Più fai sport meno rischi di morire


Andare oltre la quantità raccomandata riduce la mortalità

Uno studio apparso su Circulation mostra che i soggetti che praticano da 2 a 4 volte la quantità di attività fisica raccomandata mostrano una mortalità significativamente ridotta rispetto alla media.
Le raccomandazioni dell’American Heart Association prevedono 150 minuti alla settimana di esercizio aerobico di intensità moderata o 75 minuti di esercizio ad alta intensità.
«Il potenziale impatto dell’attività fisica sulla salute è grande, ma non è chiaro se
impegnarsi in livelli di attività fisica prolungata, vigorosa o di intensità moderata al di sopra di quanto raccomandato abbia benefici aggiuntivi o effetti dannosi sulla salute cardiovascolare», spiega Dong Hoon Lee, della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, primo nome dello studio.
Per fare chiarezza, i ricercatori hanno esaminato i dati sulla mortalità e le cartelle cliniche di oltre 100.000 adulti raccolti …  (Continua) leggi la 2° pagina sport, cardiovascolare, morire,

I rischi della sabbia per i bambini


Possibili infezioni e irritazioni della pelle

Estate e mare sono sinonimo di divertimento per i bambini, che in spiaggia adorano giocare con l’acqua e la sabbia. Proprio quest’ultima, però, può rappresentare un possibile rischio per la salute dei più piccoli.
Innanzitutto la sabbia può esercitare un’azione traumatica sulla pelle del bambino, in particolare se è sudata. La sabbia, infatti, sfrega la pelle delicata del bambino, irritandola.
Inoltre, se la sabbia è umida possono esserci degli acari che, a loro volta, finiscono per irritare la pelle con delle micropunture. La sabbia può veicolare anche un’infezione batterica superficiale nota come impetigine, che può diffondersi sul corpo quando il bambino si tocca, portando l’infezione in altre zone del corpo. Anche la sabbia, depositandosi sulla pelle sudata e con piccole lesioni, può facilitare l’ingresso dei batteri nell’organismo.
Più rare, ma possibili, le infezioni da funghi …  (Continua) leggi la 2° pagina sabbia, bambini, infezioni,

Caldo, i consigli per chi soffre di Alzheimer e Parkinson


Più di altri questi pazienti possono accusare gli effetti della calura estiva

La tremenda ondata di caldo che si è abbattuta sull’Europa occidentale sta mietendo molte vittime in tanti paesi diversi. L’Italia purtroppo non fa eccezione, e a soffrire del caldo eccessivo possono essere in particolare i soggetti fragili, ad esempio i malati di Parkinson e Alzheimer.
In questi ultimi la percezione delle temperature e la termoregolazione corporea risultano alterate, tanto che i pazienti spesso non si rendono conto dei rischi che corrono per l’eccessivo calore.
La Società italiana di neurologia (Sin) ha lanciato quindi un’allerta a pazienti e caregiver, offrendo loro consigli per contrastare gli effetti negativi del caldo.
“Le prime buone regole da rispettare riguardano una corretta idratazione attraverso l’assunzione di 2 o 3 litri di acqua al giorno e un’alimentazione ricca di frutta e verdura estiva che contengono moltissimi liquidi, sali minerali, vitamine, …  (Continua) leggi la 2° pagina Alzheimer, Parkinson, caldo,

Menopausa, dalla terapia ormonale più benefici che rischi


Il trattamento si conferma efficace e non pericoloso

Un nuovo studio pubblicato su Menopause dagli esperti della North American Menopause Society (NAMS) conferma i benefici associati al trattamento con la terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa.
L’Hormone Therapy Position Statement Advisory Panel della NAMS ha riaffermato il suo sostegno alla terapia ormonale sostitutiva per il trattamento dei sintomi vasomotori della menopausa sulla base del fatto che i benefici superano i rischi per la maggior parte delle donne sane con meno di 60 anni ed entro i 10 anni dall’inizio della menopausa.
«Dalla nostra ultima presa di posizione sulla terapia ormonale pubblicata nel 2017 ci sono state importanti aggiunte che chiariscono ulteriormente l’equilibrio tra rischi e benefici delle opzioni di trattamento per i sintomi della menopausa», ha affermato Stephanie Faubion, direttore medico della NAMS e direttore del Mayo Clinic Center for …  (Continua) leggi la 2° pagina menopausa, terapia, ormonale,

