tuo corpo lo richiede
  • Non saltare lo spuntino dopo l’allenamento

Un antidepressivo aumenta il rischio di fratture

Maggiori probabilità di cadute nei pazienti anziani

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Un farmaco antidepressivo utilizzato per la popolazione anziana, il trazodone, aumenta il rischio di cadute e fratture. L’aspetto significativo è che le statistiche sono simili a quelle fatte registrare dai farmaci antipsicotici, al posto dei quali viene solitamente prescritto proprio per evitare l’effetto collaterale segnalato.

L’analisi sui rischi è stata firmata da ricercatori dell’Università di Toronto in collaborazione con i colleghi dell’Università McMaster e di altri centri canadesi.

Coordinati dalla dott.ssa Jennifer A. Watt, gli scienziati sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di 6588 anziani di età pari o superiore a 66 anni trattati con tradozone e di altri 2875 soggetti trattati con antipsicotici atipici, noti anche con il termine antipsicotici di seconda generazione.

Se resti seduto rischi la morte

Il pericolo di una morte prematura aumenta di molto a causa della sedentarietà

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La sedentarietà invecchia e uccide. Quasi il 15% dei decessi in Italia è causato dalla sedentarietà, con una spesa in termini di costi sanitari di 1,6 miliardi di euro all’anno per le patologie ad essa direttamente collegate, ovvero tumore del seno, del colon, diabete di tipo 2 e coronaropatia.

Eppure basterebbe un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di uno stile di vita più equilibrato per abbattere questi numeri. A dirlo è il Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e presentato in un convegno all’ISS dedicato all’argomento.

Diabete e pressione alta, pochi controlli

Scarsa percezione dei rischi fra i diabetici

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Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta.

Normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è un’appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta. Questo è l’allarme che viene lanciato dalla SIIA, Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa.

Un diabetico di tipo 2 – dichiara Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa.

Cosmesi, un decalogo per evitare rischi

Consapevolezza e sostenibilità per una bellezza salutare

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La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, la superficie di incontro tra l’ambiente esterno che la influenza (fattori climatici e ambientali, agenti fisici, chimici, batterici, micotici, virali), quello interno, come l’età, che la caratterizza e quello psicoaffettivo che regola le emozioni.

Ogni giorno viene a contatto con almeno 500 sostanze presenti nei cosmetici: compaiono, infatti, circa 31 componenti in un balsamo, 45 in una crema da giorno, 28 in un bagnoschiuma, ben 40 in una lacca per capelli. Ma siamo proprio certi che ogni ingrediente sia sicuro?

Il sicuro per legge non esiste – afferma la prof.ssa Pucci Romano, presidente Skineco, Associazione internazionale di dermatologia ecologica – dobbiamo affidarci al principio di precauzione.