Come gestire l’anoressia nervosa in gravidanza


Le raccomandazioni fornite da uno studio australiano

Una revisione pubblicata su Lancet Psychiatry fornisce nuove raccomandazioni per il trattamento dell’anoressia nervosa in gravidanza. La gestione della malattia, spiega il team diretto da Megan Galbally del Monash University in Australia, richiede un approccio multidisciplinare.
L’anoressia colpisce soprattutto donne fra i 12 e i 51 anni, cioè nella fase riproduttiva della loro vita. Si tratta di un disturbo mentale fortemente associato al suicidio e a complicazioni mortali derivanti dalle conseguenze del digiuno.
«Sebbene l’anoressia nervosa sia un disturbo a bassa prevalenza, e anche a minore prevalenza in gravidanza, è associata a rischi sostanziali per la madre e il bambino quando è poco riconosciuto e sottogestito. Nonostante la complessità e il rischio della gestione dell’anoressia nervosa in gravidanza, sono disponibili pochi studi per
orientare l’assistenza».
La revisione …  (Continua) leggi la 2° pagina anoressia, gravidanza, digiuno,

Covid, le statine riducono i rischi


Rischio inferiore di ricoveri e decessi

L’utilizzo di statine per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (CVD) è risultato associato anche a un rischio inferiore di ricovero o decesso per Covid-19. Lo dice uno studio pubblicato sul Journal of American Heart Association da un team dello University College di Londra guidato da Kim Bouillon, che spiega: «Le statine sono ora note per la loro utilità in prevenzione primaria, attraverso la riduzione della mortalità per tutte le cause, per le CVD, per le malattie coronariche e per l’ictus». «Inoltre, non ci sono prove di alcun danno grave causato dal loro uso».
Il team diretto da Bouillon ha esaminato i dati di oltre 2 milioni di pazienti con almeno 40 anni che usavano statine per la prevenzione primaria delle CVD. Questi pazienti sono stati messi a confronto con oltre 2 milioni di altri pazienti che non avevano usato statine.
È così emersa una riduzione del rischio di …  (Continua) leggi la 2° pagina statine, Covid, cardiovascolari,

Variare la dieta per vivere più a lungo


La biodiversità alimentare riduce la mortalità

Adottare un’alimentazione il più variegata possibile ha l’effetto di aumentare le probabilità di vivere più a lungo. Lo dice lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) pubblicato su Plos Medicine.
La ricerca ha analizzato le associazioni fra ricchezza di specie alimentari e mortalità in 451.390 adulti sani arruolati fra il 1992 e il 2014. Grazie a dei questionari dietetici, le abitudini alimentari dei volontari sono state valutate in maniera specifica.
La ricchezza dietetica (DSR) annuale di un individuo è stata calcolata in base al numero assoluto di specie biologiche uniche in ciascun alimento e bevanda. Le associazioni sono state valutate adattando modelli di regressione dei rischi proporzionali di Cox aggiustati per più variabili.
Nel campione analizzato, due specie animali – mucca e maiale – e due colture – grano e patata – hanno …  (Continua) leggi la 2° pagina

Keywords | dieta, alimentazione, vivere,

Tumori surrenalici, maggiori rischi per le donne giovani

Potrebbero beneficiare di una normalizzazione del cortisolo

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L’Università di Würzburg e l’Università di Torino hanno guidato il più vasto studio internazionale, retrospettivo, sui tumori surrenalici di scoperta occasionale (incidentalomi). Il lavoro – avviato nel 2015 coinvolgendo centri afferenti all’ENSAT (European Network for the Study of Adrenal Tumors) di 15 diversi Paesi – ha incluso oltre 3600 pazienti ed è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Diabetes & Endocrinology.
Per l’Università di Torino, i Proff. Massimo Terzolo (Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e Giuseppe Reimondo hanno coordinato lo studio che ha dimostrato un eccesso di mortalità nei pazienti con adenoma surrenalico capaci di produrre cortisolo, il principale ormone secreto dalle ghiandole surrenaliche, in modo autonomo e non regolato. Per la prima volta, è stato dimostrato che il rischio di morte varia per età e sesso. Le …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cortisolo, incidentalomi, cardiovascolare,

Covid, nuovo anticorpo abbatte il rischio

Una singola dose offre una protezione duratura

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I pazienti fragili devono essere protetti contro il Covid-19, anche grazie alla prima opzione farmacologica che consente di prevenire i sintomi del virus diversa dai vaccini: una combinazione di anticorpi monoclonali.
Si fa riferimento a persone, in particolare quelle con sistema immunitario compromesso, che potrebbero non sviluppare una risposta adeguata ai vaccini contro il virus. Inoltre, in caso di infezione, sono a maggior rischio di esiti negativi da Covid-19, perché la loro capacità naturale di combattere gli agenti patogeni è più bassa. In Italia, dallo scorso febbraio, è disponibile una combinazione di anticorpi monoclonali a lunga emivita che ha dimostrato di ridurre dell’83% il rischio di sviluppare la malattia in forma sintomatica, con una protezione che continua per almeno sei mesi dopo una sola dose. Si riscontrano però differenze regionali nell’accesso dei pazienti a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, anticorpo, rischi,